diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml index 186226382b..113c183974 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml @@ -1,1557 +1,1557 @@ %man; %freebsd; %authors; %teams; %mailing-lists; %translators; ]>
Guida del Committer The FreeBSD Italian Documentation Project $FreeBSD$ 1999 2000 2001 2002 2003 The FreeBSD Italian Documentation Project Questo documento fornisce informazioni per la comunità dei committer di FreeBSD. Tutti i nuovi committer dovrebbero leggere questo documento prima di iniziare, e i committer già esistenti sono fortemente incoraggiati a riguardarselo di tanto in tanto. Traduzione a cura di &a.it.alex;. Dettagli Amministrativi Host con il Repository Principale ncvs.FreeBSD.org Metodi di Accesso &man.ssh.1;, solo protocollo 2 CVSROOT Principale ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs &a.cvs; Principali &a.peter; e &a.markm;, così come &a.joe; per i ports/ Mailing List &a.developers;, &a.committers; (Entrambe sono liste private; gli archivi possono essere trovati in /home/mail/developers-archive e /home/mail/committers-archive sul cluster di FreeBSD.org.) Report mensili del Core Team /home/core/public/monthly-report sul cluster di FreeBSD.org. Tag CVS Degni di Nota RELENG_4 (4.X-STABLE), HEAD (-CURRENT) È richiesto l'uso di &man.ssh.1; o &man.telnet.1; con Kerberos 5 per connettersi agli host del progetto e solo &man.ssh.1;, protocollo 2 ha il permesso di collegarsi all'host con il repository. Questi sono generalmente più sicuri che un semplice &man.telnet.1; o &man.rlogin.1; visto che la negoziazione delle credenziali avverrà sempre in modo cifrato. Tutto il traffico è cifrato di default con &man.ssh.1;. Insieme a programmi di utilità come &man.ssh-agent.1; e &man.scp.1;, anch'essi disponibili, &man.ssh.1; è di gran lunga più conveniente. Se non sai nulla di &man.ssh.1;, guarda la . Tipi di Bit di Commit Il repository CVS di FreeBSD ha un numero di componenti che, se combinati, supportano i sorgenti di base del sistema operativo, la documentazione, l'infrastruttura dei port delle applicazioni di terze parti, e vari programmi di utilità. Quando vengono assegnati i bit di commit di FreeBSD, vengono specificate le aree dell'albero dove il bit può essere usato. Solitamente, le aree associate a un bit corrispondono a quelle di chi ha autorizzato l'assegnamento del bit di commit. Ulteriori aree di autorità possono essere aggiunte in seguito: se occorrerà, il committer dovrà seguire le normali procedure di allocazione del bit di commit per quell'area dell'albero, chiedendo l'approvazione all'entità appropriata e possibilmente prendendo un mentore per quell'area per un po' di tempo. Tipo di Committer Responsabile Componenti dell'Albero src core@ src/, doc/ soggetta ad appropriata revisione doc doceng@ doc/, www/, documentazione src/ ports portmgr@ ports/ I bit di commit assegnati prima dello sviluppo della nozione di aree di autorità possono essere usati in molte parti dell'albero. Tuttavia, il buon senso dice che un committer che non ha mai lavorato precedentemente in un'area dell'albero chieda una revisione del proprio lavoro prima di effettuare il commit, chieda l'approvazione del responsabile appropriato, e/o lavori d'accordo con un mentore. Dato che le regole sulla manutenzione del codice differiscono a seconda dell'area dell'albero, questo è per il bene del committer che lavora in un'area poco familiare tanto quanto per gli altri che lavorano sull'albero. I committer sono incoraggiati a chiedere la revisione del proprio lavoro come parte del normale processo di sviluppo, indifferentemente dall'area dell'albero in cui stanno lavorando. Operazioni sul CVS Si assume che tu abbia già familiarità con le operazioni di base di CVS. I &a.cvs; sono i proprietari del repository CVS e sono responsabili delle sue modifiche dirette allo scopo di ripulire o sistemare dei gravi abusi di CVS da parte di un committer. Nel caso dovessi causare qualche problema al repository, diciamo una errata operazione di cvs import o cvs tag, invia un messaggio ai &a.cvs; (o chiama uno di loro) ed esponi il problema ad uno di loro. Gli unici che hanno il permesso di manipolare direttamente i bit del repository sono i repomeister. Non ci sono shell di login disponibili su ncvs.FreeBSD.org, tranne che per i repomeister. Le operazioni sul CVS sono fatte da remoto impostando la variabile di ambiente CVSROOT a ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs e la variabile CVS_RSH a ssh, e quindi effettuando le appropriate operazioni di check-out/check-in. Se desideri aggiungere qualcosa di totalmente nuovo (ad esempio dei sorgenti in contrib, ecc.), deve essere usato cvs import. Guarda come riferimento la pagina man di &man.cvs.1; per l'utilizzo. Per favore non usare cvs checkout o update con la macchina con il repository ufficiale impostata come CVS Root per tenere aggiornato il tuo albero dei sorgenti. CVS da remoto non è ottimizzato per la distribuzione via rete e richiede un grande sovraccarico di lavoro e di amministrazione sul lato server. Utilizza il nostro metodo di distribuzione avanzato cvsup per ottenere i bit del repository, ed esegui solamente l'operazione di commit sull'host con il repository. Forniamo un'estesa rete di mirror cvsup per questo scopo, così come diamo accesso al cvsup-master se hai veramente bisogno di essere aggiornato alle ultime modifiche. Il cvsup-master ha la potenza necessaria a gestire questa cosa, il repository principale no. &a.jdp; è a capo del cvsup-master. Molti committer definiscono l'alias fcvs che si traduce in cvs -d xxx@ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs per questo scopo. In questo modo svolgono tutte le operazioni di CVS localmente ed usano fcvs commit per effettuare il commit sull'albero CVS ufficiale. Se devi usare le operazioni add e delete di CVS come se fosse un'operazione &man.mv.1;, allora va effettuata una copia nel repository piuttosto che usare add e delete di CVS. In una copia nel repository, un CVS Meister copierà il/i file nei loro nuovi nomi e/o locazioni e ti avviserà ad operazione avvenuta. Lo scopo di una copia del repository è di preservare la cronologia dei cambiamenti del file, o i log. Noi del FreeBSD Project diamo molta importanza alla cronologia dei cambiamenti che CVS fornisce al progetto. Informazioni di riferimento, tutorial, e FAQ su CVS possono essere trovate su: . Anche le informazioni contenute nei capitoli di Karl Fogel da Open Source Development with CVS sono molto utili. &a.des; ha fornito inoltre il seguente mini manuale su CVS. Effettua il check out di un modulo con il comando co o checkout. &prompt.user; cvs checkout shazam Questo estrae una copia del modulo shazam. Se non c'è alcun modulo shazam nel file dei moduli, cercherà allora una directory di primo livello chiamata shazam. Opzioni utili con <command>cvs checkout</command> Non crea le directory vuote Estrae solo un livello, non le sottodirectory Estrai la versione, il ramo, o il tag ver Estrai i sorgenti com'erano in data data
Esempi pratici su FreeBSD: Estrai il modulo miscfs, che corrisponde a src/sys/miscfs: &prompt.user; cvs co miscfs Ora hai una directory chiamata miscfs con le sottodirectory CVS, deadfs, devfs, e così via. Una di queste (linprocfs) è vuota. Estrai gli stessi file, ma con il percorso completo: &prompt.user; cvs co src/sys/miscfs Ora hai una directory chiamata src, con le sottodirectory CVS e sys. La directory src/sys ha le sottodirectory CVS e miscfs, ecc. Estrai gli stessi file, ma elimina le directory vuote: &prompt.user; cvs co -P miscfs Ora hai una directory chiamata miscfs con le sottodirectory CVS, deadfs, devfs... ma nota che non c'è nessuna sottodirectory linprocfs, perché non contiene alcun file. Estrai la directory miscfs, ma nessuna delle sue sottodirectory: &prompt.user; cvs co -l miscfs Ora hai una a directory chiamata miscfs con solo una sottodirectory chiamata CVS. Estrai il modulo miscfs com'è nel ramo 4.X: &prompt.user; cvs co -rRELENG_4 miscfs Puoi modificare i sorgenti ed effettuare il commit su questo ramo. Estrai il modulo miscfs com'era nella 3.4-RELEASE. &prompt.user; cvs co -rRELENG_3_4_0_RELEASE miscfs Non potrai effettuare il commit delle modifiche, visto che RELENG_3_4_0_RELEASE corrisponde ad un preciso istante di tempo, non a un ramo. Estrai il modulo miscfs com'era il 15 gennaio 2000. &prompt.user; cvs co -D'01/15/2000' miscfs Non potrai effettuare modifiche. Estrai il modulo miscfs com'era una settimana fa. &prompt.user; cvs co -D'last week' miscfs Non potrai effettuare modifiche. Tieni presente che cvs salva i metadati in sottodirectory chiamate CVS. Gli argomenti di e sono fissi, che vuol dire che cvs se li ricorderà in seguito, ad esempio quando farai un cvs update.
Controlla lo stato dei file estratti con il comando status. &prompt.user; cvs status shazam Questo visualizza lo stato del file shazam o di ogni file nella directory shazam. Per ogni file, lo stato è uno fra: Up-to-date Il file à aggiornato e non è stato modificato. Needs Patch Il file non è stato modificato, ma c'è una nuova versione nel repository. Locally Modified Il file è aggiornato, ma è stato modificato. Needs Merge Il file è stato modificato, e c'è una nuova versione nel repository. File had conflicts on merge Ci sono stati conflitti l'ultima volta che il file è stato aggiornato, e non sono ancora stati risolti. Vedrai anche la versione e la data locale, il numero dell'ultima versione appropriata (ultima appropriata perché se hai una data, un tag o un ramo fissati, può non essere l'ultima versione), e i tag, le date o le opzioni applicate. Dopo avere estratto qualcosa, puoi aggiornarlo con il comando update. &prompt.user; cvs update shazam Questo aggiorna il file shazam o il contenuto della directory shazam all'ultima versione sul ramo che hai estratto. Se hai estratto un preciso instante di tempo, non fa nulla a meno che i tag non siano stati spostati nel repository o qualche altra strana cosa sia in corso. Opzioni utili, in aggiunta a quelle elencate sopra, con checkout: Estrae ogni directory aggiuntiva mancante. Scarica l'ultima versione del ramo principale. Altre magie (guarda sotto). Se hai estratto un modulo con o , l'esecuzione di cvs update con un argomento differente di o o con selezionerà un nuovo ramo, una nuova versione o una nuova data. L'opzione elimina tutti i tag, le date o le versioni fissate mentre e ne impostano di nuove. Teoricamente, specificando HEAD come argomento di avrai lo stesso risultato di , ma è solo in teoria. L'opzione è utile se: qualcuno ha aggiunto delle sottodirectory al modulo che hai estratto dopo averlo estratto. hai estratto con , e dopo cambi idea e vuoi estrarre anche le sottodirectory. hai cancellato delle sottodirectory e vuoi estrarle nuovamente. Osserva l'output di cvs update con cura. La lettera all'inizio di ogni file indica cosa è stato fatto su di esso: U Il file è stato aggiornato senza problemi. P Il file è stato aggiornato senza problemi (vedrai questo solo quando lavorerai su un repository remoto). M Il file è stato modificato, ed è stato fuso senza conflitti. C Il file è stato modificato, ed è stato fuso con dei conflitti. La fusione è ciò che avviene quando estrai una copia di qualche codice sorgente, lo modifichi, quindi qualcun altro effettua il commit di un'altra modifica, e tu esegui cvs update. CVS nota che tu hai fatto dei cambiamenti locali, e cerca di fondere le tue modifiche con quelle fatte tra la versione che hai originariamente estratto e quella che stai aggiornando. Se i cambiamenti sono a due parti separate del file, solitamente non ci saranno problemi (sebbene il risultato possa non essere sintatticamente o semanticamente corretto). CVS stamperà una M davanti ad ogni file modificato localmente anche se non c'è una nuova versione nel repository, quindi cvs update è adatto per avere un resoconto di quello che hai cambiato in locale. Se appare una C, allora le tue modifiche sono in conflitto con i cambiamenti presenti nel repository (le modifiche sono sulle stesse righe, o righe vicine, o hai cambiato così tanto il file locale che cvs non è in grado di applicare le modifiche al repository). Dovrai allora andare a modificare il file a mano e risolvere i conflitti; questi saranno evidenziati da righe di simboli <, = e >. Per ogni conflitto, ci sarà una linea di demarcazione formata da sette < e il nome del file, seguita da una porzione di quello che il tuo file locale conteneva, seguita da una riga di separazione con sette =, seguita dalla porzione corrispondente presente nella versione del repository, seguita da una riga di separazione con sette > e il numero di versione che stai aggiornando. L'opzione è un po' voodoo. Aggiorna il file locale alla versione specificata come se avessi usato , ma non cambia il numero di versione o il ramo registrato del file locale. Non è realmente utile tranne quando usata due volte, nel qual caso fonderà le modifiche tra le due versioni specificate nella copia su cui stai lavorando. Per esempio, supponiamo che ti abbia effettuato il commit di una modifica a shazam/shazam.c in &os.current; e che più tardi tu voglia effettuare l'MFC. Le modifiche che vuoi fondere sono nella versione 1.15: Estrai la versione &os.stable; del modulo shazam: &prompt.user; cvs co -rRELENG_4 shazam Applica le modifiche tra la ver 1.14 e la 1.15: &prompt.user; cvs update -j1.14 -j1.15 shazam/shazam.c Quasi certamente avrai un conflitto a causa delle righe $Id$ (o nel caso di FreeBSD, $FreeBSD$), quindi dovrai modificare a mano il file per risolvere il conflitto (rimuovi le righe di separazione e la seconda linea $Id$, lasciando la linea $Id$ originale intatta). Guarda le differenze tra la versione locale e quella sul repository con il comando diff. &prompt.user; cvs diff shazam mostra ogni modifica che hai fatto al file o al modulo shazam. Opzioni utili con <command>cvs diff</command> Utilizza il formato diff unificato. Utilizza il formato diff contestuale. Visualizza i file mancanti o aggiunti.
Vorrai sempre utilizzare , visto che le diff unificate sono molto più semplici da leggere rispetto a quasi tutti gli altri formati (in alcune circostanze, le diff contestuali generate con l'opzione possono essere meglio, ma sono molto più voluminose). Una diff unificata consiste di una serie di parti. Ogni parte inizia con una riga con due caratteri @ e specifica dove si trovano le differenze nel file e su quante linee si estendono. Questa è seguita da un certo numero di righe; alcune (precedute da uno spazio) fanno parte del contesto; altre (precedute da un -) sono quelle eliminate e altre ancora (precedute da un +) sono quelle aggiunte. Puoi anche effettuare una diff con una versione differente rispetto a quella che hai estratto specificando la versione con o come per il checkout o l'update, o anche visualizzare le differenze tra due versioni arbitrarie (indipendentemente da quella che hai localmente) specificando due versioni con o .
Guarda le righe di log con il comando log. &prompt.user; cvs log shazam Se shazam è un file, questo stamperà un'intestazione con le informazioni sul file, come la locazione nel repository dove il file è salvato, a quale versione è l'HEAD per questo file, in quali rami si trova il file, e qualsiasi tag valido per questo file. Quindi, per ogni versione del file, viene stampato un messaggio di log. Questo include la data e l'ora del commit, chi ha fatto il commit, quante righe sono state aggiunte e/o tolte, e alla fine il messaggio di log che il committer ha scritto quando ha inviato la modifica. Se shazam è una directory, allora le informazioni di log descritte sopra vengono stampate a turno per ogni file presente nella directory. A meno che tu abbia dato l'opzione a log, vengono stampati anche i log per tutte le sottodirectory di shazam, in maniera ricorsiva. Usa il comando log per vedere la storia di uno o più file, come è salvata nel repository CVS. Puoi anche usarlo per vedere il messaggio di log di una versione specifica, se aggiungi al comando log: &prompt.user; cvs log -r1.2 shazam Questo stamperà solamente il messaggio di log per la versione 1.2 del file shazam se è un file, oppure i messaggi di log per le versioni 1.2 di ogni file sotto shazam se è una directory. Guarda chi ha fatto cosa con il comando annotate. Questo comando visualizza ogni riga del file o dei file specificati, insieme all'utente che ha modificato più recentemente quella riga. &prompt.user; cvs annotate shazam Aggiungi nuovi file con il comando add. Crea il file, usa cvs add su di esso, quindi cvs commit. In modo analogo, puoi aggiungere nuove directory creandole e poi utilizzando cvs add su di esse. Nota che non c'è bisogno di usare il commit sulle directory. Rimuovi i file obsoleti con il comando remove. Rimuovi il file, quindi usa cvs rm su di esso, ed infine cvs commit. Effettua il commit con il comando commit o checkin. Opzioni utili con <command>cvs commit</command> Forza il commit di un file non modificato. Specifica un messaggio di commit sulla riga di comando anziché invocare un editor.
Usa l'opzione se ti accorgi che hai lasciato fuori informazioni importanti dal messaggio di commit. Buoni messaggi di commit sono importanti. Dicono agli altri perché hai fatto le modifiche che hai fatto, non solo qui ed ora, ma per mesi o anni quando qualcuno si chiederà perché dei pezzi di codice all'apparenza illogici o inefficienti sono entrati nel file sorgente. È inoltre un aiuto inestimabile per decidere su quali modifiche va effettuato l'MFC e su quali no. I messaggi di commit devono essere chiari, concisi, e fornire un ragionevole sommario per dare un'indicazione di cosa è stato cambiato e perché. I messaggi di commit devono fornire abbastanza informazioni affinché una terza parte possa decidere se la modifica è rilevante per lei e se debba leggere la modifica stessa. Evita di effettuare il commit di più modifiche scollegate in una volta sola. Questo rende difficile la fusione, e inoltre rende più complicato determinare quale modifica è colpevole se salta fuori un bug. Evita di effettuare il commit di correzioni di stile o di spaziatura insieme a correzioni di funzionalità. Questo rende difficile la fusione, e inoltre rende più complicato capire quali modifiche alle funzionalità sono state fatte. Nel caso di file di documentazione, può rendere il lavoro dei gruppi di traduzione più complicato, visto che diventa difficile per loro determinare esattamente quali modifiche al contenuto vanno tradotte. Evita di effettuare il commit di cambiamenti a più file con un unico messaggio generico o vago. Invece, effettua il commit di un file alla volta (o di piccoli gruppi di file correlati) con un messaggio di commit appropriato. Prima di effettuare il commit, devi sempre: verificare su che ramo stai effettuando il commit, tramite cvs status. revisionare i tuoi cambiamenti, con cvs diff Inoltre, devi SEMPRE specificare esplicitamente sulla riga di comando su quali file deve essere effettuato il commit, in modo da non toccare incidentalmente altri file non voluti - cvs commit senza argomenti effettuerà il commit di ogni modifica nella directory corrente ed ogni sottodirectory.
Suggerimenti e trucchi aggiuntivi: Puoi inserire le opzioni più comunemente usate nel tuo ~/.cvsrc, come in questo caso: cvs -z3 diff -Nu update -Pd checkout -P Questo esempio dice: usa sempre il livello di compressione 3 quando si parla con un server remoto. Questo è un salvavita quando si lavora su una connessione lenta. usa sempre le opzioni (visualizza i file aggiunti o rimossi) e (formato diff unificato) con &man.diff.1;. usa sempre le opzioni (elimina le directory vuote) e (estrai le nuove directory) quando si effettua l'update. usa sempre l'opzione (elimina le directory vuote) quando si estrae. Usa lo script cdiff di Eivind Eklund per visualizzare le diff unificate. È un wrapper per &man.less.1; che aggiunge i codici colore ANSI per far risaltare le intestazioni delle sezioni, le righe rimosse e quelle aggiunte; il contesto rimane invariato. Inoltre espande i tab correttamente (i tab spesso appaiono errati nelle diff a causa del carattere aggiuntivo all'inizio di ogni riga). Semplicemente usalo al posto di &man.more.1; o &man.less.1;: &prompt.user; cvs diff -Nu shazam | cdiff Alternativamente alcuni editor come &man.vim.1; (editors/vim5) hanno il supporto al colore e quando vengono usati con l'evidenziazione della sintassi attiva evidenzieranno molti tipi di file, incluse le diff, le patch, e i log CVS/RCS. &prompt.user; echo "syn on" >> ~/.vimrc &prompt.user; cvs diff -Nu shazam | vim - &prompt.user; cvs log shazam | vim - CVS è vecchio, arcano, complesso e buggato, e a volte esibisce comportamenti non deterministici che qualcuno sostiene siano la prova che CVS non sia niente di più di una manifestazione Newtoniana di una entità ultradimensionale sensibile. Non è umanamente possibile conoscere ogni dettaglio di CVS, quindi non essere dispiaciuto di chiedere aiuto all'Intelligenza Artificiale (&a.cvs;). Non lasciare il comando cvs commit nella modalità di inserimento del messaggio di commit per troppo tempo (più di 2–3 minuti). Questo blocca la directory in cui stai lavorando ed impedirà ad altri sviluppatori di effettuare commit nella stessa directory. Se devi digitare un messaggio di commit lungo, scrivilo prima di eseguire cvs commit, e inseriscilo successivamente.
Convenzioni e Tradizioni Come nuovo committer ci sono alcune cose che dovresti fare all'inizio. Aggiungere te stesso alla sezione Developers della Contributors List e rimuovere te stesso dalla sezione Additional Contributors. Una volta fatto ciò, non dimenticarti di aggiungere la tua entity di autore in doc/en_US.ISO8859-1/share/sgml/authors.ent; usa le altre voci come esempio. Questo è un compito relativamente semplice, ma rimane una buona prima prova delle tue abilità con CVS. Aggiungi una voce per te stesso in www/en/news/news.xml. Guarda le altre voci che assomigliano a A new committer e segui il formato. Se hai una chiave PGP o GnuPG, potresti volerla aggiungere in - doc/en_US.ISO8859-1/books/handbook/pgpkeys. + doc/share/pgpkeys. &a.des; ha scritto uno script di shell per rendere questa operazione molto semplice. Guarda il file README + url="http://cvsweb.FreeBSD.org/doc/share/pgpkeys/README">README per maggiori informazioni. Alcune persone aggiungono una voce per se stessi in ports/astro/xearth/files/freebsd.committers.markers. Alcune persone aggiungono una voce per se stessi in src/usr.bin/calendar/calendars/calendar.freebsd. Presentati agli altri committer, altrimenti nessuno avrà idea di chi tu sia o di cosa ti occupi. Non devi scrivere una biografia completa, basta un paragrafo o due su chi sei e su quello di cui hai intenzione di occuparti come committer di FreeBSD. Invialo alla &a.developers; e sarai sulla strada giusta! Loggati su hub.FreeBSD.org e crea un file /var/forward/utente (dove utente è il tuo nome utente) contenente l'indirizzo e-mail dove vuoi che i messaggi indirizzati a tuonomeutente@FreeBSD.org siano inoltrati. Questo include tutti i messaggi di commit così come ogni altro messaggio inviato alla &a.committers; e alla &a.developers;. Caselle di posta veramente grandi che hanno preso residenza fissa su hub spesso vengono accidentalmente troncate senza preavviso, quindi inoltra o leggi i messaggi in modo da non perderli. Se sei iscritto alla &a.cvsall;, probabilmente vorrai disiscriverti per evitare di ricevere copie doppie dei messaggi di commit e della loro evoluzione. Tutti i nuovi committer hanno un mentore assegnato a loro per i primi mesi. Il tuo mentore è più o meno responsabile di spiegarti ogni cosa ti sia poco chiara ed è anche responsabile delle tue azioni durante questo periodo iniziale. Se fai un commit errato, imbarazzerai il tuo mentore e probabilmente dovresti passare almeno i primi commit a lui prima di agire direttamente sul repository. Tutti i commit dovrebbero andare su &os.current; prima di essere fusi in &os.stable;. Nessuna nuova caratteristica importante o modifica ad alto rischio dovrebbe essere fatta sul ramo &os.stable;. Relazioni tra Sviluppatori Se stai lavorando direttamente sul tuo codice o su codice che è già stabilito essere di tua responsabilità, allora c'è probabilmente poca necessità di confrontarsi con altri committer prima di effettuare un commit. Se vedi un bug in un'area del sistema che è chiaramente orfana (e ce n'è qualcuna di queste aree, per nostra vergogna), agisci allo stesso modo. Se, tuttavia, stai per modificare qualcosa che è chiaramente mantenuto attivamente da qualcun'altro (ed è solo guardando la mailing list cvs-committers che puoi veramente sapere cosa è e cosa non è) allora invia le modifiche a lui, come avresti fatto prima di diventare committer. Per i port, dovresti contattare il MAINTAINER specificato nel Makefile. Per altre parti del repository, se non sei sicuro di chi possa essere il maintainer attivo, potrebbe essere utile scorrere l'output di cvs log per vedere chi ha effettuato delle modifiche in passato. &a.fenner; ha scritto un utile script di shell che può aiutare a determinare chi sia il maintainer attivo. Questo elenca ogni persona che ha effettuato commit su un file specifico con il numero di commit che ha fatto. Può essere trovato su freefall in ~fenner/bin/whodid. Se alle tue richieste non corrisponde una risposta o se il committer in altro modo dimostra uno scarso interesse nell'area oggetto della modifica, vai avanti ed effettua il commit tu stesso. Se non sei sicuro di un commit per qualunque motivo, fallo revisionare da -hackers prima di effettuare il commit. Meglio che sia criticato lì piuttosto che quando è parte del repository CVS. Se ti capita di effettuare un commit che provoca controversie, potresti voler considerare l'annullamento delle modifiche finché il problema sia chiarito. Ricorda – con CVS possiamo sempre tornare indietro. Non mettere in dubbio le intenzioni di qualcuno che non è d'accordo con te. Se vedono una soluzione differente dalla tua per un problema, o anche un problema diverso, non è perché sono stupidi, perché hanno una dubbia origine, o perché stanno cercando di distruggere il tuo duro lavoro, la tua immagine personale, o FreeBSD, ma semplicemente perché hanno una visione differente del mondo. La diversità è una buona cosa. Dissenti onestamente. Argomenta la tua posizione con i suoi meriti, sii onesto sui difetti che può avere, e sii disponibile a guardare le loro soluzioni, o anche le loro visioni del problema, con mente aperta. Accetta le correzioni. Possiamo tutti sbagliare. Se hai fatto un errore, scusati e vai avanti con la tua vita. Non picchiarti, e sicuramente non picchiare gli altri per il tuo sbaglio. Non sprecare tempo imbarazzandoti o recriminando, risolvi solo il problema e vai avanti. Chiedi aiuto. Cerca (e dai) revisioni dagli altri. Uno delle cose in cui dovrebbe eccellere il software open source è il numero di occhi che lo scrutano; questo non è vero se nessuno revisionerà il codice. GNATS Il FreeBSD Project utilizza GNATS per gestire i bug e le richieste di cambiamenti. Assicurati di usare edit-pr numero-pr su freefall quando effettui il commit di una correzione o di un suggerimento trovato in un PR GNATS per chiuderlo. È inoltre considerato gentile se trovi il tempo di chiudere ogni PR associato al tuo commit, se esistono. Puoi anche usare &man.send-pr.1; tu stesso per proporre qualsiasi cambiamento che pensi debba essere fatto, a seguito di una maggiore revisione da parte di altre persone. Puoi trovare di più su GNATS su: http://www.cs.utah.edu/csinfo/texinfo/gnats/gnats.html http://www.FreeBSD.org/support.html &man.send-pr.1; Puoi far girare una copia locale di GNATS, e poi integrare l'albero GNATS di FreeBSD in esso tramite CVSup. In seguito puoi usare i comandi GNATS localmente, o usare altre interfacce, come tkgnats. Questo ti permette di interrogare il database dei PR senza bisogno di essere connesso a Internet. Utilizzo di un albero GNATS locale Se non stai già scaricando l'albero GNATS, aggiungi questa riga al tuo supfile, e riesegui &man.cvsup.1;. Nota che siccome GNATS non è sotto il controllo di CVS non ha tag, quindi se lo stai aggiungendo al tuo supfile esistente deve apparire prima di ogni voce tag= dato che queste rimangono attive una volta impostate. gnats release=current prefix=/usr Questo metterà l'albero GNATS di FreeBSD in /usr/gnats. Puoi usare un file refuse per controllare quali categorie ricevere. Per esempio, per ricevere solo i PR docs, metti questa riga in /usr/local/etc/cvsup/sup/refuse Il percorso preciso dipende dall'impostazione *default base nel tuo supfile. . gnats/[a-ce-z]* Il resto di questi esempi assume che tu abbia scaricato solo la categoria docs. Modificali quando è necessario, a seconda delle categorie che tieni in sincronia. Installa il port GNATS da ports/databases/gnats. Questo metterà le varie directory GNATS sotto $PREFIX/share/gnats. Crea un symlink per le directory GNATS che aggiorni tramite CVSup sotto la versione di GNATS che hai installato. &prompt.root; cd /usr/local/share/gnats/gnats-db &prompt.root; ln -s /usr/gnats/docs Ripeti tante volte quanto necessario, a seconda di quante categorie GNATS tieni in sincronia. Aggiorna il file categories di GNATS con queste categorie. Il file è $PREFIX/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/categories. # Questa categoria è obbligatoria pending:Categoria per i PR errati:gnats-admin: # # Categorie di FreeBSD # docs:Bug di Documentazione:freebsd-doc: Esegui $PREFIX/libexec/gnats/gen-index per ricreare l'indice GNATS. L'output deve essere reindirizzato su $PREFIX/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/index. Puoi fare questo periodicamente da &man.cron.8;, o eseguire &man.cvsup.1; da uno script di shell che fa anche questo. &prompt.root; /usr/local/libexec/gnats/gen-index \ > /usr/local/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/index Verifica la configurazione interrogando il database dei PR. Questo comando visualizza i PR docs aperti. &prompt.root; query-pr -c docs -s open Anche altre interfacce, come quella fornita dal port databases/tkgnats, dovrebbero funzionare correttamente. Prendi un PR e chiudilo. Questa procedura funziona solo per permetterti di visualizzare ed interrogare i PR localmente. Per modificarli o chiuderli dovrai ancora loggarti su freefall e farlo da lì. Chi è Chi Oltre ai meister del repository, ci sono altri membri e team del FreeBSD Project che probabilmente arriverai a conoscere nel tuo ruolo di committer. Brevemente, e senza pretesa di elencarli tutti, questi sono: &a.jhb; John è il manager dell'SMPng Project, e ha autorità sulla progettazione architetturale e sull'implementazione del passaggio a un sistema di threading e locking del kernel a grana fine. È anche l'autore dell'SMPng Architecture Document. Se stai lavorando sullo stesso sistema, coordinati con John. Puoi imparare di più sull'SMPng Project dalla sua home page: &a.jake;, &a.tmm; Jake e Thomas sono i maintainer del port sull'architettura sparc64. &a.doceng; doceng è il gruppo responsabile dell'infrastruttura per la realizzazione della documentazione, approva i nuovi committer della documentazione, e assicura che il sito web di FreeBSD e la documentazione sul sito FTP siano aggiornati rispetto all'albero CVS. Non è un organo di risoluzione dei conflitti. La maggior parte delle discussioni relative alla documentazione prendono posto sulla &a.doc;. I committer interessati a contribuire alla documentazione dovrebbero familiarizzare con il Documentation Project Primer. &a.ru; Ruslan è Mister &man.mdoc.7;. Se stai scrivendo una pagina man e hai bisogno di qualche suggerimento sulla struttura, o sul linguaggio di markup, chiedi a Ruslan. &a.bde; Bruce è lo Style Police-Meister. Quando fai un commit che poteva essere fatto meglio, Bruce sarà lì a dirtelo. Ringrazia che qualcuno lo sia. Bruce conosce anche molto bene gli standard applicabili a FreeBSD. &a.gallatin; &a.mjacob; &a.dfr; &a.obrien; Questi sono gli sviluppatori e i supervisori primari della piattaforma DEC Alpha AXP. &a.dg; David è il supervisore del sistema VM. Se hai in mente una modifica al sistema VM, coordinala con David. &a.dfr; &a.marcel; &a.peter; &a.ps; Questi sono i principali sviluppatori e supervisori della piattaforma Intel IA-64, ufficialmente conosciuta come l'Itanium Processor Family (IPF). &a.murray; &a.steve; &a.rwatson; &a.jhb; &a.bmah; &a.scottl; Questi sono i membri del &a.re;. Questo team è responsabile di decidere i tempi delle release e controllare il processo di release. Durante i periodi di congelamento del codice, gli ingegneri di release hanno l'autorità finale su tutte le modifiche al sistema per quel ramo di cui si sta preparando la release. Se c'è qualcosa che vuoi sia fuso da &os.current; a &os.stable; (qualsiasi valore queste possano avere in un dato momento), queste sono le persone con cui devi parlare. Bruce è anche l'autore della documentazione di release (src/release/doc/*). Se effettui il commit di una modifica che pensi sia degna di menzione nelle note di release, assicurati che Bruce lo sappia. Meglio ancora, inviagli una patch con il tuo commento. &a.benno; Benno è il maintainer ufficiale del port per PowerPC. &a.brian; Maintainer ufficiale di /usr/sbin/ppp. &a.nectar; Jacques è il FreeBSD Security Officer e supervisiona il &a.security-officer;. &a.wollman; Se hai bisogno di consigli sulle oscure parti interne delle reti o non sei sicuro di qualche eventuale modifica al sottosistema di rete che hai in mente, Garrett è qualcuno con cui parlare. Garret è inoltre molto esperto sui vari standard applicabili a FreeBSD. &a.committers; cvs-committers è l'entità che CVS usa per inviarti tutti i messaggi di commit. Non devi mai inviare email direttamente a questa lista. Puoi solamente rispondere a questa lista quando i messaggi sono brevi e direttamente correlati a un commit. &a.developers; Tutti i committer sono iscritti a -developers. Questa lista è stata creata per essere un forum sulle questioni della comunità dei committer. Esempi sono le votazioni per il Core, annunci, ecc. Questa lista non è intesa come posto per la revisione del codice o come rimpiazzo della &a.arch; o della &a.audit;. Infatti usarla in questo modo urta il FreeBSD Project dato che dà l'impressione di una lista privata dove vengono prese le decisioni generali che influenzano tutta la comunità che usa FreeBSD senza essere rese pubbliche. Ultimo, ma non per importanza mai e poi mai invia un messaggio alla &a.developers; mettendo in CC:/BCC: un'altra lista FreeBSD. Mai e poi mai invia un messaggio su un'altra mailing list mettendo in CC:/BCC: la &a.developers;. Fare questo può diminuire enormemente i benefici di questa lista. Inoltre, non pubblicare o inoltrare mai email inviate alla &a.developers;. L'atto di inviare un messaggio alla &a.developers; anziché a una lista pubblica significa che le informazioni contenute non sono ad uso pubblico. Guida Rapida a SSH Se stai usando FreeBSD 4.0 o successivo, OpenSSH è incluso nel sistema base. Se stai usando una release precedente, aggiorna ed installa uno dei port di SSH. In generale, probabilmente vorrai prendere OpenSSH dal port security/openssh. Potresti anche voler estrarre l'ssh1 originale dal port security/ssh, ma sii certo di porre la dovuta attenzione alla sua licenza. Nota che questi port non possono essere installati contemporaneamente. Se non vuoi digitare la tua password ogni volta che usi &man.ssh.1;, e usi chiavi RSA o DSA per autenticarti, &man.ssh-agent.1; è lì per la tua comodità. Se vuoi usare &man.ssh-agent.1;, assicurati di eseguirlo prima di utilizzare altre applicazioni. Gli utenti X, per esempio, solitamente fanno questo dal loro file .xsession o .xinitrc. Guarda &man.ssh-agent.1; per i dettagli. Genera un paio di chiavi con &man.ssh-keygen.1;. Le chiavi finiranno nella tua directory $HOME/.ssh. Invia la tua chiave pubblica ($HOME/.ssh/identity.pub) alla persona che ti sta configurando come committer in modo che possa inserirla nel file authorized_keys nella tua home directory su freefall (ad esempio, $HOME/.ssh/authorized_keys). Ora dovresti essere in grado di usare &man.ssh-add.1; per autenticarti una volta a sessione. Ti verrà richiesta la pass phrase della tua chiave privata, e quindi verrà salvata nel tuo agente di autenticazione (&man.ssh-agent.1;). Se non vuoi più avere la tua chiave salvata nell'agente, l'esecuzione di ssh-add -d la rimuoverà. Verifica facendo qualcosa come ssh freefall.FreeBSD.org ls /usr. Per maggiori informazioni, guarda security/openssh, &man.ssh.1;, &man.ssh-add.1;, &man.ssh-agent.1;, &man.ssh-keygen.1;, e &man.scp.1;. Il Lungo Elenco di Regole dei Committer di FreeBSD Traduzione in corso Supporto per Diverse Architetture Traduzione in corso FAQ Specifiche sui Port Traduzione in corso Benefici del Lavoro Traduzione in corso Domande Generali Traduzione in corso
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml index a097002db1..715cbe6e59 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml @@ -1,597 +1,599 @@ %man; + +%freebsd; %translators; ]>
Panoramica su BSD Greg Lehey
grog@FreeBSD.org
Nel mondo open source, la parola Linux è quasi sinonimo di Sistema Operativo, ma non si tratta del solo - sistema operativo UNIX open source. Secondo + sistema operativo &unix; open source. Secondo l'Internet Operating System Counter, ad Aprile del 1999 il 31.3% delle macchine connesse in rete ha in esecuzione Linux. Il 14.6% fa girare BSD UNIX. Alcuni dei più grandi operatori del web, come Yahoo!, usano BSD. Il server FTP più affollato del mondo, ftp.cdrom.com, usa BSD per trasferire 1.4 TB di dati al giorno. Chiaramente questo non è un mercato di nicchia: BSD è un segreto ben mantenuto. Dunque, qual è il segreto? Perché BSD non è conosciuto meglio? Questo documento risponde a questa e ad altre domande. In questo documento, le differenze tra BSD e Linux verranno evidenziate così. Traduzione a cura di &a.it.surrender;.
Cos'è BSD? BSD sta per Berkeley Software Distribution. È il nome delle distribuzioni di codice sorgente dell'Università della California, Berkeley, che erano originariamente estensioni al - sistema operativo UNIX del settore Ricerca della AT&T. + sistema operativo &unix; del settore Ricerca della AT&T. Molti progetti open source di sistemi operativi sono basati su una versione di questo codice sorgente noto come 4.4BSD-Lite. Inoltre, essi comprendono un gran numero di pacchetti provenienti da altri progetti Open Source, incluso, in particolare, il progetto GNU. L'intero sistema operativo comprende: Il kernel BSD, che gestisce lo scheduling dei processi, l'utilizzo della memoria, il supporto multiprocessore (SMP), i driver dei vari dispositivi, ecc. Diversamente dal kernel Linux, ci sono differenti kernel BSD con differenti caratteristiche. La libreria C, le API di base per il sistema. La libreria C BSD è basata su codice proveniente da Berkeley, non dal progetto GNU. Utilità come shell, file manager, compilatori e linker. Alcune delle applicazioni derivano dal progetto GNU, altre no. L'X Window System, che gestisce la visualizzazione grafica. L'X Window System usato nella maggior parte delle versioni di BSD viene mantenuto come un progetto separato, il progetto XFree86. Questo è lo stesso codice usato da Linux. BSD in genere non specifica un desktop grafico come GNOME o KDE, anche se questi sono disponibili. Molti altri programmi ed utilità. Cosa, un vero UNIX? I sistemi operativi BSD non sono cloni, ma derivati open source del sistema operativo UNIX dell'AT&T Research, che è anche l'antenato del moderno UNIX System V. Questo potrebbe sorprendere. Come è potuto accadere questo, se la AT&T non ha mai rilasciato il suo codice come open source? È vero che lo UNIX AT&T non è open source, e nel senso del copyright BSD in definitiva non è UNIX, ma d'altro canto l'AT&T ha importato sorgenti da altri progetti, in maniera rilevante dal Computer Sciences Research Group dell'Università della California a Berkeley, CA. Iniziato nel 1976, il CSRG ha iniziato a rilasciare nastri con il loro software, chiamandolo Berkeley Software Distribution o BSD. Le versioni iniziali di BSD consistevano principalmente di programmi utente, ma questo cambiò drammaticamente quando il CSRG sottoscrisse un contratto con la Defense Advanced Projects Research Agency (DARPA) per migliorare i protocolli di comunicazione della loro rete, ARPANET. I nuovi protocolli furono conosciuti come Internet Protocols, e in seguito come TCP/IP, ai nomi dei protocolli più importanti. La prima implementazione distribuita in maniera estesa fu parte di 4.2BSD, nel 1982. Nel corso degli '80, sorsero un certo numero di compagnie che producevano workstation. Molti preferirono usare UNIX su licenza piuttosto che sviluppare da soli un nuovo sistema operativo. In particolare, la Sun Microsystems rilicenziò UNIX ed implementò una versione commerciale di 4.2BSD, che chiamò SunOS. Quando alla AT&T stessa fu permesso di vendere UNIX commercialmente, cominciarono con una implementazione ridotta all'osso nota come System III, presto seguita da System V. Il codice fondamentale di System V non comprendeva la parte di rete, dunque tutte le implementazioni includevano software addizionale tratto da BSD, incluso il software legato al TCP/IP, ma anche utilità come la shell csh e l'editor vi. Complessivamente, questi miglioramenti furono conosciuti come le Estensioni Berkeley. Il nastro BSD conteneva codice AT&T e dunque richiedeva una licenza per il sorgente UNIX. Dal 1990, il finanziamento del CSRG si stava esaurendo, e se ne stava per affrontare la chiusura. Alcuni membri del gruppo decisero di rilasciare il codice BSD, che era Open Source, senza il codice proprietario della AT&T. Ciò accadde infine con il Networking Tape 2, in genere noto come Net/2. Net/2 non era un sistema operativo completo: mancava circa il 20% del codice del kernel. Uno dei membri del CSRG, William F. Jolitz, scrisse il codice rimanente e lo rilasciò all'inizio del 1992 come 386BSD. Allo stesso tempo, un altro gruppo di ex membri del CSRG formò una compagnia chiamata Berkeley Software Design Inc. e rilasciò una versione beta di un sistema operativo chiamato BSD/386, che era basato sugli stessi sorgenti. Il nome del sistema operativo è cambiato di recente in BSD/OS. 386BSD non divenne mai un sistema operativo stabile. Invece, due altri progetti se ne distaccarono nel 1993: NetBSD e FreeBSD. I due progetti presero inizialmente direzioni divergenti, a causa della differente pazienza nell'attendere miglioramenti a 386BSD: la gente di NetBSD cominciò all'inizio dell'anno, e la prima versione di FreeBSD non fu pronta fino alla fine dell'anno. Nel frattempo, i codici erano diventati abbastanza differenti da renderne difficile la fusione. Inoltre, i progetti avevano obiettivi differenti, come vedremo in seguito. Nel 1996, un ulteriore progetto, OpenBSD, si divise da NetBSD. Perché BSD non è più conosciuto? Per un certo numero di ragioni, BSD è relativamente sconosciuto: Gli sviluppatori BSD sono spesso più interessati a ripulire il loro codice che a fagli pubblicità. Molta della popolarità di Linux è dovuta a fattori esterni al progetto Linux, come la stampa, e le compagnie formate per fornire servizi relativi a Linux. Fino a poco tempo fa, la varie versioni di BSD open source non avevano tali spinte. Gli sviluppatori BSD tendono ad avere più esperienza di quelli di Linux, ed hanno meno interesse nel rendere il sistema facile da usare. I nuovi arrivati tendono a sentirsi più a loro agio con Linux. Nel 1992, l'AT&T citò in giudizio BSDI, il produttore di BSD/386, sostenendo che il prodotto conteneva codice sotto copyright della AT&T. Il caso fu risolto in tribunale nel 1994, ma lo spettro della causa continua a perseguitare alcune persone. Nel marzo 2000 un articolo pubblicato sul web sosteneva che il caso era stato concluso recentemente. Un dettaglio che venne chiarito dall'azione legale fu il nome: negli anni '80, BSD era stato conosciuto come BSD Unix. Con l'eliminazione delle ultima vestigia del codice AT&T da BSD, si era perso anche il diritto di usare il nome UNIX. Per questo noterete riferimenti nei libri al sistema operativo 4.3BSD UNIX ed al sistema operativo 4.4BSD. C'è una certa percezione che il progetto BSD sia frammentato e belligerante. Il Wall Street Journal parlò di balcanizzazione dei progetti BSD. Come per l'azione legale, questa percezione si basa principalmente su vecchie storie. Paragone tra BSD e Linux Dunque qual'è l'effettiva differenza tra, diciamo, Debian Linux e FreeBSD? Per l'utente medio, la differenza è sorprendentemente piccola: entrambi sono sistemi operativi tipo UNIX. Entrambi vengono sviluppati da progetti non commerciali (questo non si applica a molte altre distribuzioni di Linux, ovviamente). Nella sezione seguente, daremo un'occhiata a BSD e lo paragoneremo a Linux. La descrizione si applica molto da vicino a FreeBSD, che conta per un 80% delle installazioni BSD, ma le differenza da NetBSD ed OpenBSD sono piccole. Chi possiede BSD? Nessuna persona o società possiede BSD. Esso è creato e distribuito da una comunità di persone con grande preparazione tecnica e voglia di fare che contribuiscono da tutto il mondo. Alcuni dei componenti di BSD sono progetti open source gestiti da diversi responsabili. Come viene sviluppato ed aggiornato BSD? I kernel BSD vengono sviluppati ed aggiornati seguendo il modello di sviluppo open source. Ogni progetto mantiene un albero dei sorgenti liberamente accessibile in un Concurrent Versions System, un sistema di gestione delle versioni concorrenti, che contiene tutti i file sorgenti del progetto, inclusa la documentazione ed altri file inerenti. Il CVS permette agli utenti di estrarre (in sostanza, estrarre una copia di) ogni versione desiderata del sistema. Un grande numero di sviluppatori da tutto il mondo contribuisce al miglioramento di BSD. Essi sono divisi in tre grandi gruppi: I contributor scrivono codice o documentazione. Non gli è permesso di effettuare il commit (aggiungere codice) direttamente all'albero dei sorgenti. Affinché il loro codice sia incluso nel sistema, esso deve essere rivisto e controllato da uno sviluppatore registrato, noto come committer. I committer sono sviluppatori con accesso in scrittura all'albero dei sorgenti. Per poter divenire un committer, un individuo deve dimostrare abilità nell'area nella quale è attivo. È a discrezione del committer la volontà di confrontarsi con qualcuno prima di effettuare cambiamenti. In generale, un committer con esperienza può effettuare cambiamenti che sono ovviamente corretti senza interrogare nessuno. Ad esempio, un committer del progetto di documentazione può correggere errori tipografici o grammaticali senza un confronto con altri. D'altro canto, dagli sviluppatori che stanno per effettuare cambiamenti profondi o complessi ci si aspetta che sottopongano i cambiamenti a revisione prima di renderli effettivi. In casi estremi, un membro del core team, con una funzione simile a un Capo Architetto, può ordinare che i cambiamenti siano rimossi dall'albero, un processo noto come marcia indietro. Tutti i committer ricevono una lettera che descrive ogni modifica individuale, dunque non è possibile effettuare un commit segretamente. Il Core Team. FreeBSD e NetBSD hanno ognuno un core team che gestisce il progetto. I core team si sono modificati nel corso del progetto, ed i loro ruoli non sempre sono ben definiti. Non è necessario essere uno sviluppatore per far parte del core team, anche se è normale che sia così. Le regole per il core team variano da un progetto ad un altro, ma in generale chi ne fa parte ha più autorità nell'indirizzamento del progetto rispetto agli altri membri. Questa organizzazione differisce da Linux in vari modi: Nessuna persona controlla il contenuto del sistema. In pratica, questa differenza è sopravvalutata, poiché il Capo Architetto può richiedere che il codice sia rimosso, ed anche nel progetto Linux viene permesso a molte persone di effettuare cambiamenti. D'altra parte, c'è un deposito centrale, un punto singolo dove è possibile trovare i sorgenti dell'intero sistema, incluse tutte le vecchie versioni. I progetti BSD mantengono l'intero Sistema Operativo, non solo il kernel. Questa distinzione è utile solo marginalmente: né BSD né Linux sono utili senza applicazioni. Le applicazioni usate su BSD sono spesso le stesse usate su Linux. Come risultato di un mantenimento formalizzato di un singolo CVS per l'albero dei sorgenti, lo sviluppo di BSD è chiaro, ed è possibile accedere ad ogni versione del sistema dal numero di release o dalla data. Il CVS permette anche aggiornamenti incrementali del sistema: ad esempio, il repository di FreeBSD viene aggiornato più o meno 100 volte al giorno. La maggior parte dei cambiamenti sono piccoli. Release di BSD Ogni progetto BSD fornisce il sistema in tre release differenti. Come per Linux, alle release vengono assegnati dei numeri come 1.4.1 o 3.5. Inoltre, il numero di versione ha un suffisso che indica il suo scopo: la versione di sviluppo del sistema è chiamata CURRENT. FreeBSD assegna un numero alla CURRENT, ad esempio FreeBSD 5.0-CURRENT. NetBSD usa uno schema di denominazione leggermente differente ed aggiunge un suffisso di una singola lettera che indica i cambiamenti nell'interfaccia interna, ad esempio NetBSD 1.4.3G. OpenBSD non assegna un numero (OpenBSD-current). Tutti gli sviluppi del sistema vanno in questo ramo. A intervalli regolari, tra le due e le quattro volte all'anno, i progetti fanno uscire una versione RELEASE del sistema, disponibile su CD-ROM e come libero download da siti FTP, ad esempio OpenBSD 2.6-RELEASE o NetBSD 1.4-RELEASE. La versione RELEASE è intesa per gli utenti finali ed è la versione normale del sistema. NetBSD fornisce anche patch release, versioni con solo piccole correzioni, con una terza cifra, ad esempio NetBSD 1.4.2. Quando vengono trovati dei bug in una versione RELEASE, vengono corretti, e le correzioni vengono aggiunte all'albero del CVS. In FreeBSD, la versione risultante viene detta STABLE, mentre in NetBSD ed OpenBSD continua a chiamarsi RELEASE. Caratteristiche minori possono essere aggiunte a questo ramo dopo un periodo di test nel ramo CURRENT. In contrasto, Linux mantiene due alberi di codice differenti: la versione stabile e la versione di sviluppo. Le versioni stabili hanno un numero di versione pari, come 2.0, 2.2 o 2.4. Le versioni di sviluppo hanno numero di versione dispari, come 2.1, 2.3 o 2.5. In ogni caso, il numero è seguito da un ulteriore numero che indica la versione esatta. Inoltre, ogni venditore aggiunge i suoi programmi utente o le sue utilità, dunque anche il nome della distribuzione è importante. Ogni venditore di distribuzione assegna anche un numero di versione alla distribuzione, dunque una descrizione completa dovrebbe essere una cosa del tipo TurboLinux 6.0 con kernel 2.2.14 Quali versioni di BSD sono disponibili? In contrasto alle numerose distribuzioni Linux, ci sono solo tre BSD open source. Ogni progetto BSD mantiene il suo albero dei sorgenti ed il suo kernel. In pratica, comunque, ci sono meno divergenze tra i codici dei programmi utente dei vari progetti di quante ce ne siano in Linux. È difficile catalogare gli obiettivi di ogni progetto: le differenze sono molto soggettive. Di base, FreeBSD punta alle alte prestazioni e alla facilità d'uso per l'utente finale, ed è molto usato dai fornitori di contenuti web. Funziona su PC e processori Alpha della Compaq. Il progetto FreeBSD ha nettamente più utenti degli altri. NetBSD punta alla massima portabilità: of course it runs NetBSD, ovviamente ci gira NetBSD. Funziona su macchine che vanno dai palmtop ai grossi server, ed è anche stato usato dalla NASA in alcune missioni spaziali. È una scelta particolarmente buona per il vecchio hardware non Intel. OpenBSD punta alla sicurezza e alla purezza del codice: usa una combinazione dei concetti open source e un rigoroso controllo del codice per creare un sistema la cui correttezza sia dimostrabile, rendendolo la scelta di organizzazioni attente alla sicurezza come banche, borse e dipartimenti del governo statunitense. Come NetBSD, funziona su un gran numero di piattaforme. Ci sono anche altri due sistemi operativi BSD che non sono open source, BSD/OS e il Mac OS X della Apple: BSD/OS è il più antico dei derivati di 4.4BSD. Non è open source, anche se licenze per il codice sorgente sono disponibili ad un costo relativamente basso. Assomiglia a FreeBSD in molti sensi. Mac OS X è l'ultima versione del sistema operativo per la linea Macintosh della Apple Computer Inc.. L'anima BSD Unix di questo sistema operativo, Darwin, è disponibile come un sistema operativo open source completamente funzionante per computer x86 e PPC. Il sistema grafico Aqua/Quartz e molti altri aspetti proprietari di Mac OS X rimangono comunque closed source. Numerosi sviluppatori di Darwin sono anche committer di FreeBSD, e viceversa. Come differisce la licenza BSD dalla GNU Public? Linux è disponibile con licenza GNU General Public License (GPL), che è pensata per eliminare il software closed source. In particolare, ogni lavoro derivante da un prodotto rilasciato sotto GPL deve essere fornito anche con il codice sorgente, se richiesto. Al contrario, la licenza BSD è meno restrittiva: le distribuzioni dei soli binari sono permesse. Ciò è particolarmente attraente per le applicazioni embedded. Cos'altro dovrei sapere? Poiché sono disponibili meno applicazioni per BSD che per Linux, gli sviluppatori BSD hanno creato un pacchetto di compatibilità con Linux, che permette ai programmi per Linux di funzionare su BSD. Il pacchetto include sia modifiche al kernel, in modo da permettere l'esecuzione corretta di chiamate di sistema Linux, che file di compatibilità, come la libreria C. Non c'è una differenza notevole nella velocità di esecuzione tra una applicazione in esecuzione su una macchina Linux ed una applicazione in esecuzione su una macchina BSD con pari caratteristiche. La natura tutto da una sola fonte di BSD fa sì che gli aggiornamenti siano molto più semplici da gestire rispetto alla maggior parte dei casi in Linux. BSD gestisce gli aggiornamenti della versione di libreria fornendo moduli di compatibilità per le versioni precedenti, dunque è possibile eseguire binari di parecchi anni prima senza problemi. Cosa dovrei usare, BSD o Linux? Cosa significa tutto questo in pratica? Chi dovrebbe usare BSD, chi dovrebbe usare Linux? Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Qui ci sono alcune linee guida: Se non è rotto, non aggiustarlo: se usi già un sistema operativo open source, e ne sei soddisfatto, probabilmente non c'è ragione di cambiare. I sistemi BSD, in particolare FreeBSD, possono avere prestazioni notevolmente migliori di Linux. Ma questo non avviene in tutti i campi. In molti casi, c'è una differenza minima nelle prestazioni. In alcuni casi, Linux può comportarsi meglio di FreeBSD. In generale, i sistemi BSD hanno una reputazione migliore di affidabilità, principalmente come risultato di una base di codice più maturo. La licenza BSD può essere più attraente della GPL. BSD può eseguire codice Linux, mentre Linux non può eseguire codice BSD. Come risultato, c'è più software disponibile per BSD che per Linux. Chi fornisce supporto, servizi, e training su BSD? BSD ha sempre supportato BSD/OS, e recentemente ha annunciato contratti di supporto per FreeBSD. Inoltre, ognuno dei progetti ha una lista di consulenti a pagamento: FreeBSD, NetBSD, e OpenBSD.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml index 18b78bc678..dec36e5c26 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml @@ -1,1069 +1,1072 @@ %man; + +%freebsd; %mailing-lists; %translators; ]>
- Per chi è alle Prime Armi sia con FreeBSD che con Unix + Per chi è alle Prime Armi sia con FreeBSD che con + &unix; Annelise Anderson
andrsn@andrsn.stanford.edu
15 Agosto 1997 Congratulazioni per aver installato FreeBSD! Questa introduzione é per chi é alle prime armi con FreeBSD e Un*x—perciò comincia dalle basi. Stai certamente usando la versione 2.0.5 o una più recente di FreeBSD distribuita da BSDi o FreeBSD.org, il tuo sistema ha (per il momento) un solo utente (te stesso)—e sei probabilmente abbastanza bravo con DOS/WINDOWS o OS/2. Traduzione a cura di &a.it.max;.
