diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/committers-guide/article.sgml
index 186226382b..113c183974 100644
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%man;
%freebsd;
%authors;
%teams;
%mailing-lists;
%translators;
]>
Guida del CommitterThe FreeBSD Italian Documentation Project$FreeBSD$19992000200120022003The FreeBSD Italian Documentation ProjectQuesto documento fornisce informazioni per la comunità dei
committer di FreeBSD. Tutti i nuovi committer dovrebbero leggere
questo documento prima di iniziare, e i committer già esistenti
sono fortemente incoraggiati a riguardarselo di tanto in tanto.Traduzione a cura di &a.it.alex;.Dettagli AmministrativiHost con il Repository
Principalencvs.FreeBSD.orgMetodi di Accesso&man.ssh.1;, solo protocollo 2CVSROOT Principalencvs.FreeBSD.org:/home/ncvs&a.cvs; Principali&a.peter; e &a.markm;, così come &a.joe; per i
ports/Mailing List&a.developers;, &a.committers;
(Entrambe sono liste private; gli archivi possono essere trovati
in /home/mail/developers-archive
e /home/mail/committers-archive
sul cluster di FreeBSD.org.)Report mensili del Core Team/home/core/public/monthly-report
sul cluster di FreeBSD.org.Tag CVS Degni di NotaRELENG_4 (4.X-STABLE),
HEAD (-CURRENT)È richiesto l'uso di &man.ssh.1; o &man.telnet.1; con
Kerberos 5 per connettersi agli host del progetto e solo &man.ssh.1;,
protocollo 2 ha il permesso di collegarsi all'host con il repository.
Questi sono generalmente più sicuri che un semplice &man.telnet.1;
o &man.rlogin.1; visto che la negoziazione delle credenziali
avverrà sempre in modo cifrato.
Tutto il traffico è cifrato di default
con &man.ssh.1;. Insieme a programmi di utilità come
&man.ssh-agent.1; e &man.scp.1;, anch'essi disponibili, &man.ssh.1;
è di gran lunga più conveniente. Se non sai nulla di
&man.ssh.1;, guarda la .Tipi di Bit di CommitIl repository CVS di FreeBSD ha un numero di componenti che, se
combinati, supportano i sorgenti di base del sistema operativo, la
documentazione, l'infrastruttura dei port delle applicazioni di terze
parti, e vari programmi di utilità. Quando vengono assegnati i bit
di commit di FreeBSD, vengono specificate le aree dell'albero dove il bit
può essere usato. Solitamente, le aree associate a un bit
corrispondono a quelle di chi ha autorizzato l'assegnamento del bit di
commit. Ulteriori aree di autorità possono essere aggiunte in
seguito: se occorrerà, il committer dovrà seguire le
normali procedure di allocazione del bit di commit per quell'area
dell'albero, chiedendo l'approvazione all'entità appropriata e
possibilmente prendendo un mentore per quell'area per un po' di
tempo.Tipo di CommitterResponsabileComponenti dell'Alberosrccore@src/, doc/ soggetta ad appropriata revisionedocdoceng@doc/, www/, documentazione src/portsportmgr@ports/I bit di commit assegnati prima dello sviluppo della nozione di aree
di autorità possono essere usati in molte parti dell'albero.
Tuttavia, il buon senso dice che un committer che non ha mai lavorato
precedentemente in un'area dell'albero chieda una revisione del proprio
lavoro prima di effettuare il commit, chieda l'approvazione del
responsabile appropriato, e/o lavori d'accordo con un mentore. Dato che
le regole sulla manutenzione del codice differiscono a seconda dell'area
dell'albero, questo è per il bene del committer che lavora in
un'area poco familiare tanto quanto per gli altri che lavorano
sull'albero.I committer sono incoraggiati a chiedere la revisione del proprio
lavoro come parte del normale processo di sviluppo, indifferentemente
dall'area dell'albero in cui stanno lavorando.Operazioni sul CVSSi assume che tu abbia già familiarità con le operazioni
di base di CVS.I &a.cvs; sono i proprietari del repository CVS e sono
responsabili delle sue modifiche dirette allo scopo di ripulire o
sistemare dei gravi abusi di CVS da parte di un committer.
Nel caso dovessi causare qualche problema al repository,
diciamo una errata operazione di cvs import o
cvs tag, invia un messaggio ai &a.cvs; (o chiama uno di
loro) ed esponi il problema ad uno di loro. Gli unici che hanno il
permesso di manipolare direttamente i bit del repository sono i
repomeister. Non ci sono shell di login disponibili su
ncvs.FreeBSD.org, tranne che per i
repomeister.Le operazioni sul CVS sono fatte da remoto impostando la variabile di
ambiente CVSROOT a ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs
e la variabile CVS_RSH a ssh, e
quindi effettuando le appropriate operazioni di check-out/check-in.
Se desideri aggiungere qualcosa di totalmente nuovo (ad esempio dei
sorgenti in contrib, ecc.), deve essere usato cvs
import. Guarda come riferimento la pagina man di &man.cvs.1;
per l'utilizzo.Per favore non usare cvs
checkout o update con la macchina con il
repository ufficiale impostata come CVS Root per tenere aggiornato il
tuo albero dei sorgenti. CVS da remoto non è ottimizzato per la
distribuzione via rete e richiede un grande sovraccarico di lavoro e di
amministrazione sul lato server. Utilizza il nostro metodo di
distribuzione avanzato cvsup per ottenere i bit del
repository, ed esegui solamente l'operazione di
commit sull'host con il repository.
Forniamo un'estesa rete di mirror cvsup per questo scopo, così
come diamo accesso al cvsup-master se hai veramente
bisogno di essere aggiornato alle ultime modifiche.
Il cvsup-master ha la potenza necessaria a gestire
questa cosa, il repository principale no. &a.jdp; è a capo del
cvsup-master.Molti committer definiscono l'alias fcvs che
si traduce in cvs -d
xxx@ncvs.FreeBSD.org:/home/ncvs per questo scopo.
In questo modo svolgono tutte le operazioni di CVS localmente ed usano
fcvs commit per effettuare il commit sull'albero CVS
ufficiale.Se devi usare le operazioni add e
delete di CVS come se fosse un'operazione &man.mv.1;,
allora va effettuata una copia nel repository piuttosto che usare
add e delete di CVS. In una
copia nel repository, un CVS Meister
copierà il/i file nei loro nuovi nomi e/o locazioni e ti
avviserà ad operazione avvenuta. Lo scopo di una copia del
repository è di preservare la cronologia dei cambiamenti del file,
o i log. Noi del FreeBSD Project diamo molta importanza alla cronologia
dei cambiamenti che CVS fornisce al progetto.Informazioni di riferimento, tutorial, e FAQ su CVS possono
essere trovate su: .
Anche le informazioni contenute nei capitoli di Karl Fogel
da Open Source Development with CVS sono molto
utili.&a.des; ha fornito inoltre il seguente mini manuale su
CVS.Effettua il check out di un modulo con il comando
co o checkout.&prompt.user; cvs checkout shazamQuesto estrae una copia del modulo shazam. Se
non c'è alcun modulo shazam nel file dei
moduli, cercherà allora una directory di primo livello chiamata
shazam.
Opzioni utili con cvs checkoutNon crea le directory vuoteEstrae solo un livello, non le sottodirectoryEstrai la versione, il ramo, o il tag
verEstrai i sorgenti com'erano in data
data
Esempi pratici su FreeBSD:Estrai il modulo miscfs, che
corrisponde a src/sys/miscfs:&prompt.user; cvs co miscfsOra hai una directory chiamata miscfs
con le sottodirectory CVS,
deadfs, devfs, e
così via. Una di queste (linprocfs)
è vuota.Estrai gli stessi file, ma con il percorso completo:&prompt.user; cvs co src/sys/miscfsOra hai una directory chiamata src,
con le sottodirectory CVS e
sys. La directory
src/sys ha le
sottodirectory CVS e
miscfs, ecc.Estrai gli stessi file, ma elimina le directory vuote:&prompt.user; cvs co -P miscfsOra hai una directory chiamata miscfs
con le sottodirectory CVS,
deadfs, devfs... ma nota
che non c'è nessuna sottodirectory
linprocfs, perché non contiene alcun
file.Estrai la directory miscfs, ma nessuna
delle sue sottodirectory:&prompt.user; cvs co -l miscfsOra hai una a directory chiamata miscfs
con solo una sottodirectory chiamata
CVS.Estrai il modulo miscfs com'è nel
ramo 4.X:&prompt.user; cvs co -rRELENG_4 miscfsPuoi modificare i sorgenti ed effettuare il commit su questo
ramo.Estrai il modulo miscfs com'era nella
3.4-RELEASE.&prompt.user; cvs co -rRELENG_3_4_0_RELEASE miscfsNon potrai effettuare il commit delle modifiche, visto che
RELENG_3_4_0_RELEASE corrisponde ad un
preciso istante di tempo, non a un ramo.Estrai il modulo miscfs com'era il 15
gennaio 2000.&prompt.user; cvs co -D'01/15/2000' miscfsNon potrai effettuare modifiche.Estrai il modulo miscfs com'era una
settimana fa.&prompt.user; cvs co -D'last week' miscfsNon potrai effettuare modifiche.Tieni presente che cvs salva i metadati in sottodirectory chiamate
CVS.Gli argomenti di e
sono fissi, che vuol dire che cvs se li ricorderà in seguito,
ad esempio quando farai un cvs update.Controlla lo stato dei file estratti con il comando
status.&prompt.user; cvs status shazamQuesto visualizza lo stato del file shazam o
di ogni file nella directory shazam. Per ogni
file, lo stato è uno fra:Up-to-dateIl file à aggiornato e non è stato
modificato.Needs PatchIl file non è stato modificato, ma c'è una
nuova versione nel repository.Locally ModifiedIl file è aggiornato, ma è stato
modificato.Needs MergeIl file è stato modificato, e c'è una nuova
versione nel repository.File had conflicts on mergeCi sono stati conflitti l'ultima volta che il file
è stato aggiornato, e non sono ancora stati
risolti.Vedrai anche la versione e la data locale, il numero dell'ultima
versione appropriata (ultima appropriata perché
se hai una data, un tag o un ramo fissati, può non essere
l'ultima versione), e i tag, le date o le opzioni applicate.Dopo avere estratto qualcosa, puoi aggiornarlo con il comando
update.&prompt.user; cvs update shazamQuesto aggiorna il file shazam o il contenuto
della directory shazam all'ultima versione sul
ramo che hai estratto. Se hai estratto un preciso instante di
tempo, non fa nulla a meno che i tag non siano stati
spostati nel repository o qualche altra strana cosa sia in
corso.Opzioni utili, in aggiunta a quelle elencate sopra, con
checkout:Estrae ogni directory aggiuntiva mancante.Scarica l'ultima versione del ramo principale.Altre magie (guarda sotto).Se hai estratto un modulo con o
, l'esecuzione di cvs update
con un argomento differente di o
o con selezionerà un
nuovo ramo, una nuova versione o una nuova data.
L'opzione elimina tutti i tag, le date o le
versioni fissate mentre e ne
impostano di nuove.Teoricamente, specificando HEAD come argomento
di avrai lo stesso risultato di
, ma è solo in teoria.L'opzione è utile se:qualcuno ha aggiunto delle sottodirectory al modulo che hai
estratto dopo averlo estratto.hai estratto con , e dopo cambi idea e
vuoi estrarre anche le sottodirectory.hai cancellato delle sottodirectory e vuoi estrarle
nuovamente.Osserva l'output di cvs update con
cura. La lettera all'inizio di ogni file indica cosa
è stato fatto su di esso:UIl file è stato aggiornato senza problemi.PIl file è stato aggiornato senza problemi (vedrai
questo solo quando lavorerai su un repository remoto).MIl file è stato modificato, ed è stato
fuso senza conflitti.CIl file è stato modificato, ed è stato
fuso con dei conflitti.La fusione è ciò che avviene quando estrai una copia
di qualche codice sorgente, lo modifichi, quindi qualcun altro
effettua il commit di un'altra modifica, e tu esegui cvs
update. CVS nota che tu hai fatto dei cambiamenti locali, e
cerca di fondere le tue modifiche con quelle fatte tra la versione che
hai originariamente estratto e quella che stai aggiornando. Se i
cambiamenti sono a due parti separate del file, solitamente non ci
saranno problemi (sebbene il risultato possa non essere
sintatticamente o semanticamente corretto).CVS stamperà una M davanti ad ogni file
modificato localmente anche se non c'è una nuova versione nel
repository, quindi cvs update è adatto
per avere un resoconto di quello che hai cambiato in locale.Se appare una C, allora le tue modifiche sono
in conflitto con i cambiamenti presenti nel repository (le modifiche
sono sulle stesse righe, o righe vicine, o hai cambiato così
tanto il file locale che cvs non è in grado
di applicare le modifiche al repository). Dovrai allora andare a
modificare il file a mano e risolvere i conflitti; questi saranno
evidenziati da righe di simboli <,
= e >. Per ogni conflitto,
ci sarà una linea di demarcazione formata da sette
< e il nome del file, seguita da una porzione di
quello che il tuo file locale conteneva, seguita da una riga di
separazione con sette =, seguita dalla porzione
corrispondente presente nella versione del repository, seguita da una
riga di separazione con sette > e il numero di
versione che stai aggiornando.L'opzione è un po' voodoo. Aggiorna
il file locale alla versione specificata come se avessi usato
, ma non cambia il numero di versione o il ramo
registrato del file locale. Non è realmente utile tranne
quando usata due volte, nel qual caso fonderà le modifiche
tra le due versioni specificate nella copia su cui stai
lavorando.Per esempio, supponiamo che ti abbia effettuato il commit di una
modifica a shazam/shazam.c in &os.current; e che
più tardi tu voglia effettuare l'MFC. Le modifiche che vuoi
fondere sono nella versione 1.15:Estrai la versione &os.stable; del modulo
shazam:&prompt.user; cvs co -rRELENG_4 shazamApplica le modifiche tra la ver 1.14 e la 1.15:&prompt.user; cvs update -j1.14 -j1.15 shazam/shazam.cQuasi certamente avrai un conflitto a causa delle righe
$Id$ (o nel caso di FreeBSD, $FreeBSD$),
quindi dovrai modificare a mano il file per risolvere il conflitto
(rimuovi le righe di separazione e la seconda linea
$Id$, lasciando la linea $Id$
originale intatta).Guarda le differenze tra la versione locale e quella sul
repository con il comando diff.&prompt.user; cvs diff shazammostra ogni modifica che hai fatto al file o al modulo
shazam.
Opzioni utili con cvs diffUtilizza il formato diff unificato.Utilizza il formato diff contestuale.Visualizza i file mancanti o aggiunti.
Vorrai sempre utilizzare , visto che le diff
unificate sono molto più semplici da leggere rispetto a quasi
tutti gli altri formati (in alcune circostanze, le diff contestuali
generate con l'opzione possono essere meglio, ma
sono molto più voluminose). Una diff unificata consiste di una
serie di parti. Ogni parte inizia con una riga con due caratteri
@ e specifica dove si trovano le differenze nel
file e su quante linee si estendono. Questa è seguita da un
certo numero di righe; alcune (precedute da uno spazio) fanno parte
del contesto; altre (precedute da un -) sono quelle
eliminate e altre ancora (precedute da un +) sono
quelle aggiunte.Puoi anche effettuare una diff con una versione differente
rispetto a quella che hai estratto specificando la versione con
o come per il
checkout o l'update,
o anche visualizzare le differenze tra due versioni arbitrarie
(indipendentemente da quella che hai localmente) specificando
due versioni con o
.Guarda le righe di log con il comando
log.&prompt.user; cvs log shazamSe shazam è un file, questo
stamperà un'intestazione con le
informazioni sul file, come la locazione nel repository dove il file
è salvato, a quale versione è l'HEAD
per questo file, in quali rami si trova il file, e qualsiasi tag
valido per questo file. Quindi, per ogni versione del file, viene
stampato un messaggio di log. Questo include la data e l'ora del
commit, chi ha fatto il commit, quante righe sono state aggiunte e/o
tolte, e alla fine il messaggio di log che il committer ha scritto
quando ha inviato la modifica.Se shazam è una directory, allora le
informazioni di log descritte sopra vengono stampate a turno per ogni
file presente nella directory. A meno che tu abbia dato l'opzione
a log, vengono stampati anche
i log per tutte le sottodirectory di shazam, in
maniera ricorsiva.Usa il comando log per vedere la storia di uno
o più file, come è salvata nel repository CVS. Puoi
anche usarlo per vedere il messaggio di log di una versione specifica,
se aggiungi al
comando log:&prompt.user; cvs log -r1.2 shazamQuesto stamperà solamente il messaggio di log per la
versione 1.2 del file shazam
se è un file, oppure i messaggi di log per le versioni 1.2 di
ogni file sotto shazam se è una
directory.Guarda chi ha fatto cosa con il comando
annotate. Questo comando visualizza ogni riga del
file o dei file specificati, insieme all'utente che ha modificato
più recentemente quella riga.&prompt.user; cvs annotate shazamAggiungi nuovi file con il comando add.Crea il file, usa cvs add su di esso, quindi
cvs commit.In modo analogo, puoi aggiungere nuove directory creandole e poi
utilizzando cvs add su di esse. Nota che non
c'è bisogno di usare il commit sulle directory.Rimuovi i file obsoleti con il comando
remove.Rimuovi il file, quindi usa cvs rm su di esso,
ed infine cvs commit.Effettua il commit con il comando commit o
checkin.
Opzioni utili con cvs commitForza il commit di un file non modificato.Specifica un messaggio di commit sulla riga di comando
anziché invocare un editor.
Usa l'opzione se ti accorgi che hai lasciato
fuori informazioni importanti dal messaggio di commit.Buoni messaggi di commit sono importanti. Dicono agli altri
perché hai fatto le modifiche che hai fatto, non solo qui ed
ora, ma per mesi o anni quando qualcuno si chiederà
perché dei pezzi di codice all'apparenza illogici o
inefficienti sono entrati nel file sorgente. È inoltre un
aiuto inestimabile per decidere su quali modifiche va effettuato
l'MFC e su quali no.I messaggi di commit devono essere chiari, concisi, e fornire
un ragionevole sommario per dare un'indicazione di cosa è stato
cambiato e perché.I messaggi di commit devono fornire abbastanza informazioni
affinché una terza parte possa decidere se la modifica è
rilevante per lei e se debba leggere la modifica stessa.Evita di effettuare il commit di più modifiche scollegate
in una volta sola. Questo rende difficile la fusione, e inoltre rende
più complicato determinare quale modifica è colpevole
se salta fuori un bug.Evita di effettuare il commit di correzioni di stile o di
spaziatura insieme a correzioni di funzionalità. Questo rende
difficile la fusione, e inoltre rende più complicato capire
quali modifiche alle funzionalità sono state fatte. Nel caso
di file di documentazione, può rendere il lavoro dei gruppi
di traduzione più complicato, visto che diventa difficile per
loro determinare esattamente quali modifiche al contenuto vanno
tradotte.Evita di effettuare il commit di cambiamenti a più file
con un unico messaggio generico o vago. Invece, effettua il commit
di un file alla volta (o di piccoli gruppi di file correlati) con un
messaggio di commit appropriato.Prima di effettuare il commit, devi
sempre:verificare su che ramo stai effettuando il commit, tramite
cvs status.revisionare i tuoi cambiamenti, con
cvs diffInoltre, devi SEMPRE specificare esplicitamente sulla riga di
comando su quali file deve essere effettuato il commit, in modo da non
toccare incidentalmente altri file non voluti - cvs
commit senza argomenti effettuerà il commit di ogni
modifica nella directory corrente ed ogni sottodirectory.Suggerimenti e trucchi aggiuntivi:Puoi inserire le opzioni più comunemente usate nel tuo
~/.cvsrc, come in questo caso:cvs -z3
diff -Nu
update -Pd
checkout -PQuesto esempio dice:usa sempre il livello di compressione 3 quando si parla con un
server remoto. Questo è un salvavita quando si lavora su
una connessione lenta.usa sempre le opzioni (visualizza i file
aggiunti o rimossi) e (formato diff unificato)
con &man.diff.1;.usa sempre le opzioni (elimina le
directory vuote) e (estrai le nuove directory)
quando si effettua l'update.usa sempre l'opzione (elimina le
directory vuote) quando si estrae.Usa lo script cdiff di Eivind Eklund per
visualizzare le diff unificate. È un wrapper per &man.less.1;
che aggiunge i codici colore ANSI per far risaltare le intestazioni
delle sezioni, le righe rimosse e quelle aggiunte; il contesto rimane
invariato. Inoltre espande i tab correttamente (i tab spesso appaiono
errati nelle diff a causa del carattere aggiuntivo all'inizio di ogni
riga).Semplicemente usalo al posto di &man.more.1; o
&man.less.1;:&prompt.user; cvs diff -Nu shazam | cdiffAlternativamente alcuni editor come &man.vim.1;
(editors/vim5) hanno il supporto
al colore e quando vengono usati con l'evidenziazione della sintassi
attiva evidenzieranno molti tipi di file, incluse le diff, le patch,
e i log CVS/RCS.&prompt.user; echo "syn on" >> ~/.vimrc
&prompt.user; cvs diff -Nu shazam | vim -
&prompt.user; cvs log shazam | vim -CVS è vecchio, arcano, complesso e buggato, e a volte
esibisce comportamenti non deterministici che qualcuno sostiene siano
la prova che CVS non sia niente di più di una manifestazione
Newtoniana di una entità ultradimensionale sensibile.
Non è umanamente possibile conoscere ogni dettaglio di CVS,
quindi non essere dispiaciuto di chiedere aiuto all'Intelligenza
Artificiale (&a.cvs;).Non lasciare il comando cvs commit nella
modalità di inserimento del messaggio di commit per troppo
tempo (più di 2–3 minuti). Questo blocca la directory in
cui stai lavorando ed impedirà ad altri sviluppatori di
effettuare commit nella stessa directory. Se devi digitare un
messaggio di commit lungo, scrivilo prima di eseguire
cvs commit, e inseriscilo successivamente.Convenzioni e TradizioniCome nuovo committer ci sono alcune cose che dovresti fare
all'inizio.Aggiungere te stesso alla sezione Developers della
Contributors List e
rimuovere te stesso dalla sezione Additional
Contributors. Una volta fatto ciò, non dimenticarti
di aggiungere la tua entity di autore in
doc/en_US.ISO8859-1/share/sgml/authors.ent;
usa le altre voci come esempio.Questo è un compito relativamente semplice, ma rimane una
buona prima prova delle tue abilità con CVS.Aggiungi una voce per te stesso in
www/en/news/news.xml. Guarda le altre voci che
assomigliano a A new committer e segui il
formato.Se hai una chiave PGP o GnuPG, potresti volerla aggiungere in
- doc/en_US.ISO8859-1/books/handbook/pgpkeys.
+ doc/share/pgpkeys.
&a.des; ha scritto uno script di shell per rendere questa
operazione molto semplice. Guarda il file README
+ url="http://cvsweb.FreeBSD.org/doc/share/pgpkeys/README">README
per maggiori informazioni.Alcune persone aggiungono una voce per se stessi in
ports/astro/xearth/files/freebsd.committers.markers.Alcune persone aggiungono una voce per se stessi in
src/usr.bin/calendar/calendars/calendar.freebsd.Presentati agli altri committer, altrimenti nessuno avrà
idea di chi tu sia o di cosa ti occupi. Non devi scrivere una
biografia completa, basta un paragrafo o due su chi sei e su quello
di cui hai intenzione di occuparti come committer di FreeBSD.
Invialo alla &a.developers; e sarai sulla strada giusta!Loggati su hub.FreeBSD.org e crea un file
/var/forward/utente
(dove utente è il tuo nome utente)
contenente l'indirizzo e-mail dove vuoi che i messaggi indirizzati a
tuonomeutente@FreeBSD.org siano inoltrati.
Questo include tutti i messaggi di commit così come ogni altro
messaggio inviato alla &a.committers; e alla &a.developers;. Caselle
di posta veramente grandi che hanno preso residenza fissa su
hub spesso vengono accidentalmente
troncate senza preavviso, quindi inoltra o leggi i messaggi in modo da
non perderli.Se sei iscritto alla &a.cvsall;, probabilmente vorrai
disiscriverti per evitare di ricevere copie doppie dei messaggi di
commit e della loro evoluzione.Tutti i nuovi committer hanno un mentore assegnato a loro per i primi
mesi. Il tuo mentore è più o meno responsabile di
spiegarti ogni cosa ti sia poco chiara ed è anche responsabile
delle tue azioni durante questo periodo iniziale. Se fai un commit
errato, imbarazzerai il tuo mentore e probabilmente dovresti passare
almeno i primi commit a lui prima di agire direttamente sul
repository.Tutti i commit dovrebbero andare su &os.current; prima di essere
fusi in &os.stable;. Nessuna nuova caratteristica importante o modifica
ad alto rischio dovrebbe essere fatta sul ramo &os.stable;.Relazioni tra SviluppatoriSe stai lavorando direttamente sul tuo codice o su codice che è
già stabilito essere di tua responsabilità, allora
c'è probabilmente poca necessità di confrontarsi con altri
committer prima di effettuare un commit. Se vedi un bug in un'area del
sistema che è chiaramente orfana (e ce n'è qualcuna di
queste aree, per nostra vergogna), agisci allo stesso modo. Se, tuttavia,
stai per modificare qualcosa che è chiaramente mantenuto
attivamente da qualcun'altro (ed è solo guardando la mailing list
cvs-committers che puoi veramente sapere cosa è
e cosa non è) allora invia le modifiche a lui, come avresti
fatto prima di diventare committer. Per i port, dovresti contattare il
MAINTAINER specificato nel
Makefile. Per altre parti del repository, se non sei
sicuro di chi possa essere il maintainer attivo, potrebbe essere utile
scorrere l'output di cvs log per vedere chi ha
effettuato delle modifiche in passato. &a.fenner; ha scritto un utile
script di shell che può aiutare a determinare chi sia il
maintainer attivo. Questo elenca ogni persona che ha effettuato commit
su un file specifico con il numero di commit che ha fatto. Può
essere trovato su freefall in
~fenner/bin/whodid. Se alle tue richieste non
corrisponde una risposta o se il committer in altro modo dimostra uno
scarso interesse nell'area oggetto della modifica, vai avanti ed effettua
il commit tu stesso.Se non sei sicuro di un commit per qualunque motivo, fallo revisionare
da -hackers prima di effettuare il commit. Meglio
che sia criticato lì piuttosto che quando è parte del
repository CVS. Se ti capita di effettuare un commit che provoca
controversie, potresti voler considerare l'annullamento delle modifiche
finché il problema sia chiarito. Ricorda – con CVS possiamo
sempre tornare indietro.Non mettere in dubbio le intenzioni di qualcuno che non è
d'accordo con te. Se vedono una soluzione differente dalla tua per un
problema, o anche un problema diverso, non è perché sono
stupidi, perché hanno una dubbia origine, o perché stanno
cercando di distruggere il tuo duro lavoro, la tua immagine personale, o
FreeBSD, ma semplicemente perché hanno una visione differente del
mondo. La diversità è una buona cosa.Dissenti onestamente. Argomenta la tua posizione con i suoi meriti,
sii onesto sui difetti che può avere, e sii disponibile a guardare
le loro soluzioni, o anche le loro visioni del problema, con mente
aperta.Accetta le correzioni. Possiamo tutti sbagliare. Se hai fatto un
errore, scusati e vai avanti con la tua vita. Non picchiarti, e
sicuramente non picchiare gli altri per il tuo sbaglio. Non sprecare
tempo imbarazzandoti o recriminando, risolvi solo il problema e vai
avanti.Chiedi aiuto. Cerca (e dai) revisioni dagli altri. Uno delle cose
in cui dovrebbe eccellere il software open source è il numero di
occhi che lo scrutano; questo non è vero se nessuno
revisionerà il codice.GNATSIl FreeBSD Project utilizza GNATS per
gestire i bug e le richieste di cambiamenti. Assicurati di usare
edit-pr numero-pr su
freefall quando effettui il commit di una correzione o di
un suggerimento trovato in un PR GNATS per
chiuderlo. È inoltre considerato gentile se trovi il tempo di
chiudere ogni PR associato al tuo commit, se esistono. Puoi anche usare
&man.send-pr.1; tu stesso per proporre qualsiasi cambiamento che pensi
debba essere fatto, a seguito di una maggiore revisione da parte di altre
persone.Puoi trovare di più su GNATS
su:http://www.cs.utah.edu/csinfo/texinfo/gnats/gnats.htmlhttp://www.FreeBSD.org/support.html&man.send-pr.1;Puoi far girare una copia locale di GNATS, e poi integrare l'albero
GNATS di FreeBSD in esso tramite CVSup. In seguito puoi usare i comandi
GNATS localmente, o usare altre interfacce, come
tkgnats. Questo ti permette di interrogare il database
dei PR senza bisogno di essere connesso a Internet.Utilizzo di un albero GNATS localeSe non stai già scaricando l'albero GNATS, aggiungi questa
riga al tuo supfile, e riesegui &man.cvsup.1;.
Nota che siccome GNATS non è sotto
il controllo di CVS non ha tag, quindi se lo stai aggiungendo al tuo
supfile esistente deve apparire prima di ogni
voce tag= dato che queste rimangono attive una volta
impostate.gnats release=current prefix=/usrQuesto metterà l'albero GNATS di FreeBSD in
/usr/gnats. Puoi usare un file
refuse per controllare quali categorie ricevere.
Per esempio, per ricevere solo i PR docs, metti
questa riga in /usr/local/etc/cvsup/sup/refuseIl percorso preciso dipende dall'impostazione
*default base nel tuo
supfile..gnats/[a-ce-z]*Il resto di questi esempi assume che tu abbia scaricato solo la
categoria docs. Modificali quando è
necessario, a seconda delle categorie che tieni in sincronia.Installa il port GNATS da
ports/databases/gnats. Questo metterà le
varie directory GNATS sotto
$PREFIX/share/gnats.Crea un symlink per le directory GNATS che aggiorni tramite CVSup
sotto la versione di GNATS che hai installato.&prompt.root; cd /usr/local/share/gnats/gnats-db
&prompt.root; ln -s /usr/gnats/docsRipeti tante volte quanto necessario, a seconda di quante
categorie GNATS tieni in sincronia.Aggiorna il file categories di GNATS con
queste categorie. Il file è
$PREFIX/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/categories.# Questa categoria è obbligatoria
pending:Categoria per i PR errati:gnats-admin:
#
# Categorie di FreeBSD
#
docs:Bug di Documentazione:freebsd-doc:Esegui $PREFIX/libexec/gnats/gen-index per
ricreare l'indice GNATS. L'output deve essere reindirizzato su
$PREFIX/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/index.
Puoi fare questo periodicamente da &man.cron.8;, o eseguire
&man.cvsup.1; da uno script di shell che fa anche questo.&prompt.root; /usr/local/libexec/gnats/gen-index \
> /usr/local/share/gnats/gnats-db/gnats-adm/indexVerifica la configurazione interrogando il database dei PR.
Questo comando visualizza i PR docs aperti.&prompt.root; query-pr -c docs -s openAnche altre interfacce, come quella fornita dal port databases/tkgnats, dovrebbero funzionare
correttamente.Prendi un PR e chiudilo.Questa procedura funziona solo per permetterti di visualizzare ed
interrogare i PR localmente. Per modificarli o chiuderli dovrai ancora
loggarti su freefall e farlo da lì.Chi è ChiOltre ai meister del repository, ci sono altri membri e team del
FreeBSD Project che probabilmente arriverai a conoscere nel tuo ruolo di
committer. Brevemente, e senza pretesa di elencarli tutti, questi
sono:&a.jhb;John è il manager dell'SMPng Project, e ha
autorità sulla progettazione architetturale e
sull'implementazione del passaggio a un sistema di threading e
locking del kernel a grana fine. È anche l'autore
dell'SMPng Architecture Document. Se stai lavorando sullo stesso
sistema, coordinati con John. Puoi imparare di più
sull'SMPng Project dalla sua home page: &a.jake;, &a.tmm;Jake e Thomas sono i maintainer del port sull'architettura
sparc64.&a.doceng;doceng è il gruppo responsabile dell'infrastruttura
per la realizzazione della documentazione, approva i nuovi committer
della documentazione, e assicura che il sito web di FreeBSD e la
documentazione sul sito FTP siano aggiornati rispetto all'albero
CVS. Non è un organo di risoluzione dei conflitti.
La maggior parte delle discussioni relative alla documentazione
prendono posto sulla &a.doc;. I committer interessati a contribuire
alla documentazione dovrebbero familiarizzare con il Documentation
Project Primer.&a.ru;Ruslan è Mister &man.mdoc.7;. Se stai scrivendo una
pagina man e hai bisogno di qualche suggerimento sulla struttura,
o sul linguaggio di markup, chiedi a Ruslan.&a.bde;Bruce è lo Style Police-Meister. Quando fai un commit
che poteva essere fatto meglio, Bruce sarà lì a
dirtelo. Ringrazia che qualcuno lo sia. Bruce conosce anche molto
bene gli standard applicabili a FreeBSD.&a.gallatin;&a.mjacob;&a.dfr;&a.obrien;Questi sono gli sviluppatori e i supervisori primari della
piattaforma DEC Alpha AXP.&a.dg;David è il supervisore del sistema VM. Se hai in mente
una modifica al sistema VM, coordinala con David.&a.dfr;&a.marcel;&a.peter;&a.ps;Questi sono i principali sviluppatori e supervisori della
piattaforma Intel IA-64, ufficialmente conosciuta come l'Itanium
Processor Family (IPF).&a.murray;&a.steve;&a.rwatson;&a.jhb;&a.bmah;&a.scottl;Questi sono i membri del &a.re;. Questo team è
responsabile di decidere i tempi delle release e controllare il
processo di release. Durante i periodi di congelamento del
codice, gli ingegneri di release hanno l'autorità finale su
tutte le modifiche al sistema per quel ramo di cui si sta preparando
la release. Se c'è qualcosa che vuoi sia fuso da
&os.current; a &os.stable; (qualsiasi valore queste possano avere
in un dato momento), queste sono le persone con cui devi
parlare.Bruce è anche l'autore della documentazione di
release (src/release/doc/*). Se effettui il
commit di una modifica che pensi sia degna di menzione nelle note
di release, assicurati che Bruce lo sappia. Meglio ancora, inviagli
una patch con il tuo commento.&a.benno;Benno è il maintainer ufficiale del port per
PowerPC.&a.brian;Maintainer ufficiale di
/usr/sbin/ppp.&a.nectar;Jacques è il FreeBSD
Security Officer e supervisiona il
&a.security-officer;.&a.wollman;Se hai bisogno di consigli sulle oscure parti interne delle reti
o non sei sicuro di qualche eventuale modifica al sottosistema di
rete che hai in mente, Garrett è qualcuno con cui parlare.
Garret è inoltre molto esperto sui vari standard applicabili
a FreeBSD.&a.committers;cvs-committers è l'entità che CVS usa per inviarti
tutti i messaggi di commit. Non devi mai
inviare email direttamente a questa lista. Puoi solamente
rispondere a questa lista quando i messaggi sono brevi e
direttamente correlati a un commit.&a.developers;Tutti i committer sono iscritti a -developers. Questa lista
è stata creata per essere un forum sulle questioni della
comunità dei committer. Esempi sono le
votazioni per il Core, annunci, ecc. Questa lista
non è intesa come posto per la revisione
del codice o come rimpiazzo della &a.arch; o della &a.audit;.
Infatti usarla in questo modo urta il FreeBSD Project dato che
dà l'impressione di una lista privata dove vengono prese le
decisioni generali che influenzano tutta la comunità che usa
FreeBSD senza essere rese pubbliche.
Ultimo, ma non per importanza mai e poi mai invia un
messaggio alla &a.developers; mettendo in CC:/BCC: un'altra lista
FreeBSD.
Mai e poi mai invia un messaggio su un'altra mailing list mettendo
in CC:/BCC: la &a.developers;. Fare questo può diminuire
enormemente i benefici di questa lista. Inoltre, non pubblicare o
inoltrare mai email inviate alla &a.developers;. L'atto di inviare
un messaggio alla &a.developers; anziché a una lista
pubblica significa che le informazioni contenute non sono ad uso
pubblico.Guida Rapida a SSHSe stai usando FreeBSD 4.0 o successivo, OpenSSH è incluso
nel sistema base. Se stai usando una release precedente, aggiorna
ed installa uno dei port di SSH. In generale, probabilmente vorrai
prendere OpenSSH dal port security/openssh. Potresti anche voler
estrarre l'ssh1 originale dal port security/ssh, ma sii certo di porre la
dovuta attenzione alla sua licenza. Nota che questi port non possono
essere installati contemporaneamente.Se non vuoi digitare la tua password ogni volta che usi
&man.ssh.1;, e usi chiavi RSA o DSA per autenticarti,
&man.ssh-agent.1; è lì per la tua comodità.
Se vuoi usare &man.ssh-agent.1;, assicurati di eseguirlo prima di
utilizzare altre applicazioni. Gli utenti X, per esempio, solitamente
fanno questo dal loro file .xsession o
.xinitrc. Guarda &man.ssh-agent.1; per i
dettagli.Genera un paio di chiavi con &man.ssh-keygen.1;. Le chiavi
finiranno nella tua directory
$HOME/.ssh.Invia la tua chiave pubblica
($HOME/.ssh/identity.pub)
alla persona che ti sta configurando come committer in modo che possa
inserirla nel file authorized_keys nella tua
home directory su freefall (ad esempio,
$HOME/.ssh/authorized_keys).
Ora dovresti essere in grado di usare &man.ssh-add.1; per autenticarti
una volta a sessione. Ti verrà richiesta la pass phrase della tua
chiave privata, e quindi verrà salvata nel tuo agente di
autenticazione (&man.ssh-agent.1;). Se non vuoi più avere la tua
chiave salvata nell'agente, l'esecuzione di ssh-add -d
la rimuoverà.Verifica facendo qualcosa come ssh freefall.FreeBSD.org ls
/usr.Per maggiori informazioni, guarda security/openssh, &man.ssh.1;,
&man.ssh-add.1;, &man.ssh-agent.1;, &man.ssh-keygen.1;, e
&man.scp.1;.Il Lungo Elenco di Regole dei Committer di FreeBSDTraduzione in corsoSupporto per Diverse ArchitettureTraduzione in corsoFAQ Specifiche sui PortTraduzione in corsoBenefici del LavoroTraduzione in corsoDomande GeneraliTraduzione in corso
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml
index a097002db1..715cbe6e59 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/explaining-bsd/article.sgml
@@ -1,597 +1,599 @@
%man;
+
+%freebsd;
%translators;
]>
Panoramica su BSDGregLeheygrog@FreeBSD.orgNel mondo open source, la parola Linux è quasi
sinonimo di Sistema Operativo, ma non si tratta del solo
- sistema operativo UNIX open source. Secondo
+ sistema operativo &unix; open source. Secondo
l'Internet
Operating System Counter, ad Aprile del 1999 il 31.3% delle
macchine connesse in rete ha in esecuzione Linux.
Il 14.6% fa girare BSD UNIX.
Alcuni dei più grandi operatori del web, come Yahoo!, usano BSD. Il server
FTP più affollato del mondo, ftp.cdrom.com, usa BSD per
trasferire 1.4 TB di dati al giorno. Chiaramente questo non è
un mercato di nicchia: BSD è un segreto ben mantenuto.Dunque, qual è il segreto? Perché BSD non è
conosciuto meglio? Questo documento risponde a questa e ad altre
domande.In questo documento, le differenze tra BSD e Linux verranno
evidenziate così.Traduzione a cura di &a.it.surrender;.Cos'è BSD?BSD sta per Berkeley Software Distribution. È
il nome delle distribuzioni di codice sorgente dell'Università
della California, Berkeley, che erano originariamente estensioni al
- sistema operativo UNIX del settore Ricerca della AT&T.
+ sistema operativo &unix; del settore Ricerca della AT&T.
Molti progetti open source di sistemi operativi sono basati
su una versione di questo codice sorgente noto come
4.4BSD-Lite. Inoltre, essi comprendono un gran numero di
pacchetti provenienti da altri progetti Open Source, incluso, in
particolare, il progetto GNU. L'intero sistema operativo
comprende:Il kernel BSD, che gestisce lo scheduling dei processi, l'utilizzo
della memoria, il supporto multiprocessore (SMP), i driver dei
vari dispositivi, ecc.Diversamente dal kernel Linux, ci sono differenti
kernel BSD con differenti caratteristiche.La libreria C, le API di base per il sistema.La libreria C BSD è basata su codice proveniente
da Berkeley, non dal progetto GNU.Utilità come shell, file manager, compilatori e
linker.Alcune delle applicazioni derivano dal
progetto GNU, altre no.L'X Window System, che gestisce la visualizzazione grafica.L'X Window System usato nella maggior parte delle versioni di
BSD viene mantenuto come un progetto separato, il
progetto XFree86.
Questo è lo stesso codice usato da Linux. BSD in genere non
specifica un desktop grafico come GNOME o KDE,
anche se questi sono disponibili.Molti altri programmi ed utilità.Cosa, un vero UNIX?I sistemi operativi BSD non sono cloni, ma derivati open source
del sistema operativo UNIX dell'AT&T Research, che è anche
l'antenato del moderno UNIX System V. Questo potrebbe sorprendere. Come
è potuto accadere questo, se la AT&T non ha mai rilasciato il
suo codice come open source?È vero che lo UNIX AT&T non è open source, e nel
senso del copyright BSD in definitiva non è
UNIX, ma d'altro canto l'AT&T ha importato sorgenti da altri progetti,
in maniera rilevante dal Computer Sciences Research Group
dell'Università della California a Berkeley, CA. Iniziato nel
1976, il CSRG ha iniziato a rilasciare nastri con il loro software,
chiamandolo Berkeley Software Distribution o
BSD.Le versioni iniziali di BSD consistevano principalmente di programmi
utente, ma questo cambiò drammaticamente quando il CSRG
sottoscrisse un contratto con la
Defense Advanced Projects Research Agency (DARPA) per migliorare
i protocolli di comunicazione della loro rete, ARPANET. I nuovi
protocolli furono conosciuti come Internet Protocols,
e in seguito come TCP/IP, ai nomi dei protocolli
più importanti. La prima implementazione distribuita in maniera
estesa fu parte di 4.2BSD, nel 1982.Nel corso degli '80, sorsero un certo numero di compagnie
che producevano workstation. Molti preferirono usare UNIX su licenza
piuttosto che sviluppare da soli un nuovo sistema operativo.
In particolare, la Sun Microsystems rilicenziò UNIX ed
implementò una versione commerciale di 4.2BSD, che chiamò
SunOS. Quando alla AT&T stessa fu permesso di vendere UNIX
commercialmente, cominciarono con una implementazione ridotta all'osso
nota come System III, presto seguita da System V.
Il codice fondamentale di System V non comprendeva la parte di rete,
dunque tutte le implementazioni includevano software addizionale tratto
da BSD, incluso il software legato al TCP/IP, ma anche utilità come
la shell csh e l'editor vi.
Complessivamente, questi miglioramenti furono conosciuti
come le Estensioni Berkeley.Il nastro BSD conteneva codice AT&T e dunque richiedeva
una licenza per il sorgente UNIX. Dal 1990, il finanziamento del CSRG
si stava esaurendo, e se ne stava per affrontare la chiusura.
Alcuni membri del gruppo decisero di rilasciare il codice BSD,
che era Open Source, senza il codice proprietario della AT&T.
Ciò accadde infine con il Networking Tape 2,
in genere noto come Net/2. Net/2 non era un sistema
operativo completo: mancava circa il 20% del codice del kernel. Uno dei
membri del CSRG, William F. Jolitz, scrisse il codice rimanente e lo
rilasciò all'inizio del 1992 come 386BSD.
Allo stesso tempo, un altro gruppo di ex membri del CSRG formò una
compagnia chiamata Berkeley Software
Design Inc. e rilasciò una versione beta di un sistema
operativo chiamato BSD/386,
che era basato sugli stessi sorgenti. Il nome del sistema operativo
è cambiato di recente in BSD/OS.386BSD non divenne mai un sistema operativo stabile. Invece, due
altri progetti se ne distaccarono nel 1993:
NetBSD e
FreeBSD.
