diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/Makefile b/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/Makefile
index a48603f040..55c27c1cf7 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/Makefile
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/Makefile
@@ -1,29 +1,29 @@
#
# $FreeBSD$
#
# Crea la Nuova Guida per i Committer di FreeBSD
#
MAINTAINER=sysadmin@alexdupre.com
DOC?= article
FORMATS?= html
INSTALL_COMPRESSED?= gz
INSTALL_ONLY_COMPRESSED?=
-JADEFLAGS+= -V %generate-article-toc%
+WITH_ARTICLE_TOC?= YES
#
# SRCS lista i singoli files SGML che compongono il documento. Modifiche
# a qualunque di questi files obbligano la ricreazione
#
# Contenuto SGML
SRCS= article.sgml
DOC_PREFIX?= ${.CURDIR}/../../..
.include "${DOC_PREFIX}/share/mk/doc.project.mk"
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml
index 9744e83a5e..b04d2f0dfa 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml
@@ -1,1509 +1,1557 @@
%man;
%freebsd;
%authors;
%teams;
%mailing-lists;
%translators;
]>
Guida del CommitterThe FreeBSD Italian Documentation Project$FreeBSD$1999200020012002
+ 2003
+
The FreeBSD Italian Documentation ProjectQuesto documento fornisce informazioni per la comunità dei
committer di FreeBSD. Tutti i nuovi committer dovrebbero leggere
questo documento prima di iniziare, e i committer già esistenti
sono fortemente incoraggiati a riguardarselo di tanto in tanto.Traduzione a cura di &a.it.alex;.Dettagli AmministrativiHost con il Repository
Principale
- freefall.FreeBSD.org
+ ncvs.FreeBSD.orgMetodi di Accesso
- &man.ssh.1;
+ &man.ssh.1;, solo protocollo 2CVSROOT Principale
- /home/ncvs
+ ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs&a.cvs; Principali&a.peter; e &a.markm;, così come &a.joe; per i
ports/Mailing List
- &a.developers;, &a.committers;
+ &a.developers;, &a.committers;
+ (Entrambe sono liste private; gli archivi possono essere trovati
+ in /home/mail/developers-archive
+ e /home/mail/committers-archive
+ sul cluster di FreeBSD.org.)
+
+
+
+ Report mensili del Core Team
+ /home/core/public/monthly-report
+ sul cluster di FreeBSD.org.Tag CVS Degni di NotaRELENG_4 (4.X-STABLE),
HEAD (-CURRENT)È richiesto l'uso di &man.ssh.1; o &man.telnet.1; con
- Kerberos 5 per connettersi agli host con il repository. Questi sono
- generalmente più sicuri che un semplice &man.telnet.1; o
- &man.rlogin.1; visto che la negoziazione delle credenziali avverrà
- sempre in modo cifrato. Tutto il traffico è cifrato di default
+ Kerberos 5 per connettersi agli host del progetto e solo &man.ssh.1;,
+ protocollo 2 ha il permesso di collegarsi all'host con il repository.
+ Questi sono generalmente più sicuri che un semplice &man.telnet.1;
+ o &man.rlogin.1; visto che la negoziazione delle credenziali
+ avverrà sempre in modo cifrato.
+ Tutto il traffico è cifrato di default
con &man.ssh.1;. Insieme a programmi di utilità come
&man.ssh-agent.1; e &man.scp.1;, anch'essi disponibili, &man.ssh.1;
è di gran lunga più conveniente. Se non sai nulla di
&man.ssh.1;, guarda la .Tipi di Bit di CommitIl repository CVS di FreeBSD ha un numero di componenti che, se
combinati, supportano i sorgenti di base del sistema operativo, la
documentazione, l'infrastruttura dei port delle applicazioni di terze
parti, e vari programmi di utilità. Quando vengono assegnati i bit
di commit di FreeBSD, vengono specificate le aree dell'albero dove il bit
può essere usato. Solitamente, le aree associate a un bit
corrispondono a quelle di chi ha autorizzato l'assegnamento del bit di
commit. Ulteriori aree di autorità possono essere aggiunte in
seguito: se occorrerà, il committer dovrà seguire le
normali procedure di allocazione del bit di commit per quell'area
dell'albero, chiedendo l'approvazione all'entità appropriata e
possibilmente prendendo un mentore per quell'area per un po' di
tempo.Tipo di CommitterResponsabileComponenti dell'Alberosrccore@src/, doc/ soggetta ad appropriata revisionedoc
- nik@
+ doceng@
- doc/, src/ documentazione
+ doc/, www/, documentazione src/portsportmgr@ports/I bit di commit assegnati prima dello sviluppo della nozione di aree
di autorità possono essere usati in molte parti dell'albero.
Tuttavia, il buon senso dice che un committer che non ha mai lavorato
precedentemente in un'area dell'albero chieda una revisione del proprio
lavoro prima di effettuare il commit, chieda l'approvazione del
responsabile appropriato, e/o lavori d'accordo con un mentore. Dato che
le regole sulla manutenzione del codice differiscono a seconda dell'area
dell'albero, questo è per il bene del committer che lavora in
un'area poco familiare tanto quanto per gli altri che lavorano
sull'albero.I committer sono incoraggiati a chiedere la revisione del proprio
lavoro come parte del normale processo di sviluppo, indifferentemente
dall'area dell'albero in cui stanno lavorando.Operazioni sul CVSSi assume che tu abbia già familiarità con le operazioni
di base di CVS.I &a.cvs; sono i proprietari del repository CVS e sono
- responsabili di tutte le sue modifiche dirette allo
- scopo di ripulire o sistemare dei gravi abusi di CVS da parte di un
- committer. Nessun altro deve provare a toccare il repository
- direttamente. Nel caso dovessi causare qualche problema al repository,
+ responsabili delle sue modifiche dirette allo scopo di ripulire o
+ sistemare dei gravi abusi di CVS da parte di un committer.
+ Nel caso dovessi causare qualche problema al repository,
diciamo una errata operazione di cvs import o
- cvs tag, non cercare
- di sistemarla da solo!
- Invia un messaggio ai &a.cvs; (o chiama uno di loro) ed esponi il problema
- ad uno di loro invece. Gli unici che hanno il permesso di manipolare
- direttamente i bit del repository sono i
- repomeister.
-
- Le operazioni sul CVS solitamente sono fatte loggandosi su
- freefall, assicurandosi che la variabile di ambiente
- CVSROOT sia impostata a /home/ncvs, e
+ cvs tag, invia un messaggio ai &a.cvs; (o chiama uno di
+ loro) ed esponi il problema ad uno di loro. Gli unici che hanno il
+ permesso di manipolare direttamente i bit del repository sono i
+ repomeister. Non ci sono shell di login disponibili su
+ ncvs.FreeBSD.org, tranne che per i
+ repomeister.
+
+ Le operazioni sul CVS sono fatte da remoto impostando la variabile di
+ ambiente CVSROOT a ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs
+ e la variabile CVS_RSH a ssh, e
quindi effettuando le appropriate operazioni di check-out/check-in.
Se desideri aggiungere qualcosa di totalmente nuovo (ad esempio dei
sorgenti in contrib, ecc.), deve essere usato cvs
import. Guarda come riferimento la pagina man di &man.cvs.1;
per l'utilizzo.
- Tieni presente che quando usi CVS su freefall, devi
- impostare la tua umask a 2,
- così come la variabile di ambiente CVSUMASK a
- 2. Questo assicura che ogni nuovo file creato tramite
- cvs add abbia i corretti permessi.
- Se aggiungi un file o una directory e scopri che il file nel repository
- ha i permessi errati (per essere precisi, tutti i file nel repository
- dovrebbero essere modificabili dal gruppo ncvs),
- contatta uno dei meister del repository come descritto sopra.
-
- Se sei abituato ad usare CVS da remoto e ti consideri abbastanza
- pratico di CVS in generale, puoi anche effettuare le operazioni sul CVS
- direttamente dalla tua macchina e dai tuoi sorgenti locali.
- Ricordati solo di impostare CVS_RSH a
- ssh così da usare un metodo di trasferimento
- relativamente sicuro ed affidabile. Se non hai idea del significato di
- quello che ho appena detto, allora continua a loggarti su
- freefall ed ad applicare le tue diff con
- &man.patch.1;.
+
+ Per favore non usare cvs
+ checkout o update con la macchina con il
+ repository ufficiale impostata come CVS Root per tenere aggiornato il
+ tuo albero dei sorgenti. CVS da remoto non è ottimizzato per la
+ distribuzione via rete e richiede un grande sovraccarico di lavoro e di
+ amministrazione sul lato server. Utilizza il nostro metodo di
+ distribuzione avanzato cvsup per ottenere i bit del
+ repository, ed esegui solamente l'operazione di
+ commit sull'host con il repository.
+ Forniamo un'estesa rete di mirror cvsup per questo scopo, così
+ come diamo accesso al cvsup-master se hai veramente
+ bisogno di essere aggiornato alle ultime modifiche.
+ Il cvsup-master ha la potenza necessaria a gestire
+ questa cosa, il repository principale no. &a.jdp; è a capo del
+ cvsup-master.
+
+ Molti committer definiscono l'alias fcvs che
+ si traduce in cvs -d
+ xxx@ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs per questo scopo.
+ In questo modo svolgono tutte le operazioni di CVS localmente ed usano
+ fcvs commit per effettuare il commit sull'albero CVS
+ ufficiale.
+ Se devi usare le operazioni add e
delete di CVS come se fosse un'operazione &man.mv.1;,
allora va effettuata una copia nel repository piuttosto che usare
add e delete di CVS. In una
copia nel repository, un CVS Meister
copierà il/i file nei loro nuovi nomi e/o locazioni e ti
avviserà ad operazione avvenuta. Lo scopo di una copia del
repository è di preservare la cronologia dei cambiamenti del file,
o i log. Noi del FreeBSD Project diamo molta importanza alla cronologia
dei cambiamenti che CVS fornisce al progetto.Informazioni di riferimento, tutorial, e FAQ su CVS possono
essere trovate su: http://www.cvshome.org/docs/,
e anche le informazioni contenute nei capitoli di Karl Fogel
da Open Source Development with CVS sono molto
utili.&a.des; ha fornito inoltre il seguente mini manuale su
CVS.Effettua il check out di un modulo con il comando
co o checkout.&prompt.user; cvs checkout shazamQuesto estrae una copia del modulo shazam. Se
non c'è alcun modulo shazam nel file dei
moduli, cercherà allora una directory di primo livello chiamata
shazam.
Opzioni utili con cvs checkoutNon crea le directory vuoteEstrae solo un livello, non le sottodirectoryEstrai la versione, il ramo, o il tag
verEstrai i sorgenti com'erano in data
data
Esempi pratici su FreeBSD:Estrai il modulo miscfs, che
corrisponde a src/sys/miscfs:&prompt.user; cvs co miscfsOra hai una directory chiamata miscfs
con le sottodirectory CVS,
deadfs, devfs, e
così via. Una di queste (linprocfs)
è vuota.Estrai gli stessi file, ma con il percorso completo:&prompt.user; cvs co src/sys/miscfsOra hai una directory chiamata src,
con le sottodirectory CVS e
sys. src/sys ha le
sottodirectory CVS e
miscfs, ecc.Estrai gli stessi file, ma elimina le directory vuote:&prompt.user; cvs co -P miscfsOra hai una directory chiamata miscfs
con le sottodirectory CVS,
deadfs, devfs... ma nota
che non c'è nessuna sottodirectory
linprocfs, perché non contiene alcun
file.Estrai la directory miscfs, ma nessuna
delle sue sottodirectory:&prompt.user; cvs co -l miscfsOra hai una a directory chiamata miscfs
con solo una sottodirectory chiamata
CVS.Estrai il modulo miscfs com'è nel
ramo 4.X:&prompt.user; cvs co -rRELENG_4 miscfsPuoi modificare i sorgenti ed effettuare il commit su questo
ramo.Estrai il modulo miscfs com'era nella
3.4-RELEASE.&prompt.user; cvs co -rRELENG_3_4_0_RELEASE miscfsNon potrai effettuare il commit delle modifiche, visto che
RELENG_3_4_0_RELEASE corrisponde ad un
preciso istante di tempo, non a un ramo.Estrai il modulo miscfs com'era il 15
gennaio 2000.&prompt.user; cvs co -D'01/15/2000' miscfsNon potrai effettuare modifiche.Estrai il modulo miscfs com'era una
settimana fa.&prompt.user; cvs co -D'last week' miscfsNon potrai effettuare modifiche.Tieni presente che cvs salva i metadati in sottodirectory chiamate
CVS.Gli argomenti di e
sono fissi, che vuol dire che cvs se li ricorderà in seguito,
ad esempio quando farai un cvs update.Controlla lo stato dei file estratti con il comando
status.&prompt.user; cvs status shazamQuesto visualizza lo stato del file shazam o
di ogni file nella directory shazam. Per ogni
file, lo stato è uno fra:Up-to-dateIl file à aggiornato e non è stato
modificato.Needs PatchIl file non è stato modificato, ma c'è una
nuova versione nel repository.Locally ModifiedIl file è aggiornato, ma è stato
modificato.Needs MergeIl file è stato modificato, e c'è una nuova
versione nel repository.File had conflicts on mergeCi sono stati conflitti l'ultima volta che il file
è stato aggiornato, e non sono ancora stati
risolti.Vedrai anche la versione e la data locale, il numero dell'ultima
versione appropriata (ultima appropriata perché
se hai una data, un tag o un ramo fissati, può non essere
l'ultima versione), e i tag, le date o le opzioni applicate.
- Dopo avere estratto qualcosa, aggiornalo con il comando
+ Dopo avere estratto qualcosa, puoi aggiornarlo con il comando
update.&prompt.user; cvs update shazamQuesto aggiorna il file shazam o il contenuto
della directory shazam all'ultima versione sul
ramo che hai estratto. Se hai estratto un preciso instante di
tempo, non fa nulla a meno che i tag non siano stati
spostati nel repository o qualche altra strana cosa sia in
corso.Opzioni utili, in aggiunta a quelle elencate sopra, con
checkout:Estrae ogni directory aggiuntiva mancante.Scarica l'ultima versione del ramo principale.Altre magie (guarda sotto).Se hai estratto un modulo con o
, l'esecuzione di cvs update
con un argomento differente di o
o con selezionerà un
nuovo ramo, una nuova versione o una nuova data.
L'opzione elimina tutti i tag, le date o le
versioni fissate mentre e ne
impostano di nuove.Teoricamente, specificando HEAD come argomento
di avrai lo stesso risultato di
, ma è solo in teoria.L'opzione è utile se:qualcuno ha aggiunto delle sottodirectory al modulo che hai
estratto dopo averlo estratto.hai estratto con , e dopo cambi idea e
vuoi estrarre anche le sottodirectory.hai cancellato delle sottodirectory e vuoi estrarle
nuovamente.Osserva l'output di cvs update con
cura. La lettera all'inizio di ogni file indica cosa
è stato fatto su di esso:UIl file è stato aggiornato senza problemi.PIl file è stato aggiornato senza problemi (vedrai
questo solo quando lavorerai su un repository remoto).MIl file è stato modificato, ed è stato
fuso senza conflitti.CIl file è stato modificato, ed è stato
fuso con dei conflitti.La fusione è ciò che avviene quando estrai una copia
di qualche codice sorgente, lo modifichi, quindi qualcun altro
effettua il commit di un'altra modifica, e tu esegui cvs
update. CVS nota che tu hai fatto dei cambiamenti locali, e
cerca di fondere le tue modifiche con quelle fatte tra la versione che
hai originariamente estratto e quella che stai aggiornando. Se i
cambiamenti sono a due parti separate del file, solitamente non ci
saranno problemi (sebbene il risultato possa non essere
sintatticamente o semanticamente corretto).CVS stamperà una M davanti ad ogni file
modificato localmente anche se non c'è una nuova versione nel
repository, quindi cvs update è adatto
per avere un resoconto di quello che hai cambiato in locale.Se appare una C, allora le tue modifiche sono
in conflitto con i cambiamenti presenti nel repository (le modifiche
sono sulle stesse righe, o righe vicine, o hai cambiato così
tanto il file locale che cvs non è in grado
di applicare le modifiche al repository). Dovrai allora andare a
modificare il file a mano e risolvere i conflitti; questi saranno
evidenziati da righe di simboli <,
= e >. Per ogni conflitto,
ci sarà una linea di demarcazione formata da sette
< e il nome del file, seguita da una porzione di
quello che il tuo file locale conteneva, seguita da una riga di
separazione con sette =, seguita dalla porzione
corrispondente presente nella versione del repository, seguita da una
riga di separazione con sette > e il numero di
versione che stai aggiornando.L'opzione è un po' voodoo. Aggiorna
il file locale alla versione specificata come se avessi usato
, ma non cambia il numero di versione o il ramo
registrato del file locale. Non è realmente utile tranne
quando usata due volte, nel qual caso fonderà le modifiche
tra le due versioni specificate nella copia su cui stai
lavorando.Per esempio, supponiamo che ti abbia effettuato il commit di una
modifica a shazam/shazam.c in &os.current; e che
più tardi tu voglia effettuare l'MFC. Le modifiche che vuoi
fondere sono nella versione 1.15:Estrai la versione &os.stable; del modulo
shazam:&prompt.user; cvs co -rRELENG_4 shazamApplica le modifiche tra la ver 1.14 e la 1.15:&prompt.user; cvs update -j1.14 -j1.15 shazam/shazam.cQuasi certamente avrai un conflitto a causa delle righe
$Id$ (o nel caso di FreeBSD, $FreeBSD$),
quindi dovrai modificare a mano il file per risolvere il conflitto
(rimuovi le righe di separazione e la seconda linea
$Id$, lasciando la linea $Id$
originale intatta).Guarda le differenze tra la versione locale e quella sul
repository con il comando diff.&prompt.user; cvs diff shazammostra ogni modifica che hai fatto al file o al modulo
shazam.
Opzioni utili con cvs diffUtilizza il formato diff unificato.Utilizza il formato diff contestuale.Visualizza i file mancanti o aggiunti.