Entrare ed Uscire dal Sistema Entra (quando vedi login:) come l'utente che hai creato durante l'installazione oppure come root. (La tua installazione di FreeBSD dovrebbe già avere un account di root; root può andare ovunque e fare qualsiasi cosa, anche cancellare file essenziali, perciò stai attento!) I simboli &prompt.user; e &prompt.root; che incontrerai più avanti simboleggiano il prompt (i tuoi potrebbero essere differenti), dove &prompt.user; indica un utente ordinario e &prompt.root; indica root. Per uscire (e ritrovarsi con un nuovo prompt login:) scrivi &prompt.root; exit tante volte quanto serve. Sì, premi - invio dopo ogni comando, e ricordati che Unix fa + invio dopo ogni comando, e ricordati che &unix; fa distinzione tra maiuscole e minuscole—perciò exit, non EXIT. Per spegnere il computer digita &prompt.root; /sbin/shutdown -h now O per riavviarlo digita &prompt.root; /sbin/shutdown -r now oppure &prompt.root; /sbin/reboot Puoi anche riavviarlo premendo CtrlAltCanc. Lasciagli un po' di tempo per compiere il suo lavoro. Questo equivale a /sbin/reboot nelle versioni più recenti di FreeBSD ed è molto meglio che premere il bottone di reset. Non vorrai mica reinstallare tutto da capo, vero? Aggiungere un Utente con Privilegi di Root Se non hai creato un utente durante l'installazione e quindi sei entrato nel sistema come root, dovresti probabilmente crearne uno ora tramite &prompt.root; adduser La prima volta che aggiungi un utente, il sistema dovrebbe chiederti di inserire delle impostazioni di default da applicare. Potresti volere come shell &man.csh.1; invece di &man.sh.1;, se ti viene consigliato sh come default. Altrimenti premi solo invio per accettare i valori proposti. Questi dati vengono salvati in /etc/adduser.conf, un file modificabile successivamente a mano. Supponiamo che tu voglia creare l'utente jack di nome reale Jack Benimble. Assegna a jack una password per ragioni di sicurezza (anche i bambini che gironzolano per casa potrebbero mettere le mani sulla tastiera). Quando ti viene chiesto se vuoi invitare jack in un altro gruppo, digita wheel Login group is ``jack''. Invite jack into other groups: wheel Questo ti permetterà di entrare come l'utente jack e usare il comando &man.su.1; per diventare root. A quel punto non sarai più preso in giro per essere entrato direttamente come root. Puoi uscire da adduser in qualsiasi momento premendo CtrlC, e alla fine avrai l'opportunità di approvare il nuovo utente oppure premere n per non farlo. Potresti voler creare un secondo utente (jill?) cosicché quando andrai a modificare i file di jack avrai un'ancora di salvezza in caso qualcosa vada male. Una volta fatto questo, usa exit per tornare al prompt di login ed entrare come jack. In generale è meglio cercare di lavorare da utente normale in modo da non avere il potere—e il rischio—di root. Se hai già creato un utente e vuoi che quell'utente sia in grado di usare su per diventare root, puoi entrare come root e modificare il file /etc/group, aggiungendo jack alla prima linea (il gruppo wheel). Ma prima devi fare pratica con &man.vi.1;, l'editor di testo—oppure usa il più semplice &man.ee.1;, installato sulle recenti versioni di FreeBSD. Per cancellare un utente, usa il comando rmuser. Diamoci un'occhiata in giro Una volta avuto accesso come utente normale, guardati in giro e prova alcuni dei comandi che ti daranno accesso alle fonti di aiuto e di informazioni su FreeBSD. Ecco qui una lista di comandi e le loro funzioni: id Ti dice chi sei! pwd Ti mostra dove sei—la directory in cui stai lavorando. ls Ti mostra una lista dei file contenuti nella directory. ls Ti mostra un elenco dei file contenuti nella directory ponendo * dopo i file eseguibili, / dopo le directory, e @ dopo i collegamenti simbolici. ls Mostra un elenco di file nel formato lungo—grandezza, data, permessi. ls Mostra una lista dei file nascosti, cioè con un punto davanti al nome, insieme agli altri. Se sei root, i file puntati vengono mostrati anche senza l'opzione . cd Cambia la directory di lavoro. cd .. torna alla directory superiore; nota lo spazio dopo cd. cd /usr/local va nella directory specificata. cd ~ va nella directory home dell'utente collegato in quel momento—per esempio, /usr/home/jack. Prova cd /cdrom, e poi ls, per scoprire se il tuo CDROM è montato e funziona. view nomefile Mostra il contenuto del file (chiamato nomefile) senza modificarlo. Prova view /etc/fstab. :q per uscire. cat nomefile Mostra nomefile sullo schermo. Se è troppo lungo e ne puoi vedere solo la fine, premi BlocScorr e usa freccia-su per muoverti in alto; puoi usare BlocScorr anche con le pagine man. Premi ancora BlocScorr per uscire dallo scorrimento. Potresti provare cat con alcuni dei file nascosti presenti nella tua directory home—cat .cshrc, cat .login, cat .profile. Noterai degli alias in .cshrc per alcuni dei comandi ls (sono molto convenienti). Puoi creare degli altri alias modificando .cshrc. Puoi far sì che questi alias diventino disponibili a tutti gli utenti mettendoli nel file di configurazione generale di csh, /etc/csh.cshrc. Ottenere Aiuto e Informazioni Ecco alcune risorse utili per ottenere aiuto. Testo è qualcosa che puoi digitare a tuo piacere—normalmente si tratta di un comando o del nome di un file. apropos testo Tutto ciò che contiene la stringa testo nel database whatis. man testo Mostra la pagina man di testo, la maggior risorsa di documentazione per i sistemi Un*x. man ls ti dirà tutti i modi possibili per usare il comando ls. Premi Invio per muoverti nel testo, CtrlB per andare indietro di una pagina, CtrlF per andare avanti, q oppure CtrlC per uscire. which testo Ti dice dove si trova il comando testo nel path dell'utente. locate testo Ti dice tutte le directory nei path dell'utente in cui si trova il comando testo. whatis testo Ti dice che cosa fa il comando testo e la sua pagina man. Digitando whatis * ti verranno presentate tutte le pagine man associate agli eseguibili presenti nella directory corrente. whereis testo Trova il file testo, dandoti il suo percorso completo. Potresti voler provare ad usare whatis con alcuni comandi utili come cat, more, grep, mv, find, tar, chmod, chown, date, e script. more ti permette di leggere una pagina alla volta come in DOS, ad esempio, ls -l | more oppure more nomefile. * ha valore assoluto—per esempio, ls w* mostra tutti i file che cominciano con w. Per caso alcuni di questi comandi non funzionano correttamente? Sia &man.locate.1;, sia &man.whatis.1; dipendono da un database che viene ricostruito settimanalmente. Se la tua macchina non sarà lasciata accesa per il fine settimana (usando FreeBSD), può darsi che tu voglia usare i comandi per la manutenzione giornaliera, settimanale, e mensile ogni tanto. Falli partire come root e lascia loro il tempo di finire il lavoro prima di farne partire un altro. &prompt.root; periodic daily output tralasciato &prompt.root; periodic weekly output tralasciato &prompt.root; periodic monthly output tralasciato Se ti stufi di aspettare, premi AltF2 per avere un'altra console virtuale, e poterti loggare nuovamente. Dopotutto è un sistema multi-utente, e multi-tasking. Probabilmente questi comandi produrranno dei messaggi sullo schermo quando lavorano; puoi digitare clear per pulire lo schermo. Quando hanno finito, dovresti dare un'occhiata a /var/mail/root e /var/log/messages. Usare tali comandi fa parte dell'amministrazione di sistema—e come utente singolo di un sistema Unix, sei tu l'amministratore del sistema. Praticamente l'unica cosa per la quale è necessario che tu sia root è l'amministrazione. Queste responsabilità non vengono trattate bene nemmeno in quei grossi libri su Unix, che sembrano dedicare troppo spazio all'uso dei menu nei windows manager. Potresti voler leggere uno dei più interessanti libri sull'amministrazione di sistema, come UNIX System Administration Handbook di Evi Nemeth et.al. (Prentice-Hall, 1995, ISBN 0-13-15051-7)—la seconda edizione con la copertina rossa; oppure Essential System Administration di Æleen Frisch (O'Reilly & Associates, 1993, ISBN 0-937175-80-3). Io ho usato quello di Nemeth. Modificare File di Testo Per poter configurare il tuo sistema, devi modificare dei file. Molti di questi saranno in /etc; e avrai bisogno del comando su per diventare root e poter così modificarli. Puoi usare il semplice editor ee, ma alla lunga risulta più utile imparare vi. C'é un eccellente tutorial su vi in /usr/src/contrib/nvi/docs/tutorial se lo hai installato; altrimenti puoi scaricarlo via FTP da ftp.cdrom.com dalla directory FreeBSD/FreeBSD-current/src/contrib/nvi/docs/tutorial. Prima di modificare un file, dovresti farne una copia. Supponiamo tu voglia modificare /etc/rc.conf. Puoi semplicemente usare cd /etc per andare in /etc e fare: &prompt.root; cp rc.conf rc.conf.orig Questo copierà rc.conf in rc.conf.orig, e potrai successivamente copiare rc.conf.orig in rc.conf per tornare all'originale. Ma ancora meglio sarà spostare (rinominare) il file per poi ricopiarlo con il nome originale: &prompt.root; mv rc.conf rc.conf.orig &prompt.root; cp rc.conf.orig rc.conf perché il comando mv mantiene la data e il proprietario originali del file. Puoi ora modificare rc.conf. Se vuoi tornare all'originale, potresti fare mv rc.conf rc.conf.myedit (assumendo che vuoi tenere la versione modificata) e quindi fare &prompt.root; mv rc.conf.orig rc.conf per tornare allo stato iniziale. Per modificare un file, digita &prompt.root; vi nomefile Muoviti nel testo con i tasti freccia. Esc mette vi in modalità comando. Ecco qui alcuni dei comandi: x cancella la lettera su cui si trova il cursore dd cancella l'intera riga (anche se va a capo sullo schermo) i inserisci del testo nella posizione del cursore a inserisci del testo dopo il cursore Quando digiti i o a, puoi inserire del testo. Esc ti riporta in modalità comando dove puoi digitare :w per salvare le modifiche sul disco e continuare a modificare il file :wq per salvare le modifiche e uscire :q! per uscire senza salvare le modifiche /testo per spostare il cursore su testo; /Invio per trovare la prossima occorrenza di testo. G per andare alla fine del file nG per andare alla riga n del file, dove n è un numero CtrlL per ridisegnare lo schermo Ctrlb e Ctrlf vai avanti e indietro di una pagina, come succede con more e view. Fai un po' di pratica con vi nella tua directory home creando un nuovo file digitando vi nomefile e aggiungendo e cancellando del testo, salvando il file, e riaprendolo di nuovo. vi è pieno di sorprese perché è abbastanza complesso, e ti capiterà di digitare un comando che farà di sicuro qualcosa che non ti aspetti. (Alcune persone preferiscono vi—è più potente dell'EDIT del DOS—scopri il comando :r) Usa Esc una o più volte per essere sicuro di essere in modalità comando e continua da lì quando hai dei problemi, salva spesso con :w, e usa :q! per uscire e ricominciare (dal tuo ultimo :w) quando ne hai bisogno. Ora puoi usare cd per andare in /etc, su per diventare root, vi per modificare il file /etc/group, e aggiungere un utente al gruppo wheel cosicché possa avere privilegi di root. Aggiungi solo una virgola e il nome di login dell'utente alla fine della prima riga del file, premi Esc, e usa :wq per salvare il file su disco e uscire. La modifica ha effetto immediato. (Non hai lasciato uno spazio dopo la virgola, vero?) Stampa di File da DOS A questo punto la tua stampante non funzionerà ancora sotto FreeBSD, ecco quindi un sistema per creare un file da una pagina man, metterlo su un floppy, e quindi stamparlo da DOS. Supponiamo che tu voglia leggere attentamente come cambiare i permessi sui file (abbastanza importante). Puoi usare man chmod per leggere come fare. Il comando &prompt.user; man chmod | col -b > chmod.txt toglierà gli elementi di formattazione e manderà il tutto sul file chmod.txt al posto di mostrare il contenuto sullo schermo. Ora metti un dischetto formattato DOS nel lettore, digita su per diventare root, e scrivi &prompt.root; /sbin/mount -t msdos /dev/fd0 /mnt per montare il floppy su /mnt. Ora (non hai più bisogno di essere root, e puoi digitare exit per tornare ad essere l'utente jack) puoi andare nella directory in cui hai creato chmod.txt e copiare il file sul floppy digitando: &prompt.user; cp chmod.txt /mnt e usare ls /mnt per vedere il contenuto di /mnt, che dovrebbe contenere il file chmod.txt. In particolare potresti voler creare un file con l'output di /sbin/dmesg digitando &prompt.user; /sbin/dmesg > dmesg.txt e copiare dmesg.txt sul floppy. /sbin/dmesg è il file di log di avvio, ed è importante comprenderlo perché ti mostra cosa ha trovato FreeBSD all'avvio. Se poni delle domande sulla &a.questions; o su un gruppo USENET—del tipo FreeBSD non trova il mio drive per i nastri, che cosa faccio?—la gente vorrà sapere cosa mostra il tuo dmesg. Ora devi smontare il floppy (da root) per poter togliere il disco &prompt.root; /sbin/umount /mnt e riavviare per tornare in DOS. Copia questo file in una directory DOS, richiamali con l'EDIT del DOS, Notepad o Wordpad di Windows, o un editor di testi, fai una piccola modifica in modo che il file debba essere salvato, e stampa come faresti da DOS o Windows. Spera che funzioni! Le pagine man vengono meglio se stampate con il comando DOS print. (Copiare i file da FreeBSD su una partizione DOS montata è ancora in alcuni casi rischioso.) Far funzionare la stampante sotto FreeBSD consiste nel creare un opportuno elemento in /etc/printcap e creare una directory di spool corrispondente in /var/spool/output. Se la tua stampante è su lpt0 (ciò che DOS chiama LPT1), devi solo andare in /var/spool/output e (da root) creare la directory lpd digitando: mkdir lpd, se non è già presente. A quel punto la stampante dovrebbe rispondere quando il sistema parte, e lp o lpr dovrebbero mandare un file alla stampante. Che il file venga stampato o meno è solo questione di configurazione, che è discussa nel Manuale di FreeBSD. Altri Comandi Utili df mostra lo spazio disponibile e tutte le partizioni montate. ps aux mostra i processi in esecuzione. ps ax è una forma contratta. rm nomefile cancella nomefile. rm -R dir cancella la directory dir e tutte le sottodirectory—attenzione! ls -R mostra il contenuto della directory e delle sue sottodirectory; io usavo una variante, ls -AFR > where.txt, per avere una lista dei file in / e (separatamente) /usr prima che scoprissi dei metodi migliori per cercare i file. passwd per cambiare la password dell'utente (o di root) man hier pagina man sul file system di Unix Usa find per trovare nomefile in /usr o nelle sue sottodirectory digitando &prompt.user; find /usr -name "nomefile" Puoi usare * come identificatore universale in "nomefile" (che dovrebbe essere tra virgolette). Se dici a find di cercare in / anziché /usr cercherà il/i file su tutti i file system montati, inclusi i CDROM e le partizioni DOS. Un libro eccellente che tratta i comandi e le utility di Unix è Unix for the Impatient di Abrahams & Larson (2nd ed., Addison-Wesley, 1996). Ci sono anche un sacco di informazioni su Unix su Internet. Guarda Unix Reference Desk. Prossimi Passi Dovresti ora avere gli strumenti necessari per girare nel sistema e modificare i file, così da poter rendere tutto funzionante. Ci sono un sacco di informazioni nel Manuale di FreeBSD (che è probabilmente sul tuo disco rigido) e sul sito web di FreeBSD. Una grande scelta di package e port è presente sul CDROM così come sul sito web. Il manuale ti spiega come usarli (prendi il package se esiste, con pkg_add /cdrom/packages/All/nomepackage, dove nomepackage è il nome del file del package). Il CDROM ha una lista di package e di port con delle brevi descrizioni in cdrom/packages/index, cdrom/packages/index.txt, e cdrom/ports/index, e con descrizioni più ampie in /cdrom/ports/*/*/pkg/DESCR, dove * rappresenta rispettivamente sottodirectory di tipi di programmi e nomi di programmi. Se trovi il manuale troppo difficile su come installare i port dal CDROM (con il sistema di lndir e altro), ecco come funziona normalmente: Trova il port che vuoi, supponiamo kermit. Ci sarà una directory per lui sul CDROM. Copia la sottodirectory in /usr/local (un buon posto perché il software che aggiungi sia disponibile a tutti gli utenti) con: &prompt.root; cp -R /cdrom/ports/comm/kermit /usr/local Questo dovrebbe portarti ad avere la sottodirectory /usr/local/kermit che contiene tutti i file presenti nella sottodirectory kermit del CDROM. Ora, crea la directory /usr/ports/distfiles se non esiste ancora, usando mkdir. Poi controlla /cdrom/ports/distfiles cercando un file con il nome che indica che si tratta del port esatto. Copia quel file in /usr/ports/distfiles; nelle versioni più recenti puoi saltare questo passo, perché FreeBSD lo farà per te. Nel caso di kermit, non c'è nessun distfile. Quindi entra con cd nella sottodirectory di /usr/local/kermit che contiene il file Makefile. Digita &prompt.root; make all install Durante questo processo il port userà FTP per scaricare i file compressi che non ha trovato sul CDROM o in /usr/ports/distfiles. Se la tua connessione non funziona ancora e non c'è nessun file per il port in /cdrom/ports/distfiles, dovrai recuperare il distfile usando un'altra macchina e poi copiarlo in /usr/ports/distfiles da un dischetto o dalla partizione DOS. Leggi Makefile (usando cat o more oppure view) per scoprire dove andare (il sito principale di distribuzione) per trovare il file e conoscere il suo nome. Il nome verrà troncato quando scaricato da DOS, e dopo averlo trasferito in /usr/ports/distfiles dovrai rinominarlo (usando il comando mv) nel suo nome originale cosicché possa essere trovato. (Usa il trasferimento di file binario!) Quindi torna in /usr/local/kermit, trova la directory contenente Makefile, e digita make all install. Un'altra cosa che può succedere quando si installa un port o un package è che questi abbiano bisogno di un altro programma. Se l'installazione si ferma con un messaggio can't find unzip o simile, potresti dover installare il package o il port di unzip prima di proseguire. Una volta installato, digita rehash per far sì che FreeBSD rilegga i file contenuti nel path e sappia quali sono presenti. (Se trovi un sacco di messaggi path not found quando usi whereis o which, dovresti fare delle aggiunte all'elenco delle directory nel file .cshrc nella tua directory home. L'elenco dei path in Unix fa la stessa cosa che fa in DOS, tranne che la directory corrente (di default) non si trova nel path per ragioni di sicurezza; se il comando che vuoi eseguire è nella directory in cui ti trovi, devi digitare ./ prima del nome del comando; niente spazio dopo la barra.) Potresti volere la versione più recente di Netscape dal loro sito FTP. (Netscape necessita dell'X Window System.) Ora c'é una versione per FreeBSD, quindi dà un'occhiata in giro. Usa solo gunzip nomefile e tar xvf nomefile sul file, sposta il binario in /usr/local/bin o qualche altro posto in cui vengono tenuti i binari, esegui rehash, e quindi aggiungi le seguenti linee a .cshrc in tutte le directory home degli utenti oppure (più semplicemente) in /etc/csh.cshrc, il file di configurazione globale di csh: setenv XKEYSYMDB /usr/X11R6/lib/X11/XKeysymDB setenv XNLSPATH /usr/X11R6/lib/X11/nls Questo assume che il file XKeysymDB e la directory nls siano in /usr/X11R6/lib/X11; se non lo sono, trovale e mettile lì. Se hai originariamente installato Netscape dal CDROM (o via FTP), non sostituire /usr/local/bin/netscape con il nuovo binario di netscape; questo è solo uno script di shell che imposta le variabili di ambiente per te. Rinomina invece il nuovo binario in netscape.bin e rimpiazza il vecchio binario, che dovrebbe essere /usr/local/netscape/netscape. Il tuo Ambiente di Lavoro La shell è la parte più importante del tuo ambiente di lavoro. In DOS, la shell è solitamente command.com. La shell è ciò che interpreta i comandi che digiti sulla linea di comando, e quindi comunica con il resto del sistema operativo. Puoi anche scrivere script di shell, che sono come i file batch di DOS: una serie di comandi che devono essere eseguiti senza il tuo intervento. Due shell vengono normalmente installate con FreeBSD: csh e sh. csh è buona per lavoro da linea di comando, ma gli script dovrebbero essere scritti usando sh (o bash). Puoi scoprire che shell hai digitando echo $SHELL. csh è una buona shell, ma tcsh fa tutto ciò che csh fa e anche altro. Ti permette di richiamare i comandi usando le frecce e ti permette di modificarli. Ha l'auto-completamento dei nomi di file con tab (csh usa Esc), e ti permette di tornare alla directory in cui eri digitando cd -. È anche più semplice alterare il prompt con tcsh. Ti rende la vita più facile. Ecco tre semplici passi per installare una nuova shell: Installa la shell tramite port o package, come faresti con un qualsiasi altro port o package. Usa rehash e which tcsh (assumendo che tu stia installando tcsh) per essere sicuro di averla installata. Da root, modifica /etc/shells, aggiungendo una riga nel file per la nuova shell, in questo caso /usr/local/bin/tcsh, e salva il file. (Alcuni port lo fanno per te.) Usa il comando chsh per cambiare permanentemente la tua shell in tcsh, o digita tcsh al prompt per cambiare la shell senza dover uscire dal sistema per poi rientrare. Può essere pericoloso cambiare la shell di root in qualcosa di diverso da sh o csh su versioni più recenti di FreeBSD e di Unix; potresti non avere una shell funzionante se il sistema entra in modalità singolo utente. La soluzione è usare su -m per diventare root, che ti dà tcsh come shell di root, poiché la shell è parte del tuo ambiente. Puoi rendere tutto ciò permanente aggiungendo al tuo .tcshrc un alias con alias su su -m. Quando tcsh parte, legge i file /etc/csh.cshrc e /etc/csh.login, come farebbe csh. Leggerà anche il file .login nella tua directory home ed anche .cshrc, a meno che tu non abbia un file .tcshrc. Puoi crearlo copiando .cshrc in .tcshrc. Ora che hai installato tcsh, puoi sistemare il tuo prompt. Puoi trovare i dettagli nella pagina man di tcsh, ma ecco qui una linea da mettere nel tuo .tcshrc che ti dirà quanti comandi hai digitato, che ore sono, e in che directory ti trovi. Produce anche un > se sei un utente normale e un # se sei root, ma tsch lo farebbe in ogni caso: set prompt = "%h %t %~ %# " Questa dovrebbe andare nella stessa posizione della linea di prompt corrente se ce n'è una, o sotto "if($?prompt) then" in caso contrario. Commenta la vecchia riga; così potrai tornare a quella vecchia se la preferirai. Non dimenticare gli spazi e le virgolette. Puoi far rileggere .tcshrc digitando source .tcshrc. Puoi avere una lista delle variabili di sistema che sono state impostate digitando env al prompt. Il risultato ti mostrerà il tuo editor di default, il pager, e il tipo di terminale, tra le altre possibili variabili. Un comando utile se ti connetti al sistema da una postazione remota e non riesci ad eseguire un programma perché il terminale non ne è capace è setenv TERM vt100. Altro Da root puoi smontare il CDROM con /sbin/umount /cdrom, toglilo dal lettore, inseriscine un altro, e montalo con /sbin/mount_cd9660 /dev/cd0a /cdrom assumendo che cd0a sia il nome di dispositivo del tuo lettore di CDROM. La versione più recente di FreeBSD ti permette di montare il CDROM solo con /sbin/mount /cdrom. Usare il live file system—il secondo cd del set di FreeBSD—è utile se hai poco spazio a disposizione. Ciò che si trova sul live file system cambia da release a release. Potresti provare ad eseguire dei giochi dal CDROM. Questo comporta l'uso di lndir, che viene installato con l'X Window System, per dire ai programmi dove trovare i file necessari, poiché questi si trovano nel file system /cdrom anziché /usr e le sue sottodirectory, che è dove dovrebbero essere. Leggi man lndir per avere più informazioni. I Commenti sono Benvenuti Se usi questa guida, sarei interessata a sapere dove non è chiara, ciò che è stato tralasciato e che vorresti venisse incluso, e sapere se tutto ciò è stato utile. I miei ringraziamenti vanno a Eugene W. Stark, professore di informatica a SUNY-Stony Brook, e John Fieber per i suoi utili commenti. Annelise Anderson, andrsn@andrsn.stanford.edu Per questioni legate alla traduzione, o se avete commenti da poter esprimere solo in italiano, non esitate a contattarmi. Come per l'autrice originale, ogni genere di commenti è ben accetto. Massimiliano Stucchi, stucchi@willystudios.com
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml index 9f702d49c9..4e96042ea1 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml @@ -1,1045 +1,1047 @@ %man; + +%freebsd; %translators; ]>
Elementi di progettazione del sistema di VM di FreeBSD Matthew Dillon
dillon@apollo.backplane.com
Il titolo è in realtà solo un modo complicato per dire che cercherò di descrivere l'intera enchilada della memoria virtuale (VM), sperando di farlo in una maniera che chiunque possa seguire. Nell'ultimo anno mi sono concentrato su un certo numero di sottosistemi principali del kernel in FreeBSD, trovando quelli della VM (la memoria virtuale) e dello Swap i più interessanti, e considerando quello di NFS un lavoretto necessario. Ho riscritto solo piccole porzioni di quel codice. Nell'arena della VM la sola grossa riscrittura che ho affrontato è stata quella del sottosistema di swap. La maggior parte del mio lavoro è stato di pulizia e mantenimento, con solo alcune moderate riscritture di codice e nessuna correzione rilevante a livello algoritmico nel sottosistema della VM. Il nocciolo della base teorica del sottosistema rimane immutato ed un bel po' del merito per gli sforzi di modernizzazione negli ultimi anni appartiene a John Dyson e David Greenman. Poiché non sono uno storico come Kirk non tenterò di marcare tutte le varie caratteristiche con i nomi delle relative persone, perché sbaglierei invariabilmente. Traduzione a cura di &a.it.surrender;. Questo articolo è stato pubblicato in origine nel numero di gennaio 2000 di DaemonNews. Questa versione dell'articolo può includere aggiornamenti da parte di Matt e di altri autori per riflettere i cambiamenti nell'implementazione della VM di FreeBSD.
Introduzione Prima di andare avanti con la descrizione del progetto effettivo della VM spendiamo un po' di tempo sulla necessità di mantenere e modernizzare una qualunque base di codice longeva. Nel mondo della programmazione, gli algoritmi tendono ad essere più importanti del codice ed è dovuto alle radici accademiche di BSD che si è prestata grande attenzione alla progettazione algoritmica sin dal principio. Una maggiore attenzione al design in genere conduce ad una base di codice flessibile e pulita che può essere modificata abbastanza semplicemente, estesa, o rimpiazzata nel tempo. Mentre BSD viene considerato un sistema operativo vecchio da alcune persone, quelli di noi che lavorano su di esso tendono a considerarlo come una base di codice matura che ha vari componenti modificati, estesi, o rimpiazzati con codice moderno. Questa si è evoluta, e FreeBSD è all'avanguardia, non importa quanto possa essere vecchio qualche pezzo di codice. Questa è una distinzione importante da fare ed una di quelle che sfortunatamente sfuggono alla maggior parte delle persone. Il più grande errore che un programmatore possa fare è non imparare dalla storia, e questo è precisamente l'errore che molti sistemi operativi moderni hanno commesso. NT è il miglior esempio di questo, e le conseguenze sono state disastrose. Anche Linux commette questo errore a un certo livello—abbastanza perché noi appassionati di BSD possiamo scherzarci su ogni tanto, comunque. Il problema di Linux è semplicemente la mancanza di esperienza e di una storia con la quale confrontare le idee, un problema che sta venendo affrontato rapidamente dalla comunità Linux nello stesso modo in cui è stato affrontato da quella BSD—con il continuo sviluppo di codice. La gente di NT, d'altro canto, fa ripetutamente gli - stessi errori risolti da Unix decadi fa e poi impiega anni nel risolverli. - E poi li rifanno, ancora, e ancora. + stessi errori risolti da &unix; decadi fa e poi impiega anni nel + risolverli. E poi li rifanno, ancora, e ancora. Soffrono di un preoccupante caso di non è stato progettato qui e di abbiamo sempre ragione perché il nostro dipartimento marketing dice così. Io ho pochissima tolleranza per chiunque non impari dalla storia. La maggior parte dell'apparente complessità di progettazione di FreeBSD, specialmente nel sottosistema VM/Swap, è una conseguenza diretta dell'aver dovuto risolvere importanti problemi di prestazioni legati a varie condizioni. Questi problemi non sono dovuti a cattivi progetti algoritmici ma sorgono invece da fattori ambientali. In ogni paragone diretto tra piattaforme, questi problemi diventano più evidenti quando le risorse di sistema cominciano ad essere stressate. Mentre descrivo il sottosistema VM/Swap di FreeBSD il lettore dovrebbe sempre tenere a mente almeno due punti. Primo, l'aspetto più importante nel design prestazionale è ciò che è noto come Ottimizzazione del Percorso Critico. Accade spesso che le ottimizzazioni prestazionali aggiungano un po di impurità al codice per far migliorare il percorso critico. Secondo, un progetto solido e generalizzato, funziona meglio di un progetto pesantemente ottimizzato, alla lunga. Mentre un progetto generale può alla fin fine essere più lento di un sistema pesantemente ottimizzato quando vengono implementati inizialmente, il progetto generalizzato tende ad essere più semplice da adattare alle condizioni variabili mentre quello pesantemente ottimizzato finisce per dover essere gettato via. Ogni base di codice che dovrà sopravvivere ed essere mantenibile per anni deve dunque essere progettata con attenzione fin dall'inizio anche se questo può portare a piccoli peggioramenti nelle prestazioni. Vent'anni fa c'era ancora gente che sosteneva che programmare in assembly era meglio che programmare in linguaggi di alto livello, perché si poteva produrre codice che era dieci volte più veloce. Oggi, la fallacia di tale argomento è ovvia—così come i paralleli con il design algoritmico e la generalizzazione del codice. Oggetti VM Il modo migliore per iniziare a descrivere il sistema di VM di FreeBSD è guardandolo dalla prospettiva di un processo a livello utente. Ogni processo utente vede uno spazio di indirizzamento della VM singolo, privato e contiguo, contenente molti tipi di oggetti di memoria. Questi oggetti hanno varie caratteristiche. Il codice del programma e i dati del programma sono effettivamente un singolo file mappato in memoria (il file binario che è stato eseguito), ma il codice di programma è di sola lettura mentre i dati del programma sono copy-on-write I dati copy on write sono dati che vengono copiati solo al momento della loro effettiva modifica . Il BSS del programma è solamente una zona di memoria allocata e riempita con degli zero su richiesta, detta in inglese demand zero page fill. Nello spazio di indirizzamento possono essere mappati anche file arbitrari, che è in effetti il meccanismo con il quale funzionano le librerie condivise. Tali mappature possono richiedere modifiche per rimanere private rispetto al processo che le ha effettuate. La chiamata di sistema fork aggiunge una dimensione completamente nuova al problema della gestione della VM in cima alla complessità già data. Una pagina di dati di un programma (che è una basilare pagina copy-on-write) illustra questa complessità. Un programma binario contiene una sezione di dati preinizializzati che viene inizialmente mappata direttamente in memoria dal file del programma. Quando un programma viene caricato nello spazio di memoria virtuale di un processo, questa area viene inizialmente copiata e mappata in memoria dal binario del programma stesso, permettendo al sistema della VM di liberare/riusare la pagina in seguito e poi ricaricarla dal binario. Nel momento in cui un processo modifica questi dati, comunque, il sistema della VM deve mantenere una copia privata della pagina per quel processo. Poiché la copia privata è stata modificata, il sistema della VM non può più liberarlo, poiché non ci sarebbe più nessuna possibilità di recuperarlo in seguito. Noterai immediatamente che quella che in origine era soltanto una semplice mappatura di un file è diventata qualcosa di più complesso. I dati possono essere modificati pagina per pagina mentre una mappatura di file coinvolge molte pagine alla volta. La complessità aumenta ancora quando un processo esegue una fork. Quando un processo esegue una fork, il risultato sono due processi—ognuno con il proprio spazio di indirizzamento privato, inclusa ogni modifica fatta dal processo originale prima della chiamata a fork(). Sarebbe stupido per un sistema di VM creare una copia completa dei dati al momento della fork() perché è abbastanza probabile che almeno uno dei due processi avrà bisogno soltanto di leggere da una certa pagina da quel momento in poi, permettendo di continuare ad usare la pagina originale. Quella che era una pagina privata viene di nuovo resa una copy-on-write, poiché ogni processo (padre e figlio) si aspetta che i propri cambiamenti rimangano privati per loro e non abbiano effetti sugli altri. FreeBSD gestisce tutto ciò con un modello a strati di oggetti VM. Il file binario originale del programma risulta come lo strato di Oggetti VM più basso. Un livello copy-on-write viene messo sopra questo per mantenere quelle pagine che sono state copiate dal file originale. Se il programma modifica una pagina di dati appartenente al file originale il sistema dell VM prende un page fault Un page fault, o mancanza di pagina, corrisponde ad una mancanza di una determinata pagina di memoria a un certo livello, ed alla necessità di copiarla da un livello più lento. Ad esempio se una pagina di memoria è stata spostata dalla memoria fisica allo spazio di swap su disco, e viene richiamata, si genera un page fault e la pagina viene di nuovo copiata in ram. e fa una copia della pagina nel livello più alto. Quando un processo effettua una fork, vengono aggiunti altri livelli di Oggetti VM. Tutto questo potrebbe avere un po' più senso con un semplice esempio. Una fork() è un'operazione comune per ogni sistema *BSD, dunque questo esempio prenderà in considerazione un programma che viene avviato ed esegue una fork. Quando il processo viene avviato, il sistema della VM crea uno starto di oggetti, chiamiamolo A: +---------------+ | A | +---------------+ Un'immagine A rappresenta il file—le pagine possono essere spostate dentro e fuori dal mezzo fisico del file se necessario. Copiare il file dal disco è sensato per un programma, ma di certo non vogliamo effettuare il page out La copia dalla memoria al disco, l'opposto del page in, la mappatura in memoria. e sovrascrivere l'eseguibile. Il sistema della VM crea dunque un secondo livello, B, che verrà copiato fisicamente dallo spazio di swap: +---------------+ | B | +---------------+ | A | +---------------+ Dopo questo, nella prima scrittura verso una pagina, viene creata una nuova pagina in B, ed il suo contenuto viene inizializzato con i dati di A. Tutte le pagine in B possono essere spostate da e verso un dispositivo di swap. Quando il programma esegue la fork, il sistema della VM crea due nuovi livelli di oggetti—C1 per il padre e C2 per il figlio—che restano sopra a B: +-------+-------+ | C1 | C2 | +-------+-------+ | B | +---------------+ | A | +---------------+ In questo caso, supponiamo che una pagina in B venga modificata dal processo genitore. Il processo subirà un fault di copy-on-write e duplicherà la pagina in C1, lasciando la pagina originale in B intatta. Ora, supponiamo che la stessa pagina in B venga modificata dal processo figlio. Il processo subirà un fault di copy-on-write e duplicherà la pagina in C2. La pagina originale in B è ora completamente nascosta poiché sia C1 che C2 hanno una copia e B potrebbe teoricamente essere distrutta (se non rappresenta un vero file). Comunque, questo tipo di ottimizzazione non è triviale da realizzare perché è di grana molto fine. FreeBSD non effettua questa ottimizzazione. Ora, supponiamo (come è spesso il caso) che il processo figlio effettui una exec(). Il suo attuale spazio di indirizzamento è in genere rimpiazzato da un nuovo spazio di indirizzamento rappresentante il nuovo file. In questo caso il livello C2 viene distrutto: +-------+ | C1 | +-------+-------+ | B | +---------------+ | A | +---------------+ In questo caso, il numero di figli di B scende a uno, e tutti gli accessi a B avvengono attraverso C1. Ciò significa che B e C1 possono collassare insieme in un singolo strato. Ogni pagina in B che esista anche in C1 viene cancellata da B durante il crollo. Dunque, anche se l'ottimizzazione nel passo precedente non era stata effettuata, possiamo recuperare le pagine morte quando il processo esce o esegue una exec(). Questo modello crea un bel po' di problemi potenziali. Il primo è che ci si potrebbe ritrovare con una pila abbastanza profonda di Oggetti VM incolonnati che costerebbe memoria e tempo per la ricerca quando accadesse un fault. Può verificarsi un ingrandimento della pila quando un processo esegue una fork dopo l'altra (che sia il padre o il figlio). Il secondo problema è che potremmo ritrovarci con pagine morte, inaccessibili nella profondità della pila degli Oggetti VM. Nel nostro ultimo esempio se sia il padre che il figlio modificano la stessa pagina, entrambi hanno una loro copia della pagina e la pagina originale in B non è più accessibile da nessuno. Quella pagina in B può essere liberata. FreeBSD risolve il problema della profondità dei livelli con un'ottimizzazione speciale detta All Shadowed Case (caso dell'oscuramento totale). Questo caso accade se C1 o C2 subiscono sufficienti COW fault (COW è l'acronimo che sta per copy on write) da oscurare completamente tutte le pagine in B. Ponimo che C1 abbia raggiunto questo livello. C1 può ora scavalcare B del tutto, dunque invece di avere C1->B->A e C2->B->A adesso abbiamo C1->A e C2->B->A. ma si noti cos'altro è accaduto—ora B ha solo un riferimento (C2), dunque possiamo far collassare B e C2 insieme. Il risultato finale è che B viene cancellato interamente e abbiamo C1->A e C2->A. Spesso accade che B contenga un grosso numero di pagine e ne' C1 ne' C2 riescano a oscurarlo completamente. Se eseguiamo una nuova fork e creiamo un insieme di livelli D, comunque, è molto più probabile che uno dei livelli D sia eventualmente in grado di oscurare completamente l'insieme di dati più piccolo rappresentato da C1 o C2. La stessa ottimizzazione funzionerà in ogni punto nel grafico ed il risultato di ciò è che anche su una macchina con moltissime fork le pile degli Oggetti VM tendono a non superare una profondità di 4. Ciò è vero sia per il padre che per il figlio ed è vero nel caso sia il padre a eseguire la fork ma anche se è il figlio a eseguire fork in cascata. Il problema della pagina morta esiste ancora nel caso C1 o C2 non oscurino completamente B. A causa delle altre ottimizzazioni questa eventualità non rappresenta un grosso problema e quindi permettiamo semplicemente alle pagine di essere morte. Se il sistema si trovasse con poca memoria le manderebbe in swap, consumando un po' di swap, ma così è. Il vantaggio del modello ad Oggetti VM è che fork() è estremamente veloce, poiché non deve aver luogo nessuna copia di dati effettiva. Lo svantaggio è che è possibile costruire un meccanismo a livelli di Oggetti VM relativamente complesso che rallenterebbe la gestione dei page fault, e consumerebbe memoria gestendo le strutture degli Oggetti VM. Le ottimizazioni realizzate da FreeBSD danno prova di ridurre i problemi abbastanza da poter essere ignorati, non lasciando nessuno svantaggio reale. Livelli di SWAP Le pagine di dati private sono inizialmente o pagine copy-on-write o pagine zero-fill. Quando avviene un cambiamento, e dunque una copia, l'oggetto di copia originale (in genere un file) non può più essere utilizzato per salvare la copia quando il sistema della VM ha bisogno di riutilizzarla per altri scopi. A questo punto entra in gioco lo SWAP. Lo SWAP viene allocato per creare spazio dove salvare memoria che altrimenti non sarebbe disponibile. FreeBSD alloca la struttura di gestione di un Oggetto VM solo quando è veramente necessario. Ad ogni modo, la struttura di gestione dello swap ha avuto storicamente dei problemi. Su FreeBSD 3.X la gestione della struttura di swap prealloca un array che contiene l'intero oggetto che necessita di subire swap—anche se solo poche pagine di quell'oggetto sono effettivamente swappate questo crea una frammentazione della memoria del kernel quando vengono mappati oggetti grandi, o processi con grandi dimensioni all'esecuzione (large runsizes, RSS). Inoltre, per poter tenere traccia dello spazio di swap, viene mantenuta una lista dei buchi nella memoria del kernel, ed anche questa tende ad essere pesantemente frammentata. Poiché la lista dei buchi è una lista lineare, l'allocazione di swap e la liberazione hanno prestazioni non ottimali O(n) per ogni pagina. Questo richiede anche che avvengano allocazioni di memoria durante il processo di liberazione dello swap, e questo crea problemi di deadlock, blocchi senza uscita, dovuti a scarsa memoria. Il problema è ancor più esacerbato dai buchi creati a causa dell'algoritmo di interleaving. Inoltre il blocco di swap può divenire frammentato molto facilmente causando un'allocazione non contigua. Anche la memoria del Kernel deve essere allocata al volo per le strutture aggiuntive di gestione dello swap quando avviene uno swapout. È evidente che c'era molto spazio per dei miglioramenti. Per FreeBSD 4.X, ho completamente riscritto il sottosistema di swap. Con questa riscrittura, le strutture di gestione dello swap vengono allocate attraverso una tabella di hash invece che con un array lineare fornendo una dimensione di allocazione fissata e una granularità molto maggiore. Invece di usare una lista lineare collegata per tenere traccia delle riserve di spazio di swap, essa usa una mappa di bit di blocchi di swap organizzata in una struttura ad albero radicato con riferimenti allo spazio libero nelle strutture nei nodi dell'albero. Ciò rende in effetti l'operazione di allocazione e liberazione delle risorse un'operazione O(1). L'intera mappa di bit dell'albero radicato viene anche preallocata in modo da evitare l'allocazione di memoria kernel durante le operazioni di swap critiche nei momenti in cui la memoria disponibile è ridotta. Dopo tutto, il sistema tende a fare uso dello swap quando ha poca memoria quindi dovremmo evitare di allocare memoria per il kernel in quei momenti per poter evitare potenziali deadlock. Infine, per ridurre la frammentazione l'albero radicato è in grado di allocare grandi spezzoni contigui in una volta, saltando i pezzetti frammentati. Non ho ancora compiuto il passo finale di avere un puntatore di supportoall'allocazione che scorra su una porzione di swap nel momento in cui vengano effettuate delle allocazioni, in modo da garantire ancor di più le allocazioni contigue o almeno una località nel riferimento, ma ho assicurato che un'aggiunta simile possa essere effettuata. Quando liberare una pagina Poiché il sistema della VM usa tutta la memoria disponibile per il caching del disco, in genere ci sono pochissime pagine veramente libere. Il sistema della VM dipende dalla possibilità di scegliere in maniera appropriata le pagine che non sono in uso per riusarle in nuove allocazioni. Selezionare le pagine ottimali da liberare è forse la funzione singola più importante che possa essere eseguita da una VM perché se si effettua una selezione non accurata, il sistema della VM può essere forzato a recuperare pagine dal disco in modo non necessari, degradando seriamente le prestazioni del sistema. Quanto sovraccarico siamo disposti a sopportare nel percorso critico per evitare di liberare la pagina sbagliata? Ogni scelta sbagliata che facciamo ci costerà centinaia di migliaia di cicli di CPU ed uno stallo percettibile nei processi coinvolti, dunque permettiamo un sovraccarico significativo in modo da poter avere la certezza che la pagina scelta sia quella giusta. Questo è il motivo per cui FreeBSD tende ad avere prestazioni migliori di altri sistemi quando le risorse di memoria vengono stressate. L'algoritmo di determinazione della pagina da liberare è costruito su una storia di uso delle pagine di memoria. Per acquisire tale storia, il sistema si avvantaggia di una caratteristica della maggior parte dell'hardware moderno, il bit che indica l'attività di una pagina (page-used bit). In qualsiasi caso, il page-used bit viene azzerato e in un momento seguente il sistema della VM passa di nuovo sulla pagina e vede che il page-used bit è stato di nuovo attivato. Questo indica che la pagina viene ancora usata attivamente. Il bit ancora disattivato è un indice che quella pagina non viene usata attivamente. Controllando questo bit periodicamente, viene sviluppata una storia d'uso (in forma di contatore) per la pagina fisica. Quando il sistema della VM avrà bisogno di liberare delle pagine, controllare questa storia diventa la pietra angolare nella determinazione del candidato migliore come pagina da riutilizzare. E se l'hardware non ha un page-used bit? Per quelle piattaforme che non hanno questa caratteristica, il sistema in effetti emula un page-used bit. Esso elimina la mappatura di una pagina, o la protegge, forzando un page fault se c'è un accesso successivo alla pagina. Quando avviene il page fault, il sistema segnala semplicemente la pagina come usata e la sprotegge in maniera che possa essere usata. Mentre prendere tale page fault solo per determinare se una pagina è in uso può apparire una scelta costosa, in realtà essa lo è molto meno che riusare la pagina per altri scopi, per dover poi scoprire che un processo ne aveva ancora bisogno e dovere andare a cercarla di nuovo su disco. FreeBSD fa uso di parecchie code per le pagine per raffinare ulteriormente la selezione delle pagine da riutilizzare, come anche per determinare quando le pagine sporche devono essere spostate dalla memoria e immagazzinate da qualche parte. Poiché le tabelle delle pagine sono entità dinamiche in FreeBSD, non costa praticamente nulla eliminare la mappatura di una pagina dallo spazio di indirizzamento di un qualsiasi processo che la stia usando. Quando una pagina candidata è stata scelta sulla base del contatore d'uso, questo è esattamente quello che viene fatto. Il sistema deve effettuare una distinzione tra pagine pulite che possono essere teoricamente liberate in qualsiasi momento, e pagine sporche che devono prima essere scritte (salvate) per poter essere riutilizzabili. Quando una pagina candidata viene trovata viene spostata nella coda delle pagine inattive, se è una pagina sporca, o nella coda di cache se è pulita. Un algoritmo separato basato su un rapporto sporche/pulite determina quando le pagine sporche nella coda inattiva devono essere scritte su disco. Una volta che è stato fatto questo, le pagine ormai salvate vengono spostate dalla coda delle inattive alla coda di cache. A questo punto, le pagine nella coda di cache possono ancora essere riattivate da un VM fault ad un costo relativamente basso. Ad ogni modo, le pagine nella coda di cache vengono considerate immediatamente liberabili e verranno riutilizzate con un metodo LRU (least-recently used Usate meno recentemente. Le pagine che non vengono usate da molto tempo probabilmente non saranno necessarie a breve, e possono essere liberate. ) quando il sistema avrà bisogno di allocare nuova memoria. È importante notare che il sistema della VM di FreeBSD tenta di separare pagine pulite e sporche per l'espressa ragione di evitare scritture non necessarie di pagine sporche (che divorano banda di I/O), e non sposta le pagine tra le varie code gratuitamente quando il sottosistema non viene stressato. Questo è il motivo per cui dando un systat -vm vedrai sistemi con contatori della coda di cache bassi e contatori della coda delle pagine attive molto alti. Quando il sistema della VM diviene maggiormente stressato, esso fa un grande sforzo per mantenere le varie code delle pagine ai livelli determinati come più efficenti. Per anni è circolata la leggenda urbana che Linux facesse un lavoro migliore di FreeBSD nell'evitare gli swapout, ma in pratica questo non è vero. Quello che stava effettivamente accadendo era che FreeBSD stava salvando le pagine inutilizzate proattivamente per fare spazio mentre Linux stava mantendendo le pagine inutilizzate lasciando meno memoria disponibile per la cache e le pagine dei processi. Non so se questo sia vero ancora oggi. Pre-Faulting e Ottimizzazioni di Azzeramento Subire un VM fault non è costoso se la pagina sottostante è già nella memoria fisica e deve solo essere mappata di nuovo nel processo, ma può divenire costoso nel caso se ne subiscano un bel po' su base regolare. Un buon esempio di ciò si ha eseguendo un programma come &man.ls.1; o &man.ps.1; ripetutamente. Se il binario del programma è mappato in memoria ma non nella tabella delle pagine, allora tutte le pagine che verranno accedute dal programmma dovranno generare un page fault ogni volta che il programma viene eseguito. Ciò non è necessario quando le pagine in questione sono già nella cache della VM, quindi FreeBSD tenterà di pre-popolare le tabelle delle pagine di un processo con quelle pagine che sono già nella VM Cache. Una cosa che FreeBSD non fa ancora è effettuare il pre-copy-on-write di alcune pagine nel caso di una chiamata a exec. Ad esempio, se esegui il programma &man.ls.1; mentre stai eseguendo vmstat 1 noterai che subisce sempre un certo numero di page fault, anche eseguendolo ancora e ancora. Questi sono zero-fill fault, legati alla necessità di azzerare memoria, non program code fault, legati alla copia dell'eseguibile in memoria (che erano già stati gestiti come pre-fault). Pre-copiare le pagine all'exec o alla fork è un'area che potrebbe essere soggetta a maggior studio. Una larga percentuale dei page fault che accadono è composta di zero-fill fault. In genere è possibile notare questo fatto osservando l'output di vmstat -s. Questi accadono quando un processo accede a pagine nell'area del BSS. Ci si aspetta che l'area del BSS sia composta inizialmente da zeri ma il sistema della VM non si preoccupa di allocare nessuna memoria finché il processo non ne ha effettivamente bisogno. Quindi nel momento in cui accade un fault il sistema della VM non deve solo allocare una nuova pagina, ma deve anche azzerarla. Per ottimizzare l'operazione di azzeramento, il sistema della VM ha la capacità di pre-azzerare le pagine e segnalarle come tali, e di richiedere pagine pre-azzerate quando avvengono zero-fill fault. Il pre-azzeramento avviene quando la CPU è inutilizzata ma il numero di pagine che vengono pre-azzerate dal sistema è limitato per evitare di spazzare via la cache della memoria. Questo è un eccellente esempio di complessità aggiunta al sistema della VM per ottimizare il percorso critico. Ottimizzazioni della Tabella delle Pagine Le ottimizzazioni alla tabella delle pagine costituiscono La parte più controversa nel design della VM di FreeBSD ed ha mostrato un po' di affanno con l'avvento di un uso pesante di mmap(). Penso che questa sia una caratteristiche della maggior parte dei BSD anche se non sono sicuro di quando è stata introdotta la prima volta. Ci sono due ottimizzazioni maggiori. La prima è che le tabelle della pagine hardware non contengono uno stato persistente ma possono essere gettate via in qualsiasi momento con un sovraccarico di gestione minimo. La seconda è che ogni pagina attiva nel sistema ha una struttura di controllo pv_entry che è integrata con la struttura vm_page. FreeBSD può semplicemente operare attraverso quelle mappature di cui è certa l'esistenza, mentre Linux deve controllare tutte le tabelle delle pagine che potrebbero contenere una mappatura specifica per vedere se lo stanno effettivamente facendo, il che può portare ad un sovraccarico computazionale O(n^2) in alcune situazioni. È per questo che FreeBSD tende a fare scelte migliori su quale pagina riutilizzare o mandare in swap quando la memoria è messa sotto sforzo, fornendo una miglior performance sotto carico. Comunque, FreeBSD richiede una messa a punto del kernel per accomodare situazioni che richiedano grandi spazi di indirizzamento condivisi, come quelli che possono essere necessari in un sistema di news perché potrebbe esaurire il numero di struct pv_entry. Sia Linux che FreeBSD necessitano di lavoro in quest'area. FreeBSD sta cercando di massimizzare il vantaggio di avere un modello di mappatura attiva potenzialmente poco denso (non tutti i processi hanno bisogno di mappare tutte le pagine di una libreria condivisa, ad esempio), mentre linux sta cercando di semplificare i suoi algoritmi. FreeBSD generalmente ha dei vantaggi prestazionali al costo di un piccolo spreco di memoria in più, ma FreeBSD crolla nel caso in cui un grosso file sia condiviso massivamente da centinaia di processi. Linux, d'altro canto, crolla nel caso in cui molti processi mappino a macchia di leopardo la stessa libreria condivisa e gira in maniera non ottimale anche quando cerca di determinare se una pagina deve essere riutilizzata o no. Colorazione delle Pagine Concluderemo con le ottimizzazioni di colorazione delle pagine. La colorazione delle pagine è un'ottimizzazione prestazionale progettata per assicurare che gli accessi a pagine contigue nella memoria virtuale facciano il miglior uso della cache del processore. Nei tempi antichi (cioè più di 10 anni fa) le cache dei processori tendevano a mapparela memoria virtuale invece della memoria fisica. Questo conduceva ad un numero enorme di problemi inclusa la necessità di ripulire la cache ad ogni cambio di contesto, in alcuni casi, e problemi con l'aliasing dei dati nella cache. Le cache dei processori moderni mappano la memoria fisica proprio per risolvere questi problemi. Questo significa che due pagine vicine nello spazio di indirizzamento dei processi possono non corrispondere a due pagine vicine nella cache. In effetti, se non si è attenti pagine affiancate nella memoria virtuale possono finire con l'occupare la stessa pagina nella cache del processore—portando all'eliminazione prematura di dati immagazzinabili in cache e riducendo le prestazioni della cache. Ciò è vero anche con cache set-associative set-associative sta per associative all'interno di un insieme, in quanto c'è un insieme di blocchi della cache nei quale puo essere mappato un elemento della memoria fisica. a molte vie (anche se l'effetto viene in qualche maniera mitigato). Il codice di allocazione della memoria di FreeBSD implementa le ottimizizzazioni di colorazione delle pagine, ciò significa che il codice di allocazione della memoria cercherà di trovare delle pagine libere che siano vicine dal punto di vista della cache. Ad esempio, se la pagina 16 della memoria fisica è assegnata alla pagina 0 della memoria virtuale di un processo e la cache può contenere 4 pagine, il codice di colorazione delle pagine non assegnerà la pagina 20 di memoria fisica alla pagina 1 di quella virtuale. Invece, gli assegnerà la pagina 21 della memoria fisica. Il codice di colorazione delle pagine cerca di evitare l'assegnazione della pagina 20 perché questa verrebbe mappata sopra lo stesso blocco di memoria cache della pagina 16 e ciò causerrebbe un uso non ottimale della cache. Questo codice aggiunge una complessità significativa al sottosistema di allocazione memoria della VM, come si può ben immaginare, ma il gioco vale ben più della candela. La colorazione delle pagine rende la memoria virtuale deterministica quanto la memoria fisica per quel che riguarda le prestazioni della cache. Conclusione La memoria virtuale nei sistemi operativi moderni deve affrontare molti problemi differenti efficientemente e per molti diversi tipi di uso. L'approccio modulare ed algoritmico che BSD ha storicamente seguito ci permette di studiare e comprendere l'implementazione attuale cosi come di poter rimpiazzare in maniera relativamente pulita grosse sezioni di codice. Ci sono stati un gran numero di miglioramenti al sistema della VM di FreeBSD negli ultimi anni, ed il lavoro prosegue. Sessione Bonus di Domande e Risposte di Allen Briggs <email>briggs@ninthwonder.com</email> Cos'è l'algoritmo di interleaving a cui fai riferimento nell'elenco delle debolezze della gestione dello swap in FreeBSD 3.X ? FreeBSD usa un intervallo tra zone di swap fissato, con un valore predefinito di 4. Questo significa che FreeBSD riserva spazio per quattro aree di swap anche se ne hai una sola o due o tre. Poiché lo swap è intervallato lo spazio di indirizzamento lineare che rappresenta le quattro aree di swap verrà frammentato se non si possiedono veramente quattro aree di swap. Ad esempio, se hai due aree di swap A e B la rappresentazione dello spazio di FreeBSD per quell'area di swap verrà interrotta in blocchi di 16 pagine: A B C D A B C D A B C D A B C D FreeBSD 3.X usa una lista sequenziale delle regioni libere per registrare le aree di swap libere. L'idea è che grandi blocchi di spazio libero e lineare possano essere rappresentati con un nodo singolo (kern/subr_rlist.c). Ma a causa della frammentazione la lista sequenziale risulta assurdamente frammentata. Nell'esempio precedente, uno spazio di swap completamente non allocato farà si che A e B siano mostrati come liberi e C e D come totalmente allocati. Ogni sequenza A-B richiede un nodo per essere registrato perché C e D sono buchi, dunquei nodi di lista non possono essere combinati con la sequenza A-B seguente. Perché organizziamo lo spazio in intervalli invece di appiccicare semplicemente le area di swap e facciamo qualcosa di più carino? Perché è molto più semplice allocare strisce lineari di uno spazio di indirizzamento ed ottenere il risultato già ripartito tra dischi multipli piuttosto che cercare di spostare questa complicazione altrove. La frammentazione causa altri problemi. Essendoci una lista lineare nella serie 3.X, ed avendo una tale quantità di frammentazione implicita, l'allocazione e la liberazione dello swap finisce per essere un algoritmo O(N) invece di uno O(1). Combinalo con altri fattori (attività di swap pesante) e comincerai a trovarti con livelli di overhead come O(N^2) e O(N^3), e ciò è male. Il sistema dela serie 3.X può anche avere necessità di allocare KVM durante un'operazione di swap per creare un nuovo nodo lista, il che può portare ad un deadlock se il sistema sta cercando di liberare pagine nella memoria fisica in un momento di scarsità di memoria. Nella serie 4.X non usiamo una lista sequenziale. Invece usiamo un albero radicato e mappe di bit di blocchi di swap piuttosto che nodi lista. Ci prendiamo il peso di preallocare tutte le mappe di bit richieste per l'intera area di swap ma ciò finisce per consumare meno memoria grazie all'uso di una mappa di bit (un bit per blocco) invece di una lista collegata di nodi. L'uso di un albero radicato invece di una lista sequenziale ci fornisce una performance quasi O(1) qualunque sia il livello di frammentazione dell'albero. Non ho capito questo:
È importante notare che il sistema della VM di FreeBSD tenta di separare pagine pulite e sporche per l'espressa ragione di evitare scritture non necessarie di pagine sporche (che divorano banda di I/O), e non sposta le pagine tra le varie code gratuitamente se il sottosistema non viene stressato. Questo è il motivo per cui dando un systat -vm vedrai sistemi con contatori della coda di cache bassi e contatori della coda delle pagine attive molto alti.
Come entra in relazione la separazione delle pagine pulite e sporche (inattive) con la situazione nella quale vediamo contatori bassi per la coda di cache e valori alti per la coda delle pagine attive in systat -vm? I dati di systat derivano da una fusione delle pagine attive e sporche per la coda delle pagine attive?
Si, questo può confondere. La relazione è obiettivo contro realtà. Il nostro obiettivo è separare le pagine ma la realtà è che se non siamo in crisi di memoria, non abbiamo bisogno di farlo. Questo significa che FreeBSD non cercherà troppo di separare le pagine sporche (coda inattiva) da quelle pulite (code della cache), ne cercherà di disattivare le pagine (coda pagine attive -> coda pagine inattive) quando il sistema non è sotto sforzo, anche se non vengono effettivamente usate.
Nell'esempio di &man.ls.1; / vmstat 1, alcuni dei page fault non potrebbero essere data page faults (COW da file eseguibili a pagine private)? Cioè, io mi aspetterei che i page fault fossero degli zero-fill e dei dati di programma. O si implica che FreeBSD effettui il pre-COW per i dati di programma? Un fault COW può essere o legato a uno zero-fill o a dati di programma. Il meccanismo è lo stesso in entrambi i casi poiché i dati di programma da copiare sono quasi certamente già presenti nella cache. E infatti li tratto insieme. FreeBSD non effettua preventivamentela copia dei dati di programma o lo zero-fill, effettua la mappatura preventiva delle pagine che sono presenti nella sua cache. Nella sezione sull'ottimizzazione della tabella delle pagine, potresti fornire maggiori dettagli su pv_entry e vm_page (forse vm_page dovrebbe essere vm_pmap—come in 4.4, cf. pp. 180-181 di McKusick, Bostic, Karel, Quarterman)? Specificamente, che tipo di operazioni/reazioni richiederebbero la scansione delle mappature? Come funziona Linux nel caso in cui FreeBSD fallisce (la condivisione di un grosso file mappato tra molti processi)? Una vm_page rappresenta una tupla (oggetto,indice#). Una pv_entry rappresenta una voce nella tabella delle pagine hardware (pte). Se hai cinque processi che condividono la stessa pagina fisica, e tre delle tabelle delle pagine di questi processi mappano effettivamente la pagina, questa pagina verrà rappresentata da una struttura vm_page singola e da tre strutture pv_entry. Le strutture pv_entry rappresentano solo le pagine mappate dalla MMU (una pv_entry rappresenta un pte). Ciò significa che è necessario rimuovere tutti i riferimenti hardware a vm_page (in modo da poter riutilizzare la pagina per qualcos'altro, effettuare il page out, ripulirla, sporcarla, e così via) possiamo semplicemente scansionare la lista collegata di pv_entry associate con quella vm_page per rimuovere o modificare i pte dalla loro tabella delle pagine. Sotto Linux non c'è una lista collegata del genere. Per poter rimuovere tutte le mappature della tabella delle pagine hardware per una vm_page linux deve indicizzare ogni oggetto VM che potrebbe aver mappato la pagina. Ad esempio, se si hanno 50 processi che mappano la stessa libreria condivisa e si vuole liberarsi della pagina X in quella libreria, sarà necessario cercare nella tabella delle pagine per ognuno dei 50 processi anche se solo 10 di essi ha effettivamente mappato la pagina. Così Linux sta barattando la semplicità del design con le prestazioni. Molti algoritmi per la VM che sono O(1) o (piccolo N) in FreeBSD finiscono per diventare O(N), O(N^2), o anche peggio in Linux. Poiché i pte che rappresentano una particolare pagina in un oggetto tendono ad essere allo stesso offset in tutte le tabelle delle pagine nelle quali sono mappati, la riduzione del numero di accessi alla tabela delle pagine allo stesso offset eviterà che la la linea di cache L1 per quell'offset venga cancellata, portando ad una performance migliore. FreeBSD ha aggiunto complessità (lo schema pv_entry) in modo da incrementare le prestazioni (per limitare gli accessi alla tabella delle pagine solo a quelle pte che necessitino di essere modificate). Ma FreeBSD ha un problema di scalabilità che linux non ha nell'avere un numero limitato di strutture pv_entry e questo provoca problemi quando si hanno condivisioni massicce di dati. In questo caso c'è la possibilità che finiscano le strutture pv_entry anche se c'è ancora una grande quantità di memoria disponibile. Questo può essere risolto abbastanza facilmente aumentando il numero di struttre pv_entry nella configurazione del kernel, ma c'è veramente bisogno di trovare un modo migliore di farlo. Riguardo il sovrapprezzo in memoria di una tabella delle pagine rispetto allo schema delle pv_entry: Linux usa tabelle delle pagine permanenti che non vengono liberate, ma non necessita una pv_entry per ogni pte potenzialmente mappato. FreeBSD usa tabelle delle pagine throw away, eliminabili, ma aggiunge una struttura pv_entry per ogni pte effettivamente mappato. Credo che l'utilizzo della memoria finisca per essere più o meno lo stesso, fornendo a FreeBSD un vantaggio algoritmico con la capacità di eliminare completamente le tabelle delle pagine con un sovraccarico prestazionale minimo. Infine, nella sezione sulla colorazione delle pagine, potrebbe esser d'aiuto avere qualche descrizione in più di quello che intendi. Non sono riuscito a seguire molto bene. Sai come funziona una memoria cache hardware L1? Spiego: Considera una macchina con 16MB di memoria principale ma solo 128K di cache L1. In genere il modo in cui funziona la cache è che ogni blocco da 128K di memoria principale usa gli stessi 128K di cache. Se si accede all'offset 0 della memoria principale e poi al 128K su può finire per cancellarei dati che si erano messi nella cache dall'offset 0! Ora, sto semplificando di molto. Ciò che ho appena descritto è quella che viene detta memoria cache a corrispondenza diretta, o direct mapped. La maggior parte delle cache moderne sono quelle che vengono dette set-associative a 2 o 4 vie. L'associatività di questo tipo permette di accedere fino ad N regioni di memoria differenti che si sovrappongano sulla stessa cache senza distruggere i dati preventivamente immagazzinati. Ma solo N. Dunque se ho una cache set associativa a 4 vie posso accedere agli offset 0, 128K, 256K 384K ed essere ancora in grado di accedere all'offset 0 ritrovandolo nella cache L1. Se poi accedessi all'offset 512K, ad ogni modo, uno degli oggetti dato immagazzinati precedentemente verrebbero cancellati dalla cache. È estremamente importante … estremamente importante che la maggior parte degli accessi del processore alla memoria vengano dalla cache L1, poiché la cache L1 opera alla stessa frequenza del processore. Nel momento in cui si ha un miss Un miss nella cache è equivalente a un page fault per la memoria fisica, ed allo stesso modo implica un accesso a dispositivi molto più lenti, da L1 a L2 come da RAM a disco. nella cache L1 si deveandare a cercare nella cache L2 o nella memoria principale, il processore andrà in stallo, e potenzialmente potrà sedersi a girarsi i pollici per un tempo equivalente a centinaia di istruzioni attendendo che la lettura dalla memoria principale venga completata. La memoria principale (la RAM che metti nel tuo computer) è lenta, se comparata alla velocità del nucleo di un moderno processore. Ok, ora parliamo della colorazione dele pagine: tutte le moderne cache sono del tipo noto come cache fisiche. Esse memorizzano indirizzi di memoria fisica, non indirizzi di memoria virtual. Ciò permette alla cache di rimanere anche nel momento in cui ci sia un cambio di contesto tra processi, e ciò è molto importante. Ma nel mondo Unix devi lavorare con spazi di indirizzamento virtuali, non con spazi di indirizzamento fisici. Ogni programma che scrivi vedrà lo spazio di indirizzamento virtuale assegnatogli. Le effettive pagine fisiche nascoste sotto quello spazio di indirizzi virtuali non saranno necessariamente contigue fisicamente! In effetti, potresti avere due pagine affiancate nello spazio di indirizzamento del processo cge finiscono per trovarsi agli offset 0 e 128K nella memoria fisica. Un programma normalmente assume che due pagine affiancate verranno poste in cache in maniera ottimale. Cioè, che possa accedere agli oggetti dato in entrambe le pagine senza che esse si cancellino a vicenda le rispettiva informazioni in cache. Ma ciò è vero solo se le pagine fisiche sottostanti lo spazio di indirizzo virtuale sono contigue (per quel che riguarda la cache). Questo è ciò che viene fatto dalla colorazione delle pagine. Invece di assegnare pagine fisiche casuali agli indirizzi virtuali, che potrebbe causare prestazioni non ottimali della cache, la colorazione dele pagine assegna pagine fisiche ragionevolmente contigue. Dunque i programmi possono essere scritti assumendo che le caratteristiche per lo spazio di indirizzamento virtuale del programma della cache hardware sottostante siano uguali a come sarebbero state se avessero usato lo spazio di indirizzamento fisico. Si note ho detto ragionevolmente contigue invece che semplicemente contigue. Dal punto di vista di una cache di 128K a corrispondenza diretta, l'indirizzo fisico 0 è lo stesso che l'indirizzo fisico 128K. Dunque due agine affiancate nello spzio di indirizzamento virtuale potrebbero finire per essere all'offset 128K e al 132K nella memoria fisica, ma potrebbero trovarsi tranquillamente anche agli offset 128K e 4K della memoria fisica e mantenera comunque le stesse caratteristiche prestazionali nei riguardi della cache. Dunque la colorazione delle pagine non deveassegnare pagine di memoria fisica veramente contigue a pagine di memoria virtuale contigue, deve solo assicurarsi che siano assegnate pagine contigue dal punto di vista delle prestazioni/operazioni della cache.