I due progetti presero inizialmente direzioni divergenti, a causa della
differente pazienza nell'attendere miglioramenti a
386BSD: la gente di NetBSD cominciò all'inizio dell'anno,
e la prima versione di FreeBSD non fu pronta fino alla fine
dell'anno. Nel frattempo, i codici erano diventati abbastanza differenti
da renderne difficile la fusione. Inoltre, i progetti avevano obiettivi
differenti, come vedremo in seguito. Nel 1996, un ulteriore progetto,
OpenBSD, si divise da
NetBSD.Perché BSD non è più conosciuto?Per un certo numero di ragioni, BSD è relativamente
sconosciuto:Gli sviluppatori BSD sono spesso più interessati
a ripulire il loro codice che a fagli pubblicità.Molta della popolarità di Linux è dovuta a fattori
esterni al progetto Linux, come la stampa, e le compagnie formate per
fornire servizi relativi a Linux. Fino a poco tempo fa,
la varie versioni di BSD open source non avevano tali spinte.Gli sviluppatori BSD tendono ad avere più esperienza
di quelli di Linux, ed hanno meno interesse nel rendere il sistema
facile da usare.
I nuovi arrivati tendono a sentirsi più a loro agio con
Linux.Nel 1992, l'AT&T citò in giudizio
BSDI,
il produttore di BSD/386, sostenendo che il prodotto conteneva
codice sotto copyright della AT&T. Il caso fu risolto in
tribunale nel 1994, ma lo spettro della causa continua a perseguitare
alcune persone. Nel marzo 2000 un articolo pubblicato sul web
sosteneva che il caso era stato concluso
recentemente.Un dettaglio che venne chiarito dall'azione legale fu il nome:
negli anni '80, BSD era stato conosciuto come BSD Unix.
Con l'eliminazione delle ultima vestigia del codice AT&T da BSD,
si era perso anche il diritto di usare il nome UNIX. Per questo
noterete riferimenti nei libri al sistema operativo 4.3BSD
UNIX ed al sistema operativo 4.4BSD.C'è una certa percezione che il progetto BSD sia
frammentato e belligerante. Il Wall
Street Journal parlò di
balcanizzazione dei progetti BSD. Come per l'azione
legale, questa percezione si basa principalmente su vecchie
storie.Paragone tra BSD e LinuxDunque qual'è l'effettiva differenza tra, diciamo, Debian
Linux e FreeBSD? Per l'utente medio, la differenza è
sorprendentemente piccola: entrambi sono sistemi operativi tipo UNIX.
Entrambi vengono sviluppati da progetti non commerciali (questo non si
applica a molte altre distribuzioni di Linux, ovviamente). Nella sezione
seguente, daremo un'occhiata a BSD e lo paragoneremo a Linux.
La descrizione si applica molto da vicino a FreeBSD, che conta per un 80%
delle installazioni BSD, ma le differenza da NetBSD ed OpenBSD sono
piccole.Chi possiede BSD?Nessuna persona o società possiede BSD. Esso è creato
e distribuito da una comunità di persone con grande preparazione
tecnica e voglia di fare che contribuiscono da tutto il mondo.
Alcuni dei componenti di BSD sono progetti open source gestiti da
diversi responsabili.Come viene sviluppato ed aggiornato BSD?I kernel BSD vengono sviluppati ed aggiornati
seguendo il modello di sviluppo open source. Ogni progetto mantiene
un albero dei sorgenti liberamente accessibile in
un Concurrent Versions
System, un sistema di gestione delle versioni concorrenti,
che contiene tutti i file sorgenti del progetto,
inclusa la documentazione ed altri file inerenti. Il CVS
permette agli utenti di estrarre (in sostanza,
estrarre una copia di) ogni versione desiderata del sistema.Un grande numero di sviluppatori da tutto il mondo contribuisce al
miglioramento di BSD. Essi sono divisi in tre grandi gruppi:I contributor scrivono codice o
documentazione. Non gli è permesso di effettuare il commit
(aggiungere codice) direttamente all'albero dei sorgenti.
Affinché il loro codice sia incluso nel sistema, esso
deve essere rivisto e controllato da uno sviluppatore registrato,
noto come committer.I committer sono sviluppatori
con accesso in scrittura all'albero dei sorgenti.
Per poter divenire un committer, un individuo deve dimostrare
abilità nell'area nella quale è attivo.
È a discrezione del committer la volontà di
confrontarsi con qualcuno prima di effettuare cambiamenti. In
generale, un committer con esperienza può effettuare
cambiamenti che sono ovviamente corretti senza interrogare nessuno.
Ad esempio, un committer del progetto di documentazione può
correggere errori tipografici o grammaticali senza un confronto con
altri. D'altro canto, dagli sviluppatori che stanno per effettuare
cambiamenti profondi o complessi ci si aspetta che sottopongano i
cambiamenti a revisione prima di renderli effettivi. In casi
estremi, un membro del core team, con una funzione simile a un Capo
Architetto, può ordinare che i cambiamenti siano rimossi
dall'albero, un processo noto come marcia
indietro.
Tutti i committer ricevono una lettera che descrive ogni
modifica individuale, dunque non è possibile effettuare un
commit segretamente.Il Core Team. FreeBSD e NetBSD
hanno ognuno un core team che gestisce il progetto. I
core team si sono modificati nel corso del progetto, ed i loro
ruoli non sempre sono ben definiti. Non è necessario essere
uno sviluppatore per far parte del core team, anche se è
normale che sia così. Le regole
per il core team variano da un progetto ad un altro, ma in
generale chi ne fa parte ha più autorità
nell'indirizzamento del progetto rispetto agli altri membri.Questa organizzazione differisce da Linux in vari modi:Nessuna persona controlla il contenuto del sistema. In
pratica, questa differenza è sopravvalutata, poiché
il Capo Architetto può richiedere che il codice sia
rimosso, ed anche nel progetto Linux viene permesso a
molte persone di effettuare cambiamenti.D'altra parte, c'è un deposito
centrale, un punto singolo dove è possibile trovare i
sorgenti dell'intero sistema, incluse tutte le vecchie
versioni.I progetti BSD mantengono l'intero Sistema
Operativo, non solo il kernel. Questa distinzione
è utile solo marginalmente: né BSD né Linux
sono utili senza applicazioni. Le applicazioni usate su BSD sono
spesso le stesse usate su Linux.Come risultato di un mantenimento formalizzato
di un singolo CVS per l'albero dei sorgenti, lo sviluppo di BSD
è chiaro, ed è possibile accedere ad ogni versione del
sistema dal numero di release o dalla data.
Il CVS permette anche aggiornamenti incrementali del sistema: ad
esempio, il repository di FreeBSD viene aggiornato più o meno
100 volte al giorno. La maggior parte dei cambiamenti sono
piccoli.Release di BSDOgni progetto BSD fornisce il sistema in tre
release differenti. Come per Linux, alle release
vengono assegnati dei numeri come 1.4.1 o 3.5. Inoltre, il numero di
versione ha un suffisso che indica il suo scopo:la versione di sviluppo del sistema è chiamata
CURRENT. FreeBSD assegna un numero
alla CURRENT, ad esempio FreeBSD 5.0-CURRENT. NetBSD usa uno
schema di denominazione leggermente differente
ed aggiunge un suffisso di una singola lettera che indica
i cambiamenti nell'interfaccia interna, ad esempio NetBSD
1.4.3G. OpenBSD non assegna un numero
(OpenBSD-current).
Tutti gli sviluppi del sistema vanno in questo ramo.A intervalli regolari, tra le due e le quattro volte all'anno, i
progetti fanno uscire una versione RELEASE
del sistema, disponibile su CD-ROM e come libero download da siti
FTP, ad esempio OpenBSD 2.6-RELEASE o NetBSD 1.4-RELEASE.
La versione RELEASE è intesa per gli utenti finali ed
è la versione normale del sistema. NetBSD fornisce anche
patch release, versioni con solo piccole
correzioni, con una terza cifra, ad esempio NetBSD 1.4.2.Quando vengono trovati dei bug in una versione RELEASE,
vengono corretti, e le correzioni vengono aggiunte all'albero del
CVS. In FreeBSD, la versione risultante viene detta
STABLE, mentre in NetBSD ed OpenBSD continua
a chiamarsi RELEASE. Caratteristiche minori possono essere aggiunte
a questo ramo dopo un periodo di test nel ramo CURRENT.In contrasto, Linux mantiene due alberi di codice
differenti: la versione stabile e la versione di sviluppo.
Le versioni stabili hanno un numero di versione pari, come 2.0, 2.2 o
2.4. Le versioni di sviluppo hanno numero di versione dispari, come
2.1, 2.3 o 2.5. In ogni caso, il numero è seguito da un
ulteriore numero che indica la versione esatta. Inoltre, ogni
venditore aggiunge i suoi programmi utente o le sue utilità,
dunque anche il nome della distribuzione è importante. Ogni
venditore di distribuzione assegna anche un numero di versione alla
distribuzione, dunque una descrizione completa dovrebbe essere una
cosa del tipo TurboLinux 6.0 con kernel
2.2.14Quali versioni di BSD sono disponibili?In contrasto alle numerose distribuzioni Linux, ci sono solo
tre BSD open source. Ogni progetto BSD mantiene il suo albero dei
sorgenti ed il suo kernel. In pratica, comunque, ci sono meno
divergenze tra i codici dei programmi utente dei vari progetti di quante
ce ne siano in Linux.È difficile catalogare gli obiettivi di ogni progetto:
le differenze sono molto soggettive. Di base,FreeBSD punta alle alte prestazioni e alla facilità d'uso
per l'utente finale, ed è molto usato dai fornitori di
contenuti web. Funziona su PC e processori Alpha della Compaq.
Il progetto FreeBSD ha nettamente più utenti degli
altri.NetBSD punta alla massima portabilità: of course
it runs NetBSD, ovviamente ci gira NetBSD.
Funziona su macchine che vanno dai palmtop ai grossi
server, ed è anche stato usato dalla NASA in alcune missioni
spaziali. È una scelta particolarmente buona per il vecchio
hardware non Intel.OpenBSD punta alla sicurezza e alla purezza del codice: usa una
combinazione dei concetti open source e un rigoroso controllo
del codice per creare un sistema la cui correttezza sia
dimostrabile, rendendolo la scelta di organizzazioni attente alla
sicurezza come banche, borse e dipartimenti del governo
statunitense.
Come NetBSD, funziona su un gran numero di piattaforme.Ci sono anche altri due sistemi operativi BSD che non sono open
source, BSD/OS e il Mac OS X della Apple:BSD/OS è il più antico dei derivati di 4.4BSD.
Non è open source, anche se licenze per il codice sorgente
sono disponibili ad un costo relativamente basso. Assomiglia a
FreeBSD in molti sensi.Mac OS
X è l'ultima versione del sistema operativo per
la linea Macintosh della Apple
Computer Inc.. L'anima BSD Unix di questo sistema
operativo, Darwin, è
disponibile come un sistema operativo open source completamente
funzionante per computer x86 e PPC. Il sistema grafico Aqua/Quartz
e molti altri aspetti proprietari di Mac OS X rimangono comunque
closed source. Numerosi sviluppatori di Darwin sono anche
committer di FreeBSD, e viceversa.Come differisce la licenza BSD dalla GNU Public?Linux è disponibile con licenza GNU General Public
License (GPL), che è pensata per eliminare il software
closed source. In particolare, ogni lavoro derivante da un prodotto
rilasciato sotto GPL deve essere fornito anche con il codice sorgente,
se richiesto. Al contrario, la licenza
BSD è meno restrittiva: le distribuzioni dei soli
binari sono permesse. Ciò è particolarmente attraente per
le applicazioni embedded.Cos'altro dovrei sapere?Poiché sono disponibili meno applicazioni per BSD che per
Linux, gli sviluppatori BSD hanno creato un pacchetto di
compatibilità con Linux, che permette ai programmi per Linux di
funzionare su BSD. Il pacchetto include sia modifiche al kernel, in
modo da permettere l'esecuzione corretta di chiamate di sistema
Linux, che file di compatibilità, come la libreria C. Non
c'è una differenza notevole nella velocità di esecuzione
tra una applicazione in esecuzione su una macchina Linux ed una
applicazione in esecuzione su una macchina BSD con pari
caratteristiche.La natura tutto da una sola fonte di BSD fa sì
che gli aggiornamenti siano molto più semplici da gestire
rispetto alla maggior parte dei casi in Linux. BSD gestisce gli
aggiornamenti della versione di libreria fornendo moduli di
compatibilità per le versioni precedenti, dunque è
possibile eseguire binari di parecchi anni prima senza problemi.Cosa dovrei usare, BSD o Linux?Cosa significa tutto questo in pratica? Chi dovrebbe usare BSD, chi
dovrebbe usare Linux?Questa è una domanda molto difficile a cui rispondere. Qui
ci sono alcune linee guida:Se non è rotto, non aggiustarlo: se usi
già un sistema operativo open source, e ne sei soddisfatto,
probabilmente non c'è ragione di cambiare.I sistemi BSD, in particolare FreeBSD, possono avere prestazioni
notevolmente migliori di Linux. Ma questo non avviene in tutti i
campi. In molti casi, c'è una differenza minima nelle
prestazioni. In alcuni casi, Linux può comportarsi meglio di
FreeBSD.In generale, i sistemi BSD hanno una reputazione migliore di
affidabilità, principalmente come risultato di una base di
codice più maturo.La licenza BSD può essere più attraente della
GPL.BSD può eseguire codice Linux, mentre Linux non
può eseguire codice BSD. Come risultato, c'è
più software disponibile per BSD che per Linux.Chi fornisce supporto, servizi, e training su BSD?BSD ha sempre supportato BSD/OS, e recentemente ha
annunciato contratti di supporto per FreeBSD.Inoltre, ognuno dei progetti ha una lista di consulenti a pagamento:
FreeBSD,
NetBSD,
e OpenBSD.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml
index 18b78bc678..dec36e5c26 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/new-users/article.sgml
@@ -1,1069 +1,1072 @@
%man;
+
+%freebsd;
%mailing-lists;
%translators;
]>
- Per chi è alle Prime Armi sia con FreeBSD che con Unix
+ Per chi è alle Prime Armi sia con FreeBSD che con
+ &unix;AnneliseAndersonandrsn@andrsn.stanford.edu15 Agosto 1997Congratulazioni per aver installato FreeBSD! Questa introduzione
é per chi é alle prime armi con FreeBSD
e Un*x—perciò comincia dalle basi.
Stai certamente usando la versione 2.0.5 o una più recente di
FreeBSD distribuita da BSDi o FreeBSD.org, il tuo sistema ha (per il
momento) un solo utente (te stesso)—e sei probabilmente abbastanza
bravo con DOS/WINDOWS o OS/2.Traduzione a cura di &a.it.max;.Entrare ed Uscire dal SistemaEntra (quando vedi login:) come l'utente che
hai creato durante l'installazione oppure come
root. (La tua installazione di FreeBSD dovrebbe
già avere un account di root;
root può andare ovunque e fare qualsiasi cosa, anche cancellare
file essenziali, perciò stai attento!) I simboli &prompt.user; e
&prompt.root; che incontrerai più avanti simboleggiano il prompt
(i tuoi potrebbero essere differenti), dove &prompt.user; indica un utente
ordinario e &prompt.root; indica root.Per uscire (e ritrovarsi con un nuovo prompt login:)
scrivi&prompt.root; exittante volte quanto serve. Sì, premi
- invio dopo ogni comando, e ricordati che Unix fa
+ invio dopo ogni comando, e ricordati che &unix; fa
distinzione tra maiuscole e minuscole—perciò
exit, non EXIT.Per spegnere il computer digita&prompt.root; /sbin/shutdown -h nowO per riavviarlo digita&prompt.root; /sbin/shutdown -r nowoppure&prompt.root; /sbin/rebootPuoi anche riavviarlo premendo
CtrlAltCanc.
Lasciagli un po' di tempo per compiere il suo lavoro. Questo equivale a
/sbin/reboot nelle versioni più recenti di
FreeBSD ed è molto meglio che premere il bottone di reset.
Non vorrai mica reinstallare tutto da capo, vero?Aggiungere un Utente con Privilegi di RootSe non hai creato un utente durante l'installazione e quindi
sei entrato nel sistema come root, dovresti probabilmente crearne
uno ora tramite&prompt.root; adduserLa prima volta che aggiungi un utente, il sistema dovrebbe chiederti
di inserire delle impostazioni di default da applicare. Potresti volere
come shell &man.csh.1; invece di &man.sh.1;, se ti viene consigliato
sh come default. Altrimenti premi solo invio
per accettare i valori proposti. Questi dati vengono salvati in
/etc/adduser.conf, un file modificabile
successivamente a mano.Supponiamo che tu voglia creare l'utente jack di
nome reale Jack Benimble. Assegna a jack una
password per ragioni di sicurezza (anche i bambini che gironzolano per
casa potrebbero mettere le mani sulla tastiera). Quando ti viene chiesto
se vuoi invitare jack in un altro gruppo, digita
wheelLogin group is ``jack''. Invite jack into other groups: wheelQuesto ti permetterà di entrare come l'utente
jack e usare il comando &man.su.1;
per diventare root. A quel punto non sarai più preso in giro per
essere entrato direttamente come root.Puoi uscire da adduser in qualsiasi momento
premendo CtrlC,
e alla fine avrai l'opportunità di approvare il nuovo utente oppure
premere n per non farlo. Potresti voler creare un
secondo utente (jill?) cosicché quando andrai a modificare i file
di jack avrai un'ancora di salvezza in caso qualcosa vada male.Una volta fatto questo, usa exit per tornare al
prompt di login ed entrare come jack.
In generale è meglio cercare di lavorare da utente normale
in modo da non avere il potere—e il rischio—di root.Se hai già creato un utente e vuoi che quell'utente sia in
grado di usare su per diventare root, puoi entrare come
root e modificare il file /etc/group, aggiungendo
jack alla prima linea (il gruppo wheel). Ma
prima devi fare pratica con &man.vi.1;, l'editor di testo—oppure
usa il più semplice &man.ee.1;, installato sulle recenti
versioni di FreeBSD.Per cancellare un utente, usa il comando
rmuser.Diamoci un'occhiata in giroUna volta avuto accesso come utente normale, guardati in giro e prova
alcuni dei comandi che ti daranno accesso alle fonti di aiuto e di
informazioni su FreeBSD.Ecco qui una lista di comandi e le loro funzioni:idTi dice chi sei!pwdTi mostra dove sei—la directory in cui stai
lavorando.lsTi mostra una lista dei file contenuti nella directory.ls Ti mostra un elenco dei file contenuti nella directory ponendo
* dopo i file eseguibili,
/ dopo le directory, e
@ dopo i collegamenti simbolici.ls Mostra un elenco di file nel formato lungo—grandezza,
data, permessi.ls Mostra una lista dei file nascosti, cioè con un
punto davanti al nome, insieme agli altri.
Se sei root, i file puntati vengono mostrati anche
senza l'opzione .cdCambia la directory di lavoro. cd
.. torna alla directory
superiore; nota lo spazio dopo cd. cd
/usr/local va nella directory
specificata. cd ~ va
nella directory home dell'utente collegato in quel
momento—per esempio, /usr/home/jack.
Prova cd /cdrom, e poi
ls, per scoprire se il tuo CDROM è
montato e funziona.view
nomefileMostra il contenuto del file (chiamato
nomefile) senza modificarlo.
Prova view
/etc/fstab.
:q per uscire.cat nomefileMostra nomefile sullo schermo.
Se è troppo lungo e ne puoi vedere solo la fine,
premi BlocScorr e usa
freccia-su per muoverti in alto; puoi usare
BlocScorr anche con le pagine man. Premi ancora
BlocScorr per uscire dallo scorrimento. Potresti
provare cat con alcuni dei file
nascosti presenti nella tua directory home—cat
.cshrc, cat
.login, cat
.profile.Noterai degli alias in .cshrc per
alcuni dei comandi ls (sono molto
convenienti). Puoi creare degli altri alias modificando
.cshrc. Puoi far sì che questi alias
diventino disponibili a tutti gli utenti mettendoli nel file
di configurazione generale di csh,
/etc/csh.cshrc.Ottenere Aiuto e InformazioniEcco alcune risorse utili per ottenere aiuto.
Testo è qualcosa che puoi
digitare a tuo piacere—normalmente si tratta di un comando
o del nome di un file.apropos
testoTutto ciò che contiene la stringa
testo nel database
whatis.man
testoMostra la pagina man di testo,
la maggior risorsa di documentazione per i sistemi Un*x.
man ls ti dirà
tutti i modi possibili per usare il comando ls.
Premi Invio per muoverti nel testo,
CtrlB
per andare indietro di una pagina,
CtrlF
per andare avanti, q oppure
CtrlC
per uscire.which
testoTi dice dove si trova il comando
testo nel path dell'utente.locate
testoTi dice tutte le directory nei path dell'utente in cui si trova
il comando testo.whatis
testoTi dice che cosa fa il comando
testo e la sua pagina man.
Digitando whatis * ti verranno presentate tutte
le pagine man associate agli eseguibili presenti nella directory
corrente.whereis
testoTrova il file testo, dandoti il suo
percorso completo.Potresti voler provare ad usare whatis con
alcuni comandi utili come cat,
more, grep,
mv, find,
tar, chmod,
chown, date, e
script. more ti permette
di leggere una pagina alla volta come in DOS, ad esempio, ls -l |
more oppure more
nomefile.
* ha valore assoluto—per esempio, ls
w* mostra tutti i file che cominciano con
w.Per caso alcuni di questi comandi non funzionano correttamente? Sia
&man.locate.1;, sia &man.whatis.1; dipendono da
un database che viene ricostruito settimanalmente. Se la tua macchina
non sarà lasciata accesa per il fine settimana (usando FreeBSD),
può darsi che tu voglia usare i comandi per la manutenzione
giornaliera, settimanale, e mensile ogni tanto. Falli partire come root
e lascia loro il tempo di finire il lavoro prima di farne partire un
altro.&prompt.root; periodic dailyoutput tralasciato
&prompt.root; periodic weeklyoutput tralasciato
&prompt.root; periodic monthlyoutput tralasciatoSe ti stufi di aspettare, premi
AltF2 per
avere un'altra console virtuale, e poterti loggare
nuovamente. Dopotutto è un sistema multi-utente, e multi-tasking.
Probabilmente questi comandi produrranno dei messaggi sullo
schermo quando lavorano; puoi digitare
clear per pulire lo schermo.
Quando hanno finito, dovresti dare un'occhiata a
/var/mail/root e
/var/log/messages.Usare tali comandi fa parte dell'amministrazione di
sistema—e come utente singolo di un sistema Unix,
sei tu l'amministratore del sistema. Praticamente l'unica cosa
per la quale è necessario che tu sia root è
l'amministrazione. Queste responsabilità
non vengono trattate bene nemmeno in quei grossi libri
su Unix, che sembrano dedicare troppo spazio all'uso dei menu
nei windows manager. Potresti voler leggere uno dei più
interessanti libri sull'amministrazione di sistema, come
UNIX System Administration Handbook di Evi Nemeth
et.al. (Prentice-Hall, 1995, ISBN 0-13-15051-7)—la seconda edizione
con la copertina rossa; oppure Essential System
Administration di Æleen Frisch (O'Reilly &
Associates, 1993, ISBN 0-937175-80-3). Io ho usato quello di
Nemeth.Modificare File di TestoPer poter configurare il tuo sistema, devi modificare dei file. Molti
di questi saranno in /etc; e avrai bisogno
del comando su per diventare root e poter così
modificarli. Puoi usare il semplice editor ee, ma
alla lunga risulta più utile imparare vi.
C'é un eccellente tutorial su vi in
/usr/src/contrib/nvi/docs/tutorial se lo hai
installato; altrimenti puoi scaricarlo via FTP da
ftp.cdrom.com dalla directory
FreeBSD/FreeBSD-current/src/contrib/nvi/docs/tutorial.Prima di modificare un file, dovresti farne una copia.
Supponiamo tu voglia modificare /etc/rc.conf. Puoi
semplicemente usare cd /etc per andare in
/etc e fare:&prompt.root; cp rc.conf rc.conf.origQuesto copierà rc.conf in
rc.conf.orig, e potrai successivamente copiare
rc.conf.orig in
rc.conf per tornare all'originale. Ma ancora meglio
sarà spostare (rinominare) il file per poi ricopiarlo con il nome
originale:&prompt.root; mv rc.conf rc.conf.orig
&prompt.root; cp rc.conf.orig rc.confperché il comando mv mantiene
la data e il proprietario originali del file. Puoi ora modificare
rc.conf. Se vuoi tornare all'originale,
potresti fare mv rc.conf rc.conf.myedit
(assumendo che vuoi tenere la versione modificata) e
quindi fare&prompt.root; mv rc.conf.orig rc.confper tornare allo stato iniziale.Per modificare un file, digita&prompt.root; vi nomefileMuoviti nel testo con i tasti freccia.
Esc mette vi
in modalità comando. Ecco qui alcuni dei comandi:xcancella la lettera su cui si trova il cursoreddcancella l'intera riga (anche se va a capo sullo schermo)iinserisci del testo nella posizione del cursoreainserisci del testo dopo il cursoreQuando digiti i o a,
puoi inserire del testo. Esc ti riporta in
modalità comando dove puoi digitare:wper salvare le modifiche sul disco e continuare a
modificare il file:wqper salvare le modifiche e uscire:q!per uscire senza salvare le modifiche/testoper spostare il cursore su testo;
/Invio
per trovare la prossima occorrenza di
testo.Gper andare alla fine del filenGper andare alla riga n del
file, dove n è un numeroCtrlLper ridisegnare lo schermoCtrlb e
Ctrlfvai avanti e indietro di una pagina, come succede con
more e view.Fai un po' di pratica con vi nella tua directory
home creando un nuovo file digitando vi
nomefile e aggiungendo
e cancellando del testo, salvando il file, e riaprendolo di nuovo.
vi è pieno di sorprese perché è
abbastanza complesso, e ti capiterà di digitare un comando che
farà di sicuro qualcosa che non ti aspetti. (Alcune persone
preferiscono vi—è più potente
dell'EDIT del DOS—scopri il comando :r)
Usa Esc una o più volte per essere sicuro di
essere in modalità comando e continua da lì quando hai dei
problemi, salva spesso con :w, e usa
:q! per uscire e ricominciare (dal tuo ultimo
:w) quando ne hai bisogno.Ora puoi usare cd per andare in
/etc, su per diventare root,
vi per modificare il file
/etc/group, e aggiungere un utente al gruppo wheel
cosicché possa avere privilegi di root. Aggiungi solo una virgola
e il nome di login dell'utente alla fine della prima riga del file, premi
Esc, e usa :wq per salvare
il file su disco e uscire. La modifica ha effetto immediato. (Non hai
lasciato uno spazio dopo la virgola, vero?)Stampa di File da DOSA questo punto la tua stampante non funzionerà ancora sotto
FreeBSD, ecco quindi un sistema per creare un file da una pagina man,
metterlo su un floppy, e quindi stamparlo da DOS. Supponiamo che tu
voglia leggere attentamente come cambiare i permessi sui file (abbastanza
importante). Puoi usare man chmod per leggere come
fare. Il comando&prompt.user; man chmod | col -b > chmod.txttoglierà gli elementi di formattazione e manderà il
tutto sul file chmod.txt al posto di mostrare il
contenuto sullo schermo. Ora metti un dischetto formattato DOS nel
lettore, digita su per diventare root, e scrivi&prompt.root; /sbin/mount -t msdos /dev/fd0 /mntper montare il floppy su /mnt.Ora (non hai più bisogno di essere root, e puoi digitare
exit per tornare ad essere l'utente jack) puoi
andare nella directory in cui hai creato chmod.txt e
copiare il file sul floppy digitando:&prompt.user; cp chmod.txt /mnte usare ls /mnt per vedere il
contenuto di /mnt, che dovrebbe contenere il file
chmod.txt.In particolare potresti voler creare un file con l'output di
/sbin/dmesg digitando&prompt.user; /sbin/dmesg > dmesg.txte copiare dmesg.txt sul floppy.
/sbin/dmesg è il file di log di avvio, ed
è importante comprenderlo perché ti mostra cosa ha trovato
FreeBSD all'avvio. Se poni delle domande sulla &a.questions;
o su un gruppo USENET—del tipo FreeBSD non trova il mio drive
per i nastri, che cosa faccio?—la gente vorrà
sapere cosa mostra il tuo dmesg.Ora devi smontare il floppy (da root) per poter togliere
il disco&prompt.root; /sbin/umount /mnte riavviare per tornare in DOS. Copia questo file in una
directory DOS, richiamali con l'EDIT del DOS, Notepad o Wordpad di
Windows, o un editor di testi, fai una piccola modifica in modo che
il file debba essere salvato, e stampa come faresti da DOS o
Windows. Spera che funzioni! Le pagine man vengono meglio se
stampate con il comando DOS print. (Copiare i file
da FreeBSD su una partizione DOS montata è ancora in alcuni casi
rischioso.)Far funzionare la stampante sotto FreeBSD consiste nel creare
un opportuno elemento in /etc/printcap e
creare una directory di spool corrispondente in
/var/spool/output. Se la tua stampante è su
lpt0 (ciò che DOS chiama
LPT1), devi solo andare in
/var/spool/output e (da root) creare la
directory lpd digitando: mkdir
lpd, se non è già presente. A quel punto la
stampante dovrebbe rispondere quando il sistema parte, e
lp o lpr dovrebbero mandare un
file alla stampante. Che il file venga stampato o meno è solo
questione di configurazione, che è discussa nel Manuale di FreeBSD.Altri Comandi Utilidfmostra lo spazio disponibile e tutte le partizioni
montate.ps auxmostra i processi in esecuzione. ps ax
è una forma contratta.rm nomefilecancella nomefile.rm -R dircancella la directory dir e tutte le
sottodirectory—attenzione!ls -Rmostra il contenuto della directory e delle sue
sottodirectory; io usavo una variante, ls -AFR >
where.txt, per avere una lista dei file in
/ e (separatamente)
/usr prima che scoprissi dei metodi migliori
per cercare i file.passwdper cambiare la password dell'utente (o di root)man hierpagina man sul file system di UnixUsa find per trovare nomefile
in /usr o nelle sue sottodirectory digitando&prompt.user; find /usr -name "nomefile"Puoi usare * come identificatore universale in
"nomefile"
(che dovrebbe essere tra virgolette). Se dici a
find di cercare in /
anziché /usr cercherà il/i file su
tutti i file system montati, inclusi i CDROM e le partizioni DOS.Un libro eccellente che tratta i comandi e le utility di Unix
è Unix for the Impatient di Abrahams &
Larson (2nd ed., Addison-Wesley, 1996).
Ci sono anche un sacco di informazioni su Unix su Internet. Guarda
Unix Reference
Desk.Prossimi PassiDovresti ora avere gli strumenti necessari per girare nel sistema e
modificare i file, così da poter rendere tutto funzionante. Ci
sono un sacco di informazioni nel Manuale di FreeBSD (che è
probabilmente sul tuo disco rigido) e sul sito web di FreeBSD. Una
grande scelta di package e port è presente sul CDROM così
come sul sito web. Il manuale ti spiega come usarli
(prendi il package se esiste, con pkg_add
/cdrom/packages/All/nomepackage,
dove nomepackage è il nome del file del
package). Il CDROM ha una lista di package e di port
con delle brevi descrizioni in cdrom/packages/index,
cdrom/packages/index.txt, e
cdrom/ports/index, e con descrizioni più ampie
in /cdrom/ports/*/*/pkg/DESCR, dove
* rappresenta rispettivamente sottodirectory di tipi di
programmi e nomi di programmi.Se trovi il manuale troppo difficile su come installare i port dal
CDROM (con il sistema di lndir e altro), ecco come
funziona normalmente:Trova il port che vuoi, supponiamo kermit.
Ci sarà una directory per lui sul CDROM. Copia la
sottodirectory in /usr/local (un buon posto
perché il software che aggiungi sia disponibile a tutti gli utenti)
con:&prompt.root; cp -R /cdrom/ports/comm/kermit /usr/localQuesto dovrebbe portarti ad avere la sottodirectory
/usr/local/kermit che contiene tutti i file
presenti nella sottodirectory kermit del CDROM.Ora, crea la directory
/usr/ports/distfiles se non esiste ancora,
usando mkdir. Poi controlla
/cdrom/ports/distfiles cercando un file
con il nome che indica che si tratta del port esatto. Copia quel file in
/usr/ports/distfiles; nelle versioni più
recenti puoi saltare questo passo, perché FreeBSD lo farà
per te. Nel caso di kermit, non c'è nessun
distfile.Quindi entra con cd nella sottodirectory di
/usr/local/kermit che contiene il file
Makefile. Digita&prompt.root; make all installDurante questo processo il port userà FTP per scaricare
i file compressi che non ha trovato sul CDROM o in
/usr/ports/distfiles. Se la tua connessione
non funziona ancora e non c'è nessun file per il port in
/cdrom/ports/distfiles, dovrai
recuperare il distfile usando un'altra macchina e poi copiarlo in
/usr/ports/distfiles da un dischetto o dalla
partizione DOS. Leggi Makefile (usando
cat o more oppure
view) per scoprire dove andare (il sito principale
di distribuzione) per trovare il file e conoscere il suo nome. Il nome
verrà troncato quando scaricato da DOS, e dopo averlo trasferito
in /usr/ports/distfiles dovrai
rinominarlo (usando il comando mv) nel suo
nome originale cosicché possa essere trovato. (Usa il
trasferimento di file binario!)
Quindi torna in /usr/local/kermit, trova la
directory contenente Makefile, e digita
make all install.Un'altra cosa che può succedere quando si installa un port o un
package è che questi abbiano bisogno di un altro programma. Se
l'installazione si ferma con un messaggio can't find
unzip o simile, potresti dover installare il
package o il port di unzip prima di proseguire.Una volta installato, digita rehash per far
sì che FreeBSD rilegga i file contenuti nel path e sappia quali
sono presenti.
(Se trovi un sacco di messaggi path not found
quando usi whereis o which, dovresti
fare delle aggiunte all'elenco delle directory nel
file .cshrc nella tua directory home.
L'elenco dei path in Unix fa la stessa
cosa che fa in DOS, tranne che la directory corrente (di
default) non si trova nel path per ragioni di sicurezza; se il comando
che vuoi eseguire è nella directory in cui ti trovi, devi digitare
./ prima del nome del comando; niente
spazio dopo la barra.)Potresti volere la versione più recente di Netscape
dal loro sito FTP.
(Netscape necessita dell'X Window System.) Ora c'é una versione
per FreeBSD, quindi dà un'occhiata in giro. Usa solo
gunzip nomefile e
tar xvf nomefile sul file,
sposta il binario in /usr/local/bin o qualche altro
posto in cui vengono tenuti i binari, esegui rehash, e
quindi aggiungi le seguenti linee a .cshrc in tutte
le directory home degli utenti oppure (più semplicemente) in
/etc/csh.cshrc, il file di configurazione globale di
csh:setenv XKEYSYMDB /usr/X11R6/lib/X11/XKeysymDB
setenv XNLSPATH /usr/X11R6/lib/X11/nlsQuesto assume che il file XKeysymDB
e la directory nls siano in
/usr/X11R6/lib/X11; se non lo sono, trovale
e mettile lì.Se hai originariamente installato Netscape dal CDROM (o via
FTP), non sostituire /usr/local/bin/netscape
con il nuovo binario di netscape; questo è solo uno script di shell
che imposta le variabili di ambiente per te. Rinomina invece
il nuovo binario in netscape.bin e rimpiazza il
vecchio binario, che dovrebbe essere
/usr/local/netscape/netscape.Il tuo Ambiente di LavoroLa shell è la parte più importante del tuo ambiente
di lavoro. In DOS, la shell è solitamente command.com. La shell
è ciò che interpreta i comandi che digiti sulla linea di
comando, e quindi comunica con il resto del sistema operativo.
Puoi anche scrivere script di shell, che sono come i file batch di
DOS: una serie di comandi che devono essere eseguiti senza il tuo
intervento.Due shell vengono normalmente installate con FreeBSD:
csh e sh.
csh è buona per lavoro da linea di comando, ma
gli script dovrebbero essere scritti usando sh (o
bash). Puoi scoprire che shell hai
digitando echo $SHELL.csh è una buona shell, ma
tcsh fa tutto ciò che csh
fa e anche altro. Ti permette di richiamare i comandi usando
le frecce e ti permette di modificarli. Ha l'auto-completamento dei nomi
di file con tab (csh usa Esc), e
ti permette di tornare alla directory in cui eri digitando
cd -. È anche più semplice alterare il
prompt con tcsh. Ti rende la vita più
facile.Ecco tre semplici passi per installare una nuova shell:Installa la shell tramite port o package, come faresti
con un qualsiasi altro port o package. Usa
rehash e which tcsh
(assumendo che tu stia installando tcsh) per
essere sicuro di averla installata.Da root, modifica /etc/shells, aggiungendo
una riga nel file per la nuova shell, in questo caso
/usr/local/bin/tcsh, e salva il file.
(Alcuni port lo fanno per te.)Usa il comando chsh per cambiare
permanentemente la tua shell in tcsh, o digita
tcsh al prompt per cambiare la shell senza
dover uscire dal sistema per poi rientrare.Può essere pericoloso cambiare la shell di root in qualcosa
di diverso da sh o csh su
versioni più recenti di FreeBSD e di Unix; potresti
non avere una shell funzionante se il sistema entra in modalità
singolo utente. La soluzione è usare su -m
per diventare root, che ti dà tcsh come shell
di root, poiché la shell è parte del tuo ambiente.
Puoi rendere tutto ciò permanente aggiungendo al
tuo .tcshrc un alias con
alias su su -m.Quando tcsh parte, legge i file
/etc/csh.cshrc e
/etc/csh.login, come farebbe
csh. Leggerà anche il file
.login nella tua directory home ed anche
.cshrc, a meno che tu non abbia un file
.tcshrc. Puoi crearlo copiando
.cshrc in .tcshrc.Ora che hai installato tcsh, puoi sistemare
il tuo prompt. Puoi trovare i dettagli nella pagina man di
tcsh, ma ecco qui una linea da mettere nel tuo
.tcshrc che ti dirà quanti comandi hai
digitato, che ore sono, e in che directory
ti trovi. Produce anche un > se sei un
utente normale e un # se sei root, ma
tsch lo farebbe in ogni caso:set prompt = "%h %t %~ %# "Questa dovrebbe andare nella stessa posizione della linea di
prompt corrente se ce n'è una, o sotto "if($?prompt) then" in caso
contrario. Commenta la vecchia riga; così potrai tornare a quella
vecchia se la preferirai. Non dimenticare gli spazi e le virgolette.
Puoi far rileggere .tcshrc digitando
source .tcshrc.Puoi avere una lista delle variabili di sistema che sono state
impostate digitando env al prompt.
Il risultato ti mostrerà il tuo editor di default, il pager, e il
tipo di terminale, tra le altre possibili variabili. Un comando
utile se ti connetti al sistema da una postazione remota e non riesci ad
eseguire un programma perché il terminale non ne è capace
è setenv TERM vt100.AltroDa root puoi smontare il CDROM con
/sbin/umount /cdrom, toglilo dal lettore,
inseriscine un altro, e montalo con
/sbin/mount_cd9660 /dev/cd0a /cdrom assumendo che
cd0a sia il nome di dispositivo del tuo lettore di
CDROM. La versione più recente di FreeBSD ti permette di montare
il CDROM solo con /sbin/mount /cdrom.Usare il live file system—il secondo cd del set
di FreeBSD—è
utile se hai poco spazio a disposizione. Ciò che si trova
sul live file system cambia da release a release. Potresti
provare ad eseguire dei giochi dal CDROM. Questo comporta l'uso di
lndir, che viene installato con l'X Window
System, per dire ai programmi dove trovare i file necessari, poiché
questi si trovano nel file system /cdrom
anziché /usr e le sue
sottodirectory, che è dove dovrebbero essere. Leggi
man lndir per avere più informazioni.I Commenti sono BenvenutiSe usi questa guida, sarei interessata a sapere dove non è
chiara, ciò che è stato tralasciato e che vorresti venisse
incluso, e sapere se tutto ciò è stato utile. I miei
ringraziamenti vanno a Eugene W. Stark, professore di informatica a
SUNY-Stony Brook, e John Fieber per i suoi utili commenti.Annelise Anderson, andrsn@andrsn.stanford.eduPer questioni legate alla traduzione, o se avete commenti da poter
esprimere solo in italiano, non esitate a contattarmi. Come per l'autrice
originale, ogni genere di commenti è ben accetto.Massimiliano Stucchi, stucchi@willystudios.com
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml b/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml
index 9f702d49c9..4e96042ea1 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/articles/vm-design/article.sgml
@@ -1,1045 +1,1047 @@
%man;
+
+%freebsd;
%translators;
]>
Elementi di progettazione del sistema di VM di FreeBSDMatthewDillondillon@apollo.backplane.comIl titolo è in realtà solo un modo complicato per dire
che cercherò di descrivere l'intera enchilada della memoria
virtuale (VM), sperando di farlo in una maniera che chiunque possa
seguire.
Nell'ultimo anno mi sono concentrato su un certo numero di sottosistemi
principali del kernel in FreeBSD, trovando quelli della VM (la memoria
virtuale) e dello Swap i più interessanti, e considerando quello
di NFS un lavoretto necessario.
Ho riscritto solo piccole porzioni di quel codice. Nell'arena
della VM la sola grossa riscrittura che ho affrontato è stata
quella del sottosistema di swap.
La maggior parte del mio lavoro è stato di pulizia e
mantenimento, con solo alcune moderate riscritture di codice e
nessuna correzione rilevante a livello algoritmico nel sottosistema
della VM. Il nocciolo della base teorica del sottosistema
rimane immutato ed un bel po' del merito per gli sforzi di
modernizzazione negli ultimi anni appartiene a John Dyson e David
Greenman. Poiché non sono uno storico come Kirk non
tenterò di marcare tutte le varie caratteristiche con i nomi
delle relative persone, perché sbaglierei
invariabilmente.Traduzione a cura di &a.it.surrender;.Questo articolo è stato pubblicato in origine nel numero di
gennaio 2000 di DaemonNews.
Questa versione dell'articolo può includere aggiornamenti da
parte di Matt e di altri autori per riflettere i cambiamenti
nell'implementazione della VM di FreeBSD.IntroduzionePrima di andare avanti con la descrizione del progetto effettivo
della VM spendiamo un po' di tempo sulla necessità di mantenere
e modernizzare una qualunque base di codice longeva.
Nel mondo della programmazione, gli algoritmi tendono ad essere più
importanti del codice ed è dovuto alle radici accademiche
di BSD che si è prestata grande attenzione alla progettazione
algoritmica sin dal principio.
Una maggiore attenzione al design in genere conduce ad una base di codice
flessibile e pulita che può essere modificata abbastanza
semplicemente, estesa, o rimpiazzata nel tempo.
Mentre BSD viene considerato un sistema operativo vecchio
da alcune persone, quelli di noi che lavorano su di esso tendono
a considerarlo come una base di codice matura
che ha vari componenti modificati, estesi, o rimpiazzati con codice
moderno. Questa si è evoluta, e FreeBSD è all'avanguardia,
non importa quanto possa essere vecchio qualche pezzo di codice.
Questa è una distinzione importante da fare ed una di quelle che
sfortunatamente sfuggono alla maggior parte delle persone. Il più
grande errore che un programmatore possa fare è non imparare
dalla storia, e questo è precisamente l'errore che molti sistemi
operativi moderni hanno commesso. NT è il miglior esempio
di questo, e le conseguenze sono state disastrose. Anche Linux commette
questo errore a un certo livello—abbastanza perché noi
appassionati di BSD possiamo scherzarci su ogni tanto, comunque.
Il problema di Linux è semplicemente la mancanza di esperienza e
di una storia con la quale confrontare le idee, un problema che sta
venendo affrontato rapidamente dalla comunità Linux nello stesso
modo in cui è stato affrontato da quella BSD—con il continuo
sviluppo di codice. La gente di NT, d'altro canto, fa ripetutamente gli
- stessi errori risolti da Unix decadi fa e poi impiega anni nel risolverli.
- E poi li rifanno, ancora, e ancora.
+ stessi errori risolti da &unix; decadi fa e poi impiega anni nel
+ risolverli. E poi li rifanno, ancora, e ancora.