Vorrai sempre utilizzare , visto che le diff
unificate sono molto più semplici da leggere rispetto a quasi
tutti gli altri formati (in alcune circostanze, le diff contestuali
generate con l'opzione possono essere meglio, ma
sono molto più voluminose). Una diff unificata consiste di una
serie di parti. Ogni parte inizia con una riga con due caratteri
@ e specifica dove si trovano le differenze nel
file e su quante linee si estendono. Questa è seguita da un
certo numero di righe; alcune (precedute da uno spazio) fanno parte
del contesto; altre (precedute da un -) sono quelle
eliminate e altre ancora (precedute da un +) sono
quelle aggiunte.Puoi anche effettuare una diff con una versione differente
rispetto a quella che hai estratto specificando la versione con
o come per il
checkout o l'update,
o anche visualizzare le differenze tra due versioni arbitrarie
(indipendentemente da quella che hai localmente) specificando
due versioni con o
.Guarda le righe di log con il comando
log.&prompt.user; cvs log shazamSe shazam è un file, questo
stamperà un'intestazione con le
informazioni sul file, come la locazione nel repository dove il file
è salvato, a quale versione è l'HEAD
per questo file, in quali rami si trova il file, e qualsiasi tag
valido per questo file. Quindi, per ogni versione del file, viene
stampato un messaggio di log. Questo include la data e l'ora del
commit, chi ha fatto il commit, quante righe sono state aggiunte e/o
tolte, e alla fine il messaggio di log che il committer ha scritto
quando ha inviato la modifica.Se shazam è una directory, allora le
informazioni di log descritte sopra vengono stampate a turno per ogni
file presente nella directory. A meno che tu abbia dato l'opzione
a log, vengono stampati anche
i log per tutte le sottodirectory di shazam, in
maniera ricorsiva.Usa il comando log per vedere la storia di uno
o più file, come è salvata nel repository CVS. Puoi
anche usarlo per vedere il messaggio di log di una versione specifica,
se aggiungi al
comando log:&prompt.user; cvs log -r1.2 shazamQuesto stamperà solamente il messaggio di log per la
versione 1.2 del file shazam
se è un file, oppure i messaggi di log per le versioni 1.2 di
ogni file sotto shazam se è una
directory.Guarda chi ha fatto cosa con il comando
annotate. Questo comando visualizza ogni riga del
file o dei file specificati, insieme all'utente che ha modificato
più recentemente quella riga.&prompt.user; cvs annotate shazamAggiungi nuovi file con il comando add.Crea il file, usa cvs add su di esso, quindi
cvs commit.In modo analogo, puoi aggiungere nuove directory creandole e poi
utilizzando cvs add su di esse. Nota che non
c'è bisogno di usare il commit sulle directory.Rimuovi i file obsoleti con il comando
remove.Rimuovi il file, quindi usa cvs rm su di esso,
ed infine cvs commit.Effettua il commit con il comando commit o
checkin.
Opzioni utili con cvs commitForza il commit di un file non modificato.Specifica un messaggio di commit sulla riga di comando
anziché invocare un editor.
Usa l'opzione se ti accorgi che hai lasciato
fuori informazioni importanti dal messaggio di commit.Buoni messaggi di commit sono importanti. Dicono agli altri
perché hai fatto le modifiche che hai fatto, non solo qui ed
ora, ma per mesi o anni quando qualcuno si chiederà
perché dei pezzi di codice all'apparenza illogici o
inefficienti sono entrati nel file sorgente. È inoltre un
aiuto inestimabile per decidere su quali modifiche va effettuato
l'MFC e su quali no.I messaggi di commit devono essere chiari, concisi, e fornire
un ragionevole sommario per dare un'indicazione di cosa è stato
cambiato e perché.I messaggi di commit devono fornire abbastanza informazioni
affinché una terza parte possa decidere se la modifica è
rilevante per lei e se debba leggere la modifica stessa.Evita di effettuare il commit di più modifiche scollegate
in una volta sola. Questo rende difficile la fusione, e inoltre rende
più complicato determinare quale modifica è colpevole
se salta fuori un bug.Evita di effettuare il commit di correzioni di stile o di
spaziatura insieme a correzioni di funzionalità. Questo rende
difficile la fusione, e inoltre rende più complicato capire
quali modifiche alle funzionalità sono state fatte. Nel caso
di file di documentazione, può rendere il lavoro dei gruppi
di traduzione più complicato, visto che diventa difficile per
loro determinare esattamente quali modifiche al contenuto vanno
tradotte.Evita di effettuare il commit di cambiamenti a più file
con un unico messaggio generico o vago. Invece, effettua il commit
di un file alla volta (o di piccoli gruppi di file correlati) con un
messaggio di commit appropriato.Prima di effettuare il commit, devi
sempre:verificare su che ramo stai effettuando il commit, tramite
cvs status.revisionare i tuoi cambiamenti, con
cvs diffInoltre, devi SEMPRE specificare esplicitamente sulla riga di
comando su quali file deve essere effettuato il commit, in modo da non
toccare incidentalmente altri file non voluti - cvs
commit senza argomenti effettuerà il commit di ogni
modifica nella directory corrente ed ogni sottodirectory.Suggerimenti e trucchi aggiuntivi:Puoi inserire le opzioni più comunemente usate nel tuo
~/.cvsrc, come in questo caso:cvs -z3
diff -Nu
update -Pd
checkout -PQuesto esempio dice:usa sempre il livello di compressione 3 quando si parla con un
server remoto. Questo è un salvavita quando si lavora su
una connessione lenta.usa sempre le opzioni (visualizza i file
aggiunti o rimossi) e (formato diff unificato)
con &man.diff.1;.usa sempre le opzioni (elimina le
directory vuote) e (estrai le nuove directory)
quando si effettua l'update.usa sempre l'opzione (elimina le
directory vuote) quando si estrae.Usa lo script cdiff di Eivind Eklund per
visualizzare le diff unificate. È un wrapper per &man.less.1;
che aggiunge i codici colore ANSI per far risaltare le intestazioni
delle sezioni, le righe rimosse e quelle aggiunte; il contesto rimane
invariato. Inoltre espande i tab correttamente (i tab spesso appaiono
errati nelle diff a causa del carattere aggiuntivo all'inizio di ogni
riga).http://people.FreeBSD.org/~eivind/cdiffSemplicemente usalo al posto di &man.more.1; o
&man.less.1;:&prompt.user; cvs diff -Nu shazam | cdiffAlternativamente alcuni editor come &man.vim.1;
(editors/vim5) hanno il supporto
al colore e quando vengono usati con l'evidenziazione della sintassi
attiva evidenzieranno molti tipi di file, incluse le diff, le patch,
- e i log cvs/rcs.
+ e i log CVS/RCS.
&prompt.user; echo "syn on" >> ~/.vimrc
&prompt.user; cvs diff -Nu shazam | vim -
&prompt.user; cvs log shazam | vim -CVS è vecchio, arcano, complesso e buggato, e a volte
esibisce comportamenti non deterministici che qualcuno sostiene siano
la prova che CVS non sia niente di più di una manifestazione
Newtoniana di una entità ultradimensionale sensibile.
Non è umanamente possibile conoscere ogni dettaglio di CVS,
quindi non essere dispiaciuto di chiedere aiuto all'Intelligenza
Artificiale (&a.cvs;).Non lasciare il comando cvs commit nella
modalità di inserimento del messaggio di commit per troppo
tempo (più di 2–3 minuti). Questo blocca la directory in
cui stai lavorando ed impedirà ad altri sviluppatori di
effettuare commit nella stessa directory. Se devi digitare un
messaggio di commit lungo, scrivilo prima di eseguire
cvs commit, e inseriscilo successivamente.Convenzioni e TradizioniCome nuovo committer ci sono alcune cose che dovresti fare
all'inizio.Aggiungere te stesso alla sezione Developers della
Contributors List e
rimuovere te stesso dalla sezione Additional
Contributors. Una volta fatto ciò, non dimenticarti
di aggiungere la tua entity di autore in
doc/en_US.ISO8859-1/share/sgml/authors.ent;
usa le altre voci come esempio.Questo è un compito relativamente semplice, ma rimane una
buona prima prova delle tue abilità con CVS.Aggiungi una voce per te stesso in
www/en/news/news.xml. Guarda le altre voci che
assomigliano a A new committer e segui il
formato.Se hai una chiave PGP o GnuPG, potresti volerla aggiungere in
doc/en_US.ISO8859-1/books/handbook/pgpkeys.&a.des; ha scritto uno script di shell per rendere questa
operazione molto semplice. Guarda il file README
per maggiori informazioni.Alcune persone aggiungono una voce per se stessi in
ports/astro/xearth/files/freebsd.committers.markers.Alcune persone aggiungono una voce per se stessi in
src/usr.bin/calendar/calendars/calendar.freebsd.Presentati agli altri committer, altrimenti nessuno avrà
idea di chi tu sia o di cosa ti occupi. Non devi scrivere una
biografia completa, basta un paragrafo o due su chi sei e su quello
di cui hai intenzione di occuparti come committer di FreeBSD.
Invialo alla &a.developers; e sarai sulla strada giusta!Loggati su hub.FreeBSD.org e crea un file
/var/forward/utente
(dove utente è il tuo nome utente)
contenente l'indirizzo e-mail dove vuoi che i messaggi indirizzati a
tuonomeutente@FreeBSD.org siano inoltrati.
Questo include tutti i messaggi di commit così come ogni altro
messaggio inviato alla &a.committers; e alla &a.developers;. Caselle
di posta veramente grandi che hanno preso residenza fissa su
hub spesso vengono accidentalmente
troncate senza preavviso, quindi inoltra o leggi i messaggi in modo da
non perderli.Se sei iscritto alla &a.cvsall;, probabilmente vorrai
disiscriverti per evitare di ricevere copie doppie dei messaggi di
commit e della loro evoluzione.Tutti i nuovi committer hanno un mentore assegnato a loro per i primi
mesi. Il tuo mentore è più o meno responsabile di
spiegarti ogni cosa ti sia poco chiara ed è anche responsabile
delle tue azioni durante questo periodo iniziale. Se fai un commit
errato, imbarazzerai il tuo mentore e probabilmente dovresti passare
almeno i primi commit a lui prima di agire direttamente sul
repository.Tutti i commit dovrebbero andare su &os.current; prima di essere
fusi in &os.stable;. Nessuna nuova caratteristica importante o modifica
ad alto rischio dovrebbe essere fatta sul ramo &os.stable;.Relazioni tra SviluppatoriSe stai lavorando direttamente sul tuo codice o su codice che è
già stabilito essere di tua responsabilità, allora
c'è probabilmente poca necessità di confrontarsi con altri
committer prima di effettuare un commit. Se vedi un bug in un'area del
sistema che è chiaramente orfana (e ce n'è qualcuna di
queste aree, per nostra vergogna), agisci allo stesso modo. Se, tuttavia,
stai per modificare qualcosa che è chiaramente mantenuto
attivamente da qualcun'altro (ed è solo guardando la mailing list
cvs-committers che puoi veramente sapere cosa è
e cosa non è) allora invia le modifiche a lui, come avresti
fatto prima di diventare committer. Per i port, dovresti contattare il
MAINTAINER specificato nel
Makefile. Per altre parti del repository, se non sei
sicuro di chi possa essere il maintainer attivo, potrebbe essere utile
scorrere l'output di cvs log per vedere chi ha
effettuato delle modifiche in passato. &a.fenner; ha scritto un utile
script di shell che può aiutare a determinare chi sia il
maintainer attivo. Questo elenca ogni persona che ha effettuato commit
su un file specifico con il numero di commit che ha fatto. Può
essere trovato su freefall in
~fenner/bin/whodid. Se alle tue richieste non
corrisponde una risposta o se il committer in altro modo dimostra uno
scarso interesse nell'area oggetto della modifica, vai avanti ed effettua
il commit tu stesso.Se non sei sicuro di un commit per qualunque motivo, fallo revisionare
da -hackers prima di effettuare il commit. Meglio
che sia criticato lì piuttosto che quando è parte del
repository CVS. Se ti capita di effettuare un commit che provoca
controversie, potresti voler considerare l'annullamento delle modifiche
finché il problema sia chiarito. Ricorda – con CVS possiamo
sempre tornare indietro.
+
+ Non mettere in dubbio le intenzioni di qualcuno che non è
+ d'accordo con te. Se vedono una soluzione differente dalla tua per un
+ problema, o anche un problema diverso, non è perché sono
+ stupidi, perché hanno una dubbia origine, o perché stanno
+ cercando di distruggere il tuo duro lavoro, la tua immagine personale, o
+ FreeBSD, ma semplicemente perché hanno una visione differente del
+ mondo. La diversità è una buona cosa.
+
+ Dissenti onestamente. Argomenta la tua posizione con i suoi meriti,
+ sii onesto sui difetti che può avere, e sii disponibile a guardare
+ le loro soluzioni, o anche le loro visioni del problema, con mente
+ aperta.
+
+ Accetta le correzioni. Possiamo tutti sbagliare. Se hai fatto un
+ errore, scusati e vai avanti con la tua vita. Non picchiarti, e
+ sicuramente non picchiare gli altri per il tuo sbaglio. Non sprecare
+ tempo imbarazzandoti o recriminando, risolvi solo il problema e vai
+ avanti.
+
+ Chiedi aiuto. Cerca (e dai) revisioni dagli altri. Uno delle cose
+ in cui dovrebbe eccellere il software open source è il numero di
+ occhi che lo scrutano; questo non è vero se nessuno
+ revisionerà il codice.GNATSIl FreeBSD Project utilizza GNATS per
gestire i bug e le richieste di cambiamenti. Assicurati di usare
edit-pr numero-pr su
freefall quando effettui il commit di una correzione o di
un suggerimento trovato in un PR GNATS per
chiuderlo. È inoltre considerato gentile se trovi il tempo di
chiudere ogni PR associato al tuo commit, se esistono. Puoi anche usare
&man.send-pr.1; tu stesso per proporre qualsiasi cambiamento che pensi
debba essere fatto, a seguito di una maggiore revisione da parte di altre
persone.Puoi trovare di più su GNATS
su:http://www.cs.utah.edu/csinfo/texinfo/gnats/gnats.htmlhttp://www.FreeBSD.org/support.html
-
- http://www.FreeBSD.org/send-pr.html
-
-
&man.send-pr.1;Puoi far girare una copia locale di GNATS, e poi integrare l'albero
GNATS di FreeBSD in esso tramite CVSup. In seguito puoi usare i comandi
GNATS localmente, o usare altre interfacce, come
tkgnats. Questo ti permette di interrogare il database
dei PR senza bisogno di essere connesso a Internet.Utilizzo di un albero GNATS localeSe non stai già scaricando l'albero GNATS, aggiungi questa
riga al tuo supfile, e riesegui &man.cvsup.1;.
Nota che siccome GNATS non è sotto
il controllo di CVS non ha tag, quindi se lo stai aggiungendo al tuo
supfile esistente deve apparire prima di ogni
voce tag= dato che queste rimangono attive una volta
impostate.gnats release=current prefix=/usrQuesto metterà l'albero GNATS di FreeBSD in
/usr/gnats. Puoi usare un file
refuse per controllare quali categorie ricevere.
Per esempio, per ricevere solo i PR docs, metti
questa riga in /usr/local/etc/cvsup/sup/refuseIl percorso preciso dipende dall'impostazione
*default base nel tuo
supfile..gnats/[a-ce-z]*Il resto di questi esempi assume che tu abbia scaricato solo la
categoria docs. Modificali quando è
necessario, a seconda delle categorie che tieni in sincronia.Installa il port GNATS da
ports/databases/gnats. Questo metterà le
varie directory GNATS sotto
$PREFIX/share/gnats.Crea un symlink per le directory GNATS che aggiorni tramite CVSup
sotto la versione di GNATS che hai installato.&prompt.root; cd /usr/local/share/gnats/gnats-db
&prompt.root; ln -s /usr/gnats/docsRipeti tante volte quanto necessario, a seconda di quante
categorie GNATS tieni in sincronia.Aggiorna il file categories di GNATS con
queste categorie. Il file è
$PREFIX/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/categories.# Questa categoria è obbligatoria
pending:Categoria per i PR errati:gnats-admin:
#
# Categorie di FreeBSD
#
-docs:Bug di Documentazione:nik:
+docs:Bug di Documentazione:freebsd-doc:
Esegui $PREFIX/libexec/gnats/gen-index per
ricreare l'indice GNATS. L'output deve essere reindirizzato su
$PREFIX/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/index.
Puoi fare questo periodicamente da &man.cron.8;, o eseguire
&man.cvsup.1; da uno script di shell che fa anche questo.&prompt.root; /usr/local/libexec/gnats/gen-index \
> /usr/local/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/indexVerifica la configurazione interrogando il database dei PR.
Questo comando visualizza i PR docs aperti.&prompt.root; query-pr -c docs -s openAnche altre interfacce, come quella fornita dal port databases/tkgnats, dovrebbero funzionare
correttamente.Prendi un PR e chiudilo.Questa procedura funziona solo per permetterti di visualizzare ed
interrogare i PR localmente. Per modificarli o chiuderli dovrai ancora
loggarti su freefall e farlo da lì.Chi è ChiOltre ai meister del repository, ci sono altri membri e team del
FreeBSD Project che probabilmente arriverai a conoscere nel tuo ruolo di
committer. Brevemente, e senza pretesa di elencarli tutti, questi
sono:&a.jhb;John è il manager dell'SMPng Project, e ha
autorità sulla progettazione architetturale e
sull'implementazione del passaggio a un sistema di threading e
locking del kernel a grana fine. È anche l'autore
dell'SMPng Architecture Document. Se stai lavorando sullo stesso
sistema, coordinati con John. Puoi imparare di più
sull'SMPng Project dalla sua home page: http://www.FreeBSD.org/smp/&a.jake;, &a.tmm;Jake e Thomas sono i maintainer del port sull'architettura
sparc64.&a.nik;Nik supervisiona il Documentation Project.
Oltre a scrivere documentazione mette insieme l'infrastruttura
sotto doc/share/mk e i fogli di stile e il
codice relativo sotto doc/share/sgml. Se hai
domande su questi sei incoraggiato a inviarle attraverso la &a.doc;.