\ No newline at end of file +--> diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml index 57ad4e4af7..26492e0d37 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml @@ -1,110 +1,110 @@ Networking Avanzato Sinossi Traduzione in corso - + Gateways and Routes Traduzione in corso - + Wireless Traduzione in corso - + Bridging Traduzione in corso - + NFS Traduzione in corso - + Diskless Operation Traduzione in corso - + ISDN Traduzione in corso - + NIS/YP Traduzione in corso - + DHCP Traduzione in corso - + DNS Traduzione in corso - + NTP Traduzione in corso - + Network Address Translation Traduzione in corso - + inetd <quote>Super-Server</quote> Traduzione in corso - + Parallel Line IP (PLIP) Traduzione in corso - + IPv6 Traduzione in corso diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml index 7f16db0a56..5ad134712e 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml @@ -1,1984 +1,1985 @@ Chris Shumway Riscritto da Basi di Unix Sinossi basi Il seguente capitolo tratta i comandi e le funzionalità di base del sistema operativo FreeBSD. Molto di questo materiale è valido anche per altri sistemi operativi Unix-like. Sentiti libero di leggere velocemente questo capitolo se hai familiarità con questo materiale. Se sei un utente alle prime armi di FreeBSD, allora dovrai di sicuro leggere questo capitolo attentamente. Dopo aver letto questo capitolo, saprai: Come funzionano i permessi dei file Unix. Cosa sono le ACL del file system e come usarle. Cosa sono i processi, i demoni e i segnali. Cos'è una shell, e come cambiare il proprio ambiente di login di default. I principi di base sull'uso degli editor testuali. Come leggere le pagine man per ottenere maggiori informazioni. Come usare le console virtuali di FreeBSD. I Permessi Unix FreeBSD, essendo un discendente diretto dello Unix BSD, si basa su molti concetti chiave di Unix. Il primo, e il più affermato, è che FreeBSD è un sistema operativo multi-utente. Il sistema può gestire diversi utenti che lavorano contemporaneamente su lavori indipendenti. Il sistema è responsabile della gestione e della suddivisione appropiata delle richieste di utilizzo dei dispositivi hardware, delle periferiche, della memoria, e del tempo di CPU in modo equo per ogni utente. Poichè il sistema è in grado di supportare più utenti, tutto ciò che il sistema gestisce possiede un'insieme di permessi che determinano chi può leggere, scrivere, ed eseguire la risorsa. Questi permessi sono memorizzati mediante due ottetti suddivisi in tre parti, una per il proprietario del file, una per il gruppo al quale il file appartiene, e una per tutti gli altri. Questa rappresentazione numerica funziona in questo modo: permessi permessi dei file Valore Permessi Listato nella Directory 0 Lettura no, scrittura no, esecuzione no --- 1 Lettura no, scrittura no, esecuzione --x 2 Lettura no, scrittura, esecuzione no -w- 3 Lettura no, scrittura, esecuzione -wx 4 Lettura, scrittura no, esecuzione no r-- 5 Lettura, scrittura no, esecuzione r-x 6 Lettura, scrittura, esecuzione no rw- 7 Lettura, scrittura, esecuzione rwx ls directory Puoi usare l'opzione del comando &man.ls.1; per visualizzare un lungo listato della directory che include una colonna contenente le informazioni sui permessi del file per il proprietario, per il gruppo, e per gli altri. Ecco come è composta la prima colonna di ls -l: -rw-r--r-- Il primo carattere (partendo da sinistra) indica se il file in questione è un file regolare, una directory, un file speciale per dispositivi a caratteri, una socket, o un file speciali per altri dispositivi. Nel nostro caso, il - indica un file regolare. I tre caratteri successivi, che in questo esempio sono rw-, indicano i permessi per il proprietario del file. Seguono altri tre caratteri, r--, che indicano i permessi del gruppo al quale il file appartiene. Gli ultimi tre caratteri, r--, indicano i permessi per il resto del mondo. Un trattino significa che il permesso non viene concesso. Nel caso di questo file, i permessi sono settati affinchè il proprietario possa leggere e scrivere il file, il gruppo possa leggere il file, e il resto del mondo possa solamente leggere il file. In accordo con la precedente tabella, i permessi per questo file sono 644, dove ogni cifra rappresenta una delle tre parti che costituiscono i permessi del file. D'accordo, ma il sistema come controlla i permessi sui dispositivi? FreeBSD tratta molti dispositivi hardware esattamente come un file che i programmi possono aprire, leggere, e scrivere dei dati proprio come avviene con gli altri file. Questi file speciali per i dispositivi sono memorizzati nella directory /dev. Anche le directory sono trattate come file. Queste hanno permessi di lettura, scrittura e di esecuzione. Il bit riferito al permesso di esecuzione per una directory ha un significato leggermente differente rispetto a quello dei file. Quando una directory ha il permesso di esecuzione abilitato, significa che si ha accesso alla directory, ad esempio è possibile eseguire il comando cd per entrarci. Inoltre questo significa che all'interno della directory è possibile accedere ai file dei quali si conosce il nome (naturalmente a condizione dei permessi degli stessi file). In particolare, per visualizzare il contenuto di una directory, deve essere abilitato il permesso di lettura sulla stessa, mentre per eliminare un file di cui si conosce il nome, è necessario che la directory contenente il file abbia i permessi di scrittura e di esecuzione abilitati. Ci sono altri bit per permessi particolari, ma sono in genere usati in circostanze speciali come il permesso di setuid per i binari e quello di sticky per le directory. Se vuoi avere più informazioni sui permessi dei file e su come settarli, guarda la pagina man di &man.chmod.1;. Tom Rhodes Contributo di ACL Liste di Controllo di Accesso del File System Oltre ai miglioramenti del file system contenuti nelle snapshot, FreeBSD 5.0 e successive offrono la sicurezza delle Liste di Controllo di Accesso del File System (ACL). Le Liste di Controllo di Accesso estendono il modello dei permessi standard di Unix con un alto grado di compatibilità (POSIX.1e). Questa caratteristica permette ad un amministratore di usufruire di un modello si sicurezza più sofisticato. Per abilitare il supporto delle ACL per il file system UFS, la riga: options UFS_ACL deve essere contenuta nel file del kernel al momento della sua compilazione. Se il kernel non viene compilato con questa opzione, verrà visualizzato un messaggio di avvertimento quando si tenta di effettuare il mount di un file system che supporta le ACL. Questa opzione è inclusa nel kernel GENERIC. Le ACL si basano su attributi estesi che sono abilitati sul file system. Questi attributi estesi saranno supportati in modo nativo dalla prossima generazione del file system Unix, chiamata UFS2. Per configurare gli attributi estesi su UFS1 è richiesto un grado di amministrazione globale superiore rispetto a quello richiesto per UFS2. Inoltre le prestazioni degli attributi estesi su UFS2 sono sostanzialmente superiori. Come risultato, UFS2 è in genere preferito a UFS1 per l'utilizzo con le liste di controllo di accesso. Le ACL sono abilitate in fase di mount tramite una flag amministrativa, , che può essere aggiunta in /etc/fstab. Inoltre tale flag può essere settata in modo automatico e permanente usando &man.tunefs.8; per modificare il superblocco della flag relativa alle ACL nell'intestazione del file system. Generalmente, è preferibile usare il superblocco della flag per molte ragioni: La flag delle ACL attivata in fase di mount non può essere modificata da un remount (&man.mount.8; ), ma solamente da un &man.umount.8; e da un nuovo &man.mount.8;. Questo significa che le ACL non possono essere abilitate sul file system root dopo l'avvio del sistema. Inoltre significa che non puoi modificare la disposizione di un file system una volta che è in uso. Settando il superblocco della flag si permette di montare il file system con le ACL abilitate anche se non c'è la specifica in fstab o se c'è un riordino dei dispositivi. In questo modo si evita di montare accidentalmente file system senza le ACL abilitate, il che potrebbe provocare una forzatura impropria delle ACL e perciò potrebbe provocare dei problemi di sicurezza. Si può modificare il comportamento delle ACL in modo tale che la flag possa essere abilitata senza effettuare un nuovo &man.mount.8;, ma si ritiene opportuno scoraggiare accidentali mount senza le ACL abilitate, poichè potresti seriamente sparati sui piedi se abiliti le ACL, quindi le disabiliti, e poi le riabiliti senza aver ripulito gli attributi estesi. Generalmente, una volta che hai abilitato le ACL su un file system, queste non dovrebbero essere disabilitate, affinchè le protezioni sui file non siano compatibili con quelle volute dagli utenti sul sistema, e riabilitando le ACL, quelle precedenti potrebbero essere di nuovo attribuite a quei file i cui permessi sono stati modificati, avendo come risultato un comportamento imprevedibile. I file system con le ACL abilitate mostreranno il segno + (più) quando verranno visualizzati i loro permessi. Per esempio: drwx------ 2 robert robert 512 Dec 27 11:54 private drwxrwx---+ 2 robert robert 512 Dec 23 10:57 directory1 drwxrwx---+ 2 robert robert 512 Dec 22 10:20 directory2 drwxrwx---+ 2 robert robert 512 Dec 27 11:57 directory3 drwxr-xr-x 2 robert robert 512 Nov 10 11:54 public_html Vediamo che le directory directory1, directory2, e directory3 fanno uso delle ACL. La directory public_html no. Struttura delle Directory gerarchia delle directory La gerarchia delle directory di FreeBSD è fondamentale per ottenere una comprensione globale del sistema. Il concetto più importante da cogliere al volo è quello relativo alla directory root, /. Questa directory è la prima ad essere montata all'avvio e contiene la base del sistema necessaria per predisporre il sistema operativo al funzionamento multi-utente. Inoltre la directory root contiene i punti di mount per gli altri file system che potresti voler montare. Un punto di mount è una directory dove dei file system aggiuntivi possono essere innestati sul file system root. Alcuni punti di mount standard sono /usr, /var, /mnt, e /cdrom. Queste directory compaiono in genere negli elementi del file /etc/fstab. Il file /etc/fstab è una tabella di file system e punti di mount che viene consultata dal sistema. Molti dei file system riferiti nel file /etc/fstab sono montati in modo automatico all'avvio tramite lo script &man.rc.8; a meno che essi sia stati dichiarati con l'opzione . Consulta la pagina man di &man.fstab.5; per maggiori informazioni sul formato del file /etc/fstab e per le opzioni che può contenere. Una descrizione completa della gerarchia del file system è disponibile nella pagina man &man.hier.7;. Per ora, è sufficiente una breve panoramica generale delle directory più comuni. Directory Descrizione / Directory root del file system. /bin/ Utilità fondamentali per l'utente sia in ambiente mono-utente sia in ambiente multi-utente. /boot/ Programmi e file di configurazione utilizzati durante la fase di avvio del sistema operativo. /boot/defaults/ File di configurazione di avvio di default; consultare &man.loader.conf.5;. /dev/ Nodi di dispositivo; consultare &man.intro.4;. /etc/ Script e file di configurazione del sistema. /etc/defaults/ File di configurazione di default del sistema; consultare &man.rc.8;. /etc/mail/ File di configurazione per gli MTA (Mail Transfer Agent, agente di trasferimento della posta elettronica) come &man.sendmail.8;. /etc/namedb/ File di configurazione di named; consultare &man.named.8;. /etc/periodic/ Script che sono eseguiti giornalmente, settimanalmente, e mensilmente tramite &man.cron.8;; consultare &man.periodic.8;. /etc/ppp/ File di configurazione di ppp; consultare &man.ppp.8;. /mnt/ Directory vuota usata comunemente dagli amministratori di sistema come punto di mount temporaneo. /proc/ File system dedicato ai processi; consultare &man.procfs.5;, &man.mount.procfs.8;. /root/ Directory home per l'account root. /sbin/ Programmi di sistema e utilità di amministrazione fondamentali sia in ambiente mono-utente sia in ambiente multi-utente. /stand/ Programmi usati in un ambiente standalone. /tmp/ File temporanei, di solito un file system basato sulla memoria come &man.mfs.8; (generalmente il contenuto di /tmp non viene preservato dopo un reboot del sistema). /usr/ La maggior parte delle applicazioni e delle utilità dell'utente. /usr/bin/ Utilità, strumenti di programmazione, e applicazioni comuni. /usr/include/ File include standard del C. /usr/lib/ Archivio di librerie. /usr/libdata/ Archivio di dati per utilità varie. /usr/libexec/ Demoni & utilità di sistema (eseguiti da altri programmi). /usr/local/ Eseguibili locali, librerie locali, ecc. Usata anche come destinazione di default per la struttura dei port di FreeBSD. All'interno di /usr/local, viene usato lo stesso schema generale descritto in &man.hier.7; per la directory /usr. Le eccezioni sono la directory man, che è posta direttamente sotto /usr/local piuttosto che sotto /usr/local/share, e la documentazione dei port che è in share/doc/port. /usr/obj/ Albero degli elementi dipendenti dal tipo di architettura dell'elaboratore prodotto dalla costruzione dell'albero /usr/src. /usr/ports Collezione dei port di FreeBSD (opzionale). /usr/sbin/ Demoni & utilità di sistema (eseguiti dagli utenti). /usr/share/ File indipendenti dal tipo di architettura dell'elaboratore. /usr/src/ File sorgenti di BSD e/o sorgenti proprietari. /usr/X11R6/ Eseguibili, librerie, ecc. riguardanti la distribuzione X11R6 (opzionale). /var/ File log di vario genere, file temporanei, file transitori, e file di spool. /var/log/ File di log del sistema di vario genere. /var/mail/ File delle caselle di posta degli utenti. /var/spool/ Directory di spool per stampanti e per la posta elettronica del sistema. /var/tmp/ File temporanei che sono mantenuti tra i reboot del sistema. /var/yp Mappe NIS. Montaggio e Smontaggio dei File system Il file system è raffigurato in maniera ottimale da un albero, radicato, per così dire, in /. Le directory /dev, /usr, e le altre directory che stanno all'interno della directory root sono i rami, i quali possono essere a loro volta ramificati, come in /usr/local, e così via. file system root Esistono varie ragioni per mantenere alcune di queste directory su file system separati. La directory /var contiene le directory log/, spool/, e vari tipi di file temporanei, e come tale, può riempirsi. Riempire il file system root non è una buona idea, quindi scindere la directory /var da / è spesso vantaggioso. Un'altra motivazione per mantenere certi alberi di directory su altri file system è quando questi alberi sono allogiati su dischi fisici separati, o sono dischi virtuali separati, come avviene per i mount del - Network File System, o dei dispositivi + Network File System, o dei dispositivi CDROM. Il File <filename>fstab</filename> file system montati con fstab Durante la fase di avvio, i file system elencati nel file /etc/fstab sono montati in modo automatico (a meno che siano specificati con l'opzione ). Il file /etc/fstab contiene una serie di righe il cui formato è il seguente: device /mount-point fstype options dumpfreq passno device Il nome del dispositivo (che deve esistere), come spiegato nella . mount-point La directory (che deve esistere), sulla quale montare il file system. fstype Il tipo di file system da passare a &man.mount.8;. Il file system di default di FreeBSD è ufs. options per file system leggibili-scrivibili, oppure per file system solamente leggibili, seguite da altre opzioni che potrebbero essere necessarie. Un'opzione comune è per i file system che normalmente non sono montati durante la sequenza di avvio. Altre opzioni sono elencate nella pagina man di &man.mount.8;. dumpfreq Viene usato da &man.dump.8; per determinare quali file system richiede un dump. Se non si specifica nulla, viene assunto il valore zero. passno Determina l'ordine secondo il quale i file system vengono controllati. I file system che devono saltare il controllo devono avere i loro passno settati a zero. Il file system root (che deve essere controllato prima di qualsiasi altra cosa) deve avere il suo passno settato a uno, e i passno degli altri file system devono essere settati a valori maggiori di uno. Se più di un file system ha lo stesso passno allora &man.fsck.8; tenterà di controllare i file system in parallelo. Il Comando <command>mount</command> file system montaggio Il comando &man.mount.8; è ciò che in definitiva viene usato per montare i file system. La sua forma di utilizzo elementare è: &prompt.root; mount device mountpoint Esistono molte opzioni, come spiegato nella pagina man di &man.mount.8;, ma le più comuni sono: Opzioni di Mount Monta tutti i file system elencati nel file /etc/fstab. Le eccezioni sono quei file system specificati come noauto, quelli esclusi dalla flag , o quei file system che sono già montati. Fà tutto ad eccezione della system call attuale. Questa opzione risulta utile in congiunzione con la flag per determinare quale &man.mount.8; si stia effettivamente tentando di realizzare. Forza il mount di un file system impuro (pericoloso), o forza la revoca di accesso in scrittura quando si declassa lo stato di mount di un file system da lettura-scrittura a lettura solamente. Monta il file system in sola lettura. Questo è identico ad usare l'argomento con l'opzione . fstype Monta il dato file system secondo il tipo di file system specificato, oppure, se affiancato dall'opzione , monta solamente i file system di un dato tipo. ufs è il tipo di file system di default. Aggiorna le opzioni di mount sul file system. Modalità verbose. Monta il file system in lettura-scrittura. L'opzione accetta una lista di argomenti separati da una virgola, inclusi i seguenti: nodev Non sostiene dispositivi speciali sul file system. Questa è un'utile opzione di sicurezza. noexec Non permette l'esecuzioni di binari su questo file system. Questa è un'altra utile opzione di sicurezza. nosuid Non permette l'interpretazione delle flag setuid o setgid sul file system. Anche questa è un'utile opzione di sicurezza. Il Comando <command>umount</command> file system smontaggio Il comando &man.umount.8; accetta, come unico parametro, un punto di mount, un nome di dispositivo, l'opzione o l'opzione . Tutte queste modalità accettano l'opzione per forzare la smontatura, e l'opzione per la modalità verbose. Sei avvisato che l'opzione non è in generale un buona idea. Smontare in modo violento i file system può mandare in crash il computer o danneggiare i dati sul file system. Le opzioni e sono usate per smontare tutti i file system, con la possibilità di specificare i tipi di file system elencandoli dopo la flag . Tuttavia, l'opzione non tenta di smontare il file system root. I Processi FreeBSD è un sistema operativo multi-tasking. Con questa capacità il sistema è come se potesse eseguire più di un programma alla volta. Ogni programma in esecuzione in un dato istante è chiamato processo. Ogni volta che esegui un comando fai partire almeno un nuovo processo, e ci sono molti processi di sistema che sono sempre in esecuzione, che permettono il corretto funzionamento del sistema. Ogni processo è identificato in modo univoco da un numero chiamato process ID, o PID, e, come avviene per i file, ogni processo ha un proprietario e un gruppo. Le informazioni sul proprietario e sul gruppo sono usate per determinare, tramite il meccanismo dei permessi dei file discusso precedentemente, quali file e quali dispositivi il processo può aprire. Inoltre molti processi hanno un processo padre. Tale processo è il processo che li ha generati. Per esempio, se stai digitando dei comandi in shell allora la shell è un processo, così come lo sono i comandi che esegui. Ogni processo che esegui in questo modo avrà come suo processo padre la tua shell. L'eccezione a questo meccanismo è un processo speciale chiamato init. Il processo init è sempre il primo processo, quindi il suo PID è sempre 1. init viene avviato in modo automatico dal kernel quando si avvia FreeBSD. Due comandi sono particolarmente utili per monitorare i processi sul sistema, &man.ps.1; e &man.top.1;. Il comando &man.ps.1; è usato per mostrare una lista statica dei processi che sono in esecuzione in quel momento, e può mostrare i loro PID, quanta memoria stanno usando, la linea di comando che li ha avviati, e altro ancora. Il comando &man.top.1; visualizza tutti i processi in esecuzione, e aggiorna queste informazioni ogni qualche secondo, in modo che puoi vedere interattivamente cosa sta facendo il tuo computer. Di default, &man.ps.1; mostra solo i tuoi comandi che sono in quel mmomento in esecuzione. Per esempio: &prompt.user; ps PID TT STAT TIME COMMAND 298 p0 Ss 0:01.10 tcsh 7078 p0 S 2:40.88 xemacs mdoc.xsl (xemacs-21.1.14) 37393 p0 I 0:03.11 xemacs freebsd.dsl (xemacs-21.1.14) 48630 p0 S 2:50.89 /usr/local/lib/netscape-linux/navigator-linux-4.77.bi 48730 p0 IW 0:00.00 (dns helper) (navigator-linux-) 72210 p0 R+ 0:00.00 ps 390 p1 Is 0:01.14 tcsh 7059 p2 Is+ 1:36.18 /usr/local/bin/mutt -y 6688 p3 IWs 0:00.00 tcsh 10735 p4 IWs 0:00.00 tcsh 20256 p5 IWs 0:00.00 tcsh 262 v0 IWs 0:00.00 -tcsh (tcsh) 270 v0 IW+ 0:00.00 /bin/sh /usr/X11R6/bin/startx -- -bpp 16 280 v0 IW+ 0:00.00 xinit /home/nik/.xinitrc -- -bpp 16 284 v0 IW 0:00.00 /bin/sh /home/nik/.xinitrc 285 v0 S 0:38.45 /usr/X11R6/bin/sawfish Come puoi vedere in questo esempio, l'output di &man.ps.1; è organizzato in molte colonne. La colonna PID si riferisce al process ID discusso poco fà. I PID sono assegnati partendo dal numero 1, andando fino al 99999, e ricominciando dall'inizio una volta esauriti (se disponibili). La colonna TT mostra su quale tty il programma è in esecuzione, e può essere benissimo ignorata per il momento. La colonna STAT mostra lo stato del programma, e di nuovo, può essere benissimo ignorata. La colonna TIME indica per quanto tempo il programma è stato in esecuzione sulla CPU—non indica per forza il tempo trascorso da quando hai avviato il programma, poichè i programmi trascorrono molto tempo in attesa per faccende che accadono prima che questi possano trascorrere del tempo in CPU. Infine, la colonna COMMAND indica la riga di comando che è stata utilizzata per eseguire il programma. Il comando &man.ps.1; supporta varie opzioni per cambiare le informazioni da visualizzare. Uno dei gruppi di opzioni più utili è auxww. L'opzione mostra le informazioni riguardo a tutti i processi in esecuzione, non solo quelli che ti appartengono. L'opzione mostra il nome utente del proprietario del processo, come pure la memoria utilizzata dal processo. L'opzione mostra le informazioni riguardo ai processi demoni, e l'opzione indica a &man.ps.1; di visualizzare la linea di comando completa che ha avviato il processo, piuttosto che troncarla quando è troppo lunga per essere adattata sullo schermo. L'output di &man.top.1; è simile. Un esempio di esecuzione assomiglia a questo: &prompt.user; top last pid: 72257; load averages: 0.13, 0.09, 0.03 up 0+13:38:33 22:39:10 47 processes: 1 running, 46 sleeping CPU states: 12.6% user, 0.0% nice, 7.8% system, 0.0% interrupt, 79.7% idle Mem: 36M Active, 5256K Inact, 13M Wired, 6312K Cache, 15M Buf, 408K Free Swap: 256M Total, 38M Used, 217M Free, 15% Inuse PID USERNAME PRI NICE SIZE RES STATE TIME WCPU CPU COMMAND 72257 nik 28 0 1960K 1044K RUN 0:00 14.86% 1.42% top 7078 nik 2 0 15280K 10960K select 2:54 0.88% 0.88% xemacs-21.1.14 281 nik 2 0 18636K 7112K select 5:36 0.73% 0.73% XF86_SVGA 296 nik 2 0 3240K 1644K select 0:12 0.05% 0.05% xterm 48630 nik 2 0 29816K 9148K select 3:18 0.00% 0.00% navigator-linu 175 root 2 0 924K 252K select 1:41 0.00% 0.00% syslogd 7059 nik 2 0 7260K 4644K poll 1:38 0.00% 0.00% mutt ... L'output è diviso in due sezioni. La parte superiore (le prime cinque linee) mostra il PID dell'ultimo processo eseguito, il carico medio del sistema (che è un indice di come il sistema sia impegnato), il tempo di vita del sistema (il tempo passato dall'ultimo reboot) e l'ora corrente. I restanti numeri nella parte superiore riportano quanti processi sono in esecuzione (47 in questo caso), quanta memoria di sistema e quanta memoria di swap è stata utilizzata, e quanto tempo il sistema sta trascorrendo nei vari stati di CPU. Sotto ci sono una serie di colonne che contengono simili informazioni a quelle contenute nell'output di &man.ps.1;. Come prima puoi vedere il PID, il nome utente, quanto tempo di CPU è stato utilizzato, e il comando che era stato eseguito. Inoltre il comando &man.top.1; di default ti mostra quanta memoria è stata concessa al processo. Questa informazione è suddivisa in due colonne, una per la dimensione totale, e l'altra per la dimensione attuale—la dimensione totale è la quantità di memoria che l'applicazione ha richiesto, e la dimensione attuale è la quantità di memoria che sta utilizzando in quel momento. In questo esempio puoi vedere che Netscape ha richiesto quasi 30 MB di RAM, ma al momento ne sta usando solo 9 MB. Il comando &man.top.1; aggiorna in modo automatico queste informazioni ogni due secondi; questo lasso temporale può essere modificato con l'opzione . I Demoni, i Segnali, e come Uccidere i Processi Quando esegui un'editor risulta semplice averne il controllo, dirgli di caricare file, e così via. Tutto questo può essere fatto poichè l'editor fornisce delle agevolazioni in questo senso, e anche perchè l'editor è collegato a un terminale. Alcuni programmi non sono stati progettati per essere eseguiti con un continuo input dell'utente, e perciò questi programmi si sconnettono dal terminale alla prima occasione. Per esempio, un server web trascorre tutto il giorno rispondendo a richieste web, e normalmente non necessita di alcun input da parte tua. I programmi che trasportano la posta elettronica da un sito a un'altro sito sono un'altro esempio di questa classe di applicazioni. Chiamiamo questi programmi demoni. I demoni erano dei personaggi della mitologia greca; nè buoni nè cattivi, erano piccoli custodi degli spiriti che, nel complesso, risultavano essere utili per l'umanità. Molto similmente i server web e quelli di posta elettronica di oggi fanno cose utili. Ecco il motivo per cui la mascot di BSD è stata per molto tempo, e lo è ancora, l'allegro demone con le scarpe da tennis e con il forcone. Esiste la convenzione di chiamare i programmi che normalmente sono eseguiti come demoni con una d finale. BIND sta per Berkeley Internet Name Daemon (e il nome effettivo del programma che viene eseguito è named), il nome del programma Apache, un server web, è httpd, il demone dello spool di stampa è lpd e così via. Questa è una convenzione, non è una regola ferrea; per esempio, il principale demone di posta elettronica per l'applicazione Sendmail è chiamato sendmail, e non maild, come potresti aspettarti. A volte puoi aver bisogno di comunicare con un processo demone. Queste comunicazioni sono chiamate segnali, e puoi comunicare con i demoni (o con altri processi in esecuzione) mandandogli un segnale. Esistono svariati segnali che puoi inviare—alcuni di questi hanno un significato specifico, altri sono interpretabili dall'applicazione, e la documentazione dell'applicazione ti dirà come l'applicazione stessa interpreta i segnali. Puoi mandare un segnale solo ai processi che ti appartengono. Se mandi un segnale a un processo che non ti appartiene con il comando &man.kill.1; o &man.kill.2; il permesso ti sarà negato. L'eccezione a questa regola riguarda l'utente root, che può mandare segnali a processi di chiunque. Inoltre in alcune circostanze FreeBSD invia segnali alle applicazioni. Se un'applicazione è stata scritta malamente, e tenta di accedere alla memoria che non gli compete, FreeBSD manda al processo il segnale di Violazione della Segmentazione (SIGSEGV). Se un'applicazione ha utilizzato la system call &man.alarm.3; in modo tale da essere avvisata dopo un certo periodo di tempo trascorso allora FreeBSD invierà a questa applicazione il segnale di Allarme (SIGALRM), e così via. Per fermare un processo possono essere utilizzati due segnali, SIGTERM e SIGKILL. SIGTERM è la modalità cortese di terminare un processo; il processo può catturare il segnale, capire che vuoi abbatterlo, chiudere i file di log che potrebbe avere aperto, e in genere terminare qualunque cosa che stava facendo prima dell'interruzione. Nei casi in cui un processo sia coinvolto in qualche compito che non può essere interrotto allora questo processo può persino ignorare SIGTERM. Il segnale SIGKILL non può essere ignorato da un processo. Questo è il segnale che dice Non mi interessa cosa stai facendo, fermati subito. Se mandi il segnale SIGKILL a un processo allora FreeBSD fermerà subito il processo Non è del tutto vero—ci sono alcune cose che non possono essere interrotte. Per esempio, se il processo sta tentando di leggere un file situato su un'altro computer in rete, e questo computer non è disponibile per qualche ragione (è stato spento, o la rete ha qualche problema), allora il processo è detto non interrompibile. Il processo finirà in time out, generalmente dopo due minuti. Non appena avviene il time out il processo potrà essere terminato. . Altri segnali che potresti aver bisogno di usare sono SIGHUP, SIGUSR1, e SIGUSR2. Questi sono segnali a scopo generico, e differenti applicazioni possono fare cose diverse quando catturano questi segnali. Supponiamo che hai cambiato il file di configurazione del tuo server web—hai bisogno di dire al server web di rileggere la sua configurazione. Potresti fermare e riavviare httpd, ma questo porterebbe a un breve periodo di interruzione del tuo server web, che potrebbe non essere gradito. Molti demoni sono stati scritti per rispondere al segnale SIGHUP tramite la rilettura dei loro file di configurazione. In questo modo invece di terminare e riavviare httpd potresti inviare il segnale SIGHUP. Poichè non esiste un modo standard di trattare questi segnali, differenti demoni potrebbero avere un comportamento diverso, quindi assicurati di leggere la documentazione per il demone in questione. I segnali sono inviati utilizzando il comando &man.kill.1;, come mostra questo esempio. Inviare un Segnale a un Processo Questo esempio mostra come inviare un segnale a &man.inetd.8;. Il file di configurazione di &man.inetd.8; è /etc/inetd.conf, e &man.inetd.8; rilegge questo file di configurazione quando riceve il segnale SIGHUP. Cerca il process ID del processo a cui vuoi mandare il segnale. Puoi utilizzare &man.ps.1; e &man.grep.1; per farlo. Il comando &man.grep.1; viene utilizzato per perlustrare attraverso l'output, cercando la stringa da te specificata. Questo comando viene eseguito in modalità utente, e &man.inetd.8; viene eseguito in modalità root, quindi le opzioni da dare a &man.ps.1; sono . &prompt.user; ps -ax | grep inetd 198 ?? IWs 0:00.00 inetd -wW Come puoi vedere il PID di &man.inetd.8; è 198. In alcuni casi potrebbe apparire nel risultato anche il comando grep inetd. Questo dipende dal modo utilizzato da &man.ps.1; nell'elencare la lista dei processi in esecuzione. Usa il comando &man.kill.1; per inviare il segnale. Poichè &man.inetd.8; viene eseguito in modalità root prima devi usare il comando &man.su.1; per diventare root. &prompt.user; su Password: &prompt.root; /bin/kill -s HUP 198 Come avviene per la maggior parte dei comandi Unix, il comando &man.kill.1; non stampa il risultato dell'operazione se questa ha avuto successo. Se mandi un segnale a un processo del quale non sei il proprietario allora vedrai il messaggio kill: PID: Operazione non permessa. Se sbagli il PID invierai il segnale al processo sbagliato, il che potrebbe essere dannoso, o, se hai fortuna, manderai il segnale a un PID che in quel momento non è in uso, e in questo caso vedrai il messaggio kill: PID: Nessun processo. Perchè Usare <command>/bin/kill</command>? Molte shell forniscono il comando kill come comando built-in; ossia, la shell invia il segnale in modo diretto, senza dover eseguire /bin/kill. Tutto ciò può essere molto utile, ma le diverse shell hanno una sintassi diversa per specificare il nome del segnale da inviare. Invece di cercare di imparare tutte queste sintassi, può essere più semplice usare direttamente il comando /bin/kill .... L'invio di altri segnali è analogo, basta sostituire all'occorrenza TERM o KILL nella linea di comando. Terminare processi in modo random su un sistema può essere una cattiva idea. In particolare, il processo &man.init.8;, con process ID 1, è un caso molto speciale. Eseguire /bin/kill -s KILL 1 è un modo veloce per arrestare il tuo sistema. Controlla Sempre due volte gli argomenti quando esegui &man.kill.1; prima di premere Invio. Le Shell shell riga di comando In FreeBSD, la maggior parte del lavoro di tutti i giorni viene svolto tramite un'interfaccia a riga di comando chiamata shell. Uno dei compiti principali di una shell è quello di prendere in input dei comandi ed eseguirli. Inoltre molte shell hanno delle funzioni built-in (incorporate) utili nei lavori ordinari come la gestione dei file, la sostituzione dei nomi dei file, la modifica della riga di comando, la creazione di macro di comandi, e la gestione delle variabili d'ambiente. FreeBSD si propone con una serie di shell, come la Shell Bourne, sh, e la versione successiva della C-shell, tcsh. Molte altre shell sono disponibili nella FreeBSD Ports Collection, come le shell zsh e bash. Quale shell devi usare? È veramente una questione di gusti. Se sei un programmatore di C potresti sentirti a tuo agio con una shell C-like come la tcsh. Se vieni da Linux o non sei pratico dell'interfaccia a riga di comando di Unix potresti provare la bash. Il fatto è che ogni shell ha delle caratteristiche che possono o meno combaciare con il tuo ambiente di lavoro preferito, e quindi devi scegliere tu stesso quale shell utilizzare. Una caratteristica comune in una shell è il completamento dei nomi dei file. Dopo aver digitato alcuni dei primi caratteri di un comando o di un nome di file, la shell di solito può completare in modo automatico il resto del comando o del nome del file tramite la pressione del tasto Tab sulla tastiera. Ecco un'esempio. Supponiamo che hai due file chiamati foobar e foo.bar. Vuoi cancellare foo.bar. Quello che dovresti digitare sulla tastiera è: rm fo[Tab].[Tab]. La shell dovrebbe visualizzare rm foo[BEEP].bar. Il [BEEP] è la campanella della console, che mi segnala che la shell è incapace di completare interamente il nome del file poichè esiste più di una sola corrispondenza. Sia foobar che foo.bar iniziano con fo, tuttavia la shell è riuscita a completarlo in foo. A questo punto premendo ., e poi di nuovo Tab, la shell sarà in grado di completare da sola il resto del nome del file. variabili d'ambiente Un'altro aspetto di una shell è l'uso delle variabili d'ambiente. Le variabili d'ambiente sono una coppia di valori mutevoli memorizzati nello spazio dell'ambiente della shell. Questo spazio può essere letto dai programmi invocati dalla shell, e di conseguenza questo spazio può contenere le configurazioni di molti programmi. Qui sotto c'è una lista delle variabili d'ambiente più comuni con il loro rispettivo significato: variabili d'ambiente Variabile Descrizione USER Il nome dell'utente attualmente loggato. PATH Lista di directory separate da due punti utilizzate per la ricerca dei binari. DISPLAY Nome di rete del display X11 a cui connettersi, se disponibile. SHELL La shell corrente. TERM Il nome del terminale dell'utente. Usato per determinare le capacità del terminale. TERMCAP Serie di elementi di codici di escape del terminale utilizzati per realizzare svariate funzioni del terminale. OSTYPE Il tipo di sistema operativo. FreeBSD, ad esempio. MACHTYPE L'architettura della CPU su cui il sistema gira. EDITOR L'editor di testo preferito dall'utente. PAGER L'impaginatore di testo preferito dall'utente. MANPATH Lista di directory separate da due punti utilizzate nella ricerca delle pagine man. shell Bourne Il modo di settare una variabile d'ambiente varia leggermente a seconda della shell utilizzata. Per esempio, nelle shell C-Style come tcsh e csh, puoi usare setenv per settare le variabili d'ambiente. Sotto le shell Bourne come sh e bash, puoi usare export per settare le tue variabili d'ambiente correnti. Per esempio, per settare o modificare la variabile d'ambiente EDITOR a /usr/local/bin/emacs, sotto csh o tcsh si può utilizzare il comando: &prompt.user; setenv EDITOR /usr/local/bin/emacs Sotto le shell Bourne: &prompt.user; export EDITOR="/usr/local/bin/emacs" Con la maggior parte delle shell puoi inoltre creare un'espansione di una variabile d'ambiente mettendo sulla riga di comando il simbolo $ davanti al nome della variabile stessa. Per esempio, echo $TERM visualizzerà ciò che corrisponde a $TERM, poichè la shell espande $TERM e passa il risultato a echo. Le shell trattano molti caratteri speciali, chiamati meta-caratteri come rappresentazioni speciali di dati. Il più comune di questi è il simbolo *, che rappresenta diverse istanze di caratteri in un nome di file. Questi meta-caratteri possono essere usati per la sostituzione dei nomi di file. Per esempio, digitando echo * è quasi come aver digitato ls poichè la shell prende tutti i file che corrispondono a * e li mette sulla riga di comando con echo che quindi li visualizza. Per impedire alla shell di interpretare questi caratteri speciali, questi possono essere messi in escape mettendo subito prima di essi un backslash (\). echo $TERM visualizza il tipo del tuo terminale. echo \$TERM visualizza $TERM così com'è. Cambiare la Propria Shell Il modo più semplice per cambiare la propria shell è quello di usare il comando chsh. Eseguendo chsh verrà invocato l'editor definito nella tua variabile d'ambiente EDITOR; nel caso in cui questa non sia stata settata, verrà invocato vi. Modifica la riga Shell: in base alle tue esigenze. Puoi anche eseguire chsh con l'opzione ; in questo modo verrà settata la shell in modo diretto, senza che sia necessario invocare l'editor. Per esempio, se vuoi cambiare la tua shell in bash, potresti digitare il seguente comando: &prompt.user; chsh -s /usr/local/bin/bash Comunque eseguendo chsh con nessun parametro e modificando la shell all'interno dell'editor funzionerà lo stesso. La shell che desideri utilizzare deve essere presente nel file /etc/shells. Se hai installato una shell dalla collezione dei port, allora la nuova shell dovrebbe essere già stata inserita nel suddetto file in modo automatico. Se installi una shell manualmente, questo lavoro lo devi fare tu. Per esempio, se installi bash a mano e la metti sotto /usr/local/bin, dovresti fare questo: &prompt.root; echo "/usr/local/bin/bash" >> /etc/shells Dopo averlo fatto riavvia chsh. Editor di Testo editor di testo editor La maggior parte del lavoro di configurazione in FreeBSD viene fatto tramite la modifica di file di testo. Perciò, è una buona idea familiarizzare con un'editor di testo. FreeBSD si presenta con alcuni editor come parte base del sistema, e molti altri sono disponibili nella collezione dei port. ee L'editor più semplice e più facile da imparare si chiama ee, che sta per easy editor. Per avviare ee, puoi digitare sulla riga di comando ee filename dove filename è il nome del file che deve essere modificato. Per esempio, per modificare /etc/rc.conf, devi digitare ee /etc/rc.conf. Una volta all'interno di ee, tutti i comandi per azionare le funzioni dell'editor sono elencati nella parte superiore del video. Il carattere ^ è il tasto Ctrl della tastiera, quindi ^e - espande la combinazioni di tasti Ctrle. - Per uscire da ee, premi il tasto + espande la combinazioni di tasti + Ctrl + e + . Per uscire da ee, premi il tasto Esc, quindi conferma l'uscita dall'editor. Se il file ha subito delle modifiche ti verrà chiesto se le vuoi salvare. vi editor vi emacs editor emacs FreeBSD ha come parte base del sistema anche editor di testo più potenti come vi, mentre altri editor, come emacs e vim, sono inclusi nella FreeBSD Ports Collection. Questi editor offrono molte più funzionalità e molta più potenza a costo di essere un poco più complicati da imparare ad utilizzare. Comunque se intendi utilizzare in modo intensivo un editor, imparando ad utilizzare un editor potente come vim o emacs risparmierai a lungo andare un sacco di tempo. Dispositivi e Nodi di Dispositivo Il termine dispositivo viene usato prevalentemente per specificare le unità hardware all'interno di un sistema, come i dischi, le stampanti, le schede grafiche, e le tastiere. Durante la fase di avvio di FreeBSD, la maggior parte delle cose che vengono visualizzate da FreeBSD riguardano i dispositivi che sono stati rilevati. Puoi riesaminare questi messaggi di avvio guardando il file /var/run/dmesg.boot. Per esempio, acd0 è il primo drive CDROM IDE, mentre kbd0 rappresenta la tastiera. In un sistema operativo Unix la maggior parte di questi dispositivi sono accessibili tramite dei file speciali chiamati nodi di dispositivo, i quali sono posti nella directory /dev. Creare i Nodi di Dispositivo Quando aggiungi un nuovo dispositivo al tuo sistema, o ricompili il kernel per supportare dispositivi aggiuntivi, hai bisogno di creare per questi nuovi dispositivi uno o più nodi di dispositivo. Script MAKEDEV Sui sistemi senza il DEVFS (tutte le versioni di FreeBSD antecedenti la 5.0), i nodi di dispositivo sono creati usando lo script &man.MAKEDEV.8; come mostrato qui sotto: &prompt.root; cd /dev &prompt.root; sh MAKEDEV ad1 Questo esempio creerà gli opportuni nodi di dispositivo per il secondo drive IDE. <literal>DEVFS</literal> (DEVice File System) Il file system device, o DEVFS, fornisce la disponibilità dello spazio dei nomi dei dispositivi del kernel allo spazio dei nomi globale del file system. Invece di dover creare o modificare i nodi di dispositivo, DEVFS mantiene in modo automatico questo particolare file system. Guarda la pagina man di &man.devfs.5; per maggiori informazioni. DEVFS viene usato di default su FreeBSD 5.0. Console Virtuali & terminali console virtuali - terminale + terminali FreeBSD può essere usato in vari modi. Uno di questi è quello di digitare i comandi tramite un terminale testuale. Quando si utilizza FreeBSD in questo modo si ha velocemente nelle proprie mani molta della flessibilità e della potenza di un sistema operativo &unix;. Questa sezione descrive cosa sono i terminali e le console, e come si possono utilizzare in FreeBSD. La console console Se non hai configurato FreeBSD in modo tale da avviare in modo automatico l'ambiente grafico durante l'avvio, il sistema ti fornirà un prompt di login dopo la fase di avvio, esattamente dopo che gli script di avvio sono stati eseguiti. Dovresti vedere qualcosa simile a questo: Additional ABI support:. Local package initialization:. Additional TCP options:. Fri Sep 20 13:01:06 EEST 2002 FreeBSD/i386 (pc3.example.org) (ttyv0) login: I messaggi potrebbero essere leggermente diversi sul tuo sistema, tuttavia dovresti vedere qualcosa di analogo. In questo momento ci interessano le ultime due righe. Analizziamo la penultima riga: FreeBSD/i386 (pc3.example.org) (ttyv0) Questa riga contiene alcune informazioni sul sistema che hai appena avviato. Sei di fronte a una console FreeBSD, che sta girando su un processore Intel o su un processore compatibile con l'architettura x86 Questo è il significato di i386. Nota che anche se non stai eseguendo FreeBSD su una CPU della serie 386 di Intel, questo messaggio resta i386. Non si riferisce al tipo del tuo processore, ma bensì all'architettura del processore.. Il nome di questa macchina (tutte le macchine &unix; hanno un nome) è pc3.example.org, e in questo momento sei di fronte alla sua console di sistema—il terminale ttyv0. Infine, l'ultima riga è sempre: login: Qui devi digitare il tuo username per loggarti in FreeBSD. La prossima sezione descrive come fare ad effettuare il login su FreeBSD. Loggarsi in FreeBSD FreeBSD è un sistema multi-utente e multi-processo. Questa è la descrizione formale che viene usualmente attribuita a un sistema che può essere usato da diverse persone, le quali eseguono contemporaneamente molti programmi su una singola macchina. Ogni sistema multi-utente necessita di qualche metodo che distingua un utente in modo univoco. In FreeBSD (e in tutti i sistemi operativi &unix;-like), questo viene realizzato richiedendo che ogni utente debba loggarsi nel sistema prima che possa eseguire qualche programma. Ogni utente ha un nome univoco (lo username) e uno personale, e una chiave segreta (la password). FreeBSD richiede entrambe queste due cose prima di dare la possibilità ad un utente di eseguire qualche programma. script di avvio Giusto dopo la fase di avvio di FreeBSD e quando gli script di avvio sono stati eseguiti Gli script di avvio sono programmi che vengono eseguiti in modo automatico durante la fase di avvio di FreeBSD. Il loro compito principale è quello di settare delle cose che potranno essere utilizzate da qualsiasi altra cosa venga eseguita, ed avviare i servizi che potresti avere configurato in modo tale da essere eseguiti in background per realizzare cose utili. , ti viene presentato un prompt dove inserire un valido username: login: Giusto per questo esempio, assumiamo che il tuo username sia john. Al prompt digita john e premi Invio. Ti verrà presentato un prompt dove inserire la password: login: john Password: Digita la password di john, e premi Invio. La password non viene visualizzata! Non ti devi preoccupare di questo per ora. È sufficiente sapere che è una questione di sicurezza. Se hai digitato la tua password in modo corretto, dovresti essere loggato in FreeBSD e sei quindi pronto per provare tutti i comandi disponibili. Console multiple Eseguire comandi &unix; in una sola console va bene, tuttavia FreeBSD può eseguire più programmi alla volta. Avere una sola console dove poter digitare i comandi può essere un pò uno spreco quando un sistema operativo come FreeBSD è in grado di eseguire dozzine di programmi contemporaneamente. È in questo caso che le console virtuali possono essere molto utili. FreeBSD può essere configurato in modo tale da poter utilizzare differenti console virtuali. Puoi passare da una console virtuale ad un'altra digitando un paio di tasti sulla tastiera. Ogni console ha il proprio canale di output indipendente, e FreeBSD si occupa di redirigere correttamente l'input della tastiera e l'output del monitor quando passi da una console virtuale in un'altra. In FreeBSD alcune combinazioni speciali di tasti sono state riservate per il passaggio tra le console Una descrizione abbastanza tecnica ed accurata di tutti i dettagli della console di FreeBSD e dei driver della tastiera può essere trovata nelle pagine man di &man.syscons.4;, &man.atkbd.4;, &man.vidcontrol.1; e &man.kbdcontrol.1;. Qui non approfondiremo i dettagli, ma il lettore interessato può sempre consultare le pagine man per una spiegazione dettagliata e completa su come funzionano queste cose. . Puoi usare AltF1, AltF2, fino a AltF8 per cambiare console su FreeBSD. Quando passi da una console ad un'altra, FreeBSD si preoccupa di salvare e ripristinare l'output a video. Il risultato è l'illusione di avere più schermi e più tastiere virtuali che puoi utilizzare per dare in pasto a FreeBSD dei comandi. I programmi che lanci su una console virtuale rimarranno in esecuzione anche quando la console non è visibile. L'esecuzione di questi programmi continua quando passi in un'altra console virtuale. Il file <filename>/etc/ttys</filename> La configurazione di default di FreeBSD prevede l'avvio del sistema con 8 console virtuali. Comunque questo non è un settaggio obbligatorio, e puoi facilmente personalizzare la tua installazione in modo tale da avviare il sistema con qualche console virtuale in più. Il numero e i settaggi delle console virtuali sono configurati nel file /etc/ttys. Puoi usare il file /etc/ttys per configurare le console virtuali di FreeBSD. In questo file ogni riga non commentata (le righe che non iniziano con il carattere #) contiene il settaggio di un singolo terminale o di una singola console virtuale. La versione di default di questo file contenuta in FreeBSD configura 9 console virtuale, e ne abilita 8 di queste. Si tratta delle righe che iniziano con ttyv: # name getty type status comments # ttyv0 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure # Terminali virtuali ttyv1 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure ttyv2 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure ttyv3 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure ttyv4 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure ttyv5 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure ttyv6 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure ttyv7 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure ttyv8 "/usr/X11R6/bin/xdm -nodaemon" xterm off secure Per una descrizione più dettagliata su ogni colonna di questo file e per tutte le opzioni che puoi utilizzare per settare le console virtuali, consulta la pagina man &man.ttys.5;. Console in modalità single user Una descrizione dettagliata del significato della modalità single user può essere trovata nella . È bene notare che c'è un'unica console quando avvii FreeBSD in modalità single user. Le console virtuali non sono disponibili. Anche i settaggi della console in modalità single user possono essere trovati nel file /etc/ttys. Guarda la riga che inizia con console: # name getty type status comments # # Se la console è definita "insecure", allora il processo init richiederà la password di root # quando entrerai in modalità single-user. console none unknown off secure Come riportato nel commento sopra la riga console, puoi modificare questa riga cambiando secure in insecure. Se lo fai, quando FreeBSD viene avviato in modalità single user, verrà chiesta la password di root. Pensaci comunque due volte a settare il parametro insecure. Se non ricordi più la password di root, riuscire ad avviare il sistema in modalità single user sarà molto complesso. È ancora possibile, ma potrebbe essere molto difficile per chi non conosce molto bene il meccanismo di avvio di FreeBSD e i relativi programmi. Per Maggiori Informazioni Le Pagine Man pagine man La documentazione più esauriente su FreeBSD è costituita dalle pagine man. Quasi tutti i programmi sul sistema hanno un piccolo manuale di riferimento che spiega il funzionamento di base e i vari argomenti del programma stesso. Questi manuali possono essere visualizzati con il comando man. L'uso del comando man è semplice: &prompt.user; man command command è il nome del comando di cui desideri maggiori informazioni. Per esempio, per sapere di più circa il comando ls digita: &prompt.user; man ls Il manuale in linea è diviso in sezione numerate: Comandi utente. System call e codici di errore. Funzioni della libreria C. Driver dei dispositivi. Formati di file. Giochi e altri passatempo. Informazioni varie. Comandi di mantenimento e di funzionamento del sistema. Sviluppo del kernel. In qualche caso, lo stesso soggetto può apparire in più di una sezione del manuale in linea. Per esempio, esiste un comando utente chmod e una system call chmod(). In questo caso, puoi dire al comando man quale vuoi specificando la sezione: &prompt.user; man 1 chmod In questo caso verrà visualizzata la pagina man del comando utente chmod. I riferimenti di una sezione particolare del manuale in linea sono tradizionalmente posti tra parentesi all'interno della documentazione, quindi &man.chmod.1; fa riferimento al comando utente chmod e &man.chmod.2; fa riferimento alla system call. Tutto questo va bene se conosci il nome del comando e desideri semplicemente sapere come usarlo, ma cosa succede se non ricordi il nome del comando? Puoi usare man con l'opzione per ricercare tramite parole chiavi nelle descrizioni dei comandi: &prompt.user; man -k mail Con questo comando ti verrà presentata una lista di comandi che hanno la parola chiave mail nella loro descrizione. Di fatto questo meccanismo funziona proprio come il comando apropos. Stai dando un'occhiata a tutti quei comandi fantastici che si trovano in /usr/bin ma non hai la più pallida idea di cosa fanno la maggior parte di essi? Semplicemente digita: &prompt.user; cd /usr/bin &prompt.user; man -f * oppure &prompt.user; cd /usr/bin &prompt.user; whatis * che è la stessa cosa. I File Info di GNU Free Software Foundation FreeBSD include molte applicazioni e utility prodotti dalla Free Software Foundation (FSF). Oltre alle pagine man, questi programmi hanno dei più ampi documenti in ipertesto chiamati file info che possono essere visualizzati con il comando info, o se hai installato emacs, con la modalità info di emacs. Per usare il comando &man.info.1;, digita semplicemente: &prompt.user; info Per una breve introduzione, digita h. Per un rapido riferimento dei comandi, digita ?. diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml index a15dffab58..d914a1a023 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml @@ -1,569 +1,573 @@ Bibliografia Sebbene le pagine man forniscano la documentazione di riferimento definitiva per le singole parti del sistema operativo FreeBSD, sono famose per non illustrare come mettere insieme i pezzi per far andare uniformemente l'intero sistema operativo. Per questo, non esiste sostituto a un buon libro sull'amministrazione di un sistema Unix e a un buon manuale per gli utenti. Libri & Riviste Specifiche su FreeBSD Libri & Riviste internazionali: Using FreeBSD (in cinese). FreeBSD for PC 98'ers (in giapponese), pubblicato da SHUWA System Co, LTD. ISBN 4-87966-468-5 C3055 P2900E. FreeBSD (in giapponese), pubblicato da CUTT. ISBN 4-906391-22-2 C3055 P2400E. Complete Introduction to FreeBSD (in giapponese), pubblicato da Shoeisha Co., Ltd. ISBN 4-88135-473-6 P3600E. Personal UNIX Starter Kit FreeBSD (in giapponese), pubblicato da ASCII. ISBN 4-7561-1733-3 P3000E. FreeBSD Handbook (traduzione giapponese), pubblicato da ASCII. ISBN 4-7561-1580-2 P3800E. FreeBSD mit Methode (in tedesco), pubblicato da Computer und Literatur Verlag/Vertrieb Hanser, 1998. ISBN 3-932311-31-0. FreeBSD 4 - Installieren, Konfigurieren, Administrieren (in tedesco), pubblicato da Computer und Literatur Verlag, 2001. ISBN 3-932311-88-4. FreeBSD Install and Utilization Manual (in giapponese), pubblicato da Mainichi Communications Inc.. Onno W Purbo, Dodi Maryanto, Syahrial Hubbany, Widjil Widodo Building Internet Server with FreeBSD (in indonesiano), pubblicato da Elex Media Komputindo. Libri & Riviste in lingua inglese: Absolute BSD: The Ultimate Guide to FreeBSD, pubblicato da No Starch Press, 2002. ISBN 1886411743. 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The New Hacker's Dictionary, 3rd edition. MIT Press, 1996. ISBN 0-262-68092-0. Conosciuto anche come il Jargon + url="http://www.catb.org/~esr/jargon/jargon.html">Jargon File Salus, Peter H. A quarter century of UNIX. Addison-Wesley Publishing Company, Inc., 1994. ISBN 0-201-54777-5 Simon Garfinkel, Daniel Weise, Steven Strassmann. The UNIX-HATERS Handbook. IDG Books Worldwide, Inc., 1994. ISBN 1-56884-203-1 Don Libes, Sandy Ressler Life with UNIX — edizione speciale. Prentice-Hall, Inc., 1989. ISBN 0-13-536657-7 - The BSD family tree. 1997. - o localmente - su una macchina &os.current;. + The BSD family tree. + o /usr/share/misc/bsd-family-tree + su una macchina FreeBSD recente. The BSD Release Announcements collection. 1997. Networked Computer Science Technical Reports Library. Old BSD releases from the Computer Systems Research group (CSRG). : Il set di 4 CD comprende tutte le versioni di BSD dalla 1BSD alla 4.4BSD e 4.4BSD-Lite2 (ma non la 2.11BSD, sfortunatamente). Inoltre, l'ultimo disco contiene i sorgenti finali più i files SCCS. Riviste e Giornali The C/C++ Users Journal. R&D Publications Inc. ISSN 1075-2838 Sys Admin — The Journal for UNIX System Administrators Miller Freeman, Inc., ISSN 1061-2688 diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml index 2491bef93a..5884c1ff82 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml @@ -1,227 +1,227 @@ %man; %bookinfo; %freebsd; %authors; %teams; %mailing-lists; %newsgroups; %txtfiles; %translators; %chapters; %pgpkeys; ]> Manuale di FreeBSD The FreeBSD Italian Documentation Project Febbraio 1999 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 The FreeBSD Italian Documentation Project &bookinfo.legalnotice; Benvenuto in FreeBSD! Questo manuale copre l'installazione e l'uso giorno per giorno di FreeBSD &rel2.current;-RELEASE e FreeBSD &rel.current;-RELEASE. Questo manuale è un progetto in evoluzione ed è il frutto del lavoro di molti singoli. Molte sezioni non esistono ancora e alcune di quelle che esistono devono essere aggiornate. Se sei interessato ad aiutare questo progetto, invia un'email alla &a.doc;. L'ultima versione di questo documento è sempre disponibile sul sito web di FreeBSD. Inoltre può essere scaricata in una varietà di formati e tipi di compressione dal server FTP di FreeBSD o da uno dei numerosi siti mirror. Se preferisci avere una copia rilegata del manuale, puoi comprarne una su FreeBSD Mall. Puoi anche voler cercare nel manuale. &chap.preface; Per Cominciare Questa parte del Manuale di FreeBSD è per gli utenti e gli amministratori che si affacciano a FreeBSD. Questi capitoli: Ti introdurranno a FreeBSD. Ti guideranno attraverso il processo di installazione. Ti insegneranno qualche base di Unix. Ti mostreranno come installare la varietà delle applicazioni di terze parti disponibili per FreeBSD. Ti introdurranno a X, il sistema a finestre di Unix, e ti spiegheranno come configurare un ambiente desktop che ti renda più produttivo. Abbiamo cercato di mantenere il numero di riferimenti in avanti nel testo al minimo così che tu possa leggere questa sezione del Manuale dall'inizio alla fine con il minimo scorrimento di pagine possibile. Amministrazione del Sistema I rimanenti capitoli del Manuale di FreeBSD coprono tutti gli aspetti dell'amministrazione di un sistema FreeBSD. Ogni capitolo inizia descrivendo quello che imparerai dopo aver letto il capitolo, e specifica anche quello che dovresti sapere prima di affrontare il materiale. Questi capitoli sono studiati per essere letti quando si ha bisogno di un'informazione. Non devi leggerli in un ordine particolare, né devi leggerli tutti prima di poter usare FreeBSD. - + Appendici &chap.colophon; diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml index cd15677dd8..98640a8999 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml @@ -1,832 +1,819 @@ La Procedura di Avvio di FreeBSD Sinossi avvio avviamento Il processo di accensione di un computer e caricamento del sistema operativo viene detto processo di avviamento, o semplicemente avvio. La procedura di avvio di FreeBSD fornisce un alto grado di flessibilità nel personalizzare quello - che succede all'avvio del sistema, permettendo di scegliere tra diversi - sistemi operativi installati sullo stesso computer, o anche tra diverse - versioni dello stesso sistema operativo o tra diversi + che succede quando avvii il sistema, dandoti la possibilità di + scegliere tra diversi sistemi operativi installati sullo stesso computer, + o anche tra diverse versioni dello stesso sistema operativo o tra diversi kernel installati. Questo capitolo fornisce i dettagli sulle opzioni di configurazione - che si possono impostare per personalizzare il processo di avvio di - FreeBSD. Ciò comprende tutto quello che avviene fino a quando il - kernel viene lanciato, vengono controllate le periferiche, e viene avviato + che puoi impostare per personalizzare il processo di avvio di FreeBSD. + Ciò comprende tutto quello che avviene fino a quando il kernel + viene lanciato, vengono controllate le periferiche, e viene avviato &man.init.8;. Se non sei sicuro di sapere quando tutto questo accada, si - tratta del momento in cui il colore del testo cambia da bianco brillante a - grigio. + tratta del momento in cui il colore del testo a video cambia da bianco + brillante a grigio. Dopo aver letto questo capitolo, saprai: Quali sono i componenti del sistema di avvio di FreeBSD, e come interagiscono. Le opzioni che puoi impostare per i componenti durante l'avviamento di FreeBSD per controllare il processo di avvio. - + Le basi dei &man.device.hints.5;. Solo per x86 Questo capitolo descrive la procedura di avvio di FreeBSD su sistemi Intel x86. Il Problema dell'Avvio Accendere un computer e far partire il sistema operativo pone un dilemma interessante. Per definizione, il computer non sa fare nulla finché non viene avviato il sistema operativo. Questo - include l'esecuzione dei programmi dal disco. Dunque se il computer non - può eseguire un programma da disco senza il sistema operativo, ed i - programmi del sistema operativo sono sul disco, come viene avviato il + include anche l'esecuzione dei programmi dal disco. Dunque se il computer + non può eseguire un programma da disco senza il sistema operativo, + ed i programmi del sistema operativo sono sul disco, come viene avviato il sistema operativo? - Questo è un problema parallelo a quello che c'è nel + Questo è un problema analogo a quello descritto nel libro Le Avventure del Barone di Munchausen. Un personaggio era caduto in una botola, e ne era uscito tirandosi su da sé (in inglese bootstrap), riuscendo nell'intento - solo con i propri sforzi. - Nei primi giorni dell'informatica al meccanismo usato per caricare - il sistema operativo fu applicato il termine + solo con i propri sforzi. Nei primi giorni dei calcolatori al meccanismo + usato per caricare il sistema operativo fu applicato il termine bootstrap, ed in seguito venne abbreviato in booting (in italiano avvio). - Su sistemi con hardware x86 il Basic Input/Output System (BIOS), - è il responsabile del caricamento del sistema operativo. Per fare - ciò, il BIOS cerca nel disco rigido il - Master Boot Record (MBR), che deve essere in una specifica posizione - sul disco. Il BIOS ha abbastanza conoscenze per caricare ed eseguire - l'MBR, ed assume che l'MBR possa portare avanti il resto dei compiti - relativi al caricamento del sistema operativo. + Su sistemi con hardware x86 il BIOS (Basic Input/Output System) + è il responsabile del caricamento del sistema operativo. Per fare + ciò, il BIOS cerca nel disco rigido il Master Boot Record (MBR), + che deve essere in una specifica posizione sul disco. Il BIOS ha + abbastanza conoscenze per caricare ed eseguire l'MBR, ed assume che l'MBR + possa portare avanti il resto dei compiti relativi al caricamento del + sistema operativo. BIOS Basic Input/Output System - Se c'è solo un sistema operativo installato sui tuoi dischi - allora l'MBR standard sarà sufficiente. Questo MBR cerca la prima - partizione avviabile sul disco, e poi esegue quel codice per caricare il - resto del sistema operativo. + Se hai solo un sistema operativo installato sui tuoi dischi allora + l'MBR standard sarà sufficiente. Questo MBR cerca la prima slice + (partizione) avviabile sul disco, e poi esegue il codice su quella slice + per caricare il resto del sistema operativo. - Se sono installati più sistemi operativi sul disco allora - si può installare un MBR diverso, che mostri una lista dei diversi - sistemi operativi, e permetta di scegliere quale avviare. FreeBSD viene - fornito con un MBR di questo tipo, ed altri fornitori di sistemi operativi - forniscono MBR alternativi. + Se hai installato più sistemi operativi sui tuoi dischi allora + puoi installare un MBR diverso, che mostra una lista dei diversi sistemi + operativi, e ti permette di scegliere quale avviare. FreeBSD viene + fornito con un simile MBR che può essere installato, ed altri + fornitori di sistemi operativi forniscono MBR alternativi. Il resto del sistema di avvio di FreeBSD è diviso in tre stadi. Il primo stadio viene eseguito dall'MBR, che sa solo il necessario per - mettere il computer in un certo stato ed eseguire il secondo. Il - secondo stadio può fare poco di più, prima di eseguire il - terzo. - Il terzo stadio esaurisce il compito di caricare il sistema operativo. - Il lavoro è diviso in queste tre parti perché gli standard - dei PC pongono dei limiti alla dimensione dei programmi che possono essere - eseguiti nei primi due stadi. Concatenare i compiti permette a FreeBSD di - fornire un loader più flessibile. + mettere il computer in un certo stato ed eseguire il secondo stadio. + Quest'ultimo può fare poco di più, prima di eseguire il + terzo. Il terzo stadio esaurisce il compito di caricare il sistema + operativo. Il lavoro è diviso in queste tre parti perché + gli standard dei PC pongono dei limiti alla dimensione dei programmi che + possono essere eseguiti nei primi due stadi. Concatenando i compiti + si permette a FreeBSD di fornire un loader più flessibile. kernel init A questo punto viene avviato il kernel ed esso comincia a verificare i dispositivi e ad inizializzarli. Una volta che la procedura di avvio del - kernel è finita, - il kernel passa il controllo al processo utente &man.init.8;, - che si assicura che i dischi siano in uno stato usabile. - Poi &man.init.8; avvia la configurazione delle risorse a livello utente, - monta i file system, imposta le schede di rete per comunicare via rete, - ed in generale fa partire tutti i processi che generalmente sono in + kernel è finita, il kernel passa il controllo al processo utente + &man.init.8;, che si assicura che i dischi siano in uno stato usabile. + Poi &man.init.8; avvia la configurazione delle risorse a livello utente + che monta i file system, imposta le schede di rete per comunicare via + rete, ed in generale fa partire tutti i processi che generalmente sono in esecuzione su un sistema FreeBSD all'avvio. L'MBR, e gli Stadi di Avvio Uno, Due, e Tre MBR, <filename>/boot/boot0</filename> Master Boot Record (MBR) L'MBR di FreeBSD è posizionato in - /boot/boot0. - Questa è una copia dell'MBR, perché - il vero MBR deve essere posizionato su una parte speciale del disco, - fuori dell'area di FreeBSD. + /boot/boot0. Questa è una + copia dell'MBR, poiché il vero MBR deve + essere posizionato su una parte speciale del disco, fuori dell'area di + FreeBSD. - boot0 è molto semplice, poiché il - programma nell'MBR può essere lungo solo 512 - byte. Se avete installato l'MBR di FreeBSD ed avete vari sistemi - operativi installati allora vedrete una schermata simile a questa al - momento dell'accensione: + Siccome il programma nell'MBR può essere + lungo solo 512 byte, boot0 è molto semplice. + Se hai installato l'MBR di FreeBSD ed hai vari sistemi operativi + installati sui tuoi dischi allora vedrai una schermata simile a questa + al momento dell'accensione: Screenshot di <filename>boot0</filename> F1 DOS F2 FreeBSD F3 Linux F4 ?? F5 Drive 1 Default: F2 Altri sistemi operativi, in particolare Windows 95, sono noti - per l'abitudine a sovrascrivere un MBR esistente con il proprio. - Se accade questo, o si vuole rimpiazzare l'MBR pre-esistente con quello - di FreeBSD va usato il seguente comando: + per l'abitudine a sovrascrivere l'MBR esistente con il proprio. + Se accade questo, o se vuoi rimpiazzare l'MBR pre-esistente con quello + di FreeBSD puoi usare il seguente comando: &prompt.root; fdisk -B -b /boot/boot0 dispositivo Dove dispositivo è il dispositivo - dal quale si avvia, come ad0 per il primo disco - IDE, ad2 per il primo disco ide sul secondo - canale, da0 per il primo disco SCSI, + dal quale vuoi avviare, come ad0 per il primo + disco IDE, ad2 per il primo disco ide sul + secondo canale, da0 per il primo disco SCSI, e così via. - Se sei un utente Linux, comunque, e preferisci che sia - LILO a controllare il processo di boot, + Comunque, se sei un utente Linux e preferisci che sia + LILO a controllare il processo di avvio, puoi modificare /etc/lilo.conf per avviare FreeBSD, - o selezionare + e selezionare durante il processo di installazione di FreeBSD. Se hai installato il - boot manager di FreeBSD, puoi ritornare a Linux e modificare il file di + boot manager di FreeBSD, puoi avviare Linux e modificare il file di configurazione di LILO, /etc/lilo.conf aggiungendo la seguente opzione: other=/dev/hdXY table=/dev/hdb loader=/boot/chain.b label=FreeBSD - il che permetterà l'avvio di FreeBSD e Linux via + che permetterà l'avvio di FreeBSD e Linux via LILO. Nel nostro esempio, usiamo XY per determinare quale drive e - quale partizione. Se si sta usando un drive SCSI, - si dovrà cambiare /dev/hdXY per - leggere qualcosa di simile a /dev/sdXY, dove - usiamo ancora la sintassi XY. - L'opzione può essere omessa - se avete entrambi i sistemi operativi sullo stesso drive. - Ora potete eseguire /sbin/lilo -v - per fare effettuare i cambiamenti al sistema; - ciò dovrebbe poter essere verificato grazie ad un messaggio su - schermo. + quale partizione usare. Se stai usando un drive + SCSI, dovrai cambiare + /dev/hdXY in qualcosa di simile a + /dev/sdXY, dove viene usata ancora la + sintassi XY. L'opzione + può essere omessa se hai + entrambi i sistemi operativi sullo stesso drive. Ora puoi eseguire + /sbin/lilo -v per effettuare i tuoi cambiamenti, + che dovrebbero essere confermati con messaggio su schermo. Stadio Uno, <filename>/boot/boot1</filename>, e Stadio Due, <filename>/boot/boot2</filename> Concettualmente il primo ed il secondo stadio sono parte dello - stesso programma, sulla stessa area del disco. Per limitazioni sullo - spazio sono stati divisi in due, ma li installerai sempre + stesso programma, sulla stessa area del disco. Per limitazioni di + spazio sono stati divisi in due, ma li installerai sempre insieme. - Essi si trovano sul settore di avvio della partizione di avvio, - che è dove boot0, o ogni altro - programma nell'MBR si aspetta di trovare il codice per - proseguire la procedura di avvio. I file nella cartella - /boot sono copie dei file reali, - che sono immagazzinati fuori dal file system di FreeBSD. + Essi si trovano sul settore di avvio della slice di avvio, dove + boot0, o ogni altro programma + nell'MBR si aspetta di trovare il codice da eseguire + per proseguire la procedura di avvio. I file nella directory + /boot sono copie dei file reali, che sono + immagazzinati fuori dal file system di FreeBSD. boot1 è molto semplice, poiché può essere lungo solo 512 byte, e conosce solo lo stretto necessario del disklabel di FreeBSD, il quale memorizza le informazioni sulle slice, per trovare ed eseguire boot2. boot2 è leggermente più sofisticato, e conosce il file system di FreeBSD abbastanza da potervi trovare dei file, e può fornire una semplice interfaccia per scegliere quale kernel o loader eseguire. Poiché il loader è molto più complesso, e fornisce una gradevole interfaccia di facile utilizzo alla configurazione di avvio, boot2 in genere lo esegue, ma in precedenza era incaricato di lanciare il kernel direttamente. Screenshot di <filename>boot2</filename> >> FreeBSD/i386 BOOT Default: 0:ad(0,a)/kernel boot: - Se mai avrai bisogno di rimpiazzare il - boot1 ed il boot2 installati, - usa &man.disklabel.8;. + Se mai avrai bisogno di rimpiazzare il boot1 ed + il boot2 installati usa &man.disklabel.8;. &prompt.root; disklabel -B discoslice Dove discoslice sono il disco e la slice - dal quale avviare, come ad esempio ad0s1 per la - prima slice sul primo disco IDE. + dal quale vuoi effettuare l'avvio, come ad esempio + ad0s1 per la prima slice sul primo disco + IDE. Modalità Pericolosamente Dedicata - Se si usa solo il nome del disco, come - ad0, nel comando &man.disklabel.8; si - creerà un disco