Soffrono di un preoccupante caso di non è stato progettato
qui e di abbiamo sempre ragione perché il nostro
dipartimento marketing dice così. Io ho pochissima
tolleranza per chiunque non impari dalla storia.La maggior parte dell'apparente complessità di progettazione di
FreeBSD, specialmente nel sottosistema VM/Swap, è una conseguenza
diretta dell'aver dovuto risolvere importanti problemi di prestazioni
legati a varie condizioni. Questi problemi non sono dovuti a cattivi
progetti algoritmici ma sorgono invece da fattori ambientali.
In ogni paragone diretto tra piattaforme, questi problemi
diventano più evidenti quando le risorse di sistema cominciano ad
essere stressate.
Mentre descrivo il sottosistema VM/Swap di FreeBSD il lettore
dovrebbe sempre tenere a mente almeno due punti. Primo, l'aspetto
più importante nel design prestazionale è ciò che
è noto come Ottimizzazione del Percorso Critico.
Accade spesso che le ottimizzazioni prestazionali aggiungano
un po di impurità al codice per far migliorare il percorso critico.
Secondo, un progetto solido e generalizzato, funziona meglio di
un progetto pesantemente ottimizzato, alla lunga. Mentre un progetto
generale può alla fin fine essere più lento di un sistema
pesantemente ottimizzato quando vengono implementati inizialmente, il
progetto generalizzato tende ad essere più semplice da adattare
alle condizioni variabili mentre quello pesantemente ottimizzato finisce
per dover essere gettato via. Ogni base di codice che dovrà
sopravvivere ed essere mantenibile per anni deve dunque essere progettata
con attenzione fin dall'inizio anche se questo può portare a
piccoli peggioramenti nelle prestazioni.
Vent'anni fa c'era ancora gente che sosteneva che programmare in assembly
era meglio che programmare in linguaggi di alto livello, perché
si poteva produrre codice che era dieci volte più veloce. Oggi,
la fallacia di tale argomento è ovvia—così come i
paralleli con il design algoritmico e la generalizzazione del
codice.Oggetti VMIl modo migliore per iniziare a descrivere il sistema di VM di FreeBSD
è guardandolo dalla prospettiva di un processo a livello
utente. Ogni processo utente vede uno spazio di indirizzamento della VM
singolo, privato e contiguo, contenente molti tipi di oggetti di memoria.
Questi oggetti hanno varie caratteristiche.
Il codice del programma e i dati del programma sono effettivamente
un singolo file mappato in memoria (il file binario che è stato
eseguito), ma il codice di programma è di sola lettura mentre i
dati del programma sono copy-on-write I dati copy on write sono dati che vengono copiati solo al momento
della loro effettiva modifica. Il BSS del programma è solamente una zona di memoria
allocata e riempita con degli zero su richiesta, detta in inglese
demand zero page fill.
Nello spazio di indirizzamento possono essere mappati anche file
arbitrari, che è in effetti il meccanismo con il quale funzionano
le librerie condivise. Tali mappature possono richiedere modifiche per
rimanere private rispetto al processo che le ha effettuate.
La chiamata di sistema fork aggiunge una dimensione completamente nuova
al problema della gestione della VM in cima alla complessità
già data.Una pagina di dati di un programma (che è una basilare pagina
copy-on-write) illustra questa complessità. Un programma binario
contiene una sezione di dati preinizializzati che viene inizialmente
mappata direttamente in memoria dal file del programma.
Quando un programma viene caricato nello spazio di memoria virtuale di un
processo, questa area viene inizialmente copiata e mappata in memoria dal
binario del programma stesso, permettendo al sistema della VM di
liberare/riusare la pagina in seguito e poi ricaricarla dal binario.
Nel momento in cui un processo modifica questi dati, comunque, il
sistema della VM deve mantenere una copia privata della pagina per quel
processo. Poiché la copia privata è stata modificata, il
sistema della VM non può più liberarlo, poiché non ci
sarebbe più nessuna possibilità di recuperarlo in
seguito.Noterai immediatamente che quella che in origine era soltanto
una semplice mappatura di un file è diventata qualcosa di
più complesso.
I dati possono essere modificati pagina per pagina
mentre una mappatura di file coinvolge molte pagine alla volta.
La complessità aumenta ancora quando un processo esegue una fork.
Quando un processo esegue una fork, il risultato sono due
processi—ognuno con il proprio spazio di indirizzamento privato,
inclusa ogni modifica fatta dal processo originale prima della chiamata a
fork(). Sarebbe stupido per un sistema di VM creare
una copia completa dei dati al momento della fork()
perché è abbastanza probabile che almeno uno dei due
processi avrà bisogno soltanto di leggere da una certa pagina da
quel momento in poi, permettendo di continuare ad usare la
pagina originale. Quella che era una pagina privata viene di nuovo
resa una copy-on-write, poiché ogni processo (padre e figlio) si
aspetta che i propri cambiamenti rimangano privati per loro e non abbiano
effetti sugli altri.FreeBSD gestisce tutto ciò con un modello a strati di oggetti
VM. Il file binario originale del programma risulta come lo strato di
Oggetti VM più basso.
Un livello copy-on-write viene messo sopra questo per mantenere quelle
pagine che sono state copiate dal file originale.
Se il programma modifica una pagina di dati appartenente al file originale
il sistema dell VM prende un page fault Un page fault, o mancanza di pagina,
corrisponde ad una mancanza di una determinata pagina di memoria a un
certo livello, ed alla necessità di copiarla da un livello
più lento. Ad esempio se una pagina di memoria è stata
spostata dalla memoria fisica allo spazio di swap su disco, e viene
richiamata, si genera un page fault e la pagina viene di nuovo copiata
in ram. e fa una copia della pagina nel livello più alto.
Quando un processo effettua una fork, vengono aggiunti altri livelli di
Oggetti VM. Tutto questo potrebbe avere un po' più senso con un
semplice esempio.
Una fork() è un'operazione comune per ogni
sistema *BSD, dunque questo esempio prenderà in considerazione un
programma che viene avviato ed esegue una fork. Quando il processo viene
avviato, il sistema della VM crea uno starto di oggetti, chiamiamolo
A:+---------------+
| A |
+---------------+Un'immagineA rappresenta il file—le pagine possono essere
spostate dentro e fuori dal mezzo fisico del file se necessario.
Copiare il file dal disco è sensato per un programma,
ma di certo non vogliamo effettuare il page out La copia dalla memoria al disco, l'opposto del page in, la
mappatura in memoria. e sovrascrivere l'eseguibile.
Il sistema della VM crea dunque un secondo livello, B, che verrà
copiato fisicamente dallo spazio di swap:+---------------+
| B |
+---------------+
| A |
+---------------+Dopo questo, nella prima scrittura verso una pagina, viene creata una
nuova pagina in B, ed il suo contenuto viene inizializzato con i dati di
A. Tutte le pagine in B possono essere spostate da e verso un dispositivo
di swap. Quando il programma esegue la fork, il sistema della VM crea
due nuovi livelli di oggetti—C1 per il padre e C2 per il
figlio—che restano sopra a B:+-------+-------+
| C1 | C2 |
+-------+-------+
| B |
+---------------+
| A |
+---------------+In questo caso, supponiamo che una pagina in B venga modificata dal
processo genitore. Il processo subirà un fault di copy-on-write e
duplicherà la pagina in C1, lasciando la pagina originale in B
intatta.
Ora, supponiamo che la stessa pagina in B venga modificata dal processo
figlio. Il processo subirà un fault di copy-on-write e
duplicherà la pagina in C2.
La pagina originale in B è ora completamente nascosta poiché
sia C1 che C2 hanno una copia e B potrebbe teoricamente essere distrutta
(se non rappresenta un vero file).
Comunque, questo tipo di ottimizzazione non è triviale da
realizzare perché è di grana molto fine.
FreeBSD non effettua questa ottimizzazione.
Ora, supponiamo (come è spesso il caso) che
il processo figlio effettui una exec(). Il suo
attuale spazio di indirizzamento è in genere rimpiazzato da un
nuovo spazio di indirizzamento rappresentante il nuovo file.
In questo caso il livello C2 viene distrutto:+-------+
| C1 |
+-------+-------+
| B |
+---------------+
| A |
+---------------+In questo caso, il numero di figli di B scende a uno, e tutti gli
accessi a B avvengono attraverso C1. Ciò significa che B e C1
possono collassare insieme in un singolo strato.
Ogni pagina in B che esista anche in C1 viene cancellata da
B durante il crollo. Dunque, anche se l'ottimizzazione nel passo
precedente non era stata effettuata, possiamo recuperare le pagine morte
quando il processo esce o esegue una exec().Questo modello crea un bel po' di problemi potenziali. Il primo
è che ci si potrebbe ritrovare con una pila abbastanza profonda di
Oggetti VM incolonnati che costerebbe memoria e tempo per la ricerca
quando accadesse un fault. Può verificarsi un ingrandimento della
pila quando un processo esegue una fork dopo l'altra (che sia il padre o
il figlio). Il secondo problema è che potremmo ritrovarci con
pagine morte, inaccessibili nella profondità della pila degli
Oggetti VM. Nel nostro ultimo esempio se sia il padre che il figlio
modificano la stessa pagina, entrambi hanno una loro copia della pagina e
la pagina originale in B non è più accessibile
da nessuno. Quella pagina in B può essere liberata.FreeBSD risolve il problema della profondità dei livelli con
un'ottimizzazione speciale detta All Shadowed Case (caso
dell'oscuramento totale).
Questo caso accade se C1 o C2 subiscono sufficienti COW fault (COW
è l'acronimo che sta per copy on write) da oscurare completamente
tutte le pagine in B.
Ponimo che C1 abbia raggiunto questo livello. C1 può ora
scavalcare B del tutto, dunque invece di avere C1->B->A e C2->B->A adesso
abbiamo C1->A e C2->B->A.
ma si noti cos'altro è accaduto—ora B ha solo un riferimento
(C2), dunque possiamo far collassare B e C2 insieme.
Il risultato finale è che B viene cancellato
interamente e abbiamo C1->A e C2->A. Spesso accade che B contenga un
grosso numero di pagine e ne' C1 ne' C2 riescano a oscurarlo
completamente. Se eseguiamo una nuova fork e creiamo un insieme di
livelli D, comunque, è molto più probabile che uno dei
livelli D sia eventualmente in grado di oscurare completamente l'insieme
di dati più piccolo rappresentato da C1 o C2. La stessa
ottimizzazione funzionerà in ogni punto nel grafico ed il
risultato di ciò è che anche su una macchina con
moltissime fork le pile degli Oggetti VM tendono a non superare una
profondità di 4. Ciò è vero sia per il padre che per
il figlio ed è vero nel caso sia il padre a eseguire la fork ma
anche se è il figlio a eseguire fork in cascata.Il problema della pagina morta esiste ancora nel caso C1 o C2 non
oscurino completamente B. A causa delle altre ottimizzazioni questa
eventualità
non rappresenta un grosso problema e quindi permettiamo semplicemente
alle pagine di essere morte. Se il sistema si trovasse con poca memoria
le manderebbe in swap, consumando un po' di swap, ma così
è.Il vantaggio del modello ad Oggetti VM è che
fork() è estremamente veloce, poiché
non deve aver luogo nessuna copia di dati effettiva. Lo svantaggio
è che è possibile costruire un meccanismo a livelli di
Oggetti VM relativamente complesso che rallenterebbe la gestione dei page
fault, e consumerebbe memoria gestendo le strutture degli Oggetti VM.
Le ottimizazioni realizzate da FreeBSD danno prova di ridurre
i problemi abbastanza da poter essere ignorati, non lasciando
nessuno svantaggio reale.Livelli di SWAPLe pagine di dati private sono inizialmente o pagine
copy-on-write o pagine zero-fill.
Quando avviene un cambiamento, e dunque una copia, l'oggetto di copia
originale (in genere un file) non può più essere utilizzato
per salvare la copia quando il sistema della VM ha bisogno di
riutilizzarla per altri scopi. A questo punto entra in gioco lo SWAP. Lo
SWAP viene allocato per creare spazio dove salvare memoria che altrimenti
non sarebbe disponibile. FreeBSD alloca la struttura di gestione di
un Oggetto VM solo quando è veramente necessario.
Ad ogni modo, la struttura di gestione dello swap ha avuto storicamente
dei problemi.Su FreeBSD 3.X la gestione della struttura di swap prealloca un
array che contiene l'intero oggetto che necessita di subire
swap—anche se solo poche pagine di quell'oggetto sono effettivamente
swappate questo crea una frammentazione della memoria del kernel quando
vengono mappati oggetti grandi, o processi con grandi dimensioni
all'esecuzione (large runsizes, RSS). Inoltre, per poter tenere traccia
dello spazio di swap, viene mantenuta una lista dei buchi
nella memoria del kernel, ed anche questa tende ad essere pesantemente
frammentata. Poiché la lista dei buchi è una
lista lineare, l'allocazione di swap e la liberazione hanno prestazioni
non ottimali O(n) per ogni pagina.
Questo richiede anche che avvengano allocazioni di memoria
durante il processo di liberazione dello swap, e questo crea
problemi di deadlock, blocchi senza uscita, dovuti a scarsa memoria.
Il problema è ancor più esacerbato dai buchi creati a causa
dell'algoritmo di interleaving.
Inoltre il blocco di swap può divenire frammentato molto facilmente
causando un'allocazione non contigua. Anche la memoria del Kernel deve
essere allocata al volo per le strutture aggiuntive di gestione dello
swap quando avviene uno swapout. È evidente che c'era molto spazio
per dei miglioramenti.Per FreeBSD 4.X, ho completamente riscritto il sottosistema di swap.
Con questa riscrittura, le strutture di gestione dello swap vengono
allocate attraverso una tabella di hash invece che con un array lineare
fornendo una dimensione di allocazione fissata e una granularità
molto maggiore.
Invece di usare una lista lineare collegata per tenere traccia delle
riserve di spazio di swap, essa usa una mappa di bit di blocchi di swap
organizzata in una struttura ad albero radicato con riferimenti allo
spazio libero nelle strutture nei nodi dell'albero. Ciò rende in
effetti l'operazione di allocazione e liberazione delle risorse
un'operazione O(1).
L'intera mappa di bit dell'albero radicato viene anche preallocata in modo
da evitare l'allocazione di memoria kernel durante le operazioni di swap
critiche nei momenti in cui la memoria disponibile è ridotta.
Dopo tutto, il sistema tende a fare uso dello swap quando ha poca memoria
quindi dovremmo evitare di allocare memoria per il kernel in quei momenti
per poter evitare potenziali deadlock. Infine, per ridurre la
frammentazione l'albero radicato è in grado di allocare grandi
spezzoni contigui in una volta, saltando i pezzetti frammentati.
Non ho ancora compiuto il passo finale di avere un puntatore di
supportoall'allocazione che scorra su una porzione di swap nel
momento in cui vengano effettuate delle allocazioni, in modo da garantire
ancor di più le allocazioni contigue o almeno una località
nel riferimento, ma ho assicurato che un'aggiunta simile possa essere
effettuata.Quando liberare una paginaPoiché il sistema della VM usa tutta la memoria disponibile
per il caching del disco, in genere ci sono pochissime pagine veramente
libere. Il sistema della VM dipende dalla possibilità di
scegliere in maniera appropriata le pagine che non sono in uso per
riusarle in nuove allocazioni. Selezionare le pagine ottimali da liberare
è forse la funzione singola più importante che possa essere
eseguita da una VM perché se si effettua una selezione non
accurata, il sistema della VM può essere forzato a recuperare
pagine dal disco in modo non necessari, degradando seriamente le
prestazioni del sistema.Quanto sovraccarico siamo disposti a sopportare nel percorso critico
per evitare di liberare la pagina sbagliata? Ogni scelta sbagliata che
facciamo ci costerà centinaia di migliaia di cicli di CPU ed uno
stallo percettibile nei processi coinvolti, dunque permettiamo un
sovraccarico significativo in modo da poter avere la certezza che la
pagina scelta sia quella giusta.
Questo è il motivo per cui FreeBSD tende ad avere prestazioni
migliori di altri sistemi quando le risorse di memoria vengono
stressate.L'algoritmo di determinazione della pagina da liberare
è costruito su una storia di uso delle pagine di memoria.
Per acquisire tale storia, il sistema si avvantaggia di una
caratteristica della maggior parte dell'hardware moderno, il bit che
indica l'attività di una pagina (page-used bit).In qualsiasi caso, il page-used bit viene azzerato e in un momento
seguente il sistema della VM passa di nuovo sulla pagina e vede che il
page-used bit è stato di nuovo attivato. Questo indica che la
pagina viene ancora usata attivamente.
Il bit ancora disattivato è un indice che quella pagina non viene
usata attivamente.
Controllando questo bit periodicamente, viene sviluppata una storia
d'uso (in forma di contatore) per la pagina fisica. Quando il sistema
della VM avrà bisogno di liberare delle pagine, controllare questa
storia diventa la pietra angolare nella determinazione del candidato
migliore come pagina da riutilizzare.E se l'hardware non ha un page-used bit?Per quelle piattaforme che non hanno questa caratteristica, il
sistema in effetti emula un page-used bit. Esso elimina la mappatura di
una pagina, o la protegge, forzando un page fault se c'è un
accesso successivo alla pagina.
Quando avviene il page fault, il sistema segnala semplicemente
la pagina come usata e la sprotegge in maniera che possa essere usata.
Mentre prendere tale page fault solo per determinare se una pagina
è in uso può apparire una scelta costosa, in realtà
essa lo è molto meno che riusare la pagina per altri scopi, per
dover poi scoprire che un processo ne aveva ancora bisogno e dovere
andare a cercarla di nuovo su disco.FreeBSD fa uso di parecchie code per le pagine per raffinare
ulteriormente la selezione delle pagine da riutilizzare, come anche per
determinare quando le pagine sporche devono essere spostate dalla memoria
e immagazzinate da qualche parte. Poiché le tabelle delle pagine
sono entità dinamiche in FreeBSD, non costa praticamente nulla
eliminare la mappatura di una pagina dallo spazio di indirizzamento di un
qualsiasi processo che la stia usando. Quando una pagina candidata
è stata scelta sulla base del contatore d'uso, questo è
esattamente quello che viene fatto.
Il sistema deve effettuare una distinzione tra pagine pulite che
possono essere teoricamente liberate in qualsiasi momento, e pagine
sporche che devono prima essere scritte (salvate) per poter essere
riutilizzabili.
Quando una pagina candidata viene trovata viene spostata nella coda
delle pagine inattive, se è una pagina sporca, o nella coda di
cache se è pulita.
Un algoritmo separato basato su un rapporto sporche/pulite
determina quando le pagine sporche nella coda inattiva devono essere
scritte su disco. Una volta che è stato fatto questo, le pagine
ormai salvate vengono spostate dalla coda delle inattive alla coda di
cache. A questo punto, le pagine nella coda di cache possono ancora
essere riattivate da un VM fault ad un costo relativamente basso.
Ad ogni modo, le pagine nella coda di cache vengono considerate
immediatamente liberabili e verranno riutilizzate con un
metodo LRU (least-recently used Usate meno recentemente. Le pagine che non vengono usate da molto
tempo probabilmente non saranno necessarie a breve, e possono essere
liberate.) quando il sistema avrà bisogno di allocare nuova
memoria.È importante notare che il sistema della VM di FreeBSD tenta
di separare pagine pulite e sporche per l'espressa ragione di evitare
scritture non necessarie di pagine sporche (che divorano banda di I/O), e
non sposta le pagine tra le varie code gratuitamente quando il
sottosistema non viene stressato. Questo è il motivo per cui
dando un systat -vm vedrai sistemi con contatori della
coda di cache bassi e contatori della coda delle pagine attive molto alti.
Quando il sistema della VM diviene maggiormente stressato, esso fa un
grande sforzo per mantenere le varie code delle pagine ai livelli
determinati come più efficenti.
Per anni è circolata la leggenda urbana che Linux facesse un lavoro
migliore di FreeBSD nell'evitare gli swapout, ma in pratica questo non
è vero. Quello che stava effettivamente accadendo era che FreeBSD
stava salvando le pagine inutilizzate proattivamente per fare spazio
mentre Linux stava mantendendo le pagine inutilizzate lasciando meno
memoria disponibile per la cache e le pagine dei processi.
Non so se questo sia vero ancora oggi.Pre-Faulting e Ottimizzazioni di AzzeramentoSubire un VM fault non è costoso se la pagina sottostante
è già nella memoria fisica e deve solo essere mappata di
nuovo nel processo, ma può divenire costoso nel caso se ne
subiscano un bel po' su base regolare. Un buon esempio di ciò si
ha eseguendo un programma come &man.ls.1; o &man.ps.1; ripetutamente.
Se il binario del programma è mappato in memoria ma non nella
tabella delle pagine, allora tutte le pagine che verranno accedute dal
programmma dovranno generare un page fault ogni volta che il programma
viene eseguito.
Ciò non è necessario quando le pagine in questione sono
già nella cache della VM, quindi FreeBSD tenterà di
pre-popolare le tabelle delle pagine di un processo con quelle pagine che
sono già nella VM Cache. Una cosa che FreeBSD non fa ancora
è effettuare il pre-copy-on-write di alcune pagine nel caso di una
chiamata a exec.
Ad esempio, se esegui il programma &man.ls.1; mentre stai eseguendo
vmstat 1 noterai che subisce sempre un certo numero
di page fault, anche eseguendolo ancora e ancora. Questi sono
zero-fill fault, legati alla necessità di azzerare memoria,
non program code fault, legati alla copia dell'eseguibile in memoria
(che erano già stati gestiti come pre-fault).
Pre-copiare le pagine all'exec o alla fork è un'area che potrebbe
essere soggetta a maggior studio.Una larga percentuale dei page fault che accadono è composta di
zero-fill fault. In genere è possibile notare questo fatto
osservando l'output di vmstat -s.
Questi accadono quando un processo accede a pagine nell'area del BSS.
Ci si aspetta che l'area del BSS sia composta inizialmente da zeri
ma il sistema della VM non si preoccupa di allocare nessuna memoria
finché il processo non ne ha effettivamente bisogno.
Quindi nel momento in cui accade un fault il sistema della VM non
deve solo allocare una nuova pagina, ma deve anche azzerarla.
Per ottimizzare l'operazione di azzeramento, il sistema della VM
ha la capacità di pre-azzerare le pagine e segnalarle come tali,
e di richiedere pagine pre-azzerate quando avvengono zero-fill fault.
Il pre-azzeramento avviene quando la CPU è inutilizzata ma il
numero di pagine che vengono pre-azzerate dal sistema è limitato
per evitare di spazzare via la cache della memoria. Questo è un
eccellente esempio di complessità aggiunta al sistema della VM per
ottimizare il percorso critico.Ottimizzazioni della Tabella delle Pagine Le ottimizzazioni alla tabella delle pagine costituiscono
La parte più controversa nel design della VM di FreeBSD ed ha
mostrato un po' di affanno con l'avvento di un uso pesante di
mmap().
Penso che questa sia una caratteristiche della maggior parte dei
BSD anche se non sono sicuro di quando è stata introdotta
la prima volta. Ci sono due ottimizzazioni maggiori. La prima è
che le tabelle della pagine hardware non contengono uno stato persistente
ma possono essere gettate via in qualsiasi momento con un sovraccarico di
gestione minimo.
La seconda è che ogni pagina attiva nel sistema ha una struttura di
controllo pv_entry che è integrata con la
struttura vm_page. FreeBSD può semplicemente
operare attraverso quelle mappature di cui è certa l'esistenza,
mentre Linux deve controllare tutte le tabelle delle pagine che
potrebbero contenere una mappatura specifica per
vedere se lo stanno effettivamente facendo, il che può portare ad
un sovraccarico computazionale O(n^2) in alcune situazioni.
È per questo che FreeBSD tende a fare scelte migliori su quale
pagina riutilizzare o mandare in swap quando la memoria è messa
sotto sforzo, fornendo una miglior performance sotto carico. Comunque,
FreeBSD richiede una messa a punto del kernel per accomodare situazioni
che richiedano grandi spazi di indirizzamento condivisi, come quelli che
possono essere necessari in un sistema di news perché potrebbe
esaurire il numero di struct pv_entry.Sia Linux che FreeBSD necessitano di lavoro in quest'area.
FreeBSD sta cercando di massimizzare il vantaggio di avere un modello di
mappatura attiva potenzialmente poco denso (non tutti i processi hanno
bisogno di mappare tutte le pagine di una libreria condivisa, ad esempio),
mentre linux sta cercando di semplificare i suoi algoritmi. FreeBSD
generalmente ha dei vantaggi prestazionali al costo di un piccolo spreco
di memoria in più, ma FreeBSD crolla nel caso in cui un grosso file
sia condiviso massivamente da centinaia di processi.
Linux, d'altro canto, crolla nel caso in cui molti processi mappino a
macchia di leopardo la stessa libreria condivisa e gira in maniera non
ottimale anche quando cerca di determinare se una pagina deve essere
riutilizzata o no.Colorazione delle PagineConcluderemo con le ottimizzazioni di colorazione delle pagine.
La colorazione delle pagine è un'ottimizzazione prestazionale
progettata per assicurare che gli accessi a pagine contigue nella memoria
virtuale facciano il miglior uso della cache del processore. Nei
tempi antichi (cioè più di 10 anni fa) le cache dei
processori tendevano a mapparela memoria virtuale invece della memoria
fisica. Questo conduceva ad un numero enorme di problemi inclusa la
necessità di ripulire la cache ad ogni cambio di contesto, in
alcuni casi, e problemi con l'aliasing dei dati nella cache.
Le cache dei processori moderni mappano la memoria fisica proprio per
risolvere questi problemi.
Questo significa che due pagine vicine nello spazio di indirizzamento
dei processi possono non corrispondere a due pagine vicine nella cache.
In effetti, se non si è attenti pagine affiancate nella memoria
virtuale possono finire con l'occupare la stessa pagina nella cache del
processore—portando all'eliminazione prematura di dati
immagazzinabili in cache e riducendo le prestazioni della cache.
Ciò è vero anche con cache set-associative set-associative sta per associative all'interno di un insieme, in
quanto c'è un insieme di blocchi della cache nei quale puo
essere mappato un elemento della memoria fisica. a molte vie (anche se l'effetto viene in qualche maniera
mitigato).Il codice di allocazione della memoria di FreeBSD implementa
le ottimizizzazioni di colorazione delle pagine, ciò significa che
il codice di allocazione della memoria cercherà di trovare delle
pagine libere che siano vicine dal punto di vista della cache.
Ad esempio, se la pagina 16 della memoria fisica è assegnata
alla pagina 0 della memoria virtuale di un processo e la cache può
contenere 4 pagine, il codice di colorazione delle pagine non
assegnerà la pagina 20 di memoria fisica alla pagina 1 di
quella virtuale.
Invece, gli assegnerà la pagina 21 della memoria fisica.
Il codice di colorazione delle pagine cerca di evitare l'assegnazione
della pagina 20 perché questa verrebbe mappata sopra lo stesso
blocco di memoria cache della pagina 16 e ciò causerrebbe un uso
non ottimale della cache.
Questo codice aggiunge una complessità significativa
al sottosistema di allocazione memoria della VM, come si può ben
immaginare, ma il gioco vale ben più della candela. La colorazione
delle pagine rende la memoria virtuale deterministica quanto la memoria
fisica per quel che riguarda le prestazioni della cache.ConclusioneLa memoria virtuale nei sistemi operativi moderni deve affrontare
molti problemi differenti efficientemente e per molti diversi tipi di uso.
L'approccio modulare ed algoritmico che BSD ha storicamente seguito ci
permette di studiare e comprendere l'implementazione attuale cosi come di
poter rimpiazzare in maniera relativamente pulita grosse sezioni di
codice. Ci sono stati un gran numero di miglioramenti al sistema della
VM di FreeBSD negli ultimi anni, ed il lavoro prosegue.Sessione Bonus di Domande e Risposte di Allen Briggs
briggs@ninthwonder.comCos'è l'algoritmo di interleaving a cui
fai riferimento nell'elenco delle debolezze della gestione dello
swap in FreeBSD 3.X ?FreeBSD usa un intervallo tra zone di swap fissato, con un
valore predefinito di 4. Questo significa che FreeBSD riserva
spazio per quattro aree di swap anche se ne hai una sola o due o
tre. Poiché lo swap è intervallato lo spazio di
indirizzamento lineare che rappresenta le quattro aree di
swap verrà frammentato se non si possiedono
veramente quattro aree di swap. Ad esempio, se hai due aree di
swap A e B la rappresentazione dello spazio di FreeBSD per
quell'area di swap verrà interrotta in blocchi di 16
pagine:A B C D A B C D A B C D A B C DFreeBSD 3.X usa una lista sequenziale delle
regioni libere per registrare le aree di swap libere.
L'idea è che grandi blocchi di spazio libero e lineare
possano essere rappresentati con un nodo singolo
(kern/subr_rlist.c).
Ma a causa della frammentazione la lista sequenziale risulta
assurdamente frammentata.
Nell'esempio precedente, uno spazio di swap completamente non
allocato farà si che A e B siano mostrati come
liberi e C e D come totalmente
allocati. Ogni sequenza A-B richiede un nodo per essere
registrato perché C e D sono buchi, dunquei nodi di lista non
possono essere combinati con la sequenza A-B seguente.Perché organizziamo lo spazio in intervalli invece di
appiccicare semplicemente le area di swap e facciamo qualcosa di
più carino? Perché è molto più semplice
allocare strisce lineari di uno spazio di indirizzamento ed ottenere
il risultato già ripartito tra dischi multipli piuttosto che
cercare di spostare questa complicazione altrove.La frammentazione causa altri problemi. Essendoci una lista
lineare nella serie 3.X, ed avendo una tale quantità di
frammentazione implicita, l'allocazione e la liberazione dello swap
finisce per essere un algoritmo O(N) invece di uno O(1).
Combinalo con altri fattori (attività di swap pesante)
e comincerai a trovarti con livelli di overhead come O(N^2) e
O(N^3), e ciò è male. Il sistema dela serie 3.X
può anche avere necessità di allocare KVM durante
un'operazione di swap per creare un nuovo nodo lista, il che
può portare ad un deadlock se il sistema sta cercando di
liberare pagine nella memoria fisica in un momento di
scarsità di memoria.Nella serie 4.X non usiamo una lista sequenziale. Invece usiamo
un albero radicato e mappe di bit di blocchi di swap piuttosto che
nodi lista.
Ci prendiamo il peso di preallocare tutte le mappe di bit richieste
per l'intera area di swap ma ciò finisce per consumare meno
memoria grazie all'uso di una mappa di bit (un bit per blocco)
invece di una lista collegata di nodi. L'uso di un albero radicato
invece di una lista sequenziale ci fornisce una performance quasi
O(1) qualunque sia il livello di frammentazione dell'albero.Non ho capito questo:
È importante notare che il sistema della VM di FreeBSD
tenta di separare pagine pulite e sporche per l'espressa ragione di
evitare scritture non necessarie di pagine sporche (che divorano
banda di I/O), e non sposta le pagine tra le varie code
gratuitamente se il sottosistema non viene stressato. Questo
è il motivo per cui dando un systat -vm
vedrai sistemi con contatori della coda di cache bassi e contatori
della coda delle pagine attive molto alti.
Come entra in relazione la separazione delle pagine pulite e
sporche (inattive) con la situazione nella quale vediamo contatori
bassi per la coda di cache e valori alti per la coda delle pagine
attive in systat -vm? I dati di systat derivano
da una fusione delle pagine attive e sporche per la coda delle
pagine attive?Si, questo può confondere. La relazione è
obiettivo contro realtà. Il
nostro obiettivo è separare le pagine ma la realtà
è che se non siamo in crisi di memoria, non abbiamo bisogno
di farlo.Questo significa che FreeBSD non cercherà troppo di
separare le pagine sporche (coda inattiva) da quelle pulite
(code della cache), ne cercherà di disattivare le pagine
(coda pagine attive -> coda pagine inattive) quando il sistema non
è sotto sforzo, anche se non vengono effettivamente
usate. Nell'esempio di &man.ls.1; / vmstat 1,
alcuni dei page fault non potrebbero essere data page faults
(COW da file eseguibili a pagine private)? Cioè, io mi
aspetterei che i page fault fossero degli zero-fill e dei dati di
programma. O si implica che FreeBSD effettui il pre-COW per i dati
di programma?Un fault COW può essere o legato a uno zero-fill o a dati
di programma.
Il meccanismo è lo stesso in entrambi i casi poiché
i dati di programma da copiare sono quasi certamente già
presenti nella cache. E infatti li tratto insieme. FreeBSD non
effettua preventivamentela copia dei dati di programma o lo
zero-fill, effettua la mappatura preventiva
delle pagine che sono presenti nella sua cache.Nella sezione sull'ottimizzazione della tabella delle pagine,
potresti fornire maggiori dettagli su pv_entry e
vm_page (forse vm_page dovrebbe essere
vm_pmap—come in 4.4, cf. pp. 180-181 di
McKusick, Bostic, Karel, Quarterman)? Specificamente, che tipo di
operazioni/reazioni richiederebbero la scansione delle
mappature?Come funziona Linux nel caso in cui FreeBSD fallisce
(la condivisione di un grosso file mappato tra molti
processi)?Una vm_page rappresenta una tupla
(oggetto,indice#).
Una pv_entry rappresenta una voce nella tabella
delle pagine hardware (pte). Se hai cinque processi che condividono
la stessa pagina fisica, e tre delle tabelle delle pagine di questi
processi mappano effettivamente la pagina, questa pagina
verrà rappresentata da una struttura
vm_page singola e da tre strutture
pv_entry.Le strutture pv_entry rappresentano solo
le pagine mappate dalla MMU (una pv_entry
rappresenta un pte). Ciò significa che è necessario
rimuovere tutti i riferimenti hardware a vm_page
(in modo da poter riutilizzare la pagina per qualcos'altro,
effettuare il page out, ripulirla, sporcarla, e così via)
possiamo semplicemente scansionare la lista collegata di
pv_entry associate con quella
vm_page per rimuovere o modificare i pte
dalla loro tabella delle pagine.Sotto Linux non c'è una lista collegata del genere. Per
poter rimuovere tutte le mappature della tabella delle pagine
hardware per una vm_page linux deve indicizzare
ogni oggetto VM che potrebbe aver mappato la
pagina. Ad esempio, se si hanno 50 processi che mappano la stessa
libreria condivisa e si vuole liberarsi della pagina X in quella
libreria, sarà necessario cercare nella tabella delle pagine
per ognuno dei 50 processi anche se solo 10 di essi ha
effettivamente mappato la pagina. Così Linux sta barattando
la semplicità del design con le prestazioni. Molti algoritmi
per la VM che sono O(1) o (piccolo N) in FreeBSD finiscono per
diventare O(N), O(N^2), o anche peggio in Linux.
Poiché i pte che rappresentano una particolare pagina in un
oggetto tendono ad essere allo stesso offset in tutte le tabelle
delle pagine nelle quali sono mappati, la riduzione del numero di
accessi alla tabela delle pagine allo stesso offset eviterà
che la la linea di cache L1 per quell'offset venga cancellata,
portando ad una performance migliore.FreeBSD ha aggiunto complessità (lo schema
pv_entry) in modo da incrementare le prestazioni
(per limitare gli accessi alla tabella delle pagine
solo a quelle pte che necessitino di essere
modificate).Ma FreeBSD ha un problema di scalabilità che linux non ha
nell'avere un numero limitato di strutture
pv_entry e questo provoca problemi quando si
hanno condivisioni massicce di dati. In questo caso c'è la
possibilità che finiscano le strutture
pv_entry anche se c'è ancora una grande
quantità di memoria disponibile.
Questo può essere risolto abbastanza facilmente
aumentando il numero di struttre pv_entry nella
configurazione del kernel, ma c'è veramente bisogno di
trovare un modo migliore di farlo.Riguardo il sovrapprezzo in memoria di una tabella delle pagine
rispetto allo schema delle pv_entry: Linux usa
tabelle delle pagine permanenti che non vengono
liberate, ma non necessita una pv_entry per ogni
pte potenzialmente mappato.
FreeBSD usa tabelle delle pagine throw away,
eliminabili, ma aggiunge una struttura pv_entry
per ogni pte effettivamente mappato. Credo che l'utilizzo della
memoria finisca per essere più o meno lo stesso, fornendo a
FreeBSD un vantaggio algoritmico con la capacità di
eliminare completamente le tabelle delle pagine con un
sovraccarico prestazionale minimo.Infine, nella sezione sulla colorazione delle pagine, potrebbe
esser d'aiuto avere qualche descrizione in più di quello che
intendi. Non sono riuscito a seguire molto bene.Sai come funziona una memoria cache hardware L1? Spiego:
Considera una macchina con 16MB di memoria principale ma solo 128K
di cache L1. In genere il modo in cui funziona la cache è
che ogni blocco da 128K di memoria principale usa gli
stessi 128K di cache.
Se si accede all'offset 0 della memoria principale e poi al 128K su
può finire per cancellarei dati che si erano messi nella
cache dall'offset 0!Ora, sto semplificando di molto. Ciò che ho appena
descritto è quella che viene detta memoria cache a
corrispondenza diretta, o direct mapped.
La maggior parte delle cache moderne sono quelle che
vengono dette set-associative a 2 o 4 vie.
L'associatività di questo tipo permette di accedere fino ad N
regioni di memoria differenti che si sovrappongano sulla stessa
cache senza distruggere i dati preventivamente immagazzinati.
Ma solo N.Dunque se ho una cache set associativa a 4 vie posso accedere
agli offset 0, 128K, 256K 384K ed essere ancora in grado di
accedere all'offset 0 ritrovandolo nella cache L1. Se poi accedessi
all'offset 512K, ad ogni modo, uno degli oggetti dato immagazzinati
precedentemente verrebbero cancellati dalla cache.È estremamente importante …
estremamente importante che la maggior parte
degli accessi del processore alla memoria vengano dalla cache L1,
poiché la cache L1 opera alla stessa frequenza del
processore. Nel momento in cui si ha un miss Un miss nella cache è equivalente a un page fault per
la memoria fisica, ed allo stesso modo implica un accesso a
dispositivi molto più lenti, da L1 a L2 come da RAM a
disco. nella cache L1 si deveandare a cercare nella cache L2 o
nella memoria principale, il processore andrà in stallo, e
potenzialmente potrà sedersi a girarsi i pollici per un tempo
equivalente a centinaia di istruzioni
attendendo che la lettura dalla memoria principale venga
completata. La memoria principale (la RAM che metti nel tuo
computer) è lenta, se comparata alla
velocità del nucleo di un moderno processore.Ok, ora parliamo della colorazione dele pagine:
tutte le moderne cache sono del tipo noto come cache
fisiche. Esse memorizzano indirizzi di memoria
fisica, non indirizzi di memoria virtual. Ciò permette alla
cache di rimanere anche nel momento in cui ci sia un cambio di
contesto tra processi, e ciò è molto
importante.Ma nel mondo Unix devi lavorare con spazi di indirizzamento
virtuali, non con spazi di indirizzamento fisici. Ogni programma
che scrivi vedrà lo spazio di indirizzamento virtuale
assegnatogli. Le effettive pagine fisiche
nascoste sotto quello spazio di indirizzi virtuali
non saranno necessariamente contigue fisicamente! In effetti,
potresti avere due pagine affiancate nello spazio di
indirizzamento del processo cge finiscono per trovarsi agli
offset 0 e 128K nella memoria fisica.Un programma normalmente assume che due pagine
affiancate verranno poste in cache in maniera ottimale.
Cioè, che possa accedere agli oggetti dato in
entrambe le pagine senza che esse si cancellino a vicenda le
rispettiva informazioni in cache.
Ma ciò è vero solo se le pagine fisiche sottostanti lo
spazio di indirizzo virtuale sono contigue (per quel che riguarda
la cache).Questo è ciò che viene fatto dalla colorazione
delle pagine.
Invece di assegnare pagine fisiche casuali agli
indirizzi virtuali, che potrebbe causare prestazioni non ottimali
della cache, la colorazione dele pagine assegna pagine fisiche
ragionevolmente contigue.
Dunque i programmi possono essere scritti assumendo che
le caratteristiche per lo spazio di indirizzamento virtuale del
programma della cache hardware sottostante siano uguali a come
sarebbero state se avessero usato lo spazio di indirizzamento
fisico.Si note ho detto ragionevolmente contigue invece
che semplicemente contigue. Dal punto di vista di
una cache di 128K a corrispondenza diretta, l'indirizzo fisico 0
è lo stesso che l'indirizzo fisico 128K.
Dunque due agine affiancate nello spzio di indirizzamento virtuale
potrebbero finire per essere all'offset 128K e al 132K nella memoria
fisica, ma potrebbero trovarsi tranquillamente anche agli offset
128K e 4K della memoria fisica e mantenera comunque le stesse
caratteristiche prestazionali nei riguardi della cache. Dunque la
colorazione delle pagine non deveassegnare
pagine di memoria fisica veramente contigue a pagine di memoria
virtuale contigue, deve solo assicurarsi che siano assegnate pagine
contigue dal punto di vista delle prestazioni/operazioni della
cache.
\ No newline at end of file
+-->
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml
index 57ad4e4af7..26492e0d37 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/advanced-networking/chapter.sgml
@@ -1,110 +1,110 @@
Networking AvanzatoSinossiTraduzione in corso
-
+ Gateways and RoutesTraduzione in corso
-
+ WirelessTraduzione in corso
-
+ BridgingTraduzione in corso
-
+ NFSTraduzione in corso
-
+ Diskless OperationTraduzione in corso
-
+ ISDNTraduzione in corso
-
+ NIS/YPTraduzione in corso
-
+ DHCPTraduzione in corso
-
+ DNSTraduzione in corso
-
+ NTPTraduzione in corso
-
+ Network Address TranslationTraduzione in corso
-
+ inetd Super-ServerTraduzione in corso
-
+ Parallel Line IP (PLIP)Traduzione in corso
-
+ IPv6Traduzione in corso
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml
index 7f16db0a56..5ad134712e 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/basics/chapter.sgml
@@ -1,1984 +1,1985 @@
ChrisShumwayRiscritto da Basi di UnixSinossibasiIl seguente capitolo tratta i comandi e le funzionalità di
base del sistema operativo FreeBSD. Molto di questo materiale è
valido anche per altri sistemi operativi Unix-like. Sentiti libero di
leggere velocemente questo capitolo se hai familiarità con questo
materiale. Se sei un utente alle prime armi di FreeBSD, allora dovrai di
sicuro leggere questo capitolo attentamente.Dopo aver letto questo capitolo, saprai:Come funzionano i permessi dei file Unix.Cosa sono le ACL del file system e come
usarle.Cosa sono i processi, i demoni e i segnali.Cos'è una shell, e come cambiare il proprio ambiente di
login di default.I principi di base sull'uso degli editor testuali.Come leggere le pagine man per ottenere maggiori
informazioni.Come usare le console virtuali di FreeBSD.I PermessiUnixFreeBSD, essendo un discendente diretto dello Unix BSD, si basa su
molti concetti chiave di Unix. Il primo, e il più affermato,
è che FreeBSD è un sistema operativo multi-utente.
Il sistema può gestire diversi utenti che lavorano
contemporaneamente su lavori indipendenti. Il sistema è
responsabile della gestione e della suddivisione appropiata delle
richieste di utilizzo dei dispositivi hardware, delle periferiche, della
memoria, e del tempo di CPU in modo equo per ogni utente.Poichè il sistema è in grado di supportare più
utenti, tutto ciò che il sistema gestisce possiede un'insieme di
permessi che determinano chi può leggere, scrivere, ed eseguire la
risorsa. Questi permessi sono memorizzati mediante due ottetti
suddivisi in tre parti, una per il proprietario del file, una per il
gruppo al quale il file appartiene, e una per tutti gli altri. Questa
rappresentazione numerica funziona in questo modo:permessipermessi dei fileValorePermessiListato nella Directory0Lettura no, scrittura no, esecuzione no---1Lettura no, scrittura no, esecuzione--x2Lettura no, scrittura, esecuzione no-w-3Lettura no, scrittura, esecuzione-wx4Lettura, scrittura no, esecuzione nor--5Lettura, scrittura no, esecuzioner-x6Lettura, scrittura, esecuzione norw-7Lettura, scrittura, esecuzionerwxlsdirectoryPuoi usare l'opzione del comando &man.ls.1; per
visualizzare un lungo listato della directory che include una colonna
contenente le informazioni sui permessi del file per il proprietario, per
il gruppo, e per gli altri. Ecco come è composta la prima colonna
di ls -l:-rw-r--r--Il primo carattere (partendo da sinistra) indica se il file in
questione è un file regolare, una directory, un file speciale per
dispositivi a caratteri, una socket, o un file speciali per altri
dispositivi. Nel nostro caso, il - indica un
file regolare. I tre caratteri successivi, che in questo esempio sono
rw-, indicano i permessi per il proprietario del file.