I committer interessati a contribuire alla documentazione
dovrebbero familiarizzare con il Documentation
Project Primer.&a.ru;Ruslan è Mister &man.mdoc.7;. Se stai scrivendo una
pagina man e hai bisogno di qualche suggerimento sulla struttura,
o sul linguaggio di markup, chiedi a Ruslan.&a.bde;Bruce è lo Style Police-Meister. Quando fai un commit
che poteva essere fatto meglio, Bruce sarà lì a
dirtelo. Ringrazia che qualcuno lo sia. Bruce conosce anche molto
bene gli standard applicabili a FreeBSD.&a.gallatin;&a.mjacob;&a.dfr;&a.obrien;Questi sono gli sviluppatori e i supervisori primari della
piattaforma DEC Alpha AXP.&a.dg;David è il supervisore del sistema VM. Se hai in mente
una modifica al sistema VM, coordinala con David.&a.dfr;&a.marcel;&a.peter;&a.ps;Questi sono i principali sviluppatori e supervisori della
piattaforma Intel IA-64, ufficialmente conosciuta come l'Itanium
Processor Family (IPF).&a.murray;&a.steve;&a.rwatson;&a.jhb;&a.bmah;
+ &a.scottl;Questi sono i membri del &a.re;. Questo team è
responsabile di decidere i tempi delle release e controllare il
processo di release. Durante i periodi di congelamento del
codice, gli ingegneri di release hanno l'autorità finale su
tutte le modifiche al sistema per quel ramo di cui si sta preparando
la release. Se c'è qualcosa che vuoi sia fuso da
&os.current; a &os.stable; (qualsiasi valore queste possano avere
in un dato momento), queste sono le persone con cui devi
parlare.Bruce è anche l'autore della documentazione di
release (src/release/doc/*). Se effettui il
commit di una modifica che pensi sia degna di menzione nelle note
di release, assicurati che Bruce lo sappia. Meglio ancora, inviagli
una patch con il tuo commento.&a.benno;Benno è il maintainer ufficiale del port per
PowerPC.&a.brian;Maintainer ufficiale di
/usr/sbin/ppp.&a.nectar;Jacques è il FreeBSD
Security Officer e supervisiona il
&a.security-officer;.&a.wollman;Se hai bisogno di consigli sulle oscure parti interne delle reti
o non sei sicuro di qualche eventuale modifica al sottosistema di
rete che hai in mente, Garrett è qualcuno con cui parlare.
Garret è inoltre molto esperto sui vari standard applicabili
a FreeBSD.&a.committers;cvs-committers è l'entità che CVS usa per inviarti
tutti i messaggi di commit. Non devi mai
inviare email direttamente a questa lista. Puoi solamente
rispondere a questa lista quando i messaggi sono brevi e
direttamente correlati a un commit.&a.developers;
- developers comprende tutti i committer. Questa lista è
- stata creata per essere un forum sulle questioni della
+ Tutti i committer sono iscritti a -developers. Questa lista
+ è stata creata per essere un forum sulle questioni della
comunità dei committer. Esempi sono le
votazioni per il Core, annunci, ecc. Questa lista
non è intesa come posto per la revisione
del codice o come rimpiazzo della &a.arch; o della &a.audit;.
Infatti usarla in questo modo urta il FreeBSD Project dato che
dà l'impressione di una lista privata dove vengono prese le
decisioni generali che influenzano tutta la comunità che usa
FreeBSD senza essere rese pubbliche.
Ultimo, ma non per importanza mai e poi mai invia un
messaggio alla &a.developers; mettendo in CC:/BCC: un'altra lista
FreeBSD.
Mai e poi mai invia un messaggio su un'altra mailing list mettendo
in CC:/BCC: la &a.developers;. Fare questo può diminuire
enormemente i benefici di questa lista. Inoltre, non pubblicare o
inoltrare mai email inviate alla &a.developers;. L'atto di inviare
un messaggio alla &a.developers; anziché a una lista
pubblica significa che le informazioni contenute non sono ad uso
pubblico.Guida Rapida a SSHSe stai usando FreeBSD 4.0 o successivo, OpenSSH è incluso
nel sistema base. Se stai usando una release precedente, aggiorna
ed installa uno dei port di SSH. In generale, probabilmente vorrai
prendere OpenSSH dal port security/openssh. Potresti anche voler
estrarre l'ssh1 originale dal port security/ssh, ma sii certo di porre la
dovuta attenzione alla sua licenza. Nota che questi port non possono
essere installati contemporaneamente.Se non vuoi digitare la tua password ogni volta che usi
&man.ssh.1;, e usi chiavi RSA o DSA per autenticarti,
&man.ssh-agent.1; è lì per la tua comodità.
Se vuoi usare &man.ssh-agent.1;, assicurati di eseguirlo prima di
utilizzare altre applicazioni. Gli utenti X, per esempio, solitamente
fanno questo dal loro file .xsession o
.xinitrc. Guarda &man.ssh-agent.1; per i
dettagli.Genera un paio di chiavi con &man.ssh-keygen.1;. Le chiavi
finiranno nella tua directory
$HOME/.ssh.Invia la tua chiave pubblica
($HOME/.ssh/identity.pub)
alla persona che ti sta configurando come committer in modo che possa
inserirla nel file authorized_keys nella tua
home directory su freefall (ad esempio,
$HOME/.ssh/authorized_keys).
Ora dovresti essere in grado di usare &man.ssh-add.1; per autenticarti
una volta a sessione. Ti verrà richiesta la pass phrase della tua
chiave privata, e quindi verrà salvata nel tuo agente di
autenticazione (&man.ssh-agent.1;). Se non vuoi più avere la tua
chiave salvata nell'agente, l'esecuzione di ssh-add -d
la rimuoverà.Verifica facendo qualcosa come ssh freefall.FreeBSD.org ls
/usr.Per maggiori informazioni, guarda security/openssh, &man.ssh.1;,
&man.ssh-add.1;, &man.ssh-agent.1;, &man.ssh-keygen.1;, e
&man.scp.1;.Il Lungo Elenco di Regole dei Committer di FreeBSDTraduzione in corso
+
+ Supporto per Diverse Architetture
+
+ Traduzione in corso
+
+
FAQ Specifiche sui PortTraduzione in corsoBenefici del LavoroTraduzione in corsoDomande GeneraliTraduzione in corso
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/euro/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/euro/article.sgml
index 139ee91f58..64033959d2 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/euro/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/euro/article.sgml
@@ -1,383 +1,390 @@
%man;
%translators;
]>
Il simbolo dell'Euro su FreeBSDAaronKaplanaaron@lo-res.org2002
+ 2003
+
The FreeBSD Italian Documentation Project$FreeBSD$Questo documento cercherà di aiutarvi ad usare il nuovo
simbolo dell'Euro presente sulla vostra nuova tastiera
comprata all'inizio del 2002 per l'avvento della nuova valuta comune.
Inizieremo dalle parti più importanti come essere in grado di
visualizzare correttamente il simbolo in console. Le sezioni successive
tratteranno la configurazione di specifici programmi come
X11.Molti utili suggerimenti sono stati forniti da Oliver Fromm,
Tom Rhodes e innumerevoli altri.
Grazie! Senza di voi non sarebbe stato possibile realizzare questo
articolo!Traduzione a cura di &a.it.dema;.L'Euro in 5 minutiSe avete già familiarità con la
localizzazione come
descritta nel Manuale di FreeBSD
potreste essere interessanti solamente alle seguenti informazioni che
vi consentiranno di iniziare velocemente ad usare l'Euro:ISO8859-15Questa è una versione leggermente modificata della
più comune mappa caratteri ISO8859-1.
Include il simbolo dell'Euro. Usata per le variabili d'ambiente
LANG e LC_CTYPE.iso15-8x16.fntIl font per la console da usare con &man.vidcontrol.1;/usr/share/syscons/keymaps/*.iso.kbdMappe di tastiera per le diverse lingue. Impostate la vostra
variabile keymap in rc.conf
ad una di queste mappe.LC_CTYPEUsata per impostare il corretto tipo di caratteri nelle vostre
impostazioni locali.XkbLayout
"lingua(euro)"
- Opzione di configurazione di XFree86.
+ Opzione di configurazione di
+ XFree86./usr/X11R6/lib/X11/fonts/*/fonts.aliasAssicuratevi di modificare i nomi dei vostri file dei font di
X11 a -*-..-*-iso8859-15Nota generaleNelle sezioni seguenti ci riferiremo spesso a
ISO8859-15.
Questa è la notazione standard a partire da
FreeBSD 4.5.
Nelle versioni più vecchie la notazione standard era invece
ISO_8859-15 oppure
DIS_8859-15.Se state usando una versione di
FreeBSD più vecchia,
assicuratevi di guardare in
/usr/share/locale/ per scoprire quale notazione
è in uso nel vostro sistema.La consoleConfigurare il font della consoleIn base alla risoluzione e dimensione della vostra console
dovrete mettere una delle seguenti linee in
rc.conf:font8x16="iso15-8x16.fnt" # da /usr/share/syscons/fonts/*
font8x14="iso15-8x14.fnt"
font8x8="iso15-8x8.fnt"Questo imposterà effettivamente il font ISO8859-15 conosciuto
anche come Latin-9. ISO8859-15 è una variazione di ISO8859-1.
Potete notare la differenza tra i due esaminando il simbolo dell'Euro:
il suo valore decimale è 164. Nell'ISO8859-1 noterete un
cerchietto con quattro piccoli segnetti agli angoli. Questo è
- spesso chiamato come "simbolo universale di valuta". Nell'ISO8859-15,
- invece del cerchietto, avrete il simbolo dell'Euro. Per il resto i
- font sono più o meno identici.
+ spesso chiamato simbolo universale di valuta.
+ Nell'ISO8859-15, invece del cerchietto, avrete il simbolo dell'Euro.
+ Per il resto i font sono più o meno identici.
Al momento della stesura di questo articolo l'unico font
utilizzabile sembra essere l'iso15-8x16.fnt.
Gli altri sembrano avere l'aspetto dello ISO8859-1 sebbene il nome
suggerisca altrimenti.Impostando questo font alcune applicazioni da console avranno
- un aspetto "rovinato". Questo è dovuto al fatto che esse si
+ un aspetto rovinato.
+ Questo è dovuto al fatto che esse si
aspettano di trovare un diverso set di font/caratteri come per esempio
l'ANSI 850. Un tipico esempio è
- /stand/sysintall.
+ sysinstall.
Comunque questo non dovrebbe essere un problema nella maggior parte
dei casi.Il vostro prossimo passo dovrebbe essere o riavviare il vostro
sistema affinché i cambiamenti abbiano effetto oppure
(manualmente) effettuare le modifiche nello stesso modo in cui
avverrebbero all'avvio:&prompt.user; vidcontrol -f iso15-8x16.fntPer controllare se il font è stato impostato eseguite il
seguente piccolo script
awk:#!/usr/bin/awk -f
BEGIN {
for(i=160;i<180;i++)
printf"%3d %c\n",i,i
}Il risultato dovrebbe mostrare il simbolo dell'Euro nella
posizione 164.Configurare la vostra tastiera per l'EuroLa maggior parte delle mappe di tastiera dovrebbe essere già
correttamente impostata. Per esempio, se avete una tastiera
italiana e vi funzionano le lettere accentate, potete tranquillamente
saltare questa sezione visto che la tastiera mappa correttamente la
combinazioni di caratteri, qualunque essa sia,
(ad esempio: Alt Gre) al valore decimale 164.
Se avete problemi la cosa migliore è controllare i file in
/usr/share/syscons/keymaps/*.kbd.
Il formato dei file delle mappe di tastiera è descritto in
&man.keyboard.4;. &man.kbdcontrol.1; può essere usato per
caricare una mappa personalizzata.Una volta che è stata trovata la corretta mappa di tastiera,
dovete aggiungerla a /etc/rc.conf con la
linea:keymap="it.iso" # o un'altra mappaCome spiegato in precedenza, questo passo probabilmente lo avete
già fatto al momento dell'installazione (con
sysinstall).
In caso contrario, riavviate oppure caricate la nuova mappa con
&man.kbdcontrol.1;.Per verificare la nuova mappatura della tastiera, passate ad una
nuova console e al prompt di login, invece di
loggarvi, provate a premere il tasto Euro.
Se non funziona assicuratevi di aver correttamente impostato la
giusta mappa di tastiera oppure inviate una segnalazione di bug
con &man.send-pr.1;.
- Al momento il tasto Euro non funziona ancora in
- bash o
+ Al momento il tasto Euro non funziona ancora con
+ bash o
tcsh.Correggere le variabili d'ambiente
- Le shell (bash, tcsh) si basano sulla libreria &man.readline.3;
- la quale a sua volta utilizza la variabile d'ambiente
+ Le shell (bash,
+ tcsh) si basano sulla libreria
+ &man.readline.3;, la quale a sua volta utilizza la variabile d'ambiente
LC_CTYPE. LC_CTYPE deve essere impostata
prima che la shell sia completamente operativa.
Fortunatamente è sufficiente aggiungere la linea:export LC_CTYPE=it_IT.ISO8859-15
- al vostro file .bash_profile (bash),
- oppure:
+ al vostro file .bash_profile
+ (bash), oppure:setenv LC_CTYPE it_IT.ISO8859-15
- al vostro file .login (tcsh). Naturalmente,
+ al vostro file .login
+ (tcsh). Naturalmente,
it_IT deve essere sostituito con la
vostra lingua. Poi, sloggatevi e riloggatevi nuovamente, e verificate
che il tasto Euro funzioni.
Già così la maggior parte delle applicazioni console
dovrebbe funzionare correttamente col tasto Euro.
Ulteriori configurazioni per programmi speciali come
pine potrebbero essere comunque
necessarie.Un'alternativa alla modifica di .login e
.bash_profile è quella di impostare le
variabili d'ambiente tramite &man.login.conf.5;. Questo approccio
ha il vantaggio di assegnare classi di login a determinati utenti
(esempio, utenti Francesi, utenti Tedeschi, ecc.)
in un solo posto.Modificare X11Modificate /etc/XF86Config secondo le
seguenti istruzioni:Option "XkbLayout" "it(euro)"Come sempre, rimpiazzate it con la
vostra lingua. Così facendo la tastiera dovrebbe essere
configurata correttamente. Come in console, deve essere scelto il font
adatto. Per le applicazioni KDE andate in
KDE control center ->
Personalization -> Country & Language -> Charset e
cambiatelo in ISO8859-15.
Simili modifiche si devono effettuare per
kmail e altre applicazioni.Un'altra buona idea è modificare i vostri file
fonts.alias.
In particolar modo il font fixed dovrebbe essere
modificato per usare la giusta mappa caratteri. Il file
/usr/X11R6/lib/X11/fonts/misc/fonts.alias
dell'autore è mostrato come esempio:! $Xorg: fonts.alias,v 1.3 2000/08/21 16:42:31 coskrey Exp $
fixed -misc-fixed-medium-r-semicondensed--13-120-75-75-c-60-iso8859-15
variable -*-helvetica-bold-r-normal-*-*-120-*-*-*-*-iso8859-15
(...)Come in console, applicazioni speciali hanno ancora i font
- ISO8859-1 configurati nei loro rispettivi database xrdb.
+ ISO8859-1 configurati nei loro rispettivi database &man.xrdb.1;.
Un esempio importante è xterm.
Come regola generale è sufficiente cambiare il corrispondente file
di configurazione in
/usr/X11R6/lib/X11/app-defaults
e aggiungere il font corretto. Ecco come fare per
xterm.&prompt.root; cd /usr/X11R6/lib/X11/app-defaults/
&prompt.root; vi XTermAggiungete la seguente linea all'inizio del file:*font: -misc-fixed-medium-r-normal-*-*-120-*-*-c-*-iso8859-15Infine, fate ripartire X e assicuratevi che i font siano
visualizzati correttamente eseguendo il precedente
script awk.
Tutte le principali applicazioni dovrebbero rispettare la mappatura di
tastiera e l'impostazione del font.Problemi non ancora risoltiNaturalmente, l'autore gradirebbe ricevere i vostri commenti.
Inoltre, fatemi almeno sapere se avete soluzioni per questi problemi
irrisolti.
- Descrivere metodi alternativi per configurare XFree86:
+ Descrivere metodi alternativi per configurare
+ XFree86:
x11/xkeycapsImpostazioni in GNOMEImpostazioni in XFCEImpostazioni per (X)EmacsDescrivere l'UTF-8Descrivere libiconv come un buon
sistema per convertire applicazioni da ISO8859-15 a UTF-{8,16}
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml
index b65bd92208..a097002db1 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml
@@ -1,593 +1,597 @@
%man;
%translators;
]>
Panoramica su BSDGregLeheygrog@FreeBSD.orgNel mondo open source, la parola Linux è quasi
sinonimo di Sistema Operativo, ma non si tratta del solo
sistema operativo UNIX open source. Secondo
l'Internet
Operating System Counter, ad Aprile del 1999 il 31.3% delle
macchine connesse in rete ha in esecuzione Linux.
Il 14.6% fa girare BSD UNIX.
Alcuni dei più grandi operatori del web, come Yahoo!, usano BSD. Il server
FTP più affollato del mondo, ftp.cdrom.com, usa BSD per
trasferire 1.4 TB di dati al giorno. Chiaramente questo non è
un mercato di nicchia: BSD è un segreto ben mantenuto.Dunque, qual è il segreto? Perché BSD non è
conosciuto meglio? Questo documento risponde a questa e ad altre
domande.In questo documento, le differenze tra BSD e Linux verranno
evidenziate così.Traduzione a cura di &a.it.surrender;.Cos'è BSD?BSD sta per Berkeley Software Distribution. È
il nome delle distribuzioni di codice sorgente dell'Università
della California, Berkeley, che erano originariamente estensioni al
sistema operativo UNIX del settore Ricerca della AT&T.