pericolosamente dedicato, senza slice. Quasi - sicuramente non è questo quello che si vorrà fare, - quindi controlla due volte il comando &man.disklabel.8; - prima di premere Invio. + Se nella sintassi del comando &man.disklabel.8; usi solo il + nome del disco, come ad0, creerai un disco + pericolosamente dedicato, senza slice. Quasi sicuramente non è + questo quello che vuoi fare, quindi controlla due volte il comando + &man.disklabel.8; prima di premere Invio. Stadio Tre, <filename>/boot/loader</filename> boot-loader Il loader è l'ultimo stadio della procedura di avvio divisa in tre, e si trova sul file system, generalmente come /boot/loader. - Il loader viene inteso come un metodo user-friendly per la - configurazione, tramite l'uso di un insieme di comandi integrati facili - da usare, che ha dietro un potente interprete con un insieme di - comandi più complesso. + Il loader deve essere inteso come un metodo user-friendly per la + configurazione di avvio, tramite l'uso di un insieme di comandi + integrati facili da usare, sostenuto da un potente interprete, con un + insieme di comandi più complessi. Sequenza di Operazioni del Loader Durante l'inizializzazione, il loader controllerà la console e i dischi, e cercherà di capire da quale disco si stia avviando. Imposterà le variabili di conseguenza, ed avvierà un interprete al quale potranno essere passati i comandi dell'utente in maniera interattiva o attraverso uno script. loader configurazione del loader - Poi il loader leggerà - /boot/loader.rc, che in maniera predefinita legge - /boot/defaults/loader.conf che imposta - dei valori di default ragionevoli per le variabili e legge + Poi il loader leggerà /boot/loader.rc, + che di default legge i settaggi di + /boot/defaults/loader.conf il quale imposta + dei valori di default ragionevoli per le variabili e inoltre + /boot/loader.rc legge /boot/loader.conf per i cambiamenti locali a - quelle variabili. loader.rc poi agisce su queste - variabili, caricando i moduli ed il kernel selezionati. - - Infine, di default, il loader attende 10 secondi la pressione - di un tasto, ed avvia il kernel se non viene interrotto. - Se invece viene interrotto, viene presentato all'utente - un prompt in grado di comprendere un semplice insieme di comandi, - dal quale l'utente può impostare precisamente le variabili, - scaricare dalla memoria tutti i moduli, o caricarli, ed infine - avviare o ri-avviare. + quelle variabili. In base a queste variabili + loader.rc carica i moduli ed il kernel + prescelti. + + Infine, di default, il loader attende per 10 secondi la pressione + di un tasto, ed avvia il kernel se non viene interrotto. Se invece + viene interrotto, viene presentato all'utente un prompt in grado di + comprendere un semplice insieme di comandi, dal quale l'utente + può impostare precisamente le variabili, scaricare dalla + memoria tutti i moduli, o caricarli, ed infine avviare o + ri-avviare. Comandi Integrati nel Loader Questi sono i comandi usati più comunemente. Per una discussione completa su tutti i comandi disponibili, guarda &man.loader.8;. autoboot secondi - Procede nell'avvio del kernel se non viene interrotto - nell'intervallo di tempo specificato, in secondi. - Mostra un conto alla rovescia, e l'intervallo predefinito - è di 10 secondi. + Procede all'avvio del kernel se non viene interrotto + nell'intervallo di tempo specificato, in secondi. Mostra un + conto alla rovescia, e l'intervallo predefinito è di + 10 secondi. boot -opzioni nomekernel - Procede immediatamente all'avvio del kernel, con le - opzioni date, se ce ne sono, e con il kernel con il nome - fornito, se esiste. + Procede immediatamente all'avvio del kernel, con le opzioni + date, se ce ne sono, e con il nome del kernel specificato, se + fornito. boot-conf - Va avanti con gli stessi moduli della configurazione - automatica, basati sulle variabili, come accade al boot. - Questo ha senso solo se prima usate - unload, e cambiate delle variabili, - più comunemente kernel. + Va avanti con la stessa configurazione automatica di moduli + basati sulle variabili come accade al boot. Questo ha senso + solo se prima usi unload, e cambi delle + variabili, in generale kernel. help argomento Mostra un messaggio d'aiuto letto da - /boot/loader.help. Se l'argomento - dato è index, allora elenca tutti - gli argomenti disponibili. + /boot/loader.help. Se l'argomento dato + è index, allora elenca tutti gli + argomenti disponibili. - include nomefile - … + include nomefile - Processa il file con il nome dato. Il - file viene letto, e interpretato riga per riga. - Un errore blocca il comando include immediatamente. + Processa il file specificato. Il file viene letto, e + interpretato riga per riga. Un errore blocca il comando include + immediatamente. load - tipo + tipo nomefile Carica il kernel, il modulo del kernel, o il file del tipo specificato, con il nome specificato. Ogni argomento dopo nomefile viene passato al file. ls percorso - Mostra un elenco dei file nel percorso dato, o - nella directory root, se non ne viene specificato uno. - Se è specificato , verranno mostrate - anche le dimensioni dei file. + Mostra un elenco dei file nel percorso dato, o nella + directory root, se non ne viene specificato uno. Se è + specificato , verranno mostrate anche le + dimensioni dei file. lsdev Elenca tutti i dispositivi dai quali potrebbe essere possibile caricare moduli. Se viene specificata l'opzione , verranno stampati dettagli maggiori. lsmod - Mostra i moduli caricati. Se viene specificato + Mostra i moduli caricati. Se viene specificato , verranno stampati dettagli maggiori. more nomefile Mostra i file specificati, con una pausa ad ogni - LINES visualizzato. + pagina visualizzata. reboot Riavvia immediatamente il sistema. set variabile set variabile=valore Imposta le variabili di ambiente del loader. unload Rimuove tutti i moduli caricati. Esempi sul Loader Qui ci sono alcuni esempi pratici sull'uso del loader: modalità singolo utente Per avviare semplicemente il vostro kernel abituale, ma in modalità singolo utente: boot -s - Per scaricare dalla memoria i moduli e il kernel normali, + Per scaricare dalla memoria i moduli e il kernel usuali, e poi caricare solo il vecchio (o un altro) kernel: kernel.old unload load kernel.old - Si può usare kernel.GENERIC per - riferirsi al kernel generico che viene fornito nel disco - d'installazione, o kernel.old per riferirsi - al kernel installato precedentemente (quando hai aggiornato - o configurato il kernel, ad esempio). + Puoi usare kernel.GENERIC per riferirti + al kernel generico che viene fornito nel disco d'installazione, o + kernel.old per riferirti al kernel installato + precedentemente (quando hai aggiornato o configurato il kernel, ad + esempio). - Usa il comando seguente per caricare i soliti moduli + Usa il comando seguente per caricare i tuoi soliti moduli con un altro kernel: unload set kernel="kernel.old" boot-conf Per caricare uno script di configurazione del kernel - (uno script automatizzato che faccia le cose - che faresti tu normalmente configurando il kernel - all'avvio): + (uno script automatizzato che faccia le cose che faresti tu + normalmente configurando il kernel all'avvio): - load -t script_configurazione_utente /boot/kernel.conf + load -t userconfig_script /boot/kernel.conf Interazione con il Kernel Durante l'Avvio kernel interazione all'avvio Una volta che il kernel è stato caricato dal loader (come è normale) o da loader (come di consueto) o da boot2 (scavalcando il loader), esso esamina i suoi flag di avvio, se ce ne sono, e aggiusta il suo comportamento come necessario. kernel flag di boot - I Flag di Boot del Kernel + I Flag di Avvio del Kernel - Qui ci sono alcune dei più comuni flag di boot: + Qui ci sono alcuni dei più comuni flag di avvio: durante l'inizializzazione del kernel, chiede il dispositivo da montare come file system di root. avvia da CDROM. esegue UserConfig, il programma di configurazione del kernel all'avvio avvia in modalità singolo utente aumenta la verbosità durante l'avvio del kernel Ci sono altri flag di avvio, leggi &man.boot.8; per maggiori informazioni su di essi. Tom Rhodes Contributo di - - device.hints - + device.hints Device Hints Questa è una caratteristica di FreeBSD 5.0 e successive che non esiste nelle versioni precedenti. Durante l'avvio iniziale del sistema, il boot &man.loader.8; leggerà il file &man.device.hints.5;. Questo file contiene informazioni di avvio per il kernel dette variabili, e talvolta indicate come device hints, suggerimenti per i dispositivi. Questi device hints vengono usati dai driver per la configurazione delle varie periferiche. I device hints possono essere specificati anche nel prompt del terzo - stadio del boot loader. + stadio del boot loader. Le variabili possono essere aggiunte usando il comando set, rimosse con unset, e - visualizzate con show. Possono essere scavalcate anche - le variabili impostate nel file /boot/device.hints. - I device hint inseriti in questo modo non sono permanenti e verranno - dimenticati al riavvio seguente. + visualizzate con show. Inoltre, in questo modo, + le variabili impostate nel file /boot/device.hints + possono essere scavalcate. I device hint inseriti in questo modo non sono + permanenti e verranno dimenticati al riavvio seguente. Una volta che il sistema è stato avviato, può essere usato il comando &man.kenv.1; per mostrare tutte le variabili. La sintassi per il file /boot/device.hints - è una variabile per riga, - usando il solito cancelletto # per indicare i commenti. - Le linee sono costruito come segue: + è una variabile per riga, usando il solito cancelletto + # per indicare i commenti. Le linee sono costruite come + segue: hint.driver.unit.keyword="valore" - La sintassi per il terzo stadio del boot loader è: + La sintassi nel terzo stadio del boot loader è: set hint.driver.unit.keyword=valore driver è il nome del driver per il dispositivo, unit è il numero di unità per quel driver, e keyword è la parola chiave - per quell'hint. - La parola chiave può consistere in una delle seguenti - opzioni: + per quell'hint. La parola chiave può essere: at: specifica il bus sul quale è collegato il dispositivo. port: specifica l'indirizzo iniziale di I/O che deve essere usato. irq: specifica il numero di interrupt request che deve essere usato. drq: specifica il numero del canale DMA. maddr: specifica l'indirizzo di memoria fisico occupato dal dispositivo. flags: imposta vari bit di flag per il dispositivo. disabled: se impostato a 1 il dispositivo è disabilitato. - I driver possono accettare (o richiedere) più hints di queli - elencati qui, si raccomanda di verificare la loro pagina di manuale. - Per maggiori informazioni, consulta le pagine di manuale + I driver possono accettare (o richiedere) più hints di quelli + elencati qui, si raccomanda quindi di verificare la loro pagina di + manuale. Per maggiori informazioni, consulta le pagine man &man.device.hints.5;, &man.kenv.1;, &man.loader.conf.5;, e &man.loader.8;. init Init: Inizializzazione del Controllo dei Processi Una volta che il kernel ha finito di avviarsi, trasferisce il controllo al processo utente init, che si trova in /sbin/init, o al programma specificato nella variabile init_path nel loader. Sequenza di Riavvio Automatica - La sequenza di riavvio automatica assicura - che i file system disponibili sul sistema siano consistenti. - Se qualcuno non lo è, e &man.fsck.8; non può - risolvere le inconsistenze, &man.init.8; abbandona il sistema - in modalità singolo utente - per permettere all'amministratore di sistema di occuparsi dei - problemi direttamente. + La sequenza di riavvio automatica assicura che i file system + disponibili sul sistema siano consistenti. Se qualcuno non lo è, + e &man.fsck.8; non può risolvere le inconsistenze, &man.init.8; + abbandona il sistema in modalità + singolo utente per permettere all'amministratore di sistema di + occuparsi dei problemi direttamente. Modalità Singolo Utente modalità singolo utente console Questa modalità può essere raggiunta attraverso la sequenza di riavvio automatica, o tramite l'avvio da parte dell'utente con l'opzione o impostando la variabile boot_single nel loader. - Si può arrivare ad essa anche richiamando - &man.shutdown.8; con l'opzione per il riavvio - () o per l'arresto (), - dalla modalità multi - utente. + Si può arrivare ad essa anche richiamando &man.shutdown.8; + senza l'opzione per il riavvio () o per l'arresto + (), dalla modalità multi utente. - Se la console del sistema è segnata come + Se la console del sistema è settata come insecure in /etc/ttys, allora il sistema richiede la password di root prima di entrare in modalità singolo utente. Una Console Insicura in <filename>/etc/ttys</filename> # name getty type status comments # -# Se la console è segnata come "insecure", allora init chiederà +# Se la console è settata come "insecure", allora init chiederà # la password di root per andare in modalità singolo utente . console none unknown off insecure Avere una console insecure significa - ritenere insicura la sicurezza fisica della console, - ed assicurarsi che solo chi conosce la password di - root possa usare la modalità singolo - utente, non significa voler eseguire la console in maniera insicura. - Dunque, se vuoi avere sicurezza, scegli insecure, - non secure. + ritenere insicura la sicurezza fisica della console, ed assicurarsi + che solo chi conosce la password di root possa + usare la modalità singolo utente, non significa voler eseguire + la console in maniera insicura. Dunque, se vuoi avere sicurezza, + scegli insecure, non + secure. Modalità Multi Utente modalità multi utente - Se &man.init.8; ritiene che i file system siano in ordine, + Se &man.init.8; ritiene che i tuoi file system siano in ordine, o quando l'utente ha terminato il lavoro in modalità singolo utente, il sistema entra in modalità multi utente, nella quale inizia la configurazione delle risorse del sistema. file rc - Resource Configuration (rc) + Configurazione delle Risorse (rc) Il sistema di configurazione delle risorse legge i valori predefiniti della configurazione da /etc/defaults/rc.conf, e i dettagli specifici del sistema da /etc/rc.conf, e poi procede al montaggio dei file system del sistema elencati in /etc/fstab, avvia i servizi di rete, avvia vari demoni di sistema, ed infine esegue gli script di avvio dei pacchetti installati localmente. La pagina man di &man.rc.8; è un buon riferimento per la configurazione delle risorse del sistema, poiché esamina gli script stessi. Sequenza di Spegnimento spegnimento - Al momento di uno spegnimento controllato, tramite - &man.shutdown.8;, &man.init.8; cercherà di - eseguire lo script /etc/rc.shutdown, e poi - procederà ad inviare a tutti i processi il segnale - TERM, e successivamente il segnale - KILL a quelli che non sono terminati in tempo. + Al momento di uno spegnimento controllato, tramite &man.shutdown.8;, + &man.init.8; cercherà di eseguire lo script + /etc/rc.shutdown, e poi procederà ad inviare + a tutti i processi il segnale TERM, e successivamente + il segnale KILL a quelli che non sono terminati in + tempo. Per spegnere una macchina FreeBSD su architetture e sistemi - che supportano sistemi di power management, usa semplicemente il comando + che supportano la gestione dell'energia, usa semplicemente il comando shutdown -p now per disattivare immediatamente - l'alimentazione. - Per riavviare semplicemente un sistema FreeBSD system, usa solo + l'alimentazione. Per riavviare semplicemente un sistema FreeBSD, usa solo shutdown -r now. Avrai bisogno di essere root o un membro del gruppo operator per eseguire &man.shutdown.8;. Possono essere usati anche i comandi &man.halt.8; e &man.reboot.8;, - fai riferimento alle loro pagine di manuale ed a quella di - &man.shutdown.8; per maggiori informazioni. + fai riferimento alle loro pagine di man ed a quella di &man.shutdown.8; + per maggiori informazioni. La gestione dell'energia richiede il supporto &man.acpi.4; nel kernel o caricato come modulo in FreeBSD 5.X e il supporto &man.apm.4; in FreeBSD 4.X. diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml index b4fa830ed5..3583f30d91 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml @@ -1,1321 +1,1325 @@ Christophe Juniet Contributo di Applicazioni Desktop Sinossi FreeBSD può far girare una gran varietà di applicazioni desktop, come ad esempio browser per la navigazione e editor di testi. La maggior parte di questi sono disponibili in pacchetti o possono essere automaticamente installati dalla collezione di port. Molti nuovi utenti si aspettano di trovare questo tipo di applicazioni nei loro desktop. Questo capitolo ti mostrerà come installare alcune popolari applicazioni desktop, sia dai package che dalla collezione dei port. Da notare che quando installiamo programmi dalla collezione dei port, questi sono compilati dai sorgenti. Questa operazione potrebbe durare molto tempo, dipende da cosa stai compilando e dalla potenza della tua macchina. Se per te compilare i sorgenti occupa un arco di tempo proibitivamente lungo, puoi installare la maggior parte dei programmi della collezione dei port da pacchetti precompilati. Visto che FreeBSD è compatibile con i binari di Linux, molte applicazione originariamente scritte per Linux sono disponibili per il tuo desktop. È fortemente raccomandata la lettura del prima di installare qualsiasi applicazione per Linux. La maggior parte dei port che sfruttano la compatibilità con Linux iniziano con linux-. Ricordatelo quando cerchi un port in particolare, per esempio con &man.whereis.1;. Nella parte seguente, si presuppone che tu abbia installato il supporto per la compatibilità con i binari di Linux prima di installare qualsiasi applicazione per Linux. Queste sono le categorie software trattate in questo capitolo: Browser (come ad es. Mozilla, Netscape, Opera) Produttività (come ad es. KOffice, AbiWord, The GIMP, OpenOffice.org) Visualizzatori di documenti (come ad es. Acrobat Reader, gv, Xpdf, GQview) Finance (come ad es. GnuCash, Gnumeric, Abacus) Prima di leggere questo capitolo, dovresti: Essere in grado di installare altro software di terze parti (). Essere in grado di installare altro software per Linux (). Per informazioni su come avere un ambiente multimediale, leggi il . Se vuoi installare e usare l'e-mail, sono presenti riferimenti nel . Browser In FreeBSD non viene preinstallato nessun browser in particolare. Invece, la directory www della collezione dei port contiene molti browsers pronti per essere installati. Se non hai il tempo di compilare tutto (in alcuni casi potrebbe occupare molto tempo) molti di questi sono disponibili come package. KDE e anche GNOME hanno dei browsers HTML. Guarda la per avere informazioni su come installare questi ambienti desktop. Se stai cercando dei browser leggeri, dovresti controllare la collezione dei port per www/dillo, www/links, oppure www/w3m. Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni: Nome dell'applicazione Livello di risorse necessarie Installazione dai port Principali dipendenze Mozilla pesante pesante Gtk+ Netscape pesante leggero Compatibilità binaria con Linux Opera leggero leggero Versione FreeBSD: Nessuna. Versione per Linux: Compatibilità binaria con Linux e linux-openmotif Mozilla Mozilla Mozilla è probabilmente il browser più indicato per il tuo desktop FreeBSD. È moderno, stabile, e completamente supportato da FreeBSD. Tra le caratteristiche un motore di visualizzazione di pagine che segue completamente lo standard HTML. Ha inoltre un lettore di mail e news. Presenta anche un editor HTML se vuoi comporre della pagine web. Gli utenti di Netscape riconosceranno le somiglianze con la suite Communicator in quanto basati sullo stesso codice. Su macchine lente, con una velocita di CPU minore di 233MHz o con meno di 64MB di RAM, Mozilla potrebbe utilizzare troppe risorse per essere eseguito al meglio. Potresti invece dare un'occhiata al browser Opera descritto poco più giù in questo capitolo. Se non puoi o non vuoi compilare Mozilla per qualsiasi ragione, il FreeBSD GNOME team l'ha già fatto per te. Devi solo installare il pacchetto dalla rete con: &prompt.root; pkg_add -r mozilla Se il pacchetto non è disponibile, e hai abbastanza tempo e spazio su disco, puoi prelevare i sorgenti di Mozilla, compilarli e installarli sul tuo sistema. Questo può essere fatto con: &prompt.root; cd /usr/ports/www/mozilla &prompt.root; make install clean Puoi assicurarti una corretta inizializzazione del port di Mozilla attraverso l'esecuzione dell'utility chrome registry setup con i privilegi di root. In ogni caso se vuoi prelevare alcuni add-ons come ad esempio gestori del mouse, dovresti eseguire Mozilla come root per installarli correttamente. Una volta completata l'installazione di Mozilla, non necessiti di essere ancora root. Puoi avviare Mozilla come browser digitando: &prompt.user; mozilla Puoi avviarlo direttamente come lettore di mail e news come mostrato qui sotto: &prompt.user; mozilla -mail Tom Rhodes Contributo di Mozilla, Java, e Shockwave Flash Installare Mozilla è semplice, ma sfortunatamente installare Mozilla con il supporto per cose come java e Shockwave Flash consuma sia spazio su disco che tempo. La prima cosa da fare è scaricare i files che verranno usati poi con Mozilla. Raggiungi con il tuo - browserla pagina presente al seguente link http://www.sun.com/software/java2/download.html - e creati un account sul loro sito. Ricordati di salvare lo username + browser la pagina presente al seguente link + e creati un account sul loro sito. Ricordati di salvare il nome utente e la password visto che potresti averne bisogno in fututo. Scarica una copia del file j2sdk-1_3_1-src.tar.gz e salvalo in /usr/ports/distfiles/ perchè il port non è in grado di prelevarlo automaticamente. Questo a causa delle - limitazioni dovute alla licenza. Nel frattempo apriamo la pagina del - java environment direttamente da http://java.sun.com/webapps/download/Display?BundleId=7163. - Il file È: j2sdk-1_3_1_06-linux-i586.bin - ed È abbastanza grande (circa 25 megabytes!). Esattamente come - prima, questo file và salvato in - /usr/ports/distfiles/. Finalmente ora scarichiamo + limitazioni dovute alla licenza. + Nel frattempo scarica il java environment da . + Il file è j2sdk-1_3_1_08-linux-i586.bin + ed è abbastanza grande (circa 25 megabyte!). Esattamente come + prima, questo file deve essere salvato in + /usr/ports/distfiles/. Alla fine scarica una copia del java patchkit da http://www.eyesbeyond.com/freebsddom/java/ - e salviamolo nella directory - /usr/ports/distfiles/. + url="http://www.eyesbeyond.com/freebsddom/java/"> e salvalo + nella directory /usr/ports/distfiles/. - Installiamo lo java/jdk13 port + Installiamo il port java/jdk13 con il classico make install clean e dopo - installiamo il www/flashpluginwrapper port. - Questo port necessita del www/flashpluginwrapper. + Questo port necessita di emulators/linux_base che è un - port abbastanza grande. Anche se esistono altre - flash plugins, queste hanno dato dei problemi + port abbastanza grande. Anche se esistono altri plug-in + flash, questi hanno dato dei problemi e non hanno funzionato da me. - Ora copiamo la flash plug-in con: + Installa il port www/mozilla, + se Mozilla non è ancora + installato. + + Ora copiamo il plug-in flash con: &prompt.root; cp /usr/local/lib/flash/libflashplayer.so \ - /usr/X11R6/lib/mozilla/plugins/libflashplayer_linux.so + /usr/X11R6/lib/browser_plugins/libflashplayer_linux.so &prompt.root; cp /usr/local/lib/flash/ShockwaveFlash.class \ - /usr/X11R6/lib/mozilla/plugins/ + /usr/X11R6/lib/browser_plugins/ Se si sta usando www/mozilla-devel, la directory di destinazione sarà differente. Ora aggiungere le seguenti righe all'inizio (ma ovviamante sotto #!/bin/sh) dello script di avvio di Mozilla: /usr/X11R6/bin/mozilla. LD_PRELOAD=/usr/local/lib/libflashplayer.so.1 export LD_PRELOAD Questo farà funzionare il plug-in di flash. - Installare il www/mozilla port, - e se Mozilla È già stato - installato allora dobbiamo solo avviarlo con: + Ora avvia Mozilla solo con: &prompt.user; mozilla & Aprire il menu di opzioni About Plug-ins dal menù Help. Una lista con tutte i plug-in disponibili dovrebbe apparire. java e shockwave flash dovrebbero essere elencate. Netscape Netscape Nella collezione dei port sono presenti diverse versioni del browser Netscape. Sin dalla prima versione scritta per FreeBSD Netscape contiene un grave bug di sicurezza, è fortemente scoraggiata l'installazione. Invece, puoi usare una versione più recente per Linux o per DIGITAL UNIX. L'ultima release stabile del browser Netscape è Netscape 7. Questa può essere installata dalla collezione dei port con: &prompt.root; cd /usr/ports/www/netscape7 &prompt.root; make install clean Ci sono delle versioni localizzate nelle categorie French, German, e Japanese. Le versioni Netscape 4.x non sono raccomandate perchè non sono conformi agli standard attuali. Tuttavia, Netscape 7.x e le altre versioni più recenti sono disponibili solo per architetture i386. Opera Opera Opera è un browser molto veloce, pieno di funzionalità, e basato sugli standard attuali. È disponibile in due versioni: una nativa per FreeBSD e una che gira sotto emulazione Linux. Per tutte e due i casi È disponibile una versione gratuita che visualizza banner pubblicitari e una che è a pagamento. Puoi comprare una versione senza avvisi pubblicitari dal sito web di Opera. Questa è una release per Linux ma gira senza problemi anche sotto FreeBSD. Per navigare nel web con la versione per FreeBSD di Opera, installa il package: &prompt.root; pkg_add -r opera Alcuni siti FTP non hanno tutti i pacchetti, ma è possibile ottenere lo stesso risultato con la collezione dei port digitando: &prompt.root; cd /usr/port/www/opera &prompt.root; make install clean Per installare la versione Linux di Opera, sustituire linux-opera al posto di opera nell'esempio sopra. La versione Linux È utile in situazioni che richiedono l'uso di plug-ins che sono disponibili solo per Linux, come ad esempio Adobe Acrobat Reader. In tutti gli altri casi, le versioni per FreeBSD e Linux funzioneranno esattamente alla stessa maniera. Produttività Quando si parla di produttività, i nuovi utenti spesso cercano un buon pacchetto office o un facile e completo editor di testi. Non ci sono applicativi di default, mentre alcuni ambienti desktop come KDE sono muniti di un pacchetto office. FreeBSD dispone di tutto ciò di cui hai necessità indipendentemente dal tuo ambiente desktop. Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni: Nome dell'applicazione Livello di risorse necessarie Installazione dai port Principali dipendenze KOffice leggero pesante KDE AbiWord leggero leggero Gtk+ o GNOME The Gimp leggero pesante Gtk+ OpenOffice.org pesante molto pesante GCC 3.1, JDK 1.3, Mozilla KOffice KOffice suite per ufficio KOffice La comunità KDE distribuisce il suo ambiente desktop insieme a un pacchetto office che può essere usato all'esterno dell'ambiente KDE. Questo include le 4 principali componenti che sono presenti nelle altre principale suite di office. KWord è l'editor di testi, KSpread è il foglio di calcolo elettronico, KPresenter gestisce presentazioni a slide e Kontour ti permette di disegnare documenti grafici. Prima di installare l'ultima release di KOffice, assicurati di avere una versione aggiornata di KDE. Per installare KOffice come pacchetto, inserisci il seguente comando: &prompt.root; pkg_add -r koffice se il pacchetto non è disponibile puoi usare la collezione dei ports. Per esempio, per installare KOffice per KDE3, fai: &prompt.root; cd /usr/ports/editors/koffice-kde3 &prompt.root; make install clean AbiWord AbiWord AbiWord è un editor di testi gratuito simile in aspetto e non solo a Microsoft Word. È adatto per la digitazione di documenti, lettere, reports, appunti e così via. È molto veloce, contiene molte funzioni, ed è molto facile da usare. AbiWord può importare ed esportare file di molti tipi, compreso alcuni formati proprietari come Microsoft .doc. AbiWord è disponibile come package. Puoi installarlo digitando: &prompt.root; pkg_add -r AbiWord-gnome Se il pacchetto non è disponibile puoi recuperarlo dalla collezione dei port. La collezione dei port dovrebbe essere molto più aggiornata. Puoi fare come segue: &prompt.root; cd /usr/ports/editors/AbiWord &prompt.root; make install clean The GIMP The GIMP Per il disegno o il ritocco delle immagini, The GIMP è un programa di manipolazione immagini molto sofisticato. Può essere usato come un semplice programma di disegno o come un programma di fotoritocco professionale. Supporta un grande numero di plug-in, funzioni e un'interfaccia di scripting. The GIMP può leggere e scrivere una enorme quantità di formati di file. Supporto di interfacce per scanner o tavolette. Puoi installare il pacchetto inserendo il seguente comando: &prompt.root; pkg_add -r gimp Se il tuo sito FTP non ha il pacchetto, puoi usare la collezione dei ports. La directory graphics della collezione dei ports contiene anche The Gimp Manual. È riportato qui di seguito come installarli: &prompt.root; cd /usr/ports/graphics/gimp1 &prompt.root; make install clean &prompt.root; cd /usr/ports/graphics/gimp-manual-pdf &prompt.root; make install clean La directorygraphics della collezione dei ports contiene la versione development di The GIMP in graphics/gimp-devel. Le versioni in formato HTML e PostScript di The Gimp Manual sono in graphics/gimp-manual-html e graphics/gimp-manual-ps. OpenOffice.org OpenOffice.org suite per ufficio OpenOffice.org OpenOffice.org unisce tutte le applicazioni necessarie in un completo pacchetto office di produttività personale: un editor di testi, un foglio di calcolo, un software per le presentazioni e uno di disegno. La sua interfaccia utente è molto simile alle altre suiti di office, può inoltre importare ed esportare file in diversi popolari formati. È disponibile in un gran numero di differenti lingue comprendenti interfaccia, correttore ortografico, e dizionario. L'editor di testi di OpenOffice.org usa come formato di file nativo il formato XML per incrementare la portabilità e la flessibilità. Il foglio di calcolo elettronico incorpora un linguaggio per le macro che può essere interfacciato con un database esterno. OpenOffice.org è stabile e - e gira nativamente sotto windows, Solaris e Linux. I ports per FreeBSD - e Mac OS X sono quasi completi. Altre - informazioni riguardo OpenOffice.org - possono essere trovate nell'OpenOffice web site .. + e gira nativamente sotto windows, Solaris, Linux, FreeBSD, e + Mac OS X. Altre informazioni riguardo + OpenOffice.org possono essere trovate sul + sito web di OpenOffice. + Per informazioni specifiche su FreeBSD, e per scaricare direttamente i + package usa il sito web del FreeBSD OpenOffice Porting + Team. Per installare OpenOffice.org, do: &prompt.root; pkg_add -r openoffice Una volta installato il pacchetto, devi avviare il programma di setup e scegliere una . Eseguire questo comando come utente che userà OpenOffice.org OpenOffice.org: &prompt.user; openoffice-setup Se il pacchetto OpenOffice.org non è disponibile hai ancora la possibilità di compilare il port. Come sempre, devi tenere presente che necessiterai di molto spazio nel tuo hard disk e di molto tempo per la compilazione. &prompt.root; cd /usr/ports/editors/openoffice &prompt.root; make install clean Una volta installato il pacchetto, devi avviare il programma di setup di OpenOffice.org e scegliere con: &prompt.user; cd /usr/ports/editors/openoffice &prompt.user; make install-user Se vuoi usare una versione in una lingua differente qui di seguito sono presenti i ports disponibili : Lingua Port Arabo editors/openoffice-ar Coreano korean/openoffice Danese editors/openoffice-dk Francese french/openoffice Giapponese japanese/openoffice Greco editors/openoffice-gr Italiano editors/openoffice-it Olandese editors/openoffice-nl Polacco editors/openoffice-pl Portoghese portuguese/openoffice Russo russian/openoffice Spagnolo editors/openoffice-es Svedese editors/openoffice-se Tedesco german/openoffice Turco editors/openoffice-tr Document viewers Alcuni nuovi formati di documenti hanno recentemente guadagnato popolarità. I visualizzatori standard che richiedono potrebbero non essere inclusi nel sistema base. Vedremo come installarli in questa sezione. Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni: Nome dell'applicazone Livello di risorse necessarie Installazione dai ports Maggiori dipendenze Acrobat Reader leggero leggero Supporto per la compatibilità per i binari Linux gv leggero leggero Xaw3d Xpdf leggero leggero FreeType GQview leggero leggero Gtk+ o GNOME Acrobat Reader Acrobat Reader PDF visualizzatore Molti documenti sono ora distribuiti come documenti in PDF, che stà per Portable Document Format. Uno dei visualizzatori raccomandati per files di questo tipo è Acrobat Reader, rilasciato da Adobe per Linux. Visto che FreeBSD può eseguire binari per Linux, è disponibile anche per FreeBSD. Per installare il pacchetto Acrobat Reader 5 fare: &prompt.root; pkg_add -r acroread5 Come sempre se il pacchetto non è disponibilie o se vuoi l'ultima versione, anche puoi utilizzare la collezione dei ports: &prompt.root; cd /usr/ports/print/acroread5 &prompt.root; make install clean Acrobat Reader è disponibile in molte versioni differenti. Al momento della scrittura di questo documento, sono presenti: print/acroread (versione 3.0.2), print/acroread4 (versione 4.0.5), e print/acroread5 (versione 5.0.6). Portebbeno non essere disponibili tutti i paccheti per la tua versione di FreeBSD. La collezione dei ports conterrà in ogni caso l'ultima versione. gv gv PDF visualizzatore PostScript visualizzatore gv è un visualizzatore per files PostScript e PDF. Era origibariamente basato su ghostview ma ha un look più gradevole grazie alle librerie Xaw3d. È veloce e l'interfaccia è pulita. gv ha molte funzioni come: orientamento, dimensione del foglio, scala, o antialias. Molte possono essere esuguite sia dalla tastiera che dal mouse. Per installare gv come un pacchetto, fare: &prompt.root; pkg_add -r gv Se non puoi ricevere il pacchetto puoi utilizzare la collezione dei ports: &prompt.root; cd /usr/ports/print/gv &prompt.root; make install clean Xpdf Xpdf PDF visualizzatore Se vuoi un piccolo visualizzatore di PDF per FreeBSD, Xpdf è un leggero ed efficente visualizzatore. Ha bisogno di veramente poche risorse ed è molto stabile. Usa i font standard di X e non ha bisogno di Motif o di altri toolkit di X. Per installare il pacchetto Xpdf inserire questo comando: &prompt.root; pkg_add -r xpdf Se il pacchetto non è disponibile o preferisci usare la collezione dei ports fai: &prompt.root; cd /usr/ports/graphics/xpdf &prompt.root; make install clean Una volta completata l'installazione, puoi avviare Xpdf e puoi usare il tasto destro del mouse per visualizzare il menù. GQview GQview GQview è un manager di immagini. Puoi visualizzare un file con un solo click, avviare un editor esterno, visualizzare l'anteprima e molto altro. Consente inoltre di visualizzare l'anteprima delle immagini come diapositive. Puoi gestire le tue collezioni di immagini e trovare facilmente i duplicati. GQview può lavorare in modalità full-screen e ha il supporto internazionale. Se vuoi installare il pacchetto GQviewfai: &prompt.root; pkg_add -r gqview Se il pacchetto non è disponibile o preferisci usare la collezione di port fai: &prompt.root; cd /usr/ports/graphics/gqview &prompt.root; make install clean Bilancio Se per qualsiasi ragione vorresti gestire il tuo bilancio personale sul tuo desktop FreeBSD, ci sono alcune applicazioni potenti e facili da usare pronti per essere installati. Alcuni di questi sono compatibili con i formati di file più utilizzati come ad esempio i documenti di Quicken o Excel. Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni: Nome dell'applicazione Livello di risorse necessarie Installazione dai ports Maggiori dipendenze GnuCash leggero pesante GNOME Gnumeric leggero pesante GNOME Abacus leggero leggero Tcl/Tk GnuCash GnuCash GnuCash è prodotto dagli sforzi da parte degli sviluppatori di GNOME per mettere a disposizione degli utenti finali applicazioni facili da usare e potenti. Con GnuCash, puoi tenere traccie delle tue spese e dei tuoi guadagni, del conto bancario, o della tua attività. Dispone di una interfaccia intuitiva pur rimanendo molto professionale. GnuCash Dispone di un ottimo registro, un sistema di accounts gerarchico, molte combinazioni di scelta rapida e tecniche di autocompletamento. Può dividere una transazione singola in molte parti più dettagliate. GnuCash può importare e unire i file QIF di Quicken. Gestisce inoltre diversi formati esteri di valuta e data. Per installare GnuCash nel tuo sistema, fai: &prompt.root; pkg_add -r gnucash Se il pacchetto non è disponibile, puoi usare la collezione dei ports: &prompt.root; cd /usr/ports/finance/gnucash &prompt.root; make install clean Gnumeric Gnumeric foglio di calcolo Gnumeric Gnumeric è un foglio di calcolo elettronico, fa parte dell'ambiente desktop GNOME. Dispone di molti automatismi utili, aucompletamento in base al formato della cella e un sistema di formattazione automatica per molte operazioni. Può esportare i files in un gran numero di formati popolari come quelli di Excel, Lotus 1-2-3, o Quattro Pro. Gnumeric supporta l'utilizzo di grafici attraverso il programma di grafica math/guppi. Ha un gran numero di funzioni e permette l'utilizzo di celle formattate come ad esempio nel formato data, valuta, numero, ora, e molti altri. Per installare Gnumeric come un un pacchetto, digitare: &prompt.root; pkg_add -r gnumeric Se il pacchetto non risulta disponibile puoi usare la collezione dei ports con: &prompt.root; cd /usr/ports/math/gnumeric &prompt.root; make install clean Abacus Abacus foglio di calcolo Abacus Abacus è un foglio di calcolo leggero e facile da usare. Include molte funzioni utili in molti campi diversi come ad esempio in statistica, finanza, e matematica. Può importare ed esportare i file in formato Excel. Abacus può esportare anche in formato PostScript. Per installare Abacus dal pacchetto digitare: &prompt.root; pkg_add -r abacus Se il pacchetto non è disponibile puoi utilizzare la collezione dei ports digitando: &prompt.root; cd /usr/ports/deskutils/abacus &prompt.root; make install clean Sommario Anche se FreeBSD è molto popolare tra gli ISP per le sue performance e la sua stabilità, FreeBSD è completamente pronto ad essere usato come desktop per l'utilizzo quotidiano. Con diverse migliaia di applicazioni disponibili sotto forma di pacchetti o ports, puoi avere un desktop perfetto che soddisfi tutte le tue necessità. Una volta completata l'installazione del tuo desktop, potresti volere fare un passo in più con misc/instant-workstation. Questo meta-port ti permette di creare un insieme tipico di di ports per una workstation. Puoi personalizzarlo editando il file /usr/ports/misc/instant-workstation/Makefile. Segui la sintassi di default per aggiungere o rimuovere ports, e poi utilizza la procedura indicata per creare l'insieme. Così facendo sarai capace di creare un grosso pacchetto che corrisponde al tuo desktop personale e di installarlo nelle altre workstation! Qui di seguito un piccolo riassunto delle applicazioni trattate in questo capitolo: Nome dell'applicazione Nome del pacchetto Nome del ports Mozilla mozilla www/mozilla Netscape linux-netscape7 www/linux-netscape7 Opera linux-opera www/linux-opera KOffice koffice-kde3 editors/koffice-kde3 AbiWord AbiWord-gnome editors/AbiWord The GIMP gimp graphics/gimp1 OpenOffice.org openoffice editors/openoffice Acrobat Reader acroread5 print/acroread5 gv gv print/gv Xpdf xpdf graphics/xpdf GQview gqview graphics/gqview GnuCash gnucash finance/gnucash Gnumeric gnumeric math/gnumeric Abacus abacus deskutils/abacus diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml index dd37818d42..198d1c4435 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml @@ -1,2082 +1,2147 @@ Risorse su Internet Il rapido sviluppo di FreeBSD rende la carta stampata un mezzo non pratico per poterne seguire l'evoluzione. Le risorse in rete sono il migliore, se non l'unico, modo per tenersi informati sulle novità di questo sistema. Dal momento che FreeBSD è il prodotto del lavoro di volontari, la comunità degli utenti generalmente si presta anche ad una funzione di supporto tecnico di varia natura, con l'email e le news USENET come il mezzo più efficace per entrare in contatto con queste comunità. I più frequentati punti di ritrovo della comunità FreeBSD sono esposti di seguito. Se aveste conoscenza di altre risorse non menzionate in questa sede, vi preghiamo di darne informazione a &a.doc; cosicchè possano essere incluse. Mailing Lists Anche se molti sviluppatori di FreeBSD leggono USENET, non può esservi garanzia di ottenere risposta alle proprie domande in tempi brevi (e in generale non può esservi garanzia di ottenere alcuna risposta) semplicemente scrivendo ad uno dei mail-group di comp.unix.bsd.freebsd.*. Indirizzando i propri messaggi alla mailing list appropriata si raggiungerà una audience più concentrata ed informata, permettendo risposte più precise (o quanto meno più sollecite). Gli argomenti delle varie liste sono elencati all'inizio del documento. Si prega di leggere gli argomenti prima di unirsi o scrivere ad una lista. La maggior parte dei sottoscrittori di liste ricevono ogni giorno svariate centinaia di messaggi, e mantenendo argomenti e regole di comportamento cerchiamo di tenere alto il rapporto segnale/rumore della lista. Venir meno a queste regole vorrebbe dire il fallimento della mailing list come mezzo efficace di comunicazione per il progetto. Vengono tenuti archivi per tutte le mailing list, e questi possono essere esplorati usando il FreeBSD World Wide Web server. L'archivio esplorabile per parole chiave costituisce un mezzo eccellente per trovare risposte a domande poste di frequente e dovrebbe essere consultato prima di spedire una domanda. Sommario delle liste Liste generiche: Le seguenti sono liste generiche a cui tutti sono invitati (e incoraggiati) a partecipare: Lista Argomento &a.cvsall.name; Cambiamenti apportati all'albero dei sorgenti di FreeBSD &a.advocacy.name; Evangelismo FreeBSD &a.announce.name; Eventi importanti e annunci di progetti &a.arch.name; Discussioni sull'architettura ed il design &a.bugbusters.name; Discussioni incentrate sul mantenimento del database dei report dei problemi di FreeBSD e progetti correlati &a.bugs.name; Report sui bug &a.chat.name; Argomenti non-tecnici di interesse della comunità FreeBSD &a.config.name; Sviluppo del processo di installazione e configurazione di FreeBSD &a.current.name; Discussioni sull'utilizzo di &os.current; &a.isp.name; Argomenti di interesse degli Internet Service Providers che usano FreeBSD &a.jobs.name; Opportunità di lavoro e consulenza relative a FreeBSD &a.newbies.name; Discussioni ed attività dei nuovi utenti FreeBSD &a.policy.name; Le decisioni sulla politica da adottare del core degli sviluppatori FreeBSD. Toni pacati e sola lettura &a.questions.name; Domande degli utenti e assistenza tecnica &a.security-notifications.name; Notifiche sulla sicurezza &a.stable.name; Discussioni sull'uso di &os.stable; &a.test.name; Dove spedire i tuoi messaggi di test, lasciando in pace le altre liste Liste tecniche: le seguenti liste sono a carattere tecnico. Dovreste leggere attentamente gli argomenti elencati di seguito prima di unirvi o spedirvi mail, poichè ci sono strette linee di condotta per il loro uso ed il loro contenuto. Lista Argomento &a.afs.name; Il porting di AFS su FreeBSD &a.aic7xxx.name; Sviluppare drivers per Adaptec AIC 7xxx &a.alpha.name; Il porting di FreeBSD su Alpha + + + + &a.amd64.name; + + Il porting di FreeBSD sui sistemi AMD64 &a.arm.name; Il porting di FreeBSD su processori ARM &a.atm.name; Usare reti ATM con FreeBSD &a.audit.name; Il progetto di audit del codice sorgente &a.binup.name; Il design e lo sviluppo del sistema di aggiornamento dei binari &a.cluster.name; Usare FreeBSD in cluster &a.cvsweb.name; Il mantenimento di CVSweb &a.database.name; Discussioni sull'uso e lo sviluppo di database sotto FreeBSD &a.doc.name; Creare documenti su FreeBSD &a.emulation.name; L'emulazione di altri sistemi operativi come Linux/DOS/Windows &a.firewire.name; Discussioni tecniche sui FreeBSD Firewire (iLink, IEEE 1394) &a.fs.name; I file system &a.gnome.name; Il porting di GNOME e delle applicazioni GNOME &a.hackers.name; Discussioni tecniche generiche &a.hardware.name; Discussioni tecniche generiche sull'hardware e FreeBSD &a.i18n.name; L'internazionalizzazione di FreeBSD &a.ia32.name; FreeBSD sulla piattaforma IA-32 (Intel x86) &a.ia64.name; Il porting di FreeBSD ai futuri sistemi Intel IA64 &a.ipfw.name; Discussioni tecniche sul redesign del codice del firewall &a.isdn.name; Sviluppatori ISDN &a.java.name; Sviluppatori Java e sviluppatori coinvolti nel porting della JDK sotto FreeBSD &a.kde.name; Il porting di KDE e delle applicazioni KDE &a.lfs.name; Il porting di LFS sotto FreeBSD &a.libh.name; Il sistema di installazione e di gestione dei pacchetti di seconda generazione &a.mips.name; Il porting di FreeBSD su MIPS &a.mobile.name; Discussioni sui portatili &a.mozilla.name; Il porting di Mozilla sotto FreeBSD &a.multimedia.name; Applicazioni multimediali &a.newbus.name; Discussioni tecniche sull'architettura bus &a.net.name; Discussione sul networking e codice sorgente TCP/IP &a.openoffice.name; Il porting di OpenOffice.org e StarOffice su FreeBSD &a.performance.name; Questioni relative alla calibrazione delle prestazioni per installazioni a ad alta performance o carico elevato &a.platforms.name; Riguardo al porting di FreeBSD su architetture non Intel &a.ports.name; Discussione sulla collezione dei port &a.ports-bugs.name; Discussione sui bug/PR relativi ai port &a.ppc.name; Il porting di FreeBSD su PowerPC &a.qa.name; Discussione su certificati di qualità, solitamente sotto una release &a.realtime.name; Sviluppo di estensioni realtime su FreeBSD &a.scsi.name; Il sottosistema SCSI &a.security.name; Questioni relative alla sicurezza di FreeBSD &a.small.name; L'uso di FreeBSD in applicazioni embedded &a.smp.name; Discussioni di design per sistemi a multiprocessore [a]simmetrico &a.sparc.name; Il porting di FreeBSD su architetture SPARC &a.standards.name; La coerenza di FreeBSD agli standards C99 e POSIX &a.testing.name; Test di stabilità e performance di FreeBSD &a.threads.name; Threading in FreeBSD &a.tokenring.name; Supporto per il token-ring in FreeBSD Liste limitate: Le seguenti liste sono adatte ad un audience più specializzata (ed esigente) e probabilmente non sono di interesse del pubblico generico. È inoltre buona norma frequentare le liste tecniche prima di unirsi ad una di queste liste così da comprendere l'etichetta di comunicazione richiesta. Lista Argomento - - &a.core.name; - - Il team centrale di FreeBSD - - &a.hubs.name; Per coloro che gestiscono mirrors (supporto infrastrutturale) &a.usergroups.name; Coordinamento dei gruppi utenti &a.vendors.name; Coordinamento dei venditori pre-release &a.www.name; Coloro che mantengono il sito www.FreeBSD.org Liste digest: Tutte le liste sopracitate sono anche consultabili come digest. Una volta iscritto a una lista, puoi cambiare le tue opzioni digest nella sezione delle opzioni del tuo account. Liste CVS: Le liste seguenti sono per le persone interessate a vedere i messaggi di log delle modifiche alle varie aree dell'albero dei sorgenti. Sono liste a Sola Lettura e non si dovrebbero inviare messaggi ad esse. Lista Area dei sorgenti Descrizione dell'area &a.cvsall.name; /usr/(CVSROOT|doc|ports|projects|src) Tutte le modifiche in ogni parte dell'albero (unione di tutte le altre liste di commit cvs) &a.cvs-doc.name; /usr/doc Tutte le modifiche all'albero doc &a.cvs-ports.name; /usr/ports Tutte le modifiche all'albero ports &a.cvs-projects.name; /usr/projects Tutte le modifiche all'albero projects &a.cvs-src.name; /usr/src Tutte le modifiche all'albero src Come iscriversi Per iscriverti ad una lista, clicca sul nome della lista qui sopra o vai su &a.mailman.lists.link; e clicca sulla lista a cui sei interessato. La pagina delle liste dovrebbe contenere tutte le informazioni necessarie all'iscrizione. Per mandare un messaggio ad una lista basta inviare una mail a <listname@FreeBSD.org>. Sarà poi redisribuita a tutti i membri della lista. Per disiscriverti da una lista, clicca sull'URL che trovi in fondo a ogni email ricevuta dalla lista. È anche possibile inviare un'email a <freebsd-listname-unsubscribe@FreeBSD.org> per disiscriverti. A costo di ripeterci, vorremmo che i membri della lista tecnica tenessero la discussione su un tono tecnico. Se sei solo interessato ad annunci importanti, allora è preferibile che - ti iscrivi alla &a.announce.name;, creata apposta per traffico non + ti iscrivi alla &a.announce;, creata apposta per traffico non frequente. Argomenti delle liste Tutte le mailing list FreeBSD hanno alcune regole base che tutti gli utenti devono seguire. La mancata aderenza a queste regole comporterà due (2) avvisi scritti dal PostMaster FreeBSD postmaster@FreeBSD.org, dopo dei quali, ad una terza trasgressione, il membro sarà espulso da tutte le mailing list di FreeBSD e gli sarà impedita qualsiasi futura iscrizione. Siamo mortificati del fatto che queste regole e misure siano necessarie, ma al giorno d'oggi Internet è diventato, a quanto pare, un'ambiente alquanto disordinato, e molti paiono scordarsi di quanto siano fragili alcuni suoi meccanismi. Regole della strada: L'argomento di ogni messaaggio dovrebbe aderire all'argomento della lista a cui è inviato, ad esempio se la lista è a carattere tecnico, i vostri messaggi dovrebbero contenere discussioni tecniche. Chiacchiericci continui ed irrilevanti vanno a discapito del valore della lista per tutti i suoi membri e non saranno tollerati. Per discussioni libere senza restrizioni sull'argomento, la &a.chat; è liberamente fruibile e dovrebbe essere usata per questo. Non bisognerebbe scrivere a più di due mailing list, ed anche a due solo e soltanto se un motivo reale e concreto esiste. Per molte liste, esiste già un grande traffico di messaggi che si sovrappongono ed eccetto per i mix più esoterici (ad esempio -stable & -scsi), non c'è alcun motivo di scrivere a più di una lista alla volta. Se un messaggio è inviato in modo tale che molte mailing list appaiono nella linea Cc, allora la linea Cc dovrebbe essere suddivisa prima di inviare nuovi messaggi. Voi siete del tutto responsabili per i vostri messaggi inviati in modo errato, non importa di chi sia la causa. Attacchi personali ed insulti (nel contesto di una discussione) non sono permessi, e questa regola comprende membri e sviluppatori. Gravi violazioni della netiquette, come citare o inviare messaggi altrui quando il permesso a farlo non c'era e non sarebbe giunto sono altamente disapprovate ma non sanzionate direttamente. Comunque, ci sono pochissimi casi in cui questi messaggi sarebbero pertinenti all'argomento della lista, quindi tali comportamenti probabilmente otterrebbero un avviso (o un espulsione) del Postmaster, solo per quel motivo. Pubblicità di prodotti non-FreeBSD è altamente proibita e comportertà un'espulsione immediata se è chiaro che il trasgressore sta inviando pubblicità spam. Argomenti delle singole liste: &a.afs.name; Andrew File System Questa è la lista per le discussioni sul porting e l'uso dell' AFS da CMU/Transarc. &a.announce.name; Eventi importanti/pietre miliari Questa è la mailing list per le persone interessate soltanto in annunci occasionali di eventi significativi riguardanti FreeBSD. Contiene annunci riguardo snapshots e altre release. Contiene annunci su nuove potenzialità di FreeBSD. Può contenere richieste di volontari etc. È una mailing list dal poco traffico, strettamente regolata. &a.arch.name; Discussione sull'architettura e la progettazione Questa lista è per la discussione dell'architettura FreeBSD. I messaggi saranno mantenuti strettamente tecnici di natura. Esempi di possibili argomenti: Come modificare il processo di build per avere molti build personalizzati in funzione allo stesso tempo. Cosa deve essere modificato nel VFS per far funzionare i layers Heimann. Come modificare l'interfaccia dei device driver per poter usare gli stessi driver senza problemi su molti buses e architetture. Come scrivere un driver di rete. &a.audit.name; Progetto di audit del sorgente Questa è la mailing list per il progetto di audit del codice FreeBSD. Anche se in origine era intesa per cambiamenti relativi alla sicurezza, le sue caratteristiche sono state estese per includere ogni cambiamento al codice. Questa lista è piena di discussioni di patch, e probabilmente di non grandissimo interesse per l'utente medio FreeBSD. Discussioni sulla sicurezza non relative ad una particolare modifica del codice si tengono in FreeBSD-security. Nel frattempo tutti gli svilupatori sono incoraggiati a spedire le proprie patch a questa lista per correzioni, specialmente se toccano parte del sistema dove un bug può influenzare negativamente l'integrità del sistema. &a.binup.name; Aggiornamento dei binari FreeBSD Questa lista esiste per fornire un terreno di discussione per il sistema di aggiornamento dei binari, o binup. Sono consentite questioni di design, dettagli di implementazione, patch, report di bug, report di status, richieste di feature, log delle modifiche, e tutto ciò che riguardi binup. &a.bugbusters.name; Coordinamento dello sforzo di gestione dei Problem Report Lo scopo di questa lista è di servire come forum di coordinamento e discussione per il Bugmeister, i suoi Bugbuster, e ogni altra parte che abbia un genuino interesse nel database PR. Questa lista non è per la discussione di bug specifici, patch, o PR. &a.bugs.name; Report di bug Questa è la lista per i report dei bug di FreeBSD. Quando possibile, i bug dovrebbero essere indicati usando il comando &man.send-pr.1; o tramite la sua interfaccia WEB. &a.chat.name; Argomenti non tecnici relativi alla comunità FreeBSD Questa lista contiene ciò che resta dalle altre liste riguardo ad informazioni non tecniche, sociali. Include discussioni sul fatto che Jordan sembri o meno un toon ferret, se scrivere o meno in maiuscolo, chi sta bevendo troppo caffè, dove spillano la migliore birra, chi spilla birra in cantina, e così via. Annunci occasionali di eventi importanti (party a venire, celebrazioni di matrimoni, nascite, nuovi lavori etc.) possono essere fatti alle liste non tecniche, ma i suddetti argomenti dovrebbero essere diretti a questa lista. &a.core.name; Il core team di FreeBSD Questa è una lista interna ad uso dei membri core. Messaggi possono esservi spediti quando una seria questione relativa a FreeBSD richiede un arbitrato da un alto scrutinio. &a.current.name; Discussioni sull'uso di &os.current; Questa è la mailing list di discussione di &os.current;. Contiene avvertimenti su nuove features in arrivo in -CURRENT che toccheranno gli utenti, ed istruzioni su passi che devono restare -CURRENT. Chiunque usi CURRENT deve sottoscrivere questa lista. È una mailing list tecnica per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.cvsweb.name; Progetto CVSweb di FreeBSD Discussioni tecniche sull'uso, sviluppo e mantenimento di FreeBSD-CVSweb &a.doc.name; Progetto di documentazione Questa mailing list è per la discussione di argomenti e progetti riguardanti la creazione della documentazione FreeBSD. I membri di questa mailing list sono noti in genere come The FreeBSD Documentation Project. È una lista aperta, sentitevi liberi di unirla e contribuirvi. &a.firewire.name; Firewire (iLink, IEEE 1394) Questa è la mailing list per la discussione del design e l'implementazione di un sottosistema Firewire (anche noto come IEEE 1394 o iLink) per FreeBSD. Argomenti rilevanti includono nello specifico gli standards, i bus devices, i loro protocolli, insiemi di adapter boards/cards/chips, e l'architettura e implementazione del codice per il loro pieno supporto. &a.fs.name; File system Discussioni riguardanti i file system FreeBSD. Questa è una lista dalle caratteristiche tecniche per la quale ci si attende contenuto strettamente tecnico. &a.gnome.name; GNOME Discussioni riguardanti The Gnome Desktop Environment per sistemi FreeBSD. Questa è una mailing list tecnica per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.ipfw.name; Firewall IP Questo è il forum di discussione riguardante il redesign del codice IP firewall di FreeBSD. Questa è una mailing list tecnica per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.ia64.name; Il porting di FreeBSD su IA64 Questa è una mailing list tecnica per individui impegnati attivamente nel porting di FreeBSD alla piattaforma IA-64 dall'Intel, nel sollevare problemi e nel proporre soluzioni. Individui interessati nel seguire le discussioni tecniche sono comunque benvenuti. &a.isdn.name; Sistema di comunicazione ISDN Questa è la mailing list per le persone che discutono lo sviluppo del supporto ISDN per FreeBSD. &a.java.name; Sviluppo Java Questa è la mailing list per le persone impegnate nello sviluppo di applicazioni significative per FreeBSD ed il porting ed il mantenimento delle JDKs. &a.kde.name; KDE Discussioni concernenti KDE su sistemi FreeBSD. È una mailing list a carattere tecnico per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.hackers.name; Discussioni tecniche Questo è un forum per discussioni tecniche relative a FreeBSD. Questa è la mailing list tecnica principale. È per individui che lavorano attivamente a FreeBSD per sollevare problemi o discutere soluzioni alternative. Individui interessati nel seguire le discussioni tecniche sono comunque benvenuti. È una mailing list tecnica per la quale ci si attende contenuto strettamente tecnico. &a.hardware.name; Discussione generale sull'hardware e FreeBSD Discussione generica sui vari tipi di hardware che FreeBSD supporta, vari problemi e suggerimenti riguardo a cosa convenga acquistare e cosa evitare. &a.hubs.name; Siti mirror Annunci e discussioni per persone che mantengono siti mirror FreeBSD. &a.isp.name; Questioni riguardanti gli Internet Service Provider Questa mailing list è per la discussione di argomenti riguardanti gli Internet Service Provider (ISP) che usano FreeBSD. È una mailing list tecnica per a quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.newbies.name; Discussioni sulle attività dei nuovi adepti Copriamo ogni attività riguardante i nuovi utenti che non sia coperta altrove, inclusi: tecniche di apprendimento e soluzione dei problemi indipendenti, la ricerca e l'uso di risorse in rete e la richiesta di aiuto ad altri utenti, come usare mailing list e quali liste usare, chat generiche, gli errori, i pregi, la condivisione di idee, storie, supporto morale (ma non tecnico), e prendere parte attiva nella comunità FreeBSD. Prendiamo i nostri problemi e le richieste di supporto a freebsd-questions, e usiamo freebsd-newbies per incontrare altra gente che sia impegnata nelle stesse attività in quanto nuovo utente. &a.openoffice.name; OpenOffice.org Questione concernenti il porting ed il mantenimento di OpenOffice.org e StarOffice. &a.performance.name; Discussioni riguardo la calibrazione o la velocizzazione di FreeBSD Questa mailing list esiste per procurare ad hackers, amministratori di sistema, e/o parti interessate un luogo dove discutere argomenti legati alla performance di FreeBSD. Argomenti accettabili includono installazioni di FreeBSD ad alto carico, con problemi di performance o che stanno spingendo ai limiti delle sue possibilità FreeBSD. Le parti interessate che sono disposte a lavorare per un miglioramento delle prestazioni di FreeBSD sono altamente incoraggiate a sottoscrivere questa lista. Questa è una lista estremamente tecnica, idealmente adatta per utenti FreeBSD esperti, hackers o amministratori intenzionati a mantenere FreeBSD veloce, robusto e scalabile. Questa lista non è una lista domanda-e-risposta che sostituisce l'uso della documentazione, quanto piuttosto un luogo dove apportare i propri contributi o porre domande che non hanno avuto risposta altrove riguardo a tematiche di prestazione. &a.platforms.name; Il porting sulle piattaforme non Intel Questione concernenti FreeBSD fra le varie piattaforme, discussioni generiche e proposte per ports ad architetture non Intel. È una maliling list tecnica per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.policy.name; Le decisioni della politica del Core Team Questa è una mailing list a scarso traffico, di sola lettura, per le decisioni politiche del Core Team. &a.ports.name; Discussioni sui port Discussioni riguardanti la collezione dei port di FreeBSD (/usr/ports), l'infrastruttura dei port, e sforzi generali per la coordinazione dei port. È una mailing list a carattere tecnico per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.ports-bugs.name; Discussione dei bug dei port Discussioni concernenti report di problemi sulla collezione dei port di FreeBSD (/usr/ports), proposte di nuovi port, o modifiche ai port. È una mailing list a carattere tecnico per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.questions.name; Domande degli utenti Questa è una mailing list per domande riguardanti FreeBSD. Non dovreste porre domande del tipo how to alle liste tecniche a meno che stiate considerando le questioni come molto tecniche. &a.scsi.name; Sottosistema SCSI Questa è la mailing list per le persone impegnate nel sottosistema SCSI di FreeBSD. È una mailing list tecnica per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.security.name; Questioni di sicurezza Argomenti relativi alla sicurezza dei sistemi FreeBSD (DES, Kerberos, buchi di sicurezza noti e fixes, etc.). Questa è una mailing list tecnica per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. Notate che questa non è una lista domanda e risposta, ma che i contributi (SIA domande SIA risposte) alle FAQ sono benvenute. &a.security-notifications.name; Notifiche riguardanti la sicurezza Notifiche riguardanti problemi di sicurezza di FreeBSD e fix. Non è una lista di discussione. La relativa lista di discussione è FreeBSD-security. &a.small.name; Utilizzo di FreeBSD in applicazioni embedded Questa lista discute argomenti relativi ad installazioni di FreeBSD su macchine dalle risorse estremamente limitate e sistemi embedded. &a.stable.name; Discussioni riguardo l'uso di &os.stable; Questa è la mailing list degli utenti di &os.stable;. Include avvertimenti su nuove caratteristiche in arrivo nella -STABLE che toccheranno gli utenti, e istruzioni sui passi da compiere per tenere aggiornata la -STABLE. Chiunque usi la STABLE dovrebbe sottoscrivere questa lista. È una lista di carattere tecnico per la quale ci si attende materiale strettamente tecnico. &a.standards.name; Rispetto degli standards C99 & POSIX Questo è un forum di discussioni tecniche relative al rispetto degli standards C99 e POSIX da parte di FreeBSD. &a.usergroups.name; Lista di coordinamento dei gruppi utenti Questa è la mailing list per i coordinatori di ogni Gruppo Utenti locale, in cui discutere questioni fra di loro e un membro designato del Core Team. Questa mailing list dovrebbe essere limitata a discussioni su meeting e coordinamento di progetti che riguardano molti Gruppi Utenti. &a.vendors.name; I venditori Discussioni di coordinamento fra il FreeBSD Project e venditori di software e hardware per FreeBSD. + + + Filtraggio sulle mailing list + + Le mailing list di &os; sono filtrate in molti modi per evitare la + distribuzione di spam, virus, e altre email non volute. Le azioni di + filtraggio descritte in questa sezione non includono tutte quelle usate + per proteggere le mailing list. + + Solo certi tipi di allegati sono ammessi sulle mailing list. Tutti + gli allegati con un tipo di contenuto MIME non presente nella lista + seguente saranno eliminati prima che l'email sia distribuita sulla + mailing list. + + + + application/octet-stream + + + + application/pdf + + + + application/pgp-signature + + + + application/x-pkcs7-signature + + + + message/rfc822 + + + + multipart/alternative + + + + multipart/related + + + + multipart/signed + + + + text/html + + + + text/plain + + + + text/x-patch + + + + + Alcune mailing list potrebbero ammettere allegati di altri tipi + di contenuto MIME, ma la lista qui sopra dovrebbe essere corretta per + la maggior parte delle mailing list. + + + Se un'email contiene sia una versione HTML che una versione testo, + quella HTML verrà rimossa. Se un'email contiene solo una + versione HTML, sarà convertita in semplice testo. + Newsgroup Usenet Oltre ai due newsgroup specificamente designati per FreeBSD, ve ne sono molti altri in cui FreeBSD è discusso o che sono comunque rilevanti per gli utenti FreeBSD. Sono disponibili degli archivi interrogabili attraverso parole chiave su questi newsgroup per gentile concessione di Warren Toomey wkt@cs.adfa.edu.au. Newsgroup specifici BSD comp.unix.bsd.freebsd.announce comp.unix.bsd.freebsd.misc de.comp.os.unix.bsd (Tedesco) fr.comp.os.bsd (Francese) Altri newsgroup Unix di interesse comp.unix comp.unix.questions comp.unix.admin comp.unix.programmer comp.unix.shell comp.unix.user-friendly comp.security.unix comp.sources.unix comp.unix.advocacy comp.unix.misc comp.bugs.4bsd comp.bugs.4bsd.ucb-fixes comp.unix.bsd X Windows System comp.windows.x.i386unix comp.windows.x comp.windows.x.apps comp.windows.x.announce comp.windows.x.intrinsics comp.windows.x.motif comp.windows.x.pex comp.emulators.ms-windows.wine Server World Wide Web — Server Centrale. — Armenia. — Australia/1. — Australia/2. — Australia/3. — Australia/4. — Australia/5. — Australia/6. — Australia/7. — Austria. — Austria/2. — Belgio. — Brasile/1. — Brasile/2. — Brasile/3. — Bulgaria. — Canada. — Cina. — Corea/1. — Corea/2. — Corea/3. — Danimarca. — Danimarca/3. — Estonia. — Filippine. — Finlandia. — Finlandia/2. — Francia. — Germania/1. — Germania/2. — Germania/3. — Giappone. — Grecia. — Hong Kong. — Irlanda. — Irlanda/2. — Islanda. — Israele. — Italia. — Italia/2. — Lettonia. — Lituania. — Malesia. — Norvegia. — Norvegia/2. — Nuova Zelanda. — Olanda/1. — Olanda/2. — Polonia/1. — Polonia/2. — Portogallo/2. — Portogallo/3. — Portogallo/4. — Regno Unito/1. — Regno Unito/2. — Regno Unito/3. — Regno Unito/4. — Repubblica Ceca. — Repubblica Slovacca. — Repubblica Slovacca/2. — Romania. — Romania/2. — Romania/3. — Romania/4. — Russia/1. — Russia/2. — Russia/3. — Russia/4. — San Marino. — Singapore. — Singapore/2. — Slovenia. — Slovenia/2. — Spagna. — Spagna/2. — Spagna/3. — Sud Africa/1. — Sud Africa/2. — Svezia. — Svezia/2. — Svizzera. — Svizzera/2. — Taiwan. — Taiwan/2. — Taiwan/3. — Taiwan/4. — Turchia. — Turchia/2. — Turchia/3. — Ucraina/1. — Ucraina/2. — Ucraina/Crimea. — Ucraina/5. — Ungheria. — Ungheria/2. - - — - USA/Texas. - - — USA/3. — USA/7. Indirizzi Email I seguenti Gruppi Utenti forniscono indirizzi email per i propri membri. Gli amministratori di lista si riservano il diritto di revocare l'indirizzo assegnato se in alcun modo se ne fa cattivo uso. Dominio Offerta Gruppo utente Amministratore ukug.uk.FreeBSD.org Solo forwarding freebsd-users@uk.FreeBSD.org Lee Johnston lee@uk.FreeBSD.org Shell Accounts I seguenti Gruppi utenti forniscono account di shell a persone che supportano attivamente il progetto FreeBSD. Gli amministratori elencati si riservano il diritto di cancellare l'account se viene in alcun modo usato male. Host Accesso Offerta Amministratore storm.uk.FreeBSD.org Solo SSH CVS a sola lettura, spazio web personale, email &a.brian; dogma.freebsd-uk.eu.org Telnet/FTP/SSH Email, spazio Web, FTP anonimo Lee Johnston lee@uk.FreeBSD.org diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml index 305d12badb..00764ea4e5 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml @@ -1,997 +1,997 @@ Jim Mock Ristrutturato, riorganizzato, e in parte riscritto da Introduzione Sinossi Grazie per il tuo interesse per FreeBSD! Il seguente capitolo tratta vari aspetti del FreeBSD Project, come la sua storia, gli obiettivi, il modello di sviluppo e così via. Dopo aver letto questo capitolo, saprai: Come si relazione FreeBSD rispetto agli altri sistemi operativi per computer. La storia del FreeBSD Project. Gli obiettivi del FreeBSD Project. Le basi del modello di sviluppo open source di FreeBSD. E naturalmente: da dove deriva il nome FreeBSD. Benvenuto in FreeBSD! 4.4BSD-Lite FreeBSD è un sistema operativo basato su 4.4BSD-Lite per architettura Intel (x86) e sistemi basati su DEC Alpha. Port verso altre architetture sono stati avviati. Per una breve visione generale di FreeBSD, guarda la prossima sezione. Puoi anche leggere la storia di FreeBSD, o la release corrente. Se sei interessato a contribuire in qualche modo al progetto (codice, hardware, banconote non segnate), leggi l'articolo Contributing to FreeBSD. Cosa può fare FreeBSD? FreeBSD ha molte caratteristiche degne di nota. Alcune di queste sono: multitasking preemptive Multitasking preemptive con adattamento dinamico della priorità per assicurare una condivisione regolare ed equa del computer ad applicazioni e utenti, persino sotto i carichi più pesanti. facilities multiutente Facilities multiutente che permettono a molte persone di usare un sistema FreeBSD contemporaneamente per cose diverse. Questo significa, per esempio, che le periferiche di sistema come stampanti e unità a nastro sono correttamente condivise tra tutti gli utenti sul sistema o sulla rete e che possono essere posti limiti individuali ad utenti o gruppi di utenti sulla risorsa, proteggendo le risorse di sistema critiche dall'uso eccessivo. networking TCP/IP Un solido sistema di rete TCP/IP con supporto a standard industriali quali SLIP, PPP, NFS, DHCP e NIS. Questo significa che la tua macchina FreeBSD può interoperare facilmente con altri sistemi ed anche agire come server aziendale, fornendo funzioni vitali come NFS (accesso remoto ai file) e servizi e-mail oppure mettere la tua organizzazione su Internet con servizi WWW, FTP, routing e firewall (sicurezza). protezione della memoria La protezione della memoria assicura che le applicazioni (o gli utenti) non possano interferire l'una con l'altra. Una applicazione che andrà in crash non influirà sulle altre in alcun modo. FreeBSD è un sistema operativo a 32 bit (64 bit su Alpha) ed è stato progettato come tale sin dall'inizio. X Window System XFree86 Lo standard industriale X Window System (X11R6) fornisce una interfaccia grafica utente (GUI) al costo di una comune scheda VGA ed un monitor e viene fornito con i sorgenti. compatibilità binaria Linux compatibilità binaria SCO compatibilità binaria SVR4 compatibilità binaria BSD/OS compatibilità binaria NetBSD Compatibilità binaria con molti programmi sviluppati per Linux, SCO, SVR4, BSDI e NetBSD. Nella collezione di port e package per FreeBSD sono disponibili migliaia di applicazioni pronte a partire. Perché cercare sulla rete quando puoi trovare qui tutto quello che ti serve? Su Internet sono disponibili migliaia di applicazioni aggiuntive e facili da portare. FreeBSD è compatibile a livello di codice sorgente con la maggior parte dei sistemi Unix commerciali e così la maggior parte delle applicazioni richiedono poche modifiche per essere compilate, se non nessuna. memoria virtuale La memoria virtuale paginata su richiesta e il progetto con VM/buffer cache integrati soddisfa efficientemente le applicazioni con grandi appetiti di memoria mantenendo ancora la risposta interattiva per altri utenti. Symmetric Multi-Processing (SMP) Il supporto SMP per macchine con CPU multiple. compilatori C compilatori C++ compilatori - Fortran + FORTRAN una dotazione completa di strumenti di sviluppo per C, C++, Fortran, e Perl. Sono inoltre disponibili molti linguaggi aggiuntivi per ricerca avanzata e sviluppo nella collezione di port e package. codice sorgente Avere il codice sorgente dell'intero sistema significa avere un alto grado di controllo sull'ambiente. Perché essere vincolati ad una soluzione proprietaria alla mercé del tuo fornitore quando puoi avere un sistema veramente aperto? Estesa documentazione online. E molto altro! 