Seguono altri tre caratteri, r--, che indicano i
permessi del gruppo al quale il file appartiene. Gli ultimi tre
caratteri, r--, indicano i permessi per il resto del
mondo. Un trattino significa che il permesso non viene concesso.
Nel caso di questo file, i permessi sono settati affinchè il
proprietario possa leggere e scrivere il file, il gruppo possa leggere
il file, e il resto del mondo possa solamente leggere il file. In accordo
con la precedente tabella, i permessi per questo file sono
644, dove ogni cifra rappresenta una delle tre parti
che costituiscono i permessi del file.D'accordo, ma il sistema come controlla i permessi sui dispositivi?
FreeBSD tratta molti dispositivi hardware esattamente come un file che i
programmi possono aprire, leggere, e scrivere dei dati proprio come
avviene con gli altri file. Questi file speciali per i dispositivi sono
memorizzati nella directory /dev.Anche le directory sono trattate come file. Queste hanno permessi di
lettura, scrittura e di esecuzione. Il bit riferito al permesso di
esecuzione per una directory ha un significato leggermente differente
rispetto a quello dei file. Quando una directory ha il permesso di
esecuzione abilitato, significa che si ha accesso alla directory, ad
esempio è possibile eseguire il comando cd per
entrarci. Inoltre questo significa che all'interno della directory
è possibile accedere ai file dei quali si conosce il nome
(naturalmente a condizione dei permessi degli stessi file).In particolare, per visualizzare il contenuto di una directory, deve
essere abilitato il permesso di lettura sulla stessa, mentre per
eliminare un file di cui si conosce il nome, è necessario che la
directory contenente il file abbia i permessi di scrittura
e di esecuzione abilitati.Ci sono altri bit per permessi particolari, ma sono in genere usati
in circostanze speciali come il permesso di setuid per i binari e
quello di sticky per le directory. Se vuoi avere più informazioni
sui permessi dei file e su come settarli, guarda la pagina man di
&man.chmod.1;.TomRhodesContributo di ACLListe di Controllo di Accesso del File SystemOltre ai miglioramenti del file system contenuti nelle snapshot,
FreeBSD 5.0 e successive offrono la sicurezza delle Liste di Controllo di
Accesso del File System (ACL).Le Liste di Controllo di Accesso estendono il modello dei permessi
standard di Unix con un alto grado di compatibilità (POSIX.1e).
Questa caratteristica permette ad un amministratore di usufruire di un
modello si sicurezza più sofisticato.Per abilitare il supporto delle ACL per il file
system UFS, la riga:options UFS_ACLdeve essere contenuta nel file del kernel al momento della sua
compilazione. Se il kernel non viene compilato con questa opzione,
verrà visualizzato un messaggio di avvertimento quando si
tenta di effettuare il mount di un file system che supporta le
ACL. Questa opzione è inclusa nel kernel
GENERIC. Le ACL si basano su
attributi estesi che sono abilitati sul file system. Questi attributi
estesi saranno supportati in modo nativo dalla prossima generazione del
file system Unix, chiamata UFS2.Per configurare gli attributi estesi su UFS1
è richiesto un grado di amministrazione globale superiore
rispetto a quello richiesto per UFS2. Inoltre le
prestazioni degli attributi estesi su UFS2 sono
sostanzialmente superiori. Come risultato, UFS2
è in genere preferito a UFS1 per l'utilizzo
con le liste di controllo di accesso.Le ACL sono abilitate in fase di mount tramite una
flag amministrativa, , che può essere aggiunta
in /etc/fstab. Inoltre tale flag può essere
settata in modo automatico e permanente usando &man.tunefs.8; per
modificare il superblocco della flag relativa alle ACL
nell'intestazione del file system. Generalmente, è preferibile
usare il superblocco della flag per molte ragioni:La flag delle ACL attivata in fase di mount non
può essere modificata da un remount (&man.mount.8;
), ma solamente da un &man.umount.8; e da un nuovo
&man.mount.8;. Questo significa che le ACL non
possono essere abilitate sul file system root dopo l'avvio del
sistema. Inoltre significa che non puoi modificare la disposizione
di un file system una volta che è in uso.Settando il superblocco della flag si permette di montare il file
system con le ACL abilitate anche se non c'è
la specifica in fstab o se c'è un
riordino dei dispositivi. In questo modo si evita di montare
accidentalmente file system senza le ACL abilitate,
il che potrebbe provocare una forzatura impropria delle
ACL e perciò potrebbe provocare dei
problemi di sicurezza.Si può modificare il comportamento delle
ACL in modo tale che la flag possa essere abilitata
senza effettuare un nuovo &man.mount.8;, ma si ritiene opportuno
scoraggiare accidentali mount senza le ACL
abilitate, poichè potresti seriamente sparati sui piedi se
abiliti le ACL, quindi le disabiliti, e poi
le riabiliti senza aver ripulito gli attributi estesi. Generalmente,
una volta che hai abilitato le ACL su un file system,
queste non dovrebbero essere disabilitate, affinchè le
protezioni sui file non siano compatibili con quelle volute dagli utenti
sul sistema, e riabilitando le ACL, quelle precedenti
potrebbero essere di nuovo attribuite a quei file i cui permessi sono
stati modificati, avendo come risultato un comportamento
imprevedibile.I file system con le ACL abilitate mostreranno il
segno + (più) quando verranno visualizzati i
loro permessi. Per esempio:drwx------ 2 robert robert 512 Dec 27 11:54 private
drwxrwx---+ 2 robert robert 512 Dec 23 10:57 directory1
drwxrwx---+ 2 robert robert 512 Dec 22 10:20 directory2
drwxrwx---+ 2 robert robert 512 Dec 27 11:57 directory3
drwxr-xr-x 2 robert robert 512 Nov 10 11:54 public_htmlVediamo che le directory directory1,
directory2, e directory3
fanno uso delle ACL. La directory
public_html no.Struttura delle Directorygerarchia delle directoryLa gerarchia delle directory di FreeBSD è fondamentale per
ottenere una comprensione globale del sistema. Il concetto più
importante da cogliere al volo è quello relativo alla directory
root, /. Questa directory è la prima ad essere
montata all'avvio e contiene la base del sistema necessaria per
predisporre il sistema operativo al funzionamento multi-utente.
Inoltre la directory root contiene i punti di mount per gli altri file
system che potresti voler montare.Un punto di mount è una directory dove dei file system
aggiuntivi possono essere innestati sul file system root. Alcuni punti di
mount standard sono /usr, /var,
/mnt, e /cdrom. Queste
directory compaiono in genere negli elementi del file
/etc/fstab. Il file /etc/fstab
è una tabella di file system e punti di mount che viene consultata
dal sistema. Molti dei file system riferiti nel file
/etc/fstab sono montati in modo automatico all'avvio
tramite lo script &man.rc.8; a meno che essi sia stati dichiarati con
l'opzione . Consulta la pagina man di
&man.fstab.5; per maggiori informazioni sul formato del file
/etc/fstab e per le opzioni che può
contenere.Una descrizione completa della gerarchia del file system è
disponibile nella pagina man &man.hier.7;. Per ora, è
sufficiente una breve panoramica generale delle directory più
comuni.DirectoryDescrizione/Directory root del file system./bin/Utilità fondamentali per l'utente sia in ambiente
mono-utente sia in ambiente multi-utente./boot/Programmi e file di configurazione utilizzati durante la
fase di avvio del sistema operativo./boot/defaults/File di configurazione di avvio di default; consultare
&man.loader.conf.5;./dev/Nodi di dispositivo; consultare &man.intro.4;./etc/Script e file di configurazione del sistema./etc/defaults/File di configurazione di default del sistema; consultare
&man.rc.8;./etc/mail/File di configurazione per gli MTA (Mail Transfer Agent,
agente di trasferimento della posta elettronica) come
&man.sendmail.8;./etc/namedb/File di configurazione di named;
consultare &man.named.8;./etc/periodic/Script che sono eseguiti giornalmente, settimanalmente, e
mensilmente tramite &man.cron.8;; consultare
&man.periodic.8;./etc/ppp/File di configurazione di ppp;
consultare &man.ppp.8;./mnt/Directory vuota usata comunemente dagli amministratori di
sistema come punto di mount temporaneo./proc/File system dedicato ai processi; consultare
&man.procfs.5;, &man.mount.procfs.8;./root/Directory home per l'account
root./sbin/Programmi di sistema e utilità di amministrazione
fondamentali sia in ambiente mono-utente sia in ambiente
multi-utente./stand/Programmi usati in un ambiente standalone./tmp/File temporanei, di solito un file system basato sulla
memoria come &man.mfs.8; (generalmente il contenuto di /tmp non viene preservato dopo
un reboot del sistema)./usr/La maggior parte delle applicazioni e delle utilità
dell'utente./usr/bin/Utilità, strumenti di programmazione, e
applicazioni comuni./usr/include/File include standard del C./usr/lib/Archivio di librerie./usr/libdata/Archivio di dati per utilità varie./usr/libexec/Demoni & utilità di sistema (eseguiti da altri
programmi)./usr/local/Eseguibili locali, librerie locali, ecc. Usata anche
come destinazione di default per la struttura dei port di
FreeBSD. All'interno di /usr/local, viene
usato lo stesso schema generale descritto in &man.hier.7; per la
directory /usr. Le eccezioni sono la
directory man, che è posta direttamente sotto
/usr/local piuttosto che sotto
/usr/local/share, e la documentazione dei
port che è in
share/doc/port.
/usr/obj/Albero degli elementi dipendenti dal tipo di architettura
dell'elaboratore prodotto dalla costruzione dell'albero
/usr/src./usr/portsCollezione dei port di FreeBSD (opzionale)./usr/sbin/Demoni & utilità di sistema (eseguiti dagli
utenti)./usr/share/File indipendenti dal tipo di architettura
dell'elaboratore./usr/src/File sorgenti di BSD e/o sorgenti proprietari./usr/X11R6/Eseguibili, librerie, ecc. riguardanti la distribuzione
X11R6 (opzionale)./var/File log di vario genere, file temporanei, file transitori,
e file di spool./var/log/File di log del sistema di vario genere./var/mail/File delle caselle di posta degli utenti./var/spool/Directory di spool per stampanti e per la posta elettronica
del sistema./var/tmp/File temporanei che sono mantenuti tra i reboot del
sistema./var/ypMappe NIS.Montaggio e Smontaggio dei File systemIl file system è raffigurato in maniera ottimale da un albero,
radicato, per così dire, in /. Le directory
/dev, /usr, e le altre
directory che stanno all'interno della directory root sono i rami, i quali
possono essere a loro volta ramificati, come in
/usr/local, e così via.file system rootEsistono varie ragioni per mantenere alcune di queste directory su
file system separati. La directory /var contiene
le directory log/, spool/,
e vari tipi di file temporanei, e come tale, può riempirsi.
Riempire il file system root non è una buona idea, quindi scindere
la directory /var da / è
spesso vantaggioso.Un'altra motivazione per mantenere certi alberi di directory su altri
file system è quando questi alberi sono allogiati su dischi fisici
separati, o sono dischi virtuali separati, come avviene per i mount del
- Network File System, o dei dispositivi
+ Network File System, o dei dispositivi
CDROM.Il File fstabfile systemmontati con fstabDurante la fase di avvio, i file system
elencati nel file /etc/fstab sono montati
in modo automatico (a meno che siano specificati con l'opzione
).Il file /etc/fstab contiene una serie di righe
il cui formato è il seguente:device/mount-pointfstypeoptionsdumpfreqpassnodeviceIl nome del dispositivo (che deve esistere), come spiegato
nella .mount-pointLa directory (che deve esistere), sulla quale montare il file
system.fstypeIl tipo di file system da passare a &man.mount.8;. Il file
system di default di FreeBSD è
ufs.options per file system leggibili-scrivibili,
oppure per file system solamente leggibili,
seguite da altre opzioni che potrebbero essere necessarie.
Un'opzione comune è per i file
system che normalmente non sono montati durante la sequenza di
avvio. Altre opzioni sono elencate nella pagina man di
&man.mount.8;.dumpfreqViene usato da &man.dump.8; per determinare quali file system
richiede un dump. Se non si specifica nulla, viene assunto il
valore zero.passnoDetermina l'ordine secondo il quale i file system vengono
controllati. I file system che devono saltare il controllo devono
avere i loro passno settati a zero. Il file
system root (che deve essere controllato prima di qualsiasi altra
cosa) deve avere il suo passno settato a uno,
e i passno degli altri file system devono
essere settati a valori maggiori di uno. Se più di un
file system ha lo stesso passno allora
&man.fsck.8; tenterà di controllare i file system in
parallelo.Il Comando mountfile systemmontaggioIl comando &man.mount.8; è ciò che in definitiva viene
usato per montare i file system.La sua forma di utilizzo elementare è:&prompt.root; mount devicemountpointEsistono molte opzioni, come spiegato nella pagina man di
&man.mount.8;, ma le più comuni sono:Opzioni di MountMonta tutti i file system elencati nel file
/etc/fstab. Le eccezioni sono quei file
system specificati come noauto, quelli esclusi
dalla flag , o quei file system che sono
già montati.Fà tutto ad eccezione della system call attuale.
Questa opzione risulta utile in congiunzione con la flag
per determinare quale &man.mount.8; si stia
effettivamente tentando di realizzare.Forza il mount di un file system impuro (pericoloso), o forza
la revoca di accesso in scrittura quando si declassa lo stato
di mount di un file system da lettura-scrittura a lettura
solamente.Monta il file system in sola lettura. Questo è
identico ad usare l'argomento con
l'opzione .fstypeMonta il dato file system secondo il tipo di file system
specificato, oppure, se affiancato dall'opzione
, monta solamente i file system di un dato
tipo.ufs è il tipo di file system di
default.Aggiorna le opzioni di mount sul file system.Modalità verbose.Monta il file system in lettura-scrittura.L'opzione accetta una lista di argomenti
separati da una virgola, inclusi i seguenti:nodevNon sostiene dispositivi speciali sul file system. Questa
è un'utile opzione di sicurezza.noexecNon permette l'esecuzioni di binari su questo file system.
Questa è un'altra utile opzione di sicurezza.nosuidNon permette l'interpretazione delle flag setuid o setgid sul
file system. Anche questa è un'utile opzione di
sicurezza.Il Comando umountfile systemsmontaggioIl comando &man.umount.8; accetta, come unico parametro, un punto di
mount, un nome di dispositivo, l'opzione o l'opzione
.Tutte queste modalità accettano l'opzione
per forzare la smontatura, e l'opzione per la
modalità verbose. Sei avvisato che l'opzione
non è in generale un buona idea. Smontare in modo violento i
file system può mandare in crash il computer o danneggiare i dati
sul file system.Le opzioni e sono usate per
smontare tutti i file system, con la possibilità di specificare
i tipi di file system elencandoli dopo la flag .
Tuttavia, l'opzione non tenta di smontare il file
system root.I ProcessiFreeBSD è un sistema operativo multi-tasking. Con questa
capacità il sistema è come se potesse eseguire più di
un programma alla volta. Ogni programma in esecuzione in un dato istante
è chiamato processo. Ogni volta che esegui
un comando fai partire almeno un nuovo processo, e ci sono molti processi
di sistema che sono sempre in esecuzione, che permettono il corretto
funzionamento del sistema.Ogni processo è identificato in modo univoco da un numero
chiamato process ID, o PID,
e, come avviene per i file, ogni processo ha un proprietario e un gruppo.
Le informazioni sul proprietario e sul gruppo sono usate per determinare,
tramite il meccanismo dei permessi dei file discusso precedentemente,
quali file e quali dispositivi il processo può aprire. Inoltre
molti processi hanno un processo padre. Tale processo è il
processo che li ha generati. Per esempio, se stai digitando dei comandi
in shell allora la shell è un processo, così come lo sono i
comandi che esegui. Ogni processo che esegui in questo modo avrà
come suo processo padre la tua shell. L'eccezione a questo meccanismo
è un processo speciale chiamato init. Il
processo init è sempre il primo processo, quindi
il suo PID è sempre 1. init viene avviato
in modo automatico dal kernel quando si avvia FreeBSD.Due comandi sono particolarmente utili per monitorare i processi sul
sistema, &man.ps.1; e &man.top.1;. Il comando &man.ps.1; è usato
per mostrare una lista statica dei processi che sono in esecuzione in quel
momento, e può mostrare i loro PID, quanta memoria stanno usando,
la linea di comando che li ha avviati, e altro ancora. Il comando
&man.top.1; visualizza tutti i processi in esecuzione, e aggiorna queste
informazioni ogni qualche secondo, in modo che puoi vedere
interattivamente cosa sta facendo il tuo computer.Di default, &man.ps.1; mostra solo i tuoi comandi che sono in quel
mmomento in esecuzione. Per esempio:&prompt.user; ps
PID TT STAT TIME COMMAND
298 p0 Ss 0:01.10 tcsh
7078 p0 S 2:40.88 xemacs mdoc.xsl (xemacs-21.1.14)
37393 p0 I 0:03.11 xemacs freebsd.dsl (xemacs-21.1.14)
48630 p0 S 2:50.89 /usr/local/lib/netscape-linux/navigator-linux-4.77.bi
48730 p0 IW 0:00.00 (dns helper) (navigator-linux-)
72210 p0 R+ 0:00.00 ps
390 p1 Is 0:01.14 tcsh
7059 p2 Is+ 1:36.18 /usr/local/bin/mutt -y
6688 p3 IWs 0:00.00 tcsh
10735 p4 IWs 0:00.00 tcsh
20256 p5 IWs 0:00.00 tcsh
262 v0 IWs 0:00.00 -tcsh (tcsh)
270 v0 IW+ 0:00.00 /bin/sh /usr/X11R6/bin/startx -- -bpp 16
280 v0 IW+ 0:00.00 xinit /home/nik/.xinitrc -- -bpp 16
284 v0 IW 0:00.00 /bin/sh /home/nik/.xinitrc
285 v0 S 0:38.45 /usr/X11R6/bin/sawfishCome puoi vedere in questo esempio, l'output di &man.ps.1; è
organizzato in molte colonne. La colonna PID si
riferisce al process ID discusso poco fà. I PID sono assegnati
partendo dal numero 1, andando fino al 99999, e ricominciando dall'inizio
una volta esauriti (se disponibili). La colonna TT
mostra su quale tty il programma è in esecuzione, e può
essere benissimo ignorata per il momento. La colonna
STAT mostra lo stato del programma, e di nuovo,
può essere benissimo ignorata. La colonna TIME
indica per quanto tempo il programma è stato in esecuzione sulla
CPU—non indica per forza il tempo trascorso da quando hai avviato
il programma, poichè i programmi trascorrono molto tempo in attesa
per faccende che accadono prima che questi possano trascorrere del tempo
in CPU. Infine, la colonna COMMAND indica la riga di
comando che è stata utilizzata per eseguire il programma.Il comando &man.ps.1; supporta varie opzioni per cambiare le
informazioni da visualizzare. Uno dei gruppi di opzioni più utili
è auxww. L'opzione mostra le
informazioni riguardo a tutti i processi in esecuzione, non solo quelli
che ti appartengono. L'opzione mostra il nome utente
del proprietario del processo, come pure la memoria utilizzata dal
processo. L'opzione mostra le informazioni riguardo ai
processi demoni, e l'opzione indica a &man.ps.1; di
visualizzare la linea di comando completa che ha avviato il processo,
piuttosto che troncarla quando è troppo lunga per essere adattata
sullo schermo.L'output di &man.top.1; è simile. Un esempio di esecuzione
assomiglia a questo:&prompt.user; top
last pid: 72257; load averages: 0.13, 0.09, 0.03 up 0+13:38:33 22:39:10
47 processes: 1 running, 46 sleeping
CPU states: 12.6% user, 0.0% nice, 7.8% system, 0.0% interrupt, 79.7% idle
Mem: 36M Active, 5256K Inact, 13M Wired, 6312K Cache, 15M Buf, 408K Free
Swap: 256M Total, 38M Used, 217M Free, 15% Inuse
PID USERNAME PRI NICE SIZE RES STATE TIME WCPU CPU COMMAND
72257 nik 28 0 1960K 1044K RUN 0:00 14.86% 1.42% top
7078 nik 2 0 15280K 10960K select 2:54 0.88% 0.88% xemacs-21.1.14
281 nik 2 0 18636K 7112K select 5:36 0.73% 0.73% XF86_SVGA
296 nik 2 0 3240K 1644K select 0:12 0.05% 0.05% xterm
48630 nik 2 0 29816K 9148K select 3:18 0.00% 0.00% navigator-linu
175 root 2 0 924K 252K select 1:41 0.00% 0.00% syslogd
7059 nik 2 0 7260K 4644K poll 1:38 0.00% 0.00% mutt
...L'output è diviso in due sezioni. La parte superiore (le prime
cinque linee) mostra il PID dell'ultimo processo eseguito, il carico medio
del sistema (che è un indice di come il sistema sia impegnato), il
tempo di vita del sistema (il tempo passato dall'ultimo reboot) e l'ora
corrente. I restanti numeri nella parte superiore riportano quanti
processi sono in esecuzione (47 in questo caso), quanta memoria di sistema
e quanta memoria di swap è stata utilizzata, e quanto tempo il
sistema sta trascorrendo nei vari stati di CPU.Sotto ci sono una serie di colonne che contengono simili informazioni
a quelle contenute nell'output di &man.ps.1;. Come prima puoi vedere il
PID, il nome utente, quanto tempo di CPU è stato utilizzato, e il
comando che era stato eseguito. Inoltre il comando &man.top.1; di default
ti mostra quanta memoria è stata concessa al processo. Questa
informazione è suddivisa in due colonne, una per la dimensione
totale, e l'altra per la dimensione attuale—la dimensione totale
è la quantità di memoria che l'applicazione ha richiesto, e
la dimensione attuale è la quantità di memoria che sta
utilizzando in quel momento. In questo esempio puoi vedere che
Netscape ha richiesto quasi 30 MB di RAM,
ma al momento ne sta usando solo 9 MB.Il comando &man.top.1; aggiorna in modo automatico queste informazioni
ogni due secondi; questo lasso temporale può essere modificato con
l'opzione .I Demoni, i Segnali, e come Uccidere i ProcessiQuando esegui un'editor risulta semplice averne il controllo, dirgli
di caricare file, e così via. Tutto questo può essere fatto
poichè l'editor fornisce delle agevolazioni in questo senso, e
anche perchè l'editor è collegato a un
terminale. Alcuni programmi non sono stati
progettati per essere eseguiti con un continuo input dell'utente, e
perciò questi programmi si sconnettono dal terminale alla prima
occasione. Per esempio, un server web trascorre tutto il giorno
rispondendo a richieste web, e normalmente non necessita di alcun input
da parte tua. I programmi che trasportano la posta elettronica da un sito
a un'altro sito sono un'altro esempio di questa classe di
applicazioni.Chiamiamo questi programmi demoni. I demoni
erano dei personaggi della mitologia greca; nè buoni nè
cattivi, erano piccoli custodi degli spiriti che, nel complesso,
risultavano essere utili per l'umanità. Molto similmente i server
web e quelli di posta elettronica di oggi fanno cose utili. Ecco il
motivo per cui la mascot di BSD è stata per molto tempo, e lo
è ancora, l'allegro demone con le scarpe da tennis e con il
forcone.Esiste la convenzione di chiamare i programmi che normalmente sono
eseguiti come demoni con una d finale.
BIND sta per Berkeley Internet Name Daemon
(e il nome effettivo del programma che viene eseguito è
named), il nome del programma
Apache, un server web, è
httpd, il demone dello spool di stampa è
lpd e così via. Questa è una
convenzione, non è una regola ferrea; per esempio, il principale
demone di posta elettronica per l'applicazione
Sendmail è chiamato
sendmail, e non maild, come potresti
aspettarti.A volte puoi aver bisogno di comunicare con un processo demone.
Queste comunicazioni sono chiamate segnali, e puoi
comunicare con i demoni (o con altri processi in esecuzione) mandandogli
un segnale. Esistono svariati segnali che puoi inviare—alcuni di
questi hanno un significato specifico, altri sono interpretabili
dall'applicazione, e la documentazione dell'applicazione ti dirà
come l'applicazione stessa interpreta i segnali. Puoi mandare un segnale
solo ai processi che ti appartengono. Se mandi un segnale a un processo
che non ti appartiene con il comando &man.kill.1; o &man.kill.2; il
permesso ti sarà negato. L'eccezione a questa regola riguarda
l'utente root, che può mandare segnali a
processi di chiunque.Inoltre in alcune circostanze FreeBSD invia segnali alle
applicazioni. Se un'applicazione è stata scritta malamente, e
tenta di accedere alla memoria che non gli compete, FreeBSD manda al
processo il segnale di Violazione della
Segmentazione (SIGSEGV). Se
un'applicazione ha utilizzato la system call &man.alarm.3; in modo tale
da essere avvisata dopo un certo periodo di tempo trascorso allora
FreeBSD invierà a questa applicazione il segnale di Allarme
(SIGALRM), e così via.Per fermare un processo possono essere utilizzati due segnali,
SIGTERM e SIGKILL.
SIGTERM è la modalità cortese di
terminare un processo; il processo può
catturare il segnale, capire che vuoi abbatterlo,
chiudere i file di log che potrebbe avere aperto, e in genere terminare
qualunque cosa che stava facendo prima dell'interruzione. Nei casi in cui
un processo sia coinvolto in qualche compito che non può essere
interrotto allora questo processo può persino ignorare
SIGTERM.Il segnale SIGKILL non può essere ignorato
da un processo. Questo è il segnale che dice Non mi
interessa cosa stai facendo, fermati subito. Se mandi il segnale
SIGKILL a un processo allora FreeBSD fermerà
subito il processoNon è del tutto vero—ci sono alcune cose che non
possono essere interrotte. Per esempio, se il processo sta tentando
di leggere un file situato su un'altro computer in rete, e questo
computer non è disponibile per qualche ragione (è stato
spento, o la rete ha qualche problema), allora il processo è
detto non interrompibile. Il processo finirà
in time out, generalmente dopo due minuti. Non appena avviene il
time out il processo potrà essere terminato..
Altri segnali che potresti aver bisogno di usare sono
SIGHUP, SIGUSR1, e
SIGUSR2. Questi sono segnali a scopo generico, e
differenti applicazioni possono fare cose diverse quando catturano questi
segnali.Supponiamo che hai cambiato il file di configurazione del tuo server
web—hai bisogno di dire al server web di rileggere la sua
configurazione. Potresti fermare e riavviare httpd, ma
questo porterebbe a un breve periodo di interruzione del tuo server
web, che potrebbe non essere gradito. Molti demoni sono stati scritti per
rispondere al segnale SIGHUP tramite la rilettura
dei loro file di configurazione. In questo modo invece di terminare e
riavviare httpd potresti inviare il segnale
SIGHUP. Poichè non esiste un modo standard di
trattare questi segnali, differenti demoni potrebbero avere un
comportamento diverso, quindi assicurati di leggere la documentazione per
il demone in questione.I segnali sono inviati utilizzando il comando &man.kill.1;, come
mostra questo esempio.Inviare un Segnale a un ProcessoQuesto esempio mostra come inviare un segnale a &man.inetd.8;. Il
file di configurazione di &man.inetd.8; è
/etc/inetd.conf, e &man.inetd.8; rilegge questo
file di configurazione quando riceve il segnale
SIGHUP.Cerca il process ID del processo a cui vuoi mandare il segnale.
Puoi utilizzare &man.ps.1; e &man.grep.1; per farlo. Il comando
&man.grep.1; viene utilizzato per perlustrare attraverso l'output,
cercando la stringa da te specificata. Questo comando viene eseguito
in modalità utente, e &man.inetd.8; viene eseguito in
modalità root, quindi le opzioni da dare
a &man.ps.1; sono .&prompt.user; ps -ax | grep inetd
198 ?? IWs 0:00.00 inetd -wWCome puoi vedere il PID di &man.inetd.8; è 198. In alcuni
casi potrebbe apparire nel risultato anche il comando
grep inetd. Questo dipende dal modo utilizzato
da &man.ps.1; nell'elencare la lista dei processi in
esecuzione.Usa il comando &man.kill.1; per inviare il segnale. Poichè
&man.inetd.8; viene eseguito in modalità
root prima devi usare il comando &man.su.1; per
diventare root.&prompt.user; suPassword:
&prompt.root; /bin/kill -s HUP 198Come avviene per la maggior parte dei comandi Unix, il comando
&man.kill.1; non stampa il risultato dell'operazione se questa ha
avuto successo. Se mandi un segnale a un processo del quale non sei
il proprietario allora vedrai il messaggio kill:
PID: Operazione non permessa.
Se sbagli il PID invierai il segnale al processo sbagliato, il che
potrebbe essere dannoso, o, se hai fortuna, manderai il segnale
a un PID che in quel momento non è in uso, e in questo caso
vedrai il messaggio kill: PID:
Nessun processo.Perchè Usare /bin/kill?Molte shell forniscono il comando kill come
comando built-in; ossia, la shell invia il segnale in modo
diretto, senza dover eseguire /bin/kill. Tutto
ciò può essere molto utile, ma le diverse shell hanno
una sintassi diversa per specificare il nome del segnale da inviare.
Invece di cercare di imparare tutte queste sintassi, può
essere più semplice usare direttamente il comando
/bin/kill ....L'invio di altri segnali è analogo, basta sostituire
all'occorrenza TERM o KILL nella
linea di comando.Terminare processi in modo random su un sistema può essere
una cattiva idea. In particolare, il processo &man.init.8;, con process
ID 1, è un caso molto speciale. Eseguire /bin/kill -s
KILL 1 è un modo veloce per arrestare il tuo sistema.
Controlla Sempre due volte gli argomenti quando
esegui &man.kill.1; prima di premere
Invio.Le Shellshellriga di comandoIn FreeBSD, la maggior parte del lavoro di tutti i giorni viene svolto
tramite un'interfaccia a riga di comando chiamata shell. Uno dei compiti
principali di una shell è quello di prendere in input dei comandi
ed eseguirli. Inoltre molte shell hanno delle funzioni built-in
(incorporate) utili nei lavori ordinari come la gestione dei file, la
sostituzione dei nomi dei file, la modifica della riga di comando, la
creazione di macro di comandi, e la gestione delle variabili d'ambiente.
FreeBSD si propone con una serie di shell, come la Shell Bourne,
sh, e la versione successiva della C-shell,
tcsh. Molte altre shell sono disponibili nella FreeBSD
Ports Collection, come le shell zsh e
bash.Quale shell devi usare? È veramente una questione di gusti.
Se sei un programmatore di C potresti sentirti a tuo agio con una shell
C-like come la tcsh. Se vieni da Linux o non sei
pratico dell'interfaccia a riga di comando di Unix potresti provare la
bash. Il fatto è che ogni shell ha delle
caratteristiche che possono o meno combaciare con il tuo ambiente di
lavoro preferito, e quindi devi scegliere tu stesso quale shell
utilizzare.Una caratteristica comune in una shell è il completamento dei
nomi dei file. Dopo aver digitato alcuni dei primi caratteri di un
comando o di un nome di file, la shell di solito può completare
in modo automatico il resto del comando o del nome del file tramite la
pressione del tasto Tab sulla tastiera. Ecco un'esempio.
Supponiamo che hai due file chiamati foobar e
foo.bar. Vuoi cancellare
foo.bar. Quello che dovresti digitare sulla tastiera
è:
rm
fo[Tab].[Tab].La shell dovrebbe visualizzare rm
foo[BEEP].bar.Il [BEEP] è la campanella della console, che mi segnala che la
shell è incapace di completare interamente il nome del file
poichè esiste più di una sola corrispondenza. Sia
foobar che foo.bar iniziano con
fo, tuttavia la shell è riuscita a completarlo
in foo. A questo punto premendo .,
e poi di nuovo Tab, la shell sarà in grado di
completare da sola il resto del nome del file.variabili d'ambienteUn'altro aspetto di una shell è l'uso delle variabili
d'ambiente. Le variabili d'ambiente sono una coppia di valori mutevoli
memorizzati nello spazio dell'ambiente della shell. Questo spazio
può essere letto dai programmi invocati dalla shell, e di
conseguenza questo spazio può contenere le configurazioni di molti
programmi. Qui sotto c'è una lista delle variabili d'ambiente
più comuni con il loro rispettivo significato:variabili d'ambienteVariabileDescrizioneUSERIl nome dell'utente attualmente loggato.PATHLista di directory separate da due punti utilizzate per
la ricerca dei binari.DISPLAYNome di rete del display X11 a cui connettersi, se
disponibile.SHELLLa shell corrente.TERMIl nome del terminale dell'utente. Usato per determinare
le capacità del terminale.TERMCAPSerie di elementi di codici di escape del terminale
utilizzati per realizzare svariate funzioni del terminale.OSTYPEIl tipo di sistema operativo. FreeBSD, ad esempio.MACHTYPEL'architettura della CPU su cui il sistema gira.EDITORL'editor di testo preferito dall'utente.PAGERL'impaginatore di testo preferito dall'utente.MANPATHLista di directory separate da due punti utilizzate nella
ricerca delle pagine man.shell BourneIl modo di settare una variabile d'ambiente varia leggermente a
seconda della shell utilizzata. Per esempio, nelle shell C-Style come
tcsh e csh, puoi usare
setenv per settare le variabili d'ambiente. Sotto le
shell Bourne come sh e bash, puoi
usare export per settare le tue variabili d'ambiente
correnti. Per esempio, per settare o modificare la variabile d'ambiente
EDITOR a /usr/local/bin/emacs, sotto
csh o tcsh si può utilizzare
il comando:&prompt.user; setenv EDITOR /usr/local/bin/emacsSotto le shell Bourne:&prompt.user; export EDITOR="/usr/local/bin/emacs"Con la maggior parte delle shell puoi inoltre creare un'espansione
di una variabile d'ambiente mettendo sulla riga di comando il simbolo
$ davanti al nome della variabile stessa. Per esempio,
echo $TERM visualizzerà ciò che
corrisponde a $TERM, poichè la shell espande
$TERM e passa il risultato a
echo.Le shell trattano molti caratteri speciali, chiamati meta-caratteri
come rappresentazioni speciali di dati. Il più comune di questi
è il simbolo *, che rappresenta diverse
istanze di caratteri in un nome di file. Questi meta-caratteri possono
essere usati per la sostituzione dei nomi di file. Per esempio, digitando
echo * è quasi come aver digitato
ls poichè la shell prende tutti i file che
corrispondono a * e li mette sulla riga di comando
con echo che quindi li visualizza.Per impedire alla shell di interpretare questi caratteri speciali,
questi possono essere messi in escape mettendo subito prima di essi un
backslash (\). echo $TERM
visualizza il tipo del tuo terminale. echo \$TERM
visualizza $TERM così com'è.Cambiare la Propria ShellIl modo più semplice per cambiare la propria shell è
quello di usare il comando chsh. Eseguendo
chsh verrà invocato l'editor definito nella
tua variabile d'ambiente EDITOR; nel caso in cui questa
non sia stata settata, verrà invocato vi.
Modifica la riga Shell: in base alle tue esigenze.Puoi anche eseguire chsh con l'opzione
; in questo modo verrà settata la shell in
modo diretto, senza che sia necessario invocare l'editor. Per
esempio, se vuoi cambiare la tua shell in bash,
potresti digitare il seguente comando:&prompt.user; chsh -s /usr/local/bin/bashComunque eseguendo chsh con nessun parametro e
modificando la shell all'interno dell'editor funzionerà lo
stesso.La shell che desideri utilizzare deve essere
presente nel file /etc/shells. Se hai installato
una shell dalla collezione dei port,
allora la nuova shell dovrebbe essere già stata inserita nel
suddetto file in modo automatico. Se installi una shell manualmente,
questo lavoro lo devi fare tu.Per esempio, se installi bash a mano e la
metti sotto /usr/local/bin, dovresti fare
questo:&prompt.root; echo "/usr/local/bin/bash" >> /etc/shellsDopo averlo fatto riavvia chsh.Editor di Testoeditor di testoeditorLa maggior parte del lavoro di configurazione in FreeBSD viene fatto
tramite la modifica di file di testo. Perciò, è una buona
idea familiarizzare con un'editor di testo. FreeBSD si presenta con
alcuni editor come parte base del sistema, e molti altri sono disponibili
nella collezione dei port.eeL'editor più semplice e più facile da imparare si chiama
ee, che sta per easy editor. Per avviare
ee, puoi digitare sulla riga di comando
ee filename dove filename è
il nome del file che deve essere modificato. Per esempio, per modificare
/etc/rc.conf, devi digitare ee
/etc/rc.conf. Una volta all'interno di ee,
tutti i comandi per azionare le funzioni dell'editor sono elencati nella
parte superiore del video. Il carattere ^ è il
tasto Ctrl della tastiera, quindi ^e
- espande la combinazioni di tasti Ctrle.
- Per uscire da ee, premi il tasto
+ espande la combinazioni di tasti
+ Ctrl
+ e
+ . Per uscire da ee, premi il tasto
Esc, quindi conferma l'uscita dall'editor. Se il file
ha subito delle modifiche ti verrà chiesto se le vuoi
salvare.vieditorviemacseditoremacsFreeBSD ha come parte base del sistema anche editor di testo
più potenti come vi, mentre altri editor, come
emacs e vim, sono inclusi nella
FreeBSD Ports Collection. Questi editor offrono molte più
funzionalità e molta più potenza a costo di essere un poco
più complicati da imparare ad utilizzare. Comunque se intendi
utilizzare in modo intensivo un editor, imparando ad utilizzare un editor
potente come vim o emacs
risparmierai a lungo andare un sacco di tempo.Dispositivi e Nodi di DispositivoIl termine dispositivo viene usato prevalentemente per specificare le
unità hardware all'interno di un sistema, come i dischi, le
stampanti, le schede grafiche, e le tastiere. Durante la fase di avvio di
FreeBSD, la maggior parte delle cose che vengono visualizzate da FreeBSD
riguardano i dispositivi che sono stati rilevati. Puoi riesaminare
questi messaggi di avvio guardando il file
/var/run/dmesg.boot.Per esempio, acd0 è il primo drive
CDROM IDE, mentre kbd0 rappresenta la
tastiera.In un sistema operativo Unix la maggior parte di questi dispositivi
sono accessibili tramite dei file speciali chiamati nodi di dispositivo,
i quali sono posti nella directory /dev.Creare i Nodi di DispositivoQuando aggiungi un nuovo dispositivo al tuo sistema, o ricompili il
kernel per supportare dispositivi aggiuntivi, hai bisogno di creare per
questi nuovi dispositivi uno o più nodi di dispositivo.Script MAKEDEVSui sistemi senza il DEVFS (tutte le versioni
di FreeBSD antecedenti la 5.0), i nodi di dispositivo sono creati
usando lo script &man.MAKEDEV.8; come mostrato qui sotto:&prompt.root; cd /dev
&prompt.root; sh MAKEDEV ad1Questo esempio creerà gli opportuni nodi di dispositivo
per il secondo drive IDE.DEVFS (DEVice File System)Il file system device, o DEVFS, fornisce la
disponibilità dello spazio dei nomi dei dispositivi del kernel
allo spazio dei nomi globale del file system. Invece di dover creare
o modificare i nodi di dispositivo, DEVFS mantiene
in modo automatico questo particolare file system.Guarda la pagina man di &man.devfs.5; per maggiori
informazioni.DEVFS viene usato di default su
FreeBSD 5.0.Console Virtuali & terminaliconsole virtuali
- terminale
+ terminaliFreeBSD può essere usato in vari modi. Uno di questi è
quello di digitare i comandi tramite un terminale testuale. Quando si
utilizza FreeBSD in questo modo si ha velocemente nelle proprie mani molta
della flessibilità e della potenza di un sistema operativo &unix;.
Questa sezione descrive cosa sono i terminali e le
console, e come si possono utilizzare in FreeBSD.La consoleconsoleSe non hai configurato FreeBSD in modo tale da avviare in modo
automatico l'ambiente grafico durante l'avvio, il sistema ti
fornirà un prompt di login dopo la fase di avvio, esattamente
dopo che gli script di avvio sono stati eseguiti. Dovresti vedere
qualcosa simile a questo:Additional ABI support:.
Local package initialization:.
Additional TCP options:.
Fri Sep 20 13:01:06 EEST 2002
FreeBSD/i386 (pc3.example.org) (ttyv0)
login:I messaggi potrebbero essere leggermente diversi sul tuo sistema,
tuttavia dovresti vedere qualcosa di analogo. In questo momento ci
interessano le ultime due righe. Analizziamo la penultima riga:FreeBSD/i386 (pc3.example.org) (ttyv0)Questa riga contiene alcune informazioni sul sistema che hai appena
avviato. Sei di fronte a una console FreeBSD, che sta
girando su un processore Intel o su un processore compatibile con
l'architettura x86Questo è il significato di i386.
Nota che anche se non stai eseguendo FreeBSD su una CPU della serie
386 di Intel, questo messaggio resta i386. Non
si riferisce al tipo del tuo processore, ma bensì
all'architettura del processore..
Il nome di questa macchina (tutte le macchine &unix; hanno un nome)
è pc3.example.org, e in questo momento sei di
fronte alla sua console di sistema—il terminale
ttyv0.Infine, l'ultima riga è sempre:login:Qui devi digitare il tuo username per loggarti in
FreeBSD. La prossima sezione descrive come fare ad effettuare il login
su FreeBSD.Loggarsi in FreeBSDFreeBSD è un sistema multi-utente e multi-processo. Questa
è la descrizione formale che viene usualmente attribuita a un
sistema che può essere usato da diverse persone, le quali
eseguono contemporaneamente molti programmi su una singola
macchina.Ogni sistema multi-utente necessita di qualche metodo che distingua
un utente in modo univoco. In FreeBSD (e in tutti i
sistemi operativi &unix;-like), questo viene realizzato richiedendo che
ogni utente debba loggarsi nel sistema prima che possa
eseguire qualche programma. Ogni utente ha un nome univoco (lo
username) e uno personale, e una chiave segreta (la
password). FreeBSD richiede entrambe queste due cose
prima di dare la possibilità ad un utente di eseguire qualche
programma.script di avvioGiusto dopo la fase di avvio di FreeBSD e quando gli script di avvio
sono stati eseguitiGli script di avvio sono programmi che vengono eseguiti in modo
automatico durante la fase di avvio di FreeBSD. Il loro compito
principale è quello di settare delle cose che potranno essere
utilizzate da qualsiasi altra cosa venga eseguita, ed avviare i
servizi che potresti avere configurato in modo tale da essere
eseguiti in background per realizzare cose utili., ti viene presentato un prompt dove inserire un valido
username:login:Giusto per questo esempio, assumiamo che il tuo username sia
john. Al prompt digita john e
premi Invio. Ti verrà presentato un prompt
dove inserire la password:login: john
Password:Digita la password di john, e premi
Invio. La password non viene
visualizzata! Non ti devi preoccupare di questo per ora.
È sufficiente sapere che è una questione di
sicurezza.Se hai digitato la tua password in modo corretto, dovresti essere
loggato in FreeBSD e sei quindi pronto per provare tutti i comandi
disponibili.Console multipleEseguire comandi &unix; in una sola console va bene, tuttavia
FreeBSD può eseguire più programmi alla volta. Avere una
sola console dove poter digitare i comandi può essere un
pò uno spreco quando un sistema operativo come FreeBSD è
in grado di eseguire dozzine di programmi contemporaneamente. È
in questo caso che le console virtuali possono essere
molto utili.FreeBSD può essere configurato in modo tale da poter
utilizzare differenti console virtuali. Puoi passare da una console
virtuale ad un'altra digitando un paio di tasti sulla tastiera. Ogni
console ha il proprio canale di output indipendente, e FreeBSD si
occupa di redirigere correttamente l'input della tastiera e l'output del
monitor quando passi da una console virtuale in un'altra.In FreeBSD alcune combinazioni speciali di tasti sono state
riservate per il passaggio tra le consoleUna descrizione abbastanza tecnica ed accurata di tutti i
dettagli della console di FreeBSD e dei driver della tastiera
può essere trovata nelle pagine man di &man.syscons.4;,
&man.atkbd.4;, &man.vidcontrol.1; e &man.kbdcontrol.1;. Qui non
approfondiremo i dettagli, ma il lettore interessato può
sempre consultare le pagine man per una spiegazione dettagliata
e completa su come funzionano queste cose.. Puoi usare
AltF1,
AltF2, fino a
AltF8 per
cambiare console su FreeBSD.Quando passi da una console ad un'altra, FreeBSD si preoccupa di
salvare e ripristinare l'output a video. Il risultato è
l'illusione di avere più schermi e più
tastiere virtuali che puoi utilizzare per dare in pasto a
FreeBSD dei comandi. I programmi che lanci su una console virtuale
rimarranno in esecuzione anche quando la console non è visibile.