Molti progetti open source di sistemi operativi sono basati
su una versione di questo codice sorgente noto come
4.4BSD-Lite. Inoltre, essi comprendono un gran numero di
pacchetti provenienti da altri progetti Open Source, incluso, in
particolare, il progetto GNU. L'intero sistema operativo
comprende:Il kernel BSD, che gestisce lo scheduling dei processi, l'utilizzo
della memoria, il supporto multiprocessore (SMP), i driver dei
vari dispositivi, ecc.Diversamente dal kernel Linux, ci sono differenti
kernel BSD con differenti caratteristiche.La libreria C, le API di base per il sistema.La libreria C BSD è basata su codice proveniente
da Berkeley, non dal progetto GNU.Utilità come shell, file manager, compilatori e
linker.Alcune delle applicazioni derivano dal
progetto GNU, altre no.L'X Window System, che gestisce la visualizzazione grafica.L'X Window System usato nella maggior parte delle versioni di
BSD viene mantenuto come un progetto separato, il
progetto XFree86.
Questo è lo stesso codice usato da Linux. BSD in genere non
specifica un desktop grafico come GNOME o KDE,
anche se questi sono disponibili.Molti altri programmi ed utilità.Cosa, un vero UNIX?I sistemi operativi BSD non sono cloni, ma derivati open source
del sistema operativo UNIX dell'AT&T Research, che è anche
l'antenato del moderno UNIX System V. Questo potrebbe sorprendere. Come
è potuto accadere questo, se la AT&T non ha mai rilasciato il
suo codice come open source?È vero che lo UNIX AT&T non è open source, e nel
senso del copyright BSD in definitiva non è
UNIX, ma d'altro canto l'AT&T ha importato sorgenti da altri progetti,
in maniera rilevante dal Computer Sciences Research Group
dell'Università della California a Berkeley, CA. Iniziato nel
1976, il CSRG ha iniziato a rilasciare nastri con il loro software,
chiamandolo Berkeley Software Distribution o
BSD.Le versioni iniziali di BSD consistevano principalmente di programmi
utente, ma questo cambiò drammaticamente quando il CSRG
sottoscrisse un contratto con la
Defense Advanced Projects Research Agency (DARPA) per migliorare
i protocolli di comunicazione della loro rete, ARPANET. I nuovi
protocolli furono conosciuti come Internet Protocols,
e in seguito come TCP/IP, ai nomi dei protocolli
più importanti. La prima implementazione distribuita in maniera
estesa fu parte di 4.2BSD, nel 1982.Nel corso degli '80, sorsero un certo numero di compagnie
che producevano workstation. Molti preferirono usare UNIX su licenza
piuttosto che sviluppare da soli un nuovo sistema operativo.
In particolare, la Sun Microsystems rilicenziò UNIX ed
implementò una versione commerciale di 4.2BSD, che chiamò
SunOS. Quando alla AT&T stessa fu permesso di vendere UNIX
commercialmente, cominciarono con una implementazione ridotta all'osso
nota come System III, presto seguita da System V.
Il codice fondamentale di System V non comprendeva la parte di rete,
dunque tutte le implementazioni includevano software addizionale tratto
da BSD, incluso il software legato al TCP/IP, ma anche utilità come
la shell csh e l'editor vi.
Complessivamente, questi miglioramenti furono conosciuti
come le Estensioni Berkeley.Il nastro BSD conteneva codice AT&T e dunque richiedeva
una licenza per il sorgente UNIX. Dal 1990, il finanziamento del CSRG
si stava esaurendo, e se ne stava per affrontare la chiusura.
Alcuni membri del gruppo decisero di rilasciare il codice BSD,
che era Open Source, senza il codice proprietario della AT&T.
Ciò accadde infine con il Networking Tape 2,
in genere noto come Net/2. Net/2 non era un sistema
operativo completo: mancava circa il 20% del codice del kernel. Uno dei
membri del CSRG, William F. Jolitz, scrisse il codice rimanente e lo
rilasciò all'inizio del 1992 come 386BSD.
Allo stesso tempo, un altro gruppo di ex membri del CSRG formò una
compagnia chiamata Berkeley Software
Design Inc. e rilasciò una versione beta di un sistema
operativo chiamato BSD/386,
che era basato sugli stessi sorgenti. Il nome del sistema operativo
è cambiato di recente in BSD/OS.386BSD non divenne mai un sistema operativo stabile. Invece, due
altri progetti se ne distaccarono nel 1993:
NetBSD e
FreeBSD.
I due progetti presero inizialmente direzioni divergenti, a causa della
differente pazienza nell'attendere miglioramenti a
386BSD: la gente di NetBSD cominciò all'inizio dell'anno,
e la prima versione di FreeBSD non fu pronta fino alla fine
dell'anno. Nel frattempo, i codici erano diventati abbastanza differenti
da renderne difficile la fusione. Inoltre, i progetti avevano obiettivi
differenti, come vedremo in seguito. Nel 1996, un ulteriore progetto,
OpenBSD, si divise da
NetBSD.Perché BSD non è più conosciuto?Per un certo numero di ragioni, BSD è relativamente
sconosciuto:Gli sviluppatori BSD sono spesso più interessati
a ripulire il loro codice che a fagli pubblicità.Molta della popolarità di Linux è dovuta a fattori
esterni al progetto Linux, come la stampa, e le compagnie formate per
fornire servizi relativi a Linux. Fino a poco tempo fa,
la varie versioni di BSD open source non avevano tali spinte.Gli sviluppatori BSD tendono ad avere più esperienza
di quelli di Linux, ed hanno meno interesse nel rendere il sistema
facile da usare.
I nuovi arrivati tendono a sentirsi più a loro agio con
Linux.Nel 1992, l'AT&T citò in giudizio
BSDI,
il produttore di BSD/386, sostenendo che il prodotto conteneva
codice sotto copyright della AT&T. Il caso fu risolto in
tribunale nel 1994, ma lo spettro della causa continua a perseguitare
alcune persone. Nel marzo 2000 un articolo pubblicato sul web
sosteneva che il caso era stato concluso
recentemente.Un dettaglio che venne chiarito dall'azione legale fu il nome:
negli anni '80, BSD era stato conosciuto come BSD Unix.
Con l'eliminazione delle ultima vestigia del codice AT&T da BSD,
si era perso anche il diritto di usare il nome UNIX. Per questo
noterete riferimenti nei libri al sistema operativo 4.3BSD
UNIX ed al sistema operativo 4.4BSD.C'è una certa percezione che il progetto BSD sia
frammentato e belligerante. Il Wall
Street Journal parlò di
balcanizzazione dei progetti BSD. Come per l'azione
legale, questa percezione si basa principalmente su vecchie
storie.Paragone tra BSD e LinuxDunque qual'è l'effettiva differenza tra, diciamo, Debian
Linux e FreeBSD? Per l'utente medio, la differenza è
sorprendentemente piccola: entrambi sono sistemi operativi tipo UNIX.
Entrambi vengono sviluppati da progetti non commerciali (questo non si
applica a molte altre distribuzioni di Linux, ovviamente). Nella sezione
seguente, daremo un'occhiata a BSD e lo paragoneremo a Linux.
La descrizione si applica molto da vicino a FreeBSD, che conta per un 80%
delle installazioni BSD, ma le differenza da NetBSD ed OpenBSD sono
piccole.Chi possiede BSD?Nessuna persona o società possiede BSD. Esso è creato
e distribuito da una comunità di persone con grande preparazione
tecnica e voglia di fare che contribuiscono da tutto il mondo.
Alcuni dei componenti di BSD sono progetti open source gestiti da
diversi responsabili.Come viene sviluppato ed aggiornato BSD?I kernel BSD vengono sviluppati ed aggiornati
seguendo il modello di sviluppo open source. Ogni progetto mantiene
un albero dei sorgenti liberamente accessibile in
un Concurrent Versions
System, un sistema di gestione delle versioni concorrenti,
che contiene tutti i file sorgenti del progetto,
inclusa la documentazione ed altri file inerenti. Il CVS
permette agli utenti di estrarre (in sostanza,
estrarre una copia di) ogni versione desiderata del sistema.Un grande numero di sviluppatori da tutto il mondo contribuisce al
miglioramento di BSD. Essi sono divisi in tre grandi gruppi:I contributor scrivono codice o
documentazione. Non gli è permesso di effettuare il commit
(aggiungere codice) direttamente all'albero dei sorgenti.
Affinché il loro codice sia incluso nel sistema, esso
deve essere rivisto e controllato da uno sviluppatore registrato,
noto come committer.I committer sono sviluppatori
con accesso in scrittura all'albero dei sorgenti.
Per poter divenire un committer, un individuo deve dimostrare
abilità nell'area nella quale è attivo.
È a discrezione del committer la volontà di
confrontarsi con qualcuno prima di effettuare cambiamenti. In
generale, un committer con esperienza può effettuare
cambiamenti che sono ovviamente corretti senza interrogare nessuno.
Ad esempio, un committer del progetto di documentazione può
correggere errori tipografici o grammaticali senza un confronto con
altri. D'altro canto, dagli sviluppatori che stanno per effettuare
cambiamenti profondi o complessi ci si aspetta che sottopongano i
cambiamenti a revisione prima di renderli effettivi. In casi
estremi, un membro del core team, con una funzione simile a un Capo
Architetto, può ordinare che i cambiamenti siano rimossi
dall'albero, un processo noto come marcia
indietro.
Tutti i committer ricevono una lettera che descrive ogni
modifica individuale, dunque non è possibile effettuare un
commit segretamente.Il Core Team. FreeBSD e NetBSD
hanno ognuno un core team che gestisce il progetto. I
core team si sono modificati nel corso del progetto, ed i loro
ruoli non sempre sono ben definiti. Non è necessario essere
uno sviluppatore per far parte del core team, anche se è
normale che sia così. Le regole
per il core team variano da un progetto ad un altro, ma in
generale chi ne fa parte ha più autorità
nell'indirizzamento del progetto rispetto agli altri membri.Questa organizzazione differisce da Linux in vari modi:Nessuna persona controlla il contenuto del sistema. In
pratica, questa differenza è sopravvalutata, poiché
il Capo Architetto può richiedere che il codice sia
rimosso, ed anche nel progetto Linux viene permesso a
molte persone di effettuare cambiamenti.D'altra parte, c'è un deposito
centrale, un punto singolo dove è possibile trovare i
sorgenti dell'intero sistema, incluse tutte le vecchie
versioni.I progetti BSD mantengono l'intero Sistema
Operativo, non solo il kernel. Questa distinzione
è utile solo marginalmente: né BSD né Linux
sono utili senza applicazioni. Le applicazioni usate su BSD sono
spesso le stesse usate su Linux.Come risultato di un mantenimento formalizzato
di un singolo CVS per l'albero dei sorgenti, lo sviluppo di BSD
è chiaro, ed è possibile accedere ad ogni versione del
sistema dal numero di release o dalla data.
Il CVS permette anche aggiornamenti incrementali del sistema: ad
esempio, il repository di FreeBSD viene aggiornato più o meno
100 volte al giorno. La maggior parte dei cambiamenti sono
piccoli.Release di BSDOgni progetto BSD fornisce il sistema in tre
release differenti. Come per Linux, alle release
vengono assegnati dei numeri come 1.4.1 o 3.5. Inoltre, il numero di
versione ha un suffisso che indica il suo scopo:la versione di sviluppo del sistema è chiamata
CURRENT. FreeBSD assegna un numero
alla CURRENT, ad esempio FreeBSD 5.0-CURRENT. NetBSD usa uno
schema di denominazione leggermente differente
ed aggiunge un suffisso di una singola lettera che indica
i cambiamenti nell'interfaccia interna, ad esempio NetBSD
1.4.3G. OpenBSD non assegna un numero
(OpenBSD-current).
Tutti gli sviluppi del sistema vanno in questo ramo.A intervalli regolari, tra le due e le quattro volte all'anno, i
progetti fanno uscire una versione RELEASE
del sistema, disponibile su CD-ROM e come libero download da siti
FTP, ad esempio OpenBSD 2.6-RELEASE o NetBSD 1.4-RELEASE.
La versione RELEASE è intesa per gli utenti finali ed
è la versione normale del sistema. NetBSD fornisce anche
patch release, versioni con solo piccole
correzioni, con una terza cifra, ad esempio NetBSD 1.4.2.Quando vengono trovati dei bug in una versione RELEASE,
vengono corretti, e le correzioni vengono aggiunte all'albero del
CVS. In FreeBSD, la versione risultante viene detta
STABLE, mentre in NetBSD ed OpenBSD continua
a chiamarsi RELEASE. Caratteristiche minori possono essere aggiunte
a questo ramo dopo un periodo di test nel ramo CURRENT.In contrasto, Linux mantiene due alberi di codice
differenti: la versione stabile e la versione di sviluppo.
Le versioni stabili hanno un numero di versione pari, come 2.0, 2.2 o
2.4. Le versioni di sviluppo hanno numero di versione dispari, come
2.1, 2.3 o 2.5. In ogni caso, il numero è seguito da un
ulteriore numero che indica la versione esatta. Inoltre, ogni
venditore aggiunge i suoi programmi utente o le sue utilità,
dunque anche il nome della distribuzione è importante. Ogni
venditore di distribuzione assegna anche un numero di versione alla
distribuzione, dunque una descrizione completa dovrebbe essere una
cosa del tipo TurboLinux 6.0 con kernel
2.2.14Quali versioni di BSD sono disponibili?In contrasto alle numerose distribuzioni Linux, ci sono solo
tre BSD open source. Ogni progetto BSD mantiene il suo albero dei
sorgenti ed il suo kernel. In pratica, comunque, ci sono meno
divergenze tra i codici dei programmi utente dei vari progetti di quante
ce ne siano in Linux.È difficile catalogare gli obiettivi di ogni progetto:
le differenze sono molto soggettive. Di base,FreeBSD punta alle alte prestazioni e alla facilità d'uso
per l'utente finale, ed è molto usato dai fornitori di
contenuti web. Funziona su PC e processori Alpha della Compaq.
Il progetto FreeBSD ha nettamente più utenti degli
altri.NetBSD punta alla massima portabilità: of course
it runs NetBSD, ovviamente ci gira NetBSD.
Funziona su macchine che vanno dai palmtop ai grossi
server, ed è anche stato usato dalla NASA in alcune missioni
spaziali. È una scelta particolarmente buona per il vecchio
hardware non Intel.OpenBSD punta alla sicurezza e alla purezza del codice: usa una
combinazione dei concetti open source e un rigoroso controllo
del codice per creare un sistema la cui correttezza sia
dimostrabile, rendendolo la scelta di organizzazioni attente alla
sicurezza come banche, borse e dipartimenti del governo
statunitense.
Come NetBSD, funziona su un gran numero di piattaforme.Ci sono anche altri due sistemi operativi BSD che non sono open
source, BSD/OS e il Mac OS X della Apple:BSD/OS è il più antico dei derivati di 4.4BSD.
Non è open source, anche se licenze per il codice sorgente
sono disponibili ad un costo relativamente basso. Assomiglia a
FreeBSD in molti sensi.Mac OS
X è l'ultima versione del sistema operativo per
la linea Macintosh della Apple
- Computer Inc.. Diversamente dal resto del sistema
- operativo, il kernel è open source. Come parte di questo
- sviluppo, gli sviluppatori chiave della Apple hanno accesso come
- committer all'albero dei sorgenti di FreeBSD.
+ Computer Inc.. L'anima BSD Unix di questo sistema
+ operativo, Darwin, è
+ disponibile come un sistema operativo open source completamente
+ funzionante per computer x86 e PPC. Il sistema grafico Aqua/Quartz
+ e molti altri aspetti proprietari di Mac OS X rimangono comunque
+ closed source. Numerosi sviluppatori di Darwin sono anche
+ committer di FreeBSD, e viceversa.