4.4BSD-Lite Computer Systems Research Group (CSRG) U.C. Berkeley FreeBSD è basato sulla release 4.4BSD-Lite del Computer Systems Research Group (CSRG) dell'Università della California di Berkeley, e porta avanti l'inconfondibile tradizione di sviluppo dei sistemi BSD. In aggiunta all'ottimo lavoro fornito dal CSRG, il FreeBSD Project ha speso molte centinaia di ore nella fine regolazione del sistema per le massime prestazioni e affidabilità nelle situazioni di carico che si possono trovare nella vita reale. Mentre molti giganti commerciali hanno difficoltà nel campo dei sistemi operativi per PC con queste caratteristiche, prestazioni e affidabilità, FreeBSD le può offrire ora! Le applicazioni nelle quali FreeBSD può essere impiegato sono veramente limitate solo dalla tua immaginazione. Dallo sviluppo software all'automazione in fabbrica, dal controllo dell'inventario alla correzione dell'azimut delle antenne remote dei satelliti; se può essere fatto con un prodotto UNIX commerciale allora è più che probabile che puoi farlo anche con FreeBSD! FreeBSD beneficia significativamente anche da letteralmente migliaia di applicazioni di alta qualità sviluppate da centri di ricerca e università di tutto il mondo, spesso disponibili a poco prezzo o gratuite. Sono anche disponibili applicazioni commerciali e compaiono in numero maggiore ogni giorno. Poiché il codice sorgente dello stesso FreeBSD è normalmente disponibile, il sistema può anche essere personalizzato ad un livello inimmaginabile per applicazioni o progetti particolari, e in modi non generalmente possibili con i sistemi operativi della maggior parte dei produttori commerciali. Ecco solo alcuni esempi di alcune delle applicazioni nelle quali attualmente la gente sta usando FreeBSD: Servizi Internet: Il robusto sistema di rete TCP/IP di FreeBSD lo rende una piattaforma ideale per una varietà di servizi Internet quali: server FTP server FTP server web server World Wide Web (standard o sicuri [SSL]) firewall mascheramento dell'IP Firewall e gateway NAT (mascheramento dell'IP). posta elettronica server di Posta Elettronica USENET USENET News o Bulletin Board Systems E altro... Con FreeBSD, puoi facilmente partire in piccolo con un PC a buon mercato della classe 386 e aggiornare poi ad un quadriprocessore Xeon con dischi RAID se la tua azienda cresce. Insegnamento: Sei uno studente di informatica o legato al campo dell'ingegneria? Non c'è miglior modo di imparare i sistemi operativi, l'architettura dei computer e il networking che l'esperienza pratica e in profondità che FreeBSD può fornire. Il numero di pacchetti di CAD, di progettazione grafica e matematica disponibili gratuitamente lo rendono anche estremamente utile per coloro il cui interesse principale nei computer è vedere altro lavoro svolto! Ricerca: Con il codice sorgente disponibile per l'intero sistema, FreeBSD è una eccellente piattaforma per la ricerca nei sistemi operativi come pure per altre branche dell'informatica. La natura di libera circolazione di FreeBSD rende anche possibile a gruppi distanti di collaborare sulle idee o condividere lo sviluppo senza aver da preoccuparsi di accordi di licenza speciali o limitazioni su quello che può essere discusso in un forum pubblico. router server DNS Networking: Ti serve un nuovo router? Un server dei nomi (DNS)? Un firewall per tenere la gente fuori dalla tua rete interna? FreeBSD può facilmente tramutare quel 386 inutilizzato o quel PC 486 che giace nell'angolo in un router avanzato con sofisticate capacità di filtraggio dei pacchetti. Sistema X Window XFree86 Sistema X Window Accelerated-X Stazione di lavoro con X Window: FreeBSD è un'ottima scelta come soluzione per un terminale X economico, sia usando il server XFree86 liberamente disponibile o uno degli eccellenti server commerciali forniti da X Inside. Diversamente da un terminale X, FreeBSD permette a molte applicazioni di girare localmente se desiderato, sollevando così il carico da un server centrale. FreeBSD può anche partire senza disco, rendendo le stazioni individuali persino più economiche e facili da amministrare. GNU Compiler Collection Sviluppo Software: Di base FreeBSD arriva con un pieno complemento di strumenti di sviluppo incluso il rinnovato compilatore GNU C/C++ e il debugger. FreeBSD è disponibile sia in forma sorgente che binaria su CDROM e via FTP anonimo. Guarda l' per maggiori informazioni su come ottenere FreeBSD. Chi usa FreeBSD? utenti Grandi siti dove gira FreeBSD FreeBSD è usato per far funzionare alcuni dei più grossi siti su Internet, inclusi: Yahoo! Yahoo! Apache Apache Blue Mountain Arts Blue Mountain Arts Pair Networks Pair Networks Sony Japan Sony Japan Netcraft Netcraft Weathernews Weathernews Supervalu Supervalu TELEHOUSE America TELEHOUSE America Sophos Anti-Virus Sophos Anti-Virus JMA Wired JMA Wired e molti altri. Informazioni sul FreeBSD Project La sezione seguente fornisce alcune informazioni relative al progetto, includendo una breve storia, gli obiettivi, e il modello di sviluppo. Jordan Hubbard Contributo di Breve storia di FreeBSD 386BSD Patchkit Hubbard, Jordan Williams, Nate Grimes, Rod FreeBSD Project - Storia + storia Il FreeBSD Project ebbe la sua genesi nella prima parte del 1993, come una sorta di crescita oltremisura del Patchkit Non Ufficiale di 386BSD dagli ultimi tre coordinatori del patchkit: Nate Williams, Rod Grimes e me stesso. 386BSD Il nostro obiettivo originario era di produrre uno snapshot intermedio di 386BSD allo scopo di risolvere una serie di problemi che il meccanismo del patchkit non era semplicemente in grado di risolvere. Alcuni di voi potranno ricordare che il primo titolo funzionante per il progetto fu 386BSD 0.5 o 386BSD Interim in riferimento a quel fatto. Jolitz, Bill 386BSD era il sistema operativo di Bill Jolitz, che era arrivato a questo punto soffrendo piuttosto pesantemente di quasi un anno di disinteresse. Visto che il patchkit si gonfiava sempre più scomodamente con il passare dei giorni, fummo d'accordo all'unanimità che doveva essere fatto qualcosa e decidemmo di provare ad assistere Bill fornendo questo snapshot ad interim ripulito. Questi piani ebbero un brusco arresto quando Bill Jolitz improvvisamente decise di ritirare la sua approvazione al progetto senza nessuna chiara indicazione di cosa invece doveva essere fatto. Greenman, David Walnut Creek CDROM Non ci volle molto per decidere che l'obiettivo rimaneva utile, persino senza il supporto di Bill, e così adottammo il nome FreeBSD, coniato da David Greenman. I nostri obiettivi iniziali furono decisi dopo esserci consultati con gli utenti dell'epoca del sistema e, una volta che divenne chiaro che il progetto era sulla strada giusta e forse stava persino diventando una realtà, contattai la Walnut Creek CDROM con un occhio verso il miglioramento dei canali distributivi di FreeBSD per quei molti sfortunati che non avevano facile accesso a Internet. La Walnut Creek CDROM non solo supportò l'idea di distribuire FreeBSD su CD ma andò anche più lontano fornendo al progetto una macchina per lavorarci su e una connessione ad Internet veloce. Senza il grado di fiducia quasi senza precedenti della Walnut Creek CDROM in quello che era, a quel tempo, un progetto completamente sconosciuto, è abbastanza improbabile che FreeBSD sarebbe andato così lontano, così velocemente, come è oggi. 4.3BSD-Lite Net/2 U.C. Berkeley 386BSD Free Software Foundation La prima distribuzione su CDROM (e largamente disponibile sulla rete) fu FreeBSD 1.0, rilasciata nel dicembre del 1993. Questa era basata su un nastro della 4.3BSD-Lite (Net/2) della U.C. Berkeley, con molti componenti forniti anche da 386BSD e dalla Free Software Foundation. Fu un successo abbastanza ragionevole per una prima offerta, e lo seguimmo dal grande successo di FreeBSD release 1.1 nel maggio del 1994. Novell U.C. Berkeley Net/2 AT&T Circa in questo periodo si formarono all'orizzonte alcune nuvole temporalesche piuttosto inaspettate allorché Novell e U.C. Berkeley risolsero la loro lunga causa civile sullo stato legale del nastro di Berkeley Net/2. Una condizione di quell'accordo era la concessione di U.C. Berkeley che vaste parti di Net/2 erano codice ingombrante e di proprietà di Novell, che lo aveva infine acquistato da AT&T qualche tempo addietro. Quello che Berkeley ottenne in cambio fu la benedizione di Novell che la release 4.4BSD-Lite, quando fu finalmente rilasciata, fosse dichiarata non ingombrante e che tutti gli utenti Net/2 esistenti fossero fortemente incoraggiati a cambiare. Questo incluse FreeBSD, e al progetto fu dato tempo fino alla fine di luglio 1994 per fermare la spedizione del proprio prodotto basato su Net/2. Sotto i termini di quell'accordo, fu permesso al progetto un ultimo rilascio prima della scadenza, e quella release fu FreeBSD 1.1.5.1 FreeBSD allora si accinse nell'arduo compito di letteralmente reinventare se stesso da un insieme di bit di 4.4BSD-Lite completamente nuovo e piuttosto incompleto. Le release Lite erano light (leggere) in parte perché il CSRG di Berkeley aveva rimosso grandi sezioni di codice richiesto per costruire effettivamente un sistema funzionante in grado di partire (dovuto a varie richieste legali) e in parte al fatto che il port per Intel della 4.4 era altamente incompleto. Al progetto ci volle fino al novembre del 1994 per fare questa transizione; a quel punto rilasciò FreeBSD 2.0 sulla rete e su CDROM (nel tardo dicembre). A dispetto del fatto di essere ancora più che un po' ruvida ai bordi, la release fu un successo significativo e fu seguita dalla release FreeBSD 2.0.5 più robusta e semplice da installare nel giugno del 1995. Rilasciammo FreeBSD 2.1.5 nell'agosto del 1996, e parve essere abbastanza popolare tra gli ISP e le comunità commerciali tanto che si meritò un'altra release nel corso del ramo 2.1-STABLE. Questa era FreeBSD 2.1.7.1, rilasciata nel febbraio 1997 e apoteosi dello sviluppo principale sulla 2.1-STABLE. Attualmente in modalità di manutenzione, su questo ramo (RELENG_2_1_0) verranno sviluppati solo miglioramenti della sicurezza e correzioni degli errori. FreeBSD 2.2 fu derivato dallo sviluppo della linea principale (-CURRENT) nel novembre 1996 come ramo RELENG_2_2, e la prima release completa (2.2.1) fu rilasciata nell'aprile 1997. Furono rilasciate ulteriori release del ramo 2.2 nell'estate e nell'autunno del '97, l'ultima delle quali (2.2.8) apparve nel novembre 1998. La prima release 3.0 ufficiale apparve nell'ottobre 1998 e segnò l'inizio della fine per il ramo 2.2. L'albero si ramificò ancora il 20 gennaio 1999, dividendosi nei rami 4.0-CURRENT e 3.X-STABLE. Dalla 3.X-STABLE, la 3.1 fu rilasciata il 15 febbraio 1999, la 3.2 il 15 maggio 1999, la 3.3 il 16 settembre 1999, la 3.4 il 20 dicembre 1999 e la 3.5 il 24 giugno 2000, seguita pochi giorni dopo da un aggiornamento di punto inferiore alla release 3.5.1 per incorporare alcune correzioni dell'ultimo minuto a Kerberos sulla sicurezza. Questa sarà l'ultima release del ramo 3.X. Ci fu un'altra ramificazione il 13 marzo 2000, che vide l'apparizioni del ramo 4.X-STABLE, ora considerato essere il ramo -STABLE corrente. Ci sono state numerose release da allora: la 4.0-RELEASE venne fuori nel marzo 2000, la 4.1 fu rilasciata nel luglio 2000, la 4.2 nel novembre 2000, la 4.3 nell'aprile 2001, e la 4.4 nel settembre 2001. Ci saranno più release nel corso del ramo 4.X-STABLE (RELENG_4) per tutto il 2002. Lo sviluppo dei progetti a lungo termine continua ad aver luogo nell'albero 5.0-CURRENT, e release SNAPshot della 5.0 su CDROM (e, naturalmente, sulla rete) sono continuamente rese disponibili sul server snapshot mentre il lavoro procede. Jordan Hubbard Contributo di Obiettivi del FreeBSD Project FreeBSD Project - Obiettivi + obiettivi Gli obiettivi del FreeBSD Project sono di fornire software che può essere usato per qualunque scopo senza vincoli. Molti di noi hanno fatto un investimento significativo nel codice (e nel progetto) e certamente non dovrebbero essere interessati ad un piccolo compenso finanziario qua e là, ma non siamo sicuramente preparati ad insistere su questo. Noi crediamo che la nostra prima e prioritaria missione sia di fornire codice a tutti i partecipanti, presenti e futuri, e per qualunque scopo, così che il codice abbia un uso il più possibile ampio e fornisca i più ampi benefici. Questo è, io credo, uno degli obiettivi fondamentali del Software Libero (Free Software) e che noi supportiamo entusiasticamente. GNU General Public Licence (GPL) GNU Lesser General Public License (LGPL) Copyright BSD Quel codice nel nostro albero dei sorgenti che cade sotto la GNU General Public Licence (GPL) o la GNU Lesser General Public License (LGPL) ha un po' più di vincoli, sebbene almeno dal lato di rafforzare l'accesso piuttosto che l'opposto. Date le complessità aggiuntive che possono risultare dall'uso commerciale di software GPL noi preferiamo, tuttavia, software rilasciato sotto il più rilassato copyright BSD quando è una scelta ragionevole farlo. Satoshi Asami Contributo di Il Modello di Sviluppo di FreeBSD FreeBSD Project - Modello di Sviluppo + modello di sviluppo Lo sviluppo di FreeBSD è un processo molto aperto e flessibile, essendo FreeBSD costruito dal contributo di centinaia di persone di tutto il mondo, come puoi vedere dalla nostra lista dei collaboratori. Siamo costantemente alla ricerca di nuovi sviluppatori e idee, e quelli interessati a essere coinvolti maggiormente nel progetto devono semplicemente contattarci sulla &a.hackers;. La &a.announce; è anche disponibile a quelli che vogliono informare altri utenti FreeBSD delle principali aree di lavoro. Cose utili da sapere sul FreeBSD Project e il suo processo di sviluppo, sia lavorando in modo indipendente che in stretta cooperazione: Il repository CVS CVS repository Concurrent Versions System CVS L'albero centrale dei sorgenti FreeBSD è mantenuto tramite CVS (Concurrent Versions System, ovvero Sistema di Versioni Concorrenti), uno strumento di controllo dei codici sorgenti liberamente disponibile che viene distribuito con FreeBSD. Il principale repository CVS risiede su una macchina a Santa Clara CA, USA da dove è replicato su numerose macchine speculari in tutto il mondo. L'albero CVS, come gli alberi -CURRENT e -STABLE che sono controllati da esso, possono essere facilmente replicati anche sulla tua macchina. Fai riferimento alla sezione Sincronizzazione dei Tuoi Sorgenti per maggiori informazioni su come fare. La lista dei committer committers I committer sono persone che hanno permesso di scrivere nell'albero CVS, e sono così autorizzate ad apportare modifiche ai sorgenti di FreeBSD (il termine committer viene dal comando commit di &man.cvs.1;, che è usato per portare i nuovi cambiamenti al repository CVS). Il modo migliore di sottoporre modifiche alla revisione da parte della lista dei committer è usare il comando &man.send-pr.1;, ma se qualcosa appare inceppato nel sistema allora puoi anche raggiungerli mandando un messaggio alla &a.committers;. Il core team di FreeBSD core team Il core team di FreeBSD dovrebbe essere equivalente al consiglio dirigente se il FreeBSD Project fosse una azienda. Il compito principale del core team è assicurarsi che il progetto, nella sua interezza, sia in buona salute e sia diretto nella giusta direzione. Una delle funzioni del core team è invitare sviluppatori responsabili e dedicati a unirsi al nostro gruppo di committer come altri ne escono. L'attuale core team è stato eletto da un insieme di candidati committer nel giugno 2002. Le elezioni vengono tenute ogni 2 anni. Alcuni membri del core team hanno anche aree specifiche di responsabilità, significando che sono impegnati ad assicurare che grandi porzioni del sistema funzionino come annunciato. Per una lista completa degli sviluppatori di FreeBSD e le loro aree di responsabilità, guarda la Contributors List Molti membri del core team sono volontari per quanto riguarda lo sviluppo di FreeBSD e non beneficiano finanziariamente dal progetto, così pure l'impegno non dovrebbe essere frainteso come supporto garantito. Allo stesso modo; l'analogia con il consiglio direttivo non è veramente molto calzante, e può essere più corretto dire che queste sono persone che hanno rinunciato alle loro vite in favore di FreeBSD, contro il loro senso del giudizio! Collaboratori esterni collaboratori - Non da ultimo, il gruppo più grande gruppo di - sviluppatori sono gli stessi utenti che ci forniscono feedback e - correzioni di bug quasi costantemente. Il modo principale di - tenersi in contatto con lo sviluppo non centralizzato di FreeBSD - è iscriversi alla &a.hackers; (guarda l'elenco delle mailing list) - dove queste cose vengono discusse. + Non da ultimo, il più grande gruppo di sviluppatori + sono gli stessi utenti che ci forniscono feedback e correzioni di + bug quasi costantemente. Il modo principale di tenersi in + contatto con lo sviluppo non centralizzato di FreeBSD è + iscriversi alla &a.hackers; dove queste cose vengono discusse. + Guarda il per maggiori informazioni + sulle varie mailing list di FreeBSD. La Lista dei Collaboratori di FreeBSD è lunga e cresce continuamente, quindi perché non entri a far parte di essa contribuendo e dando tu qualcosa a FreeBSD? Fornire codice non è il solo modo di contribuire al progetto, per una lista completa di cose che serve fare, fai riferimento al sito web del FreeBSD Project. In conclusione, il nostro modello di sviluppo è organizzato come un insieme sciolto di cerchi concentrici. Il modello centralizzato è progettato per agevolare gli utenti di FreeBSD, ai quali viene fornito un modo semplice per tenere traccia di una base di codice centrale, non per tenere fuori potenziali collaboratori! È nostro desiderio presentare un sistema operativo stabile con un ampio insieme di programmi applicativi coerenti che gli utenti possono facilmente installare ed usare, e questo modello funziona molto bene per realizzare - Ciò. + ciò. Tutto quello che chiediamo a quelli che vogliono unirsi a noi come sviluppatori di FreeBSD è un po' della stessa dedizione che hanno le attuali persone al suo continuo successo! La Release Corrente di FreeBSD NetBSD OpenBSD 386BSD Free Software Foundation U.C. Berkeley Computer Systems Research Group (CSRG) FreeBSD è liberamente disponibile, è basato tutto su sorgenti 4.4BSD-Lite, è rilasciato per computer Intel i386, i486, Pentium, Pentium Pro, Celeron, Pentium II, Pentium III, Pentium IV (o compatibili), Xeon, DEC Alpha e SPARC64. È basato principalmente su software del gruppo CSRG della U.C. Berkeley, con alcuni miglioramenti presi da NetBSD, OpenBSD, 386BSD, e dalla Free Software Foundation. Dalla nostra release di FreeBSD 2.0 nel lontano '94, le prestazioni, l'insieme di caratteristiche, e la stabilità di FreeBSD sono migliorate notevolmente. Il più grande cambiamento è stato la riscrittura del sistema di memoria virtuale con una VM/file buffer cache integrata che non solo incrementa le prestazioni, ma anche riduce la richiesta di memoria di FreeBSD, rendendo una configurazione con 5 MB un minimo accettabile. Altri miglioramenti includono il completo supporto a client e server NIS, il supporto delle transazioni TCP, la chiamata-su-richiesta di PPP, il supporto integrato del DHCP, un sottosistema SCSI migliorato, il supporto ISDN, il supporto per ATM, FDDI, per gli adattatori Fast e Gigabit Ethernet (1000 Mbit), un supporto migliorato degli ultimi controller Adaptec, e molte centinaia di correzioni di bug. Abbiamo anche preso a cuore i commenti e i suggerimenti di molti dei nostri utenti e abbiamo tentato di fornire quello che speriamo sia un processo di installazione più sensato e facile da capire. Il tuo feedback su questo processo (in costante evoluzione) è particolarmente ben accetto! In aggiunta alla distribuzione di base, FreeBSD offre una collezione di software portato con migliaia di programmi comunemente cercati. Alla data di stampa, ci sono oltre &os.numports; port! La lista dei port comprende server http (WWW), giochi, linguaggi, editor e quasi tutto quello che sta in mezzo. L'intera collezione dei port richiede approssimativamente &ports.size; di spazio, essendo tutti i port espressi come delta dei loro sorgenti originari. Questo rende più facile per noi aggiornare i port, e riduce di molto la domanda di spazio su disco dalla vecchia collezione 1.0 dei port. Per compilare un port, vai semplicemente nella directory che vuoi installare, digita make install e lascia che il sistema faccia il resto. La distribuzione originale completa per ogni port che compili viene presa dinamicamente dal CDROM o da un sito FTP locale, così hai bisogno solo lo spazio su disco sufficiente per compilare il port che vuoi. Quasi ogni port viene fornito di un package precompilato che può essere installato con un semplice comando (pkg_add) da coloro che non vogliono compilare i propri port dai sorgenti. Un numero di documenti aggiuntivi che puoi trovare molto utili nel processo di installazione e di utilizzo di FreeBSD ora può essere trovato anche nella directory /usr/share/doc su ogni macchina dove gira FreeBSD 2.1 o superiore. Puoi vedere i manuali installati localmente con qualsiasi browser HTML usando i seguenti URL: Il Manuale di FreeBSD - /usr/share/doc/handbook/index.html + /usr/share/doc/handbook/index.html Domande Comuni su FreeBSD - /usr/share/doc/faq/index.html + /usr/share/doc/faq/index.html Puoi vedere anche le copie originali (e aggiornate più frequentemente) su http://www.FreeBSD.org/. diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml index 06fa22fba6..aab308759b 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml @@ -1,1148 +1,1095 @@ Andrey A. Chernov Contributo di Michael C. Wu Revisione di Localizzazione - Uso e Impostazione dell'I18N/L10N Sinossi - FreeBSD è un progetto di larga diffusione con utenti - e collaboratori in ogni parte del mondo. - Questo capitolo affronta quegli aspetti tipici di FreeBSD, relativi - all'internazionalizzazione e localizzazione del sistema, che - permettono agli utenti non di lingua inglese di operare in - maniera più vicina alle proprie convenzioni nazionali. - Ci sono molti aspetti da considerare dell'internazionalizzazione - sia a livello utente che di sistema; perciò, ove necessario, - si rinvierà il lettore a fonti di informazione più - specifiche. + FreeBSD è un progetto di larga diffusione con utenti e + collaboratori in ogni parte del mondo. Questo capitolo affronta quegli + aspetti tipici di FreeBSD relativi all'internazionalizzazione e + localizzazione del sistema che permettono agli utenti non di lingua + inglese di operare in maniera più confortevole. Ci sono molti + aspetti da considerare dell'implementazione I18N sia a livello utente che + di sistema, perciò, ove necessario, si rinvierà il lettore + a fonti di informazione più specifiche. - Dopo aver letto questo capitolo si saprà: + Dopo aver letto questo capitolo, saprai: - come i vari idiomi e localizzazioni sono codificati - nei moderni sistemi operativi. + Come i vari linguaggi e nazioni sono codificati nei moderni + sistemi operativi. - come impostare la localizzazione per la propria shell - di login. + Come impostare la localizzazione per la tua shell di login. - come configurare la propria console per una lingua - che non sia l'inglese. + Come configurare la tua console per una lingua che non sia + l'inglese. - come usare concretamente X Windows con differenti - lingue. + Come usare concretamente X Windows con differenti lingue. - dove reperire ulteriori informazioni su come scrivere - applicazioni internazionalizzate. + Dove reperire ulteriori informazioni su come scrivere applicazioni + I18N compatibili. - Prima di leggere questo capitolo, si dovrebbe: + Prima di leggere questo capitolo, dovresti: - sapere come installare applicazioni - supplementari di terzi (). + Sapere come installare applicazioni aggiuntive di terze parti + (). - Principi fondamentali + Principi di Base Cosa significano le sigle I18N/L10N? internazionalizzazione localizzazione Gli sviluppatori hanno abbreviato la parola - internationalization in I18N, sostituendo - le lettere della parola, comprese tra la prima e l'ultima, - con il loro numero. - Lo stesso è stato fatto per l'acronimo L10N, che deriva - appunto da localization. - Combinati assieme, i metodi, i protocolli e le applicazioni - che rispettano gli standard I18N/L10N consentono agli utenti - di utilizzare una qualsiasi lingua di propria scelta. - - Le applicazioni internazionalizzate vengono realizzate - mediante appositi kit per l'I18N, disponibili tramite - specifiche librerie. - Questo permette agli sviluppatori di scrivere in un normale - file di testo i menu e i messaggi da visualizzare nel programma - e di tradurlo poi nelle varie lingue. - Si raccomandano vivamente i programmatori di seguire questa - pratica. + internationalization in I18N, contando il numero di + lettere che costituiscono la parola internationalization, + escludendo la prima e l'ultima. Lo stesso è stato fatto per + l'acronimo L10N, che deriva appunto da localization. + Combinando insieme i metodi, i protocolli e le applicazioni che + rispettano gli standard I18N/L10N si permette agli utenti di utilizzare + una qualsiasi lingua di propria scelta. + + Le applicazioni I18N sono realizzate mediante appositi kit, + disponibili tramite specifiche librerie. Questo permette agli + sviluppatori di scrivere in un normale file di testo i menù e i + messaggi da visualizzare nel programma e di tradurlo poi nelle varie + lingue. Si raccomandano vivamente i programmatori di seguire questa + convenzione. - Perché usare l'I18N/L10N? + Perché Dovrei Usare I18N/L10N? - Le tecniche di I18N/L10N vengono utilizzate ogniqualvolta - si desidera visualizzare, immettere o processare dati in - lingue diverse da quella inglese. + I18N/L10N è usato ogni qualvolta desideri visualizzare, + immettere o processare dati in lingue diverse da quella inglese. - Quali lingue sono disponibili in un ambiente - internazionalizzato? - - L'I18N e la L10N non sono caratteristiche specifiche di - FreeBSD. - Al momento, è possibile scegliere fra la maggior parte - delle lingue più diffuse nel mondo, tra le quali: - cinese, tedesco, giapponese, francese, russo e altre ancora. + Quali Lingue sono Disponibili nel Lavoro I18N? + + I18N e L10N non sono caratteristiche specifiche di FreeBSD. Al + momento, è possibile scegliere fra la maggior parte delle lingue + più diffuse nel mondo, tra le quali: cinese, tedesco, giapponese, + francese, russo, italiano e altre ancora. - Come utilizzare la nazionalizzazione + Come Utilizzare la Localizzazione - Vista la sua importanza, l'I18N non è specifica - del sistema FreeBSD soltanto ed è una convenzione. - Siete invitati ad aiutare il progetto FreeBSD ad adottare - tale convenzione. + Vista la sua importanza, I18N non è specifico del sistema + FreeBSD ed è una convenzione. Siete invitati ad aiutare + il progetto FreeBSD per sostenere questa convenzione. locale - Le impostazioni per la nazionalizzazione o localizzazione - sono basate su tre termini principali: Codice Lingua, Codice - Nazione e Codifica. - I nomi che contraddistinguono una localizzazione vengono formati - utilizzando questi termini nel modo seguente: + Le impostazioni per la localizzazione o nazionalizzazione sono basate + su tre termini principali: Codice Lingua, Codice Nazione e Codifica. I + nomi che contraddistinguono una localizzazione sono formati utilizzando + questi termini nel modo seguente: CodiceLingua_CodiceNazione.Codifica - I codici per la lingua e la nazione + I Codici per la Lingua e la Nazione codici lingua codici nazione - Al fine di configurare un sistema FreeBSD per una - specifica lingua (o qualsiasi altro sistema UNIX che - gestisca l'I18N), l'utente deve innanzitutto conoscere - i codici della nazione e della lingua desiderati - (i codici delle nazioni segnalano alle applicazioni - quali convenzioni adottare all'interno di un dato idioma). - Inoltre, i browser, i server web e quelli SMTP e POP - possono operare in base ad essi. + Al fine di localizzare un sistema FreeBSD (o qualsiasi altro sistema + UNIX che gestisca I18N) in una specifica lingua, l'utente deve + innanzitutto conoscere i codici della nazione e della lingua desiderati + (i codici delle nazioni segnalano alle applicazioni quali convenzioni + adottare all'interno di un dato linguaggio). Inoltre, i browser web, i + server SMTP/POP, i server web, ecc. possono operare in base ad essi. I seguenti sono esempi di codici lingua/nazione: - Lingua/Codice Nazione + Codice Lingua/Nazione Descrizione en_US - inglese - Stati Uniti + inglese - Stati Uniti d'America ru_RU russo - Russia zh_TW cinese tradizionale - Taiwan Codifiche codifiche ASCII - Alcune lingue utilizzano codifiche non-ASCII, cioè - caratteri a 8 bit, estesi o multibyte, cfr. &man.multibyte.3; - per maggiori dettagli. - Le applicazioni più vecchie, non riconoscendoli, li - interpretano come caratteri di controllo. - Quelle più recenti invece riconoscono di solito i - caratteri a 8 bit. - Dipendendo tutto dall'implementazione, potrebbe essere - necessario che gli utenti ricompilino un'applicazione, - perché gestisca i caratteri estesi o multibyte, - o che la riconfigurino in modo corretto. - Per essere in grado di immettere e di elaborare caratteri - estesi o multibyte, la - FreeBSD Ports - Collection fornisce vari programmi in differenti - versioni, una per ogni lingua. Si faccia riferimento alla - relativa documentazione I18N del Port del programma. - - Precisamente, l'utente deve consultare la documentazione - propria dell'applicazione per conoscere il modo di configurarla - correttamente o di passare i valori adatti al programma di - configurazione, al Makefile o al compilatore. - - Alcune cose da tenere bene a mente e controllare sono: + Alcune lingue utilizzano codifiche non ASCII, cioè caratteri + a 8 bit, estesi o multibyte, vedere &man.multibyte.3; per maggiori + dettagli. Le applicazioni più vecchie, non riconoscendoli, li + interpretano come caratteri di controllo. Quelle più recenti + invece riconoscono di solito i caratteri a 8 bit. A seconda + dell'implementazione, è possibile che gli utenti debbano + ricompilare un'applicazione con il supporto ai caratteri estesi o + multibyte, o debbano configurare l'applicazione in modo corretto. Per + essere in grado di immettere e di elaborare caratteri estesi o + multibyte, la FreeBSD Ports + Collection fornisce vari programmi in differenti linguaggi. + Si faccia riferimento alla relativa documentazione I18N del port + di FreeBSD. + + Precisamente, l'utente deve consultare la documentazione propria + dell'applicazione per conoscere come configurarla correttamente o come + passare i giusti valori al configuratore/Makefile/compilatore. + + Alcune cose da tener presente sono: - Gli insiemi di caratteri, rappresentabili con il tipo - char del linguaggio C, specifici della lingua (cfr. - &man.multibyte.3;), cioè, ISO8859-1, KOI8-R, - CP437. + Gli insiemi di caratteri rappresentabili dal tipo char del + linguaggio C, specifici della lingua (vedere &man.multibyte.3;), + cioè, ISO-8859-1, ISO-8859-15, KOI8-R, CP437. Codifiche estese o multibyte, cioè EUC, Big5. - Si può consultare l'elenco corrente degli insiemi di - caratteri nello IANA Registry. + Puoi consultare l'elenco corrente degli insiemi di caratteri nel + Registro + IANA. - Con le versioni 4.5 o successive di FreeBSD si utilizzino - le codifiche per la localizzazione compatibili con X11. + Con le versioni 4.5 o successive di FreeBSD si utilizzino le + codifiche per la localizzazione compatibili con X11. - Applicazioni internazionalizzate + Applicazioni I18N - Nel sistema dei Port e dei pacchetti precompilati di - FreeBSD, le applicazioni I18N sono facilmente riconoscibili, - perché il loro nome include la sigla I18N. - Tuttavia, non sempre esse potrebbero supportare la lingua - desiderata. + Nel sistema dei port e dei pacchetti precompilati di FreeBSD, le + applicazioni I18N sono facilmente riconoscibili, perché il loro + nome include la sigla I18N. Tuttavia, non sempre + queste potrebbero supportare la lingua desiderata. - Impostazione della nazionalità - (<emphasis>locale</emphasis>) - - Teoricamente, l'unica operazione da fare dovrebbe essere - quella di esportare il nome della propria localizzazione nella - variabile LANG; cosa che viene normalmente - fatta in ~/.login_conf oppure nel file - di configurazione della shell di login dell'utente - (~/.profile, - ~/.bashrc, - ~/.cshrc). - Non c'è alcun bisogno invece di impostare direttamente - le altre variabili facenti parti il locale, - come LC_CTYPE, LC_CTIME. - Si faccia riferimento a questo proposito alla documentazione - di FreeBSD specifica per la data lingua. - - Si dovrebbero impostare esattamente i seguenti due valori - nei propri file di configurazione: + Impostazione del Locale + + Di solito è sufficiente esportare il valore del nome del + locale posto nella variabile LANG all'interno della shell + di login. Questo può essere fatto utilizzando il file + dell'utente ~/.login_conf oppure il file di + configurazione della shell di login dell'utente + (~/.profile, ~/.bashrc, + ~/.cshrc). Non c'è bisogno di impostare le + altre variabili del locale, come LC_CTYPE, + LC_CTIME. Per maggiori informazioni si faccia + riferimento alla documentazione di FreeBSD specifica per la data + lingua. + + Puoi settare le due variabili d'ambiente seguenti nei tuoi file di + configurazione: POSIX - + LANG per le funzioni appartenenti alla - famiglia POSIX di &man.setlocale.3; + famiglia POSIX, &man.setlocale.3; MIME - MM_CHARSET per l'insieme dei caratteri - che dovranno usare le applicazioni che supportano lo standard + MM_CHARSET per l'insieme dei caratteri che + dovranno usare le applicazioni che supportano lo standard MIME - Ciò va fatto per la configurazione della shell - dell'utente, di un'applicazione specifica e per quella di X11. + Ciò va fatto per la configurazione della shell dell'utente, + di un'applicazione specifica e per quella di X11. - Metodi di localizzazione + Metodi di Localizzazione locale classe di login - Ci sono due metodi per l'impostazione della nazionalità - entrambi descritti qui di seguito. - Il primo (raccomandato) è quello di impostare le - variabili d'ambiente in una - classe di login, mentre - il secondo è quello di aggiungere i valori delle - variabili d'ambiente al file - d'avvio della shell. + Ci sono due metodi per impostare il locale, entrambi descritti qui + di seguito. Il primo (raccomandato) consiste nell'impostare le + variabili d'ambiente in una classe di + login, mentre il secondo consiste nell'aggiungere i valori + delle variabili d'ambiente al file + d'avvio della shell di sistema. - Metodo con le classi di login - - Questo metodo fa sì che le variabili d'ambiente, - necessarie per il nome del locale e per gli insiemi dei - caratteri MIME, vengano inizializzate una volta sola per - ogni possibile shell di sistema, invece di aggiungere gli - assegnamenti adatti ad una specifica shell nel rispettivo - file d'avvio. - Mentre il setup a livello utente - può essere chiaramente fatto dall'utente stesso, il - setup a livello amministratore + Metodo delle Classi di Login + + Questo metodo fa sì che le variabili d'ambiente + necessarie per il nome del locale e per gli insiemi dei caratteri + MIME vengano inizializzate una volta sola per ogni possibile shell + di sistema invece di aggiungere specifici assegnamenti per ogni file + d'avvio di shell. Il Setup a Livello + Utente può essere fatto dall'utente stesso e il + Setup a Livello Amministratore richiede i privilegi del superuser. - Setup a livello utente + Setup a Livello Utente Ecco un breve esempio di un file - .login_conf nella directory home di - un utente che ha entrambe le variabili impostate alla - codifica Latin-1: + .login_conf posto nella directory home di un + utente che ha entrambe le variabili impostate alla codifica + Latin-1: me:\ - :charset=ISO-8859-1:\ - :lang=de_DE.ISO8859-1: +:charset=ISO-8859-1:\ +:lang=de_DE.ISO8859-1: - cinese tradizionale / codifica BIG-5 + cinese tradizionale + codifica BIG-5 Ecco invece un esempio di un file - .login_conf che imposta le variabili - per il cinese tradizionale con codifica BIG-5. - Si noti l'uso di un maggior numero di variabili, in questo - caso necessarie, perché alcuni programmi non rispettano - come dovrebbero le variabili di localizzazione per il + .login_conf che imposta le variabili per il + cinese tradizionale con codifica BIG-5. Si noti che sono state + impostate molte variabili perchè alcuni programmi non + rispettano come dovrebbero le variabili di localizzazione per il cinese, giapponese e il coreano. - #Users who do not wish to use monetary units or time formats -#of Taiwan can manually change each variable + #Gli utenti che non vogliono usare l'unità monetaria o i formati temporali +#di Taiwan possono modificare manualmente ogni variabile me:\ lang=zh_TW.Big5:\ lc_all=zh_TW.Big:\ lc_collate=zh_TW.Big5:\ lc_ctype=zh_TW.Big5:\ lc_messages=zh_TW.Big5:\ lc_monetary=zh_TW.Big5:\ lc_numeric=zh_TW.Big5:\ lc_time=zh_TW.Big5:\ charset=big5:\ - xmodifiers="@im=xcin": #Setting the XIM Input Server + xmodifiers="@im=xcin": #Setta il XIM Input Server - Si veda il paragrafo Setup - a livello amministratore e &man.login.conf.5; per - maggiori dettagli. + Vedere il paragrafo Setup a Livello + Amministratore e &man.login.conf.5; per maggiori + dettagli. - Setup a livello amministratore + Setup a Livello Amministratore - Si controlli che il file - /etc/login.conf selezioni la lingua - corretta per la classe dell'utente. - Ci si assicuri che queste impostazioni appaiano in + Controlla che la classe di login dell'utente in + /etc/login.conf selezioni la lingua corretta. + Assicurati che queste impostazioni appaiano in /etc/login.conf: - nome_lingua:classe_account:\ - :charset=MIME_charset:\ - :lang=nome_locale:\ - :tc=default: + nome_lingua:titolo_account:\ +:charset=MIME_charset:\ +:lang=nome_locale:\ +:tc=default: - Perciò ritornando all'esempio di prima, che - utilizzava Latin-1, esso dovrebbe contenere la seguente - riga: + Ritornando quindi all'esempio di prima che utilizzava Latin-1, + si dovrebbe avere una cosa simile a questa: - tedesco:Account utenti tedeschi:\ - :charset=ISO-8859-1:\ - :lang=de_DE.ISO8859-1:\ - :tc=default: + tedesco:Account Utenti Tedeschi:\ +:charset=ISO-8859-1:\ +:lang=de_DE.ISO8859-1:\ +:tc=default: - Modifica delle classi di login con &man.vipw.8; + Modifica delle Classi di Login con + &man.vipw.8; vipw - Si utilizzi vipw per aggiungere - nuovi utenti e si inserisca una voce simile alla - seguente: + Usa vipw per aggiungere nuovi utenti, e + crea qualcosa di simile a quanto segue: utente:password:1111:11:lingua:0:0:Nome Utente:/home/user:/bin/sh - Modifica delle classi di login con &man.adduser.8; + Modifica delle Classi di Login con + &man.adduser.8; adduser classe di login - Si utilizzi adduser per - aggiungere nuovi utenti nel seguente modo: + Usa adduser per aggiungere nuovi utenti, in + questo modo: - si imposti defaultclass = - lingua in - /etc/adduser.conf. - Si tenga presente che si deve necessariamente inserire - una classe default per tutti gli utenti - di altre lingue in questo caso. + Imposta defaultclass = + lingua in + /etc/adduser.conf. Tieni presente che + in questo modo dovrai inserire una classe + default per tutti gli utenti di altre + lingue. - In alternativa si può specificare la - lingua desiderata ogni volta che appare il prompt + In alternativa si può specificare la lingua + desiderata ogni volta che appare il prompt Enter login class: default []: durante l'esecuzione di &man.adduser.8; - È anche possibile utilizzare il seguente - comando per ogni utente di una diversa lingua che si - desiderasse aggiungere: + Un'altra alternativa è utilizzare il comando nel + modo seguente per ogni utente di una diversa lingua che si + desidera aggiungere: &prompt.root; adduser -class lingua - Cambiare le classi di login con &man.pw.8; + Cambiare le Classi di Login con &man.pw.8; pw - Se si utilizza il comando &man.pw.8; per aggiungere - nuovi utenti, lo si invochi nella seguente forma: + Se utilizzi il comando &man.pw.8; per aggiungere nuovi utenti, + invocalo in questo modo: &prompt.root; pw useradd nome_utente -L lingua - Metodo con il file d'avvio della shell + Metodo del File di Avvio della Shell - Questo metodo è sconsigliato, perché - richiede un differente setup per ogni possibile programma - di shell scelto. Si utilizzi invece il Metodo della classe di - login. + Questo metodo è sconsigliato perché richiede una + inizializzazione diversa per ogni possibile shell. Usa invece il + Metodo delle Classi di + Login. MIME locale - Per aggiungere il nome del locale e l'insieme dei caratteri - per lo standard MIME, si impostino semplicemente le due variabili + Per aggiungere il nome del locale e l'insieme dei caratteri per + lo standard MIME, bisogna semplicemente settare le due variabili d'ambiente mostrate di seguito nei file d'avvio della shell /etc/profile e/o - /etc/csh.login. - Nell'esempio che segue viene utilizzata la lingua tedesca: + /etc/csh.login. Nell'esempio che segue viene + utilizzata la lingua tedesca: In /etc/profile: LANG=de_DE.ISO8859-1; export LANG MM_CHARSET=ISO8859-1; export MM_CHARSET Oppure in /etc/csh.login: setenv LANG de_DE.ISO8859-1 setenv MM_CHARSET ISO8859-1 - Lo stesso risultato si ottiene aggiungendo le - istruzioni viste in precedenza al file - /usr/share/skel/dot.profile - (in corrispondenza a quelle messe in - /etc/profile), oppure al file - /usr/share/skel/dot.login (per quelle - inserite in /etc/csh.login). + Lo stesso risultato si ottiene aggiungendo i precedenti comandi + al file /usr/share/skel/dot.profile (per i + comandi usati in /etc/profile), oppure al file + /usr/share/skel/dot.login (per quelli in + /etc/csh.login). Per l'ambiente X11: Nel file $HOME/.xinitrc: LANG=de_DE.ISO8859-1; export LANG Oppure: setenv LANG de_DE.ISO8859-1 - in funzione della shell utilizzata (si veda sopra). + a seconda della shell utilizzata (vedi sopra). - Impostazione della console + Settaggio della Console - Per tutti quegli insiemi di caratteri che sono rappresentabili - come char in C, si impostino i font della console adatti alla - lingua prescelta in /etc/rc.conf: + Per tutti gli insiemi di caratteri che sono rappresentabili con il + tipo char in C, imposta i font della console adatti alla lingua + prescelta in /etc/rc.conf: font8x16=nome_font font8x14=nome_font font8x8=nome_font - nome_font è il nome di - uno dei file di font presenti nella directory - /usr/share/syscons/fonts, privato del - suffisso .fnt. + nome_font è il nome di uno dei + file di font presenti nella directory + /usr/share/syscons/fonts, privato del suffisso + .fnt. sysinstall keymap screenmap - Ci si assicuri anche di selezionare la giusta mappatura - della tastiera e del video per il proprio set di caratteri - usando /stand/sysinstall. - Una volta all'interno di sysinstall, - si selezioni Configure, quindi - Console. - In alternativa, si aggiungano le seguenti righe in - /etc/rc.conf: + Assicurati anche di impostare la giusta mappatura della tastiera + e del video per il proprio set di caratteri usando + /stand/sysinstall. Una volta all'interno di + sysinstall, seleziona + Configure, quindi + Console. In alternativa, aggiungi le + seguenti righe in /etc/rc.conf: scrnmap=nome_screenmap keymap=nome_keymap keychange="numero_tasto_funzione sequenza" - nome_screenmap viene preso - dalla directory - /usr/share/syscons/scrnmaps, privato del - suffisso .scm. Una screenmap - assieme ad una corrispondente mappa dei font - è solitamente necessaria nel caso la scheda grafica - non gestisca i font via software, ma li abbia codificati - internamente; la screenmap serve appunto a rimappare tali - font interni nel font prescelto. - - Se si ha abilitato il demone moused + nome_screenmap viene preso dalla + directory /usr/share/syscons/scrnmaps, privato del + suffisso .scm. Una screenmap + assieme ad una corrispondente mappa dei font è solitamente + necessaria nel caso la scheda grafica non gestisca i font via software, + ma li abbia codificati internamente; la screenmap serve appunto a + rimappare tali font interni nel font prescelto. + + Se hai abilitato il demone moused inserendo la seguente riga in /etc/rc.conf: moused_enable="YES" - allora si legga quanto riportato nel prossimo paragrafo - sul cursore del mouse. + allora leggi quanto riportato nel prossimo paragrafo sul cursore + del mouse. moused - Di default il cursore del mouse del driver &man.syscons.4; - occupa l'intervallo da 0xd0 a 0xd3 nel set di caratteri in uso. - Se la propria lingua utilizza tali caratteri, è necessario - spostare i byte occupati dal cursore in un altro intervallo. - Per far questo con le versioni anteriori alla 5.0 di FreeBSD, - si inserisca la seguente riga nel proprio file di configurazione - del kernel: + Di default il cursore del mouse del driver &man.syscons.4; occupa + l'intervallo da 0xd0 a 0xd3 nel set di caratteri in uso. Se la tua + lingua utilizza tali caratteri, devi spostare l'intervallo occupato dal + cursore. Per far questo con le versioni anteriori alla 5.0 di FreeBSD, + inserisci la seguente riga nel tuo file di configurazione del + kernel: options SC_MOUSE_CHAR=0x03 - Per le versioni 4.4 e successive si aggiunga la seguente - linea al file /etc/rc.conf: + Per le versioni 4.4 e successive aggiungi la seguente riga al file + /etc/rc.conf: mousechar_start=3 - nome_keymap deve invece - corrispondere a uno dei file presenti nella directory - /usr/share/syscons/keymaps, privato - del suffisso .kbd. - Se si è indecisi su quale keymap - scegliere, si può usare il comando &man.kbdmap.1; - per testare le varie mappature senza dover riavviare - il sistema. - - La variabile keychange è di - solito richiesta per programmare i tasti funzione in modo - che corrispondano alla definizione di quelli del tipo di - terminale in uso, perché le sequenze generate da - un tasto funzione non possono essere definite in una mappa - di tasti. - - Si faccia attenzione inoltre ad impostare il corretto tipo - di terminale in /etc/ttys per tutte le - voci del tipo ttyv*. - Le corrispondenze al momento predefinite sono: + nome_keymap deve invece corrispondere a + uno dei file presenti nella directory + /usr/share/syscons/keymaps, privato del suffisso + .kbd. Se sei indeciso su quale + keymap scegliere, puoi usare il comando + &man.kbdmap.1; per testare le varie mappature senza dover riavviare il + sistema. + + La variabile keychange è di solito + richiesta per programmare i tasti funzione in relazione al tipo di + terminale in uso, poiché le sequenze generate da un tasto + funzione non possono essere definite in una mappa di tasti. + + Assicurati inoltre di impostare il corretto tipo di terminale in + /etc/ttys per tutte le voci del tipo + ttyv*. Attualmente, le corrispondenze predefinite + sono: - Insieme caratteri + Insieme di Caratteri - Tipo terminale + Tipo di Terminale ISO-8859-1 o ISO-8859-15 cons25l1 ISO-8859-2 cons25l2 ISO-8859-7 cons25l7 KOI8-R cons25r KOI8-U cons25u CP437 (di default per VGA) cons25 US-ASCII cons25w - Per i linguaggi che usano caratteri estesi o multibyte, - è bene servirsi del corretto Port di FreeBSD nella directory + Per i linguaggi che usano caratteri estesi o multibyte, è + bene servirsi del corretto port di FreeBSD nella directory /usr/ports/linguaggio. - Alcuni port vengono visti come console a sè dal momento che - il sistema la vede come un dispositivo seriale vtty, quindi si devono - riservare abbastanza file vtty sia per X11 che per la console - pseudo-seriale. - Ecco una lista parziale di applicazioni con cui si possono - utilizzare altri linguaggi in console: + Poichè alcuni port che si presentano come console sono + riconosciuti dal sistema come terminali seriali virtuali (vtty), devi + riservare abbastanza vtty sia per X11 che per la console pseudo-seriale. + Ecco una lista parziale di applicazioni con cui si possono utilizzare + altri linguaggi in console: Linguaggio Ubicazione cinese tradizionale (BIG-5) /usr/ports/chinese/big5con giapponese /usr/ports/japanese/ja-kon2-* oppure /usr/ports/japanese/Mule_Wnn coreano /usr/ports/korean/ko-han - Setup di X11 + Impostazione di X11 - Sebbene X11 non faccia parte del progetto FreeBSD, vengono - qui fornite alcune istruzioni per gli utenti di FreeBSD. - Per maggiori dettagli, si faccia riferimento al sito web - XFree86 o a - quello del Server X11 utilizzato. + Sebbene X11 non faccia parte del progetto FreeBSD, vengono qui + fornite alcune informazioni per gli utenti di FreeBSD. Per maggiori + dettagli, si faccia riferimento al sito web XFree86 o a quello del Server + X11 utilizzato. - Nel file ~/.Xresources, si possono - mettere a punto le impostazioni per l'internazionalizzazione - specifiche di un'applicazione (ad esempio, i font, i menu, - ecc.). + Nel file ~/.Xresources, puoi mettere a punto le + impostazioni per I18N specifiche di un'applicazione (ad esempio, i font, + i menu, ecc.). - Visualizzazione dei font + Visualizzazione dei Font server font True Type per X11 - Si installino innanzitutto il server True Type-Common di - X11 (x11-servers/XttXF86srv-common) - e i corrispondenti font truetype propri della lingua prescelta. - L'impostazione del corretto locale dovrebbe permettere di - visualizzare tale lingua nei vari menu, etc... + Installa il server True Type-Common di X11 (x11-servers/XttXF86srv-common) e i + corrispondenti font truetype propri della lingua prescelta. + L'impostazione del corretto locale dovrebbe permetterti di + visualizzare tale lingua nei vari menu, ecc. - Immissione di caratteri non inglesi + Immissione di Caratteri Non Inglesi X11 Input Method (XIM) - Il protocollo X11 Input Method (XIM) è un nuovo - standard per tutti i client X11. - Tutte le applicazioni X11 dovrebbero essere scritte come - client XIM, in modo da poter ricevere l'input dai server XIM. - Vi sono parecchi server XIM disponibili per le differenti - lingue. + Il protocollo X11 Input Method (XIM) è un nuovo standard + per tutti i client X11. Tutte le applicazioni X11 dovrebbero essere + scritte come client XIM che ricevono l'input dai server XIM. Vi sono + parecchi server XIM disponibili per le differenti lingue. - Configurazione della stampante - - Alcuni set di caratteri con la dimensione dei char del C - vengono solitamente codificati a livello hardware all'interno - delle stampanti stesse. - Gli insiemi di caratteri estesi o multibyte richiedono invece - uno speciale setup e qui si raccomanda l'utilizzo di - apsfilter. - È possibile anche convertire documenti nei formati - Postscript o PDF utilizzando convertitori specifici per una + Configurazione della Stampante + + Alcuni set di caratteri del tipo char del C sono solitamente + codificati a livello hardware all'interno delle stampanti stesse. + Gli insiemi di caratteri estesi o multibyte richiedono invece una + speciale configurazione e si raccomanda l'utilizzo di + apsfilter. Puoi anche convertire documenti + nei formati Postscript o PDF utilizzando convertitori specifici per una data lingua. - Il kernel e i filesystem - - Il filesystem di FreeBSD FFS (Fast File System) è - completamente a 8-bit, perciò può essere - utilizzato con qualsiasi insieme di caratteri memorizzabili - in un singolo char del C (cfr. &man.multibyte.3;), - ma non vi è un nome particolare di un insieme di caratteri - memorizzato nel filesystem; cioè esso è a 8 bit - senza alcuna codifica interna e ignora un'eventuale codifica. - Ufficialmente, l'FFS non supporta ancora alcuna forma degli - insiemi di caratteri estesi o multibyte. - Tuttavia esistono per alcuni di questi delle patch non - ufficiali per il FFS, che abilitano tale supporto. - Sono solo soluzioni temporanee, non portabili o espedienti - e si è deciso di non includerle nell'albero dei sorgenti. - Si faccia riferimento ai rispettivi siti web della lingua - desiderata per ulteriori informazioni e per i file di patch. + Il Kernel e i File System + + Il file system di FreeBSD FFS (Fast File System) è + completamente a 8-bit, perciò può essere utilizzato con + qualsiasi insieme di caratteri del tipo char del C (vedere + &man.multibyte.3;), ma non vi è un nome particolare di un insieme + di caratteri memorizzato nel file system; cioè, il file system + è a 8 bit senza alcuna codifica interna e ignora un'eventuale + codifica. Ufficialmente, FFS non supporta ancora alcuna forma degli + insiemi di caratteri estesi o multibyte. Tuttavia, esistono per alcuni + di questi delle patch indipendenti per il FFS che abilitano tale + supporto. Sono solo soluzioni temporanee, non portabili ed si è + deciso di non includerle nell'albero dei sorgenti. Si faccia + riferimento ai rispettivi siti web della lingua desiderata per + ulteriori informazioni e per i file di patch. DOS Unicode - Il supporto per il filesystem di MS-DOS in FreeBSD offre - la possibilità di configurare la modalità di - conversione tra gli insiemi di caratteri MS-DOS, Unicode e - quelli scelti per il filesystem di FreeBSD. - Si consulti &man.mount.msdos.8; per i dettagli. + Il supporto per il file system di MS-DOS in FreeBSD offre la + possibilità di configurare la modalità di conversione tra + gli insiemi di caratteri MS-DOS, Unicode e quelli scelti per il + file system di FreeBSD. Consultare &man.mount.msdos.8; per i + dettagli. - Compilazione dei programmi con supporto I18N + Compilazione dei Programmi con Supporto I18N - Molti dei Port di FreeBSD includono il supporto I18N. - Alcuni di essi sono contrassegnati dal suffisso -I18N nel - loro nome. - Questi e molti altri programmi hanno il supporto per - l'internazionalizzazione già incluso e non necessitano - perciò di speciali considerazioni. + Molti dei port di FreeBSD includono il supporto I18N. Alcuni di essi + sono contrassegnati dal suffisso -I18N nel loro nome. Questi e molti + altri programmi hanno il supporto per I18N già incluso e non + necessitano perciò di speciali considerazioni. MySQL Tuttavia, alcune applicazioni come ad esempio - MySQL - richiedono che venga specificato nel Makefile - l'insieme dei caratteri che si utilizzeranno. - Questa operazione viene fatta o modificando direttamente il - suddetto file oppure passando un opportuno valore al programma + MySQL richiedono che venga specificato nel + Makefile l'insieme dei caratteri che si + utilizzeranno. Questa operazione viene fatta o modificando direttamente + il suddetto file oppure passando un opportuno valore al programma configure nella directory dei sorgenti. + - Localizzazione di FreeBSD con lingue particolari + Localizzazione di FreeBSD con Lingue Particolari Andrey A. Chernov Contributo originale di Lingua Russa (codifica KOI8-R) localizzazione russo Per maggiori informazioni sulla codifica KOI8-R, si veda - la fonte di di riferimento per - il KOI8-R (Russian Net Character Set). + la fonte di riferimento per + il KOI8-R (Russian Net Character Set). - Impostazione del locale + Impostazione del Locale - Si inseriscano le seguenti righe nel proprio file + Metti le seguenti righe nel tuo file ~/.login_conf: me:My Account:\ - :charset=KOI8-R:\ - :lang=ru_RU.KOI8-R: +:charset=KOI8-R:\ +:lang=ru_RU.KOI8-R: - Si veda quanto esposto precedentemente in questo - capitolo per degli esempi di impostazione del - locale. + Si veda quanto esposto precedentemente in questo capitolo per + degli esempi di impostazione del locale. - Configurazione della console + Configurazione della Console - Per le versioni di FreeBSD precedenti la 5.0, - si aggiunga la seguente opzione nel proprio file di - configurazione del kernel: + Per le versioni di FreeBSD precedenti la 5.0 aggiungi la + seguente opzione nel tuo file di configurazione del kernel: options SC_MOUSE_CHAR=0x03 - Per le versioni 4.4 e seguenti si inserisca invece + Per le versioni 4.4 e seguenti inserisci la seguente riga nel file /etc/rc.conf: mousechar_start=3 - Si utilizzino le seguenti impostazioni nel file + Utilizza le seguenti impostazioni nel file /etc/rc.conf: keymap="ru.koi8-r" scrnmap="koi8-r2cp866" font8x16="cp866b-8x16" font8x14="cp866-8x14" font8x8="cp866-8x8" Per ogni voce ttyv* nel file - /etc/ttys, si specifichi - cons25r come tipo di terminale. + /etc/ttys, usa cons25r + come tipo di terminale. - Si veda quanto esposto in precedenza in questo capitolo - per degli esempi su come impostare la - console. + Si veda quanto esposto in precedenza in questo capitolo per degli + esempi su come impostare la console. - Configurazione della stampante + Configurazione della Stampante + + stampanti - Dal momento che la maggior parte delle stampanti con - caratteri russi hanno a livello hardware la codifica - codepage CP866, è necessario utilizzare uno speciale - filtro di conversione da KOI8-R a CP866. - Tale filtro viene installato di default come - /usr/libexec/lpr/ru/koi2alt. - La voce per una stampante russa dovrebbe apparire perciò - così in /etc/printcap: + Dal momento che la maggior parte delle stampanti con caratteri + russi hanno a livello hardware la codifica codepage CP866, è + necessario utilizzare uno speciale filtro di conversione da KOI8-R a + CP866. Tale filtro viene installato di default come + /usr/libexec/lpr/ru/koi2alt. La voce per una + stampante russa dovrebbe apparire perciò così in + /etc/printcap: lp|Russian local line printer:\ - :sh:of=/usr/libexec/lpr/ru/koi2alt:\ - :lp=/dev/lpt0:sd=/var/spool/output/lpd:lf=/var/log/lpd-errs: +:sh:of=/usr/libexec/lpr/ru/koi2alt:\ +:lp=/dev/lpt0:sd=/var/spool/output/lpd:lf=/var/log/lpd-errs: Si veda &man.printcap.5; per una spiegazione dettagliata del significato dei vari campi. - Nomi di file MS-DOS e nomi di file in russo + Nomi di File Russo e File System MS-DOS - La seguente voce d'esempio di &man.fstab.5; abilita il - supporto per i nomi di file in russo su filesystem MS-DOS - montati: + La seguente voce d'esempio di &man.fstab.5; abilita il supporto + per i nomi di file in russo su file system MS-DOS: /dev/ad0s2 /dos/c msdos rw,-W=koi2dos,-L=ru_RU.KOI8-R 0 0 - Si veda &man.mount.msdos.8; per una dettagliata descrizione + Vedere &man.mount.msdos.8; per una dettagliata descrizione delle opzioni e . Configurazione di X11 - Si esegua innanzitutto il setup del - locale in console - come descritto in precedenza. + Segui innanzitutto la configurazione del locale in console come descritto + in precedenza. - Il locale russo KOI8-R - potrebbe non funzionare con le vecchie versioni di + Il locale russo KOI8-R potrebbe + non funzionare con le vecchie versioni di XFree86 (precedenti alla 3.3). XFree86 4.X è ora la versione di default del sistema X Window in FreeBSD. Perciò non dovrebbe costituire più un - problema, a meno che non si possieda una versione - piuttosto vecchia di FreeBSD. + problema a meno che non stai usando una versione piuttosto + vecchia di FreeBSD. - Si acceda alla directory - /usr/ports/russian/X.language - e si impartisca il seguente comando: + Vai nella directory /usr/ports/russian/X.language e dai il + seguente comando: &prompt.root; make install - Il port precedente installa l'ultima versione - disponibile dei font KOI8-R. - XFree86 3.3 possiede già - alcuni font KOI8-R, ma questi sono meglio dimensionati. + Questo port installa l'ultima versione disponibile dei font + KOI8-R. XFree86 3.3 possiede + già alcuni font KOI8-R, ma questi sono meglio + dimensionati. - Si controlli la sezione "Files" - in /etc/XF86Config. - Le seguenti righe devono essere aggiunte - prima di qualsiasi altra voce + Controlla la sezione "Files" nel tuo file + /etc/XF86Config. Le seguenti righe devono + essere aggiunte prima di qualsiasi altra voce FontPath: FontPath "/usr/X11R6/lib/X11/fonts/cyrillic/misc" FontPath "/usr/X11R6/lib/X11/fonts/cyrillic/75dpi" FontPath "/usr/X11R6/lib/X11/fonts/cyrillic/100dpi" - Se si utilizza una modalità video ad alta - risoluzione, si scambino le righe 75 dpi e 100 dpi. + Se utilizzi una modalità video ad alta risoluzione, + scambia le righe 75 dpi e 100 dpi. - Per attivare la tastiera russa, si aggiunga alla - sezione "Keyboard" del proprio file - XF86Config: + Per attivare la tastiera russa, aggiungi alla sezione + "Keyboard" del tuo file + XF86Config queste cose. - per XFree86 v3.* + Per XFree86 v3.X: XkbLayout "ru" XkbOptions "grp:caps_toggle" - e per XFree86 v4.* + Per XFree86 v4.X: Option "XkbLayout" "ru" Option "XkbOptions" "grp:caps_toggle" - Si verifichi inoltre che la riga - XkbDisable sia commentata. + Verifica inoltre che la riga XkbDisable + sia commentata. - Il tasto per passare dalla codifica russa a quella - dei caratteri latini è CapsLock. - La normale funzione del tasto CapsLock - è ancora disponibile mediante la combinazione di - tasti ShiftCapsLock - (in modalità Latin solamente). + Il tasto per passare dalla codifica russa (RUS) a quella dei + caratteri latini (LAT) è CapsLock. La + normale funzione del tasto CapsLock è + ancora disponibile mediante la combinazione di tasti + Shift + CapsLock (solamente in modalità LAT). - Se la propria tastiera è dotata di tasti - Windows e si dovesse notare che alcuni - tasti non alfabetici sono mappati non correttamente in - modalità RUS, si aggiunga in - XF86Config la seguente riga: + Se hai i tasti Windows sulla tua tastiera, e + noti che alcuni tasti non alfabetici sono mappati non + correttamente in modalità RUS, aggiungi in + XF86Config la seguente riga. - per XFree86 v3.*: + Per XFree86 v3.X: XkbVariant "winkeys" - e per XFree86 v4.