L'esecuzione di questi programmi continua quando passi in un'altra
console virtuale.Il file /etc/ttysLa configurazione di default di FreeBSD prevede l'avvio del sistema
con 8 console virtuali. Comunque questo non è un settaggio
obbligatorio, e puoi facilmente personalizzare la tua installazione in
modo tale da avviare il sistema con qualche console virtuale in
più. Il numero e i settaggi delle console virtuali sono
configurati nel file /etc/ttys.Puoi usare il file /etc/ttys per configurare
le console virtuali di FreeBSD. In questo file ogni riga non commentata
(le righe che non iniziano con il carattere #)
contiene il settaggio di un singolo terminale o di una singola console
virtuale. La versione di default di questo file contenuta in FreeBSD
configura 9 console virtuale, e ne abilita 8 di queste. Si tratta delle
righe che iniziano con ttyv:# name getty type status comments
#
ttyv0 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
# Terminali virtuali
ttyv1 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
ttyv2 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
ttyv3 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
ttyv4 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
ttyv5 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
ttyv6 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
ttyv7 "/usr/libexec/getty Pc" cons25 on secure
ttyv8 "/usr/X11R6/bin/xdm -nodaemon" xterm off securePer una descrizione più dettagliata su ogni colonna di questo
file e per tutte le opzioni che puoi utilizzare per settare le console
virtuali, consulta la pagina man &man.ttys.5;.Console in modalità single userUna descrizione dettagliata del significato della
modalità single user può essere trovata
nella . È bene notare che
c'è un'unica console quando avvii FreeBSD in modalità
single user. Le console virtuali non sono disponibili. Anche i
settaggi della console in modalità single user possono essere
trovati nel file /etc/ttys. Guarda la riga che
inizia con console:# name getty type status comments
#
# Se la console è definita "insecure", allora il processo init richiederà la password di root
# quando entrerai in modalità single-user.
console none unknown off secureCome riportato nel commento sopra la riga
console, puoi modificare questa riga cambiando
secure in insecure. Se lo fai,
quando FreeBSD viene avviato in modalità single user,
verrà chiesta la password di root.Pensaci comunque due volte a settare il parametro
insecure. Se non ricordi più
la password di root, riuscire ad avviare il
sistema in modalità single user sarà molto complesso.
È ancora possibile, ma potrebbe essere molto difficile per chi
non conosce molto bene il meccanismo di avvio di FreeBSD e i relativi
programmi.Per Maggiori InformazioniLe Pagine Manpagine manLa documentazione più esauriente su FreeBSD è
costituita dalle pagine man. Quasi tutti i programmi sul sistema hanno
un piccolo manuale di riferimento che spiega il funzionamento di base e
i vari argomenti del programma stesso. Questi manuali possono essere
visualizzati con il comando man. L'uso del comando
man è semplice:&prompt.user; man commandcommand è il nome del comando di cui
desideri maggiori informazioni. Per esempio, per sapere di più
circa il comando ls digita:&prompt.user; man lsIl manuale in linea è diviso in sezione numerate:Comandi utente.System call e codici di errore.Funzioni della libreria C.Driver dei dispositivi.Formati di file.Giochi e altri passatempo.Informazioni varie.Comandi di mantenimento e di funzionamento del sistema.Sviluppo del kernel.In qualche caso, lo stesso soggetto può apparire in
più di una sezione del manuale in linea. Per esempio, esiste
un comando utente chmod e una system call
chmod(). In questo caso, puoi dire al comando
man quale vuoi specificando la sezione:&prompt.user; man 1 chmodIn questo caso verrà visualizzata la pagina man del comando
utente chmod. I riferimenti di una sezione
particolare del manuale in linea sono tradizionalmente posti tra
parentesi all'interno della documentazione, quindi &man.chmod.1; fa
riferimento al comando utente chmod e &man.chmod.2;
fa riferimento alla system call.Tutto questo va bene se conosci il nome del comando e desideri
semplicemente sapere come usarlo, ma cosa succede se non ricordi il nome
del comando? Puoi usare man con l'opzione
per ricercare tramite parole chiavi nelle
descrizioni dei comandi:&prompt.user; man -k mailCon questo comando ti verrà presentata una lista di comandi
che hanno la parola chiave mail nella loro descrizione.
Di fatto questo meccanismo funziona proprio come il comando
apropos.Stai dando un'occhiata a tutti quei comandi fantastici che si
trovano in /usr/bin ma non hai la più
pallida idea di cosa fanno la maggior parte di essi? Semplicemente
digita:&prompt.user; cd /usr/bin
&prompt.user; man -f *oppure&prompt.user; cd /usr/bin
&prompt.user; whatis *che è la stessa cosa.I File Info di GNUFree Software FoundationFreeBSD include molte applicazioni e utility prodotti dalla Free
Software Foundation (FSF). Oltre alle pagine man, questi programmi
hanno dei più ampi documenti in ipertesto chiamati file
info che possono essere visualizzati con il comando
info, o se hai installato
emacs, con la modalità info di
emacs.Per usare il comando &man.info.1;, digita semplicemente:&prompt.user; infoPer una breve introduzione, digita h. Per un
rapido riferimento dei comandi, digita ?.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml
index a15dffab58..d914a1a023 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/bibliography/chapter.sgml
@@ -1,569 +1,573 @@
BibliografiaSebbene le pagine man forniscano la documentazione di riferimento
definitiva per le singole parti del sistema operativo FreeBSD, sono famose
per non illustrare come mettere insieme i pezzi per far andare uniformemente
l'intero sistema operativo. Per questo, non esiste sostituto a un buon
libro sull'amministrazione di un sistema Unix e a un buon manuale per gli
utenti.Libri & Riviste Specifiche su FreeBSDLibri & Riviste internazionali:Using
FreeBSD (in cinese).FreeBSD for PC 98'ers (in giapponese), pubblicato da SHUWA System
Co, LTD. ISBN 4-87966-468-5 C3055 P2900E.FreeBSD (in giapponese), pubblicato da CUTT. ISBN 4-906391-22-2
C3055 P2400E.Complete
Introduction to FreeBSD (in giapponese), pubblicato da
Shoeisha Co., Ltd.
ISBN 4-88135-473-6 P3600E.Personal
UNIX Starter Kit FreeBSD (in giapponese), pubblicato da
ASCII. ISBN
4-7561-1733-3 P3000E.FreeBSD Handbook (traduzione giapponese), pubblicato da ASCII. ISBN 4-7561-1580-2
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Verlag/Vertrieb Hanser, 1998. ISBN 3-932311-31-0.FreeBSD 4 -
Installieren, Konfigurieren, Administrieren (in tedesco),
pubblicato da Computer und Literatur
Verlag, 2001. ISBN 3-932311-88-4.FreeBSD
Install and Utilization Manual (in giapponese), pubblicato
da Mainichi Communications
Inc..Onno W Purbo, Dodi Maryanto, Syahrial Hubbany, Widjil Widodo
Building Internet
Server with FreeBSD (in indonesiano), pubblicato
da Elex Media
Komputindo.Libri & Riviste in lingua inglese:Absolute BSD: The
Ultimate Guide to FreeBSD, pubblicato da No Starch Press, 2002.
ISBN 1886411743.
The Complete FreeBSD, pubblicato da O'Reilly, 2003. ISBN
0596005164.The
FreeBSD Corporate Networker's Guide, pubblicato da
Addison-Wesley, 2000.
ISBN 0201704811.FreeBSD: An
Open-Source Operating System for Your Personal Computer,
pubblicato da The Bit Tree Press, 2001. ISBN 0971204500.Teach Yourself FreeBSD in 24 Hours, pubblicato da Sams, 2002. ISBN
0672324245.FreeBSD unleashed, pubblicato da Sams, 2002. ISBN
0672324563.FreeBSD: The Complete Reference, pubblicato da McGrawHill, 2003.
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Introduttivo a UNIX che è disponibile online in
formato HTML e PostScript.
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+ (Il documento è disponibile online in italiano
+ come parte del FreeBSD Italian Documentation Project.)Jpman Project, Japan
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and Implementation of the 4.3BSD UNIX Operating System: Answer
Book. Reading, Mass. : Addison-Wesley, 1991. ISBN
0-201-54629-9McKusick, Marshall Kirk, Keith Bostic, Michael J Karels, e
John Quarterman. The Design and Implementation of the
4.4BSD Operating System. Reading, Mass. :
Addison-Wesley, 1996. ISBN 0-201-54979-4(Il capitolo 2 di questo libro è disponibile online come parte del
- FreeBSD Documentation Project, mentre il capitolo 9
- qui.)
+ url="../../../en_US.ISO8859-1/books/design-44bsd/book.html">online
+ come parte del FreeBSD Documentation Project, mentre il capitolo 9
+ è consultabile qui.)
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The Protocols. Reading, Mass. : Addison-Wesley,
1996. ISBN 0-201-63346-9Schimmel, Curt. Unix Systems for Modern
Architectures. Reading, Mass. : Addison-Wesley, 1994.
ISBN 0-201-63338-8Stevens, W. Richard. TCP/IP Illustrated, Volume 3:
TCP for Transactions, HTTP, NNTP and the UNIX Domain
Protocols. Reading, Mass. : Addison-Wesley, 1996.
ISBN 0-201-63495-3Vahalia, Uresh. UNIX Internals -- The New
Frontiers. Prentice Hall, 1996. ISBN
0-13-101908-2Wright, Gary R. and W. Richard Stevens. TCP/IP
Illustrated, Volume 2: The Implementation. Reading,
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edition. MIT Press, 1996. ISBN
0-262-68092-0. Conosciuto anche come il Jargon
+ url="http://www.catb.org/~esr/jargon/jargon.html">Jargon
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Addison-Wesley Publishing Company, Inc., 1994. ISBN
0-201-54777-5Simon Garfinkel, Daniel Weise, Steven Strassmann. The
UNIX-HATERS Handbook. IDG Books Worldwide, Inc.,
1994. ISBN 1-56884-203-1Don Libes, Sandy Ressler Life with UNIX
— edizione speciale. Prentice-Hall, Inc., 1989. ISBN
0-13-536657-7
- The BSD family tree. 1997.
- o localmente
- su una macchina &os.current;.
+ The BSD family tree.
+ o /usr/share/misc/bsd-family-tree
+ su una macchina FreeBSD recente.The BSD Release Announcements collection.
1997. Networked Computer Science Technical Reports
Library.
Old BSD releases from the Computer Systems Research
group (CSRG).
:
Il set di 4 CD comprende tutte le versioni di BSD dalla 1BSD alla 4.4BSD e
4.4BSD-Lite2 (ma non la 2.11BSD, sfortunatamente). Inoltre, l'ultimo disco
contiene i sorgenti finali più i files SCCS.Riviste e GiornaliThe C/C++ Users Journal. R&D
Publications Inc. ISSN 1075-2838Sys Admin — The Journal for UNIX System
Administrators Miller Freeman, Inc., ISSN
1061-2688
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml
index 2491bef93a..5884c1ff82 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/book.sgml
@@ -1,227 +1,227 @@
%man;
%bookinfo;
%freebsd;
%authors;
%teams;
%mailing-lists;
%newsgroups;
%txtfiles;
%translators;
%chapters;
%pgpkeys;
]>
Manuale di FreeBSDThe FreeBSD Italian Documentation ProjectFebbraio 1999199519961997199819992000200120022003The FreeBSD Italian Documentation Project
&bookinfo.legalnotice;
Benvenuto in FreeBSD! Questo manuale copre l'installazione e l'uso
giorno per giorno di FreeBSD
&rel2.current;-RELEASE e FreeBSD
&rel.current;-RELEASE.
Questo manuale è un progetto in evoluzione
ed è il frutto del lavoro di molti singoli. Molte sezioni non
esistono ancora e alcune di quelle che esistono devono essere
aggiornate. Se sei interessato ad aiutare questo progetto, invia
un'email alla &a.doc;. L'ultima versione di questo documento è
sempre disponibile sul sito web di
FreeBSD. Inoltre può essere scaricata in una
varietà di formati e tipi di compressione dal server FTP di
FreeBSD o da uno dei numerosi siti
mirror. Se preferisci avere una copia rilegata del manuale,
puoi comprarne una su FreeBSD
Mall. Puoi anche voler cercare nel manuale.
&chap.preface;
Per CominciareQuesta parte del Manuale di FreeBSD è per gli utenti e gli
amministratori che si affacciano a FreeBSD. Questi capitoli:Ti introdurranno a FreeBSD.Ti guideranno attraverso il processo di installazione.Ti insegneranno qualche base di Unix.Ti mostreranno come installare la varietà delle
applicazioni di terze parti disponibili per FreeBSD.Ti introdurranno a X, il sistema a finestre di Unix, e ti
spiegheranno come configurare un ambiente desktop che ti renda
più produttivo.Abbiamo cercato di mantenere il numero di riferimenti in avanti nel
testo al minimo così che tu possa leggere questa sezione del
Manuale dall'inizio alla fine con il minimo scorrimento di pagine
possibile.Amministrazione del SistemaI rimanenti capitoli del Manuale di FreeBSD coprono tutti gli
aspetti dell'amministrazione di un sistema FreeBSD. Ogni capitolo
inizia descrivendo quello che imparerai dopo aver letto il capitolo, e
specifica anche quello che dovresti sapere prima di affrontare il
materiale.Questi capitoli sono studiati per essere letti quando si ha
bisogno di un'informazione. Non devi leggerli in un ordine
particolare, né devi leggerli tutti prima di poter usare
FreeBSD.
-
+ Appendici
&chap.colophon;
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml
index cd15677dd8..98640a8999 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/boot/chapter.sgml
@@ -1,832 +1,819 @@
La Procedura di Avvio di FreeBSDSinossiavvioavviamentoIl processo di accensione di un computer e caricamento del sistema
operativo viene detto processo di avviamento, o
semplicemente avvio. La procedura di avvio di FreeBSD
fornisce un alto grado di flessibilità nel personalizzare quello
- che succede all'avvio del sistema, permettendo di scegliere tra diversi
- sistemi operativi installati sullo stesso computer, o anche tra diverse
- versioni dello stesso sistema operativo o tra diversi
+ che succede quando avvii il sistema, dandoti la possibilità di
+ scegliere tra diversi sistemi operativi installati sullo stesso computer,
+ o anche tra diverse versioni dello stesso sistema operativo o tra diversi
kernel installati.Questo capitolo fornisce i dettagli sulle opzioni di configurazione
- che si possono impostare per personalizzare il processo di avvio di
- FreeBSD. Ciò comprende tutto quello che avviene fino a quando il
- kernel viene lanciato, vengono controllate le periferiche, e viene avviato
+ che puoi impostare per personalizzare il processo di avvio di FreeBSD.
+ Ciò comprende tutto quello che avviene fino a quando il kernel
+ viene lanciato, vengono controllate le periferiche, e viene avviato
&man.init.8;. Se non sei sicuro di sapere quando tutto questo accada, si
- tratta del momento in cui il colore del testo cambia da bianco brillante a
- grigio.
+ tratta del momento in cui il colore del testo a video cambia da bianco
+ brillante a grigio.
Dopo aver letto questo capitolo, saprai:Quali sono i componenti del sistema di avvio di FreeBSD, e come
interagiscono.Le opzioni che puoi impostare per i componenti durante
l'avviamento di FreeBSD per controllare il processo di avvio.
-
+
Le basi dei &man.device.hints.5;.Solo per x86Questo capitolo descrive la procedura di avvio di FreeBSD su sistemi
Intel x86.Il Problema dell'AvvioAccendere un computer e far partire il sistema operativo pone un
dilemma interessante. Per definizione, il computer non sa fare
nulla finché non viene avviato il sistema operativo. Questo
- include l'esecuzione dei programmi dal disco. Dunque se il computer non
- può eseguire un programma da disco senza il sistema operativo, ed i
- programmi del sistema operativo sono sul disco, come viene avviato il
+ include anche l'esecuzione dei programmi dal disco. Dunque se il computer
+ non può eseguire un programma da disco senza il sistema operativo,
+ ed i programmi del sistema operativo sono sul disco, come viene avviato il
sistema operativo?
- Questo è un problema parallelo a quello che c'è nel
+ Questo è un problema analogo a quello descritto nel
libro Le Avventure del Barone di Munchausen. Un
personaggio era caduto in una botola, e ne era uscito tirandosi su da
sé (in inglese bootstrap), riuscendo nell'intento
- solo con i propri sforzi.
- Nei primi giorni dell'informatica al meccanismo usato per caricare
- il sistema operativo fu applicato il termine
+ solo con i propri sforzi. Nei primi giorni dei calcolatori al meccanismo
+ usato per caricare il sistema operativo fu applicato il termine
bootstrap, ed in seguito venne abbreviato in
booting (in italiano avvio).
- Su sistemi con hardware x86 il Basic Input/Output System (BIOS),
- è il responsabile del caricamento del sistema operativo. Per fare
- ciò, il BIOS cerca nel disco rigido il
- Master Boot Record (MBR), che deve essere in una specifica posizione
- sul disco. Il BIOS ha abbastanza conoscenze per caricare ed eseguire
- l'MBR, ed assume che l'MBR possa portare avanti il resto dei compiti
- relativi al caricamento del sistema operativo.
+ Su sistemi con hardware x86 il BIOS (Basic Input/Output System)
+ è il responsabile del caricamento del sistema operativo. Per fare
+ ciò, il BIOS cerca nel disco rigido il Master Boot Record (MBR),
+ che deve essere in una specifica posizione sul disco. Il BIOS ha
+ abbastanza conoscenze per caricare ed eseguire l'MBR, ed assume che l'MBR
+ possa portare avanti il resto dei compiti relativi al caricamento del
+ sistema operativo.BIOSBasic Input/Output System
- Se c'è solo un sistema operativo installato sui tuoi dischi
- allora l'MBR standard sarà sufficiente. Questo MBR cerca la prima
- partizione avviabile sul disco, e poi esegue quel codice per caricare il
- resto del sistema operativo.
+ Se hai solo un sistema operativo installato sui tuoi dischi allora
+ l'MBR standard sarà sufficiente. Questo MBR cerca la prima slice
+ (partizione) avviabile sul disco, e poi esegue il codice su quella slice
+ per caricare il resto del sistema operativo.
- Se sono installati più sistemi operativi sul disco allora
- si può installare un MBR diverso, che mostri una lista dei diversi
- sistemi operativi, e permetta di scegliere quale avviare. FreeBSD viene
- fornito con un MBR di questo tipo, ed altri fornitori di sistemi operativi
- forniscono MBR alternativi.
+ Se hai installato più sistemi operativi sui tuoi dischi allora
+ puoi installare un MBR diverso, che mostra una lista dei diversi sistemi
+ operativi, e ti permette di scegliere quale avviare. FreeBSD viene
+ fornito con un simile MBR che può essere installato, ed altri
+ fornitori di sistemi operativi forniscono MBR alternativi.Il resto del sistema di avvio di FreeBSD è diviso in tre stadi.
Il primo stadio viene eseguito dall'MBR, che sa solo il necessario per
- mettere il computer in un certo stato ed eseguire il secondo. Il
- secondo stadio può fare poco di più, prima di eseguire il
- terzo.
- Il terzo stadio esaurisce il compito di caricare il sistema operativo.
- Il lavoro è diviso in queste tre parti perché gli standard
- dei PC pongono dei limiti alla dimensione dei programmi che possono essere
- eseguiti nei primi due stadi. Concatenare i compiti permette a FreeBSD di
- fornire un loader più flessibile.
+ mettere il computer in un certo stato ed eseguire il secondo stadio.
+ Quest'ultimo può fare poco di più, prima di eseguire il
+ terzo. Il terzo stadio esaurisce il compito di caricare il sistema
+ operativo. Il lavoro è diviso in queste tre parti perché
+ gli standard dei PC pongono dei limiti alla dimensione dei programmi che
+ possono essere eseguiti nei primi due stadi. Concatenando i compiti
+ si permette a FreeBSD di fornire un loader più flessibile.kernelinitA questo punto viene avviato il kernel ed esso comincia a verificare i
dispositivi e ad inizializzarli. Una volta che la procedura di avvio del
- kernel è finita,
- il kernel passa il controllo al processo utente &man.init.8;,
- che si assicura che i dischi siano in uno stato usabile.
- Poi &man.init.8; avvia la configurazione delle risorse a livello utente,
- monta i file system, imposta le schede di rete per comunicare via rete,
- ed in generale fa partire tutti i processi che generalmente sono in
+ kernel è finita, il kernel passa il controllo al processo utente
+ &man.init.8;, che si assicura che i dischi siano in uno stato usabile.
+ Poi &man.init.8; avvia la configurazione delle risorse a livello utente
+ che monta i file system, imposta le schede di rete per comunicare via
+ rete, ed in generale fa partire tutti i processi che generalmente sono in
esecuzione su un sistema FreeBSD all'avvio.L'MBR, e gli Stadi di Avvio Uno, Due, e TreMBR, /boot/boot0Master Boot Record (MBR)L'MBR di FreeBSD è posizionato in
- /boot/boot0.
- Questa è una copia dell'MBR, perché
- il vero MBR deve essere posizionato su una parte speciale del disco,
- fuori dell'area di FreeBSD.
+ /boot/boot0. Questa è una
+ copia dell'MBR, poiché il vero MBR deve
+ essere posizionato su una parte speciale del disco, fuori dell'area di
+ FreeBSD.
- boot0 è molto semplice, poiché il
- programma nell'MBR può essere lungo solo 512
- byte. Se avete installato l'MBR di FreeBSD ed avete vari sistemi
- operativi installati allora vedrete una schermata simile a questa al
- momento dell'accensione:
+ Siccome il programma nell'MBR può essere
+ lungo solo 512 byte, boot0 è molto semplice.
+ Se hai installato l'MBR di FreeBSD ed hai vari sistemi operativi
+ installati sui tuoi dischi allora vedrai una schermata simile a questa
+ al momento dell'accensione:Screenshot di boot0F1 DOS
F2 FreeBSD
F3 Linux
F4 ??
F5 Drive 1
Default: F2Altri sistemi operativi, in particolare Windows 95, sono noti
- per l'abitudine a sovrascrivere un MBR esistente con il proprio.
- Se accade questo, o si vuole rimpiazzare l'MBR pre-esistente con quello
- di FreeBSD va usato il seguente comando:
+ per l'abitudine a sovrascrivere l'MBR esistente con il proprio.
+ Se accade questo, o se vuoi rimpiazzare l'MBR pre-esistente con quello
+ di FreeBSD puoi usare il seguente comando:
&prompt.root; fdisk -B -b /boot/boot0 dispositivoDove dispositivo è il dispositivo
- dal quale si avvia, come ad0 per il primo disco
- IDE, ad2 per il primo disco ide sul secondo
- canale, da0 per il primo disco SCSI,
+ dal quale vuoi avviare, come ad0 per il primo
+ disco IDE, ad2 per il primo disco ide sul
+ secondo canale, da0 per il primo disco SCSI,
e così via.
- Se sei un utente Linux, comunque, e preferisci che sia
- LILO a controllare il processo di boot,
+ Comunque, se sei un utente Linux e preferisci che sia
+ LILO a controllare il processo di avvio,
puoi modificare /etc/lilo.conf per avviare FreeBSD,
- o selezionare
+ e selezionare
durante il processo di installazione di FreeBSD. Se hai installato il
- boot manager di FreeBSD, puoi ritornare a Linux e modificare il file di
+ boot manager di FreeBSD, puoi avviare Linux e modificare il file di
configurazione di LILO,
/etc/lilo.conf aggiungendo la seguente
opzione:other=/dev/hdXY
table=/dev/hdb
loader=/boot/chain.b
label=FreeBSD
- il che permetterà l'avvio di FreeBSD e Linux via
+ che permetterà l'avvio di FreeBSD e Linux via
LILO. Nel nostro esempio, usiamo
XY per determinare quale drive e
- quale partizione. Se si sta usando un drive SCSI,
- si dovrà cambiare /dev/hdXY per
- leggere qualcosa di simile a /dev/sdXY, dove
- usiamo ancora la sintassi XY.
- L'opzione può essere omessa
- se avete entrambi i sistemi operativi sullo stesso drive.
- Ora potete eseguire /sbin/lilo -v
- per fare effettuare i cambiamenti al sistema;
- ciò dovrebbe poter essere verificato grazie ad un messaggio su
- schermo.
+ quale partizione usare. Se stai usando un drive
+ SCSI, dovrai cambiare
+ /dev/hdXY in qualcosa di simile a
+ /dev/sdXY, dove viene usata ancora la
+ sintassi XY. L'opzione
+ può essere omessa se hai
+ entrambi i sistemi operativi sullo stesso drive. Ora puoi eseguire
+ /sbin/lilo -v per effettuare i tuoi cambiamenti,
+ che dovrebbero essere confermati con messaggio su schermo.Stadio Uno, /boot/boot1, e Stadio Due,
/boot/boot2Concettualmente il primo ed il secondo stadio sono parte dello
- stesso programma, sulla stessa area del disco. Per limitazioni sullo
- spazio sono stati divisi in due, ma li installerai sempre
+ stesso programma, sulla stessa area del disco. Per limitazioni di
+ spazio sono stati divisi in due, ma li installerai sempre
insieme.
- Essi si trovano sul settore di avvio della partizione di avvio,
- che è dove boot0, o ogni altro
- programma nell'MBR si aspetta di trovare il codice per
- proseguire la procedura di avvio. I file nella cartella
- /boot sono copie dei file reali,
- che sono immagazzinati fuori dal file system di FreeBSD.
+ Essi si trovano sul settore di avvio della slice di avvio, dove
+ boot0, o ogni altro programma
+ nell'MBR si aspetta di trovare il codice da eseguire
+ per proseguire la procedura di avvio. I file nella directory
+ /boot sono copie dei file reali, che sono
+ immagazzinati fuori dal file system di FreeBSD.boot1 è molto semplice, poiché
può essere lungo solo 512 byte, e conosce solo lo stretto
necessario del disklabel di FreeBSD, il quale
memorizza le informazioni sulle slice, per trovare ed eseguire
boot2.boot2 è leggermente più
sofisticato, e conosce il file system di FreeBSD abbastanza da potervi
trovare dei file, e può fornire una semplice interfaccia per
scegliere quale kernel o loader eseguire.Poiché il loader è
molto più complesso, e fornisce una gradevole interfaccia di
facile utilizzo alla configurazione di avvio, boot2
in genere lo esegue, ma in precedenza era incaricato di lanciare il
kernel direttamente.Screenshot di boot2>> FreeBSD/i386 BOOT
Default: 0:ad(0,a)/kernel
boot:
- Se mai avrai bisogno di rimpiazzare il
- boot1 ed il boot2 installati,
- usa &man.disklabel.8;.
+ Se mai avrai bisogno di rimpiazzare il boot1 ed
+ il boot2 installati usa &man.disklabel.8;.&prompt.root; disklabel -B discosliceDove discoslice sono il disco e la slice
- dal quale avviare, come ad esempio ad0s1 per la
- prima slice sul primo disco IDE.
+ dal quale vuoi effettuare l'avvio, come ad esempio
+ ad0s1 per la prima slice sul primo disco
+ IDE.
Modalità Pericolosamente Dedicata
- Se si usa solo il nome del disco, come
- ad0, nel comando &man.disklabel.8; si
- creerà un disco pericolosamente dedicato, senza slice. Quasi
- sicuramente non è questo quello che si vorrà fare,
- quindi controlla due volte il comando &man.disklabel.8;
- prima di premere Invio.
+ Se nella sintassi del comando &man.disklabel.8; usi solo il
+ nome del disco, come ad0, creerai un disco
+ pericolosamente dedicato, senza slice. Quasi sicuramente non è
+ questo quello che vuoi fare, quindi controlla due volte il comando
+ &man.disklabel.8; prima di premere Invio.Stadio Tre, /boot/loaderboot-loaderIl loader è l'ultimo stadio della procedura di avvio divisa
in tre, e si trova sul file system, generalmente come
/boot/loader.
- Il loader viene inteso come un metodo user-friendly per la
- configurazione, tramite l'uso di un insieme di comandi integrati facili
- da usare, che ha dietro un potente interprete con un insieme di
- comandi più complesso.
+ Il loader deve essere inteso come un metodo user-friendly per la
+ configurazione di avvio, tramite l'uso di un insieme di comandi
+ integrati facili da usare, sostenuto da un potente interprete, con un
+ insieme di comandi più complessi.Sequenza di Operazioni del LoaderDurante l'inizializzazione, il loader controllerà
la console e i dischi, e cercherà di capire da quale disco si
stia avviando. Imposterà le variabili di conseguenza, ed
avvierà un interprete al quale potranno essere passati i
comandi dell'utente in maniera interattiva o attraverso uno
script.loaderconfigurazione del loader
- Poi il loader leggerà
- /boot/loader.rc, che in maniera predefinita legge
- /boot/defaults/loader.conf che imposta
- dei valori di default ragionevoli per le variabili e legge
+ Poi il loader leggerà /boot/loader.rc,
+ che di default legge i settaggi di
+ /boot/defaults/loader.conf il quale imposta
+ dei valori di default ragionevoli per le variabili e inoltre
+ /boot/loader.rc legge
/boot/loader.conf per i cambiamenti locali a
- quelle variabili. loader.rc poi agisce su queste
- variabili, caricando i moduli ed il kernel selezionati.
-
- Infine, di default, il loader attende 10 secondi la pressione
- di un tasto, ed avvia il kernel se non viene interrotto.
- Se invece viene interrotto, viene presentato all'utente
- un prompt in grado di comprendere un semplice insieme di comandi,
- dal quale l'utente può impostare precisamente le variabili,
- scaricare dalla memoria tutti i moduli, o caricarli, ed infine
- avviare o ri-avviare.
+ quelle variabili. In base a queste variabili
+ loader.rc carica i moduli ed il kernel
+ prescelti.
+
+ Infine, di default, il loader attende per 10 secondi la pressione
+ di un tasto, ed avvia il kernel se non viene interrotto. Se invece
+ viene interrotto, viene presentato all'utente un prompt in grado di
+ comprendere un semplice insieme di comandi, dal quale l'utente
+ può impostare precisamente le variabili, scaricare dalla
+ memoria tutti i moduli, o caricarli, ed infine avviare o
+ ri-avviare.Comandi Integrati nel LoaderQuesti sono i comandi usati più comunemente. Per una
discussione completa su tutti i comandi disponibili, guarda
&man.loader.8;.autoboot secondi
- Procede nell'avvio del kernel se non viene interrotto
- nell'intervallo di tempo specificato, in secondi.
- Mostra un conto alla rovescia, e l'intervallo predefinito
- è di 10 secondi.
+ Procede all'avvio del kernel se non viene interrotto
+ nell'intervallo di tempo specificato, in secondi. Mostra un
+ conto alla rovescia, e l'intervallo predefinito è di
+ 10 secondi.boot
-opzioninomekernel
- Procede immediatamente all'avvio del kernel, con le
- opzioni date, se ce ne sono, e con il kernel con il nome
- fornito, se esiste.
+ Procede immediatamente all'avvio del kernel, con le opzioni
+ date, se ce ne sono, e con il nome del kernel specificato, se
+ fornito.boot-conf
- Va avanti con gli stessi moduli della configurazione
- automatica, basati sulle variabili, come accade al boot.
- Questo ha senso solo se prima usate
- unload, e cambiate delle variabili,
- più comunemente kernel.
+ Va avanti con la stessa configurazione automatica di moduli
+ basati sulle variabili come accade al boot. Questo ha senso
+ solo se prima usi unload, e cambi delle
+ variabili, in generale kernel.help
argomentoMostra un messaggio d'aiuto letto da
- /boot/loader.help. Se l'argomento
- dato è index, allora elenca tutti
- gli argomenti disponibili.
+ /boot/loader.help. Se l'argomento dato
+ è index, allora elenca tutti gli
+ argomenti disponibili.
- include nomefile
- …
+ include nomefile …
- Processa il file con il nome dato. Il
- file viene letto, e interpretato riga per riga.
- Un errore blocca il comando include immediatamente.
+ Processa il file specificato. Il file viene letto, e
+ interpretato riga per riga. Un errore blocca il comando include
+ immediatamente.load
- tipo
+ tiponomefileCarica il kernel, il modulo del kernel, o il file
del tipo specificato, con il nome specificato. Ogni argomento
dopo nomefile viene passato al file.ls percorso
- Mostra un elenco dei file nel percorso dato, o
- nella directory root, se non ne viene specificato uno.
- Se è specificato , verranno mostrate
- anche le dimensioni dei file.
+ Mostra un elenco dei file nel percorso dato, o nella
+ directory root, se non ne viene specificato uno. Se è
+ specificato , verranno mostrate anche le
+ dimensioni dei file.lsdev Elenca tutti i dispositivi dai quali potrebbe essere
possibile caricare moduli. Se viene specificata l'opzione
, verranno stampati dettagli maggiori.lsmod
- Mostra i moduli caricati. Se viene specificato
+ Mostra i moduli caricati. Se viene specificato
, verranno stampati dettagli maggiori.more nomefileMostra i file specificati, con una pausa ad ogni
- LINES visualizzato.
+ pagina visualizzata.
rebootRiavvia immediatamente il sistema.set variabileset
variabile=valoreImposta le variabili di ambiente del loader.unloadRimuove tutti i moduli caricati.Esempi sul LoaderQui ci sono alcuni esempi pratici sull'uso del loader:modalità singolo utentePer avviare semplicemente il vostro kernel abituale,
ma in modalità singolo utente:boot -s
- Per scaricare dalla memoria i moduli e il kernel normali,
+ Per scaricare dalla memoria i moduli e il kernel usuali,
e poi caricare solo il vecchio (o un altro) kernel:kernel.oldunloadload kernel.old
- Si può usare kernel.GENERIC per
- riferirsi al kernel generico che viene fornito nel disco
- d'installazione, o kernel.old per riferirsi
- al kernel installato precedentemente (quando hai aggiornato
- o configurato il kernel, ad esempio).
+ Puoi usare kernel.GENERIC per riferirti
+ al kernel generico che viene fornito nel disco d'installazione, o
+ kernel.old per riferirti al kernel installato
+ precedentemente (quando hai aggiornato o configurato il kernel, ad
+ esempio).
- Usa il comando seguente per caricare i soliti moduli
+ Usa il comando seguente per caricare i tuoi soliti moduli
con un altro kernel:unloadset kernel="kernel.old"boot-confPer caricare uno script di configurazione del kernel
- (uno script automatizzato che faccia le cose
- che faresti tu normalmente configurando il kernel
- all'avvio):
+ (uno script automatizzato che faccia le cose che faresti tu
+ normalmente configurando il kernel all'avvio):
- load -t script_configurazione_utente /boot/kernel.conf
+ load -t userconfig_script /boot/kernel.confInterazione con il Kernel Durante l'Avviokernelinterazione all'avvioUna volta che il kernel è stato caricato dal loader (come è normale) o da loader (come di consueto) o da boot2 (scavalcando il loader), esso
esamina i suoi flag di avvio, se ce ne sono, e aggiusta il suo
comportamento come necessario.kernelflag di boot
- I Flag di Boot del Kernel
+ I Flag di Avvio del Kernel
- Qui ci sono alcune dei più comuni flag di boot:
+ Qui ci sono alcuni dei più comuni flag di avvio:durante l'inizializzazione del kernel, chiede il dispositivo
da montare come file system di root.avvia da CDROM.esegue UserConfig, il programma di configurazione del kernel
all'avvioavvia in modalità singolo utenteaumenta la verbosità durante l'avvio del kernelCi sono altri flag di avvio, leggi &man.boot.8; per maggiori
informazioni su di essi.TomRhodesContributo di
-
- device.hints
-
+ device.hintsDevice HintsQuesta è una caratteristica di FreeBSD 5.0 e successive
che non esiste nelle versioni precedenti.Durante l'avvio iniziale del sistema, il boot &man.loader.8;
leggerà il file &man.device.hints.5;. Questo file contiene
informazioni di avvio per il kernel dette variabili, e talvolta indicate
come device hints, suggerimenti per i dispositivi.
Questi device hints vengono usati dai driver per la
configurazione delle varie periferiche.I device hints possono essere specificati anche nel prompt del terzo
- stadio del boot loader.
+ stadio del boot loader.
Le variabili possono essere aggiunte usando il comando
set, rimosse con unset, e
- visualizzate con show. Possono essere scavalcate anche
- le variabili impostate nel file /boot/device.hints.
- I device hint inseriti in questo modo non sono permanenti e verranno
- dimenticati al riavvio seguente.
+ visualizzate con show. Inoltre, in questo modo,
+ le variabili impostate nel file /boot/device.hints
+ possono essere scavalcate. I device hint inseriti in questo modo non sono
+ permanenti e verranno dimenticati al riavvio seguente.
Una volta che il sistema è stato avviato, può essere
usato il comando &man.kenv.1; per mostrare tutte le variabili.La sintassi per il file /boot/device.hints
- è una variabile per riga,
- usando il solito cancelletto # per indicare i commenti.
- Le linee sono costruito come segue:
+ è una variabile per riga, usando il solito cancelletto
+ # per indicare i commenti. Le linee sono costruite come
+ segue:
hint.driver.unit.keyword="valore"
- La sintassi per il terzo stadio del boot loader è:
+ La sintassi nel terzo stadio del boot loader è:set hint.driver.unit.keyword=valoredriver è il nome del driver per il
dispositivo, unit è il numero di unità
per quel driver, e keyword è la parola chiave
- per quell'hint.
- La parola chiave può consistere in una delle seguenti
- opzioni:
+ per quell'hint. La parola chiave può essere:
at: specifica il bus sul quale è
collegato il dispositivo.port: specifica l'indirizzo iniziale di
I/O che deve essere usato.irq: specifica il numero di interrupt request
che deve essere usato.drq: specifica il numero del canale DMA.maddr: specifica l'indirizzo di memoria fisico
occupato dal dispositivo.flags: imposta vari bit di flag per il
dispositivo.disabled: se impostato a 1 il
dispositivo è disabilitato.
- I driver possono accettare (o richiedere) più hints di queli
- elencati qui, si raccomanda di verificare la loro pagina di manuale.
- Per maggiori informazioni, consulta le pagine di manuale
+ I driver possono accettare (o richiedere) più hints di quelli
+ elencati qui, si raccomanda quindi di verificare la loro pagina di
+ manuale. Per maggiori informazioni, consulta le pagine man
&man.device.hints.5;, &man.kenv.1;, &man.loader.conf.5;, e
&man.loader.8;.initInit: Inizializzazione del Controllo dei ProcessiUna volta che il kernel ha finito di avviarsi, trasferisce il
controllo al processo utente init, che si trova in
/sbin/init, o al programma specificato
nella variabile init_path nel
loader.Sequenza di Riavvio Automatica
- La sequenza di riavvio automatica assicura
- che i file system disponibili sul sistema siano consistenti.
- Se qualcuno non lo è, e &man.fsck.8; non può
- risolvere le inconsistenze, &man.init.8; abbandona il sistema
- in modalità singolo utente
- per permettere all'amministratore di sistema di occuparsi dei
- problemi direttamente.
+ La sequenza di riavvio automatica assicura che i file system
+ disponibili sul sistema siano consistenti. Se qualcuno non lo è,
+ e &man.fsck.8; non può risolvere le inconsistenze, &man.init.8;
+ abbandona il sistema in modalità
+ singolo utente per permettere all'amministratore di sistema di
+ occuparsi dei problemi direttamente.Modalità Singolo Utentemodalità singolo utenteconsoleQuesta modalità può essere raggiunta attraverso la
sequenza di riavvio automatica,
o tramite l'avvio da parte dell'utente con l'opzione
o impostando la variabile boot_single
nel loader.
- Si può arrivare ad essa anche richiamando
- &man.shutdown.8; con l'opzione per il riavvio
- () o per l'arresto (),
- dalla modalità multi
- utente.
+ Si può arrivare ad essa anche richiamando &man.shutdown.8;
+ senza l'opzione per il riavvio () o per l'arresto
+ (), dalla modalità multi utente.
- Se la console del sistema è segnata come
+ Se la console del sistema è settata come
insecure in /etc/ttys,
allora il sistema richiede la password di root
prima di entrare in modalità singolo utente.Una Console Insicura in /etc/ttys# name getty type status comments
#
-# Se la console è segnata come "insecure", allora init chiederà
+# Se la console è settata come "insecure", allora init chiederà
# la password di root per andare in modalità singolo utente .
console none unknown off insecureAvere una console insecure significa
- ritenere insicura la sicurezza fisica della console,
- ed assicurarsi che solo chi conosce la password di
- root possa usare la modalità singolo
- utente, non significa voler eseguire la console in maniera insicura.
- Dunque, se vuoi avere sicurezza, scegli insecure,
- non secure.
+ ritenere insicura la sicurezza fisica della console, ed assicurarsi
+ che solo chi conosce la password di root possa
+ usare la modalità singolo utente, non significa voler eseguire
+ la console in maniera insicura. Dunque, se vuoi avere sicurezza,
+ scegli insecure, non
+ secure.Modalità Multi Utentemodalità multi utente
- Se &man.init.8; ritiene che i file system siano in ordine,
+ Se &man.init.8; ritiene che i tuoi file system siano in ordine,
o quando l'utente ha terminato il lavoro in modalità singolo utente, il
sistema entra in modalità multi utente, nella quale inizia la
configurazione delle risorse del sistema.file rc
- Resource Configuration (rc)
+ Configurazione delle Risorse (rc)Il sistema di configurazione delle risorse legge i valori
predefiniti della configurazione da
/etc/defaults/rc.conf, e
i dettagli specifici del sistema da
/etc/rc.conf, e poi procede al montaggio dei
file system del sistema elencati in
/etc/fstab, avvia i servizi di rete,
avvia vari demoni di sistema, ed infine esegue gli script di avvio dei
pacchetti installati localmente.La pagina man di &man.rc.8; è un buon riferimento per la
configurazione delle risorse del sistema, poiché esamina gli
script stessi.Sequenza di Spegnimentospegnimento
- Al momento di uno spegnimento controllato, tramite
- &man.shutdown.8;, &man.init.8; cercherà di
- eseguire lo script /etc/rc.shutdown, e poi
- procederà ad inviare a tutti i processi il segnale
- TERM, e successivamente il segnale
- KILL a quelli che non sono terminati in tempo.
+ Al momento di uno spegnimento controllato, tramite &man.shutdown.8;,
+ &man.init.8; cercherà di eseguire lo script
+ /etc/rc.shutdown, e poi procederà ad inviare
+ a tutti i processi il segnale TERM, e successivamente
+ il segnale KILL a quelli che non sono terminati in
+ tempo.Per spegnere una macchina FreeBSD su architetture e sistemi
- che supportano sistemi di power management, usa semplicemente il comando
+ che supportano la gestione dell'energia, usa semplicemente il comando
shutdown -p now per disattivare immediatamente
- l'alimentazione.
- Per riavviare semplicemente un sistema FreeBSD system, usa solo
+ l'alimentazione. Per riavviare semplicemente un sistema FreeBSD, usa solo
shutdown -r now. Avrai bisogno di essere
root o un membro del gruppo
operator per eseguire &man.shutdown.8;.
Possono essere usati anche i comandi &man.halt.8; e &man.reboot.8;,
- fai riferimento alle loro pagine di manuale ed a quella di
- &man.shutdown.8; per maggiori informazioni.
+ fai riferimento alle loro pagine di man ed a quella di &man.shutdown.8;
+ per maggiori informazioni.