Come differisce la licenza BSD dalla GNU Public?Linux è disponibile con licenza GNU General Public
License (GPL), che è pensata per eliminare il software
closed source. In particolare, ogni lavoro derivante da un prodotto
rilasciato sotto GPL deve essere fornito anche con il codice sorgente,
se richiesto. Al contrario, la licenza
BSD è meno restrittiva: le distribuzioni dei soli
binari sono permesse. Ciò è particolarmente attraente per
le applicazioni embedded.Cos'altro dovrei sapere?Poiché sono disponibili meno applicazioni per BSD che per
Linux, gli sviluppatori BSD hanno creato un pacchetto di
compatibilità con Linux, che permette ai programmi per Linux di
funzionare su BSD. Il pacchetto include sia modifiche al kernel, in
modo da permettere l'esecuzione corretta di chiamate di sistema
Linux, che file di compatibilità, come la libreria C. Non
c'è una differenza notevole nella velocità di esecuzione
tra una applicazione in esecuzione su una macchina Linux ed una
applicazione in esecuzione su una macchina BSD con pari
caratteristiche.La natura tutto da una sola fonte di BSD fa sì
che gli aggiornamenti siano molto più semplici da gestire
rispetto alla maggior parte dei casi in Linux. BSD gestisce gli
aggiornamenti della versione di libreria fornendo moduli di
compatibilità per le versioni precedenti, dunque è
possibile eseguire binari di parecchi anni prima senza problemi.Cosa dovrei usare, BSD o Linux?Cosa significa tutto questo in pratica? Chi dovrebbe usare BSD, chi
dovrebbe usare Linux?Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Qui
ci sono alcune linee guida:Se non è rotto, non aggiustarlo: se usi
già un sistema operativo open source, e ne sei soddisfatto,
probabilmente non c'è ragione di cambiare.I sistemi BSD, in particolare FreeBSD, possono avere prestazioni
notevolmente migliori di Linux. Ma questo non avviene in tutti i
campi. In molti casi, c'è una differenza minima nelle
prestazioni. In alcuni casi, Linux può comportarsi meglio di
FreeBSD.In generale, i sistemi BSD hanno una reputazione migliore di
affidabilità, principalmente come risultato di una base di
codice più maturo.La licenza BSD può essere più attraente della
GPL.BSD può eseguire codice Linux, mentre Linux non
può eseguire codice BSD. Come risultato, c'è
più software disponibile per BSD che per Linux.Chi fornisce supporto, servizi, e training su BSD?BSD ha sempre supportato BSD/OS, e recentemente ha
annunciato contratti di supporto per FreeBSD.Inoltre, ognuno dei progetti ha una lista di consulenti a pagamento:
FreeBSD,
NetBSD,
e OpenBSD.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/filtering-bridges/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/filtering-bridges/article.sgml
index 5fded72e1d..516a0ee65e 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/filtering-bridges/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/filtering-bridges/article.sgml
@@ -1,424 +1,424 @@
%man;
]>
Filtering BridgesAlexDupresysadmin@alexdupre.com$FreeBSD$Spesso è utile dividere una rete fisica (come una Ethernet)
in due segmenti separati, senza dover creare sottoreti e usare un router
per collegarli assieme. Il dispositivo che collega due reti insieme in
questo modo è chiamato bridge. Un sistema FreeBSD con due
interfacce di rete è sufficiente per raggiungere lo scopo.Un bridge funziona individuando gli indirizzi del livello
MAC (indirizzi Ethernet) dei dispositivi collegati ad
ognuna delle sue interfacce di rete e inoltrando il traffico tra le due
reti solo se il mittente e il destinatario si trovano su segmenti
differenti. Sotto molti punti di vista un brigde è simile a uno
switch Ethernet con solo due porte.Perché usare un filtering bridge?Sempre più frequentemente, grazie all'abbassamento dei costi
delle connessioni a banda larga (xDSL) e a causa della riduzione del
numero di indirizzi IPv4 disponibili, molte società si ritrovano
collegate ad Internet 24 ore su 24 e con un numero esiguo (a volte nemmeno
una potenza di 2) di indirizzi IP. In situazioni come queste spesso
è desiderabile avere un firewall che regoli i permessi di ingresso
e uscita per il traffico da e verso Internet, ma una soluzione basata
sulle funzionalità di packet filtering dei router può non
essere applicabile, vuoi per problemi di suddivisione delle sottoreti,
vuoi perché il router è di proprietà del fornitore di
accesso (ISP), vuoi perché il router non
supporta tali funzionalità. È in questi casi che l'utilizzo
di un filtering bridge diventa altamente consigliato.Un firewall basato su bridge può essere configurato e inserito
direttamente tra il router xDSL e il vostro hub/switch Ethernet senza
alcun problema di assegnazione di indirizzi IP.La traduzione italiana di firewall è
muro anti incendio, nonmuro di fuoco come molti pensano. Nel corso
dell'articolo, comunque, manterrò i termini tecnici nella loro
lingua originale in modo da non creare confusione o
ambiguità.Metodi d'installazioneAggiungere le funzionalità di bridge a una macchina FreeBSD non
è difficile. Dalla release 4.5 è possibile caricare tali
funzionalità come moduli anziché dover ricompilare il
kernel, semplificando di gran lunga la procedura. Nelle prossime
sottosezioni spiegherò entrambi i metodi di installazione.Non seguite entrambe le istruzioni: le
procedure sono a esclusione. Scegliete
l'alternativa che meglio si adatta alle vostre esigenze e
capacità.Prima di continuare è necessario assicurarsi di avere almeno
due schede di rete Ethernet che supportino la modalità promiscua
sia in ricezione che in trasmissione, difatti devono essere in grado di
inviare pacchetti Ethernet con qualunque indirizzo, non solo il loro.
Inoltre, per avere un buon rendimento, le schede dovrebbero essere di
tipo PCI bus mastering. Le scelte migliori sono ancora le Intel
EtherExpress Pro seguite dalle 3Com 3c9xx subito dopo. Per
comodità nella configurazione del firewall può essere
utile avere due schede di marche differenti (che usino drivers
differenti) in modo da distinguere chiaramente quale interfaccia sia
collegata al router e quale alla rete interna.Configurazione del KernelCosì avete deciso di utilizzare il più vecchio e
collaudato metodo di installazione. Per prima cosa bisogna
aggiungere le seguenti righe al file di configurazione del
kernel:options BRIDGE
options IPFIREWALL
options IPFIREWALL_VERBOSELa prima riga serve a compilare il supporto per il bridge, la
seconda il firewall e la terza le funzioni di logging del firewall.
Adesso è necessario compilare e installare il nuovo kernel.
Si possono trovare le istruzioni nella sezione
Building and Installing a Custom Kernel dell'handbook.Caricamento dei ModuliSe avete deciso di usare il nuovo e più semplice metodo di
installazione, l'unica cosa da fare è aggiungere la seguente riga
al file /boot/loader.conf:bridge_load="YES"In questo modo all'avvio della macchina verrà caricato
insieme al kernel anche il modulo bridge.ko. Non
è necessario invece aggiungere una riga per il modulo
ipfw.ko in quanto verrà caricato in
automatico dallo script /etc/rc.network dopo aver
seguito i passi della prossima sezione.Preparativi finaliPrima di riavviare per caricare il nuovo kernel o i moduli richiesti
(a seconda del metodo che avete scelto in precedenza), bisogna effettuare
alcune modifiche al file /etc/rc.conf. La regola di
default del firewall è di rifiutare tutti i pacchetti IP. Per
iniziare attiviamo il firewall in modalità ,
in modo da verificare il suo funzionamento senza alcun problema di
filtraggio pacchetti (nel caso stiate eseguendo questa procedura da
remoto, tale accorgimento vi consentirà di non rimanere
erroneamente tagliati fuori dalla rete).
Inserite queste linee nel file /etc/rc.conf:firewall_enable="YES"
firewall_type="open"
firewall_quiet="YES"
firewall_logging="YES"La prima riga serve ad attivare il firewall (e a caricare il modulo
ipfw.ko nel caso non fosse già compilato nel
kernel), la seconda a impostarlo in modalità
(come descritto nel file
/etc/rc.firewall), la terza a non
visualizzare il caricamento delle regole e la quarta ad abilitare il
supporto per il logging.Per quanto riguarda la configurazione delle interfacce di rete, il
metodo più utilizzato è quello di assegnare un IP a solo una
delle schede di rete, ma il bridge funziona egualmente anche se entrambe o
nessuna delle interfacce ha IP settati. In quest'ultimo caso (IP-less) la
macchina bridge sarà ancora più nascosta in quanto
inaccessibile dalla rete: per configurarla occorrerà quindi entrare
da console o tramite una terza interfaccia di rete separata dal bridge. A
volte all'avvio della macchina qualche programma richiede di accedere alla
rete, per esempio per una risoluzione di dominio: in questo caso è
necessario assegnare un IP all'interfaccia esterna (quella collegata a
Internet, dove risiede il server DNS), visto che il
bridge verrà attivato alla fine della procedura di avvio. Questo
vuol dire che l'interfaccia fxp0 (nel nostro
caso) deve essere menzionata nella sezione ifconfig del file
/etc/rc.conf, mentre la xl0
no. Assegnare IP a entrambe le schede di rete non ha molto senso, a meno
che durante la procedura di avvio non si debba accedere a servizi presenti
su entrambi i segmenti Ethernet.C'è un'altra cosa importante da sapere. Quando si utilizza IP
sopra Ethernet ci sono due protocolli Ethernet in uso: uno è IP,
l'altro è ARP. ARP permette
la conversione dell'indirizzo IP di una macchina nel suo indirizzo
Ethernet (livello MAC). Affinché due macchine
separate dal bridge riescano a comunicare tra loro è necessario che
il bridge lasci passare i pacchetti ARP. Tale
protocollo non fa parte del livello IP, visto che è presente solo
con IP sopra Ethernet. Il firewall di FreeBSD agisce esclusivamente sul
livello IP e quindi tutti i pacchetti non IP (compreso
ARP) verranno inoltrati senza essere filtrati, anche se
il firewall è configurato per non lasciar passare nulla.Ora è arrivato il momento di riavviare la macchina e usarla
come in precedenza: appariranno dei nuovi messaggi riguardo al bridge e al
firewall, ma il bridge non sarà attivato e il firewall, essendo in
modalità , non impedirà nessuna
operazione.Se ci dovessero essere dei problemi, è il caso di scoprire ora
da cosa derivino e risolverli prima di continuare.Attivazione del BridgeA questo punto, per attivare il bridge, bisogna eseguire i seguenti
comandi (avendo l'accortezza di sostituire i nomi delle due interfacce di
rete fxp0 e xl0 con i
propri):&prompt.root; sysctl net.link.ether.bridge_cfg=fxp0:0,xl0:0
&prompt.root; sysctl net.link.ether.bridge_ipfw=1
&prompt.root; sysctl net.link.ether.bridge=1La prima riga specifica tra quali interfacce va attivato il bridge,
la seconda abilita il firewall sul bridge ed infine la terza attiva il
bridge.A questo punto dovrebbe essere possibile inserire la macchina tra
due gruppi di host senza che venga compromessa qualsiasi
possibilità di comunicazione tra di loro. Se è così,
il prossimo passo è quello di aggiungere le parti
net.link.ether.[blah]=[blah]
di queste righe al file /etc/sysctl.conf, in modo che
vengano eseguite all'avvio della macchina.Configurazione del FirewallOra è arrivato il momento di creare il proprio file con le
regole per il firewall, in modo da rendere sicura la rete interna.
Ci sono delle complicazioni nel fare questo, perché non tutte le
funzionalità del firewall sono disponibili sui pacchetti inoltrati
dal bridge. Inoltre, c'è una differenza tra i pacchetti che stanno
per essere inoltrati dal bridge e quelli indirizzati alla macchina locale.
In generale, i pacchetti che entrano nel bridge vengono processati dal
firewall solo una volta, non due come al solito; infatti vengono filtrati
solo in ingresso, quindi qualsiasi regola che usi
oppure non verrà mai eseguita. Personalmente
uso che è una sintassi più antica,
ma che ha un senso quando la si legge.
Un'altra limitazione è che si possono usare solo i comandi
e per i pacchetti filtrati
dal bridge. Cose avanzate come ,
o non sono disponibili.
Queste opzioni possono ancora essere usate, ma solo per il traffico da
e verso la macchina bridge stessa (sempre che le sia stato assegnato
un IP).Nuovo in FreeBSD 4.0 è il concetto di stateful filtering.
Questo è un grande miglioramento per il traffico
UDP, che consiste tipicamente di una richiesta in
uscita, seguita a breve termine da una risposta con la stessa coppia di
indirizzi IP e numeri di porta (ma con mittente e destinatario invertiti,
ovviamente). Per i firewall che non supportano il mantenimento di stato,
non c'è modo di gestire questo breve scambio di dati come una
sessione unica. Ma con un firewall che può
ricordarsi di un pacchetto UDP in
uscita e permette una risposta nei minuti successivi, gestire i
servizi UDP è semplice.
L'esempio seguente mostra come fare. La stessa cosa è
possibile farla con i pacchetti TCP. Questo
permette di evitare qualche tipo di attacco denial of service e altri
sporchi trucchi, ma tipicamente fa anche crescere velocemente la
tabella di stato.Vediamo un esempio di configurazione. Bisogna notare che all'inizio
del file /etc/rc.firewall ci sono già delle
regole standard per l'interfaccia di loopback
lo0, quindi non ce ne occuperemo più ora.
Le regole personalizzate andrebbero messe in un file a parte (per esempio
/etc/rc.firewall.local) e caricate all'avvio
modificando la riga del file /etc/rc.conf dove era
stata definita la modalità con:firewall_type="/etc/rc.firewall.local"Bisogna specificare il path completo
del file, altrimenti non verrà caricato con il rischio di
rimanere tagliati fuori dalla rete.Per il nostro esempio immaginiamo di avere l'interfaccia
fxp0 collegata all'esterno (Internet) e la
xl0 verso l'interno (LAN).
La macchina bridge ha assegnato l'IP
1.2.3.4
(è impossibile che il vostro ISP vi assegni un
indirizzo di classe A di questo tipo, ma per l'esempio va bene).# Le connessioni di cui abbiamo mantenuto lo stato vengono fatte passare subito
add check-state
# Esclude le reti locali definite nell'RFC 1918
add drop all from 10.0.0.0/8 to any in via fxp0
add drop all from 172.16.0.0/12 to any in via fxp0
add drop all from 192.168.0.0/16 to any in via fxp0
# Permette alla macchina bridge di connettersi con chi vuole
# (se la macchina è IP-less non includere questi comandi)
add pass tcp from 1.2.3.4 to any setup keep-state
add pass udp from 1.2.3.4 to any keep-state
add pass ip from 1.2.3.4 to any
# Permette agli host della rete interna di connettersi con chi vogliono
add pass tcp from any to any in via xl0 setup keep-state
add pass udp from any to any in via xl0 keep-state
add pass ip from any to any in via xl0
# Sezione TCP
# Permette SSH
add pass tcp from any to any 22 in via fxp0 setup keep-state
# Permette SMTP solo verso il mail server
add pass tcp from any to relay 25 in via fxp0 setup keep-state
# Permette i trasferimenti di zona solo dal name server secondario [dns2.nic.it]
add pass tcp from 193.205.245.8 to ns 53 in via fxp0 setup keep-state
# Lascia passare i controlli ident:
# è meglio che aspettare che vadano in timeout
add pass tcp from any to any 113 in via fxp0 setup keep-state
# Permette connessioni nel range di "quarantena".
add pass tcp from any to any 49152-65535 in via fxp0 setup keep-state
# Sezione UDP
# Permette DNS solo verso il name server
add pass udp from any to ns 53 in via fxp0 keep-state
# Permette connessioni nel range di "quarantena".
add pass udp from any to any 49152-65535 in via fxp0 keep-state
# Sezione ICMP
# Abilita le funzioni di 'ping'
add pass icmp from any to any icmptypes 8 keep-state
# Permette il passaggio dei messaggi di errori del comando 'traceroute'
add pass icmp from any to any icmptypes 3
add pass icmp from any to any icmptypes 11
# Tutto il resto è sospetto
add drop log all from any to anyColoro che hanno configurato un firewall in precedenza potrebbero aver
notato che manca qualcosa. In particolare, non ci sono regole contro lo
spoofing, difatti non abbiamo aggiunto:add deny all from 1.2.3.4/8 to any in via fxp0Ovvero, non far entrare dall'esterno pacchetti che affermano di venire
dalla rete interna. Questa è una cosa che solitamente viene fatta
per essere sicuri che qualcuno non provi a eludere il packet filter,
generando falsi pacchetti che sembrano venire dall'interno. Il problema
è che c'è almeno un host
sull'interfaccia esterna che non si può ignorare: il router.
Solitamente, però, gli ISP eseguono il controllo
anti-spoof sui loro router e quindi non ce ne dobbiamo preoccupare.L'ultima riga sembra un duplicato della regola di default, ovvero non
far passare nulla che non sia stato specificatamente permesso. In
verità c'è una differenza: tutto il traffico sospetto
verrà loggato.Ci sono due regole per permettere il traffico SMTP
e DNS verso il mail server e il name server, se ne
avete. Ovviamente l'intero set di regole deve essere personalizzato
per le proprie esigenze, questo non è altro che uno specifico
esempio (il formato delle regole è spiegato dettagliatamente nella
man page &man.ipfw.8;). Bisogna notare che, affinché
relay e ns
siano interpretati correttamente, la risoluzione dei nomi deve funzionare
prima che il bridge sia attivato. Questo è un
chiaro esempio che dimostra l'importanza di settare l'IP sulla corretta
scheda di rete. In alternativa è possibile specificare
direttamente l'indirizzo IP anziché il nome host (cosa necessaria
se la macchina è IP-less).Le persone che sono solite configurare un firewall probabilmente
avranno sempre usato una regola o
per i pacchetti
ident (porta 113 TCP). Sfortunatamente, questa non
è una scelta applicabile con il bridge, quindi la cosa migliore
è lasciarli passare fino alla destinazione. Finché la
macchina di destinazione non ha un demone ident attivo, questa tecnica
è relativamente sicura. L'alternativa è proibire le
connessioni sulla porta 113, creando qualche problema con servizi tipo
IRC (le richieste ident devono andare in
timeout).L'unica altra cosa un po' particolare che potete aver notato è
che c'è una regola per lasciar comunicare la macchina bridge e
un'altra per gli host della rete interna. Ricordate che questo è
dovuto al fatto che i due tipi di traffico prendono percorsi differenti
attraverso il kernel e di conseguenza anche dentro il packet filter. La
rete interna passerà attraverso il bridge, mentre la macchina
locale userà il normale stack IP per le connessioni. Perciò
due regole per gestire due casi differenti. Le regole in via
fxp0 funzionano in entrambi i casi.
In generale, se usate regole attraverso il
packet filter, dovrete fare un'eccezione per i pacchetti generati
localmente, in quanto non entrano tramite nessuna interfaccia.ContributiAlcune parti di questo articolo sono state prese, tradotte e
adattate da testi sui bridge, appartenenti alla documentazione di FreeBSD
in lingua inglese, a cura di Nick Sayer e Steve Peterson.Un grosso ringraziamento va a Luigi Rizzo per l'implementazione
delle funzionalità di bridging in FreeBSD e per il tempo che mi ha
dedicato rispondendo ad alcune mie domande a riguardo.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/multi-os/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/multi-os/article.sgml
index d805111b84..eeb91c490c 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/multi-os/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/multi-os/article.sgml
@@ -1,761 +1,764 @@
+%authors;
%translators;
]>
Installazione e Utilizzo di FreeBSD con altri Sistemi OperativiJayRichmondjayrich@sysc.com6 Agosto 1996Questo documento spiega come far coesistere felicemente
FreeBSD con altri sistemi operativi come Linux, MS-DOS,
OS/2, e Windows 95.
Un ringraziamento speciale va a: Annelise Anderson
andrsn@stanford.edu, Randall Hopper
- rhh@ct.picker.com, e Jordan K. Hubbard
- jkh@time.cdrom.com
+ rhh@ct.picker.com, e &a.jkh;.
Traduzione a cura di &a.it.max;.IntroduzioneMolta gente non può far convivere questi sistemi operativi
senza avere a disposizione un hard disk di grosse dimensioni,
perciò sono state incluse informazioni speciali sui drive EIDE
di grosse dimensioni. Poiché ci sono così tante
combinazioni di possibili sistemi operativi e configurazioni di hard disk,
la potrebbe esserti di aiuto più
di altre. Contiene descrizioni di specifiche configurazioni che
usano molteplici sistemi operativi.Questo documento assume che tu abbia già fatto posto sul tuo
hard disk per un altro sistema operativo. Ogni volta che
ripartizioni il tuo hard disk, corri il rischio di distruggere
e quindi perdere i dati sulle partizioni originali. In ogni caso,
se il tuo hard disk è completamente occupato dal DOS, potresti
usare FIPS (incluso nel CDROM di FreeBSD nella directory
- \TOOLS oppure via
+ \TOOLS oppure via
ftp).