*: + Per XFree86 v4.X: Option "XkbVariant" "winkeys" - La tastiera russa XKB potrebbe non funzionare con - le vecchie versioni di XFree86; - si veda la nota precedente - per ulteriori informazioni al riguardo. - La tastiera russa XKB potrebbe anche presentare delle - anomalie anche con applicazioni che non abbiamo il supporto - per la localizzazione. - Le applicazioni sì fatte dovrebbe come minimo - effettuare all'avvio una chiamata alla funzione - XtSetLanguageProc (NULL, NULL, NULL); - Si veda KOI8-R - per X Window per le corrette istruzioni su come - localizzare un'applicazione. + La tastiera russa XKB potrebbe non funzionare con le vecchie + versioni di XFree86; vedere la + nota precedente per + ulteriori informazioni a riguardo. La tastiera russa XKB + potrebbe anche presentare delle anomalie anche con applicazioni + che non abbiamo il supporto per la localizzazione. Queste + applicazioni dovrebbero come minimo effettuare all'avvio una + chiamata alla funzione XtSetLanguageProc (NULL, NULL, + NULL);. Vedere KOI8-R per X Window + per più informazioni su come localizzare + un'applicazione. - Localizzazione del cinese tradizionale per Taiwan + Localizzazione del Cinese Tradizionale per Taiwan localizzazione cinese tradizionale - Il FreeBSD-Taiwan Project fornisce un tutorial riguardo - all'I18N/L10N per FreeBSD all'indirizzo http://freebsd.sinica.edu.tw/~ncvs/zh-l10n-tut/ - per l'utilizzo di gran parte delle aplicazioni in cinese. - L'autore del tutorial zh-l10n-tut è - Clive Lin Clive@CirX.org. - È possibile anche prelevare, utilizzando CVS, all'indirizzo - freebsd.sinica.edu.tw le seguenti - raccolte: + Il FreeBSD-Taiwan Project fornisce un tutorial riguardo a + I18N/L10N per FreeBSD all'indirizzo + per l'utilizzo di gran parte delle applicazioni in cinese. L'autore del + tutorial zh-l10n-tut è Clive Lin + Clive@CirX.org. Puoi anche prelevare, utilizzando CVS, + all'indirizzo freebsd.sinica.edu.tw le + seguenti raccolte: Collezione Descrizione outta-port tag=. - Beta-quality Ports Collection per il cinese + Collezione dei port beta per il cinese zh-l10n-tut tag=. - Tutorial sulla localizzazione di FreeBSD in - cinese tradizionale, codifica BIG-5 + Tutorial sulla localizzazione di FreeBSD in cinese + tradizionale, codifica BIG-5 zh-doc tag=. Traduzione della documentazione di FreeBSD in cinese tradizionale BIG-5 - Chuan-Hsing Shen s874070@mail.yzu.edu.tw ha - creato la Chinese - FreeBSD Collection (CFC) utilizzando - l'zh-l10n-tut del FreeBSD-Taiwan Project. - I pacchetti e i file di script sono disponibili all'url ftp://ftp.csie.ncu.edu.tw/OS/FreeBSD/taiwan/CFC/. + Chuan-Hsing Shen s874070@mail.yzu.edu.tw ha creato la + Chinese FreeBSD Collection + (CFC) utilizzando zh-l10n-tut del + FreeBSD-Taiwan Project. I pacchetti e i file di script sono disponibili + all'url . - Localizzazione lingua tedesca (e tutte le lingue ISO + <title>Localizzazione della Lingua Tedesca (per Tutte le Lingue ISO 8859-1) localizzazione tedesco - Slaven Rezic eserte@cs.tu-berlin.de ha - scritto un tutorial su come utilizzare le lettere con - l'umlaut su una macchina FreeBSD. Il tutorial - è scritto in tedesco e disponibile all'indirizzo http://www.de.FreeBSD.org/de/umlaute/. + Slaven Rezic eserte@cs.tu-berlin.de ha scritto un + tutorial su come utilizzare le lettere con l'umlaut + su una macchina FreeBSD. Il tutorial è scritto in tedesco e + disponibile all'indirizzo . - Localizzazione lingua giapponese e coreana + Localizzazione della Lingua Giapponese e Coreana localizzazione giapponese localizzazione coreano - Per il giapponese si faccia riferimento all'url http://www.jp.FreeBSD.org/, - per il coreano all'url http://www.kr.FreeBSD.org/. + Per il giapponese, vedere l'url , per il coreano, l'url + . - Documentazione non in inglese per FreeBSD + Documentazione Non Inglese per FreeBSD - Alcuni volontari hanno tradotto parte della documentazione - e delle applicazioni di FreeBSD in altre lingue. - Si possono contattare seguendo i link segnalati sul - sito ufficiale di FreeBSD + Alcuni volontari hanno tradotto parte della documentazione di + FreeBSD in altre lingue. Questo materiale è raggiungibile + seguendo i link segnalati sul sito ufficiale di FreeBSD oppure sotto la directory /usr/share/doc. diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml index cdebef4595..e479fe071c 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml @@ -1,1319 +1,1329 @@ Bill Lloyd Lavoro originale di Jim Mock Rielaborato da Posta Elettronica Sinossi email posta elettronica La Posta Elettronica, meglio conosciuta come email, è una delle forme di comunicazione maggiormente utilizzate tutt'oggi. Questo capitolo fornisce un'introduzione di base per eseguire un server di posta su FreeBSD. Comunque, questo non è un riferimento completo e infatti molte considerazioni importanti sono omesse. Per coprire questo argomento in modo più completo, si rimanda il lettore alla moltitudine di eccellenti libri elencati nell'. Dopo aver letto questo capitolo, saprai: Quali componenti software vengono coinvolti nell'invio e nella ricezione della posta elettronica. Dove sono collocati in FreeBSD i file di configurazione fondamentali di sendmail. Come impedire agli spammer di usare illegalmente il tuo server di posta come un relay. Come installare e configurare un mail transfer agent alternativo sul tuo sistema, sostituendo sendmail. Come risolvere i problemi più frequenti legati al server di posta. Come configurare l'Autenticazione SMTP per aumentare la sicurezza. Prima di leggere questo capitolo, dovresti: Aver configurato correttamente la tua connessione di rete (). Aver configurato correttamente le informazioni DNS relative alla tua macchina server di posta (). Sapere come installare software aggiuntivo di terze parti (). Utilizzo della Posta Elettronica POP IMAP DNS Ci sono cinque parti principali impegnate in uno scambio di email. Queste sono: il programma client, quello server, il DNS, un demone POP o IMAP, e naturalmente la macchina server di posta. Il Programma Client Questo include programmi a riga di comando quali mutt, pine, elm, e mail, e programmi con un'interfaccia grafica (GUI) quali balsa, xfmail per citarne alcuni, e qualcosa di più raffinato simile a un browser WWW. Questi programmi semplicemente fanno passare le transazioni email alla macchina server di posta locale, chiamando uno dei programmi server disponibili o inoltrando queste transazioni via TCP. Il Programma Server server di posta sendmail server di posta postfix server di posta qmail server di posta exim Questo è solitamente sendmail (di default su FreeBSD) o uno degli altri server di posta come qmail, postfix, o exim. Ne esistono altri, ma questi sono i più usati. Di solito il programma server svolge due funzioni—si occupa di ricevere la posta in arrivo e di consegnare quella in partenza. Non puoi connetterti al programma server via POP o IMAP per leggere la tua posta. Per far questo hai bisogno di un altro demone. Devi sapere che alcune vecchie versioni di sendmail hanno alcuni seri problemi di sicurezza, comunque finché eseguirai l'ultima versione di sendmail non dovresti avere problemi. Come sempre, è una buona idea mantenere aggiornato il software che usi. Email e DNS Il DNS (Domain Name System) e il suo demone named giocano un ruolo fondamentale nella consegna della posta. Per consegnare la posta dal tuo host a un altro, il programma server cercherà l'host nel DNS per determinare la macchina server che riceverà la posta per il destinatario. Viene utilizzato lo stesso meccanismo quando si riceve la propria posta. Il DNS contiene il database per mappare un nome host in un indirizzo IP, e un nome host in una macchina server di posta. L'indirizzo IP è specificato in un record A. Il record MX (Mail eXchanger) specifica la macchina server che riceverà la tua posta. Se non hai un record MX per il tuo nome host, la posta sarà consegnata direttamente al tuo host. Ricezione della Posta email ricezione La ricezione della posta per il tuo dominio viene realizzata dalla macchina server di posta. Questa raccoglierà la posta indirizzata a te e la salverà per una successiva lettura o scaricamento. Per scaricare la posta salvata, dovrai collegarti al server di posta. Questo può essere fatto usando POP o IMAP. Se desideri leggere la posta direttamente sulla macchina server, allora il server POP o IMAP non è necessario. POP IMAP Se vuoi eseguire un server POP o IMAP, ci sono due cose che devi fare: Prendere un demone POP o IMAP dalla collezione di port e installarlo sul tuo sistema. Modificare /etc/inetd.conf per caricare il server POP o IMAP. La Macchina Server di Posta macchina server di posta La macchina server di posta è il nome del server che è responsabile della consegna e del ricevimento della posta per il tuo host, ed eventualmente per la tua rete. Christopher Shumway Contributo di Configurazione di <application>sendmail</application> sendmail &man.sendmail.8; è il Mail Transfer Agent (MTA) di default su FreeBSD. Il compito di sendmail è di accettare posta dai Mail User Agent (MUA), e consegnarla al server di posta appropriato come definito nel suo file di configurazione. Inoltre sendmail può accettare connessioni via rete e consegnare i messaggi a caselle di posta locali o ad un altro programma. sendmail utilizza i seguenti file di configurazione: /etc/mail/access /etc/mail/aliases /etc/mail/local-host-names /etc/mail/mailer.conf /etc/mail/mailertable /etc/mail/sendmail.cf /etc/mail/virtusertable File Funzione /etc/mail/access File database di accesso di sendmail /etc/mail/aliases Alias delle caselle di posta /etc/mail/local-host-names Lista di host per i quali sendmail accetta posta /etc/mail/mailer.conf File di configurazione del programma di posta /etc/mail/mailertable Tabella di consegna del programma di posta /etc/mail/sendmail.cf File di configurazione principale di sendmail /etc/mail/virtusertable Tabelle degli utenti e dei domini virtuali <filename>/etc/mail/access</filename> Il database di accesso definisce quali host o indirizzi IP hanno accesso al server di posta locale e quale tipo di accesso hanno. Gli host possono essere catalogati come , , o possono semplicemente essere passati alla procedura di gestione degli errori di sendmail con un preciso errore. Gli host che sono definiti , che è il valore di default, possono spedire posta a questo host sempre che la destinazione finale della posta sia la macchina locale. Gli host che sono definiti vengono rifiutati per qualsiasi connessione di posta. Gli host che hanno l'opzione per i loro nomi host possono utilizzare questo server per spedire posta verso qualsiasi destinazione. Configurazione del Database di Accesso di <application>sendmail</application> cyberspammer.com 550 Non accettiamo posta dagli spammer FREE.STEALTH.MAILER@ 550 Non accettiamo posta dagli spammer altra.sorgente.di.spam REJECT okay.cyberspammer.com OK 128.32 RELAY In questo esempio abbiamo cinque elementi. Gli host mittenti che corrispondono a quelli posti sul lato sinistro della tabella sono condizionati dall'azione posta sul lato destro della tabella. I primi due esempi passano un codice di errore alla procedura di sendmail che gestisce gli errori. Il messaggio viene restituito all'host remoto quando viene trovata una corrispondenza sul lato sinistro della tabella. Il terzo esempio rifiuta la posta da un host specifico su Internet, altra.sorgente.di.spam. Il quarto esempio accetta connessioni di posta da un host, okay.cyberspammer.com, che è più preciso rispetto a cyberspammer.com della prima linea. Le corrispondenze più precise sovrascrivono quelle meno precise. L'ultimo esempio permette il relay della posta elettronica agli host che hanno un indirizzo IP che inizia con 128.32. Questi host possono spedire messaggi destinati ad altri server di posta attraverso questo server. Quando modifichi questo file, devi eseguire make in /etc/mail/ per aggiornare il database. <filename>/etc/mail/aliases</filename> Il database degli alias contiene una lista di caselle di posta virtuali che sono espanse in altri utenti, file, programmi o in altri alias. Seguono alcuni esempi che possono essere usati in /etc/mail/aliases: Alias di Posta root: utentelocale ftp-bugs: joe,eric,paul bit.bucket: /dev/null procmail: "|/usr/local/bin/procmail" Il formato del file è semplice: il nome della casella di posta che si trova a sinistra dei due punti viene espanso negli elementi posti a destra dei due punti. Il primo esempio semplicemente espande la casella di posta root nella casella di posta utentelocale, che è di nuovo ricercata nel database degli alias. Se non viene trovata, allora il messaggio viene consegnato all'utente locale utentelocale. L'esempio successivo mostra una mailing list. La posta indirizzata alla casella di posta ftp-bugs viene espansa nelle tre caselle di posta locali joe, eric, e paul. Nota che una casella di posta remota può essere specificata come user@example.com. Il terzo esempio mostra come scrivere la posta su un file, in questo caso /dev/null. L'ultimo esempio mostra come mandare la posta a un programma, in questo caso il messaggio di posta diventa lo standard input di /usr/local/bin/procmail tramite una pipe Unix. Quando modifichi questo file, devi eseguire make in /etc/mail/ per aggiornare il database. <filename>/etc/mail/local-host-names</filename> Questo file è una lista di nomi host che &man.sendmail.8; accetta come se fossero l'host locale. Metti i domini o gli host per i quali sendmail deve ricevere posta. Per esempio, se questo server di posta dovesse essere in grado di accettare posta per il dominio example.com e per l'host mail.example.com, il suo local-host-names potrebbe assomigliare a questo: example.com mail.example.com Quando modifichi questo file, devi riavviare &man.sendmail.8; per attivare i cambiamenti. <filename>/etc/mail/sendmail.cf</filename> Il file di configurazione principale di sendmail, sendmail.cf controlla l'intero comportamento di sendmail, inclusa ogni cosa, dalla rielaborazione degli indirizzi e-mail alla stampa del messaggio di rifiuto per i server di posta remoti. Naturalmente, avendo svariati compiti, questo file di configurazione è alquanto complesso e i suoi dettagli vanno oltre lo scopo di questa sezione. Fortunatamente, questo file necessita raramente di essere modificato per server di posta standard. Il file di configurazione principale di sendmail può essere costruito a partire da macro &man.m4.1; che definiscono le caratteristiche e il comportamento di sendmail. Guarda /usr/src/contrib/sendmail/cf/README per ulteriori dettagli. Quando modifichi questo file, devi riavviare &man.sendmail.8; per attivare i cambiamenti. <filename>/etc/mail/virtusertable</filename> Il file virtusertable mappa indirizzi di posta relativi a domini e caselle di posta virtuali in caselle di posta reali. Queste caselle di posta possono essere locali, remote, alias definiti in /etc/mail/aliases o file. Esempio di Mappatura per la Posta di un Dominio Virtuale root@example.com root postmaster@example.com postmaster@noc.example.net @example.com joe Nell'esempio precedente, abbiamo una mappatura per il dominio example.com. Questo file viene processato dall'alto verso il basso fermandosi alla prima corrispondenza trovata. Il primo elemento mappa root@example.com nella casella di posta locale root. Il secondo elemento mappa postmaster@example.com nella casella di posta postmaster sull'host noc.example.net. Infine, se non sono state trovate corrispondenze per example.com fino a questo punto, verrà verificata l'ultima mappatura, che corrisponde a tutti gli altri messaggi di posta indirizzati a qualche utente di example.com. Questo verrà mappato nella casella di posta locale joe. Andrew Boothman Scritto da Gregory Neil Shapiro Informazioni prese da e-mail scritte da Sostituzione del proprio Mail Transfer Agent email cambiare mta Come già menzionato, l'MTA (Mail Transfer Agent, agente di trasferimento della posta elettronica) installato di default su FreeBSD è sendmail. Di conseguenza sendmail è responsabile della tua posta in partenza e di quella in arrivo. Comunque, per vari motivi, alcuni amministratori necessitano di cambiare l'MTA dei loro sistemi. Questi motivi spaziano dal voler semplicemente provare un altro MTA all'aver bisogno di una caratteristica o di un pacchetto specifico ritrovabile in un altro MTA. Fortunatamente, per qualsiasi motivo, FreeBSD semplifica il processo di sostituzione. Installazione di un nuovo MTA Hai un'ampia scelta di MTA utilizzabili. Un buon punto di partenza è la FreeBSD Ports Collection dove puoi trovarne molti. Naturalmente sei libero di usare qualunque MTA proveniente da qualche sito, a condizione che tu riesca ad eseguirlo sotto FreeBSD. Inizia installando il tuo nuovo MTA. Una volta installato devi valutare se realmente soddisfa le tue necessità, inoltre devi avere la possibilità di configurare il tuo nuovo programma prima che subentri a sendmail. Valutato questo, devi essere sicuro che durante l'installazione del nuovo programma non ci siano stati tentativi di sovrascrivere binari di sistema come /usr/bin/sendmail. Altrimenti, il tuo nuovo programma di posta è stato essenzialmente messo in attività prima che tu l'abbia configurato. Per cortesia fai riferimento alla documentazione dell'MTA che hai scelto per informazioni su come configurarlo. Disabilitazione di <application>sendmail</application> La procedura usata per avviare sendmail cambia significativamente tra la 4.5-RELEASE e la 4.6-RELEASE. Di conseguenza, la procedura usata per disabilitarlo è leggermente differente a seconda della versione di FreeBSD utilizzata. FreeBSD 4.5-STABLE prima del 4/4/2002 e precedenti (inclusa 4.5-RELEASE e precedenti) Metti: sendmail_enable="NO" in /etc/rc.conf. In questo modo si disabiliterà il servizio di ricezione della posta di sendmail, ma se /etc/mail/mailer.conf (vedi sotto) non viene modificato, sendmail verrà ancora usato per spedire e-mail. FreeBSD 4.5-STABLE dopo il 4/4/2002 (inclusa 4.6-RELEASE e successive) Per disabilitare completamente sendmail devi mettere sendmail_enable="NONE" in /etc/rc.conf. Se disabiliti il servizio di consegna della posta di sendmail in questo modo, è importante che questo venga rimpiazzato con un altro sistema di consegna della posta perfettamente funzionante. Se non lo farai, le funzioni di sistema come &man.periodic.8; saranno incapaci di inviare i loro risultati tramite e-mail come normalmente prevedono di fare. Molte parti del tuo sistema potrebbero presupporre di avere un sistema funzionante compatibile con sendmail. Se le applicazioni continuano a usare i binari di sendmail per tentare di spedire e-mail dopo che tu l'hai disabilitato, la posta potrebbe finire in una coda inattiva di sendmail, senza che venga mai consegnata. Se vuoi solamente disabilitare il servizio di ricezione della posta di sendmail, devi mettere sendmail_enable="NO" in /etc/rc.conf. Molte informazioni sulle opzioni di avvio di sendmail sono disponibili nella pagina man di &man.rc.sendmail.8;. Esecuzione del nuovo MTA all'avvio Hai due possibili metodi per eseguire il tuo nuovo MTA all'avvio, a seconda della versione di FreeBSD utilizzata. FreeBSD 4.5-STABLE prima del 11/4/2002 (inclusa 4.5-RELEASE e precedenti) Posiziona uno script in /usr/local/etc/rc.d/ con estensione .sh ed eseguibile da root. Lo script deve accettare i parametri start e stop. Nella fase di avvio di FreeBSD gli script di sistema eseguiranno il comando /usr/local/etc/rc.d/supermailer.sh start che puoi anche usare per avviare manualmente il server. Nella fase di chiusura di FreeBSD, gli script di sistema useranno l'opzione stop, eseguendo il comando /usr/local/etc/rc.d/supermailer.sh stop che puoi anche usare per arrestare manualmente il server mentre il sistema è in funzione. FreeBSD 4.5-STABLE dopo il 11/4/2002 (inclusa 4.6-RELEASE e successive) Con le versioni recenti di FreeBSD, puoi usare il metodo precedente oppure puoi mettere mta_start_script="nomefile" in /etc/rc.conf, dove nomefile è il nome dello script che vuoi eseguire all'avvio per avviare il tuo MTA. Sostituzione di <application>sendmail</application> come programma di posta di default del sistema sendmail è così onnipresente come programma standard su sistemi Unix che alcuni programmi lo suppongono già installato e configurato. Per questa ragione, molti degli altri MTA forniscono la loro compatibile implementazione dell'interfaccia a riga di comando di sendmail; questo agevola il loro utilizzo come sostituti drop-in di sendmail. Quindi, se usi un altro programma di posta, dovrai assicurarti che i programmi che tentano di eseguire i binari standard di sendmail come /usr/bin/sendmail in realtà eseguano il programma di posta da te scelto. Fortunatamente, FreeBSD fornisce un meccanismo chiamato &man.mailwrapper.8; che fa questo lavoro per te. Quando sendmail è operativo, dovresti vedere in /etc/mail/mailer.conf qualcosa di simile a questo: sendmail /usr/libexec/sendmail/sendmail send-mail /usr/libexec/sendmail/sendmail mailq /usr/libexec/sendmail/sendmail newaliases /usr/libexec/sendmail/sendmail hoststat /usr/libexec/sendmail/sendmail purgestat /usr/libexec/sendmail/sendmail Questo significa che quando uno di questi comandi (come sendmail stesso) viene eseguito, in realtà il sistema invoca una copia di mailwrapper di nome sendmail, la quale esamina mailer.conf ed esegue /usr/libexec/sendmail/sendmail. Questo meccanismo facilita la sostituzione dei binari che sono realmente eseguiti quando vengono invocate queste funzioni di default di sendmail. Quindi se vuoi che /usr/local/supermailer/bin/sendmail-compat sia eseguito al posto di sendmail, devi modificare /etc/mail/mailer.conf in questo modo: sendmail /usr/local/supermailer/bin/sendmail-compat send-mail /usr/local/supermailer/bin/sendmail-compat mailq /usr/local/supermailer/bin/mailq-compat newaliases /usr/local/supermailer/bin/newaliases-compat hoststat /usr/local/supermailer/bin/hoststat-compat purgestat /usr/local/supermailer/bin/purgestat-compat Conclusione Una volta che hai configurato ogni cosa a tuo piacimento, devi terminare i processi di sendmail di cui non hai più bisogno e avviare i processi appartenenti al tuo nuovo programma, oppure puoi semplicemente riavviare il sistema. Riavviando il sistema avrai la possibilità di verificare se il sistema sia stato configurato correttamente per eseguire il tuo nuovo MTA in modo automatico all'avvio. Risoluzione dei Problemi email risoluzione dei problemi Perché devo usare nomi di dominio completi (FQDN) per gli host del mio dominio? Probabilmente ti accorgerai che l'host è effettivamente in un dominio differente; per esempio, se sei in foo.bar.edu e desideri raggiungere un host chiamato mumble appartenente al dominio bar.edu, dovrai riferirti a questo tramite un nome di dominio completo, mumble.bar.edu, invece del solo mumble. BIND Tradizionalmente, questo era permesso dai resolver BIND di BSD. Tuttavia la versione corrente di BIND equipaggiata con FreeBSD non prevede più l'abbreviazione di default per nomi di dominio non completi all'infuori del dominio in cui sei. Quindi l'host mumble sarà giudicato come mumble.foo.bar.edu, oppure sarà ricercato per il dominio radice. Questo differisce dal comportamento precedente, dove la ricerca continuava attraverso mumble.bar.edu, e mumble.edu. Dai un'occhiata all'RFC 1535 per i motivi per cui questa sia considerata una cattiva pratica, o persino un buco di sicurezza. Come buona soluzione al problema, puoi mettere la linea: search foo.bar.edu bar.edu al posto della precedente: domain foo.bar.edu nel tuo /etc/resolv.conf. Comunque, assicurati che l'ordine di ricerca non oltrepassi il confine tra amministrazione locale e pubblica, come definito nell'RFC 1535. sendmail riporta l'errore mail loops back to myself La risposta è contenuta nelle FAQ di sendmail come segue: - * Ottengo messaggi di Local configuration error, come questo: + Ottengo messaggi di Local configuration error, come questo: 553 relay.domain.net config error: mail loops back to myself 554 <user@domain.net>... Local configuration error Come posso risolvere questo problema? Hai chiesto che la posta per il dominio (es., domain.net) sia inoltrata a un host specifico (in questo caso, relay.domain.net) attraverso l'uso di un record MX, ma la macchina di inoltro non si riconosce appartenente a domain.net. Aggiungi domain.net in /etc/mail/local-host-names (se stai usando FEATURE(use_cw_file)) oppure aggiungi Cw domain.net in /etc/mail/sendmail.cf. Le FAQ di sendmail possono essere trovate su ed è raccomandato leggerle se vuoi perfezionare la tua configurazione di posta. PPP Come posso eseguire un server di posta su un host connesso ad Internet tramite PPP? Vuoi collegare ad Internet una macchina FreeBSD posta sulla tua LAN. La macchina FreeBSD sarà un gateway di posta per la LAN. La connessione PPP non è molto indicata per questo scopo. UUCP Esistono almeno due modi per far questo. Un modo è usare UUCP. L'altro è trovare un server Internet a tempo pieno che fornisca un servizio MX secondario per il tuo dominio. Per esempio, se il dominio della tua società è example.com e il tuo fornitore di servizi Internet ha attivato example.net per fornire il servizio MX secondario al tuo dominio: example.com. MX 10 example.com. MX 20 example.net. Solo un host deve essere specificato come ultimo ricevente (aggiungi Cw example.com in /etc/mail/sendmail.cf su example.com). Quando sendmail tenterà di consegnare la posta proverà a connettersi alla tua connessione modem (example.com). Molto probabilmente finirà in time out poiché non sei online. In modo automatico sendmail consegnerà la posta al server MX secondario, ad esempio il tuo provider Internet (example.net). Il server MX secondario tenterà periodicamente di collegarsi al tuo host per consegnare la posta all'host MX primario (example.com). Come script di login potresti usare qualcosa di simile a questo: #!/bin/sh # Mettimi in /usr/local/bin/pppmyisp ( sleep 60 ; /usr/sbin/sendmail -q ) & /usr/sbin/ppp -direct pppmyisp Se hai intenzione di creare uno script di login separato per un utente potresti usare sendmail -qRexample.com nello script precedente. Questo forzerà a processare immediatamente tutta la posta per example.com situata nella tua coda. Segue un'ulteriore sottigliezza della situazione: Messaggio rubato dalla &a.isp;. > forniamo l'MX secondario per un cliente. Il cliente si connette > automaticamente ai nostri servizi molte volte al giorno per ottenere la > posta per il suo MX primario (non chiamiamo il suo server quando arriva > posta per il suo dominio). Il nostro sendmail processa la posta in coda > ogni 30 minuti. Attualmente il cliente sta 30 minuti online per assicurarsi > che tutta la posta vada all'MX primario. > > Esiste un comando che permetta di configurare sendmail in modo tale da > spedire tutta la posta in quel momento? Naturalmente l'utente non ha > privilegi di root sulla nostra macchina. Nella sezione privacy flags di sendmail.cf, c'è una definizione Opgoaway,restrictqrun Rimuovi restrictqrun per permettere a utenti non root di avviare l'elaborazione della coda. Inoltre potresti risistemare gli MX. Noi siamo l'MX primario per i nostri clienti come questo, e abbiamo definito: # Se siamo il miglior MX per un host, prova direttamente invece di generare # errori di configurazione locale. OwTrue In questo modo un server remoto consegnerà direttamente a te, senza tentare di connettersi al cliente. Dopodiché tu spedisci al tuo cliente. Funziona solamente con gli host, quindi hai bisogno che il tuo cliente chiami la sua macchina di posta customer.com così come nomehost.customer.com nel DNS. Basta mettere un record A nel DNS per customer.com. Perché continuo a ottenere l'errore Relaying Denied quando spedisco posta da altri host? Con l'installazione di default di FreeBSD, sendmail viene configurato in modo tale da permettere di spedire posta solamente dall'host sul quale è in esecuzione. Per esempio, se c'è installato un server POP3, allora gli utenti saranno in grado di controllare la posta da scuola, dal lavoro, o da altre postazioni remote ma tuttavia non potranno inviare messaggi di posta all'esterno da postazioni esterne. Tipicamente, pochi istanti dopo il tentativo, verrà spedita una email da MAILER-DAEMON con il messaggio di errore 5.7 Relaying Denied. Esistono diversi modi per aggirare questo problema. La soluzione più semplice è mettere il proprio indirizzo assegnato dall'ISP nel file che contiene i domini a cui viene permesso di effettuare il relay, /etc/mail/relay-domains. Un modo veloce per far questo può essere: &prompt.root; echo "your.isp.example.com" > /etc/mail/relay-domains Dopo aver creato o modificato questo file devi riavviare sendmail. Questa soluzione è ideale se sei un amministratore del server e non desideri spedire posta localmente, o se vorresti usare un client/sistema punta e clicca su un'altra macchina o perfino su un altro ISP. Inoltre è molto utile se hai solo uno o due account di posta configurati. Se ci sono molti indirizzi da aggiungere, puoi semplicemente aprire questo file con il tuo editor di testo preferito e aggiungere i domini, uno per riga: your.isp.example.com other.isp.example.net users-isp.example.org www.example.org Ora l'invio della posta tramite il tuo sistema, da parte di qualche host in lista (a condizione che l'utente abbia un account sul tuo sistema), avrà successo. Questo è un buon metodo per permettere agli utenti di spedire posta dal tuo sistema in modo remoto senza dare la possibilità a qualcuno di spedire SPAM tramite il tuo sistema. Argomenti Avanzati La seguente sezione tratta argomenti più complicati come l'organizzazione e la configurazione della posta per tutto il tuo dominio. Configurazione di Base email configurazione Dalla macchina FreeBSD, dovresti essere in grado di spedire posta a host esterni a condizione di aver sistemato /etc/resolv.conf o di avere in esecuzione un proprio server dei nomi. Se vuoi che la posta per il tuo host sia consegnata all'MTA (es., sendmail) in esecuzione sul tuo host FreeBSD, esistono due metodi per farlo: Eseguire un proprio server dei nomi e avere un proprio dominio. Per esempio, FreeBSD.org Ricevere la posta direttamente sul tuo host. Questo viene fatto consegnando la posta direttamente al nome DNS corrente della tua macchina. Per esempio, example.FreeBSD.org. SMTP Indipendentemente dal metodo scelto, affinché la posta possa essere consegnata direttamente al tuo host, devi avere un indirizzo IP statico permanente (non un indirizzo dinamico, come avviene nella maggior parte delle configurazioni di connessioni PPP). Se sei dietro a un firewall, devi abilitare il traffico SMTP in entrata. Se vuoi ricevere la posta direttamente sul tuo host, devi verificare una di queste due cose: record MX Assicurati che il record MX (con il numero più basso) relativo al tuo host nel tuo DNS punti all'indirizzo IP del tuo host. Assicurati che non ci siano record MX nel tuo DNS per il tuo host. Entrambi questi due metodi ti permettono di ricevere posta direttamente sul tuo host. Prova questi comandi: &prompt.root; hostname example.FreeBSD.org &prompt.root; host example.FreeBSD.org example.FreeBSD.org has address 204.216.27.XX Se ottieni un risultato simile, l'invio diretto a yourlogin@example.FreeBSD.org dovrebbe funzionare senza problemi (assumendo che sendmail sia correttamente in esecuzione su example.FreeBSD.org). Se invece vedi qualcosa di simile a questo: &prompt.root; host example.FreeBSD.org example.FreeBSD.org has address 204.216.27.XX example.FreeBSD.org mail is handled (pri=10) by hub.FreeBSD.org Tutta la posta spedita al tuo host (example.FreeBSD.org) finirà per essere raccolta su hub sotto lo stesso nome utente invece di essere spedita direttamente al tuo host. L'informazione precedente viene gestita dal tuo server DNS. Il record DNS che riporta l'informazione di instradamento della posta è l'elemento Mail eXchange. Se non esistono record MX, la posta sarà consegnata direttamente all'host attraverso il suo indirizzo IP. L'elemento MX per freefall.FreeBSD.org in passato assomigliava a questo: freefall MX 30 mail.crl.net freefall MX 40 agora.rdrop.com freefall MX 10 freefall.FreeBSD.org freefall MX 20 who.cdrom.com Come puoi vedere, freefall aveva molti elementi MX. Il numero MX più basso è l'host che, se disponibile, riceve direttamente la posta; se per qualche ragione questo non è accessibile, gli altri (qualche volta chiamati MX di backup) accettano i messaggi temporaneamente, e li passano all'host attivo con numero inferiore, fino all'host con il numero più basso. I server MX alternativi dovrebbero avere connessioni Internet indipendenti dalla propria al fine di risultare più utili. Il tuo ISP o un tuo amico non dovrebbero avere problemi a darti questo servizio. Posta per il Tuo Dominio Per organizzare un server di posta hai bisogno che la posta inviata alle stazioni di lavoro sia ricevuta direttamente sul server di posta. Sostanzialmente, hai bisogno di richiedere che la posta per i nomi host del tuo dominio (in questo caso *.FreeBSD.org) sia deviata al server di posta in modo tale che i tuoi utenti possono raccogliere la loro posta sul server di posta principale. DNS Per rendere la vita più facile, dovrebbe esistere su entrambe le macchine un account utente con lo stesso nome utente. Usa &man.adduser.8; per farlo. La macchina server di posta che utilizzerai deve essere designata come la macchina che scambia la posta per tutte le postazioni sulla rete. Questo viene realizzato attraverso la configurazione del DNS in modo simile a quanto segue: example.FreeBSD.org A 204.216.27.XX ; Stazione di lavoro MX 10 hub.FreeBSD.org ; Server di posta In questo modo la posta per la stazione di lavoro sarà reindirizzata al server di posta senza preoccuparsi dove punti il record A. La posta viene inviata all'host MX. Non puoi effettuare queste modifiche da solo a meno che non hai in esecuzione un tuo server DNS. Se non puoi eseguire un server DNS, consulta il tuo ISP o chiunque ti fornisca il servizio DNS. Se stai facendo dell'hosting di posta elettronica virtuale, le seguenti informazioni ti torneranno utili. In questo esempio, assumiamo che hai un cliente con un proprio dominio, in questo caso customer1.org, e vuoi che tutta la posta per customer1.org sia spedita alla tua macchina server di posta mail.myhost.com. L'elemento nel tuo DNS dovrebbe assomigliare a questo: customer1.org MX 10 mail.myhost.com Non hai bisogno di un record A per customer1.org se vuoi solamente gestire la posta per tale dominio Sii consapevole che un ping su customer1.org non funzionerà se non esiste un record A per tale dominio. L'ultima cosa che devi fare è indicare a sendmail, posto sulla tua macchina server, per quali domini e/o host deve accettare posta. Esistono differenti modi per farlo. I seguenti due funzionano entrambi: Se usi FEATURE(use_cw_file) aggiungi gli host al tuo file /etc/mail/local-host-names. Se usi una versione di sendmail precedente alla 8.10, il file da usare è /etc/sendmail.cw. Se usi la versione di sendmail 8.10 o superiore aggiungi la riga Cwyour.host.com al tuo /etc/sendmail.cf o /etc/mail/sendmail.cf. Autenticazione SMTP Avere un'Autenticazione SMTP operativa sul tuo server di posta porta numerosi benefici. L'Autenticazione SMTP aggiunge un ulteriore strato di sicurezza a sendmail, e ha il vantaggio di dare agli utenti mobili che cambiano host la possibilità di usare lo stesso server di posta senza avere la necessità di riconfigurare ogni volta i settaggi dei loro programmi client di posta. Installa dai port security/cyrus-sasl. Puoi trovare questo port in security/cyrus-sasl. In fase di compilazione security/cyrus-sasl permette di scegliere molte opzioni e, per il nostro scopo, assicurati di selezionare l'opzione . Dopo aver installato security/cyrus-sasl, edita /usr/local/lib/sasl/Sendmail.conf (o crealo se non esiste) e aggiungi la seguente riga: pwcheck_method: passwd In questo modo si permetterà a sendmail di autenticare gli utenti tramite il proprio database passwd di FreeBSD. Questo procedimento evita di creare un nuovo set di nomi utenti e password per ogni utente che necessita di usare l'autenticazione SMTP, mantenendo la password di login uguale alla password di posta. Ora aggiungi le seguenti righe in /etc/make.conf: SENDMAIL_CFLAGS=-I/usr/local/include/sasl1 -DSASL SENDMAIL_LDFLAGS=-L/usr/local/lib SENDMAIL_LDADD=-lsasl Queste righe daranno, in fase di compilazione di sendmail, le giuste opzioni di configurazione per linkare a cyrus-sasl. Assicurati che cyrus-sasl sia installato prima di ricompilare sendmail. Ricompila sendmail eseguendo i seguenti comandi: &prompt.root; cd /usr/src/usr.sbin/sendmail &prompt.root; make cleandir &prompt.root; make obj &prompt.root; make &prompt.root; make install Se /usr/src non ha subito enormi cambiamenti e se le librerie condivise di cui si ha bisogno sono disponibili, la compilazione di sendmail non dovrebbe avere problemi. Dopo aver compilato e reinstallato sendmail, edita il tuo file /etc/mail/freebsd.mc (o qualunque altro file che usi come file .mc. Molti amministratori preferiscono usare, per unicità, l'output di &man.hostname.1; come nome del file .mc). Aggiungi le seguenti righe: dnl set SASL options TRUST_AUTH_MECH(`GSSAPI DIGEST-MD5 CRAM-MD5 LOGIN')dnl define(`confAUTH_MECHANISMS', `GSSAPI DIGEST-MD5 CRAM-MD5 LOGIN')dnl define(`confDEF_AUTH_INFO', `/etc/mail/auth-info')dnl Queste opzioni configurano i vari metodi che sendmail ha a disposizione per autenticare gli utenti. Se vuoi usare un metodo diverso da pwcheck, guarda la documentazione inclusa nel package. Per finire, esegui &man.make.1; in /etc/mail. Questo eseguirà il tuo nuovo file .mc e creerà un file .cf di nome freebsd.cf (o con il nome che hai usato per il file .mc). Quindi esegui il comando make install restart, che copierà il file in sendmail.cf, e riavvierà correttamente sendmail. Per maggiori informazioni su questa procedura, dovresti prendere come riferimento /etc/mail/Makefile. Se tutto è andato per il verso giusto, inserisci le tue - informazioni di login nel programma client di posta e invia un messaggio + informazioni di login nel programma client di posta ed invia un messaggio di prova. Per ulteriori indagini, setta il di sendmail a 13 e guarda il file /var/log/maillog per eventuali errori. + + Potresti voler aggiungere le seguenti righe in + /etc/rc.conf in modo che questo servizio sia + attivo dopo ogni avvio del sistema: + + sasl_pwcheck_enable="YES" +sasl_pwcheck_program="/usr/local/sbin/pwcheck" + + Questo assicurerà l'inizializzazione + dell'SMTP_AUTH all'avvio del sistema. Per ulteriori informazioni, guarda la pagina riguardante l'autenticazione SMTP di sendmail. diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml index 7e5586f9b0..8803a7b257 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml @@ -1,1524 +1,1525 @@ Ross Lippert Scritto da Multimedia Sinossi FreeBSD supporta una grande varietà di schede audio, permettendoti di apprezzare un output di alta fedeltà dal tuo computer. Questo include l'abilità di registrare e riprodurre suoni nei formati MPEG Audio Layer 3 (MP3), WAV, ed Ogg Vorbis così come in molti altri formati. La FreeBSD Ports Collection contiene inoltre applicazioni che ti permettono di modificare l'audio registrato, aggiungere effetti sonori, e controllare i dispositivi MIDI collegati. Con un po' di buona volontà nello sperimentare, FreeBSD può supportare la riproduzione di file video e DVD. Il numero di applicazioni per codificare, convertire, e riprodurre i vari formati video è più limitato del numero delle applicazioni audio. Per esempio nel momento in cui sto scrivendo, non esiste nella FreeBSD Ports Collection una buona applicazione per ricodificare, che potrebbe essere usata per la conversione tra diversi formati, come - limited than the number of sound applications. For example as audio/sox. Tuttavia, il panorama software in - quest'area sta rapidamente cambiando. + c'è con audio/sox. Tuttavia, + il panorama software in quest'area sta rapidamente cambiando. Questo capitolo descriverà i passi necessari per configurare la tua scheda audio. La configurazione e l'installazione di XFree86 () si sono già prese cura dei problemi hardware della tua scheda video, sebbene ci possano essere delle ottimizzazioni da applicare per una migliore riproduzione. Dopo aver letto questo capitolo, saprai: Come configurare il sistema in modo che la scheda audio venga riconosciuta. Metodi per verificare che la tua scheda funzioni, usando applicazioni di esempio. Come risolvere i problemi di configurazione audio. Come riprodurre e codificare file MP3. Come sono supportate le applicazioni video da XFree86. Alcuni port per riprodurre/codificare filmati che danno buoni risultati. Come riprodurre i DVD e i file .mpg e .avi. Come estrarre le informazioni da CD e DVD su file. Prima di leggere questo capitolo, dovresti: Sapere come configurare e installare un nuovo kernel (). Per le sezioni sul video, si assume che XFree86 4.X (x11/XFree86-4) sia stato installato. XFree86 3.X può funzionare, ma non è stato testato con quello che è descritto in questo capitolo. Se scopri che qualcosa descritto qui non funziona con XFree86 3.X faccelo sapere. Provare a montare un CD audio o un DVD video con il comando &man.mount.8; produrrà un errore, come minimo, o un kernel panic, alla peggio. Questi formati hanno codifiche particolari che differiscono dal comune file system ISO. Moses Moore Contributo di Configurazione della Scheda Audio Riconoscimento del Proprio Dispositivo PCI ISA schede audio Prima di iniziare, dovresti conoscere il modello della scheda che possiedi, il chip che utilizza, e se è una scheda PCI o ISA. FreeBSD supporta una grande varietà di schede sia PCI che ISA. Se non vedi la tua scheda nella lista seguente, controlla la pagina man di &man.pcm.4;. Questa non è una lista completa; tuttavia, comprende le schede più comuni. Crystal 4237, 4236, 4232, 4231 Yamaha OPL-SAx OPTi931 Ensoniq AudioPCI 1370/1371 ESS Solo-1/1E NeoMagic 256AV/ZX Sound Blaster Pro, 16, 32, AWE64, AWE128, Live Creative ViBRA16 Advance Asound 100, 110, e Logic ALS120 ES 1868, 1869, 1879, 1888 Gravis UltraSound Aureal Vortex 1 o 2 kernel configurazione Per usare il tuo dispositivo audio, dovrai caricare i driver corretti. Questo può essere fatto in due modi. Il metodo più semplice consiste semplicemente nel caricare un modulo nel kernel per la tua scheda audio con &man.kldload.8;. Alternativamente, puoi compilare staticamente il supporto per la tua scheda audio nel kernel. Le sezioni seguenti forniscono le informazioni di cui hai bisogno per aggiungere il supporto al tuo hardware con questo metodo. Per informazioni aggiuntive su come ricompilare il kernel, guarda il . Schede Audio Creative, Advance, e ESS Se hai una delle suddette schede, dovrai aggiungere: device pcm al file di configurazione del kernel. Se hai una scheda ISA PnP, dovrai aggiungere inoltre: device sbc Per una scheda ISA non PnP, aggiungi: device pcm device sbc0 at isa? port 0x220 irq 5 drq 1 flags 0x15 al file di configurazione del kernel. Le impostazioni appena viste sono quelle di default. Potresti aver bisogno di cambiare IRQ o altre impostazioni per identificare la tua scheda. Guarda la pagina man di &man.sbc.4; per ulteriori informazioni. La Sound Blaster Live non è supportata sotto FreeBSD 4.0 senza l'uso di una patch, di cui questa sezione non si occuperà. È consigliato l'aggiornamento all'ultima -STABLE prima di provare ad usare questa scheda. Schede Gravis UltraSound Per una scheda ISA PnP, dovrai aggiungere: device pcm device gusc al file di configurazione del kernel. Se hai una scheda ISA non PnP, dovrai aggiungere: device pcm device gus0 at isa? port 0x220 irq 5 drq 1 flags 0x13 al file di configurazione del kernel. Potresti aver bisogno di cambiare IRQ o altre impostazioni per identificare la tua scheda. Guarda la pagina man di &man.gusc.4; per ulteriori informazioni. Schede Crystal Sound Per le schede Crystal, dovrai aggiungere: device pcm device csa al file di configurazione del kernel. Supporto Generico Per schede ISA o PCI PnP, dovrai aggiungere: device pcm al file di configurazione del kernel. Se hai una scheda audio ISA non PnP che non ha un driver bridge, dovrai aggiungere: device pcm0 at isa? irq 10 drq 1 flags 0x0 al file di configurazione del kernel. Potresti aver bisogno di cambiare IRQ o altre impostazioni per identificare la tua scheda. Sonoro Integrato Qualche sistema con dispositivi audio integrati nella scheda madre può richiedere l'opzione seguente nella configurazione del kernel: options PNPBIOS Creazione e Test dei Dispositivi dispositivi Dopo aver riavviato, loggati e cerca il dispositivo nel file /var/run/dmesg.boot, come mostrato qui sotto: &prompt.root; grep pcm /var/run/dmesg.boot pcm0: <SB16 DSP 4.11> on sbc0 L'output del tuo sistema può essere differente. Se non appare nessun dispositivo pcm, qualcosa è andato storto in precedenza. Se questo accade, riguarda il file di configurazione del kernel e assicurati di aver scelto il dispositivo corretto. I problemi più comuni sono elencati nella . Se stai usando FreeBSD 5.0 o seguenti, puoi tranquillamente saltare il resto di questa sezione. Queste versioni usano &man.devfs.5; per creare automaticamente i dispositivi. Se il precedente comando ha restituito pcm0, dovrai eseguire il seguente come root: &prompt.root; cd /dev &prompt.root; sh MAKEDEV snd0 Se il comando ha restituito pcm1, segui gli stessi passi mostrati qui sopra, sostituendo snd0 con snd1. I suddetti comandi non creeranno un dispositivo /dev/snd! MAKEDEV creerà un gruppo di dispositivi, comprendente: Dispositivo Descrizione /dev/audio Dispositivo audio compatibile SPARC /dev/dsp Dispositivo per la voce digitalizzata /dev/dspW Come /dev/dsp, ma con 16 bit per canale /dev/midi Dispositivo per l'accesso midi in modalità diretta /dev/mixer Dispositivo per il controllo del mixer /dev/music Interfaccia di secondo livello al sequenziatore /dev/sequencer Sequenziatore /dev/pss Interfaccia di dispositivo programmabile Se tutto va bene, ora dovresti avere una scheda audio funzionante. Se il tuo drive CD-ROM o DVD-ROM è collegato correttamente alla scheda audio, puoi inserire un CD nel drive e riprodurlo con &man.cdcontrol.1;: &prompt.user; cdcontrol -f /dev/acd0c play 1 Varie applicazioni, come audio/workman offrono una migliore interfaccia. Potresti voler installare una applicazione come audio/mpg123 per ascoltare i file audio MP3. Problemi Comuni Errore Soluzione - dispositivo + dispositivi unsupported subdevice XX Non è stato creato correttamente qualche dispositivo. Ripeti i precedenti passi. I/O port sb_dspwr(XX) timed out Non è stata impostata correttamente la porta di I/O. IRQ bad irq XX È stato configurato erroneamente l'IRQ. Assicurati che l'IRQ impostato e quello della scheda siano gli stessi. xxx: gus pcm not attached, out of memory Non c'è abbastanza memoria disponibile per usare il dispositivo. DSP xxx: can't open /dev/dsp! Controlla con fstat | grep dsp se un'altra applicazione sta usando il dispositivo. Esound e il supporto audio di KDE sono famosi per creare problemi. Munish Chopra Contributo di Utilizzo di Sorgenti Audio Multiple È spesso desiderabile avere più sorgenti di audio che siano in grado di suonare contemporaneamente, per esempio quando esound o artsd non supportano la condivisione del dispositivo audio con una certa applicazione. FreeBSD ti permette di fare questo attraverso i Virtual Sound Channels, che possono essere impostati con &man.sysctl.8;. I canali virtuali permettono di multiplexare i canali di riproduzione della tua scheda audio mixando l'audio nel kernel. Per impostare il numero dei canali virtuali, ci sono due variabili sysctl che, se sei l'utente root, possono essere impostate così: &prompt.root; sysctl hw.snd.pcm0.vchans=4 &prompt.root; sysctl hw.snd.maxautovchans=4 L'esempio qui sopra alloca quattro canali viruali, che è un numero adatto all'uso di ogni giorno. hw.snd.pcm0.vchans è il numero dei canali virtuali che ha pcm0, ed è configurabile una volta che il dispositivo è collegato. hw.snd.maxautovchans è il numero dei canali virtuali che vengono dati a un nuovo dispositivo audio quando viene collegato tramite &man.kldload.8;. Visto che il modulo pcm può essere caricato indipendentemente dai driver dell'hardware, hw.snd.maxautovchans può contenere tanti canali virtuali quanti ne verranno allocati successivamente ad ogni dispositivo collegato. Se non stai usando &man.devfs.5;, dovrai indirizzare la tua applicazione su /dev/dsp0.x, dove x va da 0 a 3 se hw.snd.pcm.0.vchans è impostato a 4 come nel precedente esempio. Su un sistema che usa &man.devfs.5;, questo verrà fatto automaticamente in modo trasparente per l'utente. Chern Lee Contributo di Audio MP3 Il formato MP3 (Audio MPEG Livello 3) raggiunge una qualità audio vicino a quella dei CD, non lasciandoti motivi per non utilizzarlo sulla tua workstation FreeBSD. Lettori MP3 Da tempo, il più famoso lettore MP3 per XFree86 MP3 è XMMS (X Multimedia System). Le skin per Winamp possono essere usate con XMMS visto che la GUI è praticamente identica a quella di Winamp della Nullsoft. XMMS ha inoltre supporto nativo ai plug-in. XMMS può essere installato dal port o dal package multimedia/xmms. L'interfaccia di XMMS è intuitiva, comprende una lista di brani da eseguire, un equalizzatore grafico, ed altro. Coloro che sono familiari con Winamp troveranno XMMS semplice da usare. Il port audio/mpg123 è un lettore MP3 alternativo, da riga di comando. mpg123 può essere eseguito specificando il dispositivo audio e il nome del file MP3 sulla riga di comando, come mostrato qui sotto: &prompt.root; mpg123 -a /dev/dsp1.0 Foobar-GreatestHits.mp3 High Performance MPEG 1.0/2.0/2.5 Audio Player for Layer 1, 2 and 3. Version 0.59r (1999/Jun/15). Written and copyrights by Michael Hipp. Uses code from various people. See 'README' for more! THIS SOFTWARE COMES WITH ABSOLUTELY NO WARRANTY! USE AT YOUR OWN RISK! Playing MPEG stream from BT - Foobar-GreastHits.mp3 ... MPEG 1.0 layer III, 128 kbit/s, 44100 Hz joint-stereo /dev/dsp1.0 deve essere sostituito con il dispositivo dsp presente sul tuo sistema. Estrazione delle Tracce Audio dei CD Prima di codificare un CD o una traccia di CD in MP3, i dati audio sul CD devono essere estratti sul disco fisso. Questo avviene copiando direttamente i dati CDDA (CD Digital Audio) in file WAV. Il tool cdda2wav, che fa parte della suite sysutils/cdrtools, viene usato per estrarre le informazioni audio dai CD e i dati associati. Mentre il CD audio è nel lettore, può essere eseguito il seguente comando (come root) per estrarre un intero CD in singoli (per traccia) file WAV: &prompt.root; cdda2wav -D 0,1,0 -B cdda2wav supporta anche i lettori CDROM ATAPI (IDE). Per estrarre da un lettore IDE, specifica il nome del dispositivo al posto nel numero dell'unità SCSI. Ad esempio, per estrarre la traccia 7 dal lettore IDE: &prompt.root; cdda2wav -D /dev/acd0a -t 7 Il indica il dispositivo SCSI 0,1,0, che corrisponde all'output di cdrecord -scanbus. Per estrarre tracce singole, usa l'opzione come mostrato: &prompt.root; cdda2wav -D 0,1,0 -t 7 Questo esempio estrae la settima traccia del CD audio. Per estrarre una serie di tracce, per esempio dalla traccia uno alla sette, specifica un intervallo: &prompt.root; cdda2wav -D 0,1,0 -t 1+7 L'utility &man.dd.1; può anche essere usata per estrarre le tracce audio dai drive ATAPI, leggi per maggiori informazioni su questa possibilità. Codifica in MP3 Al giorno d'oggi, il programma di codifica in mp3 da scegliere è lame. Lame può essere trovato in audio/lame nell'albero dei port. Usando i file WAV estratti, il seguente comando convertirà audio01.wav in audio01.mp3: &prompt.root; lame -h -b 128 \ --tt "Titolo" \ --ta "Artista" \ --tl "Album" \ --ty "2002" \ --tc "Estratto e codificato da Blah" \ --tg "Genere" \ audio01.wav audio01.mp3 128 kbits sembra essere il bitrate standard in uso per gli MP3. Molti preferiscono la qualità maggiore dei 160, o 192. Più alto è il bitrate, più spazio consumerà l'MP3 risultante--ma la qualità sarà maggiore. L'opzione attiva il modo qualità migliore ma un po' più lento". Le opzioni che iniziano con indicano i tag ID3, che solitamente contengono le informazioni sulla canzone, da inserire all'interno del file MP3. Ulteriori opzioni di codifica possono essere trovate consultando la pagina man di lame. Decodifica da MP3 Per masterizzare un CD audio partendo dagli MP3, questi ultimi devono essere convertiti in un formato WAV non compresso. Sia XMMS che mpg123 supportano l'output di un MP3 in un formato non compresso. Scrittura su Disco con XMMS: Avvia XMMS. Clicca con il tasto destro sulla finestra per far comparire il menu di XMMS. Seleziona Preference sotto Options. Cambia l'Output Plugin in Disk Writer Plugin. Premi Configure. Inserisci (o scegli browse) la directory in cui salvare i file decompressi. Carica il file MP3 in XMMS come al solito, con il volume al 100% e le impostazioni dell'equalizzatore disattivate. Premi PlayXMMS apparirà come se stesse riproducendo l'MP3, ma non si sentirà nessuna musica. Sta riproducendo la musica su un file. Assicurati di reimpostare l'Output Plugin di default come prima per ascoltare nuovamente gli MP3. Scrittura su stdout con mpg123: Esegui mpg123 -s audio01.mp3 > audio01.pcm XMMS scrive un file nel formato WAV, mentre mpg123 converte l'MP3 direttamente in dati audio PCM. Entrambi questi formati possono essere usati con cdrecord per creare CD audio. - You have to use raw PCM with &man.burncd.8;. - If you use WAV files, you will notice a small tick sound at the - beginning of each track, this sound is the header of the WAV - file. You can simply remove the header of a WAV file with the - utility SoX (it can be installed from - the audio/sox port or - package): + Devi utilizzare PCM con &man.burncd.8;. Se usi file WAV, noterai un + breve ticchettio all'inizio di ogni traccia, questo suono è + l'intestazione del file WAV. Puoi semplicemente rimuovere + l'intestazione del file WAV con l'utility SoX + (può essere installata dal port o dal package audio/sox): + + &prompt.user; sox -t wav -r 44100 -s -w -c 2 track.wav track.raw Leggi per ulteriori informazioni su come usare un masterizzatore con FreeBSD. Ross Lippert Contributo di Riproduzione Video La riproduzione video è un'area applicativa molto recente e in rapido sviluppo. Sii paziente. Non tutto funzionerà così facilmente come è stato per l'audio. Prima di iniziare, dovresti conoscere il modello della scheda video che possiedi e il chip che usa. Sebbene XFree86 supporti una vasta varietà di schede video, poche offrono buone prestazioni in riproduzione. Per ottenere una lista di estensioni supportate dall'X server con la tua scheda usa il comando &man.xdpyinfo.1; mentre X11 sta girando. È una buona idea avere un piccolo file MPEG che possa essere trattato come un file di test per la valutazione di vari riproduttori e opzioni. Visto che alcuni riproduttori di DVD cercheranno di default i DVD in /dev/dvd, o hanno questo nome di dispositivo codificato permanentemente al loro interno, potresti trovare utile creare dei link simbolici al dispositivo corretto: &prompt.root; ln -sf /dev/acd0c /dev/dvd &prompt.root; ln -sf /dev/racd0c /dev/rdvd Su FreeBSD 5.X, che usa &man.devfs.5; c'è un insieme di link raccomandati leggermente diverso: &prompt.root; ln -sf /dev/acd0c /dev/dvd &prompt.root; ln -sf /dev/acd0c /dev/rdvd In aggiunta, la decrittazione dei DVD, che richiede l'invocazione di speciali funzioni dei DVD-ROM, richiede il permesso in scrittura sui dispositivi DVD. + + opzioni del kernel + options CPU_ENABLE_SSE + + + opzioni del kernel + options USER_LDT + + Alcuni dei port discussi si basano sulle seguenti opzioni del kernel per compilarsi correttamente. Prima di provare a compilarli, aggiungi queste opzioni al file di configurazione del kernel, compila un nuovo kernel, e riavvia: option CPU_ENABLE_SSE option USER_LDT Per migliorare l'interfaccia della memoria condivisa di X11, è consigliabile incrementare i valori di alcune variabili &man.sysctl.8;: kern.ipc.shmmax=67108864 kern.ipc.shmall=32768 Determinazione delle Capacità Video XVideo SDL DGA - - configurazione del kernel - options CPU_ENABLE_SSE - - - configurazione del kernel - options USER_LDT - Ci sono molti modi possibili per visualizzare immagini e filmati con X11. Quello che funzionerà meglio in pratica dipende in gran parte dal tuo hardware. Ogni metodo descritto qui sotto avrà una qualità variabile su hardware differente. In secondo luogo, il rendering video in X11 è un argomento che sta ricevendo un sacco di attenzione ultimamente, e con ogni nuova versione di XFree86 ci possono essere notevoli miglioramenti. Una lista di interfacce video comuni: X11: normale output di X11 che usa la memoria condivisa. XVideo: un'estensione all'interfaccia X11 che supporta grafica e filmati in ogni oggetto X11 disegnabile. SDL: Simple Directmedia Layer. DGA: Direct Graphics Access. SVGAlib: interfaccia di basso livello per la grafica da console. XVideo XFree86 4.X ha un'estensione chiamata XVideo (aka Xvideo, aka Xv, aka xv) che permette di visualizzare grafica e filmati direttamente negli oggetti disegnabili attraverso una speciale accelerazione. Questa estensione fornisce una riproduzione di ottima qualità anche su macchine poco potenti (per esempio sul mio portatile PIII 400 Mhz). Sfortunatamente, la lista di schede che supportano questa caratteristica out of the box è attualmente: 3DFX Voodoo 3 Intel i810 e i815 alcuni chip S3 (come il Savage/IX e il Savage/MX) Se la tua scheda non è fra queste, non disperarti ancora. XFree86 4.X aggiunge il supporto a nuove schede con ogni release Una nota famiglia di schede video con ottime prestazioni in XFree86, nVidia, deve ancora rilasciare le proprie specifiche sul supporto XVideo al team XFree86. Potrà passare un po' di tempo prima che XFree86 supporterà completamente XVideo per queste schede. . Per controllare se l'estensione sta girando, usa xvinfo: &prompt.user; xvinfo XVideo è supportato dalla tua scheda se il risultato è simile a: X-Video Extension version 2.2 screen #0 Adaptor #0: "Savage Streams Engine" number of ports: 1 port base: 43 operations supported: PutImage supported visuals: depth 16, visualID 0x22 depth 16, visualID 0x23 number of attributes: 5 "XV_COLORKEY" (range 0 to 16777215) client settable attribute client gettable attribute (current value is 2110) "XV_BRIGHTNESS" (range -128 to 127) client settable attribute client gettable attribute (current value is 0) "XV_CONTRAST" (range 0 to 255) client settable attribute client gettable attribute (current value is 128) "XV_SATURATION" (range 0 to 255) client settable attribute client gettable attribute (current value is 128) "XV_HUE" (range -180 to 180) client settable attribute client gettable attribute (current value is 0) maximum XvImage size: 1024 x 1024 Number of image formats: 7 id: 0x32595559 (YUY2) guid: 59555932-0000-0010-8000-00aa00389b71 bits per pixel: 16 number of planes: 1 type: YUV (packed) id: 0x32315659 (YV12) guid: 59563132-0000-0010-8000-00aa00389b71 bits per pixel: 12 number of planes: 3 type: YUV (planar) id: 0x30323449 (I420) guid: 49343230-0000-0010-8000-00aa00389b71 bits per pixel: 12 number of planes: 3 type: YUV (planar) id: 0x36315652 (RV16) guid: 52563135-0000-0000-0000-000000000000 bits per pixel: 16 number of planes: 1 type: RGB (packed) depth: 0 red, green, blue masks: 0x1f, 0x3e0, 0x7c00 id: 0x35315652 (RV15) guid: 52563136-0000-0000-0000-000000000000 bits per pixel: 16 number of planes: 1 type: RGB (packed) depth: 0 red, green, blue masks: 0x1f, 0x7e0, 0xf800 id: 0x31313259 (Y211) guid: 59323131-0000-0010-8000-00aa00389b71 bits per pixel: 6 number of planes: 3 type: YUV (packed) id: 0x0 guid: 00000000-0000-0000-0000-000000000000 bits per pixel: 0 number of planes: 0 type: RGB (packed) depth: 1 red, green, blue masks: 0x0, 0x0, 0x0 Inoltre tieni presente che i formati elencati (YUV2, YUV12, ecc) non sono presenti in tutte le implementazioni di XVideo e la loro assenza può ostacolare alcuni programmi. Se il risultato è: X-Video Extension version 2.2 screen #0 no adaptors present Allora XVideo probabilmente non è supportato per la tua scheda. Se XVideo non è supportato per la tua scheda, questo vuol dire solamente che sarà più difficile soddisfare le richieste computazionali per il rendering video. A seconda della tua scheda video e del tuo processore, comunque, potresti essere ancora in grado di avere un'esperienza soddisfacente. Dovrai probabilmente dare un occhio ai modi per migliorare le prestazioni nella lettura avanzata . Simple Directmedia Layer Il Simple Directmedia Layer, SDL, vuole essere un'interfaccia di portabilità tra Microsoft Windows, BeOS, e Unix, che possa permettere di sviluppare applicazioni multi-piattaforma che facciano buon uso di suoni e grafica. L'interfaccia SDL fornisce una astrazione di basso livello all'hardware che può a volte essere più efficiente dell'interfaccia X11. L'SDL può essere trovata in devel/sdl12 Direct Graphics Access Direct Graphics Access è un'estensione XFree86 che permette a un programma di evitare il server X ed alterare direttamente il buffer video. Siccome si basa su una mappatura di memoria a basso livello per effettuare questa condivisione, i programmi che la usano devono essere avviati da root. L'estensione DGA può essere testata con &man.dga.1;. Quando dga è in esecuzione, cambia i colori del display ogni volta che viene premuto un tasto. Per uscire, premi q. Port e Package che Riguardano il Video port video package video In questa sezione si discuterà del software disponibile nella FreeBSD Port Collection che possono essere usati per la riproduzione video. La sezione software sulla riproduzione video è in continuo sviluppo, per cui le caratteristiche delle varie applicazioni sono destinate a differire dalla descrizione che segue. In primo luogo, è importante sapere che la maggior parte degli applicativi che girano su FreeBSD sono stati sviluppati come applicazioni Linux, nate negli anni passati. Per questo motivo, sono da considerare sperimentali e fatti di Linuxismi il che può precludere il funzionamento al pieno dell'efficenza su FreeBSD. Per sperimentali, intendo dire che applicativi quali ricodificatori, riproduttori e decodificatori DVD possano avere grossi bug o problemi di interazione con altri programmi. Di seguito una lista delle problematiche cui mi riferisco: Un'applicazione non riesce a riprodurre un file generato da un'altra applicazione. Un'applicazione non riesce a riprodurre un file che lei stessa ha prodotto. Lo stesso applicativo posto su due computer diversi, ricompilato su ognuno dei due computer, riproduce lo stesso file in modo diverso. Da un filtro apparentemente banale quale il ridimensionamento di un'immagine si ottenga un pessimo risultato derivato da una routine di ridimensionamento bacata. Un'applicativo che genera di continuo file core. La documentazione non viene installata con il port e può essere trovata sul web o nel percorso PORTPATH/work/. Per Linuxismi, intendo dire che ci sono punti in questione riguardo il modo in cui le librerie standard sono state implementate nelle distribuzioni di Linux, o alcune modifiche al kernel di Linux che sono state apportate dagli autori delle applicazioni, perchè questo era quanto gli autori stavano prevalentemente sviluppando. Questi problemi possono non essere stati notati e aggirati dal mantainer del port e possono portare comunque a problemi come questi: L'uso di /proc/cpuinfo per riconoscere le caratteristiche del processore. Un uso errato dei thread che può portare un programma a bloccare la propria esecuzione piuttosto che terminare correttamente. Software non ancora presente nella collezione dei port di FreeBSD che è comunemente usato unitamente all'applicazione. A questo punto, gli sviluppatori di queste applicazioni sono stati collaborativi con i maintainer dei port al fine di minimizzare la ricerca di soluzioni necessarie al processo di porting. MPlayer MPlayer è stata sviluppata di recente ed è un player in rapida evoluzione. Gli obbiettivi degli sviluppatori di MPlayer sono la velocità e la flessibilità su Linux e le altre famiglie di Unix. Il progetto è partito non appena il fondatore del gruppo si stancò delle prestazioni degli altri riproduttori. C'è chi dice che l'interfaccia sia stata sacrificata con design essenziale, ma una volta che si sono imparate perfettamente le opzioni da riga di comando e le scorciatoie, funziona decisamente bene. Compilazione di MPlayer MPlayer compilazione MPlayer è reperibile sotto multimedia/mplayer. MPlayer effettua una serie di controlli sull'hardware durante il processo di compilazione, che ha come risultato un binario che non potrà essere considerato portabile da una piattaforma ad un'altra. Questo è il motivo per cui risulta importante compilarlo usando il port piuttosto che il pacchetto contenente il binario. Inoltre, ulteriori opzioni possono essere specificate a make che mostra all'inizio della compilazione. &prompt.root; cd /usr/ports/multimedia/mplayer &prompt.root; make You can enable additional compilation optimizations by defining WITH_OPTIMIZED_CFLAGS You can enable GTK GUI by defining WITH_GUI. You can enable DVD support by defining WITH_DVD. You can enable SVGALIB support by defining WITH_SVGALIB. You can enable VORBIS sound support by defining WITH_VORBIS. You can enable XAnim DLL support by defining WITH_XANIM. Se hai installato x11-toolkits/gtk12, a questo punto si potrà abilitare la compilazione della GUI. Altrimenti, non vale la pena la fatica. Se si ha intenzione di vedere DVD (possibilmente codificati in CSS) con MPlayer si sarà costretti ad abilitare l'opzione per il supporto DVD qui La riproduzione non autorizzata di DVD è un grave atto criminale in alcuni paesi. Controlla le leggi locali prima di abilitare questa opzione. . Alcune opzioni utili sono: &prompt.root; make WITH_DVD=yes WITH_SVGALIB=yes Al momento, il port MPlayer creerà la sua documentazione in HTML e l'eseguibile mplayer. Sarà anche possibile compilare un codificatore, mencoder, uno strumento utile per ricodificare i video. Una modifica al Makefile lo rende disponibile. È possibile che venga abilitato di default nelle versioni successive del port. La documentazione HTML di MPlayer è molto istruttiva. Qualora il lettore cercasse informazioni mancanti nel capitolo sull'hardware video e le interfacce, la documentazione di MPlayer risulta essere un'ottima alternativa. Se si stanno cercando informazioni riguardo il supporto video sotto Unix, sarebbe utile trovare il tempo di leggere in modo preciso la documentazione di MPlayer. Utilizzo di MPlayer MPlayer utilizzo Ogni utente che voglia usare MPlayer deve creare la directory .mplayer sotto la propria home. Per creare questa directory necessaria, si può usare il seguente comando: &prompt.user; cd /usr/ports/multimedia/mplayer &prompt.user; make install-user Le opzioni del comando mplayer sono elencate nella pagina del manuale. Per qualunque altro dettaglio consulta la documentazione HTML. In questo capitolo, elencheremo solo alcuni degli usi più comuni. Per riprodurre un file, ad esempio testfile.avi usando una delle varie interfacce video usa l'opzione : &prompt.user; mplayer -vo xv testfile.avi &prompt.user; mplayer -vo sdl testfile.avi &prompt.user; mplayer -vo x11 testfile.avi &prompt.root; mplayer -vo dga testfile.avi &prompt.root; mplayer -vo 'sdl:dga' testfile.avi È utile provare tutte queste opzioni, considerando che le prestazioni dipendono da svariati fattori e variano in modo considerevole a seconda dell'hardware. Per riprodurre un DVD, sostituisci testfile.avi con l'opzione dove <N> corrisponde al numero del titolo da riprodurre e DISPOSITIVO al dispositivo che identifica il DVD-ROM. Per esempio, per riprodurre il terzo titolo da /dev/dvd: &prompt.root; mplayer -vo dga -dvd 2 /dev/dvd Per interrompere, mettere in pausa, andare avanti e così via, leggi l'elenco delle associazioni dei tasti, che vengono elencati eseguendo mplayer -h o consulta la pagina man. Ulteriori opzioni utili per la riproduzione sono: che abilita la modalità schermo intero e che aiuta le prestazioni. Perchè la riga di comando di mplayer non diventi eccessivamente lunga, l'utente può creare il file .mplayer/config ed impostare lì i valori predefiniti: vo=xv fs=yes zoom=yes In ultimo, è possibile usare mplayer per estrarre una traccia DVD in file .vob. Per estrarre la traccia 2 dal DVD usare: &prompt.root; mplayer -dumpstream -dumpfile out.vob -dvd 2 /dev/dvd Il file ottenuto, out.vob, sarà in formato MPEG e potrà manipolato da un'altro programma descritto in questa sezione. mencoder mencoder Se hai scelto di installare mencoder in fase di compilazione, ricordati che è ancora in fase sperimentale. Per usare mencoder è una buona idea familiarizzare con le opzioni contenute nella documentazione HTML. Esiste anche una pagina man, ma non è utile senza il testo HTML. Esiste un numero considerevole di modi per migliorare la qualità, un bitrate più basso, cambiare codifica ed alcuni di questi trucchi può fare la differenza tra prestazioni più o meno accettabili. Di seguito un paio di esempi per cominciare. Prima di tutto, una semplice copia: &prompt.user; mencoder input.avi -oac copy -ovc copy -o output.avi È facile trovare esempi in cui il risultato non è riproducibile nemmeno con mplayer. Di conseguenza, se si vuole semplicemente estrarre una traccia, usare l'opzione eseguendo in mplayer. Per convertire il file input.avi in formato MPEG4 con l'audio codificato in MPEG3 (è necessario audio/lame): &prompt.user; mencoder input.avi -oac mp3lame -lameopts br=192 \ -ovc lavc -lavcopts vcodec=mpeg4:vhq -o output.avi Questo comando ha creato un file riproducibile con mplayer e xine. Il parametro input.avi può essere sostituito con ed eseguire il comando come root per ricodificare il capitolo DVD direttamente. Poichè si sarà certamente poco soddisfatti del risultato la prima volta, è consigliato eseguire il dump del capitolo e lavorare direttamente sul file. Il Riproduttore Video xine Il riproduttore video xine è un progetto dagli ampi obiettivi e non solo l'essere una soluzione unica per la riproduzione, ma anche una libreria di base riutilizzabile ed un eseguibile modulare che possa essere esteso con i plugin. È disponibile sia come pacchetto che come port, sotto multimedia/xine. La buona notizia è che quanto appena detto risulta abbastanza vero. xine è ancora un pò rozzo, ma è chiaramente un buon inizio. In pratica, xine necessita sia di una CPU veloce che di una scheda video veloce o il supporto per l'estensione XVideo. L'interfaccia grafica è utilizzabile, ma ancora mal disegnata. Allo stato attuale, non ci sono moduli distribuiti con xine che possano riprodurre DVD codificati in CSS. Esistono distribuzioni di terze parti che hanno moduli di questo genere già compilati, ma nessuno di questi esiste nella FreeBSD Ports Collection. Confrontandolo con MPlayer, xine offre maggiori caratteristiche all'utente ma, allo stesso tempo, non rende disponibile all'utente un controllo più accurato. xine può commettere parecchi errori su interfacce diverse da XVideo ed ha davvero ben poche alternative a quest'ultimo. Le FAQ di xine consigliano caldamente di avere una scheda video che lo supporti. L'applicazione xine può essere eseguita direttamente: &prompt.user; xine I menu disponibili possono essere utilizzati per aprire un file o può essere avviato per riprodurre un file senza l'interfaccia grafica con il comando: &prompt.user; xine -g -p mymovie.avi Le utility transcode Il software transcode non è un riproduttore, piuttosto un insieme di strumenti per ricodificare file .avi e .mpg. Con transcode, si ha la possibilità di unire file video, riparare file corrotti ed utilizzare strumenti da riga di comando con interfaccie che utilizzano i flussi stdin/stdout. Così come MPlayer, anche transcode è un software in fase sperimentale che deve essere compilato usando il port graphics/transcode. Sono disponibili parecchie opzioni da passare a make. Io consiglio: &prompt.root; make WITH_LIBMPEG2=yes Se hai intenzione di installare multimedia/avifile, allora aggiungi l'opzione WITH_AVIFILE alla riga di comando di make, così come di seguito: &prompt.root; make WITH_AVIFILE=yes WITH_LIBMPEG2=yes Ecco due esempi di come usare transcode per la conversione video che produce un output ridimensionato. Il primo, codifica il risultato come un file openDIVX AVI, mentre il secondo codifica nel formato MPEG, più portabile. &prompt.user; transcode -i input.vob -x vob -V -Z 320x240 \ -y opendivx -N 0x55 -o output.avi &prompt.user; transcode -i input.vob -x vob -V -Z 320x240 \ -y mpeg -N 0x55 -o output.tmp &prompt.user; tcmplex -o output.mpg -i output.tmp.m1v -p output.tmp.mpa -m 1 Esiste una pagina man per transcode, ma per la maggior parte delle utility tc* (come per esempio tcmplex) che vengono installate, c'è solo il breve output dell'opzione . In confronto, transcode gira molto più lentamente rispetto a mencoder, ma risulta essere un'ottima alternativa per produrre file in formati più vari. Per esempio, io riesco a riprodurre MPEG con transcode vecchie copie di file Windows Media Player e Quicktime di Apple. Ulteriori Letture Non ho dubbi che entro un anno, la maggior parte di questo capitolo divenga obsoleta. Sarà proabilmente molto meno difficile far funzionare bene il supporto video ed esisterà un port nella collezione che trasformerà FreeBSD in un riproduttore DVD, PVR e studio virtuale A/V. Fintanto che quel giorno arrivi, chiunque voglia ottenere il massimo dalle capacità A/V di FreeBSD, dovrà unire alla meglio la conoscenza che deriva dalle svariate FAQ e guide e l'uso delle poche applicazioni diverse. Questa sezione esiste per fornire al lettore alcuni link per imparare maggiormente nel caso in cui questo capitolo risultasse abbastanza utile. La Documentazione di MPlayer è molto istruttiva sul piano tecnico. Questa documentazione, probabilmente, dovrà essere consultata da chiunque voglia ottenere un alto grado di conoscenza del video sotto Unix. La mailing list di MPlayer risulta abbastanza ostile a chiunque non si sia preoccupato di leggere la documentazione, se si ha intenzione di segnalar loro un bug, RTFM. L'HOWTO di xine contiene un capitolo su come aumentare le prestazioni che è comune a tutti i riproduttori. In ultimo, ci sono alcuni applicativi promettenti che il lettore può provare: Avifile che è anche un port multimedia/avifile. Ogle che è anche un port multimedia/ogle. Xtheater diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml index 3e34863ba7..ca396e1d7a 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml @@ -1,641 +1,656 @@ Chiavi PGP chiavi pgp Nel caso tu debba verificare una firma o inviare un messaggio cifrato a una delle cariche ufficiali o a uno degli sviluppatori, qui puoi trovare per tua comodità una serie di chiavi. Un keyring completo degli utenti FreeBSD.org è disponibile per il download da http://www.FreeBSD.org/doc/pgpkeyring.txt. Cariche Ufficiali &a.security-officer; &pgpkey.security-officer; &a.core-secretary; &pgpkey.core-secretary; Membri del Core Team &a.imp; &pgpkey.imp; &a.kuriyama; &pgpkey.kuriyama; &a.murray; &pgpkey.murray; &a.peter; &pgpkey.peter; &a.wes; &pgpkey.wes; Sviluppatori &a.will; &pgpkey.will; &a.asami; &pgpkey.asami; &a.dougb; &pgpkey.dougb; &a.tobez; &pgpkey.tobez; &a.mbr; &pgpkey.mbr; &a.harti; &pgpkey.harti; &a.obraun; &pgpkey.obraun; &a.jmb; &pgpkey.jmb; &a.brueffer; &pgpkey.brueffer; &a.wilko; &pgpkey.wilko; &a.jon; &pgpkey.jon; &a.luoqi; &pgpkey.luoqi; &a.ache; &pgpkey.ache; &a.seanc; &pgpkey.seanc; &a.cjh; &pgpkey.cjh; &a.cjc; &pgpkey.cjc; &a.marcus; &pgpkey.marcus; &a.nik; &pgpkey.nik; &a.ceri; &pgpkey.ceri; &a.brooks; &pgpkey.brooks; &a.bsd; &pgpkey.bsd; &a.dd; &pgpkey.dd; &a.ue; &pgpkey.ue; &a.ru; &pgpkey.ru; &a.jedgar; &pgpkey.jedgar; &a.green; &pgpkey.green; &a.lioux; &pgpkey.lioux; &a.fanf; &pgpkey.fanf; &a.blackend; &pgpkey.blackend; &a.petef; &pgpkey.petef; &a.billf; &pgpkey.billf; &a.patrick; &pgpkey.patrick; &a.gioria; &pgpkey.gioria; &a.jmg; &pgpkey.jmg; &a.dannyboy; &pgpkey.dannyboy; &a.jhay; &pgpkey.jhay; &a.sheldonh; &pgpkey.sheldonh; &a.mikeh; &pgpkey.mikeh; &a.ghelmer; &pgpkey.ghelmer; &a.mux; &pgpkey.mux; + + &a.mich; + &pgpkey.mich; + + &a.foxfair; &pgpkey.foxfair; &a.jkh; &pgpkey.jkh; &a.trevor; &pgpkey.trevor; &a.phk; &pgpkey.phk; &a.joe; &pgpkey.joe; &a.kris; &pgpkey.kris; &a.keramida; &pgpkey.keramida; &a.fjoe; &pgpkey.fjoe; &a.andreas; &pgpkey.andreas; &a.maxim; &pgpkey.maxim; &a.jkoshy; &pgpkey.jkoshy; &a.rushani; &pgpkey.rushani; &a.alex; &pgpkey.alex; + + + + &a.erwin; + &pgpkey.erwin; &a.leeym; &pgpkey.leeym; &a.netchild; &pgpkey.netchild; &a.ijliao; &pgpkey.ijliao; &a.clive; &pgpkey.clive; &a.arved; &pgpkey.arved; &a.scottl; &pgpkey.scottl; &a.bmah; &pgpkey.bmah; &a.mtm; &pgpkey.mtm; &a.dwmalone; &pgpkey.dwmalone; &a.matusita; &pgpkey.matusita; &a.ken; &pgpkey.ken; &a.dinoex; &pgpkey.dinoex; &a.sanpei; &pgpkey.sanpei; &a.jim; &pgpkey.jim; &a.marcel; &pgpkey.marcel; &a.tmm; &pgpkey.tmm; &a.rich; &pgpkey.rich; &a.knu; &pgpkey.knu; &a.max; &pgpkey.max; &a.yoichi; &pgpkey.yoichi; &a.anders; &pgpkey.anders; &a.obrien; &pgpkey.obrien; &a.mp; &pgpkey.mp; &a.roam; &pgpkey.roam; &a.pirzyk; &pgpkey.pirzyk; &a.jdp; &pgpkey.jdp; &a.markp; &pgpkey.markp; &a.thomas; &pgpkey.thomas; &a.dfr; &pgpkey.dfr; &a.trhodes; &pgpkey.trhodes; &a.benno; &pgpkey.benno; + + &a.paul; + &pgpkey.paul; + + &a.roberto; &pgpkey.roberto; &a.guido; &pgpkey.guido; &a.hrs; &pgpkey.hrs; &a.wosch; &pgpkey.wosch; &a.das; &pgpkey.das; &a.schweikh; &pgpkey.schweikh; &a.gshapiro; &pgpkey.gshapiro; &a.arun; &pgpkey.arun; &a.vanilla; &pgpkey.vanilla; &a.cshumway; &pgpkey.cshumway; &a.demon; &pgpkey.demon; &a.jesper; &pgpkey.jesper; &a.scop; &pgpkey.scop; &a.ben; &pgpkey.ben; &a.des; &pgpkey.des; &a.sobomax; &pgpkey.sobomax; &a.dcs; &pgpkey.dcs; &a.brian; &pgpkey.brian; &a.nsouch; &pgpkey.nsouch; &a.gsutter; &pgpkey.gsutter; &a.nyan; &pgpkey.nyan; &a.mi; &pgpkey.mi; &a.gordon; &pgpkey.gordon; &a.nectar; &pgpkey.nectar; &a.adamw; &pgpkey.adamw; &a.nate; &pgpkey.nate; &a.wollman; &pgpkey.wollman; &a.joerg; &pgpkey.joerg; &a.phantom; &pgpkey.phantom; diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml index cd8225cfce..56518dcda2 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml @@ -1,1625 +1,1620 @@ Installazione delle Applicazioni: Port e Package Sinossi port package FreeBSD è distribuito con una ricca collezione di strumenti di sistema come parte base del sistema. Comunque, c'è molto che si può fare prima che sia necessario installare un'applicazione aggiuntiva di terze parti. FreeBSD fornisce due tecnologie complementari per installare software di terze parti sul tuo sistema: la FreeBSD Port Collection, ed i packages contenenti i binari del software. Puoi usare entrambi questi sistemi per installare l'ultima versione della tua applicazione preferita dal CDROM o direttamente dalla rete. Dopo aver letto questo capitolo, saprai: Come installare i package contenenti i binari delle applicazioni di terze parti. Come compilare le applicazioni di terze parti dalla collezione dei port. Come rimuovere i package o i port installati in precedenza. Uno Sguardo all'Installazione del Software Se hai già usato un sistema Unix prima d'ora saprai che la procedura tipica per installare software di terze parti è simile a questa: Scaricare il software, che potrebbe essere distribuito sotto forma di codice sorgente, o come binario. Scompattare il software dal suo formato di distribuzione (tipicamente un tarball compresso con &man.compress.1; o con &man.gzip.1;). Individuare la documentazione (probabilmente un file INSTALL o un file README, o qualche file nella sottodirectory doc/) e leggere come installare il software. Se il software è stato distribuito sotto forma di sorgente, compilarlo. Questa fase può coinvolgere la modifica di un Makefile, oppure l'esecuzione di uno script configure, e qualche altro lavoro. Installare e testare il software. E questo se tutto va bene. Se stai installando del software di cui non è stato deliberatamente effettuato il porting in FreeBSD potresti perfino dover modificare il codice per farlo funzionare correttamente. Se vuoi, puoi continuare ad installare il software su FreeBSD nel modo tradizionale. Comunque, FreeBSD fornisce due tecnologie che possono farti risparmiare molti sforzi: i package e i port. Nel momento in cui scrivo, sono disponibili più di &os.numports; applicazioni di terze parti tramite questi due metodi. Per ogni applicazione data, il package di FreeBSD per quella applicazione consiste in un singolo file che devi scaricare. Il package contiene una copia pre-compilata di tutti i comandi dell'applicazione, così come i file di configurazione e di documentazione. Una volta scaricato il package questo può essere manipolato con i comandi di gestione dei package di FreeBSD, come &man.pkg.add.1;, &man.pkg.delete.1;, &man.pkg.info.1;, e così via. L'installazione di una nuova applicazione può essere fatta con un singolo comando. In FreeBSD un port di un'applicazione è un insieme di file predisposti per automatizzare il processo di compilazione dell'applicazione partendo dal codice sorgente. Ricorda che ci sono molte fasi che normalmente devi eseguire se vuoi compilare un programma (scaricare, scompattare, correggere, compilare, installare). I file che costituiscono un port contengono tutte le informazioni necessarie per permettere al sistema di fare questo lavoro al posto tuo. Tu esegui una manciata di semplici comandi e il codice sorgente dell'applicazione viene automaticamente scaricato, estratto, corretto, compilato, e installato. Di fatto, il sistema dei port può anche essere usato per generare package che possono essere successivamente manipolati con pkg_add ed altri comandi di gestione dei package che saranno presentati tra poco. Sia i package che i port comprendono il meccanismo delle dipendenze. Supponiamo che tu voglia installare un'applicazione che dipende da un specifica libreria. Sia l'applicazione che la libreria sono disponibili in FreeBSD come port o come package. Se usi il comando pkg_add o il sistema dei port per installare l'applicazione, entrambi noteranno che la libreria non è installata, e automaticamente la installeranno per prima. Dato che le due tecnologie sono abbastanza simili, probabilmente vorrai sapere perché FreeBSD le usa entrambe. I package e i port hanno i loro punti forte, e l'utilizzo dell'uno o dell'altro dipende dalle proprie preferenze personali. Benefici dei Package Il tarball compresso di un package è tipicamente più piccolo del tarball compresso contenente il codice sorgente della stessa applicazione. I package non richiedono alcuna compilazione aggiuntiva. Per grandi applicazioni, come Mozilla, KDE, oppure GNOME questo può essere importante, sopra tutto se usi un sistema lento. I package non richiedono la conoscenza del processo di compilazione del software su FreeBSD. Benefici dei Port I package sono normalmente compilati con opzioni conservative, poiché devono poter funzionare su un parco macchine il più ampio possibile. Con l'installazione dai port, puoi aggiustare le opzioni di compilazione per produrre (per esempio) del codice che sia specifico per un Pentium III o un processore Athlon. Alcune applicazioni hanno delle opzioni attivabili al tempo di compilazione che permettono di modificare il comportamento delle applicazioni stesse. Per esempio, Apache può essere configurato con un'ampia varietà di differenti opzioni built-in. Effettuando la compilazione dal port non sei costretto ad accettare le opzioni di default, e puoi settarle tu stesso. In alcuni casi, ci possono essere più package per la stessa applicazione a seconda dei settaggi ivi contenuti. Per esempio, Ghostscript è disponibile come package ghostscript e come package ghostscript-nox11, a seconda che tu abbia o meno installato un server X11. Questa sorta di adattamento è possibile con i package, ma diviene impossibile nel caso in cui un'applicazione ha più di una o due diverse opzioni che si possono dare al tempo di compilazione. Le condizioni di licenza di alcune distribuzioni di software proibiscono la distribuzione dei binari. Tali software devono essere distribuiti come codice sorgente. Alcune persone non si fidano della distribuzione dei binari. Con il codice sorgente, puoi (in teoria) controllare il codice e cercare i suoi potenziali problemi. Se hai delle patch, hai bisogno del sorgente per applicarle. Ad alcune persone piace avere il codice sorgente, in modo tale da poterlo leggerlo se sono annoiati, hackerarlo, prenderne in prestito delle parti (licenza permettendo, naturalmente), e così via. Per tenersi al corrente sugli aggiornamenti dei port, iscriviti alla &a.ports; e alla &a.ports-bugs;. Il resto del capitolo spiegherà come usare i package ed i port per installare e gestire il software di terze parti su FreeBSD. Ricerca della Propria Applicazione Prima di poter installare delle applicazioni devi sapere quale applicazione ti serve, e come viene chiamata. La lista delle applicazioni disponibili su FreeBSD cresce continuamente. Fortunatamente, ci sono diversi sistemi per trovare quello che ti serve: Il sito web di FreeBSD mantiene all'indirizzo http://www.FreeBSD.org/ports/ una lista aggiornata in cui puoi cercare tutte le applicazioni correntemente disponibili. I port sono divisi in categorie, e puoi sia cercare un'applicazione in base al nome (se lo conosci), sia visionare tutte le applicazioni disponibili in una data categoria. FreshPort Dan Langille mantiene FreshPort, all'indirizzo http://www.FreshPorts.org/. + url="http://www.FreshPorts.org/">. FreshPort segue in tempo reale i cambiamenti delle applicazioni nell'albero dei port, permettendoti di controllare uno o più port, e dandoti la possibilità di essere avvisato tramite email quando questi vengono aggiornati. FreshMeat Se non conosci il nome dell'applicazione che desideri, prova ad usare un sito come FreshMeat (http://www.freshmeat.net/) + url="http://www.freshmeat.net/">) per trovare l'applicazione, quindi controlla sul sito di FreeBSD per vedere se è già stato effettuato il porting. Chern Lee Contributo di Utilizzo del Sistema dei Package Installazione di un Package package installazione pkg_add Puoi usare l'utility &man.pkg.add.1; per installare un package di FreeBSD da un file locale o da un server sulla rete. Scaricare un Package Manualmente e Installarlo da Locale &prompt.root; ftp -a ftp2.FreeBSD.org Connected to ftp2.FreeBSD.org. 220 ftp2.FreeBSD.org FTP server (Version 6.00LS) ready. 