La gestione dell'energia richiede il supporto &man.acpi.4; nel
kernel o caricato come modulo in FreeBSD 5.X e il supporto
&man.apm.4; in FreeBSD 4.X.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml
index b4fa830ed5..3583f30d91 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/desktop/chapter.sgml
@@ -1,1321 +1,1325 @@
ChristopheJunietContributo di Applicazioni DesktopSinossiFreeBSD può far girare una gran varietà di applicazioni
desktop, come ad esempio browser per la navigazione e editor di testi.
La maggior parte di questi sono disponibili in pacchetti o possono
essere automaticamente installati dalla collezione di port. Molti nuovi
utenti si aspettano di trovare questo tipo di applicazioni nei loro
desktop. Questo capitolo ti mostrerà come installare alcune
popolari applicazioni desktop, sia dai package che dalla collezione
dei port.Da notare che quando installiamo programmi dalla collezione dei
port, questi sono compilati dai sorgenti. Questa operazione potrebbe
durare molto tempo, dipende da cosa stai compilando e dalla potenza della
tua macchina. Se per te compilare i sorgenti occupa un arco di tempo
proibitivamente lungo, puoi installare la maggior parte dei programmi
della collezione dei port da pacchetti precompilati.Visto che FreeBSD è compatibile con i binari di Linux, molte
applicazione originariamente scritte per Linux sono disponibili
per il tuo desktop. È fortemente raccomandata la lettura del
prima di installare qualsiasi
applicazione per Linux. La maggior parte dei port che sfruttano la
compatibilità con Linux iniziano con linux-.
Ricordatelo quando cerchi un port in particolare, per esempio con
&man.whereis.1;. Nella parte seguente, si presuppone che tu abbia
installato il supporto per la compatibilità con i binari di Linux
prima di installare qualsiasi applicazione per Linux.Queste sono le categorie software trattate in questo capitolo:Browser (come ad es. Mozilla,
Netscape,
Opera)Produttività (come ad es.
KOffice,
AbiWord,
The GIMP,
OpenOffice.org)Visualizzatori di documenti (come ad es. Acrobat
Reader, gv,
Xpdf,
GQview)Finance (come ad es. GnuCash,
Gnumeric,
Abacus)Prima di leggere questo capitolo, dovresti:Essere in grado di installare altro software di terze parti
().Essere in grado di installare altro software per Linux
().Per informazioni su come avere un ambiente multimediale, leggi il
. Se vuoi installare e usare l'e-mail, sono
presenti riferimenti nel .BrowserIn FreeBSD non viene preinstallato nessun browser in particolare.
Invece, la directory www della collezione
dei port contiene molti browsers pronti per essere installati. Se non hai
il tempo di compilare tutto (in alcuni casi potrebbe occupare molto tempo)
molti di questi sono disponibili come package.KDE e anche
GNOME hanno dei browsers HTML.
Guarda la per avere informazioni
su come installare questi ambienti desktop.Se stai cercando dei browser leggeri, dovresti
controllare la collezione dei port per
www/dillo,
www/links, oppure
www/w3m.Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni:Nome dell'applicazioneLivello di risorse necessarieInstallazione dai portPrincipali dipendenzeMozillapesantepesanteGtk+NetscapepesanteleggeroCompatibilità binaria con LinuxOperaleggeroleggeroVersione FreeBSD: Nessuna. Versione per Linux:
Compatibilità binaria con Linux e
linux-openmotifMozillaMozillaMozilla è probabilmente il browser
più indicato per il tuo desktop FreeBSD. È moderno,
stabile, e completamente supportato da FreeBSD. Tra le caratteristiche
un motore di visualizzazione di pagine che segue completamente lo
standard HTML. Ha inoltre un lettore di mail e news. Presenta anche un
editor HTML se vuoi comporre della pagine web. Gli utenti di
Netscape riconosceranno
le somiglianze con la suite Communicator
in quanto basati sullo stesso codice.Su macchine lente, con una velocita di CPU minore di 233MHz o con
meno di 64MB di RAM, Mozilla
potrebbe utilizzare troppe risorse per essere eseguito al meglio.
Potresti invece dare un'occhiata al browser
Opera descritto poco più giù
in questo capitolo.Se non puoi o non vuoi compilare
Mozilla per qualsiasi ragione, il FreeBSD
GNOME team l'ha già fatto per te. Devi solo installare
il pacchetto dalla rete con:&prompt.root; pkg_add -r mozillaSe il pacchetto non è disponibile, e hai abbastanza tempo
e spazio su disco, puoi prelevare i sorgenti di
Mozilla, compilarli e installarli
sul tuo sistema. Questo può essere fatto con:&prompt.root; cd /usr/ports/www/mozilla
&prompt.root; make install cleanPuoi assicurarti una corretta inizializzazione del port di
Mozilla attraverso l'esecuzione dell'utility
chrome registry setup con i privilegi di root. In
ogni caso se vuoi prelevare alcuni add-ons come ad esempio gestori del
mouse, dovresti eseguire Mozilla come
root per installarli correttamente.Una volta completata l'installazione di
Mozilla, non necessiti di essere ancora
root. Puoi avviare
Mozilla come browser digitando:&prompt.user; mozillaPuoi avviarlo direttamente come lettore di mail e news come
mostrato qui sotto:&prompt.user; mozilla -mailTomRhodesContributo di Mozilla, Java, e Shockwave FlashInstallare Mozilla è semplice, ma
sfortunatamente installare Mozilla con il
supporto per cose come java e
Shockwave Flash consuma sia spazio su disco che
tempo.La prima cosa da fare è scaricare i files che verranno usati
poi con Mozilla. Raggiungi con il tuo
- browserla pagina presente al seguente link http://www.sun.com/software/java2/download.html
- e creati un account sul loro sito. Ricordati di salvare lo username
+ browser la pagina presente al seguente link
+ e creati un account sul loro sito. Ricordati di salvare il nome utente
e la password visto che potresti averne bisogno in fututo. Scarica
una copia del file j2sdk-1_3_1-src.tar.gz e salvalo
in /usr/ports/distfiles/ perchè il port non
è in grado di prelevarlo automaticamente. Questo a causa delle
- limitazioni dovute alla licenza. Nel frattempo apriamo la pagina del
- java environment direttamente da http://java.sun.com/webapps/download/Display?BundleId=7163.
- Il file È: j2sdk-1_3_1_06-linux-i586.bin
- ed È abbastanza grande (circa 25 megabytes!). Esattamente come
- prima, questo file và salvato in
- /usr/ports/distfiles/. Finalmente ora scarichiamo
+ limitazioni dovute alla licenza.
+ Nel frattempo scarica il java environment da .
+ Il file è j2sdk-1_3_1_08-linux-i586.bin
+ ed è abbastanza grande (circa 25 megabyte!). Esattamente come
+ prima, questo file deve essere salvato in
+ /usr/ports/distfiles/. Alla fine scarica
una copia del java patchkit da http://www.eyesbeyond.com/freebsddom/java/
- e salviamolo nella directory
- /usr/ports/distfiles/.
+ url="http://www.eyesbeyond.com/freebsddom/java/"> e salvalo
+ nella directory /usr/ports/distfiles/.
- Installiamo lo java/jdk13 port
+ Installiamo il port java/jdk13
con il classico make install clean e dopo
- installiamo il www/flashpluginwrapper port.
- Questo port necessita del www/flashpluginwrapper.
+ Questo port necessita di emulators/linux_base che è un
- port abbastanza grande. Anche se esistono altre
- flash plugins, queste hanno dato dei problemi
+ port abbastanza grande. Anche se esistono altri plug-in
+ flash, questi hanno dato dei problemi
e non hanno funzionato da me.
- Ora copiamo la flash plug-in con:
+ Installa il port www/mozilla,
+ se Mozilla non è ancora
+ installato.
+
+ Ora copiamo il plug-in flash con:&prompt.root; cp /usr/local/lib/flash/libflashplayer.so \
- /usr/X11R6/lib/mozilla/plugins/libflashplayer_linux.so
+ /usr/X11R6/lib/browser_plugins/libflashplayer_linux.so
&prompt.root; cp /usr/local/lib/flash/ShockwaveFlash.class \
- /usr/X11R6/lib/mozilla/plugins/
+ /usr/X11R6/lib/browser_plugins/
Se si sta usando www/mozilla-devel, la directory di
destinazione sarà differente.Ora aggiungere le seguenti righe all'inizio (ma ovviamante sotto
#!/bin/sh) dello script di avvio di
Mozilla:
/usr/X11R6/bin/mozilla.LD_PRELOAD=/usr/local/lib/libflashplayer.so.1
export LD_PRELOADQuesto farà funzionare il plug-in di
flash.
- Installare il www/mozilla port,
- e se Mozilla È già stato
- installato allora dobbiamo solo avviarlo con:
+ Ora avvia Mozilla solo con:&prompt.user; mozilla &Aprire il menu di opzioni About Plug-ins
dal menù Help. Una lista con tutte i plug-in
disponibili dovrebbe apparire. java e
shockwave flash dovrebbero essere
elencate.NetscapeNetscapeNella collezione dei port sono presenti diverse versioni
del browser Netscape. Sin dalla prima versione scritta per FreeBSD
Netscape contiene un grave bug di sicurezza, è fortemente
scoraggiata l'installazione. Invece, puoi usare una versione più
recente per Linux o per DIGITAL UNIX.L'ultima release stabile del browser Netscape è
Netscape 7. Questa può essere
installata dalla collezione dei port con:&prompt.root; cd /usr/ports/www/netscape7
&prompt.root; make install cleanCi sono delle versioni localizzate nelle categorie French, German, e
Japanese.Le versioni Netscape 4.x non sono
raccomandate perchè non sono conformi agli standard attuali.
Tuttavia, Netscape 7.x
e le altre versioni più recenti sono disponibili solo per
architetture i386.OperaOperaOpera è un browser molto veloce,
pieno di funzionalità, e basato sugli standard attuali. È
disponibile in due versioni: una nativa per FreeBSD
e una che gira sotto emulazione Linux.
Per tutte e due i casi È disponibile una versione gratuita che
visualizza banner pubblicitari e una che è a pagamento.
Puoi comprare una versione senza avvisi pubblicitari
dal sito web di Opera.
Questa è una release per Linux ma gira senza
problemi anche sotto FreeBSD.Per navigare nel web con la versione per FreeBSD di
Opera, installa il package:&prompt.root; pkg_add -r operaAlcuni siti FTP non hanno tutti i pacchetti, ma è possibile
ottenere lo stesso risultato con la collezione dei port
digitando:&prompt.root; cd /usr/port/www/opera
&prompt.root; make install cleanPer installare la versione Linux di
Opera, sustituire
linux-opera al posto di
opera nell'esempio sopra. La versione Linux
È utile in situazioni che richiedono l'uso di plug-ins
che sono disponibili solo per Linux, come ad esempio Adobe
Acrobat Reader. In tutti gli altri casi, le versioni per
FreeBSD e Linux funzioneranno esattamente alla stessa
maniera.ProduttivitàQuando si parla di produttività, i nuovi utenti spesso cercano
un buon pacchetto office o un facile e completo editor di testi.
Non ci sono applicativi di default, mentre alcuni
ambienti desktop come
KDE sono muniti di un pacchetto office.
FreeBSD dispone di tutto ciò di cui hai necessità
indipendentemente dal tuo ambiente desktop.Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni:Nome dell'applicazioneLivello di risorse necessarieInstallazione dai portPrincipali dipendenzeKOfficeleggeropesanteKDEAbiWordleggeroleggeroGtk+ o
GNOMEThe GimpleggeropesanteGtk+OpenOffice.orgpesantemolto pesanteGCC 3.1,
JDK 1.3,
MozillaKOfficeKOfficesuite per ufficioKOfficeLa comunità KDE distribuisce il suo ambiente desktop
insieme a un pacchetto office che può essere usato all'esterno
dell'ambiente KDE. Questo include le 4
principali componenti che sono presenti nelle altre principale suite di
office.
KWord è l'editor di testi,
KSpread è il foglio di calcolo
elettronico, KPresenter gestisce
presentazioni a slide e Kontour ti permette
di disegnare documenti grafici.Prima di installare l'ultima release di
KOffice, assicurati di avere una
versione aggiornata di KDE.Per installare KOffice come
pacchetto, inserisci il seguente comando:&prompt.root; pkg_add -r kofficese il pacchetto non è disponibile puoi usare la collezione
dei ports. Per esempio, per installare
KOffice per
KDE3, fai:&prompt.root; cd /usr/ports/editors/koffice-kde3
&prompt.root; make install cleanAbiWordAbiWordAbiWord è un editor di testi
gratuito simile in aspetto e non solo a Microsoft
Word.
È adatto per la digitazione di documenti, lettere, reports,
appunti e così via. È molto veloce, contiene molte
funzioni, ed è molto facile da usare.AbiWord può importare ed esportare
file di molti tipi, compreso alcuni formati proprietari come
Microsoft .doc.AbiWord è disponibile come
package. Puoi installarlo digitando:&prompt.root; pkg_add -r AbiWord-gnomeSe il pacchetto non è disponibile puoi recuperarlo dalla
collezione dei port. La collezione dei port dovrebbe essere molto
più aggiornata. Puoi fare come segue:&prompt.root; cd /usr/ports/editors/AbiWord
&prompt.root; make install cleanThe GIMPThe GIMPPer il disegno o il ritocco delle immagini,
The GIMP è un programa di
manipolazione immagini molto sofisticato.
Può essere usato come un semplice
programma di disegno o come un programma di fotoritocco professionale.
Supporta un grande numero di plug-in, funzioni e un'interfaccia di
scripting.
The GIMP può leggere e scrivere
una enorme quantità di formati di file.
Supporto di interfacce per scanner o tavolette.Puoi installare il pacchetto inserendo il seguente
comando:&prompt.root; pkg_add -r gimpSe il tuo sito FTP non ha il pacchetto, puoi usare
la collezione dei ports. La directory
graphics
della collezione dei ports contiene anche
The Gimp Manual.
È riportato qui di seguito come installarli:&prompt.root; cd /usr/ports/graphics/gimp1
&prompt.root; make install clean
&prompt.root; cd /usr/ports/graphics/gimp-manual-pdf
&prompt.root; make install cleanLa directorygraphics
della collezione dei ports contiene la versione development
di The GIMP in
graphics/gimp-devel.
Le versioni in formato HTML e PostScript di
The Gimp Manual sono in
graphics/gimp-manual-html e
graphics/gimp-manual-ps.OpenOffice.orgOpenOffice.orgsuite per ufficioOpenOffice.orgOpenOffice.org unisce tutte
le applicazioni necessarie in un completo pacchetto office di
produttività personale: un editor di testi, un foglio di calcolo,
un software per le presentazioni e uno di disegno. La sua interfaccia
utente è molto simile alle altre suiti di office, può
inoltre importare ed esportare file in diversi popolari formati.
È disponibile in un gran numero di differenti lingue comprendenti
interfaccia, correttore ortografico, e dizionario.L'editor di testi di
OpenOffice.org usa come formato di file
nativo il formato XML per incrementare la portabilità e la
flessibilità. Il foglio di calcolo elettronico incorpora un
linguaggio per le macro che può essere interfacciato con
un database esterno.
OpenOffice.org è stabile e
- e gira nativamente sotto windows, Solaris e Linux. I ports per FreeBSD
- e Mac OS X sono quasi completi. Altre
- informazioni riguardo OpenOffice.org
- possono essere trovate nell'OpenOffice web site ..
+ e gira nativamente sotto windows, Solaris, Linux, FreeBSD, e
+ Mac OS X. Altre informazioni riguardo
+ OpenOffice.org possono essere trovate sul
+ sito web di OpenOffice.
+ Per informazioni specifiche su FreeBSD, e per scaricare direttamente i
+ package usa il sito web del FreeBSD OpenOffice Porting
+ Team.
Per installare OpenOffice.org,
do:&prompt.root; pkg_add -r openofficeUna volta installato il pacchetto, devi avviare il programma di
setup e scegliere una .
Eseguire questo comando come utente che userà OpenOffice.org
OpenOffice.org:&prompt.user; openoffice-setupSe il pacchetto OpenOffice.org
non è disponibile hai ancora la possibilità di compilare il
port. Come sempre, devi tenere presente che necessiterai di molto spazio
nel tuo hard disk e di molto tempo per la compilazione.&prompt.root; cd /usr/ports/editors/openoffice
&prompt.root; make install cleanUna volta installato il pacchetto, devi avviare il programma di
setup di OpenOffice.org e scegliere
con:&prompt.user; cd /usr/ports/editors/openoffice
&prompt.user; make install-userSe vuoi usare una versione in una lingua differente qui di seguito
sono presenti i ports disponibili :LinguaPortAraboeditors/openoffice-arCoreanokorean/openofficeDaneseeditors/openoffice-dkFrancesefrench/openofficeGiapponesejapanese/openofficeGrecoeditors/openoffice-grItalianoeditors/openoffice-itOlandeseeditors/openoffice-nlPolaccoeditors/openoffice-plPortogheseportuguese/openofficeRussorussian/openofficeSpagnoloeditors/openoffice-esSvedeseeditors/openoffice-seTedescogerman/openofficeTurcoeditors/openoffice-trDocument viewersAlcuni nuovi formati di documenti hanno recentemente guadagnato
popolarità. I visualizzatori standard che richiedono potrebbero
non essere inclusi nel sistema base. Vedremo come installarli in questa
sezione.Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni:Nome dell'applicazoneLivello di risorse necessarieInstallazione dai portsMaggiori dipendenzeAcrobat ReaderleggeroleggeroSupporto per la compatibilità per i binari
LinuxgvleggeroleggeroXaw3dXpdfleggeroleggeroFreeTypeGQviewleggeroleggeroGtk+ o
GNOMEAcrobat ReaderAcrobat ReaderPDFvisualizzatoreMolti documenti sono ora distribuiti come documenti in PDF,
che stà per Portable Document Format. Uno
dei visualizzatori raccomandati per files di questo tipo è
Acrobat Reader, rilasciato da Adobe
per Linux. Visto che FreeBSD può eseguire binari per Linux,
è disponibile anche per FreeBSD.Per installare il pacchetto Acrobat Reader
5 fare:&prompt.root; pkg_add -r acroread5Come sempre se il pacchetto non è disponibilie o se vuoi
l'ultima versione, anche puoi utilizzare la collezione dei
ports:&prompt.root; cd /usr/ports/print/acroread5
&prompt.root; make install cleanAcrobat Reader è
disponibile in molte versioni differenti. Al momento della scrittura di
questo documento, sono presenti:
print/acroread (versione 3.0.2),
print/acroread4 (versione 4.0.5), e
print/acroread5 (versione 5.0.6).
Portebbeno non essere disponibili tutti i paccheti per la tua versione
di FreeBSD. La collezione dei ports conterrà in ogni caso
l'ultima versione.gvgvPDFvisualizzatorePostScriptvisualizzatoregv è un visualizzatore per files
PostScript e PDF. Era origibariamente basato su
ghostview ma ha un look più gradevole
grazie alle librerie Xaw3d. È
veloce e l'interfaccia è pulita. gv
ha molte funzioni come: orientamento, dimensione del foglio, scala,
o antialias. Molte possono essere esuguite sia dalla tastiera che dal
mouse.Per installare gv come un pacchetto,
fare:&prompt.root; pkg_add -r gvSe non puoi ricevere il pacchetto puoi utilizzare la collezione
dei ports:&prompt.root; cd /usr/ports/print/gv
&prompt.root; make install cleanXpdfXpdfPDFvisualizzatoreSe vuoi un piccolo visualizzatore di PDF per FreeBSD,
Xpdf è un leggero ed
efficente visualizzatore. Ha bisogno di veramente poche risorse ed
è molto stabile. Usa i font standard di X e non ha bisogno di
Motif o di altri toolkit di X.Per installare il pacchetto Xpdf
inserire questo comando:&prompt.root; pkg_add -r xpdfSe il pacchetto non è disponibile o preferisci usare
la collezione dei ports fai:&prompt.root; cd /usr/ports/graphics/xpdf
&prompt.root; make install cleanUna volta completata l'installazione, puoi avviare
Xpdf e puoi usare il tasto destro del mouse
per visualizzare il menù.GQviewGQviewGQview è un manager di immagini.
Puoi visualizzare un file con un solo click, avviare un editor esterno,
visualizzare l'anteprima e molto altro. Consente inoltre
di visualizzare l'anteprima delle immagini come diapositive. Puoi
gestire le tue collezioni di immagini e trovare facilmente i duplicati.
GQview può lavorare in modalità
full-screen e ha il supporto internazionale.Se vuoi installare il pacchetto
GQviewfai:&prompt.root; pkg_add -r gqviewSe il pacchetto non è disponibile o preferisci usare la
collezione di port fai:&prompt.root; cd /usr/ports/graphics/gqview
&prompt.root; make install cleanBilancioSe per qualsiasi ragione vorresti gestire il tuo bilancio
personale sul tuo desktop FreeBSD, ci sono alcune applicazioni potenti e
facili da usare pronti per essere installati. Alcuni di questi sono
compatibili con i formati di file più utilizzati come ad esempio
i documenti di Quicken o
Excel.Questa sezione riguarda le seguenti applicazioni:Nome dell'applicazioneLivello di risorse necessarieInstallazione dai portsMaggiori dipendenzeGnuCashleggeropesanteGNOMEGnumericleggeropesanteGNOMEAbacusleggeroleggeroTcl/TkGnuCashGnuCashGnuCash è prodotto dagli sforzi da
parte degli sviluppatori di GNOME per
mettere a disposizione degli utenti finali applicazioni facili da
usare e potenti. Con GnuCash, puoi
tenere traccie delle tue spese e dei tuoi guadagni, del conto
bancario, o della tua attività. Dispone di una interfaccia
intuitiva pur rimanendo molto professionale.GnuCash Dispone di un ottimo
registro, un sistema di accounts gerarchico, molte combinazioni di
scelta rapida e tecniche di autocompletamento. Può dividere
una transazione singola in molte parti più dettagliate.
GnuCash può importare e unire
i file QIF di Quicken. Gestisce inoltre
diversi formati esteri di valuta e data.Per installare GnuCash nel tuo
sistema, fai:&prompt.root; pkg_add -r gnucashSe il pacchetto non è disponibile, puoi usare la
collezione dei ports:&prompt.root; cd /usr/ports/finance/gnucash
&prompt.root; make install cleanGnumericGnumericfoglio di calcoloGnumericGnumeric è un foglio di calcolo
elettronico, fa parte dell'ambiente desktop
GNOME.
Dispone di molti automatismi utili, aucompletamento
in base al formato della cella e un sistema di formattazione automatica
per molte operazioni. Può esportare i files in un gran numero di
formati popolari come quelli di Excel,
Lotus 1-2-3, o Quattro
Pro.
Gnumeric supporta l'utilizzo di grafici
attraverso il programma di grafica math/guppi.
Ha un gran numero di funzioni e permette l'utilizzo di celle formattate
come ad esempio nel formato data, valuta, numero, ora, e molti
altri.Per installare Gnumeric come un
un pacchetto, digitare:&prompt.root; pkg_add -r gnumericSe il pacchetto non risulta disponibile puoi usare la collezione
dei ports con:&prompt.root; cd /usr/ports/math/gnumeric
&prompt.root; make install cleanAbacusAbacusfoglio di calcoloAbacusAbacus è un foglio di calcolo
leggero e facile da usare. Include molte funzioni utili
in molti campi diversi come ad esempio in statistica, finanza, e
matematica. Può importare ed esportare i file in formato
Excel. Abacus
può esportare anche in formato PostScript.Per installare Abacus dal pacchetto
digitare:&prompt.root; pkg_add -r abacusSe il pacchetto non è disponibile puoi utilizzare la
collezione dei ports digitando:&prompt.root; cd /usr/ports/deskutils/abacus
&prompt.root; make install cleanSommarioAnche se FreeBSD è molto popolare tra gli ISP per le sue
performance e la sua stabilità, FreeBSD è completamente
pronto ad essere usato come desktop per l'utilizzo quotidiano.
Con diverse migliaia di applicazioni disponibili sotto forma di
pacchetti o
ports,
puoi avere un desktop perfetto che soddisfi tutte le tue
necessità.Una volta completata l'installazione del tuo desktop, potresti
volere fare un passo in più con
misc/instant-workstation.
Questo meta-port ti permette di creare un insieme tipico di
di ports per una workstation. Puoi personalizzarlo editando il file
/usr/ports/misc/instant-workstation/Makefile.
Segui la sintassi di default per aggiungere o rimuovere
ports, e poi utilizza la procedura indicata per creare l'insieme.
Così facendo sarai capace di creare un grosso pacchetto che
corrisponde al tuo desktop personale e di installarlo nelle altre
workstation!Qui di seguito un piccolo riassunto delle applicazioni trattate
in questo capitolo:Nome dell'applicazioneNome del pacchettoNome del portsMozillamozillawww/mozillaNetscapelinux-netscape7www/linux-netscape7Operalinux-operawww/linux-operaKOfficekoffice-kde3editors/koffice-kde3AbiWordAbiWord-gnomeeditors/AbiWordThe GIMPgimpgraphics/gimp1OpenOffice.orgopenofficeeditors/openofficeAcrobat Readeracroread5print/acroread5gvgvprint/gvXpdfxpdfgraphics/xpdfGQviewgqviewgraphics/gqviewGnuCashgnucashfinance/gnucashGnumericgnumericmath/gnumericAbacusabacusdeskutils/abacus
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml
index dd37818d42..198d1c4435 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/eresources/chapter.sgml
@@ -1,2082 +1,2147 @@
Risorse su InternetIl rapido sviluppo di FreeBSD rende la carta stampata un mezzo non
pratico per poterne seguire l'evoluzione. Le risorse in rete sono il
migliore, se non l'unico, modo per tenersi informati sulle novità di
questo sistema.
Dal momento che FreeBSD è il prodotto del lavoro di volontari, la
comunità degli utenti generalmente si presta anche ad una funzione di
supporto tecnico di varia natura, con l'email e le news
USENET come il mezzo più efficace per entrare in contatto con
queste comunità.I più frequentati punti di ritrovo della comunità
FreeBSD sono esposti di seguito. Se aveste conoscenza di altre risorse
non menzionate in questa sede, vi preghiamo di darne informazione a
&a.doc; cosicchè possano essere incluse.Mailing ListsAnche se molti sviluppatori di FreeBSD leggono USENET, non può
esservi garanzia di ottenere risposta alle proprie domande in tempi brevi
(e in generale non può esservi garanzia di ottenere alcuna
risposta) semplicemente scrivendo ad uno dei mail-group di
comp.unix.bsd.freebsd.*.
Indirizzando i propri messaggi alla mailing list appropriata si
raggiungerà una audience più concentrata ed informata,
permettendo risposte più precise (o quanto meno più
sollecite).Gli argomenti delle varie liste sono elencati all'inizio del
documento. Si prega di leggere gli argomenti
prima di unirsi o scrivere ad una lista. La maggior parte dei
sottoscrittori di liste ricevono ogni giorno svariate centinaia di
messaggi, e mantenendo argomenti e regole di comportamento
cerchiamo di tenere alto il rapporto segnale/rumore della lista. Venir
meno a queste regole vorrebbe dire il fallimento della mailing list
come mezzo efficace di comunicazione per il progetto.
Vengono tenuti archivi per tutte le mailing list, e questi possono
essere esplorati usando il FreeBSD World Wide Web
server. L'archivio esplorabile per parole chiave
costituisce un mezzo eccellente per trovare risposte a domande poste di
frequente e dovrebbe essere consultato prima di spedire una
domanda.Sommario delle listeListe generiche: Le seguenti sono liste
generiche a cui tutti sono invitati (e incoraggiati) a
partecipare:ListaArgomento&a.cvsall.name;Cambiamenti apportati all'albero dei sorgenti di
FreeBSD&a.advocacy.name;Evangelismo FreeBSD&a.announce.name;Eventi importanti e annunci di progetti&a.arch.name;Discussioni sull'architettura ed il design&a.bugbusters.name;Discussioni incentrate sul mantenimento del database
dei report dei problemi di FreeBSD e progetti correlati&a.bugs.name;Report sui bug&a.chat.name;Argomenti non-tecnici di interesse della comunità
FreeBSD&a.config.name;Sviluppo del processo di installazione e configurazione di
FreeBSD&a.current.name;Discussioni sull'utilizzo di &os.current;&a.isp.name;Argomenti di interesse degli Internet Service Providers che
usano FreeBSD&a.jobs.name;Opportunità di lavoro e consulenza
relative a FreeBSD&a.newbies.name;Discussioni ed attività dei nuovi utenti
FreeBSD&a.policy.name;Le decisioni sulla politica da adottare del core degli
sviluppatori FreeBSD. Toni pacati e sola lettura&a.questions.name;Domande degli utenti e assistenza tecnica&a.security-notifications.name;Notifiche sulla sicurezza&a.stable.name;Discussioni sull'uso di &os.stable;&a.test.name;Dove spedire i tuoi messaggi di test, lasciando in pace
le altre listeListe tecniche: le seguenti liste sono a
carattere tecnico. Dovreste leggere attentamente gli argomenti elencati
di seguito prima di unirvi o spedirvi mail, poichè ci sono
strette linee di condotta per il loro uso ed il loro contenuto.ListaArgomento&a.afs.name;Il porting di AFS su FreeBSD&a.aic7xxx.name;Sviluppare drivers per Adaptec AIC 7xxx&a.alpha.name;Il porting di FreeBSD su Alpha
+
+
+
+ &a.amd64.name;
+
+ Il porting di FreeBSD sui sistemi AMD64&a.arm.name;Il porting di FreeBSD su processori ARM&a.atm.name;Usare reti ATM con FreeBSD&a.audit.name;Il progetto di audit del codice sorgente&a.binup.name;Il design e lo sviluppo del sistema di aggiornamento dei
binari&a.cluster.name;Usare FreeBSD in cluster&a.cvsweb.name;Il mantenimento di CVSweb&a.database.name;Discussioni sull'uso e lo sviluppo di database sotto
FreeBSD&a.doc.name;Creare documenti su FreeBSD&a.emulation.name;L'emulazione di altri sistemi operativi come
Linux/DOS/Windows&a.firewire.name;Discussioni tecniche sui FreeBSD Firewire
(iLink, IEEE 1394)&a.fs.name;I file system&a.gnome.name;Il porting di GNOME
e delle applicazioni GNOME&a.hackers.name;Discussioni tecniche generiche&a.hardware.name;Discussioni tecniche generiche sull'hardware e
FreeBSD&a.i18n.name;L'internazionalizzazione di FreeBSD&a.ia32.name;FreeBSD sulla piattaforma IA-32 (Intel x86)&a.ia64.name;Il porting di FreeBSD ai futuri sistemi Intel IA64&a.ipfw.name;Discussioni tecniche sul redesign del codice del
firewall&a.isdn.name;Sviluppatori ISDN&a.java.name;Sviluppatori Java e sviluppatori coinvolti nel porting
della JDK sotto FreeBSD&a.kde.name;Il porting di KDE e delle
applicazioni KDE&a.lfs.name;Il porting di LFS sotto FreeBSD&a.libh.name;Il sistema di installazione e di gestione dei pacchetti
di seconda generazione&a.mips.name;Il porting di FreeBSD su MIPS&a.mobile.name;Discussioni sui portatili&a.mozilla.name;Il porting di Mozilla sotto
FreeBSD&a.multimedia.name;Applicazioni multimediali&a.newbus.name;Discussioni tecniche sull'architettura bus&a.net.name;Discussione sul networking e codice sorgente TCP/IP&a.openoffice.name;Il porting di OpenOffice.org e
StarOffice su FreeBSD&a.performance.name;Questioni relative alla calibrazione delle
prestazioni per installazioni a ad alta performance
o carico elevato&a.platforms.name;Riguardo al porting di FreeBSD su architetture
non Intel&a.ports.name;Discussione sulla collezione dei port&a.ports-bugs.name;Discussione sui bug/PR relativi ai port&a.ppc.name;Il porting di FreeBSD su PowerPC&a.qa.name;Discussione su certificati di qualità, solitamente
sotto una release&a.realtime.name;Sviluppo di estensioni realtime su FreeBSD&a.scsi.name;Il sottosistema SCSI&a.security.name;Questioni relative alla sicurezza di FreeBSD&a.small.name;L'uso di FreeBSD in applicazioni embedded&a.smp.name;Discussioni di design per sistemi a multiprocessore
[a]simmetrico&a.sparc.name;Il porting di FreeBSD su architetture SPARC&a.standards.name;La coerenza di FreeBSD agli standards C99 e POSIX&a.testing.name;Test di stabilità e performance di FreeBSD&a.threads.name;Threading in FreeBSD&a.tokenring.name;Supporto per il token-ring in FreeBSDListe limitate: Le seguenti liste sono adatte
ad un audience più specializzata (ed esigente) e probabilmente
non sono di interesse del pubblico generico. È inoltre buona
norma frequentare le liste tecniche prima di unirsi ad una di queste
liste così da comprendere l'etichetta di comunicazione
richiesta.ListaArgomento
-
- &a.core.name;
-
- Il team centrale di FreeBSD
-
-
&a.hubs.name;Per coloro che gestiscono mirrors (supporto
infrastrutturale)&a.usergroups.name;Coordinamento dei gruppi utenti&a.vendors.name;Coordinamento dei venditori pre-release&a.www.name;Coloro che mantengono il sito www.FreeBSD.orgListe digest: Tutte le liste sopracitate
sono anche consultabili come digest. Una volta iscritto a una lista,
puoi cambiare le tue opzioni digest nella sezione delle opzioni del tuo
account.Liste CVS: Le liste seguenti sono per le
persone interessate a vedere i messaggi di log delle modifiche alle
varie aree dell'albero dei sorgenti. Sono liste a Sola
Lettura e non si dovrebbero inviare messaggi ad
esse.ListaArea dei sorgentiDescrizione dell'area&a.cvsall.name;/usr/(CVSROOT|doc|ports|projects|src)Tutte le modifiche in ogni parte dell'albero (unione di
tutte le altre liste di commit cvs)&a.cvs-doc.name;/usr/docTutte le modifiche all'albero doc&a.cvs-ports.name;/usr/portsTutte le modifiche all'albero ports&a.cvs-projects.name;/usr/projectsTutte le modifiche all'albero projects&a.cvs-src.name;/usr/srcTutte le modifiche all'albero srcCome iscriversiPer iscriverti ad una lista, clicca sul nome della lista qui sopra
o vai su &a.mailman.lists.link; e clicca sulla lista a cui sei
interessato. La pagina delle liste dovrebbe contenere tutte le
informazioni necessarie all'iscrizione.Per mandare un messaggio ad una lista basta inviare
una mail a <listname@FreeBSD.org>.
Sarà poi redisribuita a tutti i membri della lista.Per disiscriverti da una lista, clicca sull'URL che trovi in fondo
a ogni email ricevuta dalla lista. È anche possibile inviare
un'email a
<freebsd-listname-unsubscribe@FreeBSD.org>
per disiscriverti.A costo di ripeterci, vorremmo che i membri della lista
tecnica tenessero la discussione su un tono tecnico. Se sei solo
interessato ad annunci importanti, allora è preferibile che
- ti iscrivi alla &a.announce.name;, creata apposta per traffico non
+ ti iscrivi alla &a.announce;, creata apposta per traffico non
frequente.Argomenti delle listeTutte le mailing list FreeBSD hanno alcune
regole base che tutti gli utenti devono seguire. La mancata aderenza
a queste regole comporterà due (2) avvisi scritti dal PostMaster
FreeBSD postmaster@FreeBSD.org, dopo dei quali,
ad una terza trasgressione, il membro sarà espulso da tutte
le mailing list di FreeBSD e gli sarà impedita qualsiasi futura
iscrizione. Siamo mortificati del fatto che queste
regole e misure siano necessarie, ma al giorno d'oggi Internet
è diventato, a quanto pare, un'ambiente alquanto disordinato, e
molti paiono scordarsi di quanto siano fragili alcuni suoi
meccanismi.Regole della strada:L'argomento di ogni messaaggio dovrebbe aderire all'argomento
della lista a cui è inviato, ad esempio se la lista è
a carattere tecnico, i vostri messaggi dovrebbero contenere
discussioni tecniche.
Chiacchiericci continui ed irrilevanti vanno a discapito del valore
della lista per tutti i suoi membri e non saranno tollerati.
Per discussioni libere senza restrizioni sull'argomento, la &a.chat;
è liberamente fruibile e dovrebbe essere usata per
questo.Non bisognerebbe scrivere a più di due mailing list,
ed anche a due solo e soltanto se un motivo reale e concreto esiste.
Per molte liste, esiste già un grande traffico di messaggi
che si sovrappongono ed eccetto per i mix più esoterici (ad
esempio -stable & -scsi), non c'è alcun
motivo di scrivere a più di una lista alla volta.
Se un messaggio è inviato in modo tale che molte mailing list
appaiono nella linea Cc, allora la linea
Cc dovrebbe essere suddivisa prima di inviare
nuovi messaggi. Voi siete del tutto responsabili per
i vostri messaggi inviati in modo errato, non importa di chi sia
la causa.Attacchi personali ed insulti (nel contesto di una discussione)
non sono permessi, e questa regola comprende membri e
sviluppatori.
Gravi violazioni della netiquette, come citare o inviare messaggi
altrui quando il permesso a farlo non c'era e non sarebbe giunto
sono altamente disapprovate ma non sanzionate direttamente.
Comunque, ci sono pochissimi casi in cui
questi messaggi sarebbero pertinenti all'argomento della lista,
quindi tali comportamenti probabilmente otterrebbero un avviso (o
un espulsione) del Postmaster, solo per quel motivo.Pubblicità di prodotti non-FreeBSD è altamente
proibita e comportertà un'espulsione immediata
se è chiaro che il trasgressore sta inviando
pubblicità spam.Argomenti delle singole liste:&a.afs.name;Andrew File SystemQuesta è la lista per le discussioni sul porting e
l'uso dell' AFS da CMU/Transarc.&a.announce.name;Eventi importanti/pietre miliariQuesta è la mailing list per le persone interessate
soltanto in annunci occasionali di eventi significativi
riguardanti FreeBSD.
Contiene annunci riguardo snapshots e altre release. Contiene
annunci su nuove potenzialità di FreeBSD. Può
contenere richieste di volontari etc. È una mailing list
dal poco traffico, strettamente regolata.&a.arch.name;Discussione sull'architettura e la
progettazioneQuesta lista è per la discussione dell'architettura
FreeBSD.
I messaggi saranno mantenuti strettamente tecnici di natura.
Esempi di possibili argomenti:Come modificare il processo di build per avere
molti build personalizzati in funzione allo stesso
tempo.Cosa deve essere modificato nel VFS per far funzionare i
layers Heimann.Come modificare l'interfaccia dei device driver
per poter usare gli stessi driver senza problemi su molti
buses e architetture.Come scrivere un driver di rete.&a.audit.name;Progetto di audit del sorgenteQuesta è la mailing list per il progetto di audit del
codice FreeBSD. Anche se in origine era intesa per cambiamenti
relativi alla sicurezza, le sue caratteristiche sono state
estese per includere ogni cambiamento al codice.Questa lista è piena di discussioni di patch, e
probabilmente di non grandissimo interesse per l'utente medio
FreeBSD. Discussioni sulla sicurezza non relative ad una
particolare modifica del codice si tengono in FreeBSD-security.
Nel frattempo tutti gli svilupatori sono incoraggiati a spedire
le proprie patch a questa lista per correzioni, specialmente se
toccano parte del sistema dove un bug può influenzare
negativamente l'integrità del sistema.&a.binup.name;Aggiornamento dei binari FreeBSDQuesta lista esiste per fornire un terreno di discussione
per il sistema di aggiornamento dei binari, o
binup.
Sono consentite questioni di design, dettagli di implementazione,
patch, report di bug, report di status, richieste di feature,
log delle modifiche, e tutto ciò che riguardi
binup.&a.bugbusters.name;Coordinamento dello sforzo di gestione dei Problem
ReportLo scopo di questa lista è di servire come forum di
coordinamento e discussione per il Bugmeister, i suoi Bugbuster,
e ogni altra parte che abbia un genuino interesse nel database PR.
Questa lista non è per la discussione di bug specifici,
patch, o PR.&a.bugs.name;Report di bugQuesta è la lista per i report dei bug di FreeBSD.
Quando possibile, i bug dovrebbero essere indicati usando il
comando &man.send-pr.1; o tramite la sua interfaccia WEB.&a.chat.name;Argomenti non tecnici relativi alla comunità
FreeBSDQuesta lista contiene ciò che resta dalle altre liste
riguardo ad informazioni non tecniche, sociali. Include
discussioni sul fatto che Jordan sembri o meno un toon ferret,
se scrivere o meno in maiuscolo, chi sta bevendo troppo
caffè, dove spillano la migliore birra, chi spilla birra
in cantina, e così via.
Annunci occasionali di eventi importanti (party a venire,
celebrazioni di matrimoni, nascite, nuovi lavori etc.) possono
essere fatti alle liste non tecniche, ma i suddetti argomenti
dovrebbero essere diretti a questa lista.&a.core.name;Il core team di FreeBSDQuesta è una lista interna ad uso dei membri core.
Messaggi possono esservi spediti quando una seria questione
relativa a FreeBSD richiede un arbitrato da un alto
scrutinio.&a.current.name;Discussioni sull'uso di
&os.current;Questa è la mailing list di discussione di
&os.current;. Contiene avvertimenti su nuove features in
arrivo in -CURRENT che toccheranno gli utenti, ed istruzioni su
passi che devono restare -CURRENT. Chiunque usi
CURRENT deve sottoscrivere questa lista.
È una mailing list tecnica per la quale ci si attende
materiale strettamente tecnico.&a.cvsweb.name;Progetto CVSweb di FreeBSDDiscussioni tecniche sull'uso, sviluppo e mantenimento di
FreeBSD-CVSweb&a.doc.name;Progetto di documentazioneQuesta mailing list è per la discussione di argomenti
e progetti riguardanti la creazione della documentazione
FreeBSD. I membri di questa mailing list sono noti in genere come
The FreeBSD Documentation Project. È una
lista aperta, sentitevi liberi di unirla e contribuirvi.&a.firewire.name;Firewire (iLink, IEEE 1394)Questa è la mailing list per la discussione del
design e l'implementazione di un sottosistema Firewire
(anche noto come IEEE 1394 o iLink) per FreeBSD.
Argomenti rilevanti includono nello specifico gli standards, i
bus devices, i loro protocolli, insiemi di adapter
boards/cards/chips, e l'architettura e implementazione del
codice per il loro pieno supporto.&a.fs.name;File systemDiscussioni riguardanti i file system FreeBSD. Questa
è una lista dalle caratteristiche tecniche per la quale
ci si attende contenuto strettamente tecnico.&a.gnome.name;GNOMEDiscussioni riguardanti The Gnome
Desktop Environment per sistemi FreeBSD. Questa è una
mailing list tecnica per la quale ci si attende materiale
strettamente tecnico.&a.ipfw.name;Firewall IPQuesto è il forum di discussione riguardante il
redesign del codice IP firewall di FreeBSD. Questa è una
mailing list tecnica per la quale ci si attende materiale
strettamente tecnico.&a.ia64.name;Il porting di FreeBSD su IA64Questa è una mailing list tecnica per individui
impegnati attivamente nel porting di FreeBSD alla piattaforma
IA-64 dall'Intel, nel sollevare problemi e nel proporre
soluzioni. Individui interessati nel seguire le discussioni
tecniche sono comunque benvenuti.&a.isdn.name;Sistema di comunicazione ISDNQuesta è la mailing list per le persone che discutono
lo sviluppo del supporto ISDN per FreeBSD.&a.java.name;Sviluppo JavaQuesta è la mailing list per le persone impegnate
nello sviluppo di applicazioni significative per FreeBSD ed il
porting ed il mantenimento delle JDKs.&a.kde.name;KDEDiscussioni concernenti KDE su
sistemi FreeBSD.
È una mailing list a carattere tecnico per la quale ci si
attende materiale strettamente tecnico.&a.hackers.name;Discussioni tecnicheQuesto è un forum per discussioni tecniche relative a
FreeBSD. Questa è la mailing list tecnica principale.