Ti permette di ripartizionare il tuo hard disk senza distruggere i
dati già contenuti. C'è anche un programma commerciale
- chiamato Partition Magic, che ti permette di ridimensionare e cancellare
- partizioni senza conseguenze.
+ chiamato Partition Magic, che ti permette
+ di ridimensionare e cancellare partizioni senza conseguenze.
Panoramica sui Boot ManagerSi tratta solo di brevi descrizioni dei diversi boot manager che
potresti trovare. A seconda del tuo computer, potresti trovare
utile usarne più di uno sullo stesso sistema.Boot EasyQuesto è il boot manager standard fornito con FreeBSD.
Ha la possibilità di far partire qualsiasi cosa, incluso BSD,
OS/2 (HPFS), Windows 95 (FAT e FAT32), e Linux.
Le partizioni vengono scelte con i tasti funzione (F1-F12).Boot Manager di OS/2
- Questo fa partire FAT, HPFS, FFS (FreeBSD), ed EXT2
- (Linux). Farà anche partire partizioni FAT32. Le partizioni
+ Questo fa partire FAT, FAT32, HPFS, FFS (FreeBSD), ed EXT2
+ (Linux). Le partizioni
vengono scelte usando i tasti freccia. L'OS/2 Boot Manager è
l'unico ad usare una propria partizione separata, diversamente
dagli altri, che usano il master boot record (MBR). Di conseguenza,
deve essere installato prima del 1024esimo cilindro per evitare
problemi di avvio. Può far partire Linux usando LILO quando
questo è parte del settore di avvio, non dell'MBR.
Leggi gli HOWTO
di Linux sul World Wide Web per avere più
informazioni su come far partire Linux con il boot manager di
OS/2.OS-BSQuesta è un'alternativa a Boot Easy. Ti dà
più controllo sul processo di avvio, con la
possibilità di impostare la partizione di default da cui
partire e il timeout di avvio.
La versione beta di questo programma ti permette di avviare
scegliendo il sistema operativo con i tasti freccia. È
incluso nel cd di FreeBSD nella directory
\TOOLS oppure via ftp.LILO, o LInux LOaderQuesto è un boot manager limitato. Farà partire
FreeBSD, sebbene siano necessari alcuni accorgimenti e sistemazioni
nel file di configurazione.A proposito di FAT32
- FAT32 è il rimpiazzo al filesystem FAT incluso nella Release
+ FAT32 è il rimpiazzo al file system FAT incluso nella Release
Beta SR2 di Microsoft, che dovrebbe essere installata
con Windows 95 a partire dalla fine del 1996. Converte il
- normale filesystem FAT e ti permette di usare cluster di
+ normale file system FAT e ti permette di usare cluster di
dimensioni più piccole per hard disk di dimensioni maggiori.
Inoltre FAT32 modifica il settore di avvio tradizionale e la tabella
di allocazione, rendendola incompatibile con alcuni Boot
Manager.Una Installazione TipicaDiciamo che ho due grandi hard disk EIDE e voglio installarci
FreeBSD, Linux, e Windows 95.Ecco come potrei fare usando questi due hard disk:/dev/wd0 (Primo hard disk)/dev/wd1 (Secondo hard disk)Tutti e due hanno 1416 cilindri.Parto dalla partizione MS-DOS o dal dischetto di avvio
di Windows 95 che contiene l'utility FDISK.EXE
- e creo una piccola partizione primaria da 50 megabyte
+ e creo una piccola partizione primaria da 50 MB
(35-40 per Windows 95, più un po' di spazio per respirare)
sul primo disco. Creo anche una partizione più grande sul
secondo hard disk per le applicazioni di Windows e per i dati.Faccio ripartire ed installo Windows 95 (più facile a
dirsi che a farsi) sulla partizione C:.La prossima cosa che farò sarà installare Linux.
- Non sono sicuro per le altre distribuzioni, ma la slackware include
+ Non sono sicuro per le altre distribuzioni, ma la Slackware include
LILO (guarda la ). Quando ripartiziono il
mio hard disk con l'fdisk di Linux,
metterò tutto ciò che riguarda Linux sul primo hard
- disk (probabilmente 300 mega per una partizione di
+ disk (probabilmente 300 MB per una partizione di
root decente e un po' di spazio di swap).Dopo aver installato Linux, quando viene chiesto di
- installare LILO, _ASSICURATI_ di installarlo sul
+ installare LILO, assicurati di installarlo sul
settore di avvio della partizione di Linux, non
nell'MBR (Master Boot Record).La parte rimanente di hard disk va a FreeBSD.
Assicurati anche che la slice root di FreeBSD
non vada oltre il 1024esimo cilindro. (Il 1024esimo
- cilindro è circa intorno ai 528mb in un disco ipotetico,
- il mio, di 720mb). Userò il resto dell'hard disk
- (circa 270 mb) per /usr e
- /. Il resto del secondo hard
+ cilindro è circa intorno ai 528 MB in un disco ipotetico,
+ il mio, di 720 MB). Userò il resto dell'hard disk
+ (circa 270 MB) per /usr e
+ /. Il resto del secondo hard
disk (la grandezza varia a seconda di quanto spazio
ho lasciato agli applicativi e ai dati per Windows
quando ho creato la partizione nel primo passo) può
- essere usata per /usr/src
+ essere usata per /usr/src
e per lo spazio di swap.Se visualizzato con l'utility fdisk
di Windows 95, l'hard disk dovrebbe risultare in questo modo:
---------------------------------------------------------------------
Display Partition Information
Current fixed disk drive: 1
Partition Status Type Volume_Label Mbytes System Usage
C: 1 A PRI DOS 50 FAT** 7%
2 A Non-DOS (Linux) 300 43%
Total disk space is 696 Mbytes (1 Mbyte = 1048576 bytes)
Press Esc to continue
---------------------------------------------------------------------
Display Partition Information
Current fixed disk drive: 2
Partition Status Type Volume_Label Mbytes System Usage
D: 1 A PRI DOS 420 FAT** 60%
Total disk space is 696 Mbytes (1 Mbyte = 1048576 bytes)
Press Esc to continue
---------------------------------------------------------------------
** Potrebbe essere FAT16 o FAT32 se stai usando l'aggiornamento OEM
- SR2. (Guarda la ).
+ SR2. Guarda la .
Installazione di FreeBSD. Assicurati di avviare il computer
con il primo hard disk configurato con NORMAL nel BIOS.
Se non è così, dovrai settare la vera geometria
del disco all'avvio (per arrivare a fare ciò, fai partire
Windows 95 e consulta Microsoft Diagnostics
(MSD.EXE), o controlla il BIOS) con il
parametro hd0=1416,16,63 dove
1416 è il numero di cilindri sull'hard disk,
16 è il numero di testine per
traccia, o heads per track, e
63 è il numero di settori per
traccia sul drive.Quando partiziono l'hard disk, cerco sempre di mettere Boot
Easy sul primo hard disk. Non mi preoccupo del secondo hard
disk, non parte nulla da quello.Al riavvio, Boot Easy dovrebbe riconoscere le tre partizioni
avviabili, cioè quella DOS (ovvero Windows 95), Linux, e
BSD (FreeBSD).Considerazioni SpecialiMolti sistemi operativi sono molto pignoli su come e dove devono
essere messi sull'hard disk. Windows 95 deve essere sulla prima
partizione primaria sul primo hard disk. OS/2 fa eccezione. Può
essere installato in una partizione primaria o estesa sul primo o sul
secondo hard disk. Se non sei sicuro, mantieni la parte avviabile di
partizione sotto il 1024esimo cilindro.Se installi Windows 95 su un sistema BSD esistente, questo
distruggerà l'MBR, e dovrai reinstallare il boot
manager precedente. Boot Easy può essere reinstallato usando
- l'utility BOOTINST.EXE inclusa nella directory \TOOLS sul cdrom, oppure
+ l'utility BOOTINST.EXE inclusa nella directory
+ \TOOLS sul cdrom, oppure
via ftp.
Puoi anche ricominciare l'installazione e andare all'editor delle
partizioni. Da lì, marcare la partizione di FreeBSD come
avviabile, scegliere Boot Manager, e quindi digitare W per scrivere le
informazioni nell'MBR. Puoi ora riavviare, e Boot Easy dovrebbe
riconoscere Windows 95 e DOS.Ricordati che OS/2 può leggere partizioni FAT e HPFS, ma non
FFS (FreeBSD) o EXT2 (Linux). Diversamente Windows 95 può leggere
e scrivere solo su FAT o FAT32 (guarda la ).
- FreeBSD può leggere gran parte degli altri filesystem, ma al
+ FreeBSD può leggere gran parte degli altri file system, ma al
momento non può leggere partizioni HPFS. Linux può leggere
partizioni HPFS, ma non può scrivervi. Versioni recenti del kernel
di Linux (2.x) possono leggere e scrivere su partizioni di Windows 95 di
tipo VFAT (VFAT è ciò che permette a Windows 95 di avere
i nomi di file lunghi - è molto simile alla FAT).
- Linux può leggere e scrivere sulla maggior parte dei filesystem.
+ Linux può leggere e scrivere sulla maggior parte dei file system.
Capito? Lo spero...Esempi(La sezione ha bisogno di lavoro, per favore spedisci
il tuo esempio a jayrich@sysc.com).FreeBSD+Win95: Se hai installato FreeBSD dopo Windows 95, dovresti
vedere DOS nel menu di Boot Easy. Questo è
Windows 95. Se hai installato Windows 95 dopo FreeBSD, leggi la
sopra.
Fin quando il tuo hard disk non ha più di 1024 cilindri, non
dovrebbero esserci problemi.
Se una partizione va oltre il 1024esimo cilindro, e hai
messaggi di errore come invalid system disk sotto
DOS (Windows 95) e FreeBSD non parte, prova a cercare una opzione nel BIOS
chiamata > 1024 cylinder support o
NORMAL/LBA mode.
DOS potrebbe necessitare dell'LBA (Logical Block Addressing -
Indirizzamento Logico dei Blocchi) per partire correttamente. Se l'idea
di cambiare delle impostazioni nel BIOS ogni volta che si accende il
computer non ti piace, puoi far partire FreeBSD da DOS con l'utility
FBSDBOOT.EXE che trovi sul CD (dovrebbe trovare la
tua partizione FreeBSD e farla partire).FreeBSD+OS/2+Win95: Nulla di nuovo qui. Il boot manager di OS/2
può far partire tutti questi sistemi operativi, cosicché non
dovrebbero esserci problemi.FreeBSD+Linux: Puoi usare Boot Easy per far partire tutti e due i
sistemi operativi.FreeBSD+Linux+Win95: (guarda la )Altre Fonti di AiutoCi sono molti HOW-TO su
Linux che trattano come affrontare il problema di avere
più sistemi operativi sullo stesso hard disk.Il Linux+DOS+Win95+OS2
mini-HOWTO offre aiuto su come configurare il boot manager di
OS/2 e il Linux+FreeBSD
mini-HOWTO potrebbe essere anch'esso interessante.
Anche il Linux-HOWTO
è di grande aiuto.E il pacchetto di Hale Landis, How It Works contiene
alcune utili informazioni su tutti i tipi di geometrie dei drive e su
argomenti legati al processo di avvio. Puoi trovarlo su ftp://fission.dt.wdc.com/pub/otherdocs/pc_systems/how_it_works/allhiw.zip.Inoltre non perderti la documentazione del kernel di FreeBSD sul
processo di avvio, disponibile nella distribuzione dei sorgenti del kernel
(si scompatta in file:/usr/src/sys/i386/boot/biosboot/README.386BSD.Dettagli Tecnici(Contributo di Randall Hopper,
rhh@ct.picker.com)Questa sezione prova a fornire abbastanza informazioni di base
sugli hard disk e sul processo di avvio così da
essere poi capaci di determinare le cause dei problemi più
frequenti che potreste affrontare al momento dell'installazione e della
configurazione di più sistemi operativi. Inizia con un
linguaggio semplice, così potresti voler scorrere la pagina fino a
quando non ti sembri difficile e cominciare quindi da quel punto a
leggere.Introduzione agli Hard DiskSono generalmente usati tre termini fondamentali per descrivere
l'allocazione dei dati sull'hard disk: Cylinders (Cilindri), Heads
(Testine), e Sectors (Settori). Non è particolarmente importante
sapere esattamente cosa significano questi termini e quale sia il loro
compito specifico, ma interessa sapere che, insieme, identificano dove
si trovano fisicamente i dati sull'hard disk.Ogni hard disk ha un particolare numero di cilindri, di testine, e
di settori per ogni parte di cilindro relativa a una singola testina
(che generalmente viene chiamato track, o traccia).
Questi dati contribuiscono a determinare la geometria
fisica del disco dell'hard disk. Ci sono
generalmente 512 byte per settore, e 63 settori per traccia, mentre
il numero di cilindri e testine varia a seconda del tipo di hard disk.
In questo modo puoi trovare la quantità di dati che il disco
potrebbe contenere semplicemente calcolando:(numero di cilindri) × (numero di testine) × (63
settori/traccia) × (512 byte/settore)Per esempio, sul mio Western Digital AC31600 EIDE, questo
è:(3148 cilindri) × (16 testine) × (63
settori/traccia) × (512 byte/settore)che sarebbe 1,624,670,208 byte, o circa 1.6 Giga.Puoi scoprire la geometria fisica del disco (cioè il numero
di cilindri, testine, e il fattore settori/tracciati) del tuo hard disk
usando ATAID o altri programmi reperibili su Internet. Probabilmente il
tuo hard disk ti è stato venduto con queste informazioni.
Comunque stai attento: se stai usando l'opzione LBA del BIOS (vedi la
), non puoi usare un qualsiasi programma per
conoscere la geometria fisica. Questo perché molti programmi (ad
esempio MSD.EXE o l'fdisk di FreeBSD) non
identificano la geometria fisica del disco, fanno invece riferimento
alla geometria traslata (Numeri virtuali usando
LBA). Continua a leggere per saperne di più.Un altro aspetto interessante di questi termini. Dati 3
numeri—un numero di cilindri, un numero di testine, e un numero
di settori per tracciato—si può identificare uno specifico
settore assoluto (un blocco di 512 byte di dati) sull'hard disk. I
cilindri e le testine sono numerati partendo da 0, e i settori sono
numerati partendo da 1.Per quelli che sono interessati a dettagli più tecnici,
informazioni sulla geometria dei dischi, settori di avvio, BIOS, e
altro, possono trovare grandi quantità di informazioni in
Internet. Basta fare una ricerca con Lycos, Yahoo e altri digitando
boot sector o master boot record.
Tra le numerose informazioni utili che si possono trovare c'è il
pacchetto di documentazione How It Works (in
italiano Come Funziona) di Hale Landis. Guarda la
per alcuni puntatori a questo
pacchetto.Ok, troppa terminologia finora. Adesso parliamo del processo di
avvio.Il Processo di AvvioSul primo settore del tuo disco (Cyl 0, Head 0, Sector 1) risiede
il Master Boot Record (MBR). Questo contiene una mappa del tuo disco.
Identifica fino a 4 partizioni, ciascuna delle
quali è uno spazio, una parte, di quel disco. FreeBSD chiama
queste partizioni slices per evitare confusione
con le sue partizioni, di cui ora non parleremo.
Ciascuna partizione può contenere un sistema operativo
diverso.Ogni elemento che rappresenta una partizione presente nell'MBR ha un
Partition ID, un valore Start
Cylinder/Head/Sector, e un valore End
Cylinder/Head/Sector. Il Partition ID mostra di che tipo
di partizione si tratta (di che sistema operativo) e i valori di
inizio/fine dicono dove questa si trova. La
mostra una lista di partition ID più comuni.
Partition IDID (hex)Descrizione01DOS12 primaria (12-bit FAT)04DOS16 primaria (16-bit FAT)05DOS estesa06DOS primaria di grande dimensione (> 32MB)0AOS/283Linux (EXT2FS)A5FreeBSD, NetBSD, 386BSD (UFS)
Nota che non tutte le partizioni sono avviabili (per esempio quelle
DOS estese). Alcune lo sono, altre no. Ciò che rende una
partizione avviabile è la configurazione del Partition
Boot Sector che si trova all'inizio di ciascuna
partizione.Quando configuri il tuo boot manager preferito, questo cerca gli
elementi nella tavola delle partizioni sull'MBR di tutti i tuoi hard
disk e fa in modo che tu possa dare un nome a tutte gli elementi della
lista. Quindi all'avvio, il boot manager viene invocato da un codice
particolare presente nell'MBR del primo hard disk che viene rilevato sul
tuo sistema. Questo guarda la tavola delle partizioni dell'MBR
corrispondente alla partizione che hai scelto, usa l'informazione sullo
Start Cylinder/Head/Sector per quella partizione, carica il Partition
Boot Sector per quella partizione, e sli dà il controllo.
Quel settore di avvio per la partizione contiene abbastanza informazioni
per cominciare a caricare il sistema operativo di quella
partizione.Un particolare che abbiamo sorvolato e che è importante
conoscere. Tutti gli hard disk hanno l'MBR. Ad ogni modo, quello
importante è quello del disco che viene rilevato per primo dal
BIOS. Se hai solo hard disk IDE, è il primo disco IDE
(cioè il disco primario del controller primario).