331 Guest login ok, send your email address as password. 230- 230- This machine is in Vienna, VA, USA, hosted by Verio. 230- Questions? E-mail freebsd@vienna.verio.net. 230- 230- 230 Guest login ok, access restrictions apply. Remote system type is UNIX. Using binary mode to transfer files. ftp> cd /pub/FreeBSD/ports/packages/sysutils/ 250 CWD command successful. ftp> get lsof-4.56.4.tgz local: lsof-4.56.4.tgz remote: lsof-4.56.4.tgz 200 PORT command successful. 150 Opening BINARY mode data connection for 'lsof-4.56.4.tgz' (92375 bytes). 100% |**************************************************| 92375 00:00 ETA 226 Transfer complete. 92375 bytes received in 5.60 seconds (16.11 KB/s) ftp> exit &prompt.root; pkg_add lsof-4.56.4.tgz Se non hai una raccolta di package locale (per esempio il set dei CDROM di FreeBSD) allora probabilmente ti risulterà più facile usare &man.pkg.add.1; con l'opzione . In questo modo &man.pkg.add.1; determina automaticamente la corretta release e il giusto formato dell'oggetto, quindi scarica il package da un sito FTP e lo installa. pkg_add &prompt.root; pkg_add -r lsof L'esempio qui sopra scarica il giusto package e lo installa senza nessun ulteriore intervento. &man.pkg.add.1; usa &man.fetch.3; per scaricare i file, il quale rispetta varie variabili d'ambiente, incluse FTP_PASSIVE_MODE, FTP_PROXY, e FTP_PASSWORD. Puoi aver bisogno di settarne qualcuna se la tua macchina è dietro un firewall, o se utilizzi un proxy FTP/HTTP. Leggi &man.fetch.3; per la lista completa. Nell'esempio precedente si può anche notare che viene usato lsof al posto di lsof-4.56.4. Quando viene usata la modalità di prelevamento da remoto, il numero di versione del package non deve essere specificato. &man.pkg.add.1; prenderà automaticamente l'ultima versione dell'applicazione. I file dei package sono distribuiti nel formato .tgz. Puoi trovarli in ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/packages/, + url="ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/packages/">, oppure sui CDROM della distribuzione di FreeBSD. Ogni CD contenuto nel set dei quattro CD (e nel PowerPak, ecc.) contiene i package nella directory /packages. La disposizione dei package è simile a quella dell'albero /usr/ports. Ogni categoria ha la propria directory, ed ogni package può essere trovato dentro la directory All. La struttura delle directory del sistema dei package eguaglia quella dei port; questi due sistemi lavorano l'uno con l'altro per formare l'intero sistema dei package/port. Gestione dei Package package gestione L'utility &man.pkg.info.1; elenca e descrive i vari package installati. pkg_info &prompt.root; pkg_info cvsup-16.1 Un comune sistema di distribuzione dei file in rete ottimizato per CVS docbook-1.2 Meta-port delle varie versioni del DTD DocBook ... L'utility &man.pkg.version.1; riassume le versioni di tutti i package installati. Paragona le versioni dei package con le versioni correnti trovate nell'albero dei port. pkg_version &prompt.root; pkg_version cvsup = docbook = ... I simboli nella seconda colonna indicano il risultato del confronto tra la versione installata e quella disponibile in locale nell'albero dei port. Simbolo Significato = Le versioni del package installato e di quello disponibile in locale nell'albero dei port sono uguali. < La versione installata è precedente a quella disponibile nell'albero dei port. > La versione installata è più aggiornata di quella trovata in locale nell'albero dei port. (L'albero dei port locale è probabilmente da aggiornare) ? Il package installato non può essere trovato nell'indice dei port. * Ci sono più versioni del package. Cancellazione di un Package pkg_delete package cancellare Per rimuovere un package installato in precedenza, usa l'utility &man.pkg.delete.1;. &prompt.root; pkg_delete xchat-1.7.1 Miscellanea Tutte le informazioni sui package sono memorizzate nella directory /var/db/pkg. La lista dei file installati e le descrizioni di ogni package possono essere trovate all'interno dei file di questa directory. Utilizzo della Collezione dei Port Le sezioni seguenti forniscono le istruzioni basilari sull'uso della collezione dei port per installare e rimuovere programmi dal tuo sistema. Ottenimento della Collezione dei Port Prima che tu possa installare i port, devi procurarti la collezione dei port—che essenzialmente è un set di Makefiles, patch, e file di descrizione collocati in /usr/ports. Durante l'installazione del tuo sistema FreeBSD, Sysinstall ti ha chiesto se vuoi installare la collezione dei port. Se hai rifiutato, puoi seguire queste istruzioni per ottenerla: Il Metodo Sysinstall Questo metodo richiede ancora l'uso di sysinstall per installare manualmente la collezione dei port. Esegui da root /stand/sysinstall come mostrato qui sotto: &prompt.root; /stand/sysinstall Scorri verso il basso e seleziona Configure, premi Invio. Scorri verso il basso e seleziona Distributions, premi Invio. Scorri verso il basso fino a ports, premi Spazio. Scorri verso l'alto fino a Exit, premi Invio. Seleziona il modo di installazione desiderato, come CDROM, FTP, e così via. Scorri verso l'alto fino a Exit e premi Invio. Premi X per uscire da sysinstall. Un'altro metodo per ottenere la tua collezione dei port e per mantenerla aggiornata consiste nell'utilizzo di CVSup. Dai un'occhiata al file di CVSup riguardante i port, /usr/share/examples/cvsup/ports-supfile. Guarda Usare CVSup () per maggiori informazioni sull'uso di CVSup e del file menzionato. Il Metodo CVSup Questo è un rapido metodo che utilizza CVSup per ottenere la collezione dei port. Se vuoi mantenere il tuo albero dei port aggiornato, o imparare di più su CVSup, leggi la sezione menzionata in precedenza. Installa il port net/cvsup. Guarda Installazione di CVSup () per maggiori dettagli. Da root, copia il file /usr/share/examples/cvsup/ports-supfile in un nuovo posto, come in /root o nella tua directory home. Edita ports-supfile. Cambia CHANGE_THIS.FreeBSD.org in un server CVSup vicino a te. Guarda Mirror CVSup () per una lista completa dei siti mirror. Esegui cvsup: &prompt.root; cvsup -g -L 2 /root/ports-supfile Poco dopo aver eseguito questo comando verranno scaricate e applicate alla tua collezione dei port tutte le modifiche recenti, anche se di fatto i port già compilati sul tuo sistema non verranno aggiornati. Installazione dei Port port installazione La prima cosa che dovrebbe essere chiara quando si ha a che fare con la collezione dei port è l'effettivo significato di scheletro di un port. Brevemente, lo scheletro di un port è un insieme minimo di file che dice al tuo sistema FreeBSD come compilare ed installare un programma in modo pulito. Ogni scheletro di un port include: Un Makefile. Il Makefile contiene varie espressioni che specificano come l'applicazione deve essere compilata e dove deve essere installata sul tuo sistema. Un file distinfo. Questo file contiene informazioni sui file che devono essere scaricati per la compilazione del port e sui loro checksum (somme di controllo), utilizzati per verificare che quei file non siano stati corrotti durante il download. Una directory files. Questa directory contiene le patch utilizzate per la compilazione e per l'installazione del programma sul tuo sistema FreeBSD. Le patch sono sostanzialmente piccoli file che specificano come modificare alcuni file. Sono in puro formato di testo, e in modo grossolano dicono Rimuovi la riga 10 o Cambia la riga 26 in .... Le patch sono anche conosciute con il termine diff poichè sono generate dal programma &man.diff.1;. Questa directory può anche contenere altri file utilizzati per la compilazione del port. - - Un file pkg-comment. Questo file contiene - una descrizione del programma su una singola riga. - - Un file pkg-descr. Questo file contiene una descrizione del programma più dettagliata, spesso su più righe di testo. Un file pkg-plist. Questo file contiene l'elenco di tutti i file che saranno installati dal port. Dice anche al sistema dei port quale file rimuovere durante la disinstallazione. Alcuni port hanno altri file, come pkg-message. Il sistema dei port li usa per affrontare speciali situazioni. Se vuoi maggiori dettagli su questi file, e sui port in generale, leggi attentamente il Manuale del Porter di FreeBSD. Ora che hai acquisito abbastanza informazioni sull'utilizzo della collezione dei port, sei pronto per installare il tuo primo port. Ci sono due modi per installare un port, entrambi spiegati qui sotto. Comunque, prima di addentrarci in questi due metodi, devi decidere quale port installare. Ci sono vari modi per farlo, e quello più semplice è consultare la lista dei port sul sito web di FreeBSD. Puoi sia navigare tra i port ivi elencati sia usare la funzione di ricerca del sito. Ogni port include anche una breve descrizione che puoi leggere prima di decidere se installarlo o meno. Un'altro metodo è quello di usare il comando &man.whereis.1;. Semplicemente digita whereis file, dove file è il programma che vuoi installare. Se viene trovato sul tuo sistema, ti verrà indicato dove si trova, in modo simile a quanto segue: &prompt.root; whereis lsof lsof: /usr/ports/sysutils/lsof Questo ci dice che lsof (un'utility di sistema) si trova nella directory /usr/ports/sysutils/lsof. Un'altro modo per trovare un determinato port è quello di usare il meccanismo di ricerca contenuto nella collezione dei port. Per usare questo servizio di ricerca, devi posizionarti nella directory /usr/ports. Una volta in quella directory, lancia make search name=nome-programma dove nome-programma è il nome del programma che vuoi cercare. Per esempio, se vuoi cercare lsof: &prompt.root; cd /usr/ports &prompt.root; make search name=lsof Port: lsof-4.56.4 Path: /usr/ports/sysutils/lsof Info: Elenca informazioni sui file aperti (simile a fstat(1)) Maint: obrien@FreeBSD.org Index: sysutils B-deps: R-deps: La parte di output sulla quale devi porre particolare attenzione è la riga Path:, che ti dice dove puoi trovare il port. Le altre informazioni riportate non sono necessarie per installare il port, e quindi non saranno trattate in questa sede. Inoltre per una ricerca più complessa puoi usare make search key=stringa dove stringa fa parte del testo da cercare. Questo ricerca nei nomi dei port, nei commenti, nelle descrizioni e nelle dipendenze e può essere usato per cercare port che si riferiscono ad un argomento particolare anche se non conosci il nome del programma che stai cercando. In entrambi i casi, la stringa di ricerca è case-insensitive. La ricerca per LSOF produrrà gli stessi risultati della ricerca per lsof. Devi essere root per installare i port. Ora che hai trovato un port da installare, sei pronto per l'installazione vera e propria. Il port include istruzioni su come compilare il codice sorgente, ma non include il codice sorgente stesso. Devi prendere il codice sorgente da un CDROM o da Internet. L'autore del codice sorgente può distribuirlo come desidera. Quasi sempre è un file di archivio tar compresso con gzip, ma potrebbe essere stato compresso con un'altro tool o perfino potrebbe essere non compresso. Il codice sorgente del programma, in qualsiasi forma sia, è chiamato con il termine distfile. Puoi ottenere questo distfile da un CDROM o da Internet. Installazione dei Port dal CDROM port installazione da CDROM Le immagini ufficiali su CDROM del progetto FreeBSD non includono più i distfile. Occupano molto spazio che è meglio utilizzato per i package precompilati. I prodotti su CDROM come il FreeBSD PowerPak includono i distfile, e puoi ordinare questi set da un venditore come FreeBSD Mall. Questa sezione presuppone che tu abbia un simile set di CDROM di FreeBSD. Metti il tuo CDROM di FreeBSD nell'apposito lettore. Montalo su /cdrom. (Se usi un punto di mount differente, l'installazione non funzionerà.) Per prima cosa, vai nella directory del port che vuoi installare: &prompt.root; cd /usr/ports/sysutils/lsof Una volta dentro la directory lsof, vedrai lo scheletro del port. Il prossimo passo riguarda la compilazione, o costruzione, del port. Questo viene fatto semplicemente digitando make al prompt. Una volta che hai fatto questo, dovresti vedere qualcosa simile a quanto segue: &prompt.root; make >> lsof_4.57D.freebsd.tar.gz doesn't seem to exist in /usr/ports/distfiles/. >> Attempting to fetch from file:/cdrom/ports/distfiles/. ===> Extracting for lsof-4.57 ... [l'output dell'estrazione è stato tagliato] ... >> Checksum OK for lsof_4.57D.freebsd.tar.gz. ===> Patching for lsof-4.57 ===> Applying FreeBSD patches for lsof-4.57 ===> Configuring for lsof-4.57 ... [l'output della configurazione è stato tagliato] ... ===> Building for lsof-4.57 ... [l'output della compilazione è stato tagliato] ... &prompt.root; Nota che una volta terminata la compilazione ritornerai al tuo prompt. Il prossimo passo riguarda l'installazione del port. Per installarlo, devi semplicemente affiancare una parola al comando make, e questa parola è install: &prompt.root; make install ===> Installing for lsof-4.57 ... [l'output dell'installazione è stato tagliato] ... ===> Generating temporary packing list ===> Compressing manual pages for lsof-4.57 ===> Registering installation for lsof-4.57 ===> SECURITY NOTE: I binari di questo port richiedono l'esecuzione con alti privilegi. &prompt.root; Quando ritornerai al tuo prompt, dovresti essere in grado di eseguire l'applicazione che hai appena installato. Siccome lsof è un programma che lavora con alti privilegi, viene mostrato un avvertimento di sicurezza. Durante la compilazione e l'installazione dei port, dovresti fare attenzione ad ogni avvertimento che appare. Potresti anche evitare un passaggio lanciando solamente make install invece dei due passi separati make e make install. Alcune shell mantengono una cache dei comandi che sono disponibili nelle directory elencate nella variabile d'ambiente PATH, per velocizzare le operazioni di ricerca dei file eseguibili di questi comandi. Se stai usando una di queste shell, potresti dover usare il comando rehash dopo l'installazione di un port, prima di poter usare il nuovo comando. Questo succede sia per le shell che fanno parte del sistema base (come tcsh) sia per le shell che sono disponibili dai port (per esempio, shells/zsh). Per cortesia sii consapevole che le licenze di alcuni port non permettono l'inclusione degli stessi sul CDROM. Questa limitazione potrebbe essere dovuta dalla necessità di compilare un form di registrazione prima di scaricare il software, o perché la ridistribuzione non è permessa, o per altre ragioni. Se desideri installare un port non incluso nel CDROM, dovrai essere collegato ad Internet per farlo (vedi la prossima sezione). Installazione dei Port da Internet Questa sezione presuppone che tu abbia una connessione ad Internet funzionante. Se non ce l'hai, dovrai utilizzare l'installazione da CDROM, oppure dovrai copiare manualmente il distfile in /usr/ports/distfiles. L'installazione di un port da Internet viene fatta nello stesso modo con cui viene fatta l'installazione da CDROM. L'unica differenza tra i due modi è che il distfile del port viene preso da Internet invece che dal CDROM. I passi richiesti sono gli stessi: &prompt.root; make install >> lsof_4.57D.freebsd.tar.gz doesn't seem to exist in /usr/ports/distfiles/. >> Attempting to fetch from ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/distfiles/. Receiving lsof_4.57D.freebsd.tar.gz (439860 bytes): 100% 439860 bytes transferred in 18.0 seconds (23.90 kBps) ===> Extracting for lsof-4.57 ... [l'output dell'estrazione è stato tagliato] ... >> Checksum OK for lsof_4.57D.freebsd.tar.gz. ===> Patching for lsof-4.57 ===> Applying FreeBSD patches for lsof-4.57 ===> Configuring for lsof-4.57 ... [l'output della configurazione è stato tagliato] ... ===> Building for lsof-4.57 ... [l'output della compilazione è stato tagliato] ... ===> Installing for lsof-4.57 ... [l'output dell'installazione è stato tagliato] ... ===> Generating temporary packing list ===> Compressing manual pages for lsof-4.57 ===> Registering installation for lsof-4.57 ===> SECURITY NOTE: I binari di questo port richiedono l'esecuzione con alti privilegi. &prompt.root; Come puoi vedere, la sola differenza sta nella riga che dice da dove il sistema sta ottenendo il distfile del port. Il sistema dei port usa &man.fetch.1; per scaricare i file, il quale rispetta varie variabili d'ambiente, incluse FTP_PASSIVE_MODE, FTP_PROXY, e FTP_PASSWORD. Puoi aver bisogno di settarne qualcuna se sei dietro a un firewall, o se usi un proxy FTP/HTTP. Guarda &man.fetch.3; per la lista completa. Rimozione dei Port Installati port rimozione Ora che sai come installare i port, probabilmente ti chiederai come rimuoverli, caso mai ne installassi uno e successivamente ti accorgessi che hai installato il port sbagliato. Rimuoveremo il port utilizzato nel nostro esempio precedente (che era lsof se non sei stato attento). Come con l'installazione dei port, la prima cosa che devi fare è andare nella directory del port, /usr/ports/sysutils/lsof. Dopo aver cambiato directory, sei pronto per disinstallare lsof. Questo viene fatto con il comando make deinstall: &prompt.root; cd /usr/ports/sysutils/lsof &prompt.root; make deinstall ===> Deinstalling for lsof-4.57 È stato abbastanza facile. In questo modo hai rimosso lsof dal tuo sistema. Se volessi reinstallarlo, puoi farlo lanciando make reinstall dalla directory /usr/ports/sysutils/lsof. Le sequenze make deinstall e make reinstall non funzionano più una volta che hai dato un make clean. Se vuoi disinstallare un port dopo un make clean, usa &man.pkg.delete.1; come discusso nella sezione del Manuale riguardante i Package. Attività del dopo installazione Di solito dopo aver installato una nuova applicazione dovresti leggere la documentazione che potrebbe essere stata inclusa, modificare qualche file di configurazione, assicurarti che l'applicazione parta nella fase di avvio (se è un demone), e così via;. I passi precisi che devi seguire per configurare un'applicazione sono ovviamente diversi da applicazione a applicazione. Comunque, se hai appena installato una nuova applicazione e ti stai chiedendo Cosa faccio ora? questi consigli potrebbero aiutarti: Usa &man.pkg.info.1; per scoprire quali file sono stati installati, e dove sono stati installati. Per esempio, se hai appena installato la versione 1.0.0 di FooPackage, allora questo comando &prompt.root; pkg_info -L foopackage-1.0.0 | less mostrerà tutti i file installati dal package. Fai molta attenzione ai file nelle directory man/, che sono le pagine man, a quelli nella directory etc/, che sono i file di configurazione, e a quelli in doc/, che forniscono una documentazione più esauriente. Se non sei sicuro della versione dell'applicazione che hai appena installato, questo comando &prompt.root; pkg_info | grep foopackage troverà tutti i package installati che contengono nel nome foopackage. Rimpiazza foopackage nella tua linea di comando a seconda delle tue necessità. Una volta che hai scoperto dove sono state posizionate le pagine man dell'applicazione, esaminale usando &man.man.1;. Analogamente, esamina i file di configurazione d'esempio, ed ogni ulteriore documentazione che può essere stata fornita. Se l'applicazione ha un sito web, cerca della documentazione aggiuntiva, le domande più frequenti (FAQ), ed altro ancora. Se non sei sicuro dell'indirizzo del sito web questo potrebbe essere presente nell'output di &prompt.root; pkg_info foopackage-1.0.0 Una riga contenete WWW:, se presente, dovrebbe fornire l'URL del sito dell'applicazione. Risoluzione dei Problemi La sezione seguente copre alcune delle domande più frequenti sulla collezione dei port e sulle tecniche di base per la risoluzione dei problemi, e spiega cosa fare se un port è guasto. Alcune Domande e Risposte Pensavo che questa fosse una discussione sui modem!!? Ah, sicuramente stavi pensando alle porte seriali sul retro del tuo computer. Qui usiamo il termine port per indicare il porting di un programma da un sistema operativo ad un'altro. Cos'è una patch? Una patch è un piccolo file che specifica come passare da una versione di un file ad un'altra. Contiene del puro testo, e sostanzialmente dice cose come cancella la riga 23, aggiungi queste due righe dopo la riga 468, o cambia la riga 197 con quest'altra. Le patch sono anche conosciute con il termine diff poichè sono generate dal programma &man.diff.1;. tarball Cosa sono le tarball? Una tarball è un file che termina in .tar, o con delle varianti come .tar.gz, .tar.Z, .tar.bz2, e perfino .tgz. In sostanza, è un albero di directory che è stato archiviato in un unico file (.tar) e opzionalmente compresso (.gz). Questa tecnica era originariamente usata per gli archivi a nastro (Tape ARchive da cui il nome tar), ma ora è un sistema largamente usato per distribuire il codice sorgente attraverso Internet. Il comando standard di Unix &man.tar.1;, che è incluso nel sistema base di FreeBSD, ti permette di vedere quali file si trovano in una tarball ed eventualmente ti permette di estrarli, in questo modo: &prompt.user; tar tvzf foobar.tar.gz &prompt.user; tar xzvf foobar.tar.gz &prompt.user; tar tvf foobar.tar &prompt.user; tar xvf foobar.tar checksum Ed i checksum? È un numero generato dall'addizione di tutti i dati di un file che vuoi verificare. Se anche un solo carattere cambia, il checksum non sarà più uguale al totale, così un semplice confronto ti permetterà di individuarne la diversità. Ho fatto ciò che hai detto per compilare i port dal CDROM e ha funzionato bene fino a quando ho provato ad installare il port di Kermit. &prompt.root; make install >> cku190.tar.gz doesn't seem to exist on this system. >> Attempting to fetch from ftp://kermit.columbia.edu/kermit/archives/. Perché non può essere trovato? Ho un CDROM falso? Come spiegato nella sezione installare i port dal CDROM, alcuni port non possono essere inseriti nel set dei CDROM per via di alcune restrizioni contenute nelle licenze. Kermit ne è un esempio. I termini di licenza per Kermit non ci permettono di mettere il suo tarball nel CDROM, così dovrai procurartelo a mano—scusaci! La ragione per cui ottenevi tutti quei messaggi di errore era dovuta al fatto che non eri connesso ad Internet in quel momento. Una volta che l'hai scaricato da uno dei MASTER_SITES (elencati nel Makefile), puoi riprendere il processo di installazione. L'ho fatto, ma quando provo a metterlo dentro /usr/ports/distfiles ottengo degli errori che dicono che non ho il permesso di farlo. Il meccanismo dei port scarica i tarball delle distribuzioni dentro /usr/ports/distfiles, ma molti amministratori di sistema associano a questa directory un link simbolico verso un file server remoto o verso un CDROM locale. In questo caso, devi specificare una diversa directory nella quale memorizzare i distfile con il seguente comando: &prompt.root; make DISTDIR=/directory/locale/con/permesso/di/scrittura install Lo schema dei port funziona solamente se si ha tutto in /usr/ports? Il mio amministratore di sistema dice che devo mettere ogni cosa sotto /u/people/guests/wurzburger, ma non sembra funzionare. Puoi usare le variabili PORTSDIR e PREFIX per dire al meccanismo dei port di usare delle directory diverse. In questo caso, &prompt.root; make PORTSDIR=/u/people/guests/wurzburger/ports install compilerà il port in /u/people/guests/wurzburger/ports ed installerà ogni cosa sotto /usr/local. &prompt.root; make PREFIX=/u/people/guests/wurzburger/local install lo compilerà in /usr/ports e lo installerà in /u/people/guests/wurzburger/local. E naturalmente, &prompt.root; make PORTSDIR=../ports PREFIX=../local install combinerà entrambi (è troppo lungo per scriverlo nella pagina, ma dovrebbe essere chiaro). imake Alcuni port che usano &man.imake.1; (una parte dell'X Windows System) non funzionano bene con PREFIX, e insistono ad installarsi sotto /usr/X11R6. In modo simile, alcuni port relativi al Perl ignorano PREFIX e si installano nell'albero del Perl. Far rispettare PREFIX a questi port risulta un lavoro difficile e alcune volte impossibile. Se non vuoi digitare tutto quel comando ogni volta che installi un port, puoi inserire queste variabili nel tuo ambiente. Troverai istruzioni su come farlo nella pagina man della tua shell. Non ho un CDROM di FreeBSD, ma mi piacerebbe avere tutti i tarball sottomano sul mio sistema così da non dover aspettare per il download ogni volta che installo un port. Esiste un modo per ottenerli tutti in una volta? Per ottenere ogni singolo tarball della collezione dei port, digita: &prompt.root; cd /usr/ports &prompt.root; make fetch Per tutti i tarball relativi a una singola directory dei port, digita: &prompt.root; cd /usr/ports/directory &prompt.root; make fetch e per solo un port—bene, probabilmente avrai già indovinato. Immagino che scaricare i tarball da uno dei mirror di FreeBSD vicino a me sia probabilmente il metodo più veloce. Esiste un modo per dire al meccanismo dei port di prelevare i tarball da server non elencati in MASTER_SITES? Si. Se tu sai, per esempio, che ftp.FreeBSD.org è il server a te più vicino rispetto ai siti elencati in MASTER_SITES, fai come segue: &prompt.root; cd /usr/ports/directory &prompt.root; make MASTER_SITE_OVERRIDE= \ ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/distfiles/ fetch Voglio sapere di quali file make ha bisogno prima che esso provi a scaricarli. make fetch-list mostrerà una lista dei file necessari per il port. C'è un modo per impedire la compilazione di un port? Voglio hackerare il sorgente prima di installarlo, ma è un poco noioso guardarlo e premere ogni volta Ctrl C . Dando make extract il processo si fermerà dopo aver scaricato ed estratto il codice sorgente. Sto provando a fare il mio port personale e vorrei essere in grado di impedire la sua compilazione fino a quando sarò certo che le mie patch funzionano bene. Esiste qualcosa come make extract, ma per le patch? Si, make patch è quello che cerchi. Probabilmente troverai utile l'opzione PATCH_DEBUG. E comunque, grazie per i tuoi sforzi! Ho sentito che alcune opzioni del compilatore possono causare bug. È vero? Come posso essere sicuro di compilare i port con i giusti settaggi? Si, con la versione 2.6.3 di gcc (la versione che si trova su FreeBSD 2.1.0 e 2.1.5), l'opzione può restituire del codice buggato a meno che non usi anche l'opzione . (La maggior parte dei port non usa ). Puoi specificare le opzioni in fase di compilazione usando qualcosa del genere: &prompt.root; make CFLAGS='-O2 -fno-strength-reduce' install o editando /etc/make.conf, ma sfortunatamente non tutti i port lo rispettano. Il modo più sicuro è dare un make configure, quindi andare nella directory del sorgente ed ispezionare il Makefile a mano, ma può risultare noioso nel caso in cui il sorgente avesse molte sotto directory, ognuna con il suo Makefile. Le opzioni di default del compilatore su FreeBSD sono abbastanza conservative, pertanto anche se non le cambi non dovresti avere problemi. Ci sono così tanti port che è difficile trovare quello che voglio. Esiste una lista in qualche posto dei port che sono disponibili? Dai un'occhiata al file INDEX in /usr/ports. Puoi anche cercare nella collezione dei port tramite una parola chiave. Per esempio, puoi cercare port attinenti al linguaggio di programmazione LISP usando: &prompt.user; cd /usr/ports &prompt.user; make search key=lisp Ho tentato di installare il port foo ma improvvisamente il sistema ne ha interrotto la compilazione e ha iniziato a compilare il port bar. Cosa sta succedendo? Il port foo necessita di qualcosa che viene fornito con bar — per esempio, se foo usa la grafica, bar potrebbe avere una libreria di procedure utili per l'elaborazione grafica. Oppure bar potrebbe essere un elemento necessario per compilare il port foo. Una volta compilato bar, il sistema riprende in modo automatico la compilazione di foo. Ho installato il programma grizzle dai port e francamente ritengo che sia un totale spreco di spazio su disco. Voglio cancellarlo ma non conosco dove mette tutti i suoi file. Qualche indizio? Nessun problema, digita solamente: &prompt.root; pkg_delete grizzle-6.5 In alternativa, puoi digitare: &prompt.root; cd /usr/ports/somewhere/grizzle &prompt.root; make deinstall Aspetta un attimo, devi conoscere il numero della versione per usare quel comando. Non ti aspetterai seriamente che io me la ricordi, vero? Niente affatto, la puoi scoprire digitando: &prompt.root; pkg_info -I 'grizzle*' Information for grizzle-6.5: grizzle-6.5 - un tutorial di piano forte, un'interprete di LOGO e un gioco di azione arcade. Il numero della versione può essere trovato o usando pkg_info o digitando: ls /var/db/pkg Parlando di spazio su disco, la directory dei port sembra occuparne molto. È prudente andarci dentro e cancellare qualche cosa? Si, se hai installato un programma e sei del tutto certo che non avrai più bisogno del sorgente, non ha più senso tenerlo. Il modo più sicuro per cancellarlo è: &prompt.root; cd /usr/ports &prompt.root; make clean il quale attraverserà tutte le sotto directory dei port cancellando ogni cosa eccetto lo scheletro di ogni port. È possibile ottenere lo stesso effetto senza chiamare ricorsivamente ogni Makefile. Per esempio, puoi cancellare direttamente tutte le sotto directory work/ con il seguente comando: &prompt.root; find /usr/ports -depth -name work -exec rm -rf {} \; Ho provato ma ho notato che ha lasciato tutti i tarball o come li vuoi chiamare nella directory distfiles. Posso cancellare anche loro? Si, se sei sicuro che non ti serviranno più, puoi eliminare anche loro. Possono essere rimossi a mano, oppure usando make distclean. Mi piace avere tantissimi programmi con cui giocare. C'è un modo di installare tutti i port in una sola volta? Digita: &prompt.root; cd /usr/ports &prompt.root; make install Fai molta attenzione, alcuni port potrebbero installare file con lo stesso nome. Se installi due port di grafica ed entrambi installano /usr/local/bin/plot avrai di certo dei problemi. OK, ho provato a farlo, ma pensavo che avrebbe richiesto molto tempo così sono andato a letto e l'ho lasciato lavorare da solo. Quando al mattino ho guardato il computer, aveva installato solamente tre port e mezzo. Qualcosa non è andato per il verso giusto? No, il problema è che alcuni port hanno bisogno di farti della domande alle quali noi non possiamo rispondere per te (ad esempio, Vuoi stampare in A4 o nel formato della carta da lettere degli US?) e hanno bisogno che qualcuno risponda loro. Non voglio certamente stare tutto il giorno a fissare il monitor. Un'idea migliore? OK, digita questo prima di andare a letto/a lavoro/al parco: &prompt.root; cd /usr/ports &prompt.root; make -DBATCH install Questo installerà ogni port che non richiede input da parte dell'utente. Dopo, quando sarai tornato, digita: &prompt.root; cd /usr/ports &prompt.root; make -DINTERACTIVE install per finire il lavoro. A lavoro, stiamo usando frobble, che si trova nella vostra collezione dei port, ma lo abbiamo modificato un pò per fargli fare quello di cui avevamo bisogno. C'è un modo per fare un nostro package, così da distribuirlo più facilmente sui nostri siti? Nessun problema, supponendo che tu sappia fare le patch per le tue modifiche: &prompt.root; cd /usr/ports/somewhere/frobble &prompt.root; make extract &prompt.root; cd work/frobble-2.8 [Applica le tue patch] &prompt.root; cd ../.. &prompt.root; make package Il sistema dei port è veramente intelligente. Mi stò disperando per scoprire come avete fatto. Qual'è il segreto? Non c'è nessun segreto, basta guardare i file bsd.port.mk e bsd.port.subdir.mk in /usr/ports/Mk/. (Consigliamo ai lettori con un'antipatia per gli script di shell intricati di non guardare i file in questa directory.) Aiuto! Questo Port non Funziona! Se ti dovessi imbattere in un port che per te non funziona, ci sono alcune cose che puoi fare, tra le quali: Aggiustarlo! Il Manuale del Porter contiene informazioni dettagliate sull'infrastruttura dei "Port" affinchè tu possa aggiustare quel port che occasionalmente non funziona o perfino proporne uno tutto tuo! Brontolare—solo attraverso email! Prima manda una email a colui che mantiene il port. Digita make maintainer o leggi il Makefile per trovare il suo indirizzo email. Ricorda di includere nel messaggio il nome e la versione del port (manda la riga $FreeBSD: del Makefile) e l'output che descrive l'errore. Se non ottieni risposta dal maintainer, puoi usare &man.send-pr.1; per inoltrare il report del bug. Prendi il package da un sito FTP vicino a te. La principale collezione dei package è su ftp.FreeBSD.org nella directory dei package, ma prima assicurati di controllare il tuo mirror locale! È più probabile che funzionino i package rispetto alla compilazione dal sorgente e sono anche molto più sbrigativi. Usa il programma &man.pkg.add.1; per installare i package sul tuo sistema. diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml index 2b8f93fb09..36666e192e 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml @@ -1,2885 +1,2871 @@ Comunicazioni Seriali Sinossi comunicazioni seriali Unix ha sempre avuto un supporto per le comunicazioni seriali. In effetti, le prime vere macchine Unix si appoggiavano a linee seriali per l'input e l'output da e verso l'utente. Le cose sono cambiate molto dai giorni in cui un terminale consisteva in una stampante da 10 caratteri al secondo o in una tastiera. Questo capitolo coprirà alcuni dei modi nei quali FreeBSD usa le comunicazioni seriali. Dopo aver letto questo capitolo, saprai: Come connettere terminali al tuo sistema FreeBSD. Come usare un modem per collegarti telefonicamente ad una macchina remota. Come permettere a utenti remoti di effettuare login sul tuo sistema via modem. Come avviare il tuo sistema da una console seriale. Prima di leggere questo capitolo, dovresti: Sapere come configurare ed installare un nuovo kernel (). Comprendere i permessi ed i processi Unix (). Avere accesso al manuale tecnico per l'hardware seriale (modem o scheda multiporta) che vuoi usare con FreeBSD. Introduzione Terminologia bps bit per secondo Bits per Second (Bit per Secondo) — la frequenza alla quale vengono trasmessi i dati DTE DTE Data Terminal Equipment (Attrezzatura per il Terminale Dati) — ad esempio, il tuo computer DCE DCE Data Communications Equipment (Attrezzatura per le Comunicazioni Dati) — il tuo modem RS-232 cavi RS-232C Standard EIA per le comunicazioni tra hardware seriale Nel parlare della velocità di comunicazione, questa sezione non usa il termine baud. Il baud si riferisce al numero di transizioni degli stati elettrici che possono essere effettuati in un periodo di tempo, mentre i bps (bit per secondo) sono il termine corretto da usare (o almeno non sembra irritare troppo i perfezionisti). Cavi e Porte Per collegare un modem o un terminale alla tua macchina FreeBSD, avrai bisogno di una porta seriale sul tuo computer e del cavo appropriato per il tuo dispositivo seriale. Se sei già pratico con l'hardware ed i cavi necessari, puoi saltare tranquillamente questa sezione. Cavi Ci sono parecchi tipi diversi di cavi seriali. I due tipi più comuni per i nostri scopi sono i cavi null-modem ed i cavi standard (dritti) RS-232. La documentazione per il tuo hardware dovrebbe descrivere il tipo di cavi necessari. Cavi null-modem cavo null-modem - Un cavo null-modem lascia passare alcuni segnali diretti, come - signal ground, ma inverte altri segnali. Ad esempio, - il pin send data in un estremo va sul pin - receive data nell'altro. + Un cavo null-modem lascia passare alcuni segnali, come + signal ground, direttamente, ma inverte altri + segnali. Ad esempio, il pin send data in un estremo + va sul pin receive data nell'altro. Se ti piace fare i cavi da solo, puoi costruire un cavo null-modem da usare con i terminali. Questa tabella mostra i nomi dei segnali RS-232C ed i numeri dei pin su un connettore DB-25. Segnale Pin # Pin # Segnale SG 7 si connette a 7 SG TxD 2 si connette a 3 RxD RxD 3 si connette a 2 TxD RTS 4 si connette a 5 CTS CTS 5 si connette a 4 RTS DTR 20 si connette a 6 DSR DCD 8 6 DSR DSR 6 si connette a 20 DTR Collega internamente al cappuccio del connettore Data Set Ready (DSR) e Data Carrier Detect (DCD), e quindi a Data Terminal Ready (DTR) in quello remoto. Cavi Standard RS-232C cavi RS-232C Un cavo seriale standard passa tutti i segnali RS-232C diretti. Cioè, il pin send data su un estremo del cavo va nel pin send data sull'altro estremo. Questo - è il tipo di cavo per collegare un modem al vostro sistema - FreeBSD, ed il tipo di cavo necessario per alcuni terminali. + è il tipo di cavo da usare per collegare un modem al tuo + sistema FreeBSD, ed è anche appropriato per alcuni + terminali. Porte Le porte seriali sono i dispositivi attraverso i quali vengono trasferiti i dati tra il computer FreeBSD ed il terminale. Questa sezione descrive il tipo di porte che esistono e come vengono indicate in FreeBSD. Tipi di Porte Esistono parecchi tipi di porte seriali. Prima di comprare o costruire un cavo, avrai bisogno di assicurarti che sia adatto alle porte sul terminale e sul sistema FreeBSD. La maggior parte dei terminali avrà porte DB25. I personal computer, compresi i PC con FreeBSD, avranno porte DB25 o DB9. Se hai una scheda seriale multiporta nel tuo PC, potresti avere porte RJ-12 o RJ-45. Guarda la documentazione fornita con l'hardware per le specifiche del tipo di porta usata. Spesso basta anche un'ispezione visiva della porta. Nomi delle Porte In FreeBSD, si accede ad ogni porta seriale attraverso una voce nella directory /dev. Ci sono due differenti tipi di voci: Le porte di ingresso vengono dette /dev/ttydN dove N è il numero di porta, cominciando da zero. Generalmente, puoi usare la porta di ingresso per i terminali. Le porte di ingresso richiedono che la linea fornisca un segnale detto data carrier detect (DCD) per - funzionare. + funzionare correttamente. Le porte di uscita vengono dette /dev/cuaaN. In genere non si usano porte di uscita per i terminali, ma solo per i modem. Puoi usare la porta di uscita se il cavo seriale o il terminale non supportano il segnale di carrier detect. Se hai connesso un terminale sulla prima porta seriale (COM1 in MS-DOS), allora userai - /dev/ttyd0 per riferirti al terminale. Se - è sulla seconda porta seriale (anche nota come - COM2), si tratta di + /dev/ttyd0 per riferirti al terminale. Se il + terminale è sulla seconda porta seriale (anche nota come + COM2), usa /dev/ttyd1, e così via. Configurazione del Kernel FreeBSD supporta quattro porte seriali di default. Nel mondo MS-DOS, queste sono note come COM1, COM2, COM3, e COM4. FreeBSD attualmente supporta schede d'interfaccia seriale multiporta stupide, come le BocaBoard 1008 e 2016, così come le schede multiporta intelligenti come quelle fatte dalla Digiboard e dalla Stallion Technologies. Ad ogni modo, il kernel di default usa solo le porte COM standard. Per vedere se il tuo kernel riconosce una delle tue porte seriali, guarda i messaggi mentre il kernel viene avviato, o usa il comando /sbin/dmesg per far scorrere di nuovo i messaggi di avvio del kernel. In particolare, cerca dei messaggi che inizino con i caratteri sio. Per vedere solo i messaggi che hanno la parola sio, usa il comando: &prompt.root; /sbin/dmesg | grep 'sio' Ad esempio, su un sistema con quattro porte seriali, questi sono i messaggi dati dall'avvio del kernel specifici delle porte seriali: sio0 at 0x3f8-0x3ff irq 4 on isa sio0: type 16550A sio1 at 0x2f8-0x2ff irq 3 on isa sio1: type 16550A sio2 at 0x3e8-0x3ef irq 5 on isa sio2: type 16550A sio3 at 0x2e8-0x2ef irq 9 on isa sio3: type 16550A Se il tuo kernel non riconosce tutte le tue porte seriali, probabilmente avrai bisogno di configurare un kernel FreeBSD adattato al tuo sistema. Per informazioni dettagliate sulla configurazione del kernel, vedi più avanti . Le linee rilevanti per i dispositivi nella tua configurazione del kernel dovrebbero apparire così, con FreeBSD 4.X: device sio0 at isa? port IO_COM1 irq 4 device sio1 at isa? port IO_COM2 irq 3 device sio2 at isa? port IO_COM3 irq 5 device sio3 at isa? port IO_COM4 irq 9 e così, con FreeBSD 5.X: device sio Puoi commentare o rimuovere completamente le linee per i - dispositivi che non hai nel caso di FreeBSD 4.X, per + dispositivi che non hai nel caso di FreeBSD 4.X; per FreeBSD 5.X devi modificare il file /boot/device.hints per configurare le porte seriali. Guarda la pagina man di &man.sio.4; per informazioni aggiuntive sulla configurazione delle porte seriali e delle schede multiporta. Stai attento se stai usando un file di configurazione già usato per una versione differente di FreeBSD, poiché i flag dei dispositivi e la sintassi sono cambiati tra una versione e l'altra. port IO_COM1 è una sostituzione per port 0x3f8, IO_COM2 è 0x2f8, IO_COM3 è 0x3e8, e IO_COM4 è 0x2e8, che sono indirizzi comuni per le rispettive porte seriali; gli interrupt 4, 3, 5, e 9 sono linee di richiesta di interrupt piuttosto comuni. Da notare anche che le normali porte seriali non possono condividere degli interrupt sui bus ISA dei PC (le schede multiporta hanno dell'elettronica integrata che permette a tutte le 16550A sulla scheda di condividere uno o due linee di richiesta dell'interrupt). File Speciali di Dispositivo Alla maggior parte dei dispositivi nel kernel si accede attraverso file speciali di dispositivo, che si trovano nella directory /dev. Ai dispositivi sio si accede attraverso i /dev/ttydN (ingresso) e /dev/cuaaN (uscita). FreeBSD fornisce anche dei dispositivi di inizializzazione (/dev/ttyidN e /dev/cuai0N) e dei dispositivi di blocco (/dev/ttyldN e /dev/cual0N). I dispositivi di inizializzazione vengono usati per inizializzare i parametri delle porte di comunicazione ogni volta che una porta viene aperta, come crtscts per i modem che usano le segnalazioni RTS/CTS per il controllo di flusso. I dispositivi di blocco vengono usati per fissare i flag sulle porte ed evitare che altri utenti o programmi cambino certi parametri; guarda le pagine man di &man.termios.4;, &man.sio.4;, e &man.stty.1; per maggiori informazioni sulle impostazioni dei terminali, sui dispositivi di blocco ed inizializzazione, e sull'impostazione delle opzioni del terminale, rispettivamente. Creazione dei File Speciali di Dispositivo FreeBSD 5.0 include il file system &man.devfs.5; che crea automaticamente nodi per i dispositivi necessari. Se stai usando una versione di FreeBSD con il devfs abilitato puoi saltare tranquillamente questa sezione. Uno script di shell di nome MAKEDEV nella directory /dev gestisce i file di dispositivo. Per usare MAKEDEV nella creazione del file di dispositivo per COM1 (porta 0), fai cd su /dev e dai il comando MAKEDEV ttyd0. Allo stesso modo, per creare il file di dispositivo per COM2 (porta 1), usa MAKEDEV ttyd1. MAKEDEV non crea solo i file speciali /dev/ttydN, ma anche i nodi /dev/cuaaN, /dev/cuaiaN, /dev/cualaN, /dev/ttyldN, e /dev/ttyidN. Dopo aver creato i nuovi file di dispositivo, fa attenzione nel controllare i permessi sui file (specialmente sui file /dev/cua*) per assicurarti che solo gli utenti che dovrebbero effettivamente avere accesso a questi dispositivi possano leggerli e scriverli — magari non vorrai permettere al tuo utente medio di usare il tuo modem per chiamare verso l'esterno. I permessi predefiniti su /dev/cua* dovrebbero essere adatti: crw-rw---- 1 uucp dialer 28, 129 Feb 15 14:38 /dev/cuaa1 crw-rw---- 1 uucp dialer 28, 161 Feb 15 14:38 /dev/cuaia1 crw-rw---- 1 uucp dialer 28, 193 Feb 15 14:38 /dev/cuala1 Questi permessi permettono all'utente uucp e agli utenti nel gruppo dialer di usare i dispositivi di uscita. Configurazione della Porta Seriale ttyd cuaa Il dispositivo ttydN (o cuaaN) è il normale dispositivo che si apre per le proprie applicazioni. Quando un processo apre il dispositivo, avrà un insieme di impostazioni di I/O predefinite per il terminale. Puoi visualizzare queste impostazioni con il comando: &prompt.root; stty -a -f /dev/ttyd1 Quando cambi le impostazioni per questo dispositivo, queste rimangono efficaci finché il dispositivo non viene chiuso. Quando viene riaperto, ritorna all'insieme di default. Per effettuare dei cambiamenti all'insieme predefinito, modifica le impostazioni per il dispositivo di stato iniziale. Ad esempio, per attivare di default modalità , comunicazione a 8 bit, e controllo di flusso per ttyd5, scrivi: &prompt.root; stty -f /dev/ttyid5 clocal cs8 ixon ixoff file rc rc.serial Le inizializzazioni di sistema per i dispositivi seriali sono controllate in /etc/rc.serial. Questo file influisce sui valori predefiniti dei dispositivi seriali. Per evitare cambiamenti da parte di qualche applicazione, modifica il dispositivo di blocco dello stato. Ad esempio, per bloccare la velocità di ttyd5 a 57600 bps, scrivi: &prompt.root; stty -f /dev/ttyld5 57600 Ora, un applicazione che apra ttyd5 e cerchi di cambiare la velocità della porta resterà bloccata a 57600 bps. MAKEDEV Naturalmente, dovresti rendere i dispositivi di stato iniziale e stato di blocco scrivibili solo da root. Sean Kelly Contributo di Terminali terminali I terminali forniscono un sistema di accesso conveniente ed a basso costo al tuo sistema FreeBSD quando non sei davanti alla console del computer o connesso ad una rete. Questa sezione descrive l'uso dei terminali con FreeBSD. Uso e Tipi di Terminali I sistemi Unix originali non avevano console. Invece, la gente effettuava il login ed avviava programmi attraverso terminali connessi alle porte seriali del computer. Ciò era abbastanza simile all'uso di modem e programmi terminale per collegarsi telefonicamente ad un sistema remoto e lavorare da riga di comando. I PC di oggi hanno console capaci di grafica di alta qualità, ma l'abilità di stabilire una sessione di login su una porta seriale esiste ancora in quasi ogni sistema operativo in stile Unix di oggi; FreeBSD non fa eccezione. Usando un terminale attaccato ad una porta seriale inutilizzata, puoi effettuare il login ed eseguire qualsiasi programma testuale che potresti lanciare normalmente dalla console o da una finestra xterm in X Window. Un utente aziendale può connettere molti terminali ad un sistema FreeBSD e porli sulle scrivanie dei propri impiegati. Un utente casalingo può usare qualcosa come un vecchio PC IBM o un Macintosh come terminale connesso a un computer più potente che faccia girare FreeBSD. Puoi anche trasformare quello che sarebbe un computer singolo utente in un potente sistema per utenti multipli. Per FreeBSD, esistono tre tipi di terminali: terminali stupidi PC che interpretano terminali terminali X Le sottosezioni rimanenti descrivono ognuno di questi tipi. Terminali <quote>Stupidi</quote> Questi terminali sono oggetti hardware specializzati che permettono di connettere dei computer tramite linee seriali. Essi vengono detti stupidi poiché hanno solo la potenza di calcolo necessaria per mostrare, inviare, e ricevere testo. Non potete eseguire nessun programma su di essi. È il computer al quale vi collegate che ha la potenza per eseguire editor di testo, compilatori, email, giochi, e così via. Ci sono centinaia di tipi di terminali di questo tipo, venduti da molti produttori, incluso il VT-100 della Digital Equipment Corporation e il WY-75 della Wyse. Quasi tutti funzioneranno con FreeBSD. Alcuni terminali di alto livello possono anche mostrare della grafica, ma solo alcuni pacchetti software possono avvalersi di queste caratteristiche. I terminali stupidi sono popolari negli ambienti di lavoro nei quali i lavoratori non hanno bisogno di accedere ad applicazioni grafiche come quelle fornite dal sistema X Window. PC che Emulano Terminali Se un terminale stupido ha appena le capacità per mostrare, inviare, e ricevere testo, allora di certo un qualunque personal computer può funzionare come un terminale stupido. Tutto ciò di cui hai bisogno è il cavo appropriato ed un qualche programma per l'emulazione di terminale sul tuo computer. Una simile configurazione è comune in molte case. Ad esempio, se il tuo coniuge sta lavorando alla console del sistema FreeBSD, tu puoi fare del lavoro testuale allo stesso momento da un PC meno potente connesso come terminale al sistema FreeBSD. Terminali X I terminali X sono i terminali più sofisticati tra quelli disponibili. Invece di collegarsi alla porta seriale, in genere ci si collega ad essi tramite un rete come Ethernet. Invece di essere relegati alle applicazioni testuali, essi possono mostrare applicazioni X. Introduciamo i terminali X solo per una questione di completezza. Ad ogni modo, questo capitolo non affronta in modo completo l'installazione, la configurazione, o l'uso dei terminali X. Configurazione Questa sezione descrive quello che hai bisogno di configurare sul tuo sistema FreeBSD per abilitare una sessione di login via terminale. Si assume che tu abbia già configurato il kernel con il supporto per la porta seriale alla quale è connesso il terminale — e che questo sia già connesso. Dovresti ricordare dal che il processo init è responsabile del controllo di tutti i processi e dell'inizializzazione del sistema all'avvio. Uno dei compiti svolti da init è la lettura del file /etc/ttys e l'avvio di un processo getty sui terminali disponibili. Il processo getty è responsabile della lettura di un nome di login e dell'avvio del programma login. Dunque, per configurare i terminali per il tuo sistema FreeBSD devono essere effettuati come root i seguenti passi: Aggiungi una linea a /etc/ttys relativa al file in /dev per la porta seriale, se non è già presente. Specifica che /usr/libexec/getty deve essere eseguito sulla porta, e specifica il tipo appropriato di getty dal file /etc/gettytab. Specifica il tipo di terminale predefinito. Imposta la porta su on. Specifica se la porta deve essere sicura. Forza init alla rilettura del file /etc/ttys. Come passo opzionale, potresti desiderare di creare un tipo di getty personale da usare nel secondo passo aggiungendo una linea in /etc/gettytab. Questo capitolo non spiega come fare ciò; sei incoraggiato a leggere le pagine man di &man.gettytab.5; e &man.getty.8; per maggiori informazioni. Aggiunta di un Elemento in <filename>/etc/ttys</filename> Il file /etc/ttys elenca tutte le porte del tuo sistema FreeBSD dalle quali vuoi permettere un login. Ad esempio, la prima console virtuale ttyv0 è elencata in questo file. Si può accedere al sistema dalla console grazie a questa voce. Questo file contiene anche delle voci per altre console virtuali, porte seriali, e pseudo-tty. Per un terminale connesso fisicamente, basta copiare l'elenco delle porte seriali in /dev senza la parte /dev (ad esempio, /dev/ttyv0 verrà scritta come ttyv0). Un'installazione predefinita di FreeBSD include un file /etc/ttys con supporto per le prime quattro porte seriali: da ttyd0 a ttyd3. Se vuoi collegare un terminale a una di queste porte, non hai bisogno di aggiungere un'altra voce. Aggiunta di Voci per Altri Terminali a <filename>/etc/ttys</filename> Supponiamo che si vogliano collegare due terminali ad un sistema: un Wyse-50 ed un vecchio PC IBM 286 con Procomm come programma di emulazione di terminale VT-100. Colleghiamo il Wyse alla seconda porta seriale ed il 286 alla sesta (una porta su scheda seriale multiporta). Le voci corrispondenti nel file /etc/ttys apparirebbero così: ttyd1 "/usr/libexec/getty std.38400" wy50 on insecure ttyd5 "/usr/libexec/getty std.19200" vt100 on insecure Il primo campo in genere specifica il nome del file speciale per il terminale, come si trova in /dev. Il secondo campo è il comando da eseguire per questa linea, generalmente &man.getty.8;. getty inizializza ed apre la linea, imposta la velocità, richiede all'utente un nome di login e poi esegue il programma &man.login.1;. Il programma getty accetta un parametro (opzionale) da riga di comando, il tipo di getty. Un tipo di - getty descrive le caratteristiche + getty configura le caratteristiche della linea del terminale, come la frequenza di bit per secondo e la parità. Il programma getty legge questa caratteristiche dal file /etc/gettytab. Il file /etc/gettytab contiene molte voci per le linee di terminale sia vecchie che nuove. In quasi tutti i casi, le voci che cominciano per std funzioneranno con i terminali connessi fisicamente. Queste voci ignorano la parità. C'è una voce std per ogni frequenza di bps da 110 a 115200. Naturalmente, puoi aggiungere le tue voci a questo file. La pagina man di &man.gettytab.5; fornisce maggiori informazioni. Nell'impostare il tipo di getty nel file /etc/ttys, assicurati che le impostazioni di comunicazione sul terminale corrispondano. Nel nostro esempio, il Wyse-50 non usa parità e si connette a 38400 bps. Il PC 286 non usa parità e si connette a 19200 bps. Il terzo campo è il tipo di terminale generalmente collegato alla linea tty. Per le porte dial-up, viene usato tipicamente unknown o dialup poiché gli utenti possono collegarsi con praticamente qualunque tipo di terminale o programma. Per i terminali connessi direttamente, il tipo di terminale non cambia, quindi puoi mettere un vero tipo di terminale preso dal file database di &man.termcap.5; in questo campo. Per il nostro esempio, il Wyse-50 usa il tipo per il vero terminale mentre il PC 286 con Procomm in esecuzione verrà impostato per emulare un VT-100. Il quarto campo specifica se la porta deve essere abilitata. Scrivere on qui farà sì che il processo init avvii il programma nel secondo campo, getty. Se metti off in questo campo, non ci sarà nessun getty, e dunque nessun login sulla porta. Il campo finale è usato per specificare se la porta è sicura. Segnare una porta come sicura significa confidare nel fatto che non ci sia rischio nel permettere all'account di root (o ad un altro con user ID uguale a 0) di effettuare il login da quella porta. Porte insicure non permettono il login a root. Su una porta insicura, gli utenti devono effettuare un login con accesso non privilegiato, e poi usare &man.su.1; o un meccanismo simile per ottenere privilegi superiori. È fortemente consigliato l'uso di insecure anche per i terminali che si trovano dietro porte chiuse a chiave. È abbastanza semplice effettuare il login e usare su se si ha bisogno di privilegi da superutente. Come Forzare <command>init</command> a Rileggere <filename>/etc/ttys</filename> Dopo aver effettuato i cambiamenti necessari al file /etc/ttys si deve mandare un segnale SIGHUP (hangup) al processo init affinché sia costretto a rileggere il suo file di configurazione. Ad esempio: &prompt.root; kill -HUP 1 init è sempre il primo processo eseguito su un sistema dunque avrà sempre PID 1. Se tutto è stato impostato correttamente, tutti i cavi sono collegati, ed i terminali sono accesi, allora un processo getty dovrebbe essere in esecuzione su ogni terminale e a questo punto dovresti vedere dei prompt per il login sui tuoi terminali. Risoluzione dei Problemi di Connessione Anche con la più meticolosa attenzione ai dettagli, qualcosa potrebbe comunque andare storto nell'impostazione di un terminale. Questa è una lista dei sintomi e di alcuni suggerimenti per risolverli. - - - - Non appare nessun prompt per il login - - - - Assicurati che il terminale sia connesso e acceso. - Se è un personal computer che funziona da terminale, - assicurati che il programma di emulazione di terminale sia attivo - sulla porta seriale giusta. - - Assicurati che il cavo sia ben connesso sia al terminale che - al computer FreeBSD. Assicurati che sia il giusto tipo di - cavo. - - Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sul - valore di bps e sulle impostazioni di parità. Se hai un - terminale con un display video, assicurati - che il contrasto e la luminosità siano giusti. Se è - un terminale di stampa, assicurati che ci siano carta e inchiostro - sufficienti. - - Assicurati che il processo getty sia attivo - per quel terminale. Ad esempio, per avere una lista dei processi - getty con ps, scrivi: - - &prompt.root; ps -axww | grep getty - - dovresti vedere una voce per il terminale. Ad esempio, - la schermata seguente mostra che - getty è in esecuzione sulla seconda - porta seriale ttyd1 e sta usando la voce - std.38400 in - /etc/gettytab: - - 22189 d1 Is+ 0:00.03 /usr/libexec/getty std.38400 ttyd1 - - Se non c'è nessun processo getty in - esecuzione, assicurati di aver abilitato la porta in - /etc/ttys. - Ricordati anche di eseguire kill -HUP 1 - dopo aver modificato il file ttys. - - Se il processo getty è attivo ma - il terminale non mostra ancora un prompt di login, - o se mostra un prompt ma non ti permette di digitare nulla, - il tuo terminale o il tuo cavo potrebbero non supportare la - transazione hardware. Prova a cambiare il valore in - /etc/ttys da std.38400 a - 3wire.38400 (e ricordati di dare un - kill -HUP 1 dopo aver modificato - /etc/ttys). - La voce 3wire è simile a - std, ma ignora l'handshake hardware. - Potresti aver bisogno di ridurre i baud o - di abilitare un controllo di flusso software usando - 3wire per evitare dei buffer - overflow. - - - - - - Compaiono caratteri strani invece di un prompt di - login - - - - Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sui bps - e sulle impostazioni di parità. Verifica i processi - getty per assicurarti che sia in funzione il - tipo corretto di getty. - Se non è così, - modifica /etc/ttys ed esegui kill - -HUP 1. - - - - - - I caratteri appaiono duplicati; la password viene visualizzata - quando la scrivo - - - - Cambia l'impostazione del terminale (o del programma di - emulazione) da half duplex o - local echo a full duplex. - - - + + Non Appare Nessun Prompt per il Login + + Assicurati che il terminale sia connesso e acceso. + Se è un personal computer che funziona da terminale, + assicurati che il programma di emulazione di terminale sia attivo + sulla porta seriale giusta. + + Assicurati che il cavo sia ben connesso sia al terminale che + al computer FreeBSD. Assicurati che sia il giusto tipo di + cavo. + + Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sul + valore di bps e sulle impostazioni di parità. Se hai un + terminale con un display video, assicurati + che il contrasto e la luminosità siano giusti. Se è + un terminale di stampa, assicurati che ci siano carta e inchiostro + sufficienti. + + Assicurati che il processo getty sia attivo + per quel terminale. Ad esempio, per avere una lista dei processi + getty con ps, scrivi: + + &prompt.root; ps -axww | grep getty + + dovresti vedere una voce per il terminale. Ad esempio, + la schermata seguente mostra che + getty è in esecuzione sulla seconda + porta seriale ttyd1 e sta usando la voce + std.38400 in + /etc/gettytab: + + 22189 d1 Is+ 0:00.03 /usr/libexec/getty std.38400 ttyd1 + + Se non c'è nessun processo getty in + esecuzione, assicurati di aver abilitato la porta in + /etc/ttys. + Ricordati anche di eseguire kill -HUP 1 + dopo aver modificato il file ttys. + + Se il processo getty è attivo ma + il terminale non mostra ancora un prompt di login, + o se mostra un prompt ma non ti permette di digitare nulla, + il tuo terminale o il tuo cavo potrebbero non supportare la + transazione hardware. Prova a cambiare il valore in + /etc/ttys da std.38400 a + 3wire.38400 (e ricordati di dare un + kill -HUP 1 dopo aver modificato + /etc/ttys). + La voce 3wire è simile a + std, ma ignora l'handshake hardware. + Potresti aver bisogno di ridurre i baud o + di abilitare un controllo di flusso software usando + 3wire per evitare dei buffer + overflow. + + + + Compaiono Caratteri Strani Invece di un Prompt di Login + + Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sui bps + e sulle impostazioni di parità. Verifica i processi + getty per assicurarti che sia in funzione il + tipo corretto di getty. + Se non è così, + modifica /etc/ttys ed esegui kill + -HUP 1. + + + + I Caratteri Appaiono Duplicati; la Password Viene Visualizzata + Quando la Scrivo + + Cambia l'impostazione del terminale (o del programma di + emulazione) da half duplex o + local echo a full duplex. + Guy Helmer Contributo di Sean Kelly Aggiunte di Servizio di Ricezione Chiamate servizio di ricezione chiamate La configurazione del sistema FreeBSD per il servizio di ricezione chiamate è molto simile alla connessione di terminali tranne per il fatto che si ha a che fare con dei modem invece che con dei terminali. Modem Esterni contro Modem Interni I modem esterni sembrerebbero migliori per chiamare, poiché i modem esterni spesso possono essere configurati in maniera semipermanente tramite dei parametri immagazzinati in RAM non volatile e generalmente forniscono degli indicatori luminosi che mostrano lo stato degli importanti segnali RS-232. Le lucine lampeggianti impressionano gli ospiti, ma sono anche molto utili per vedere se un modem sta funzionando in maniera appropriata. I modem interni in genere mancano della RAM non-volatile, quindi la loro configurazione può essere limitata solo impostando i DIP switch. Se il tuo modem interno ha delle luci indicatrici di segnale, probabilmente è difficile vederle quando il case del sistema è al suo posto. Modem e Cavi modem Se stai usando un modem esterno, allora avrai bisogno del cavo appropriato. Un cavo seriale standard RS-232C dovrebbe essere sufficiente, posto che tutti i normali segnali siano connessi: Sent Data (SD) Received Data (RD) Request to Send (RTS) Clear to Send (CTS) Data Set Ready (DSR) Data Terminal Ready (DTR) Carrier Detect (CD) Signal Ground (SG) FreeBSD necessita dei segnali RTS e CTS per il controllo di flusso a velocità superiori a 2400 bps, del segnale CD per identificare quando c'è stata una risposta alla chiamata o quando una linea è stata scollegata, e del segnale DTR per dare il reset al modem dopo che una sessione è terminata. Alcuni cavi sono connessi senza alcuni dei segnali necessari, dunque se hai dei problemi, come una sessione di login che non scompare quando la linea è sconnessa, potresti avere un problema col cavo. Come altri sistemi operativi Unix, FreeBSD usa i segnali hardware per scoprire quando una chiamata è stata accettata o quando una linea è stata scollegata e per scollegare e resettare il modem dopo una chiamata. FreeBSD evita di mandare comandi al modem o di leggere i valori riportati dal modem. Se hai familiarità con la connessione dei modem a BBS di PC, questo potrebbe sembrarti scomodo. Considerazioni sull'Interfaccia Seriale FreeBSD supporta interfacce di comunicazione EIA RS-232C (CCITT V.24) basate su NS8250, NS16450, NS16550, e NS16550A. I dispositivi 8250 e 16450 hanno buffer di un singolo carattere. Il dispositivo 16550 fornisce un buffer di 16 caratteri, che permette prestazioni del sistema migliori. (Dei bug nel normale 16550 impediscono l'uso del buffer di 16 caratteri, quindi usate 16550A se possibile). A causa del buffer a singolo carattere questi dispositivi richiedono un lavoro maggiore da parte del sistema operativo rispetto ai dispositivi a 16 caratteri di buffer, le schede d'interfaccia seriale basate su 16550A sono preferibili. Se il sistema ha molte porte seriali attive o dovrà sopportare un grosso carico, le schede basate su 16550A sono migliori per comunicazioni a basso tasso d'errore. Breve Panoramica getty Come con i terminali, init lancia un processo getty per ogni porta seriale configurata per connessioni in ingresso. Ad esempio, se un modem è connesso a /dev/ttyd0, il comando ps ax mostrerà questo: 4850 ?? I 0:00.09 /usr/libexec/getty V19200 ttyd0 Quando un utente chiama la linea del modem e questo si collega, il modem riporterà la linea CD (Carrier Detect). Il kernel nota che la portante è stata rilevata e completa l'apertura della porta con getty. getty invia un prompt login: alla velocità iniziale di linea specificata. getty aspetta per verificare che vengano ricevuti caratteri legittimi, e, in una tipica configurazione, se trova dei caratteri strani (probabilmente perché la velocità del modem è differente da quella di getty), getty cerca di calibrare la velocità di linea fino a ricevere dei caratteri ragionevoli. /usr/bin/login Dopo che l'utente ha inserito il suo nome di login, getty esegue /usr/bin/login, che completa il login richiedendo la password per l'utente ed avviandone la shell. File di Configurazione Ci sono tre file di configurazione di sistema nella directory /etc che avrai probabilmente bisogno di modificare per permettere chiamate in ingresso sul tuo sistema FreeBSD. Il primo, /etc/gettytab, contiene le informazioni di configurazione per il demone /usr/libexec/getty. Il secondo, /etc/ttys contiene le informazioni che dicono a /sbin/init quali dispositivi tty devono avere processi getty in esecuzione. Infine, si possono mettere comandi di inizializzazione nello script /etc/rc.serial. Ci sono due scuole di pensiero riguardo i modem su Unix. Un gruppo preferisce configurare i propri modem in maniera che qualunque sia la velocità con la quale un utente remoto si collega, l'interfaccia locale RS-232 computer-modem funzioni ad una velocità fissa. Il beneficio di questa configurazione è che l'utente remoto vede sempre un prompt di login immediato. Il lato negativo è che il sistema non sa quale sia la vera velocità di trasmissione dati di un utente, quindi programmi a tutto schermo come Emacs non modificheranno i loro metodi di rappresentazione dello schermo per ottimizzare la risposta su connessioni lente. L'altra scuola di pensiero configura le proprie interfacce RS-232 verso il modem per variare la propria velocità rispetto a quella di connessione dell'utente remoto. Ad esempio, le connessioni V.32bis (14.4 Kbps) faranno sì che il modem faccia funzionare la propria interfaccia RS-232 a 19.2 Kbps, mentre le connessioni a 2400 bps faranno sì che funzioni a 2400 bps. Poiché getty non comprende nessun valore restituito dal modem riguardo la velocità di connessione, getty darà un messaggio login: ad una velocità iniziale fissata e aspetterà i caratteri in risposta. Se l'utente vede caratteri strani, si assume che sappia che dovrà premere Invio finché non vedrà un prompt riconoscibile. Se le frequenze di trasmissione non concordano, getty vedrà tutto ciò che l'utente preme come spazzatura, cercherà di passare alla velocità seguente e invierà