È per individui che lavorano attivamente a FreeBSD per
sollevare problemi o discutere soluzioni alternative. Individui
interessati nel seguire le discussioni tecniche sono comunque
benvenuti. È una mailing list tecnica per la quale ci si
attende contenuto strettamente tecnico.&a.hardware.name;Discussione generale sull'hardware e
FreeBSDDiscussione generica sui vari tipi di hardware che FreeBSD
supporta, vari problemi e suggerimenti riguardo a cosa convenga
acquistare e cosa evitare.&a.hubs.name;Siti mirrorAnnunci e discussioni per persone che mantengono siti mirror
FreeBSD.&a.isp.name;Questioni riguardanti gli Internet Service
ProviderQuesta mailing list è per la discussione di argomenti
riguardanti gli Internet Service Provider (ISP) che usano
FreeBSD. È una mailing list tecnica per a quale ci si
attende materiale strettamente tecnico.&a.newbies.name;Discussioni sulle attività dei nuovi
adeptiCopriamo ogni attività riguardante i nuovi utenti che
non sia coperta altrove, inclusi: tecniche di apprendimento e
soluzione dei problemi indipendenti, la ricerca e l'uso di risorse
in rete e la richiesta di aiuto ad altri utenti, come usare
mailing list e quali liste usare, chat generiche, gli errori, i
pregi, la condivisione di idee, storie, supporto morale (ma non
tecnico), e prendere parte attiva nella comunità FreeBSD.
Prendiamo i nostri problemi e le richieste di supporto a
freebsd-questions, e usiamo freebsd-newbies per incontrare altra
gente che sia impegnata nelle stesse attività in quanto
nuovo utente.&a.openoffice.name;OpenOffice.orgQuestione concernenti il porting ed il mantenimento di
OpenOffice.org e
StarOffice.&a.performance.name;Discussioni riguardo la calibrazione o la
velocizzazione di FreeBSDQuesta mailing list esiste per procurare ad hackers,
amministratori di sistema, e/o parti interessate un luogo
dove discutere argomenti legati alla performance di FreeBSD.
Argomenti accettabili includono installazioni di FreeBSD ad
alto carico, con problemi di performance o che stanno spingendo
ai limiti delle sue possibilità FreeBSD. Le parti
interessate che sono disposte a lavorare per un miglioramento
delle prestazioni di FreeBSD sono altamente incoraggiate
a sottoscrivere questa lista. Questa è una lista
estremamente tecnica, idealmente adatta per utenti FreeBSD
esperti, hackers o amministratori intenzionati a mantenere
FreeBSD veloce, robusto e scalabile. Questa lista non è
una lista domanda-e-risposta che sostituisce l'uso della
documentazione, quanto piuttosto un luogo dove apportare i propri
contributi o porre domande che non hanno avuto risposta altrove
riguardo a tematiche di prestazione.&a.platforms.name;Il porting sulle piattaforme non
IntelQuestione concernenti FreeBSD fra le varie piattaforme,
discussioni generiche e proposte per ports ad architetture non
Intel.
È una maliling list tecnica per la quale ci si attende
materiale strettamente tecnico.&a.policy.name;Le decisioni della politica del Core
TeamQuesta è una mailing list a scarso traffico, di sola
lettura, per le decisioni politiche del Core Team.&a.ports.name;Discussioni sui
portDiscussioni riguardanti la collezione dei port
di FreeBSD (/usr/ports), l'infrastruttura dei
port, e sforzi generali per la coordinazione dei port.
È una mailing list a carattere tecnico per la quale ci si
attende materiale strettamente tecnico.&a.ports-bugs.name;Discussione dei bug dei
portDiscussioni concernenti report di problemi sulla
collezione dei port di FreeBSD
(/usr/ports), proposte di nuovi port, o
modifiche ai port.
È una mailing list a carattere tecnico per la quale ci si
attende materiale strettamente tecnico.&a.questions.name;Domande degli utentiQuesta è una mailing list per domande riguardanti
FreeBSD. Non dovreste porre domande del tipo
how to alle liste tecniche a meno che stiate
considerando le questioni come molto tecniche.&a.scsi.name;Sottosistema SCSIQuesta è la mailing list per le persone impegnate nel
sottosistema SCSI di FreeBSD. È una mailing list tecnica
per la quale ci si attende materiale strettamente
tecnico.&a.security.name;Questioni di sicurezzaArgomenti relativi alla sicurezza dei sistemi FreeBSD (DES,
Kerberos, buchi di sicurezza noti e fixes, etc.). Questa
è una mailing list tecnica per la quale ci si attende
materiale strettamente tecnico. Notate che questa non è
una lista domanda e risposta, ma che i contributi (SIA domande
SIA risposte) alle FAQ sono benvenute.&a.security-notifications.name;Notifiche riguardanti la sicurezzaNotifiche riguardanti problemi di sicurezza di FreeBSD e fix.
Non è una lista di discussione. La relativa lista di
discussione è FreeBSD-security.&a.small.name;Utilizzo di FreeBSD in applicazioni
embeddedQuesta lista discute argomenti relativi ad installazioni di
FreeBSD su macchine dalle risorse estremamente limitate e sistemi
embedded.&a.stable.name;Discussioni riguardo l'uso di
&os.stable;Questa è la mailing list degli utenti di
&os.stable;. Include avvertimenti su nuove caratteristiche
in arrivo nella -STABLE che toccheranno gli utenti, e istruzioni
sui passi da compiere per tenere aggiornata la -STABLE. Chiunque
usi la STABLE dovrebbe sottoscrivere questa lista.
È una lista di carattere tecnico per la quale ci si
attende materiale strettamente tecnico.&a.standards.name;Rispetto degli standards C99 &
POSIXQuesto è un forum di discussioni tecniche relative al
rispetto degli standards C99 e POSIX da parte di FreeBSD.&a.usergroups.name;Lista di coordinamento dei gruppi
utentiQuesta è la mailing list per i coordinatori di ogni
Gruppo Utenti locale, in cui discutere questioni fra di loro e
un membro designato del Core Team. Questa mailing list dovrebbe
essere limitata a discussioni su meeting e coordinamento
di progetti che riguardano molti Gruppi Utenti.&a.vendors.name;I venditoriDiscussioni di coordinamento fra il FreeBSD Project e
venditori di software e hardware per FreeBSD.
+
+
+ Filtraggio sulle mailing list
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+ Le mailing list di &os; sono filtrate in molti modi per evitare la
+ distribuzione di spam, virus, e altre email non volute. Le azioni di
+ filtraggio descritte in questa sezione non includono tutte quelle usate
+ per proteggere le mailing list.
+
+ Solo certi tipi di allegati sono ammessi sulle mailing list. Tutti
+ gli allegati con un tipo di contenuto MIME non presente nella lista
+ seguente saranno eliminati prima che l'email sia distribuita sulla
+ mailing list.
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+ application/octet-stream
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+ application/pdf
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+ application/pgp-signature
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+ text/x-patch
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+ Alcune mailing list potrebbero ammettere allegati di altri tipi
+ di contenuto MIME, ma la lista qui sopra dovrebbe essere corretta per
+ la maggior parte delle mailing list.
+
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+ Se un'email contiene sia una versione HTML che una versione testo,
+ quella HTML verrà rimossa. Se un'email contiene solo una
+ versione HTML, sarà convertita in semplice testo.
+ Newsgroup UsenetOltre ai due newsgroup specificamente designati per FreeBSD, ve ne
sono molti altri in cui FreeBSD è discusso o che sono comunque
rilevanti per gli utenti FreeBSD. Sono disponibili degli archivi
interrogabili attraverso parole chiave su questi newsgroup per
gentile concessione di Warren Toomey
wkt@cs.adfa.edu.au.Newsgroup specifici BSDcomp.unix.bsd.freebsd.announcecomp.unix.bsd.freebsd.miscde.comp.os.unix.bsd (Tedesco)fr.comp.os.bsd (Francese)Altri newsgroup Unix di interessecomp.unixcomp.unix.questionscomp.unix.admincomp.unix.programmercomp.unix.shellcomp.unix.user-friendlycomp.security.unixcomp.sources.unixcomp.unix.advocacycomp.unix.misccomp.bugs.4bsdcomp.bugs.4bsd.ucb-fixescomp.unix.bsdX Windows Systemcomp.windows.x.i386unixcomp.windows.xcomp.windows.x.appscomp.windows.x.announcecomp.windows.x.intrinsicscomp.windows.x.motifcomp.windows.x.pexcomp.emulators.ms-windows.wineServer World Wide Web — Server
Centrale. —
Armenia. —
Australia/1. —
Australia/2. —
Australia/3. —
Australia/4. —
Australia/5. —
Australia/6. —
Australia/7. —
Austria. —
Austria/2. —
Belgio.
— Brasile/1.
— Brasile/2. —
Brasile/3. —
Bulgaria. —
Canada. —
Cina. —
Corea/1. —
Corea/2. —
Corea/3. —
Danimarca. —
Danimarca/3. —
Estonia. —
Filippine. —
Finlandia. —
Finlandia/2. —
Francia. —
Germania/1. —
Germania/2. —
Germania/3.
— Giappone. —
Grecia. —
Hong Kong. —
Irlanda. —
Irlanda/2. —
Islanda. —
Israele. —
Italia.
— Italia/2. —
Lettonia. —
Lituania. —
Malesia. —
Norvegia. —
Norvegia/2. —
Nuova Zelanda. —
Olanda/1. —
Olanda/2. —
Polonia/1. —
Polonia/2. —
Portogallo/2. —
Portogallo/3. —
Portogallo/4. —
Regno Unito/1. —
Regno Unito/2. —
Regno Unito/3. —
Regno Unito/4. —
Repubblica Ceca. —
Repubblica Slovacca. —
Repubblica Slovacca/2. —
Romania. —
Romania/2. —
Romania/3. —
Romania/4. —
Russia/1. —
Russia/2. —
Russia/3. —
Russia/4. —
San Marino. —
Singapore. —
Singapore/2. —
Slovenia. —
Slovenia/2. —
Spagna. —
Spagna/2. —
Spagna/3. —
Sud Africa/1. —
Sud Africa/2. —
Svezia. —
Svezia/2. —
Svizzera. —
Svizzera/2. —
Taiwan. —
Taiwan/2. —
Taiwan/3. —
Taiwan/4. —
Turchia. —
Turchia/2. —
Turchia/3.
— Ucraina/1. —
Ucraina/2. —
Ucraina/Crimea. —
Ucraina/5. —
Ungheria. —
Ungheria/2.
-
- —
- USA/Texas.
-
-
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USA/3. —
USA/7.Indirizzi EmailI seguenti Gruppi Utenti forniscono indirizzi email per i propri
membri. Gli amministratori di lista si riservano il diritto di revocare
l'indirizzo assegnato se in alcun modo se ne fa cattivo uso.DominioOffertaGruppo utenteAmministratoreukug.uk.FreeBSD.orgSolo forwardingfreebsd-users@uk.FreeBSD.orgLee Johnston
lee@uk.FreeBSD.orgShell AccountsI seguenti Gruppi utenti forniscono account di shell a persone che
supportano attivamente il progetto FreeBSD. Gli amministratori elencati
si riservano il diritto di cancellare l'account se viene in alcun modo
usato male.HostAccessoOffertaAmministratorestorm.uk.FreeBSD.orgSolo SSHCVS a sola lettura, spazio web personale, email&a.brian;dogma.freebsd-uk.eu.orgTelnet/FTP/SSHEmail, spazio Web, FTP anonimoLee Johnston lee@uk.FreeBSD.org
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml
index 305d12badb..00764ea4e5 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/introduction/chapter.sgml
@@ -1,997 +1,997 @@
JimMockRistrutturato, riorganizzato, e in parte riscritto
da IntroduzioneSinossiGrazie per il tuo interesse per FreeBSD! Il seguente capitolo
tratta vari aspetti del FreeBSD Project, come la sua storia,
gli obiettivi, il modello di sviluppo e così via.Dopo aver letto questo capitolo, saprai:Come si relazione FreeBSD rispetto agli altri sistemi operativi
per computer.La storia del FreeBSD Project.Gli obiettivi del FreeBSD Project.Le basi del modello di sviluppo open source di FreeBSD.E naturalmente: da dove deriva il nome
FreeBSD.Benvenuto in FreeBSD!4.4BSD-LiteFreeBSD è un sistema operativo basato su 4.4BSD-Lite per
architettura Intel (x86) e sistemi basati su DEC Alpha. Port verso altre
architetture sono stati avviati. Per una breve visione generale di
FreeBSD, guarda la prossima sezione.
Puoi anche leggere la storia di FreeBSD,
o la release corrente. Se sei
interessato a contribuire in qualche modo al progetto (codice,
hardware, banconote non segnate), leggi l'articolo Contributing
to FreeBSD.Cosa può fare FreeBSD?FreeBSD ha molte caratteristiche degne di nota. Alcune di queste
sono:multitasking preemptiveMultitasking preemptive con
adattamento dinamico della priorità per assicurare una
condivisione regolare ed equa del computer ad applicazioni
e utenti, persino sotto i carichi più pesanti.facilities multiutenteFacilities multiutente che permettono a
molte persone di usare un sistema FreeBSD contemporaneamente per
cose diverse. Questo significa, per esempio, che le periferiche di
sistema come stampanti e unità a nastro sono correttamente
condivise tra tutti gli utenti sul sistema o sulla rete e che
possono essere posti limiti individuali ad utenti o gruppi di utenti
sulla risorsa, proteggendo le risorse di sistema critiche dall'uso
eccessivo.networking TCP/IPUn solido sistema di rete TCP/IP con
supporto a standard industriali quali SLIP, PPP, NFS, DHCP
e NIS. Questo significa che la tua macchina FreeBSD può
interoperare facilmente con altri sistemi ed anche agire come
server aziendale, fornendo funzioni vitali come NFS (accesso remoto
ai file) e servizi e-mail oppure mettere la tua organizzazione
su Internet con servizi WWW, FTP, routing e firewall
(sicurezza).protezione della memoriaLa protezione della memoria assicura che
le applicazioni (o gli utenti) non possano interferire l'una con
l'altra.
Una applicazione che andrà in crash non influirà
sulle altre in alcun modo.FreeBSD è un sistema operativo a 32
bit (64 bit su Alpha) ed è
stato progettato come tale sin dall'inizio.X Window SystemXFree86Lo standard industriale X Window System
(X11R6) fornisce una interfaccia grafica utente (GUI) al costo
di una comune scheda VGA ed un monitor e viene fornito con i
sorgenti.compatibilità binariaLinuxcompatibilità binariaSCOcompatibilità binariaSVR4compatibilità binariaBSD/OScompatibilità binariaNetBSDCompatibilità binaria con molti
programmi sviluppati per Linux, SCO, SVR4, BSDI e NetBSD.Nella collezione di port e
package per FreeBSD sono disponibili
migliaia di applicazioni pronte a partire.
Perché cercare sulla rete quando puoi trovare qui tutto
quello che ti serve?Su Internet sono disponibili migliaia di applicazioni
aggiuntive e facili da portare.
FreeBSD è compatibile a livello di codice sorgente con
la maggior parte dei sistemi Unix commerciali e così la
maggior parte delle applicazioni richiedono poche modifiche per
essere compilate, se non nessuna.memoria virtualeLa memoria virtuale paginata
su richiesta e il progetto con VM/buffer cache
integrati soddisfa efficientemente le applicazioni con grandi
appetiti di memoria mantenendo ancora la risposta interattiva per
altri utenti.Symmetric Multi-Processing (SMP)Il supporto SMP per macchine con
CPU multiple.compilatoriCcompilatoriC++compilatori
- Fortran
+ FORTRANuna dotazione completa di strumenti di sviluppo per
C, C++,
Fortran, e Perl.
Sono inoltre disponibili molti linguaggi aggiuntivi per
ricerca avanzata e sviluppo nella collezione di port e
package.codice sorgenteAvere il codice sorgente dell'intero
sistema significa avere un alto grado di controllo sull'ambiente.
Perché essere vincolati ad una soluzione proprietaria alla
mercé del tuo fornitore quando puoi avere un sistema
veramente aperto?Estesa documentazione online.E molto altro!4.4BSD-LiteComputer Systems Research Group (CSRG)U.C. BerkeleyFreeBSD è basato sulla release 4.4BSD-Lite del Computer
Systems Research Group (CSRG) dell'Università della California di
Berkeley, e porta avanti l'inconfondibile tradizione di sviluppo
dei sistemi BSD. In aggiunta all'ottimo lavoro fornito dal CSRG, il
FreeBSD Project ha speso molte centinaia di ore nella fine regolazione
del sistema per le massime prestazioni e affidabilità nelle
situazioni di carico che si possono trovare nella vita reale.
Mentre molti giganti commerciali hanno difficoltà nel campo
dei sistemi operativi per PC con queste caratteristiche, prestazioni e
affidabilità, FreeBSD le può offrire
ora!Le applicazioni nelle quali FreeBSD può essere impiegato
sono veramente limitate solo dalla tua immaginazione. Dallo sviluppo
software all'automazione in fabbrica, dal controllo dell'inventario alla
correzione dell'azimut delle antenne remote dei satelliti; se può
essere fatto con un prodotto UNIX commerciale allora è più
che probabile che puoi farlo anche con FreeBSD! FreeBSD beneficia
significativamente anche da letteralmente migliaia di applicazioni
di alta qualità sviluppate da centri di ricerca e
università di tutto il mondo, spesso disponibili a poco prezzo o
gratuite.
Sono anche disponibili applicazioni commerciali e compaiono
in numero maggiore ogni giorno.Poiché il codice sorgente dello stesso FreeBSD è
normalmente disponibile, il sistema può anche essere
personalizzato ad un livello inimmaginabile per applicazioni o progetti
particolari, e in modi non generalmente possibili con i sistemi
operativi della maggior parte dei produttori commerciali. Ecco solo
alcuni esempi di alcune delle applicazioni nelle quali attualmente la
gente sta usando FreeBSD:Servizi Internet: Il robusto sistema di
rete TCP/IP di FreeBSD lo rende una piattaforma ideale per una
varietà di servizi Internet quali:server FTPserver FTPserver webserver World Wide Web (standard o sicuri [SSL])firewallmascheramento dell'IPFirewall e gateway NAT (mascheramento
dell'IP).posta elettronicaserver di Posta ElettronicaUSENETUSENET News o Bulletin Board SystemsE altro...Con FreeBSD, puoi facilmente partire in piccolo con
un PC a buon mercato della classe 386 e aggiornare poi
ad un quadriprocessore Xeon con dischi RAID se la tua
azienda cresce.Insegnamento: Sei uno studente di
informatica o legato al campo dell'ingegneria? Non c'è
miglior modo di imparare i sistemi operativi, l'architettura
dei computer e il networking che l'esperienza pratica e in
profondità che FreeBSD può fornire.
Il numero di pacchetti di CAD, di progettazione grafica e matematica
disponibili gratuitamente lo rendono anche estremamente
utile per coloro il cui interesse principale nei computer
è vedere altro lavoro svolto!Ricerca: Con il codice sorgente
disponibile per l'intero sistema, FreeBSD è una
eccellente piattaforma per la ricerca nei sistemi operativi
come pure per altre branche dell'informatica. La natura di
libera circolazione di FreeBSD rende anche possibile a
gruppi distanti di collaborare sulle idee o condividere lo
sviluppo senza aver da preoccuparsi di accordi di licenza
speciali o limitazioni su quello che può essere
discusso in un forum pubblico.routerserver DNSNetworking: Ti serve un nuovo router?
Un server dei nomi (DNS)? Un firewall per tenere la gente fuori
dalla tua rete interna? FreeBSD può facilmente tramutare
quel 386 inutilizzato o quel PC 486 che giace nell'angolo in un
router avanzato con sofisticate capacità di filtraggio dei
pacchetti.Sistema X WindowXFree86Sistema X WindowAccelerated-XStazione di lavoro con X Window: FreeBSD
è un'ottima scelta come soluzione per un terminale X
economico, sia usando il server XFree86 liberamente disponibile o
uno degli eccellenti server commerciali forniti da X Inside.
Diversamente da un terminale X, FreeBSD permette a molte
applicazioni di girare localmente se desiderato, sollevando
così il carico da un server centrale. FreeBSD può
anche partire senza disco, rendendo le stazioni
individuali persino più economiche e facili da
amministrare.GNU Compiler CollectionSviluppo Software: Di base FreeBSD arriva
con un pieno complemento di strumenti di sviluppo incluso il
rinnovato compilatore GNU C/C++ e il debugger.FreeBSD è disponibile sia in forma sorgente che binaria
su CDROM e via FTP anonimo. Guarda l' per
maggiori informazioni su come ottenere FreeBSD.Chi usa FreeBSD?utentiGrandi siti dove gira FreeBSDFreeBSD è usato per far funzionare alcuni dei più
grossi siti su Internet, inclusi:Yahoo!Yahoo!ApacheApacheBlue Mountain ArtsBlue Mountain
ArtsPair NetworksPair
NetworksSony JapanSony
JapanNetcraftNetcraftWeathernewsWeathernewsSupervaluSupervaluTELEHOUSE AmericaTELEHOUSE
AmericaSophos Anti-VirusSophos
Anti-VirusJMA WiredJMA Wirede molti altri.Informazioni sul FreeBSD ProjectLa sezione seguente fornisce alcune informazioni relative al
progetto, includendo una breve storia, gli obiettivi, e
il modello di sviluppo.JordanHubbardContributo di Breve storia di FreeBSD386BSD PatchkitHubbard, JordanWilliams, NateGrimes, RodFreeBSD Project
- Storia
+ storiaIl FreeBSD Project ebbe la sua genesi nella prima parte del 1993,
come una sorta di crescita oltremisura del Patchkit Non Ufficiale
di 386BSD dagli ultimi tre coordinatori del patchkit: Nate
Williams, Rod Grimes e me stesso.386BSDIl nostro obiettivo originario era di produrre uno snapshot
intermedio di 386BSD allo scopo di risolvere una serie di problemi
che il meccanismo del patchkit non era semplicemente in grado di
risolvere.
Alcuni di voi potranno ricordare che il primo titolo funzionante per il
progetto fu 386BSD 0.5 o 386BSD Interim in
riferimento a quel fatto.Jolitz, Bill386BSD era il sistema operativo di Bill Jolitz, che era arrivato a
questo punto soffrendo piuttosto pesantemente di quasi un anno
di disinteresse. Visto che il patchkit si gonfiava sempre più
scomodamente con il passare dei giorni, fummo d'accordo
all'unanimità che doveva essere fatto qualcosa e
decidemmo di provare ad assistere Bill fornendo questo snapshot
ad interim ripulito. Questi piani
ebbero un brusco arresto quando Bill Jolitz improvvisamente decise
di ritirare la sua approvazione al progetto senza nessuna chiara
indicazione di cosa invece doveva essere fatto.Greenman, DavidWalnut Creek CDROMNon ci volle molto per decidere che l'obiettivo rimaneva
utile, persino senza il supporto di Bill, e così
adottammo il nome FreeBSD, coniato da David Greenman.
I nostri obiettivi iniziali furono decisi dopo esserci consultati
con gli utenti dell'epoca del sistema e, una volta che divenne chiaro
che il progetto era sulla strada giusta e forse stava persino diventando
una realtà, contattai la Walnut Creek CDROM con un occhio verso
il miglioramento dei canali distributivi di FreeBSD per quei molti
sfortunati che non avevano facile accesso a Internet.
La Walnut Creek CDROM non solo supportò l'idea di distribuire
FreeBSD su CD ma andò anche più lontano fornendo al
progetto una macchina per lavorarci su e una connessione ad Internet
veloce. Senza il grado di fiducia quasi senza precedenti della Walnut
Creek CDROM in quello che era, a quel tempo, un progetto completamente
sconosciuto, è abbastanza improbabile che FreeBSD sarebbe andato
così lontano, così velocemente, come è oggi.4.3BSD-LiteNet/2U.C. Berkeley386BSDFree Software FoundationLa prima distribuzione su CDROM (e largamente disponibile sulla
rete) fu FreeBSD 1.0, rilasciata nel dicembre del 1993. Questa era
basata su un nastro della 4.3BSD-Lite (Net/2) della
U.C. Berkeley, con molti componenti forniti anche da 386BSD e dalla Free
Software Foundation. Fu un successo abbastanza ragionevole per una
prima offerta, e lo seguimmo dal grande successo di FreeBSD release
1.1 nel maggio del 1994.NovellU.C. BerkeleyNet/2AT&TCirca in questo periodo si formarono all'orizzonte alcune nuvole
temporalesche piuttosto inaspettate allorché Novell e
U.C. Berkeley risolsero la loro lunga causa civile sullo stato legale
del nastro di Berkeley Net/2. Una condizione di quell'accordo era la
concessione di U.C. Berkeley che vaste parti di Net/2 erano codice
ingombrante e di proprietà di Novell, che lo aveva
infine acquistato da AT&T qualche tempo addietro.
Quello che Berkeley ottenne in cambio fu la
benedizione di Novell che la release 4.4BSD-Lite, quando
fu finalmente rilasciata, fosse dichiarata non ingombrante e che tutti
gli utenti Net/2 esistenti fossero fortemente incoraggiati a cambiare.
Questo incluse FreeBSD, e al progetto fu dato tempo fino alla fine di
luglio 1994 per fermare la spedizione del proprio prodotto basato su
Net/2. Sotto i termini di quell'accordo, fu permesso al progetto
un ultimo rilascio prima della scadenza, e quella release fu
FreeBSD 1.1.5.1FreeBSD allora si accinse nell'arduo compito di letteralmente
reinventare se stesso da un insieme di bit di 4.4BSD-Lite
completamente nuovo e piuttosto incompleto. Le release
Lite erano light (leggere) in parte perché
il CSRG di Berkeley aveva rimosso grandi sezioni di codice richiesto
per costruire effettivamente un sistema funzionante in grado di partire
(dovuto a varie richieste legali) e in parte al fatto che il port per
Intel della 4.4 era altamente incompleto. Al progetto ci volle fino al
novembre del 1994 per fare questa transizione; a quel punto
rilasciò FreeBSD 2.0 sulla rete e su CDROM (nel tardo
dicembre). A dispetto del fatto di essere ancora più che un po'
ruvida ai bordi, la release fu un successo significativo e fu
seguita dalla release FreeBSD 2.0.5 più robusta e
semplice da installare nel giugno del 1995.Rilasciammo FreeBSD 2.1.5 nell'agosto del 1996, e parve essere
abbastanza popolare tra gli ISP e le comunità commerciali tanto
che si meritò un'altra release nel corso del ramo 2.1-STABLE.
Questa era FreeBSD 2.1.7.1, rilasciata nel febbraio 1997 e apoteosi
dello sviluppo principale sulla 2.1-STABLE. Attualmente in
modalità di manutenzione, su questo ramo (RELENG_2_1_0) verranno
sviluppati solo miglioramenti della sicurezza e correzioni degli
errori.FreeBSD 2.2 fu derivato dallo sviluppo della linea principale
(-CURRENT) nel novembre 1996 come ramo RELENG_2_2,
e la prima release completa (2.2.1) fu rilasciata nell'aprile 1997.
Furono rilasciate ulteriori release del ramo 2.2 nell'estate e
nell'autunno del '97, l'ultima delle quali (2.2.8) apparve nel
novembre 1998. La prima release 3.0 ufficiale apparve
nell'ottobre 1998 e segnò l'inizio della fine per il ramo
2.2.L'albero si ramificò ancora il 20 gennaio 1999, dividendosi
nei rami 4.0-CURRENT e 3.X-STABLE. Dalla 3.X-STABLE, la 3.1 fu
rilasciata il 15 febbraio 1999, la 3.2 il 15 maggio 1999, la 3.3 il 16
settembre 1999, la 3.4 il 20 dicembre 1999 e la 3.5 il 24 giugno 2000,
seguita pochi giorni dopo da un aggiornamento di punto inferiore alla
release 3.5.1 per incorporare alcune correzioni dell'ultimo minuto
a Kerberos sulla sicurezza.
Questa sarà l'ultima release del ramo 3.X.Ci fu un'altra ramificazione il 13 marzo 2000, che vide
l'apparizioni del ramo 4.X-STABLE, ora considerato essere il
ramo -STABLE corrente. Ci sono state numerose release da
allora: la 4.0-RELEASE venne fuori nel marzo 2000, la 4.1 fu rilasciata
nel luglio 2000, la 4.2 nel novembre 2000, la 4.3 nell'aprile 2001, e la
4.4 nel settembre 2001. Ci saranno più release nel corso del
ramo 4.X-STABLE (RELENG_4) per tutto il 2002.Lo sviluppo dei progetti a lungo termine continua ad aver luogo
nell'albero 5.0-CURRENT, e release SNAPshot della 5.0 su CDROM
(e, naturalmente, sulla rete) sono continuamente rese disponibili
sul
server snapshot mentre il lavoro procede.JordanHubbardContributo di Obiettivi del FreeBSD ProjectFreeBSD Project
- Obiettivi
+ obiettiviGli obiettivi del FreeBSD Project sono di fornire software
che può essere usato per qualunque scopo senza vincoli.
Molti di noi hanno fatto un investimento significativo nel codice (e nel
progetto) e certamente non dovrebbero essere interessati ad un piccolo
compenso finanziario qua e là, ma non siamo sicuramente preparati
ad insistere su questo. Noi crediamo che la nostra prima e prioritaria
missione sia di fornire codice a tutti i partecipanti,
presenti e futuri, e per qualunque scopo, così che il codice
abbia un uso il più possibile ampio e fornisca i più
ampi benefici. Questo è, io credo, uno degli obiettivi
fondamentali del Software Libero (Free Software) e che noi supportiamo
entusiasticamente.GNU General Public Licence (GPL)GNU Lesser General Public License (LGPL)Copyright BSDQuel codice nel nostro albero dei sorgenti che cade sotto
la GNU General Public Licence (GPL) o la GNU Lesser General Public
License (LGPL) ha un po' più di vincoli, sebbene
almeno dal lato di rafforzare l'accesso piuttosto che l'opposto.
Date le complessità aggiuntive che possono
risultare dall'uso commerciale di software GPL noi preferiamo,
tuttavia, software rilasciato sotto il più rilassato copyright
BSD quando è una scelta ragionevole farlo.SatoshiAsamiContributo di Il Modello di Sviluppo di FreeBSDFreeBSD Project
- Modello di Sviluppo
+ modello di sviluppoLo sviluppo di FreeBSD è un processo molto aperto
e flessibile, essendo FreeBSD costruito dal contributo di centinaia
di persone di tutto il mondo, come puoi vedere dalla nostra
lista dei
collaboratori. Siamo costantemente alla ricerca di nuovi
sviluppatori e idee, e quelli interessati a essere coinvolti
maggiormente nel progetto devono semplicemente contattarci sulla
&a.hackers;. La &a.announce; è anche disponibile a quelli
che vogliono informare altri utenti FreeBSD delle principali aree
di lavoro.Cose utili da sapere sul FreeBSD Project e il suo processo di
sviluppo, sia lavorando in modo indipendente che in stretta
cooperazione:Il repository CVSCVSrepositoryConcurrent Versions SystemCVSL'albero centrale dei sorgenti FreeBSD è mantenuto
tramite CVS
(Concurrent Versions System, ovvero Sistema di Versioni
Concorrenti), uno strumento di controllo dei codici sorgenti
liberamente disponibile che viene distribuito con FreeBSD.
Il principale repository
CVS risiede su una macchina a Santa Clara CA, USA
da dove è replicato su numerose macchine speculari in
tutto il mondo. L'albero CVS, come gli alberi -CURRENT e -STABLE che sono controllati da esso,
possono essere facilmente replicati anche sulla tua macchina.
Fai riferimento alla sezione Sincronizzazione dei Tuoi Sorgenti per
maggiori informazioni su come fare.La lista dei committercommittersI committer sono persone che hanno
permesso di scrivere nell'albero CVS, e sono
così autorizzate ad apportare modifiche ai sorgenti di
FreeBSD (il termine committer viene dal comando
commit di &man.cvs.1;, che è usato per
portare i nuovi cambiamenti al repository CVS). Il modo migliore
di sottoporre modifiche alla revisione da parte della lista dei
committer è usare il comando &man.send-pr.1;, ma se
qualcosa appare inceppato nel sistema allora puoi anche
raggiungerli mandando un messaggio alla &a.committers;.Il core team di FreeBSDcore teamIl core team di FreeBSD
dovrebbe essere equivalente al consiglio dirigente se
il FreeBSD Project fosse una azienda. Il compito principale
del core team è assicurarsi che il progetto, nella sua
interezza, sia in buona salute e sia diretto nella
giusta direzione. Una delle funzioni del core team è
invitare sviluppatori responsabili e dedicati a unirsi al nostro
gruppo di committer come altri ne escono. L'attuale core team
è stato eletto da un insieme di candidati committer nel
giugno 2002.
Le elezioni vengono tenute ogni 2 anni.Alcuni membri del core team hanno anche aree specifiche di
responsabilità, significando che sono impegnati ad
assicurare che grandi porzioni del sistema funzionino come
annunciato. Per una lista completa degli sviluppatori di FreeBSD
e le loro aree di responsabilità, guarda la Contributors
ListMolti membri del core team sono volontari per quanto
riguarda lo sviluppo di FreeBSD e non beneficiano
finanziariamente dal progetto, così pure
l'impegno non dovrebbe essere frainteso come
supporto garantito. Allo stesso modo; l'analogia
con il consiglio direttivo non è veramente
molto calzante, e può essere più corretto dire che
queste sono persone che hanno rinunciato alle loro vite in
favore di FreeBSD, contro il loro senso del giudizio!Collaboratori esternicollaboratori
- Non da ultimo, il gruppo più grande gruppo di
- sviluppatori sono gli stessi utenti che ci forniscono feedback e
- correzioni di bug quasi costantemente. Il modo principale di
- tenersi in contatto con lo sviluppo non centralizzato di FreeBSD
- è iscriversi alla &a.hackers; (guarda l'elenco delle mailing list)
- dove queste cose vengono discusse.
+ Non da ultimo, il più grande gruppo di sviluppatori
+ sono gli stessi utenti che ci forniscono feedback e correzioni di
+ bug quasi costantemente. Il modo principale di tenersi in
+ contatto con lo sviluppo non centralizzato di FreeBSD è
+ iscriversi alla &a.hackers; dove queste cose vengono discusse.
+ Guarda il per maggiori informazioni
+ sulle varie mailing list di FreeBSD.La
Lista dei Collaboratori di FreeBSD
è lunga e cresce continuamente, quindi perché non
entri a far parte di essa contribuendo e dando tu qualcosa a
FreeBSD?Fornire codice non è il solo modo di contribuire al
progetto, per una lista completa di cose che serve fare, fai
riferimento al sito web del
FreeBSD Project.In conclusione, il nostro modello di sviluppo è organizzato
come un insieme sciolto di cerchi concentrici. Il modello centralizzato
è progettato per agevolare gli utenti di
FreeBSD, ai quali viene fornito un modo semplice per tenere traccia di
una base di codice centrale, non per tenere fuori potenziali
collaboratori! È nostro desiderio presentare un sistema operativo
stabile con un ampio insieme di programmi
applicativi coerenti che gli utenti possono facilmente
installare ed usare, e questo modello funziona molto bene per realizzare
- Ciò.
+ ciò.
Tutto quello che chiediamo a quelli che vogliono unirsi a noi come
sviluppatori di FreeBSD è un po' della stessa dedizione che
hanno le attuali persone al suo continuo successo!La Release Corrente di FreeBSDNetBSDOpenBSD386BSDFree Software FoundationU.C. BerkeleyComputer Systems Research Group (CSRG)FreeBSD è liberamente disponibile, è basato tutto su
sorgenti 4.4BSD-Lite, è rilasciato per computer Intel i386, i486,
Pentium, Pentium Pro, Celeron, Pentium II, Pentium III,
Pentium IV (o compatibili), Xeon, DEC Alpha e SPARC64.
È basato principalmente su software del gruppo CSRG della
U.C. Berkeley, con alcuni miglioramenti presi da NetBSD, OpenBSD,
386BSD, e dalla Free Software Foundation.Dalla nostra release di FreeBSD 2.0 nel lontano '94, le
prestazioni, l'insieme di caratteristiche, e la stabilità di
FreeBSD sono migliorate notevolmente.
Il più grande cambiamento è
stato la riscrittura del sistema di memoria virtuale con una VM/file
buffer cache integrata che non solo incrementa le prestazioni, ma anche
riduce la richiesta di memoria di FreeBSD, rendendo una configurazione
con 5 MB un minimo accettabile. Altri miglioramenti includono il
completo supporto a client e server NIS, il supporto delle transazioni
TCP, la chiamata-su-richiesta di PPP, il supporto integrato del DHCP, un
sottosistema SCSI migliorato, il supporto ISDN, il supporto per ATM,
FDDI, per gli adattatori Fast e Gigabit Ethernet (1000 Mbit), un
supporto migliorato degli ultimi controller Adaptec, e molte centinaia
di correzioni di bug.Abbiamo anche preso a cuore i commenti e i suggerimenti di molti
dei nostri utenti e abbiamo tentato di fornire quello che speriamo sia
un processo di installazione più sensato e facile da capire.
Il tuo feedback su questo processo (in costante evoluzione) è
particolarmente ben accetto!In aggiunta alla distribuzione di base, FreeBSD offre una
collezione di software portato con migliaia di programmi
comunemente cercati. Alla data di stampa, ci sono oltre
&os.numports; port! La lista dei port comprende server http (WWW),
giochi, linguaggi, editor e quasi tutto quello che sta in mezzo.
L'intera collezione dei port richiede approssimativamente &ports.size;
di spazio, essendo tutti i port espressi come delta
dei loro sorgenti originari. Questo rende più facile per
noi aggiornare i port, e riduce di molto la domanda di spazio su
disco dalla vecchia collezione 1.0 dei port. Per compilare un port,
vai semplicemente nella directory che vuoi installare, digita
make install e lascia che il sistema faccia il
resto. La distribuzione originale completa per ogni port che compili
viene presa dinamicamente dal CDROM o da un sito FTP locale, così
hai bisogno solo lo spazio su disco sufficiente per compilare il
port che vuoi. Quasi ogni port viene fornito di un
package precompilato che può
essere installato con un semplice comando (pkg_add)
da coloro che non vogliono compilare i propri port dai sorgenti.Un numero di documenti aggiuntivi che puoi trovare molto utili nel
processo di installazione e di utilizzo di FreeBSD ora può essere
trovato anche nella directory /usr/share/doc su
ogni macchina dove gira FreeBSD 2.1 o superiore. Puoi vedere i
manuali installati localmente con qualsiasi browser HTML usando i
seguenti URL:Il Manuale di FreeBSD
- /usr/share/doc/handbook/index.html
+ /usr/share/doc/handbook/index.htmlDomande Comuni su FreeBSD
- /usr/share/doc/faq/index.html
+ /usr/share/doc/faq/index.htmlPuoi vedere anche le copie originali (e aggiornate più
frequentemente) su http://www.FreeBSD.org/.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml
index 06fa22fba6..aab308759b 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/l10n/chapter.sgml
@@ -1,1148 +1,1095 @@
Andrey A.ChernovContributo di Michael C.WuRevisione di Localizzazione - Uso e Impostazione dell'I18N/L10NSinossi
- FreeBSD è un progetto di larga diffusione con utenti
- e collaboratori in ogni parte del mondo.
- Questo capitolo affronta quegli aspetti tipici di FreeBSD, relativi
- all'internazionalizzazione e localizzazione del sistema, che
- permettono agli utenti non di lingua inglese di operare in
- maniera più vicina alle proprie convenzioni nazionali.
- Ci sono molti aspetti da considerare dell'internazionalizzazione
- sia a livello utente che di sistema; perciò, ove necessario,
- si rinvierà il lettore a fonti di informazione più
- specifiche.
+ FreeBSD è un progetto di larga diffusione con utenti e
+ collaboratori in ogni parte del mondo. Questo capitolo affronta quegli
+ aspetti tipici di FreeBSD relativi all'internazionalizzazione e
+ localizzazione del sistema che permettono agli utenti non di lingua
+ inglese di operare in maniera più confortevole. Ci sono molti
+ aspetti da considerare dell'implementazione I18N sia a livello utente che
+ di sistema, perciò, ove necessario, si rinvierà il lettore
+ a fonti di informazione più specifiche.
- Dopo aver letto questo capitolo si saprà:
+ Dopo aver letto questo capitolo, saprai:
- come i vari idiomi e localizzazioni sono codificati
- nei moderni sistemi operativi.
+ Come i vari linguaggi e nazioni sono codificati nei moderni
+ sistemi operativi.
- come impostare la localizzazione per la propria shell
- di login.
+ Come impostare la localizzazione per la tua shell di login.
- come configurare la propria console per una lingua
- che non sia l'inglese.
+ Come configurare la tua console per una lingua che non sia
+ l'inglese.
- come usare concretamente X Windows con differenti
- lingue.
+ Come usare concretamente X Windows con differenti lingue.
- dove reperire ulteriori informazioni su come scrivere
- applicazioni internazionalizzate.
+ Dove reperire ulteriori informazioni su come scrivere applicazioni
+ I18N compatibili.
- Prima di leggere questo capitolo, si dovrebbe:
+ Prima di leggere questo capitolo, dovresti:
- sapere come installare applicazioni
- supplementari di terzi ().
+ Sapere come installare applicazioni aggiuntive di terze parti
+ ().
- Principi fondamentali
+ Principi di BaseCosa significano le sigle I18N/L10N?internazionalizzazionelocalizzazioneGli sviluppatori hanno abbreviato la parola
- internationalization in I18N, sostituendo
- le lettere della parola, comprese tra la prima e l'ultima,
- con il loro numero.
- Lo stesso è stato fatto per l'acronimo L10N, che deriva
- appunto da localization.
- Combinati assieme, i metodi, i protocolli e le applicazioni
- che rispettano gli standard I18N/L10N consentono agli utenti
- di utilizzare una qualsiasi lingua di propria scelta.
-
- Le applicazioni internazionalizzate vengono realizzate
- mediante appositi kit per l'I18N, disponibili tramite
- specifiche librerie.
- Questo permette agli sviluppatori di scrivere in un normale
- file di testo i menu e i messaggi da visualizzare nel programma
- e di tradurlo poi nelle varie lingue.
- Si raccomandano vivamente i programmatori di seguire questa
- pratica.
+ internationalization in I18N, contando il numero di
+ lettere che costituiscono la parola internationalization,
+ escludendo la prima e l'ultima. Lo stesso è stato fatto per
+ l'acronimo L10N, che deriva appunto da localization.
+ Combinando insieme i metodi, i protocolli e le applicazioni che
+ rispettano gli standard I18N/L10N si permette agli utenti di utilizzare
+ una qualsiasi lingua di propria scelta.
+
+ Le applicazioni I18N sono realizzate mediante appositi kit,
+ disponibili tramite specifiche librerie. Questo permette agli
+ sviluppatori di scrivere in un normale file di testo i menù e i
+ messaggi da visualizzare nel programma e di tradurlo poi nelle varie
+ lingue. Si raccomandano vivamente i programmatori di seguire questa
+ convenzione.
- Perché usare l'I18N/L10N?
+ Perché Dovrei Usare I18N/L10N?
- Le tecniche di I18N/L10N vengono utilizzate ogniqualvolta
- si desidera visualizzare, immettere o processare dati in
- lingue diverse da quella inglese.
+ I18N/L10N è usato ogni qualvolta desideri visualizzare,
+ immettere o processare dati in lingue diverse da quella inglese.
- Quali lingue sono disponibili in un ambiente
- internazionalizzato?
-
- L'I18N e la L10N non sono caratteristiche specifiche di
- FreeBSD.
- Al momento, è possibile scegliere fra la maggior parte
- delle lingue più diffuse nel mondo, tra le quali:
- cinese, tedesco, giapponese, francese, russo e altre ancora.
+ Quali Lingue sono Disponibili nel Lavoro I18N?
+
+ I18N e L10N non sono caratteristiche specifiche di FreeBSD. Al
+ momento, è possibile scegliere fra la maggior parte delle lingue
+ più diffuse nel mondo, tra le quali: cinese, tedesco, giapponese,
+ francese, russo, italiano e altre ancora.
- Come utilizzare la nazionalizzazione
+ Come Utilizzare la Localizzazione
- Vista la sua importanza, l'I18N non è specifica
- del sistema FreeBSD soltanto ed è una convenzione.
- Siete invitati ad aiutare il progetto FreeBSD ad adottare
- tale convenzione.
+ Vista la sua importanza, I18N non è specifico del sistema
+ FreeBSD ed è una convenzione. Siete invitati ad aiutare
+ il progetto FreeBSD per sostenere questa convenzione.locale
- Le impostazioni per la nazionalizzazione o localizzazione
- sono basate su tre termini principali: Codice Lingua, Codice
- Nazione e Codifica.