Stessa cosa per i sistemi SCSI. Se hai sia
SCSI che IDE invece, i dischi IDE vengono riconosciuti per primi dal
BIOS, quindi il primo disco IDE è quello che viene riconosciuto
per primo. Il boot manager che installerai si troverà quindi
sull'MBR del primo disco riconosciuto come descritto.Limitazioni sull'Avvio e AvvertimentiOra un po' di cose interessanti alle quali devi stare
attento.Il maledetto limite dei 1024 cilindri e l'aiuto dell'LBA del
BIOSLa prima parte del processo di avvio viene effettuata attraverso
il BIOS, (se questo è un termine nuovo per te, il BIOS è
un chip contenente del software presente sulla scheda madre che
contiene il codice di avviamento per il computer). Quindi, questa
prima parte del processo è soggetta alle limitazioni
dell'interfaccia del BIOS.L'interfaccia BIOS usata per leggere gli hard disk in questo
momento (INT 13H, Subfunction 2) alloca 10 bit per il Cylinder Number,
8 bit per l'Head Number, e 6 bit per il Sector Number. Questo porta
gli utenti ad essere sottoposti a dei limiti (per esempio i boot
manager installati nell'MBR così come i loader installati nei
Boot Sector) che ora vediamo:1024 cilindri, massimo256 testine, massimo64 settori/traccia, massimo (in realtà 63,
0 non è disponibile)Ora, hard disk grossi hanno molti cilindri, ma non molte testine,
quindi invariabilmente con grandi hard disk il numero di cilindri
sarà più alto di 1024. A causa di questo e della
situazione dell'interfaccia BIOS, non puoi far partire un sistema
operativo da qualsiasi punto del disco. Il codice di avvio (il boot
manager e il loader del sistema operativo devono essere nei settori di
avvio di tutte le partizioni avviabili) deve risiedere entro il limite
dei 1024 cilindri. In pratica, se il tuo hard disk è generico
e contiene 16 testine, questo si tramuta in:1024 cilindri/disco × 16 testine/disco × 63
settori/traccia × 512 byte/settoreche è intorno al summenzionato limite dei 528MB.Qui è dove entra in gioco l'LBA (Logical Block Addressing,
Indirizzamento Logico dei Blocchi) del BIOS. L'LBA del BIOS fornisce
all'utente delle API del BIOS accesso ai cilindri fisici oltre al
1024esimo attraverso l'interfaccia BIOS ridefinendo un cilindro.
Quindi, rimappa cilindri e testine, facendo sembrare al BIOS che il
computer contenga meno cilindri e più testine di quanto in
realtà non ne abbia.
In altre parole, si avvantaggia del fatto che gli hard disk hanno
relativamente poche testine e molti cilindri semplicemente bilanciando
tra cilindri e testine facendo in modo che tutti e due i numeri
rimangano sotto la soglia (1024 cilindri, 256 testine).Con l'LBA del BIOS, la limitazione agli hard disk è
virtualmente eliminata (beh, spostata ad 8 Gigabyte). Se hai un BIOS
che supporta l'LBA, puoi mettere FreeBSD o qualsiasi altro OS in
qualsiasi parte tu voglia senza toccare il limite dei 1024
cilindri.Per usare ancora l'esempio del mio Western Digital da 1.6
Giga, la sua geometria fisica è:(3148 cilindri, 16 testine, 63 settori/traccia, 512
byte/settore)Ad ogni modo, il mio LBA del BIOS rimappa questo in:(787 cilindri, 64 testine, 63 settori/traccia, 512
byte/settore)dandomi la stessa grandezza effettiva di disco, ma con numero di
cilindri e testine entro i limiti dell'API del BIOS (casualmente,
ho sia Linux che FreeBSD installati su uno dei miei hard disk sopra il
1024esimo cilindro fisico, e tutti e due partono perfettamente, grazie
all'LBA del BIOS).Boot Manager e Allocazione del DiscoUn altro punto di cui tener conto al momento al momento
dell'installazione di un boot manager, è quello di ricordarsi
di allocare spazio per il tuo boot manager. È meglio aver
presente fin da subito questo problema, per non accorgersene troppo
tardi e dover quindi reinstallare uno o più sistemi
operativi.Se hai seguito il discorso nella a
proposito del Master Boot Sector (dove si trova l'MBR), dei Partition
Boot Sectors, e dell processo di avvio, potresti esserti chiesto
esattamente dove quel piccolo boot manager risiede sul tuo hard disk.
Bene, alcuni boot manager sono abbastanza piccoli da risiedere nel
Master Boot Sector (Cilindro 0, Testina 0, Settore 0) insieme alla
tabella delle partizioni. Alcuni invece hanno bisogno di un po' di
spazio in più e si estendono su alcuni settori oltre il Master
Boot Sector nella traccia del Cilindro 0 Testina 0, dato che questa
è tipicamente libera.Ecco qui. Alcuni sistemi operativi (incluso FreeBSD) fanno in
modo che le loro partizioni possano cominciare subito dopo il Master
Boot Sector, cioè al cilindro 0, testina 0, settore 2 se vuoi.
Infatti, se dai al sysinstall di FreeBSD un disco con una parte
iniziale vuota oppure un disco vuoto, quello è il punto da cui
comincerà la partizione FreeBSD di default (o almeno lo ha
fatto quando sono caduto in questa trappola). Poi quando vai ad
installare il tuo boot manager, se è uno che occupa alcuni
settori oltre all'MBR, andrà a sovrascrivere la parte iniziale
dei dati della prima partizione. Nel caso di FreeBSD, questo
sovrascrive il label del disco, e fa in modo da rendere non avviabile
la partizione di FreeBSD.Il modo più semplice per eliminare questo problema (e
lasciarti la flessibilità di provare in seguito differenti boot
manager) è quello di lasciare sempre la prima traccia del tuo
hard disk completamente libera quando partizioni il tuo hard disk.
Ciò significa lasciare libero lo spazio tra il cilindro 0,
testina 0, settore 2 fino a cilindro 0, testina 0, settore 63, e
cominciare la prima partizione sul cilindro 0, testina 1, settore 1.
Per ciò che vale, quando crei una partizione DOS all'inizio del
tuo hard disk, il DOS lascia sempre questo spazio libero di default
(ecco perché molti boot manager presumono che sia libero).
Quindi creare una partizione DOS all'inizio del disco toglie questi
problemi tutti insieme. Mi piace fare da solo, creando una partizione
DOS da 1 mega all'inizio, perché questo evita che cambino le
lettere dei drive DOS quando ripartiziono in seguito.Come riferimento, i seguenti boot manager usano il Master Boot
Sector per immagazzinare il loro codice e i loro dati:OS-BS 1.35Boot EasyLILOQuesti boot manager usano alcuni settori addizionali dopo
il Master Boot Sector:OS-BS 2.0 Beta 8 (settori 2-5)Boot Manager di OS/2Cosa fare se il tuo computer non parte?In alcuni momenti quando installi dei boot manager, potresti
lasciare l'MBR in uno stato in cui il computer non riesce più a
partire. Questo è spiacevole, ma possibile quando si utilizza
FDISK su di un boot manager già installato.Se hai una partizione DOS avviabile sul tuo hard disk, puoi
partire da un floppy DOS, e poi eseguire il comando:A:\> FDISK /MBRPer mettere il codice originale di avvio del DOS nel sistema.
Puoi ora avviare DOS (e solamente DOS) dall'hard disk.
Alternativamente, puoi far ripartire il programma di installazione del
tuo boot manager da un floppy avviabile.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml
index 6c41e5e620..18b78bc678 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml
@@ -1,1069 +1,1069 @@
%man;
%mailing-lists;
%translators;
]>
Per chi è alle Prime Armi sia con FreeBSD che con UnixAnneliseAndersonandrsn@andrsn.stanford.edu15 Agosto 1997Congratulazioni per aver installato FreeBSD! Questa introduzione
é per chi é alle prime armi con FreeBSD
e Un*x—perciò comincia dalle basi.
Stai certamente usando la versione 2.0.5 o una più recente di
FreeBSD distribuita da BSDi o FreeBSD.org, il tuo sistema ha (per il
momento) un solo utente (te stesso)—e sei probabilmente abbastanza
bravo con DOS/WINDOWS o OS/2.Traduzione a cura di &a.it.max;.Entrare ed Uscire dal SistemaEntra (quando vedi login:) come l'utente che
hai creato durante l'installazione oppure come
root. (La tua installazione di FreeBSD dovrebbe
già avere un account di root;
root può andare ovunque e fare qualsiasi cosa, anche cancellare
file essenziali, perciò stai attento!) I simboli &prompt.user; e
&prompt.root; che incontrerai più avanti simboleggiano il prompt
(i tuoi potrebbero essere differenti), dove &prompt.user; indica un utente
ordinario e &prompt.root; indica root.Per uscire (e ritrovarsi con un nuovo prompt login:)
scrivi&prompt.root; exittante volte quanto serve. Sì, premi
invio dopo ogni comando, e ricordati che Unix fa
distinzione tra maiuscole e minuscole—perciò
exit, non EXIT.Per spegnere il computer digita&prompt.root; /sbin/shutdown -h nowO per riavviarlo digita&prompt.root; /sbin/shutdown -r nowoppure&prompt.root; /sbin/rebootPuoi anche riavviarlo premendo
CtrlAltCanc.
Lasciagli un po' di tempo per compiere il suo lavoro. Questo equivale a
/sbin/reboot nelle versioni più recenti di
FreeBSD ed è molto meglio che premere il bottone di reset.
Non vorrai mica reinstallare tutto da capo, vero?Aggiungere un Utente con Privilegi di RootSe non hai creato un utente durante l'installazione e quindi
sei entrato nel sistema come root, dovresti probabilmente crearne
uno ora tramite&prompt.root; adduserLa prima volta che aggiungi un utente, il sistema dovrebbe chiederti
di inserire delle impostazioni di default da applicare. Potresti volere
come shell &man.csh.1; invece di &man.sh.1;, se ti viene consigliato
sh come default. Altrimenti premi solo invio
per accettare i valori proposti. Questi dati vengono salvati in
/etc/adduser.conf, un file modificabile
successivamente a mano.Supponiamo che tu voglia creare l'utente jack di
nome reale Jack Benimble. Assegna a jack una
password per ragioni di sicurezza (anche i bambini che gironzolano per
casa potrebbero mettere le mani sulla tastiera). Quando ti viene chiesto
se vuoi invitare jack in un altro gruppo, digita
wheelLogin group is ``jack''. Invite jack into other groups: wheelQuesto ti permetterà di entrare come l'utente
jack e usare il comando &man.su.1;
per diventare root. A quel punto non sarai più preso in giro per
essere entrato direttamente come root.Puoi uscire da adduser in qualsiasi momento
premendo CtrlC,
e alla fine avrai l'opportunità di approvare il nuovo utente oppure
premere n per non farlo. Potresti voler creare un
secondo utente (jill?) cosicché quando andrai a modificare i file
di jack avrai un'ancora di salvezza in caso qualcosa vada male.Una volta fatto questo, usa exit per tornare al
prompt di login ed entrare come jack.
In generale è meglio cercare di lavorare da utente normale
in modo da non avere il potere—e il rischio—di root.Se hai già creato un utente e vuoi che quell'utente sia in
grado di usare su per diventare root, puoi entrare come
root e modificare il file /etc/group, aggiungendo
jack alla prima linea (il gruppo wheel). Ma
prima devi fare pratica con &man.vi.1;, l'editor di testo—oppure
usa il più semplice &man.ee.1;, installato sulle recenti
versioni di FreeBSD.Per cancellare un utente, usa il comando
rmuser.Diamoci un'occhiata in giroUna volta avuto accesso come utente normale, guardati in giro e prova
alcuni dei comandi che ti daranno accesso alle fonti di aiuto e di
informazioni su FreeBSD.Ecco qui una lista di comandi e le loro funzioni:idTi dice chi sei!pwdTi mostra dove sei—la directory in cui stai
lavorando.lsTi mostra una lista dei file contenuti nella directory.ls Ti mostra un elenco dei file contenuti nella directory ponendo
* dopo i file eseguibili,
/ dopo le directory, e
@ dopo i collegamenti simbolici.ls Mostra un elenco di file nel formato lungo—grandezza,
data, permessi.ls Mostra una lista dei file nascosti, cioè con un
punto davanti al nome, insieme agli altri.
Se sei root, i file puntati vengono mostrati anche
senza l'opzione .cdCambia la directory di lavoro. cd
.. torna alla directory
superiore; nota lo spazio dopo cd. cd
/usr/local va nella directory
specificata. cd ~ va
nella directory home dell'utente collegato in quel
momento—per esempio, /usr/home/jack.
Prova cd /cdrom, e poi
ls, per scoprire se il tuo CDROM è
montato e funziona.view
nomefileMostra il contenuto del file (chiamato
nomefile) senza modificarlo.
Prova view
/etc/fstab.
:q per uscire.cat nomefileMostra nomefile sullo schermo.
Se è troppo lungo e ne puoi vedere solo la fine,
premi BlocScorr e usa
freccia-su per muoverti in alto; puoi usare
BlocScorr anche con le pagine man. Premi ancora
BlocScorr per uscire dallo scorrimento. Potresti
provare cat con alcuni dei file
nascosti presenti nella tua directory home—cat
.cshrc, cat
.login, cat
.profile.Noterai degli alias in .cshrc per
alcuni dei comandi ls (sono molto
convenienti). Puoi creare degli altri alias modificando
.cshrc. Puoi far sì che questi alias
diventino disponibili a tutti gli utenti mettendoli nel file
di configurazione generale di csh,
/etc/csh.cshrc.Ottenere Aiuto e InformazioniEcco alcune risorse utili per ottenere aiuto.
Testo è qualcosa che puoi
digitare a tuo piacere—normalmente si tratta di un comando
o del nome di un file.apropos
testoTutto ciò che contiene la stringa
testo nel database
whatis.man
testoMostra la pagina man di testo,
la maggior risorsa di documentazione per i sistemi Un*x.
man ls ti dirà
tutti i modi possibili per usare il comando ls.
Premi Invio per muoverti nel testo,
CtrlB
per andare indietro di una pagina,
CtrlF
per andare avanti, q oppure
CtrlC
per uscire.which
testoTi dice dove si trova il comando
testo nel path dell'utente.locate
testoTi dice tutte le directory nei path dell'utente in cui si trova
il comando testo.whatis
testoTi dice che cosa fa il comando
testo e la sua pagina man.
Digitando whatis * ti verranno presentate tutte
le pagine man associate agli eseguibili presenti nella directory
corrente.whereis
testoTrova il file testo, dandoti il suo
percorso completo.Potresti voler provare ad usare whatis con
alcuni comandi utili come cat,
more, grep,
mv, find,
tar, chmod,
chown, date, e
script. more ti permette
di leggere una pagina alla volta come in DOS, ad esempio, ls -l |
more oppure more
nomefile.
* ha valore assoluto—per esempio, ls
w* mostra tutti i file che cominciano con
w.Per caso alcuni di questi comandi non funzionano correttamente? Sia
&man.locate.1;, sia &man.whatis.1; dipendono da
un database che viene ricostruito settimanalmente. Se la tua macchina
non sarà lasciata accesa per il fine settimana (usando FreeBSD),
può darsi che tu voglia usare i comandi per la manutenzione
giornaliera, settimanale, e mensile ogni tanto. Falli partire come root
e lascia loro il tempo di finire il lavoro prima di farne partire un
altro.&prompt.root; periodic dailyoutput tralasciato
&prompt.root; periodic weeklyoutput tralasciato
&prompt.root; periodic monthlyoutput tralasciatoSe ti stufi di aspettare, premi
AltF2 per
avere un'altra console virtuale, e poterti loggare
nuovamente. Dopotutto è un sistema multi-utente, e multi-tasking.
Probabilmente questi comandi produrranno dei messaggi sullo
schermo quando lavorano; puoi digitare
clear per pulire lo schermo.
Quando hanno finito, dovresti dare un'occhiata a
/var/mail/root e
/var/log/messages.Usare tali comandi fa parte dell'amministrazione di
sistema—e come utente singolo di un sistema Unix,
sei tu l'amministratore del sistema. Praticamente l'unica cosa
per la quale è necessario che tu sia root è
l'amministrazione. Queste responsabilità
non vengono trattate bene nemmeno in quei grossi libri
su Unix, che sembrano dedicare troppo spazio all'uso dei menu
nei windows manager. Potresti voler leggere uno dei più
interessanti libri sull'amministrazione di sistema, come
UNIX System Administration Handbook di Evi Nemeth
et.al. (Prentice-Hall, 1995, ISBN 0-13-15051-7)—la seconda edizione
con la copertina rossa; oppure Essential System
Administration di Æleen Frisch (O'Reilly &
Associates, 1993, ISBN 0-937175-80-3). Io ho usato quello di
Nemeth.Modificare File di TestoPer poter configurare il tuo sistema, devi modificare dei file. Molti
di questi saranno in /etc; e avrai bisogno
del comando su per diventare root e poter così
modificarli. Puoi usare il semplice editor ee, ma
alla lunga risulta più utile imparare vi.
C'é un eccellente tutorial su vi in
/usr/src/contrib/nvi/docs/tutorial se lo hai
installato; altrimenti puoi scaricarlo via FTP da
ftp.cdrom.com dalla directory
FreeBSD/FreeBSD-current/src/contrib/nvi/docs/tutorial.Prima di modificare un file, dovresti farne una copia.
Supponiamo tu voglia modificare /etc/rc.conf. Puoi
semplicemente usare cd /etc per andare in
/etc e fare:&prompt.root; cp rc.conf rc.conf.origQuesto copierà rc.conf in
rc.conf.orig, e potrai successivamente copiare
rc.conf.orig in
rc.conf per tornare all'originale. Ma ancora meglio
sarà spostare (rinominare) il file per poi ricopiarlo con il nome
originale:&prompt.root; mv rc.conf rc.conf.orig
&prompt.root; cp rc.conf.orig rc.confperché il comando mv mantiene
la data e il proprietario originali del file. Puoi ora modificare
rc.conf. Se vuoi tornare all'originale,
potresti fare mv rc.conf rc.conf.myedit
(assumendo che vuoi tenere la versione modificata) e
quindi fare&prompt.root; mv rc.conf.orig rc.confper tornare allo stato iniziale.Per modificare un file, digita&prompt.root; vi nomefileMuoviti nel testo con i tasti freccia.