il prompt login: di nuovo. Questa procedura potrebbe continuare ad nauseam, ma normalmente ci vogliono solo una o due pressioni sui tasti prima che l'utente veda un buon prompt. Ovviamente, questa sequenza di login non è pulita come la precedente a velocità fissata, ma un utente su una connessione a bassa velocità dovrebbe ricevere una risposta interattiva migliore da programmi a tutto schermo. Questa sezione cercherà di fornire informazioni di configurazione bilanciate, ma è indirizzata verso l'approccio di avere la frequenza di trasmissione del modem che segue la velocità della connessione. <filename>/etc/gettytab</filename> /etc/gettytab /etc/gettytab è un file di configurazione sul modello di &man.termcap.5; per &man.getty.8;. Si prega di vedere la pagina man di &man.gettytab.5; per le informazioni complete sul formato del file e la lista delle sue possibilità. Configurazione a Velocità Fissa Se stai fissando la frequenza di comunicazione del modem ad una velocità particolare, probabilmente non avrai bisogno di effettuare nessun cambiamento a /etc/gettytab. Configurazione a Velocità Concordata C'è bisogno di impostare una voce in /etc/gettytab per dare a getty le informazioni sulla velocità che si vuole usare per il modem. Se si possiede un modem a 2400 bps, probabilmente è possibile usare la voce D2400 già esistente. # # Terminali chiamanti veloci, a rotazione 2400/1200/300 # (può impostarsi in tutti i modi) # D2400|d2400|Fast-Dial-2400:\ :nx=D1200:tc=2400-baud: 3|D1200|Fast-Dial-1200:\ :nx=D300:tc=1200-baud: 5|D300|Fast-Dial-300:\ :nx=D2400:tc=300-baud: Se si possiede un modem con velocità maggiore, probabilmente sarà necessario aggiungere una voce in /etc/gettytab; qui c'è un esempio per modem a 14.4 Kbps modem con una velocità massima d'interfaccia di 19.2 Kbps: # # Aggiunte per un modem V.32bis # um|V300|High Speed Modem at 300,8-bit:\ :nx=V19200:tc=std.300: un|V1200|High Speed Modem at 1200,8-bit:\ :nx=V300:tc=std.1200: uo|V2400|High Speed Modem at 2400,8-bit:\ :nx=V1200:tc=std.2400: up|V9600|High Speed Modem at 9600,8-bit:\ :nx=V2400:tc=std.9600: uq|V19200|High Speed Modem at 19200,8-bit:\ :nx=V9600:tc=std.19200: Questo risulterà in una connessione a 8-bit, senza parità. L'esempio precedente avvia la comunicazione a 19.2 Kbps (per una connessione V.32bis), poi cicla tra 9600 bps (per V.32), 2400 bps, 1200 bps, 300 bps, e poi ancora a 19.2 Kbps. Il ciclo sulle frequenze di comunicazione è implementato con nx= (next table). Ogni linea usa una voce tc= (table continuation) per continuare a leggere le impostazioni standard per una frequenza particolare. Se hai un modem a 28.8 Kbps e/o vuoi avvantaggiarti della compressione su un modem a 14.4 Kbps, hai bisogno di usare una frequenza di comunicazione più alta di 19.2 Kbps. Qui c'è un esempio di voce per gettytab che imposta la velocità a 57.6 Kbps: # # Aggiunte per modem V.32bis o V.34 Modem # Impostazione a 57.6 Kbps # vm|VH300|Very High Speed Modem at 300,8-bit:\ :nx=VH57600:tc=std.300: vn|VH1200|Very High Speed Modem at 1200,8-bit:\ :nx=VH300:tc=std.1200: vo|VH2400|Very High Speed Modem at 2400,8-bit:\ :nx=VH1200:tc=std.2400: vp|VH9600|Very High Speed Modem at 9600,8-bit:\ :nx=VH2400:tc=std.9600: vq|VH57600|Very High Speed Modem at 57600,8-bit:\ :nx=VH9600:tc=std.57600: Se hai una CPU lenta o un carico di sistema pesante e non hai porte seriale 16550A, potresti ricevere errori sio silo a 57.6 Kbps. <filename>/etc/ttys</filename> /etc/ttys La configurazione del file /etc/ttys è stata affrontata nella . La configurazione dei modem è simile ma dobbiamo passare un argomento differente a getty e specificare un tipo di terminale differente. Il formato generale per la configurazione sia a velocità fissata che per quella concordata è: ttyd0 "/usr/libexec/getty xxx" dialup on Il primo elemento nella linea precedente è il file di dispositivo per questa voce — ttyd0 significa che /dev/ttyd0 è il file che verrà tenuto d'occhio da getty. Il secondo elemento, "/usr/libexec/getty xxx" (xxx verrà rimpiazzato dalla capacità iniziale di gettytab) è il processo che init eseguirà sul dispositivo. Il terzo elemento, dialup, è il tipo predefinito di terminale. Il quarto parametro, on, indica a init che quella linea è operativa. Potrebbe esserci un quinto parametro, secure, ma dovrebbe essere usato solo per i terminali che siano fisicamente sicuri (come la console di sistema). Il tipo di terminale predefinito (dialup nell'esempio precedente) potrebbe dipendere dalle preferenze locali. dialup è il terminale tradizionale predefinito sulle linee di ingresso in maniera che gli utenti possano personalizzare i loro script di login per notare quando il terminale è dialup e modificare automaticamente il loro tipo di terminale. Ad ogni modo, l'autore ritiene più semplice specificare vt102 come tipo di terminale predefinito, poiché l'utente può usare semplicemente un'emulazione VT102 sul suo sistema remoto. Dopo aver effettuato i cambiamenti a /etc/ttys, puoi inviare un segnale HUP a init per fargli rileggere il file. Puoi usare il comando &prompt.root; kill -HUP 1 per inviare il segnale. Se questa è la prima volta che cambi le impostazioni del sistema, puoi aspettare finché il modem non sia configurato in maniera appropriata e connesso, prima di inviare il segnale a init. Configurazione a Velocità Fissa Per una configurazione a velocità fissa, la voce in ttys ha bisogno di una voce che gestisca la velocità fissa anche per getty. Per un modem la cui velocità sulla porta sia bloccata a 19.2 Kbps, la voce in ttys potrebbe essere così: ttyd0 "/usr/libexec/getty std.19200" dialup on Se il tuo modem è bloccato su una frequenza di trasmissione differente, sostituisci il valore appropriato per std.velocità al posto di std.19200. Assicurati di usare un tipo valido elencato in /etc/gettytab. Configurazione a Velocità Concordata In una configurazione a velocità concordata, la voce in ttys deve fare riferimento alla voce iniziale auto-baud (sic) in /etc/gettytab. Ad esempio, se hai aggiunto la riga suggerita precedentemente per un modem con velocità variabile che inizi a 19.2 Kbps (la riga in gettytab contenente il punto d'avvio V19200), la riga in ttys potrebbe essere questa: ttyd0 "/usr/libexec/getty V19200" dialup on <filename>/etc/rc.serial</filename> file rc rc.serial I modem ad alta velocità, come i V.32, i V.32bis, e i V.34, necessitano di un controllo di flusso hardware (RTS/CTS). Puoi aggiungere dei comandi stty al file /etc/rc.serial per impostare i flag di controllo di flusso nel kernel FreeBSD per le porte del modem. Ad esempio per impostare il flag termios crtscts sui dispositivi di inizializzazione di ingresso e uscita della porta seriale numero 1 (COM2), si possono aggiungere le seguenti linee a /etc/rc.serial: # Configurazione iniziale della porta seriale stty -f /dev/ttyid1 crtscts stty -f /dev/cuai01 crtscts Impostazioni del Modem Se hai uno di quei modem i cui parametri possono essere impostati in maniera permanente in RAM non volatile, avrai bisogno di usare un programma terminale (come Telix su MS-DOS o tip sotto FreeBSD) per impostare i parametri. Collegati al modem usando le stesse velocità iniziali e di comunicazione che userebbe getty e configura la RAM non volatile secondo queste necessità: CD attivo per la connessione DTR attivo per l'operazione; l'assenza del DTR porta allo scollegamento della linea e al reset del modem CTS controllo di flusso dei dati trasmessi Disabilita il controllo di flusso XON/XOFF RTS controllo di flusso dei dati ricevuti Modalità silenziosa (nessun codice di risposta) Nessun echo dei comandi Leggi la documentazione del tuo modem per capire quali comandi e/o impostazioni per i DIP switch sia necessario fornirgli. Ad esempio, per impostare i parametri precedenti su un USRobotics Sportster 14.400 esterno, si potrebbero dare questi comandi al modem: ATZ AT&C1&D2&H1&I0&R2&W Potresti anche sfruttare questa opportunità per raffinare le impostazioni del modem, ad esempio per decidere se dovrà usare V.42bis e/o la compressione MNP5. Il modem esterno USR Sportster 14.400 ha anche dei DIP switch che devono essere impostati; per altri modem, forse potrai usare queste impostazioni come esempio: Switch 1: SU — DTR Normale Switch 2: N/D (Codici di Risposta Verbali/Codici di Risposta Numerici Switch 3: SU — Sopprime i Codici di Risposta Switch 4: GIÙ — Nessun echo, comandi offline Switch 5: SU — Auto risposta Switch 6: SU — Carrier Detect Normale Switch 7: SU — Carica i valori predefiniti dall'NVRAM Switch 8: N/D (Modalità intelligente/modalità stupida) I codici di risposta dovrebbero essere disabilitati/soppressi per i modem chiamanti per evitare i problemi che possono capitare se getty dà incidentalmente un prompt login: ad un modem che si trova in modalità di comando ed il modem restituisce l'eco del comando o un codice di risposta. Questa sequenza può portare ad una lunga, stupida conversazione tra getty ed il modem. Configurazione a Velocità Fissa Per una configurazione a velocità fissa, avrai bisogno di configurare il modem affinché mantenga una frequenza dati da modem a computer indipendente dalla frequenza di comunicazione. Su un modem esterno USR Sportster 14.400 questi comandi bloccheranno la velocità dati tra modem e computer alla velocità con la quale i comandi sono stati inviati: ATZ AT&B1&W Configurazione a Velocità Concordata Per una configurazione a velocità concordata, sarà necessario configurare il modem affinché modifichi la frequenza dei dati della porta seriale relativamente alla velocità di arrivo. Su un modem esterno USR Sportster 14.400, questi comandi causeranno il blocco della frequenza di trasmissione dati con correzione d'errore del modem sulla velocità con il quale è stato inviato il comando, ma permetteranno variazioni della velocità della porta seriale per le connessioni senza correzione d'errore: ATZ AT&B2&W Verifica della Configurazione del Modem La maggior parte dei modem ad alta velocità fornisce comandi per verificare i parametri funzionali usati dal modem in maniera più o meno comprensibile. Sui modem esterni USR Sportster 14.400, il comando ATI5 mostra le impostazioni che sono immagazzinate nella RAM non volatile. Per vedere i veri parametri operativi del modem (così come vengono influenzati dai DIP switch dell'USR), usa i comandi ATZ e ATI4. Se hai modem di marche differenti, verifica il manuale del tuo modem per vedere come sia possibile un ulteriore controllo sui parametri di configurazione del modem. Risoluzione dei Problemi Questi sono un po' di passi che è possibile seguire per verificare il funzionamento del modem sul tuo sistema. Verifica del Sistema FreeBSD Collega il modem al sistema FreeBSD, avvia il sistema, e, se il tuo modem ha luci di indicazione dello stato, guarda se la luce DTR del modem si accende quando appare il prompt login: sulla console del sistema — se si accende, dovrebbe significare che FreeBSD ha avviato un processo getty sulla porta di comunicazione appropriata e sta aspettando una chiamata dal modem. Se l'indicatore DTR non lampeggia, effettua il login sul sistema FreeBSD dalla console e dai il comando ps ax per verificare se FreeBSD sta cercando di eseguire un processo getty sulla porta corretta. Dovresti vedere linee come queste tra i processi mostrati: 114 ?? I 0:00.10 /usr/libexec/getty V19200 ttyd0 115 ?? I 0:00.10 /usr/libexec/getty V19200 ttyd1 Se vedi qualcosa di diverso, come questo: 114 d0 I 0:00.10 /usr/libexec/getty V19200 ttyd0 ed il modem non ha ancora accettato chiamate, ciò significa che getty ha completato l'apertura della porta di comunicazione. Questo potrebbe indicare un problema nei cavi o un modem mal configurato, poiché getty non dovrebbe completare l'apertura della porta fino al rilevamento del segnale CD (carrier detect). Se non vedi nessun processo getty in attesa sulla porta ttydN scelta, ricontrolla le voci in /etc/ttys per vedere se ci sono errori lì. Inoltre, controlla il file di log /var/log/messages per vedere se ci sono messaggi di init o getty riguardo i loro problemi. Se ci sono messaggi, ri-ricontrolla i file di configurazione /etc/ttys e /etc/gettytab, ed anche i file speciali di dispositivo /dev/ttydN, cercando ogni errore, voce mancante, o file di dispositivo mancante. Tentativo di Connessione in Ingresso Cerca di collegarti dall'esterno al sistema; assicurati di usare 8 bit, nessuna parità, e 1 bit di stop sul sistema remoto. Se non ottieni un prompt, o vengono visualizzati caratteri strani, prova a premere Invio circa una volta per secondo. Se dopo un po' ancora non vedi un prompt login:, prova inviare un'INTERRUZIONE. Se stai usando un modem ad alta velocità per effettuare la chiamata, prova a richiamare dopo aver bloccato la velocità dell'interfaccia del modem (tramite AT&B1 su un USR Sportster, ad esempio). Se ancora non ottieni alcun prompt login:, verifica /etc/gettytab ancora e ricontrolla che: La capacità iniziale specificata in /etc/ttys per quella linea corrisponda a quella in /etc/gettytab Ogni campo nx= corrisponda ad un valore in gettytab Ogni campo tc= corrisponda a un altro nome di capacità in gettytab Se chiami ma il modem su FreeBSD non risponde, assicurati che il modem sia configurato per rispondere alla chiamata quando viene fornito un segnale DTR. Se il modem sembra essere configurato correttamente, verifica che la linea DTR sia attiva controllando gli indicatori luminosi del modem (se ne ha). Se hai già controllato tutto quanto più volte ed ancora non funziona, fai una pausa e riprova in seguito. Se ancora non funziona puoi provare a inviare un messaggio di posta elettronica alla &a.questions; descrivendo il tuo modem ed il tuo problema, e i bravi ragazzi della lista cercheranno di darti una mano. Servizio di Effettuazione Chiamate servizio di effettuazione chiamate I seguenti sono consigli per far sì che la tua macchina sia in grado di connettersi tramite modem ad un altro computer. Questo è appropriato per stabilire una sessione terminale con un host remoto. Questo è utile per collegarsi ad una BBS. Questo tipo di connessione può essere estremamente utile per ottenere un file da Internet se hai problemi con il PPP. Se hai bisogno di usare l'FTP ed il PPP non funziona, usa la sessione terminale per eseguire l'FTP. Poi usa zmodem per trasferire il file sulla tua macchina. Il Mio Modem Hayes Stock Non È Supportato, Cosa Posso Fare? Effettivamente, la pagina man di tip è un po' datata. C'è un compositore Hayes generico già integrato. Usa semplicemente at=hayes nel tuo /etc/remote file. Il driver Hayes non è abbastanza intelligente da riconoscere alcune delle caratteristiche avanzate dei nuovi modem—messaggi come BUSY, NO DIALTONE, o CONNECT 115200 lo confonderanno e basta. Dovrai disattivare questi messaggi quando usate tip (usando ATX0&W). Inoltre, il timeout di composizione per tip è di 60 secondi. Il tuo modem dovrebbe usare qualcosa di meno, altrimenti tip penserà che ci sia un problema di comunicazione. Prova ATS7=45&W. Come viene fornito, tip non supporta ancora i modem Hayes completamente. La soluzione è modificare il file tipconf.h nella directory /usr/src/usr.bin/tip/tip. Ovviamente avrai bisogno della distribuzione con i sorgenti per fare ciò. Modifica la linea #define HAYES 0 a #define HAYES 1. Poi dai i comandi make e make install. Tutto funziona bene dopo aver fatto questo. Come Dovrei Inserire Questi Comandi AT? /etc/remote Inserisci quella che viene definita una voce diretta nel file /etc/remote. Ad esempio, se il tuo modem è collegato alla prima porta seriale, /dev/cuaa0, allora inserisci la riga seguente: cuaa0:dv=/dev/cuaa0:br#19200:pa=none Usa la frequenza di bps più alta supportata dal tuo modem per il valore di br. Poi, digita tip cuaa0 e verrai connesso al tuo modem. Se non c'è nessuna /dev/cuaa0 sul tuo sistema, fai questo: &prompt.root; cd /dev &prompt.root; sh MAKEDEV cuaa0 O usa cu come root con il seguente comando: &prompt.root; cu -llinea -s velocità linea è la porta seriale (es. /dev/cuaa0) e velocità è la velocità (es. 57600). Quando hai finito di inserire i comandi AT premi ~. per uscire. Il Simbolo <literal>@</literal> per il Valore pn Non Funziona! Il simbolo @ come valore del numero telefonico dice a tip di andare a cercare un numero telefonico in /etc/phones. Ma il segno @ è anche un carattere speciale nei file come /etc/remote. Devi farne l'escape con un backslash: pn=\@ Come Posso Chiamare Un Numero Telefonico Da Riga di Comando? Metti una cosiddetta voce generica in /etc/remote. Ad Esempio: tip115200|Chiama un qualunque numero a 115200 bps:\ :dv=/dev/cuaa0:br#115200:at=hayes:pa=none:du: tip57600|Chiama un qualunque numero a 57600 bps:\ :dv=/dev/cuaa0:br#57600:at=hayes:pa=none:du: Poi puoi fare una cosa simile: &prompt.root; tip -115200 5551234 Se preferisci cu a tip, usa una voce generica per cu: cu115200|Usa cu per chiamare un numero qualsiasi a 115200bps:\ :dv=/dev/cuaa1:br#57600:at=hayes:pa=none:du: e digita: &prompt.root; cu 5551234 -s 115200 Devo Digitare La Frequenza di bps Ogni Volta Che lo Faccio? Metti una voce per tip1200 o cu1200, ma vai avanti e inserisci una qualunque frequenza di bps appropriata per il valore di br. tip pensa che un buon valore predefinito sia 1200 bps, motivo per cui cerca una voce per tip1200. Non sei obbligato a usare 1200 bps, comunque. Accedo ad un Grande Numero di Host attraverso un Server di Terminali Invece di aspettare fino ad essere connesso e poi digitare CONNECT <host> ogni volta, usa la funzionalità cm di tip. Ad esempio, queste voci in /etc/remote: pain|pain.deep13.com|La macchina di Forrester:\ :cm=CONNECT pain\n:tc=deep13: muffin|muffin.deep13.com|La macchina di Frank:\ :cm=CONNECT muffin\n:tc=deep13: deep13:Server di terminali del Gizmonics Institute:\ :dv=/dev/cuaa2:br#38400:at=hayes:du:pa=none:pn=5551234: ti permetteranno di digitare tip pain o tip muffin per collegarti agli host pain o muffin, e tip deep13 per il server di terminali. Tip Può Provare Più di una Linea per ogni Sito? Questo è spesso un problema quando una università ha molte linee di modem e molte migliaia di studenti cercano di usarle. Inserisci una voce per la tua università in /etc/remote e usa @ per il campo pn: big-university:\ :pn=\@:tc=dialout dialout:\ :dv=/dev/cuaa3:br#9600:at=courier:du:pa=none: Poi, elenca i numeri di telefono dell'università in /etc/phones: big-university 5551111 big-university 5551112 big-university 5551113 big-university 5551114 tip proverà ognuno di questi secondo l'ordine, poi smetterà. Se vuoi continuare a riprovare, esegui tip in un ciclo while. Perché Devo Premere <keycombo action="simul"> <keycap>Ctrl</keycap> <keycap>P</keycap> </keycombo> Due Volte per Inviare Un Solo <keycombo action="simul"> <keycap>Ctrl</keycap> <keycap>P</keycap> </keycombo>? Ctrl P è il carattere predefinito per forzare, usato per dire a tip che il prossimo carattere è un dato letterale. Puoi impostare il carattere per forzare a qualsiasi altro carattere con il comando di escape ~s, che significa imposta una variabile. Digita ~sforce=singolo-carattere seguito da un ritorno a capo. singolo-carattere è un qualsiasi carattere singolo. Se non date nessun singolo-carattere, allora il carattere per forzare sarà il carattere nullo, che è possibile ottenere premendo Ctrl 2 o Ctrl Spazio . Un valore abbastanza buono per il singolo-carattere è Shift Ctrl 6 , che è usato solo da alcuni server di terminali. Potete far sì che il carattere per forzare sia un qualsiasi carattere vogliate specificando la riga seguente nel file $HOME/.tiprc: force=<singolo-carattere> Improvvisamente Tutto Quello che Digito È in MAIUSCOLO?? Devi aver premuto Ctrl A , il raise character, di tip progettato specificamente per le persone con il tasto caps-lock rotto. Usa ~s come mostrato prima per impostare la variabile raisechar a qualcosa di ragionevole. In pratica, puoi impostarla allo stesso valore del carattere per forzare, se pensi di non usare mai queste due caratteristiche. Qui c'è un file .tiprc di esempio per gli utenti Emacs che hanno bisogno di premere Ctrl 2 e Ctrl A molto spesso: force=^^ raisechar=^^ Il carattere ^^ è Shift Ctrl 6 . Come Posso Trasferire File con <command>tip</command>? Se stai parlando ad altri sistemi Unix, puoi mandare e ricevere file con ~p (put) e ~t (take). Questi comandi eseguono cat ed echo sul sistema remoto per accettare e inviare file. La sintassi è: ~p file-locale file-remoto ~t file-remoto file-locale non c'è controllo d'errore, quindi probabilmente dovresti usare un altro protocollo, come zmodem. Come Posso Eseguire zmodem con <command>tip</command>? Per ricevere file, avvia il programma di invio sul lato remoto. Poi, digita ~C rz per iniziare a ricevere in locale. Per inviare file, avvia il programma di ricezione sul lato remoto. Poi, digita ~C sz files per inviarli sul sistema remoto. Kazutaka YOKOTA Contributo di Bill Paul Basato su un documento di Impostazione della Console Seriale console seriale Introduzione FreeBSD ha la capacità di avviare un sistema con soltanto un terminale stupido su porta seriale come console. Una configurazione simile dovrebbe essere utile per due tipi di persone: amministratori di sistema che desiderano installare FreeBSD su macchine che non hanno tastiera o monitor connesso, e sviluppatori che vogliono effettuare il debug del kernel o dei driver. Come descritto nel , FreeBSD implementa un avviamento composto da tre stadi. I primi due stadi sono nel blocco di avvio che viene immagazzinato all'inizio della slice di FreeBSD sul disco d'avvio. Il blocco di avvio poi carica ed avvia il loader (/boot/loader) come terzo stadio. Per poter impostare la console seriale devi configurare il codice del blocco di avvio, il codice del loader ed il kernel. Configurazione della Console Seriale Preparazione di un cavo seriale. cavo null-modem Avrai bisogno di un cavo null-modem o di un cavo seriale standard ed un adattatore null-modem. Guarda per una discussione sui cavi seriali. Scollegamento della tastiera. La maggior parte dei sistemi PC verifica la presenza di una tastiera durante il Power-On Self-Test (POST) e dà un errore se la tastiera non viene rilevata. Alcune macchine si lamentano parecchio per la mancanza della tastiera e non proseguono l'avvio finché non viene collegata. Se il tuo computer si lamenta per questo errore, ma si avvia lo stesso, allora non devi fare nulla di speciale. (Alcune macchine con BIOS Phoenix semplicemente dicono Keyboard failed e continuano ad avviarsi normalmente). Se il tuo computer rifiuta di avviarsi senza la tastiera allora dovrai configurare il BIOS affinché ignori questo errore (se possibile). Consulta il manuale della tua scheda madre per maggiori dettagli su come fare ciò. Impostare la tastiera su Non installata nel setup del BIOS non significa che non potrai usare la tastiera. Tutto quel che fa è dire al BIOS di non verificare la presenza di una tastiera all'accensione, in modo che non segnali che la tastiera non è collegata. Puoi lasciare la tastiera collegata anche con questa opzione impostata a Non installata e la tastiera funzionerà lo stesso. Se il tuo sistema ha un mouse PS/2, le possibilità di dover scollegare il mouse allo stesso modo della tastiera sono alte. Questo perché i mouse PS/2 condividono dell'hardware con la tastiera e lasciando il mouse collegato potresti ingannare la verifica della tastiera facendogli credere che sia ancora presente. Si dice che il sistema Gateway 2000 Pentium 90 MHz con BIOS AMI funzioni così. In generale, questo non è un problema perché il mouse non è comunque particolarmente utile senza la tastiera. Collegamento di un terminale stupido alla COM1 (sio0). Se non possiedi un terminale stupido, puoi usare un vecchio PC/XT con un programma per modem, o la porta seriale di un altra macchina Unix. Se non hai una COM1 (sio0), trovane una. Attualmente, non c'è altro modo di scegliere una porta diversa dalla COM1 per i blocco di avvio senza doverlo ricompilare. Se stai già usando la COM1 per un altro dispositivo, dovrai rimuoverlo temporaneamente ed installare un nuovo blocco di avvio ed un nuovo kernel una volta che FreeBSD sia funzionante. (Si assume che la COM1 sia sempre disponibile su un server di file/calcolo/terminali; se davvero hai bisogno della COM1 per qualcos'altro (e non puoi passare quel qualcosa alla COM2 (sio1)), allora probabilmente non dovresti nemmeno avere a che fare con tutto questo in primo luogo). Assicurati che il file di configurazione del tuo kernel abbia i parametri appropriati impostati per la COM1 (sio0). I parametri rilevanti sono: 0x10 Abilita il supporto alla console per questa unità. Gli altri parametri di console sono ignorati se non è fissato questo. Attualmente, al massimo un'unità può avere il supporto alla console; verrà preferita la prima (secondo l'ordine nel file di configurazione) con questo parametro. Questa opzione non renderà la porta seriale la console. Imposta il parametro seguente o usa l'opzione descritta più in basso, insieme a questa impostazione. 0x20 Forza questa unità ad essere la console (a meno che sia presente un'altra console con priorità più alta), trascurando l'opzione discussa precedentemente. Questo parametro rimpiazza l'opzione COMCONSOLE in FreeBSD versione 2.X. Il parametro 0x20 deve essere usato insieme al . 0x40 Riserva questa unità (insieme a 0x10) e rende l'unità indisponibile per l'accesso normale. Non dovresti impostare questo parametro sull'unità della porta seriale che desideri usare come console seriale. L'unico uso di questo parametro è per designare l'unità per il debug remoto del kernel. Guarda il Developer's Handbook per maggiori informazioni sul debugging remoto. In FreeBSD 4.0 o successivo, la semantica del parametro 0x40 è leggermente differente e c'è un altro parametro per specificare una porta seriale per il debug remoto. Esempio: device sio0 at isa? port IO_COM1 flags 0x10 irq 4 Guarda la pagina man &man.sio.4; per maggiori dettagli. Se i parametri non sono stati impostati, sarà necessario eseguire UserConfig (su una console differente) o ricompilare il kernel. Creazione di boot.config nella directory radice della partizione a nel disco di avvio. Questo file istruirà il codice del blocco di avvio su come vuoi avviare il sistema. Per poter attivare la console seriale, avrai bisogno di una o più delle seguenti opzioni—se vuoi opzioni multiple, includile tutte sulla stessa linea: Passa dalla console interna a quella seriale. Puoi usarla per cambiare i dispositivi console. Ad esempio, se avvii dalla console interna (video), puoi usare per dirigere il loader ed il kernel in modo che usino la porta seriale come dispositivo per la console. Alternativamente, se avvii da porta seriale, puoi usare l'opzione per dire al loader ed al kernel di usare lo schermo come console. Passa da una configurazione singola a una duplice. Nella configurazione singola la console sarà o quella interna (il display video) o la porta seriale, a seconda dello stato dell'opzione già descritta. Nella configurazione duplice, sia il display video che la porta seriale diventeranno la console allo stesso momento, senza curarsi dello stato dell'opzione . Ad ogni modo, nota che questa configurazione duplice ha effetto solo durante l'esecuzione del blocco di avvio. Una volta che il loader ha assunto il controllo, la console specificata da diventa l'unica. Fa sì che il blocco di avvio verifichi la presenza della tastiera. Se non ne viene rilevata nessuna, le opzioni e vengono impostate automaticamente. A causa delle costrizioni relative allo spazio nelle versioni attuali del blocco di avvio, l'opzione è in grado di riconoscere solo le tastiere estese. Le tastiere con meno di 101 tasti (e senza i tasti F11 e F12) potrebbero non essere rilevate. Le tastiere su alcuni computer portatili potrebbero non essere rilevate a causa di questa limitazione. Se questo è il caso del tuo sistema, devi abbandonare l'opzione . Sfortunatamente non c'è nessun metodo per aggirare questo problema. Usa l'opzione per selezionare la console automaticamente, o l'opzione per attivare la console seriale. Puoi includere altre opzioni come descritte in &man.boot.8;. Le opzioni, eccetto , verranno passate al loader (/boot/loader). Il loader determinerà quale tra il video interno o la console seriale debba diventare la console esaminando lo stato dell'opzione . Ciò significa che se specifichi l'opzione ma non la in /boot.config, puoi usare la porta seriale come console soltanto durante l'esecuzione del blocco di avvio; il loader userà il video interno come console. Avviamento della macchina. Quando avvii la tua macchina FreeBSD, il blocco di avvio scriverà il contenuto di /boot.config sulla console. Ad esempio: /boot.config: -P Keyboard: no La seconda linea appare solo se metti l'opzione in /boot.config ed indichi la presenza/assenza della tastiera. Questo messaggio va alla console seriale o a quella interna, o a entrambe, a seconda dell'opzione in /boot.config. Opzioni I messaggi vanno a nessuna console interna console seriale console seriale ed interna console seriale ed interna , tastiera presente console interna , tastiera assente console seriale Dopo i messaggi precedenti, ci sarà una piccola pausa prima che il blocco di avvio continui nel caricamento del loader e prima che ulteriori messaggi vengano scritti sulla console. In circostanze normali, non hai necessità di interrompere il blocco di avvio, ma potresti volerlo fare per verificare che tutto sia impostato correttamente. Premi un tasto qualsiasi, differente da Invio, alla console per interrompere il processo di avvio. Il blocco di avvio aspetterà ulteriori azioni. Dovresti vedere qualcosa del genere: >> FreeBSD/i386 BOOT Default: 0:wd(0,a)/boot/loader boot: Verifica se il messaggio precedente appare sulla console seriale o su quella interna o su entrambe, secondo le opzioni poste in /boot.config. Se il messaggio appare nella console corretta, premi Invio per continuare il processo di avvio. Se vuoi la console seriale ma non riesci a vedere il prompt sul terminale seriale, qualcosa è sbagliato nelle tue impostazioni. Nel frattempo, scrivi e premi Invio (se possibile) per dire al blocco di avvio (e al loader e al kernel) di scegliere la porta seriale per la console. Una volta che il sistema è attivo, torna indietro e verifica cosa è andato storto. Dopo che il loader è stato caricato e ti trovi nel terzo stadio del processo di avvio puoi ancora passare dalla console interna alla console seriale impostando le variabili d'ambiente appropriate nel loader. Guarda la . Sommario Qui c'è il sommario delle varie impostazioni discusse in questa sezione e la console eventualmente selezionata. Caso 1: Imposti il flag 0x10 per <devicename>sio0</devicename> device sio0 at isa? port IO_COM1 flags 0x10 irq 4 Opzioni in /boot.config Console durante i blocco di avvio Console durante il loader Console nel kernel niente interna interna interna seriale seriale seriale seriale ed interna interna interna seriale ed interna seriale seriale , tastiera presente interna interna interna , tastiera assente seriale ed interna seriale seriale Caso 2: Imposti il flag 0x30 per sio0 device sio0 at isa? port IO_COM1 flags 0x30 irq 4 Opzioni in /boot.config Console durante i blocco di avvio Console durante il loader Console nel kernel niente interna interna seriale seriale seriale seriale seriale ed interna interna seriale seriale ed interna seriale seriale , tastiera presente interna interna seriale , tastiera assente seriale ed interna seriale seriale Consigli per una Console Seriale Impostazione di una Velocità Maggiore della Porta Seriale Di default, le impostazioni della porta seriale sono: 9600 baud, 8 bit, nessuna parità, ed 1 bit di stop. Se desideri cambiare la velocità, avrai bisogno di ricompilare almeno il blocco di avvio. Aggiungi la linea seguente a /etc/make.conf e compila il nuovo blocco di avvio: BOOT_COMCONSOLE_SPEED=19200 Se la console seriale è configurata in qualche altra maniera invece di essere selezionata all'avvio con , o se la console seriale usata dal kernel è differente da quella usata dal blocco di avvio, allora dovrai aggiungere anche le opzioni seguenti al file di configurazione del kernel e compilare un nuovo kernel: options CONSPEED=19200 Utilizzo di una Porta Seriale Differente da <devicename>sio0</devicename> per la Console Usare una porta seriale differente da sio0 come console richiede un po' di ricompilazione. Se vuoi usare un'altra porta seriale per qualche motivo, ricompila il blocco di avvio, il loader ed il kernel come segue. Ottieni i sorgenti del kernel. (Guarda il ) Modifica /etc/make.conf e imposta BOOT_COMCONSOLE_PORT all'indirizzo della porta che vuoi usare (0x3F8, 0x2F8, 0x3E8 o 0x2E8). Solo i dispositivi da sio0 a sio3 (COM1 a COM4) possono essere usati; le schede seriali multiporta non funzioneranno. Non sono necessarie impostazioni per gli interrupt. Crea un file di configurazione del kernel personalizzato e aggiungi i flag appropriati per la porta seriale che intendi usare. Ad esempio, se vuoi fare di sio1 (COM2) la console: device sio1 at isa? port IO_COM2 flags 0x10 irq 3 o device sio1 at isa? port IO_COM2 flags 0x30 irq 3 I flag di console per le altre porte seriali non dovrebbero essere impostati. Ricompila ed installa il blocco di avvio ed il loader: &prompt.root; cd /sys/boot &prompt.root; make &prompt.root; make install Ricompila ed installa il kernel. Scrivi il blocco di avvio sul disco di avvio con &man.disklabel.8; ed avvia con il nuovo kernel. Accesso al Debugger DDB dalla Linea Seriale Se desideri entrare nel debugger del kernel dalla console seriale (utile per diagnostiche remote, ma anche molto pericoloso se generi un BREAK spurio sulla porta seriale!) allora dovrai compilare il tuo kernel con le opzioni seguenti: options BREAK_TO_DEBUGGER options DDB Come Ottenere un Prompt di Login sulla Console Seriale Anche se questo non è necessario, potresti desiderare un prompt di login sulla linea seriale, ora che puoi vedere i messaggi di avvio e puoi accedere a sessioni di debug del kernel attraverso la console seriale. Qui è spiegato come fare. Apri il file /etc/ttys con un editor e trova queste linee: ttyd0 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secure ttyd1 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secure ttyd2 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secure ttyd3 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secure I dispositivi da ttyd0 a ttyd3 corrispondono a COM1 fino a COM4. Cambia off a on per la porta desiderata. Se hai cambiato la velocità della porta seriale, dovrai cambiare std.9600 affinché corrisponda all'impostazione corrente, ad es. std.19200. Potresti anche desiderare cambiare il tipo di terminale da unknown al tipo effettivo del tuo terminale seriale. Dopo avere modificato il file, devi dare un kill -HUP 1 affinché i cambiamenti abbiano effetto. Cambiamento della Console dal Loader Le sezioni precedenti hanno descritto come impostare la console seriale lavorando sul blocco di avvio. Questa sezione mostra come specificare a console inserendo alcuni comandi ed alcune variabili di ambiente nel loader. Quando il loader verrà invocato al terzo stadio del processo di avvio, dopo il blocco di avvio, le impostazioni nel loader prenderanno il posto di quelle nel blocco di avvio. Impostazione della Console Seriale Puoi facilmente specificare al loader ed al kernel di usare la console seriale scrivendo una sola riga in /boot/loader.rc: set console=comconsole Ciò sarà efficace in ogni caso, qualunque siano le impostazioni nel blocco di avvio discusse nella sezione precedente. Sarebbe meglio mettere la linea precedente come prima linea di /boot/loader.rc in modo da vedere i messaggi sulla console seriale il prima possibile. Altrimenti, puoi specificare la console interna come: set console=vidconsole Se non imposti la variabile di ambiente console del loader, quest'ultimo, e conseguentemente anche il kernel, useranno una console qualunque indicata dall'opzione nel blocco di avvio. Nelle versioni 3.2 o successive, è possibile specificare la console in /boot/loader.conf.local o /boot/loader.conf, piuttosto che in /boot/loader.rc. Con questo metodo il tuo /boot/loader.rc dovrebbe apparire così: include /boot/loader.4th start Poi, crea /boot/loader.conf.local ed aggiungi lì la linea seguente. console=comconsole o console=vidconsole Guarda &man.loader.conf.5; per maggiori informazioni. Al momento il loader non ha un'opzione equivalente alla del blocco di avvio, e non c'è possibilità di scegliere automaticamente la console interna e la console seriale basandosi sulla presenza di una tastiera. Utilizzo di una Porta Seriale Diversa da <devicename>sio0</devicename> per la Console Sarà necessario ricompilare il loader per usare una porta seriale differente da sio0 per la console seriale. Segui la procedura descritta nella . Avvertimento L'idea di tutto questo è di permettere alla gente di mettere su server dedicati che non abbiano bisogno di hardware grafico o di tastiere. Sfortunatamente, mentre la maggior parte dei sistemi ti permetteranno di avviare senza tastiera, ce ne sono alcuni che non ti permetteranno di partire senza un adattatore grafico. Le macchine con BIOS AMI possono essere configurate per partire senza adattatori grafici cambiando semplicemente il valore di graphics adapter nella configurazione CMOS a Not installed. Ad ogni modo, molte macchine non supportano questa opzione e si rifiuteranno di avviarsi se non si ha hardware grafico nel sistema. Con queste macchine, avrai bisogno di lasciare un qualche tipo di scheda grafica attaccata, (anche una scheda monocromatica di recupero) sebbene non avrai necessità di collegare un monitor. Potresti anche tentare di installare un BIOS AMI. diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/vinum/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/vinum/chapter.sgml index d03f38a4b7..1f47313307 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/vinum/chapter.sgml +++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/vinum/chapter.sgml @@ -1,1035 +1,1023 @@ Il Gestore di Volumi Vinum Sinossi Qualunque siano i dischi che hai, ci saranno sempre delle limitazioni: Potrebbero essere troppo piccoli. Potrebbero essere troppo lenti. Potrebbero essere troppo inaffidabili. Greg Lehey Originariamente scritto da - Dischi troppo piccoli + Dischi Troppo Piccoli Vinum - Volumi - Gestore + RAID + Software Vinum è un Volume Manager, ovvero un driver virtuale di disco che si occupa dei tre problemi indicati nella sinossi. Diamo un'occhiata in dettaglio a questi problemi, per cui sono state proposte e implementate varie soluzioni. I dischi stanno diventando sempre più grandi, ma questo è vero anche le necessità di spazio per i dati. Spesso sentirai il bisogno di avere un file system più grande dei dischi che possiedi. Effettivamente questo problema non è così grave come lo era dieci anni fa, ma è sempre presente. Alcuni sistemi risolvono la questione creando un dispositivo astratto che ripartisce i suoi dati su vari dischi. - Colli di bottiglia nell'accesso + Colli di Bottiglia nell'Accesso I moderni sistemi hanno frequentemente la necessità di accedere ai dati in modo concorrente. Ad esempio, un grande server FTP o HTTP può avere migliaia di sessioni concorrenti e molteplici connessioni da 100 Mbit/s verso il mondo esterno, ben oltre il transfer rate (velocità di trasferimento) che la maggior parte dei dischi può sostenere. I dischi odierni possono trasferire sequenzialmente dati fino a 70 MB/s, ma questo valore ha poca importanza in un ambiente dove molti processi indipendenti accedono al disco, in quanto raggiungerebbero solo una frazione di quella velocità. In questi casi è più interessante vedere il problema dal punto di vista del sottosistema dischi: il parametro importante è il carico che il trasferimento pone sul sottosistema, in altre parole il tempo per cui il trasferimento occupa i dischi necessari per lo stesso. In ogni trasferimento da disco il drive deve prima posizionare le testine, poi aspettare che il primo settore passi sotto la testina di lettura e solo dopo può effettuare il trasferimento. Queste azioni possono essere considerate atomiche: non ha alcun senso interromperle. Considera un tipico trasferimento di circa 10 kB: l'attuale generazione di dischi ad alte prestazioni può posizionare le testine in circa 3,5 ms. I dischi più veloci ruotano a 15.000 rpm, quindi la latenza media rotazionale (mezzo giro) è di 2 ms. A 70 MB/s, il trasferimento in sé occupa circa 150 μs, quasi nulla in confronto al tempo di posizionamento. In questo caso il transfer rate effettivo può scendere fino a poco oltre 1 MB/s e questo è charamente molto dipendente dalla dimensione del trasferimento. La tradizionale e ovvia soluzione a questo collo di bottiglia è più assi: invece di usare un grande disco si usano molti piccoli dischi con la stessa dimensione totale. Ogni disco è capace di posizionarsi e trasferire dati indipendentemente quindi la velocità effettiva aumenta di un fattore vicino al numero di dischi usati. L'esatto fattore di miglioramento è, ovviamente, più piccolo del numero di dischi: benché ogni disco sia capace di trasferire in parallelo non c'è modo di assicurare che le richieste siano distribuite uniformemente tra tutti i dischi. Inevitabilmente il carico su uno dei dischi è più alto che sugli altri. - - concatenazione - Vinum - + concatenazione dei dischi Vinum concatenazione L'uniformità della distribuzione del carico sui dischi è fortemente dipendente dal modo in cui i dati sono condivisi tra i dischi stessi. Nella seguente discussione è conveniente pensare allo spazio di immagazzinamento come se fosse diviso in un gran numero di settori identificati da un indirizzo numerico, come pagine in un libro. Il metodo più ovvio è di dividere il disco virtuale in gruppi di settori consecutivi della dimensione dei dischi fisici e immagazzinarli in questa maniera, come strappare un grosso libro in piccole sezioni. Questo metodo è chiamato concatenazione e ha il vantaggio di non avere particolari richieste sulla dimensione degli specifici dischi. Funziona bene quando l'accesso al disco virtuale è ben ripartito tra tutto il suo spazio di indirizzamento. Quando l'accesso è concentrato in una piccola area il miglioramento è meno marcato. La illustra la sequenza in cui le unità di immagazzinamento sono allocate nell'organizzazione concatenata.
- Organizzazione concatenata + Organizzazione Concatenata
- - striping - Vinum - + striping dei dischi Vinum striping RAID livello 0 RAID-0 Un metodo alternativo è dividere lo spazio in più piccole componenti di egual dimensione e immagazzinarle sequenzialente su differenti dispositivi. Per esempio i primi 256 settori potrebbero essere immagazzinati sul primo disco, i seguenti 256 settori sul disco seguente e così via. Dopo aver immagazzinato i dati sull'ultimo disco il processo si ripete finché i dischi non sono pieni. Questo mappamento è chiamato striping (letteralmente "a bande") o RAID-0 RAID - - Redundant Array of Inexpensive Disks - RAID significa Redundant Array of Inexpensive Disks (insieme ridondante di dischi non costosi) e offre varie forme di tolleranza ai problemi. Nel caso del RAID-0 il termine è leggermente fuorviante: in effetti non dà alcuna ridondanza. . Lo striping richiede qualche sforzo aggiuntivo per localizzare i dati e può causare carico di I/O aggiuntivo quando il trasferimento è distribuito tra vari dischi, ma aiuta il carico a essere ben distribuito tra i vari dischi. La illustra la sequenza in cui i blocchi di dati sono allocati nell'organizzazione in striping.
- Organizzazione in striping + Organizzazione in Striping
- Integrità dei dati + Integrità dei Dati L'ultimo problema dei dischi attuali è che sono inaffidabili. Benché la loro affidabilità sia aumentata tremendamente durante gli ultimi anni sono tuttora il componente di un server che ha la maggior probabilità di rompersi. Quando succede i risultati possono essere catastrofici: rimpiazzare un disco rotto e riempirlo dei dati originari può richiedere giorni. - - mirroring - Vinum - + mirroring dei dischi Vinum mirroring RAID livello 1 RAID-1 Il metodo tradizionale per affrontare questo problema si chiama mirroring (letteralmente "specchiatura") e consiste nel tenere due copie dei dati su hardware fisici differenti. Con l'avvento dei livelli RAID questa tecnica è stata chiamata RAID di livello 1 o RAID-1. Ogni scrittura su disco scrive in entrambe le locazioni; una lettura può essere soddisfatta da entrambi quindi se un disco si rompe i dati sono sempre disponibili sull'altro disco. Il mirroring ha due problemi: Il prezzo. Richiede il doppio dello spazio di immagazzinamento delle soluzioni non ridondanti. L'impatto sulle prestazioni. La scrittura deve essere compiuta su entrambi i dischi quindi la banda occupata raddoppia. Le letture non soffrono di problemi sulle prestazioni: possono perfino essere più veloci. Vinum striping con parità RAID livello 5 RAID-5 Una soluzione alternativa è la parità, implementata nel RAID di livello 2, 3, 4 e 5. Di questi, il RAID-5 è il più interessante. La sua implementazione in Vinum è una variante dell'organizzazione in striping che dedica un blocco di ogni banda alla parità degli altri blocchi. Per come è implementato in Vinum, ogni blocco RAID-5 è simile a un blocco in striping, con la differenza che implementa il RAID-5 includendo un blocco di parità per ogni banda. Come richiesto dal RAID-5 la locazione di questi blocchi di parità cambia da ogni banda alla successiva. I numeri nei blocchi dati indicano il numero dei blocchi relativi.
Organizzazione RAID-5
Comparandolo al mirroring, il RAID-5 ha il vantaggio di richiedere molto meno spazio di immagazzinamento. La velocità di lettura è simile all'organizzazione in striping, ma in scrittura l'accesso è significativamente più lento, circa il 25% della performance di lettura. Se uno dei dischi si rompe l'aggregato continua a lavorare con performance peggiorate: la lettura da uno dei dischi rimanenti continua normalmente, ma la lettura dal disco rotto è ricalcolata dai corrispondenti blocchi dei dischi rimanenti.
Oggetti Vinum Per risolvere questi problemi Vinum implementa una categoria di oggetti a quattro livelli: L'oggetto più visibile è il disco virtuale, chiamato volume. I volumi hanno essenzialmente le stesse proprietà di un disco UNIX™, benché ci sia qualche differenza minore. Non hanno limiti di dimensione. I volumi sono composti da plex, ognuno dei quali rappresenta il completo spazio di indirizzamento del volume. È quindi questo il livello della gerarchia che gestisce la ridondanza dei dati. Pensa ai plex come a singoli dischi collegati tra loro in mirroring, ognuno contenete gli stessi dati. Dato che Vinum vive all'interno del framework UNIX™ di immagazzinamento dei dati sarebbe possibile utilizzare le partizioni UNIX™ come blocchi basilari per costruire i plex multidisco, ma questo approccio sarebbe in effetti troppo poco flessibile: i dischi UNIX™ possono avere solo un limitato numero di partizioni; al contrario Vinum suddivide le singole partizioni UNIX™ (drive, ovvero dischi) in aree contigue chiamate subdisks (sottodischi), che solo a loro volta utilizzati come elementi per costruire i plex. I sottodischi risiedono su drive Vinum, che attualmente sono partizioni UNIX™. I drive Vinum possono contenere qualsiasi quantità di sottodischi. Con l'eccezione di una piccola area all'inizio del drive, che è usata per immagazzinare informazioni sulla configurazione e sullo stato, l'intero drive è disponibile per l'ìimmagazzinamento dei dati. La sezione seguente descrive come gli oggetti sopra discussi possano dare le funzionalità richieste. - Considerazioni sulle dimensioni dei volumi + Considerazioni sulle Dimensioni dei Volumi I plex possono contenere molteplici sottodischi distribuiti tra tutti i drive presenti nella configurazione di Vinum, questo permette alla dimensione dei plex, e quindi anche dei volumi, di non essere limitata dalla dimensione dei singoli dischi. - Immagazzinamento ridondante dei dati + Immagazzinamento Ridondante dei Dati Vinum implementa il mirroring collegando più plex allo stesso volume, ogni plex contiene la rappresentazione di tutti i dati del volume. Un volume può contenere da uno ad otto plex. Nonostante un plex rappresenti i dati di un volume per intero, è possibile che parti di questa rappresentazione vengano a mancare o per scelta (non definendo dei sottodischi per alcune parti del plex) o per accidente (come risultato della rottura del disco che le conteneva). Finché almeno un plex contiene i dati di tutto lo spazio d'indirizzamento del volume, il volume stesso è completamente funzionale. - Considerazioni sulle prestazioni + Considerazioni sulle Prestazioni Vinum implementa sia la concatenazione che lo striping al livello di plex: Un plex concatenato usea lo spazio di indirizzamento di ogni sottodisco a turno. Un plex in striping suddivide i dati tra ogni sottodisco. I sottodischi devono tutti avere la stessa dimensione e devono essere presenti almeno due sottodischi perché esista differenza da un plex concatenato. - Quale organizzazione per i plex? + Quale Organizzazione per i Plex? La versione di Vinum distribuita con FreeBSD &rel.current; implementa due tipi di plex: I plex concatenati, che sono i più flessibili: possono contenere qualsiasi numero di sottodischi e questi possono avere qualsiasi dimensione. Il plex può essere esteso aggiungendo sottodischi. Richiede meno tempo di CPU di un plex in striping, benché la differenza in carico di CPU non sia misurabile. D'altro canto sono più suscettibili agli hot spot (letteralmente zona calda): casi in cui un disco è molto attivo mentre gli altri sono fermi. Il più grande vantaggio dei plex in striping (RAID-0) è la loro capacità di ridurre gli hot spot: scegliendo una dimensione di striping ottimale (circa 256 kB) si può ridistribuire il carico sui drive. Gli svantaggi di questo approccio sono codice più complesso e restrizioni sui sottodischi: devono essere tutti della stessa dimensione, inoltre estendere il plex aggiungendo sottodischi è così complicato che attualmente Vinum non lo implementa. Vinum aggiunge anche un'ulteriore restrizione elementare: un plex in striping deve contenere almeno due sottodischi, dato che sarebbe altrimenti indistinguibile da un plex concatenato. La riassume vantaggi e svantaggi di ogni tipo di organizzazione dei plex. Organizzazione dei Plex Vinum Tipo di plex Sottodischi minimi Sottodischi aggiungibili Dimensioni forzatamente uguali Applicazione concatenato 1 no Immagazzinamento di grandi moli di dati con la massima flessibilità e prestazioni moderate striping 2 no Alte prestazioni in casi di accessi altamente concorrenti
- Alcuni esempi + Alcuni Esempi Vinum mantiene un database della configurazione che descrive gli oggetti del sistema conosciuti. Inizialmente l'utente crea il database della configurazione da uno o più file di configurazione, con l'aiuto del programma &man.vinum.8;. Vinum immagazzina una copia del database di configurazione in ogni slice del disco (che Vinum chiama device, ovvero dispositivo) sotto il suo controllo. Questo database è aggiornato a ogni cambi di stato in modo che un riavvio possa recuperare accuratamente lo stato di ogni oggetto Vinum. - Il file di configurazione + Il File di Configurazione Il file di configurazione descrive singoli oggetti Vinum. La definizione di un semplice volume potrebbe essere: drive a device /dev/da3h volume myvol plex org concat sd length 512m drive a Questo file descrive quattro oggetti Vinum: La linea drive descrive la partizione del disco (drive) e la sua locazione relativa all'hardware sottostante. Gli viene assegnato il nome simbolico a. Questa separazione dei nomi simbolici dai nomi di dispositivo permette di muovere i dischi da una locazione ad un'altra senza confusione. La linea volume descrive un volume. L'unico attributo richiesto è il nome, in questo caso myvol. La linea plex definisce un plex. L'unico parametro richiesto è il tipo di organizzazione, in questo caso concat. Non è necessario un nome: il sistema genera un nome automaticamente a partire dal nome del volume, aggiungendo un suffisso .px, dove x indica il numero del plex nel volume. Il plex verrà quindi chiamato myvol.p0. La linea sd descrive un sottodisco. Le spefiche minime sono il nome del drive su cui immagazzinarlo e la lunghezza del sottodisco. Come per i plex non è necessario un nome: il sistema assegna automaticamente nomi derivati dal nome del plex, agigungendo il suffisso .sx, dove x indica il numero del sottdisco nel plex, quindi Vinum darà a questo sottodisco il nome di myvol.p0.s0. Dopo aver elaborato questo file, &man.vinum.8; produce il seguente output: &prompt.root; vinum -> create config1 Configuration summary Drives: 1 (4 configured) Volumes: 1 (4 configured) Plexes: 1 (8 configured) Subdisks: 1 (16 configured) D a State: up Device /dev/da3h Avail: 2061/2573 MB (80%) V myvol State: up Plexes: 1 Size: 512 MB P myvol.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB S myvol.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB Questo output mostra il formato di elenco breve di &man.vinum.8;, che è rappresentato graficamente nella .
- Un semplice volume Vinum + Un Semplice Volume Vinum
Questa figura e quelle che seguono rappresentano un volume contenente dei plex che a loro volta contengono dei sottodischi. In questo semplice esempio il volume contiene un plex e il plex contiene un sottodisco. Questo particolare volume non ha specifici vantaggi su una convenzionale partizione di disco. Contiene un singolo plex, quindi non è ridondante. Il plex contiene un solo sottodisco, quindi non c'è differenza nell'immagazzinamento dei dati. Le sezioni seguenti mostrano vari metodi di configurazione più interessanti.
- Aumentare la resistenza alle rotture: il mirroring + Aumentare la Resistenza alle Rotture: il Mirroring Il mirroring può aumentare, in un volume, la resistenza alle rotture. Quando si definisce un volume in mirroring è importante assicurarsi che i sottodischi di ogni plex siano su dischi differenti, in modo che la rottura di un drive non blocchi entrambi i plex. La seguente configurazione mostra un volume in mirroring: drive b device /dev/da4h volume mirror plex org concat sd length 512m drive a plex org concat sd length 512m drive b In questo esempio non è necessario specificare nuovamente la definizione del drivea, dato che Vinum mantiene traccia di tutti gli oggetti nel suo database di configurazione. Dopo aver elaborato questa definizione, la configurazione appare così: Drives: 2 (4 configured) Volumes: 2 (4 configured) Plexes: 3 (8 configured) Subdisks: 3 (16 configured) D a State: up Device /dev/da3h Avail: 1549/2573 MB (60%) D b State: up Device /dev/da4h Avail: 2061/2573 MB (80%) V myvol State: up Plexes: 1 Size: 512 MB V mirror State: up Plexes: 2 Size: 512 MB P myvol.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB P mirror.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB P mirror.p1 C State: initializing Subdisks: 1 Size: 512 MB S myvol.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB S mirror.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB S mirror.p1.s0 State: empty PO: 0 B Size: 512 MB mostra la struttura graficamente.
- Un volume Vinum in mirroring + Un Volume Vinum in Mirroring
In questo esempio ogni plex contiene l'intero spazio di indirizzamento di 512 MB. Come nel precedente esempio ogni plex contiene un solo sottodisco.
- Ottimizzazione delle prestazioni + Ottimizzazione delle Prestazioni Il volume in mirroring dell'esempio precedente è più resistente alle rotture di un volume non in mirroring, ma le sue prestazioni sono inferiori: ogni scrittura sul volume richiede una scrittura su ognuno dei drive, utilizzando quindi una maggior frazione della banda passante totale dei dischi. Considerazioni sulle prestazioni portano ad un differente approccio: al posto del mirroring, i dati vengono posti su più dischi possibile utilizzando lo striping. La seguente configruazione mostra un volume con un plex in striping su quattro dischi: drive c device /dev/da5h drive d device /dev/da6h volume stripe plex org striped 512k sd length 128m drive a sd length 128m drive b sd length 128m drive c sd length 128m drive d Come prima non è necessario definire i drive che Vinum già conosce. Dopo aver elaborato queste definizioni la configurazione appare così: Drives: 4 (4 configured) Volumes: 3 (4 configured) Plexes: 4 (8 configured) Subdisks: 7 (16 configured) D a State: up Device /dev/da3h Avail: 1421/2573 MB (55%) D b State: up Device /dev/da4h Avail: 1933/2573 MB (75%) D c State: up Device /dev/da5h Avail: 2445/2573 MB (95%) D d State: up Device /dev/da6h Avail: 2445/2573 MB (95%) V myvol State: up Plexes: 1 Size: 512 MB V mirror State: up Plexes: 2 Size: 512 MB V striped State: up Plexes: 1 Size: 512 MB P myvol.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB P mirror.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB P mirror.p1 C State: initializing Subdisks: 1 Size: 512 MB P striped.p1 State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB S myvol.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB S mirror.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB S mirror.p1.s0 State: empty PO: 0 B Size: 512 MB S striped.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 128 MB S striped.p0.s1 State: up PO: 512 kB Size: 128 MB S striped.p0.s2 State: up PO: 1024 kB Size: 128 MB S striped.p0.s3 State: up PO: 1536 kB Size: 128 MB
- Un volume Vinum in striping + Un Volume Vinum in Striping
Questo volume è rappresentato nella . L'intensità delle strisce indica la posizione all'interno dello spazio di inidirizzamento del plex: le più chiare all'inizio, le più scure alla fine.
- Resistenza alle rotture e prestazioni + Resistenza alle Rotture e Prestazioni Con hardware a sufficenza è possibile creare volumi con miglioramenti sia nella resistenza alle rotture che nelle prestazioni, comparati alle normali partizioni UNIX™. Una tipica configurazione potrebbe essere: volume raid10 plex org striped 512k sd length 102480k drive a sd length 102480k drive b sd length 102480k drive c sd length 102480k drive d sd length 102480k drive e plex org striped 512k sd length 102480k drive c sd length 102480k drive d sd length 102480k drive e sd length 102480k drive a sd length 102480k drive b I sottodischi del secondo plex sono spostati di due posti rispetto a quelli del primo plex: questo aumenta le probabilità che le scritture non utilizzino lo stesso sottodisco anche in caso che un trasferimento utilizzi entrambi i drive. La rappresenta la struttura di questo volume.
- Un volume Vinum in mirroring e striping + Un Volume Vinum in Mirroring e Striping
- Nomenclatura degli oggetti + Nomenclatura degli Oggetti Come descritto sopra, Vinum assegna nomi di default a plex e sottodischi, benché questi possano essere cambiati. Cambiare il nome di default non è raccomandato: l'esperienza con il VERITAS volume manager, che permette la nomenclatura arbitraria degli oggetti, ha mostrato che questa flessibilità non porta vantaggi significativi e può causare confusione. I nomi possono contenere ogni carattere non blank (i caratteri di spazio, tabulazione, cambio riga) ma è consigliato limitarsi a lettere, cifre e il carattere di underscore (il carattere di sottolineatura). I nomi di volumi, plex e sottodischi possono essere lunghi fino a 64 caratteri, i nomi di drive invece hanno un massimo di 32 caratteri. /dev/vinum I nomi assegnati agli oggetti Vinum sono nella gerarchia /dev/vinum. La configurazione di Vinum mostrata sopra creerebbe i seguenti dispositivi: I dispositivi di controllo /dev/vinum/control e /dev/vinum/controld, utilizzati rispettivamente da &man.vinum.8; e dal demone Vinum. Voci di dispositivi a blocchi e a caratteri per ogni volume. Questi sono i principali dispositivi utilizzati da Vinum. I dispositivi a blocchi hanno il nome dei relativi volumi, quelli a caratteri, seguendo la tradizione BSD, hanno una lettera r all'inizio del nome. Quindi la configurazione vista sopra genererebbe i dispositivi a blocchi /dev/vinum/myvol, /dev/vinum/mirror, /dev/vinum/striped, /dev/vinum/raid5 e /dev/vinum/raid10, e i dispositivi a caratteri /dev/vinum/rmyvol, /dev/vinum/rmirror, /dev/vinum/rstriped, /dev/vinum/rraid5 e /dev/vinum/rraid10. In questo c'è un ovvio problema: è possibile avere due volumi chiamati r e rr che avrebbero un conflitto nel creare il nodo /dev/vinum/rr: sarebbe il dispositivo a caratteri per il volume r o il dispositivo a blocchi per il volume rr? Attualmente Vinum non si interessa di questo conflitto: il volume definito per primo prende il nome. Una directory /dev/vinum/drive con voci per ogni disco. Queste voci sono in effetti dei collegamenti simbolici ai rispettivi nodi di disco. Una directory /dev/vinum/volume con voci per ogni volume. Contiene sottodirectory per ogni plex, che a loro volta contengono sottodirectory per ogni sottodisco. Le directory /dev/vinum/plex, /dev/vinum/sd e /dev/vinum/rsd contengono i dispositivi a blocchi per ogni plex, dispositivo a blocchi e dispositivo a caratteri per ogni sottodisco rispettivamente. Ad esempio, considera il seguente file di configurazione: drive drive1 device /dev/sd1h drive drive2 device /dev/sd2h drive drive3 device /dev/sd3h drive drive4 device /dev/sd4h volume s64 setupstate plex org striped 64k sd length 100m drive drive1 sd length 100m drive drive2 sd length 100m drive drive3 sd length 100m drive drive4 Dopo aver elaborato questo file, &man.vinum.8; crea la seguente struttura in /dev/vinum: brwx------ 1 root wheel 25, 0x40000001 Apr 13 16:46 Control brwx------ 1 root wheel 25, 0x40000002 Apr 13 16:46 control brwx------ 1 root wheel 25, 0x40000000 Apr 13 16:46 controld drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 drive drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 plex crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 2 Apr 13 16:46 rs64 drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 rsd drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 rvol brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 2 Apr 13 16:46 s64 drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 sd drwxr-xr-x 3 root wheel 512 Apr 13 16:46 vol /dev/vinum/drive: total 0 lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive1 -> /dev/sd1h lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive2 -> /dev/sd2h lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive3 -> /dev/sd3h lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive4 -> /dev/sd4h /dev/vinum/plex: total 0 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x10000002 Apr 13 16:46 s64.p0 /dev/vinum/rsd: total 0 crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20000002 Apr 13 16:46 s64.p0.s0 crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20100002 Apr 13 16:46 s64.p0.s1 crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20200002 Apr 13 16:46 s64.p0.s2 crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20300002 Apr 13 16:46 s64.p0.s3 /dev/vinum/rvol: total 0 crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 2 Apr 13 16:46 s64 /dev/vinum/sd: total 0 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20000002 Apr 13 16:46 s64.p0.s0 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20100002 Apr 13 16:46 s64.p0.s1 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20200002 Apr 13 16:46 s64.p0.s2 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20300002 Apr 13 16:46 s64.p0.s3 /dev/vinum/vol: total 1 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 2 Apr 13 16:46 s64 drwxr-xr-x 3 root wheel 512 Apr 13 16:46 s64.plex /dev/vinum/vol/s64.plex: total 1 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x10000002 Apr 13 16:46 s64.p0 drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 s64.p0.sd /dev/vinum/vol/s64.plex/s64.p0.sd: total 0 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20000002 Apr 13 16:46 s64.p0.s0 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20100002 Apr 13 16:46 s64.p0.s1 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20200002 Apr 13 16:46 s64.p0.s2 brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20300002 Apr 13 16:46 s64.p0.s3 Benché sia raccomandato non allocare nomi specifici a plex e sottodischi, i drive di Vinum devono avere un nome. Questo permette di spostare un disco in una differente locazione e continuare a riconoscerlo automaticamente. I nomi di drive possono essere lunghi fino a 32 caratteri. - Creare i file system + Creare i File System I volumi appaiono al sistema identici ai dischi, con un'eccezione. Differentemente dai dischi UNIX™, Vinum non partiziona i volumi, che quindi non contengono una tabella delle partizioni. Questo ha reso necessario modificare alcuni programmi di utilità del disco, tra cui &man.newfs.8;, che prcedentemente cercava di interpretare l'ultima lettera di un volume Vinum come un identificatore di partizione. Ad esempio un disco potrebbe avere un nome come /dev/ad0a o /dev/da2h. Questi nomi rappresentano la prima partizione (a) del primo (0) disco IDE (ad) e l'ottava partizione (h) del terzo (2) disco SCSI (da), rispettivamente. Al contrario un volume Vinum potrebbe essere chiamato /dev/vinum/concat, un nome che non ha alcuna relazione con nomi di partizione. Normalmente &man.newfs.8; interpreta il nome del disco e si lamenta se non riesce a comprenderlo. Per esempio: &prompt.root; newfs /dev/vinum/concat newfs: /dev/vinum/concat: can't figure out file system partition Per poter creare un file system su questo volume usa &man.newfs.8; con l'opzione : &prompt.root; newfs -v /dev/vinum/concat Configurare Vinum Il kernel GENERIC non contiene Vinum. È possibile creare un kernel speciale che lo contenga, ma questo non è raccomandato: il metodo standard per lanciare Vinum è come modulo del kernel (kld). Non è neanche necessario usare &man.kldload.8; per Vinum: quando lanci &man.vinum.8; il programma controlla se il modulo è stato caricato e, in caso non sia caricato, lo carica automaticamente. Avvio Vinum immagazzina le informazioni sulla configurazione dei dischi essenzialmente nella stessa forma dei file di configurazione. Quando legge il database di configurazione Vinum riconosce un numero di parole chiave che non sono permesse nei file di configurazione, ad esempio un file di configurazione del disco potrebbe contenere il seguente testo: volume myvol state up volume bigraid state down plex name myvol.p0 state up org concat vol myvol plex name myvol.p1 state up org concat vol myvol plex name myvol.p2 state init org striped 512b vol myvol plex name bigraid.p0 state initializing org raid5 512b vol bigraid sd name myvol.p0.s0 drive a plex myvol.p0 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 0b sd name myvol.p0.s1 drive b plex myvol.p0 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 1048576b sd name myvol.p1.s0 drive c plex myvol.p1 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 0b sd name myvol.p1.s1 drive d plex myvol.p1 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 1048576b sd name myvol.p2.s0 drive a plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 0b sd name myvol.p2.s1 drive b plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 524288b sd name myvol.p2.s2 drive c plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 1048576b sd name myvol.p2.s3 drive d plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 1572864b sd name bigraid.p0.s0 drive a plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 0b sd name bigraid.p0.s1 drive b plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 4194304b sd name bigraid.p0.s2 drive c plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 8388608b sd name bigraid.p0.s3 drive d plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 12582912b sd name bigraid.p0.s4 drive e plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 16777216b Le ovvie differenze sono qua la presenza di informazioni esplicite sulle locazioni e sulla nomenclatura (entrambe permesse, ma scoraggiate, all'utente) e le informazioni sugli stati (che non sono disponibili all'utente). Vinum non immagazzina informazioni sui drive tra le informazioni della configurazione: trova i drive scandendo le partizioni dei dischi configurati alla ricerca di un'etichetta Vinum. Questo permette a Vinum di identificare i drive correttamente anche se gli è stato assegnato un differente codice identificativo di drive UNIX™. - Avvio automatico + Avvio Automatico Per poter lanciare Vinum automaticamente all'avvio del sistema assicuratevi che le seguenti linee siano nel vostro /etc/rc.conf: start_vinum="YES" # set to YES to start vinum Se non hai un file /etc/rc.conf, creane uno con questo contenuto. Questo ordinerà al sistema di caricare il Vinum kld all'avvio, inizializzando ogni oggetto menzionato nella configurazione. Questo viene fatto prima del mount dei file system quindi è possibile fare automaticamente &man.fsck.8; e mount dei file system su volumi Vinum. Quando esegui Vinum con il comando vinum start Vinum legge il database di configurazione da uno dei drive Vinum. In circostanze normali ogni drive contiene una copia identica del database di configurazione quindi non conta da quale disco viene letto. Dopo un crash, tuttavia, Vinum deve determinare quale drive è stato aggiornato più recentemente e leggere la configurazione da questo drive. Quindi aggiorna la configurazione, se necessario, sui drive progressivamente più vecchi.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent index e85d47cd91..f37494f484 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent +++ b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent @@ -1,15 +1,17 @@ + + diff --git a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog index e60239be26..cc7dc4377f 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog +++ b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog @@ -1,23 +1,26 @@ -- ...................................................................... -- -- FreeBSD SGML Public Identifiers ...................................... -- -- ...................................................................... -- -- Italian specific ..................................................... -- -- $FreeBSD$ -- PUBLIC "-//FreeBSD//DOCUMENT DocBook Stylesheet//EN" "freebsd.dsl" +PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook Language Specific Entities//EN" + "l10n.ent" + PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook Mailing List Entities//IT" "mailing-lists.ent" PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook BookInfo Entities//IT" "bookinfo.ent" PUBLIC "-//FreeBSD//DOCUMENT DocBook Stylesheet//IT" "freebsd.dsl" PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook Translator Entities//IT" "translators.ent" diff --git a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl index d5f400f766..114fbb6390 100644 --- a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl +++ b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl @@ -1,72 +1,72 @@ ]> - (define %refentry-xref-link% #t) - + + + (define %refentry-xref-link% #t) + (define ($email-footer$) (make sequence (make element gi: "p" attributes: (list (list "align" "center")) (make element gi: "small" (literal "Questo, ed altri documenti, possono essere scaricati da ") (create-link (list (list "HREF" "ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/doc/")) (literal "ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/doc/")) (literal "."))) 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