Esc mette vi
in modalità comando. Ecco qui alcuni dei comandi:xcancella la lettera su cui si trova il cursoreddcancella l'intera riga (anche se va a capo sullo schermo)iinserisci del testo nella posizione del cursoreainserisci del testo dopo il cursoreQuando digiti i o a,
puoi inserire del testo. Esc ti riporta in
modalità comando dove puoi digitare:wper salvare le modifiche sul disco e continuare a
modificare il file:wqper salvare le modifiche e uscire:q!per uscire senza salvare le modifiche/testoper spostare il cursore su testo;
/Invio
per trovare la prossima occorrenza di
testo.Gper andare alla fine del filenGper andare alla riga n del
file, dove n è un numeroCtrlLper ridisegnare lo schermoCtrlb e
Ctrlfvai avanti e indietro di una pagina, come succede con
more e view.Fai un po' di pratica con vi nella tua directory
home creando un nuovo file digitando vi
nomefile e aggiungendo
e cancellando del testo, salvando il file, e riaprendolo di nuovo.
vi è pieno di sorprese perché è
abbastanza complesso, e ti capiterà di digitare un comando che
farà di sicuro qualcosa che non ti aspetti. (Alcune persone
preferiscono vi—è più potente
dell'EDIT del DOS—scopri il comando :r)
Usa Esc una o più volte per essere sicuro di
essere in modalità comando e continua da lì quando hai dei
problemi, salva spesso con :w, e usa
:q! per uscire e ricominciare (dal tuo ultimo
:w) quando ne hai bisogno.Ora puoi usare cd per andare in
/etc, su per diventare root,
vi per modificare il file
/etc/group, e aggiungere un utente al gruppo wheel
cosicché possa avere privilegi di root. Aggiungi solo una virgola
e il nome di login dell'utente alla fine della prima riga del file, premi
Esc, e usa :wq per salvare
il file su disco e uscire. La modifica ha effetto immediato. (Non hai
lasciato uno spazio dopo la virgola, vero?)Stampa di File da DOSA questo punto la tua stampante non funzionerà ancora sotto
FreeBSD, ecco quindi un sistema per creare un file da una pagina man,
metterlo su un floppy, e quindi stamparlo da DOS. Supponiamo che tu
voglia leggere attentamente come cambiare i permessi sui file (abbastanza
importante). Puoi usare man chmod per leggere come
fare. Il comando&prompt.user; man chmod | col -b > chmod.txttoglierà gli elementi di formattazione e manderà il
tutto sul file chmod.txt al posto di mostrare il
contenuto sullo schermo. Ora metti un dischetto formattato DOS nel
lettore, digita su per diventare root, e scrivi&prompt.root; /sbin/mount -t msdos /dev/fd0 /mntper montare il floppy su /mnt.Ora (non hai più bisogno di essere root, e puoi digitare
exit per tornare ad essere l'utente jack) puoi
andare nella directory in cui hai creato chmod.txt e
copiare il file sul floppy digitando:&prompt.user; cp chmod.txt /mnte usare ls /mnt per vedere il
contenuto di /mnt, che dovrebbe contenere il file
chmod.txt.In particolare potresti voler creare un file con l'output di
/sbin/dmesg digitando&prompt.user; /sbin/dmesg > dmesg.txte copiare dmesg.txt sul floppy.
/sbin/dmesg è il file di log di avvio, ed
è importante comprenderlo perché ti mostra cosa ha trovato
FreeBSD all'avvio. Se poni delle domande sulla &a.questions;
o su un gruppo USENET—del tipo FreeBSD non trova il mio drive
per i nastri, che cosa faccio?—la gente vorrà
sapere cosa mostra il tuo dmesg.Ora devi smontare il floppy (da root) per poter togliere
il disco&prompt.root; /sbin/umount /mnte riavviare per tornare in DOS. Copia questo file in una
directory DOS, richiamali con l'EDIT del DOS, Notepad o Wordpad di
Windows, o un editor di testi, fai una piccola modifica in modo che
il file debba essere salvato, e stampa come faresti da DOS o
Windows. Spera che funzioni! Le pagine man vengono meglio se
stampate con il comando DOS print. (Copiare i file
da FreeBSD su una partizione DOS montata è ancora in alcuni casi
rischioso.)Far funzionare la stampante sotto FreeBSD consiste nel creare
un opportuno elemento in /etc/printcap e
creare una directory di spool corrispondente in
/var/spool/output. Se la tua stampante è su
lpt0 (ciò che DOS chiama
LPT1), devi solo andare in
/var/spool/output e (da root) creare la
directory lpd digitando: mkdir
lpd, se non è già presente. A quel punto la
stampante dovrebbe rispondere quando il sistema parte, e
lp o lpr dovrebbero mandare un
file alla stampante. Che il file venga stampato o meno è solo
questione di configurazione, che è discussa nel Manuale di FreeBSD.Altri Comandi Utilidfmostra lo spazio disponibile e tutte le partizioni
montate.ps auxmostra i processi in esecuzione. ps ax
è una forma contratta.rm nomefilecancella nomefile.rm -R dircancella la directory dir e tutte le
sottodirectory—attenzione!ls -Rmostra il contenuto della directory e delle sue
sottodirectory; io usavo una variante, ls -AFR >
where.txt, per avere una lista dei file in
/ e (separatamente)
/usr prima che scoprissi dei metodi migliori
per cercare i file.passwdper cambiare la password dell'utente (o di root)man hier
- pagina man sul filesystem di Unix
+ pagina man sul file system di UnixUsa find per trovare nomefile
in /usr o nelle sue sottodirectory digitando&prompt.user; find /usr -name "nomefile"Puoi usare * come identificatore universale in
"nomefile"
(che dovrebbe essere tra virgolette). Se dici a
find di cercare in /
anziché /usr cercherà il/i file su
- tutti i filesystem montati, inclusi i CDROM e le partizioni DOS.
+ tutti i file system montati, inclusi i CDROM e le partizioni DOS.
Un libro eccellente che tratta i comandi e le utility di Unix
è Unix for the Impatient di Abrahams &
Larson (2nd ed., Addison-Wesley, 1996).
Ci sono anche un sacco di informazioni su Unix su Internet. Guarda
Unix Reference
Desk.Prossimi PassiDovresti ora avere gli strumenti necessari per girare nel sistema e
modificare i file, così da poter rendere tutto funzionante. Ci
sono un sacco di informazioni nel Manuale di FreeBSD (che è
probabilmente sul tuo disco rigido) e sul sito web di FreeBSD. Una
grande scelta di package e port è presente sul CDROM così
come sul sito web. Il manuale ti spiega come usarli
(prendi il package se esiste, con pkg_add
/cdrom/packages/All/nomepackage,
dove nomepackage è il nome del file del
package). Il CDROM ha una lista di package e di port
con delle brevi descrizioni in cdrom/packages/index,
cdrom/packages/index.txt, e
cdrom/ports/index, e con descrizioni più ampie
in /cdrom/ports/*/*/pkg/DESCR, dove
* rappresenta rispettivamente sottodirectory di tipi di
programmi e nomi di programmi.Se trovi il manuale troppo difficile su come installare i port dal
CDROM (con il sistema di lndir e altro), ecco come
funziona normalmente:Trova il port che vuoi, supponiamo kermit.
Ci sarà una directory per lui sul CDROM. Copia la
sottodirectory in /usr/local (un buon posto
perché il software che aggiungi sia disponibile a tutti gli utenti)
con:&prompt.root; cp -R /cdrom/ports/comm/kermit /usr/localQuesto dovrebbe portarti ad avere la sottodirectory
/usr/local/kermit che contiene tutti i file
presenti nella sottodirectory kermit del CDROM.Ora, crea la directory
/usr/ports/distfiles se non esiste ancora,
usando mkdir. Poi controlla
/cdrom/ports/distfiles cercando un file
con il nome che indica che si tratta del port esatto. Copia quel file in
/usr/ports/distfiles; nelle versioni più
recenti puoi saltare questo passo, perché FreeBSD lo farà
per te. Nel caso di kermit, non c'è nessun
distfile.Quindi entra con cd nella sottodirectory di
/usr/local/kermit che contiene il file
Makefile. Digita&prompt.root; make all installDurante questo processo il port userà FTP per scaricare
i file compressi che non ha trovato sul CDROM o in
/usr/ports/distfiles. Se la tua connessione
non funziona ancora e non c'è nessun file per il port in
/cdrom/ports/distfiles, dovrai
recuperare il distfile usando un'altra macchina e poi copiarlo in
/usr/ports/distfiles da un dischetto o dalla
partizione DOS. Leggi Makefile (usando
cat o more oppure
view) per scoprire dove andare (il sito principale
di distribuzione) per trovare il file e conoscere il suo nome. Il nome
verrà troncato quando scaricato da DOS, e dopo averlo trasferito
in /usr/ports/distfiles dovrai
rinominarlo (usando il comando mv) nel suo
nome originale cosicché possa essere trovato. (Usa il
trasferimento di file binario!)
Quindi torna in /usr/local/kermit, trova la
directory contenente Makefile, e digita
make all install.Un'altra cosa che può succedere quando si installa un port o un
package è che questi abbiano bisogno di un altro programma. Se
l'installazione si ferma con un messaggio can't find
unzip o simile, potresti dover installare il
package o il port di unzip prima di proseguire.Una volta installato, digita rehash per far
sì che FreeBSD rilegga i file contenuti nel path e sappia quali
sono presenti.
(Se trovi un sacco di messaggi path not found
quando usi whereis o which, dovresti
fare delle aggiunte all'elenco delle directory nel
file .cshrc nella tua directory home.
L'elenco dei path in Unix fa la stessa
cosa che fa in DOS, tranne che la directory corrente (di
default) non si trova nel path per ragioni di sicurezza; se il comando
che vuoi eseguire è nella directory in cui ti trovi, devi digitare
./ prima del nome del comando; niente
spazio dopo la barra.)Potresti volere la versione più recente di Netscape
dal loro sito FTP.
(Netscape necessita dell'X Window System.) Ora c'é una versione
per FreeBSD, quindi dà un'occhiata in giro. Usa solo
gunzip nomefile e
tar xvf nomefile sul file,
sposta il binario in /usr/local/bin o qualche altro
posto in cui vengono tenuti i binari, esegui rehash, e
quindi aggiungi le seguenti linee a .cshrc in tutte
le directory home degli utenti oppure (più semplicemente) in
/etc/csh.cshrc, il file di configurazione globale di
csh:setenv XKEYSYMDB /usr/X11R6/lib/X11/XKeysymDB
setenv XNLSPATH /usr/X11R6/lib/X11/nlsQuesto assume che il file XKeysymDB
e la directory nls siano in
/usr/X11R6/lib/X11; se non lo sono, trovale
e mettile lì.Se hai originariamente installato Netscape dal CDROM (o via
FTP), non sostituire /usr/local/bin/netscape
con il nuovo binario di netscape; questo è solo uno script di shell
che imposta le variabili di ambiente per te. Rinomina invece
il nuovo binario in netscape.bin e rimpiazza il
vecchio binario, che dovrebbe essere
/usr/local/netscape/netscape.Il tuo Ambiente di LavoroLa shell è la parte più importante del tuo ambiente
di lavoro. In DOS, la shell è solitamente command.com. La shell
è ciò che interpreta i comandi che digiti sulla linea di
comando, e quindi comunica con il resto del sistema operativo.
Puoi anche scrivere script di shell, che sono come i file batch di
DOS: una serie di comandi che devono essere eseguiti senza il tuo
intervento.Due shell vengono normalmente installate con FreeBSD:
csh e sh.
csh è buona per lavoro da linea di comando, ma
gli script dovrebbero essere scritti usando sh (o
bash). Puoi scoprire che shell hai
digitando echo $SHELL.csh è una buona shell, ma
tcsh fa tutto ciò che csh
fa e anche altro. Ti permette di richiamare i comandi usando
le frecce e ti permette di modificarli. Ha l'auto-completamento dei nomi
di file con tab (csh usa Esc), e
ti permette di tornare alla directory in cui eri digitando
cd -. È anche più semplice alterare il
prompt con tcsh. Ti rende la vita più
facile.Ecco tre semplici passi per installare una nuova shell:Installa la shell tramite port o package, come faresti
con un qualsiasi altro port o package. Usa
rehash e which tcsh
(assumendo che tu stia installando tcsh) per
essere sicuro di averla installata.Da root, modifica /etc/shells, aggiungendo
una riga nel file per la nuova shell, in questo caso
/usr/local/bin/tcsh, e salva il file.
(Alcuni port lo fanno per te.)Usa il comando chsh per cambiare
permanentemente la tua shell in tcsh, o digita
tcsh al prompt per cambiare la shell senza
dover uscire dal sistema per poi rientrare.Può essere pericoloso cambiare la shell di root in qualcosa
di diverso da sh o csh su
versioni più recenti di FreeBSD e di Unix; potresti
non avere una shell funzionante se il sistema entra in modalità
singolo utente. La soluzione è usare su -m
per diventare root, che ti dà tcsh come shell
di root, poiché la shell è parte del tuo ambiente.
Puoi rendere tutto ciò permanente aggiungendo al
tuo .tcshrc un alias con
alias su su -m.Quando tcsh parte, legge i file
/etc/csh.cshrc e
/etc/csh.login, come farebbe
csh. Leggerà anche il file
.login nella tua directory home ed anche
.cshrc, a meno che tu non abbia un file
.tcshrc. Puoi crearlo copiando
.cshrc in .tcshrc.Ora che hai installato tcsh, puoi sistemare
il tuo prompt. Puoi trovare i dettagli nella pagina man di
tcsh, ma ecco qui una linea da mettere nel tuo
.tcshrc che ti dirà quanti comandi hai
digitato, che ore sono, e in che directory
ti trovi. Produce anche un > se sei un
utente normale e un # se sei root, ma
tsch lo farebbe in ogni caso:set prompt = "%h %t %~ %# "Questa dovrebbe andare nella stessa posizione della linea di
prompt corrente se ce n'è una, o sotto "if($?prompt) then" in caso
contrario. Commenta la vecchia riga; così potrai tornare a quella
vecchia se la preferirai. Non dimenticare gli spazi e le virgolette.
Puoi far rileggere .tcshrc digitando
source .tcshrc.Puoi avere una lista delle variabili di sistema che sono state
impostate digitando env al prompt.
Il risultato ti mostrerà il tuo editor di default, il pager, e il
tipo di terminale, tra le altre possibili variabili. Un comando
utile se ti connetti al sistema da una postazione remota e non riesci ad
eseguire un programma perché il terminale non ne è capace
è setenv TERM vt100.AltroDa root puoi smontare il CDROM con
/sbin/umount /cdrom, toglilo dal lettore,
inseriscine un altro, e montalo con
/sbin/mount_cd9660 /dev/cd0a /cdrom assumendo che
cd0a sia il nome di dispositivo del tuo lettore di
CDROM. La versione più recente di FreeBSD ti permette di montare
il CDROM solo con /sbin/mount /cdrom.
- Usare il live filesystem—il secondo cd del set di
- FreeBSD—è
+ Usare il live file system—il secondo cd del set
+ di FreeBSD—è
utile se hai poco spazio a disposizione. Ciò che si trova
- sul live filesystem cambia da release a release. Potresti
+ sul live file system cambia da release a release. Potresti
provare ad eseguire dei giochi dal CDROM. Questo comporta l'uso di
lndir, che viene installato con l'X Window
System, per dire ai programmi dove trovare i file necessari, poiché
- questi si trovano nel filesystem /cdrom
+ questi si trovano nel file system /cdrom
anziché /usr e le sue
sottodirectory, che è dove dovrebbero essere. Leggi
man lndir per avere più informazioni.I Commenti sono BenvenutiSe usi questa guida, sarei interessata a sapere dove non è
chiara, ciò che è stato tralasciato e che vorresti venisse
incluso, e sapere se tutto ciò è stato utile. I miei
ringraziamenti vanno a Eugene W. Stark, professore di informatica a
SUNY-Stony Brook, e John Fieber per i suoi utili commenti.Annelise Anderson, andrsn@andrsn.stanford.eduPer questioni legate alla traduzione, o se avete commenti da poter
esprimere solo in italiano, non esitate a contattarmi. Come per l'autrice
originale, ogni genere di commenti è ben accetto.Massimiliano Stucchi, stucchi@willystudios.com
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.")
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+La ridistribuzione e l'uso come sorgente (SGML DocBook) e in forme
'compilate' (SGML, HTML, PDF, PostScript, RTF e cosí via) con o
senza modifiche, sono permessi a patto che le seguenti condizioni vengano
rispettate:Le ridistribuzioni del codice sorgente (SGML DocBook) devono
mantenere le suddette note sul copyright, questa lista di condizioni e
il seguente avviso, non modificati, come prime linee di questo
file.Le ridistribuzioni in forma compilata (trasformazioni in altri DTD,
conversioni in PDF, PostScript, RTF e altri formati) devono riportare le
suddette note di copyright, questa lista di condizioni e il seguente
avviso nella documentazione e/o in altri materiali forniti con la
distribuzione.QUESTA DOCUMENTAZIONE È FORNITA DAL FREEBSD ITALIAN
DOCUMENTATION PROJECT "COSÌ COM'È" E NON VIENE RICONOSCIUTA
NESSUNA GARANZIA ESPLICITA O IMPLICITA, INCLUSE, MA NON SOLO, LE GARANZIE
IMPLICITE DI COMMERCIABILITÀ E IDONEITÀ PER UNO SCOPO
PARTICOLARE. IN NESSUN CASO IL FREEBSD ITALIAN DOCUMENTATION PROJECT
POTRÀ ESSERE RITENUTO RESPONSABILE DI QUALSIASI DANNO DIRETTO,
INDIRETTO, ACCIDENTALE, SPECIALE, SIMBOLICO, O CONSEGUENTE (INCLUSI, MA
NON SOLO, L'ACQUISIZIONE DI BENI O SERVIZI SOSTITUTIVI; LA PERDITA
D'USABILITÀ, DI DATI O DI PROFITTI; O L'INTERRUZIONE DEL LAVORO)
COMUNQUE CAUSATO E SULLA BASE DI QUALUNQUE TEORIA DI
RESPONSABILITÀ, SIA CONTRATTUALE, SIA OGGETTIVA, SIA FONDATA
SULL'ILLECITO CIVILE (INCLUSA NEGLIGENZA O QUANT'ALTRO) DERIVANTE IN OGNI
MODO DALL'USO DI QUESTA DOCUMENTAZIONE, ANCHE SE AVVISATO DELLA
POSSIBILITÀ DI DETTO DANNO.
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