- I nomi che contraddistinguono una localizzazione vengono formati
- utilizzando questi termini nel modo seguente:
+ Le impostazioni per la localizzazione o nazionalizzazione sono basate
+ su tre termini principali: Codice Lingua, Codice Nazione e Codifica. I
+ nomi che contraddistinguono una localizzazione sono formati utilizzando
+ questi termini nel modo seguente:CodiceLingua_CodiceNazione.Codifica
- I codici per la lingua e la nazione
+ I Codici per la Lingua e la Nazionecodici linguacodici nazione
- Al fine di configurare un sistema FreeBSD per una
- specifica lingua (o qualsiasi altro sistema UNIX che
- gestisca l'I18N), l'utente deve innanzitutto conoscere
- i codici della nazione e della lingua desiderati
- (i codici delle nazioni segnalano alle applicazioni
- quali convenzioni adottare all'interno di un dato idioma).
- Inoltre, i browser, i server web e quelli SMTP e POP
- possono operare in base ad essi.
+ Al fine di localizzare un sistema FreeBSD (o qualsiasi altro sistema
+ UNIX che gestisca I18N) in una specifica lingua, l'utente deve
+ innanzitutto conoscere i codici della nazione e della lingua desiderati
+ (i codici delle nazioni segnalano alle applicazioni quali convenzioni
+ adottare all'interno di un dato linguaggio). Inoltre, i browser web, i
+ server SMTP/POP, i server web, ecc. possono operare in base ad essi.
I seguenti sono esempi di codici lingua/nazione:
- Lingua/Codice Nazione
+ Codice Lingua/NazioneDescrizioneen_US
- inglese - Stati Uniti
+ inglese - Stati Uniti d'Americaru_RUrusso - Russiazh_TWcinese tradizionale - TaiwanCodifichecodificheASCII
- Alcune lingue utilizzano codifiche non-ASCII, cioè
- caratteri a 8 bit, estesi o multibyte, cfr. &man.multibyte.3;
- per maggiori dettagli.
- Le applicazioni più vecchie, non riconoscendoli, li
- interpretano come caratteri di controllo.
- Quelle più recenti invece riconoscono di solito i
- caratteri a 8 bit.
- Dipendendo tutto dall'implementazione, potrebbe essere
- necessario che gli utenti ricompilino un'applicazione,
- perché gestisca i caratteri estesi o multibyte,
- o che la riconfigurino in modo corretto.
- Per essere in grado di immettere e di elaborare caratteri
- estesi o multibyte, la
- FreeBSD Ports
- Collection fornisce vari programmi in differenti
- versioni, una per ogni lingua. Si faccia riferimento alla
- relativa documentazione I18N del Port del programma.
-
- Precisamente, l'utente deve consultare la documentazione
- propria dell'applicazione per conoscere il modo di configurarla
- correttamente o di passare i valori adatti al programma di
- configurazione, al Makefile o al compilatore.
-
- Alcune cose da tenere bene a mente e controllare sono:
+ Alcune lingue utilizzano codifiche non ASCII, cioè caratteri
+ a 8 bit, estesi o multibyte, vedere &man.multibyte.3; per maggiori
+ dettagli. Le applicazioni più vecchie, non riconoscendoli, li
+ interpretano come caratteri di controllo. Quelle più recenti
+ invece riconoscono di solito i caratteri a 8 bit. A seconda
+ dell'implementazione, è possibile che gli utenti debbano
+ ricompilare un'applicazione con il supporto ai caratteri estesi o
+ multibyte, o debbano configurare l'applicazione in modo corretto. Per
+ essere in grado di immettere e di elaborare caratteri estesi o
+ multibyte, la FreeBSD Ports
+ Collection fornisce vari programmi in differenti linguaggi.
+ Si faccia riferimento alla relativa documentazione I18N del port
+ di FreeBSD.
+
+ Precisamente, l'utente deve consultare la documentazione propria
+ dell'applicazione per conoscere come configurarla correttamente o come
+ passare i giusti valori al configuratore/Makefile/compilatore.
+
+ Alcune cose da tener presente sono:
- Gli insiemi di caratteri, rappresentabili con il tipo
- char del linguaggio C, specifici della lingua (cfr.
- &man.multibyte.3;), cioè, ISO8859-1, KOI8-R,
- CP437.
+ Gli insiemi di caratteri rappresentabili dal tipo char del
+ linguaggio C, specifici della lingua (vedere &man.multibyte.3;),
+ cioè, ISO-8859-1, ISO-8859-15, KOI8-R, CP437.Codifiche estese o multibyte, cioè EUC, Big5.
- Si può consultare l'elenco corrente degli insiemi di
- caratteri nello IANA Registry.
+ Puoi consultare l'elenco corrente degli insiemi di caratteri nel
+ Registro
+ IANA.
- Con le versioni 4.5 o successive di FreeBSD si utilizzino
- le codifiche per la localizzazione compatibili con X11.
+ Con le versioni 4.5 o successive di FreeBSD si utilizzino le
+ codifiche per la localizzazione compatibili con X11.
- Applicazioni internazionalizzate
+ Applicazioni I18N
- Nel sistema dei Port e dei pacchetti precompilati di
- FreeBSD, le applicazioni I18N sono facilmente riconoscibili,
- perché il loro nome include la sigla I18N.
- Tuttavia, non sempre esse potrebbero supportare la lingua
- desiderata.
+ Nel sistema dei port e dei pacchetti precompilati di FreeBSD, le
+ applicazioni I18N sono facilmente riconoscibili, perché il loro
+ nome include la sigla I18N. Tuttavia, non sempre
+ queste potrebbero supportare la lingua desiderata.
- Impostazione della nazionalità
- (locale)
-
- Teoricamente, l'unica operazione da fare dovrebbe essere
- quella di esportare il nome della propria localizzazione nella
- variabile LANG; cosa che viene normalmente
- fatta in ~/.login_conf oppure nel file
- di configurazione della shell di login dell'utente
- (~/.profile,
- ~/.bashrc,
- ~/.cshrc).
- Non c'è alcun bisogno invece di impostare direttamente
- le altre variabili facenti parti il locale,
- come LC_CTYPE, LC_CTIME.
- Si faccia riferimento a questo proposito alla documentazione
- di FreeBSD specifica per la data lingua.
-
- Si dovrebbero impostare esattamente i seguenti due valori
- nei propri file di configurazione:
+ Impostazione del Locale
+
+ Di solito è sufficiente esportare il valore del nome del
+ locale posto nella variabile LANG all'interno della shell
+ di login. Questo può essere fatto utilizzando il file
+ dell'utente ~/.login_conf oppure il file di
+ configurazione della shell di login dell'utente
+ (~/.profile, ~/.bashrc,
+ ~/.cshrc). Non c'è bisogno di impostare le
+ altre variabili del locale, come LC_CTYPE,
+ LC_CTIME. Per maggiori informazioni si faccia
+ riferimento alla documentazione di FreeBSD specifica per la data
+ lingua.
+
+ Puoi settare le due variabili d'ambiente seguenti nei tuoi file di
+ configurazione:POSIX
-
+
LANG per le funzioni appartenenti alla
- famiglia POSIX di &man.setlocale.3;
+ famiglia POSIX, &man.setlocale.3;
MIME
- MM_CHARSET per l'insieme dei caratteri
- che dovranno usare le applicazioni che supportano lo standard
+ MM_CHARSET per l'insieme dei caratteri che
+ dovranno usare le applicazioni che supportano lo standard
MIME
- Ciò va fatto per la configurazione della shell
- dell'utente, di un'applicazione specifica e per quella di X11.
+ Ciò va fatto per la configurazione della shell dell'utente,
+ di un'applicazione specifica e per quella di X11.
- Metodi di localizzazione
+ Metodi di Localizzazionelocaleclasse di login
- Ci sono due metodi per l'impostazione della nazionalità
- entrambi descritti qui di seguito.
- Il primo (raccomandato) è quello di impostare le
- variabili d'ambiente in una
- classe di login, mentre
- il secondo è quello di aggiungere i valori delle
- variabili d'ambiente al file
- d'avvio della shell.
+ Ci sono due metodi per impostare il locale, entrambi descritti qui
+ di seguito. Il primo (raccomandato) consiste nell'impostare le
+ variabili d'ambiente in una classe di
+ login, mentre il secondo consiste nell'aggiungere i valori
+ delle variabili d'ambiente al file
+ d'avvio della shell di sistema.
- Metodo con le classi di login
-
- Questo metodo fa sì che le variabili d'ambiente,
- necessarie per il nome del locale e per gli insiemi dei
- caratteri MIME, vengano inizializzate una volta sola per
- ogni possibile shell di sistema, invece di aggiungere gli
- assegnamenti adatti ad una specifica shell nel rispettivo
- file d'avvio.
- Mentre il setup a livello utente
- può essere chiaramente fatto dall'utente stesso, il
- setup a livello amministratore
+ Metodo delle Classi di Login
+
+ Questo metodo fa sì che le variabili d'ambiente
+ necessarie per il nome del locale e per gli insiemi dei caratteri
+ MIME vengano inizializzate una volta sola per ogni possibile shell
+ di sistema invece di aggiungere specifici assegnamenti per ogni file
+ d'avvio di shell. Il Setup a Livello
+ Utente può essere fatto dall'utente stesso e il
+ Setup a Livello Amministratore
richiede i privilegi del superuser.
- Setup a livello utente
+ Setup a Livello UtenteEcco un breve esempio di un file
- .login_conf nella directory home di
- un utente che ha entrambe le variabili impostate alla
- codifica Latin-1:
+ .login_conf posto nella directory home di un
+ utente che ha entrambe le variabili impostate alla codifica
+ Latin-1:me:\
- :charset=ISO-8859-1:\
- :lang=de_DE.ISO8859-1:
+:charset=ISO-8859-1:\
+:lang=de_DE.ISO8859-1:
- cinese tradizionale / codifica BIG-5
+ cinese tradizionale
+ codifica BIG-5Ecco invece un esempio di un file
- .login_conf che imposta le variabili
- per il cinese tradizionale con codifica BIG-5.
- Si noti l'uso di un maggior numero di variabili, in questo
- caso necessarie, perché alcuni programmi non rispettano
- come dovrebbero le variabili di localizzazione per il
+ .login_conf che imposta le variabili per il
+ cinese tradizionale con codifica BIG-5. Si noti che sono state
+ impostate molte variabili perchè alcuni programmi non
+ rispettano come dovrebbero le variabili di localizzazione per il
cinese, giapponese e il coreano.
- #Users who do not wish to use monetary units or time formats
-#of Taiwan can manually change each variable
+ #Gli utenti che non vogliono usare l'unità monetaria o i formati temporali
+#di Taiwan possono modificare manualmente ogni variabile
me:\
lang=zh_TW.Big5:\
lc_all=zh_TW.Big:\
lc_collate=zh_TW.Big5:\
lc_ctype=zh_TW.Big5:\
lc_messages=zh_TW.Big5:\
lc_monetary=zh_TW.Big5:\
lc_numeric=zh_TW.Big5:\
lc_time=zh_TW.Big5:\
charset=big5:\
- xmodifiers="@im=xcin": #Setting the XIM Input Server
+ xmodifiers="@im=xcin": #Setta il XIM Input Server
- Si veda il paragrafo Setup
- a livello amministratore e &man.login.conf.5; per
- maggiori dettagli.
+ Vedere il paragrafo Setup a Livello
+ Amministratore e &man.login.conf.5; per maggiori
+ dettagli.
- Setup a livello amministratore
+ Setup a Livello Amministratore
- Si controlli che il file
- /etc/login.conf selezioni la lingua
- corretta per la classe dell'utente.
- Ci si assicuri che queste impostazioni appaiano in
+ Controlla che la classe di login dell'utente in
+ /etc/login.conf selezioni la lingua corretta.
+ Assicurati che queste impostazioni appaiano in
/etc/login.conf:
- nome_lingua:classe_account:\
- :charset=MIME_charset:\
- :lang=nome_locale:\
- :tc=default:
+ nome_lingua:titolo_account:\
+:charset=MIME_charset:\
+:lang=nome_locale:\
+:tc=default:
- Perciò ritornando all'esempio di prima, che
- utilizzava Latin-1, esso dovrebbe contenere la seguente
- riga:
+ Ritornando quindi all'esempio di prima che utilizzava Latin-1,
+ si dovrebbe avere una cosa simile a questa:
- tedesco:Account utenti tedeschi:\
- :charset=ISO-8859-1:\
- :lang=de_DE.ISO8859-1:\
- :tc=default:
+ tedesco:Account Utenti Tedeschi:\
+:charset=ISO-8859-1:\
+:lang=de_DE.ISO8859-1:\
+:tc=default:
- Modifica delle classi di login con &man.vipw.8;
+ Modifica delle Classi di Login con
+ &man.vipw.8;vipw
- Si utilizzi vipw per aggiungere
- nuovi utenti e si inserisca una voce simile alla
- seguente:
+ Usa vipw per aggiungere nuovi utenti, e
+ crea qualcosa di simile a quanto segue:utente:password:1111:11:lingua:0:0:Nome Utente:/home/user:/bin/sh
- Modifica delle classi di login con &man.adduser.8;
+ Modifica delle Classi di Login con
+ &man.adduser.8;adduserclasse di login
- Si utilizzi adduser per
- aggiungere nuovi utenti nel seguente modo:
+ Usa adduser per aggiungere nuovi utenti, in
+ questo modo:
- si imposti defaultclass =
- lingua in
- /etc/adduser.conf.
- Si tenga presente che si deve necessariamente inserire
- una classe default per tutti gli utenti
- di altre lingue in questo caso.
+ Imposta defaultclass =
+ lingua in
+ /etc/adduser.conf. Tieni presente che
+ in questo modo dovrai inserire una classe
+ default per tutti gli utenti di altre
+ lingue.
- In alternativa si può specificare la
- lingua desiderata ogni volta che appare il prompt
+ In alternativa si può specificare la lingua
+ desiderata ogni volta che appare il prompt
Enter login class: default []:
durante l'esecuzione di &man.adduser.8;
- È anche possibile utilizzare il seguente
- comando per ogni utente di una diversa lingua che si
- desiderasse aggiungere:
+ Un'altra alternativa è utilizzare il comando nel
+ modo seguente per ogni utente di una diversa lingua che si
+ desidera aggiungere:&prompt.root; adduser -class lingua
- Cambiare le classi di login con &man.pw.8;
+ Cambiare le Classi di Login con &man.pw.8;pw
- Se si utilizza il comando &man.pw.8; per aggiungere
- nuovi utenti, lo si invochi nella seguente forma:
+ Se utilizzi il comando &man.pw.8; per aggiungere nuovi utenti,
+ invocalo in questo modo:&prompt.root; pw useradd nome_utente -L lingua
- Metodo con il file d'avvio della shell
+ Metodo del File di Avvio della Shell
- Questo metodo è sconsigliato, perché
- richiede un differente setup per ogni possibile programma
- di shell scelto. Si utilizzi invece il Metodo della classe di
- login.
+ Questo metodo è sconsigliato perché richiede una
+ inizializzazione diversa per ogni possibile shell. Usa invece il
+ Metodo delle Classi di
+ Login.MIMElocale
- Per aggiungere il nome del locale e l'insieme dei caratteri
- per lo standard MIME, si impostino semplicemente le due variabili
+ Per aggiungere il nome del locale e l'insieme dei caratteri per
+ lo standard MIME, bisogna semplicemente settare le due variabili
d'ambiente mostrate di seguito nei file d'avvio della shell
/etc/profile e/o
- /etc/csh.login.
- Nell'esempio che segue viene utilizzata la lingua tedesca:
+ /etc/csh.login. Nell'esempio che segue viene
+ utilizzata la lingua tedesca:In /etc/profile:LANG=de_DE.ISO8859-1; export LANGMM_CHARSET=ISO8859-1; export MM_CHARSETOppure in /etc/csh.login:setenv LANG de_DE.ISO8859-1setenv MM_CHARSET ISO8859-1
- Lo stesso risultato si ottiene aggiungendo le
- istruzioni viste in precedenza al file
- /usr/share/skel/dot.profile
- (in corrispondenza a quelle messe in
- /etc/profile), oppure al file
- /usr/share/skel/dot.login (per quelle
- inserite in /etc/csh.login).
+ Lo stesso risultato si ottiene aggiungendo i precedenti comandi
+ al file /usr/share/skel/dot.profile (per i
+ comandi usati in /etc/profile), oppure al file
+ /usr/share/skel/dot.login (per quelli in
+ /etc/csh.login).Per l'ambiente X11:Nel file $HOME/.xinitrc:LANG=de_DE.ISO8859-1; export LANGOppure:setenv LANG de_DE.ISO8859-1
- in funzione della shell utilizzata (si veda sopra).
+ a seconda della shell utilizzata (vedi sopra).
- Impostazione della console
+ Settaggio della Console
- Per tutti quegli insiemi di caratteri che sono rappresentabili
- come char in C, si impostino i font della console adatti alla
- lingua prescelta in /etc/rc.conf:
+ Per tutti gli insiemi di caratteri che sono rappresentabili con il
+ tipo char in C, imposta i font della console adatti alla lingua
+ prescelta in /etc/rc.conf:font8x16=nome_font
font8x14=nome_font
font8x8=nome_font
- nome_font è il nome di
- uno dei file di font presenti nella directory
- /usr/share/syscons/fonts, privato del
- suffisso .fnt.
+ nome_font è il nome di uno dei
+ file di font presenti nella directory
+ /usr/share/syscons/fonts, privato del suffisso
+ .fnt.sysinstallkeymapscreenmap
- Ci si assicuri anche di selezionare la giusta mappatura
- della tastiera e del video per il proprio set di caratteri
- usando /stand/sysinstall.
- Una volta all'interno di sysinstall,
- si selezioni Configure, quindi
- Console.
- In alternativa, si aggiungano le seguenti righe in
- /etc/rc.conf:
+ Assicurati anche di impostare la giusta mappatura della tastiera
+ e del video per il proprio set di caratteri usando
+ /stand/sysinstall. Una volta all'interno di
+ sysinstall, seleziona
+ Configure, quindi
+ Console. In alternativa, aggiungi le
+ seguenti righe in /etc/rc.conf:scrnmap=nome_screenmap
keymap=nome_keymap
keychange="numero_tasto_funzione sequenza"
- nome_screenmap viene preso
- dalla directory
- /usr/share/syscons/scrnmaps, privato del
- suffisso .scm. Una screenmap
- assieme ad una corrispondente mappa dei font
- è solitamente necessaria nel caso la scheda grafica
- non gestisca i font via software, ma li abbia codificati
- internamente; la screenmap serve appunto a rimappare tali
- font interni nel font prescelto.
-
- Se si ha abilitato il demone moused
+ nome_screenmap viene preso dalla
+ directory /usr/share/syscons/scrnmaps, privato del
+ suffisso .scm. Una screenmap
+ assieme ad una corrispondente mappa dei font è solitamente
+ necessaria nel caso la scheda grafica non gestisca i font via software,
+ ma li abbia codificati internamente; la screenmap serve appunto a
+ rimappare tali font interni nel font prescelto.
+
+ Se hai abilitato il demone moused
inserendo la seguente riga in /etc/rc.conf:moused_enable="YES"
- allora si legga quanto riportato nel prossimo paragrafo
- sul cursore del mouse.
+ allora leggi quanto riportato nel prossimo paragrafo sul cursore
+ del mouse.moused
- Di default il cursore del mouse del driver &man.syscons.4;
- occupa l'intervallo da 0xd0 a 0xd3 nel set di caratteri in uso.
- Se la propria lingua utilizza tali caratteri, è necessario
- spostare i byte occupati dal cursore in un altro intervallo.
- Per far questo con le versioni anteriori alla 5.0 di FreeBSD,
- si inserisca la seguente riga nel proprio file di configurazione
- del kernel:
+ Di default il cursore del mouse del driver &man.syscons.4; occupa
+ l'intervallo da 0xd0 a 0xd3 nel set di caratteri in uso. Se la tua
+ lingua utilizza tali caratteri, devi spostare l'intervallo occupato dal
+ cursore. Per far questo con le versioni anteriori alla 5.0 di FreeBSD,
+ inserisci la seguente riga nel tuo file di configurazione del
+ kernel:options SC_MOUSE_CHAR=0x03
- Per le versioni 4.4 e successive si aggiunga la seguente
- linea al file /etc/rc.conf:
+ Per le versioni 4.4 e successive aggiungi la seguente riga al file
+ /etc/rc.conf:mousechar_start=3
- nome_keymap deve invece
- corrispondere a uno dei file presenti nella directory
- /usr/share/syscons/keymaps, privato
- del suffisso .kbd.
- Se si è indecisi su quale keymap
- scegliere, si può usare il comando &man.kbdmap.1;
- per testare le varie mappature senza dover riavviare
- il sistema.
-
- La variabile keychange è di
- solito richiesta per programmare i tasti funzione in modo
- che corrispondano alla definizione di quelli del tipo di
- terminale in uso, perché le sequenze generate da
- un tasto funzione non possono essere definite in una mappa
- di tasti.
-
- Si faccia attenzione inoltre ad impostare il corretto tipo
- di terminale in /etc/ttys per tutte le
- voci del tipo ttyv*.
- Le corrispondenze al momento predefinite sono:
+ nome_keymap deve invece corrispondere a
+ uno dei file presenti nella directory
+ /usr/share/syscons/keymaps, privato del suffisso
+ .kbd. Se sei indeciso su quale
+ keymap scegliere, puoi usare il comando
+ &man.kbdmap.1; per testare le varie mappature senza dover riavviare il
+ sistema.
+
+ La variabile keychange è di solito
+ richiesta per programmare i tasti funzione in relazione al tipo di
+ terminale in uso, poiché le sequenze generate da un tasto
+ funzione non possono essere definite in una mappa di tasti.
+
+ Assicurati inoltre di impostare il corretto tipo di terminale in
+ /etc/ttys per tutte le voci del tipo
+ ttyv*. Attualmente, le corrispondenze predefinite
+ sono:
- Insieme caratteri
+ Insieme di Caratteri
- Tipo terminale
+ Tipo di TerminaleISO-8859-1 o ISO-8859-15cons25l1ISO-8859-2cons25l2ISO-8859-7cons25l7KOI8-Rcons25rKOI8-Ucons25uCP437 (di default per VGA)cons25US-ASCIIcons25w
- Per i linguaggi che usano caratteri estesi o multibyte,
- è bene servirsi del corretto Port di FreeBSD nella directory
+ Per i linguaggi che usano caratteri estesi o multibyte, è
+ bene servirsi del corretto port di FreeBSD nella directory
/usr/ports/linguaggio.
- Alcuni port vengono visti come console a sè dal momento che
- il sistema la vede come un dispositivo seriale vtty, quindi si devono
- riservare abbastanza file vtty sia per X11 che per la console
- pseudo-seriale.
- Ecco una lista parziale di applicazioni con cui si possono
- utilizzare altri linguaggi in console:
+ Poichè alcuni port che si presentano come console sono
+ riconosciuti dal sistema come terminali seriali virtuali (vtty), devi
+ riservare abbastanza vtty sia per X11 che per la console pseudo-seriale.
+ Ecco una lista parziale di applicazioni con cui si possono utilizzare
+ altri linguaggi in console:LinguaggioUbicazionecinese tradizionale (BIG-5)/usr/ports/chinese/big5congiapponese/usr/ports/japanese/ja-kon2-* oppure
/usr/ports/japanese/Mule_Wnncoreano/usr/ports/korean/ko-han
- Setup di X11
+ Impostazione di X11
- Sebbene X11 non faccia parte del progetto FreeBSD, vengono
- qui fornite alcune istruzioni per gli utenti di FreeBSD.
- Per maggiori dettagli, si faccia riferimento al sito web
- XFree86 o a
- quello del Server X11 utilizzato.
+ Sebbene X11 non faccia parte del progetto FreeBSD, vengono qui
+ fornite alcune informazioni per gli utenti di FreeBSD. Per maggiori
+ dettagli, si faccia riferimento al sito web XFree86 o a quello del Server
+ X11 utilizzato.
- Nel file ~/.Xresources, si possono
- mettere a punto le impostazioni per l'internazionalizzazione
- specifiche di un'applicazione (ad esempio, i font, i menu,
- ecc.).
+ Nel file ~/.Xresources, puoi mettere a punto le
+ impostazioni per I18N specifiche di un'applicazione (ad esempio, i font,
+ i menu, ecc.).
- Visualizzazione dei font
+ Visualizzazione dei Fontserver font True Type per X11
- Si installino innanzitutto il server True Type-Common di
- X11 (x11-servers/XttXF86srv-common)
- e i corrispondenti font truetype propri della lingua prescelta.
- L'impostazione del corretto locale dovrebbe permettere di
- visualizzare tale lingua nei vari menu, etc...
+ Installa il server True Type-Common di X11 (x11-servers/XttXF86srv-common) e i
+ corrispondenti font truetype propri della lingua prescelta.
+ L'impostazione del corretto locale dovrebbe permetterti di
+ visualizzare tale lingua nei vari menu, ecc.
- Immissione di caratteri non inglesi
+ Immissione di Caratteri Non InglesiX11 Input Method (XIM)
- Il protocollo X11 Input Method (XIM) è un nuovo
- standard per tutti i client X11.
- Tutte le applicazioni X11 dovrebbero essere scritte come
- client XIM, in modo da poter ricevere l'input dai server XIM.
- Vi sono parecchi server XIM disponibili per le differenti
- lingue.
+ Il protocollo X11 Input Method (XIM) è un nuovo standard
+ per tutti i client X11. Tutte le applicazioni X11 dovrebbero essere
+ scritte come client XIM che ricevono l'input dai server XIM. Vi sono
+ parecchi server XIM disponibili per le differenti lingue.
- Configurazione della stampante
-
- Alcuni set di caratteri con la dimensione dei char del C
- vengono solitamente codificati a livello hardware all'interno
- delle stampanti stesse.
- Gli insiemi di caratteri estesi o multibyte richiedono invece
- uno speciale setup e qui si raccomanda l'utilizzo di
- apsfilter.
- È possibile anche convertire documenti nei formati
- Postscript o PDF utilizzando convertitori specifici per una
+ Configurazione della Stampante
+
+ Alcuni set di caratteri del tipo char del C sono solitamente
+ codificati a livello hardware all'interno delle stampanti stesse.
+ Gli insiemi di caratteri estesi o multibyte richiedono invece una
+ speciale configurazione e si raccomanda l'utilizzo di
+ apsfilter. Puoi anche convertire documenti
+ nei formati Postscript o PDF utilizzando convertitori specifici per una
data lingua.
- Il kernel e i filesystem
-
- Il filesystem di FreeBSD FFS (Fast File System) è
- completamente a 8-bit, perciò può essere
- utilizzato con qualsiasi insieme di caratteri memorizzabili
- in un singolo char del C (cfr. &man.multibyte.3;),
- ma non vi è un nome particolare di un insieme di caratteri
- memorizzato nel filesystem; cioè esso è a 8 bit
- senza alcuna codifica interna e ignora un'eventuale codifica.
- Ufficialmente, l'FFS non supporta ancora alcuna forma degli
- insiemi di caratteri estesi o multibyte.
- Tuttavia esistono per alcuni di questi delle patch non
- ufficiali per il FFS, che abilitano tale supporto.
- Sono solo soluzioni temporanee, non portabili o espedienti
- e si è deciso di non includerle nell'albero dei sorgenti.
- Si faccia riferimento ai rispettivi siti web della lingua
- desiderata per ulteriori informazioni e per i file di patch.
+ Il Kernel e i File System
+
+ Il file system di FreeBSD FFS (Fast File System) è
+ completamente a 8-bit, perciò può essere utilizzato con
+ qualsiasi insieme di caratteri del tipo char del C (vedere
+ &man.multibyte.3;), ma non vi è un nome particolare di un insieme
+ di caratteri memorizzato nel file system; cioè, il file system
+ è a 8 bit senza alcuna codifica interna e ignora un'eventuale
+ codifica. Ufficialmente, FFS non supporta ancora alcuna forma degli
+ insiemi di caratteri estesi o multibyte. Tuttavia, esistono per alcuni
+ di questi delle patch indipendenti per il FFS che abilitano tale
+ supporto. Sono solo soluzioni temporanee, non portabili ed si è
+ deciso di non includerle nell'albero dei sorgenti. Si faccia
+ riferimento ai rispettivi siti web della lingua desiderata per
+ ulteriori informazioni e per i file di patch.DOSUnicode
- Il supporto per il filesystem di MS-DOS in FreeBSD offre
- la possibilità di configurare la modalità di
- conversione tra gli insiemi di caratteri MS-DOS, Unicode e
- quelli scelti per il filesystem di FreeBSD.
- Si consulti &man.mount.msdos.8; per i dettagli.
+ Il supporto per il file system di MS-DOS in FreeBSD offre la
+ possibilità di configurare la modalità di conversione tra
+ gli insiemi di caratteri MS-DOS, Unicode e quelli scelti per il
+ file system di FreeBSD. Consultare &man.mount.msdos.8; per i
+ dettagli.
- Compilazione dei programmi con supporto I18N
+ Compilazione dei Programmi con Supporto I18N
- Molti dei Port di FreeBSD includono il supporto I18N.
- Alcuni di essi sono contrassegnati dal suffisso -I18N nel
- loro nome.
- Questi e molti altri programmi hanno il supporto per
- l'internazionalizzazione già incluso e non necessitano
- perciò di speciali considerazioni.
+ Molti dei port di FreeBSD includono il supporto I18N. Alcuni di essi
+ sono contrassegnati dal suffisso -I18N nel loro nome. Questi e molti
+ altri programmi hanno il supporto per I18N già incluso e non
+ necessitano perciò di speciali considerazioni.MySQLTuttavia, alcune applicazioni come ad esempio
- MySQL
- richiedono che venga specificato nel Makefile
- l'insieme dei caratteri che si utilizzeranno.
- Questa operazione viene fatta o modificando direttamente il
- suddetto file oppure passando un opportuno valore al programma
+ MySQL richiedono che venga specificato nel
+ Makefile l'insieme dei caratteri che si
+ utilizzeranno. Questa operazione viene fatta o modificando direttamente
+ il suddetto file oppure passando un opportuno valore al programma
configure nella directory dei sorgenti.
+
- Localizzazione di FreeBSD con lingue particolari
+ Localizzazione di FreeBSD con Lingue ParticolariAndrey A.ChernovContributo originale di Lingua Russa (codifica KOI8-R)localizzazionerussoPer maggiori informazioni sulla codifica KOI8-R, si veda
- la fonte di di riferimento per
- il KOI8-R (Russian Net Character Set).
+ la fonte di riferimento per
+ il KOI8-R (Russian Net Character Set).
- Impostazione del locale
+ Impostazione del Locale
- Si inseriscano le seguenti righe nel proprio file
+ Metti le seguenti righe nel tuo file
~/.login_conf:me:My Account:\
- :charset=KOI8-R:\
- :lang=ru_RU.KOI8-R:
+:charset=KOI8-R:\
+:lang=ru_RU.KOI8-R:
- Si veda quanto esposto precedentemente in questo
- capitolo per degli esempi di impostazione del
- locale.
+ Si veda quanto esposto precedentemente in questo capitolo per
+ degli esempi di impostazione del locale.
- Configurazione della console
+ Configurazione della Console
- Per le versioni di FreeBSD precedenti la 5.0,
- si aggiunga la seguente opzione nel proprio file di
- configurazione del kernel:
+ Per le versioni di FreeBSD precedenti la 5.0 aggiungi la
+ seguente opzione nel tuo file di configurazione del kernel:options SC_MOUSE_CHAR=0x03
- Per le versioni 4.4 e seguenti si inserisca invece
+ Per le versioni 4.4 e seguenti inserisci la seguente riga
nel file /etc/rc.conf:mousechar_start=3
- Si utilizzino le seguenti impostazioni nel file
+ Utilizza le seguenti impostazioni nel file
/etc/rc.conf:keymap="ru.koi8-r"
scrnmap="koi8-r2cp866"
font8x16="cp866b-8x16"
font8x14="cp866-8x14"
font8x8="cp866-8x8"Per ogni voce ttyv* nel file
- /etc/ttys, si specifichi
- cons25r come tipo di terminale.
+ /etc/ttys, usa cons25r
+ come tipo di terminale.
- Si veda quanto esposto in precedenza in questo capitolo
- per degli esempi su come impostare la
- console.
+ Si veda quanto esposto in precedenza in questo capitolo per degli
+ esempi su come impostare la console.
- Configurazione della stampante
+ Configurazione della Stampante
+
+ stampanti
- Dal momento che la maggior parte delle stampanti con
- caratteri russi hanno a livello hardware la codifica
- codepage CP866, è necessario utilizzare uno speciale
- filtro di conversione da KOI8-R a CP866.
- Tale filtro viene installato di default come
- /usr/libexec/lpr/ru/koi2alt.
- La voce per una stampante russa dovrebbe apparire perciò
- così in /etc/printcap:
+ Dal momento che la maggior parte delle stampanti con caratteri
+ russi hanno a livello hardware la codifica codepage CP866, è
+ necessario utilizzare uno speciale filtro di conversione da KOI8-R a
+ CP866. Tale filtro viene installato di default come
+ /usr/libexec/lpr/ru/koi2alt. La voce per una
+ stampante russa dovrebbe apparire perciò così in
+ /etc/printcap:lp|Russian local line printer:\
- :sh:of=/usr/libexec/lpr/ru/koi2alt:\
- :lp=/dev/lpt0:sd=/var/spool/output/lpd:lf=/var/log/lpd-errs:
+:sh:of=/usr/libexec/lpr/ru/koi2alt:\
+:lp=/dev/lpt0:sd=/var/spool/output/lpd:lf=/var/log/lpd-errs:
Si veda &man.printcap.5; per una spiegazione dettagliata
del significato dei vari campi.
- Nomi di file MS-DOS e nomi di file in russo
+ Nomi di File Russo e File System MS-DOS
- La seguente voce d'esempio di &man.fstab.5; abilita il
- supporto per i nomi di file in russo su filesystem MS-DOS
- montati:
+ La seguente voce d'esempio di &man.fstab.5; abilita il supporto
+ per i nomi di file in russo su file system MS-DOS:/dev/ad0s2 /dos/c msdos rw,-W=koi2dos,-L=ru_RU.KOI8-R 0 0
- Si veda &man.mount.msdos.8; per una dettagliata descrizione
+ Vedere &man.mount.msdos.8; per una dettagliata descrizione
delle opzioni e .Configurazione di X11
- Si esegua innanzitutto il setup del
- locale in console
- come descritto in precedenza.
+ Segui innanzitutto la configurazione del locale in console come descritto
+ in precedenza.
- Il locale russo KOI8-R
- potrebbe non funzionare con le vecchie versioni di
+ Il locale russo KOI8-R potrebbe
+ non funzionare con le vecchie versioni di
XFree86 (precedenti alla 3.3).
XFree86 4.X è ora la
versione di default del sistema X Window in FreeBSD.
Perciò non dovrebbe costituire più un
- problema, a meno che non si possieda una versione
- piuttosto vecchia di FreeBSD.
+ problema a meno che non stai usando una versione piuttosto
+ vecchia di FreeBSD.
- Si acceda alla directory
- /usr/ports/russian/X.language
- e si impartisca il seguente comando:
+ Vai nella directory /usr/ports/russian/X.language e dai il
+ seguente comando:&prompt.root; make install
- Il port precedente installa l'ultima versione
- disponibile dei font KOI8-R.
- XFree86 3.3 possiede già
- alcuni font KOI8-R, ma questi sono meglio dimensionati.
+ Questo port installa l'ultima versione disponibile dei font
+ KOI8-R. XFree86 3.3 possiede
+ già alcuni font KOI8-R, ma questi sono meglio
+ dimensionati.
- Si controlli la sezione "Files"
- in /etc/XF86Config.
- Le seguenti righe devono essere aggiunte
- prima di qualsiasi altra voce
+ Controlla la sezione "Files" nel tuo file
+ /etc/XF86Config. Le seguenti righe devono
+ essere aggiunte prima di qualsiasi altra voce
FontPath:FontPath "/usr/X11R6/lib/X11/fonts/cyrillic/misc"
FontPath "/usr/X11R6/lib/X11/fonts/cyrillic/75dpi"
FontPath "/usr/X11R6/lib/X11/fonts/cyrillic/100dpi"
- Se si utilizza una modalità video ad alta
- risoluzione, si scambino le righe 75 dpi e 100 dpi.
+ Se utilizzi una modalità video ad alta risoluzione,
+ scambia le righe 75 dpi e 100 dpi.
- Per attivare la tastiera russa, si aggiunga alla
- sezione "Keyboard" del proprio file
- XF86Config:
+ Per attivare la tastiera russa, aggiungi alla sezione
+ "Keyboard" del tuo file
+ XF86Config queste cose.
- per XFree86 v3.*
+ Per XFree86 v3.X:XkbLayout "ru"
XkbOptions "grp:caps_toggle"
- e per XFree86 v4.*
+ Per XFree86 v4.X:Option "XkbLayout" "ru"
Option "XkbOptions" "grp:caps_toggle"
- Si verifichi inoltre che la riga
- XkbDisable sia commentata.
+ Verifica inoltre che la riga XkbDisable
+ sia commentata.
- Il tasto per passare dalla codifica russa a quella
- dei caratteri latini è CapsLock.
- La normale funzione del tasto CapsLock
- è ancora disponibile mediante la combinazione di
- tasti ShiftCapsLock
- (in modalità Latin solamente).
+ Il tasto per passare dalla codifica russa (RUS) a quella dei
+ caratteri latini (LAT) è CapsLock. La
+ normale funzione del tasto CapsLock è
+ ancora disponibile mediante la combinazione di tasti
+ Shift
+ CapsLock (solamente in modalità LAT).
- Se la propria tastiera è dotata di tasti
- Windows e si dovesse notare che alcuni
- tasti non alfabetici sono mappati non correttamente in
- modalità RUS, si aggiunga in
- XF86Config la seguente riga:
+ Se hai i tasti Windows sulla tua tastiera, e
+ noti che alcuni tasti non alfabetici sono mappati non
+ correttamente in modalità RUS, aggiungi in
+ XF86Config la seguente riga.
- per XFree86 v3.*:
+ Per XFree86 v3.X:XkbVariant "winkeys"
- e per XFree86 v4.*:
+ Per XFree86 v4.X:Option "XkbVariant" "winkeys"
- La tastiera russa XKB potrebbe non funzionare con
- le vecchie versioni di XFree86;
- si veda la nota precedente
- per ulteriori informazioni al riguardo.
- La tastiera russa XKB potrebbe anche presentare delle
- anomalie anche con applicazioni che non abbiamo il supporto
- per la localizzazione.
- Le applicazioni sì fatte dovrebbe come minimo
- effettuare all'avvio una chiamata alla funzione
- XtSetLanguageProc (NULL, NULL, NULL);
- Si veda KOI8-R
- per X Window per le corrette istruzioni su come
- localizzare un'applicazione.
+ La tastiera russa XKB potrebbe non funzionare con le vecchie
+ versioni di XFree86; vedere la
+ nota precedente per
+ ulteriori informazioni a riguardo. La tastiera russa XKB
+ potrebbe anche presentare delle anomalie anche con applicazioni
+ che non abbiamo il supporto per la localizzazione. Queste
+ applicazioni dovrebbero come minimo effettuare all'avvio una
+ chiamata alla funzione XtSetLanguageProc (NULL, NULL,
+ NULL);. Vedere KOI8-R per X Window
+ per più informazioni su come localizzare
+ un'applicazione.
- Localizzazione del cinese tradizionale per Taiwan
+ Localizzazione del Cinese Tradizionale per Taiwanlocalizzazionecinese tradizionale
- Il FreeBSD-Taiwan Project fornisce un tutorial riguardo
- all'I18N/L10N per FreeBSD all'indirizzo http://freebsd.sinica.edu.tw/~ncvs/zh-l10n-tut/
- per l'utilizzo di gran parte delle aplicazioni in cinese.
- L'autore del tutorial zh-l10n-tut è
- Clive Lin Clive@CirX.org.
- È possibile anche prelevare, utilizzando CVS, all'indirizzo
- freebsd.sinica.edu.tw le seguenti
- raccolte:
+ Il FreeBSD-Taiwan Project fornisce un tutorial riguardo a
+ I18N/L10N per FreeBSD all'indirizzo
+ per l'utilizzo di gran parte delle applicazioni in cinese. L'autore del
+ tutorial zh-l10n-tut è Clive Lin
+ Clive@CirX.org. Puoi anche prelevare, utilizzando CVS,
+ all'indirizzo freebsd.sinica.edu.tw le
+ seguenti raccolte:CollezioneDescrizioneoutta-port tag=.
- Beta-quality Ports Collection per il cinese
+ Collezione dei port beta per il cinesezh-l10n-tut tag=.
- Tutorial sulla localizzazione di FreeBSD in
- cinese tradizionale, codifica BIG-5
+ Tutorial sulla localizzazione di FreeBSD in cinese
+ tradizionale, codifica BIG-5zh-doc tag=.Traduzione della documentazione di FreeBSD in
cinese tradizionale BIG-5
- Chuan-Hsing Shen s874070@mail.yzu.edu.tw ha
- creato la Chinese
- FreeBSD Collection (CFC) utilizzando
- l'zh-l10n-tut del FreeBSD-Taiwan Project.
- I pacchetti e i file di script sono disponibili all'url ftp://ftp.csie.ncu.edu.tw/OS/FreeBSD/taiwan/CFC/.
+ Chuan-Hsing Shen s874070@mail.yzu.edu.tw ha creato la
+ Chinese FreeBSD Collection
+ (CFC) utilizzando zh-l10n-tut del
+ FreeBSD-Taiwan Project. I pacchetti e i file di script sono disponibili
+ all'url .
- Localizzazione lingua tedesca (e tutte le lingue ISO
+ Localizzazione della Lingua Tedesca (per Tutte le Lingue ISO
8859-1)localizzazionetedesco
- Slaven Rezic eserte@cs.tu-berlin.de ha
- scritto un tutorial su come utilizzare le lettere con
- l'umlaut su una macchina FreeBSD. Il tutorial
- è scritto in tedesco e disponibile all'indirizzo http://www.de.FreeBSD.org/de/umlaute/.
+ Slaven Rezic eserte@cs.tu-berlin.de ha scritto un
+ tutorial su come utilizzare le lettere con l'umlaut
+ su una macchina FreeBSD. Il tutorial è scritto in tedesco e
+ disponibile all'indirizzo .
- Localizzazione lingua giapponese e coreana
+ Localizzazione della Lingua Giapponese e Coreanalocalizzazionegiapponeselocalizzazionecoreano
- Per il giapponese si faccia riferimento all'url http://www.jp.FreeBSD.org/,
- per il coreano all'url http://www.kr.FreeBSD.org/.
+ Per il giapponese, vedere l'url , per il coreano, l'url
+ .
- Documentazione non in inglese per FreeBSD
+ Documentazione Non Inglese per FreeBSD
- Alcuni volontari hanno tradotto parte della documentazione
- e delle applicazioni di FreeBSD in altre lingue.
- Si possono contattare seguendo i link segnalati sul
- sito ufficiale di FreeBSD
+ Alcuni volontari hanno tradotto parte della documentazione di
+ FreeBSD in altre lingue. Questo materiale è raggiungibile
+ seguendo i link segnalati sul sito ufficiale di FreeBSD
oppure sotto la directory /usr/share/doc.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml
index cdebef4595..e479fe071c 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/mail/chapter.sgml
@@ -1,1319 +1,1329 @@
BillLloydLavoro originale di JimMockRielaborato da Posta ElettronicaSinossiemailposta elettronicaLa Posta Elettronica, meglio conosciuta come email,
è una delle forme di comunicazione maggiormente utilizzate
tutt'oggi. Questo capitolo fornisce un'introduzione di base per
eseguire un server di posta su FreeBSD.
Comunque, questo non è un riferimento completo e infatti
molte considerazioni importanti sono omesse. Per coprire questo argomento
in modo più completo, si rimanda il lettore alla moltitudine di
eccellenti libri elencati nell'.Dopo aver letto questo capitolo, saprai:Quali componenti software vengono coinvolti nell'invio e
nella ricezione della posta elettronica.Dove sono collocati in FreeBSD i file di configurazione
fondamentali di sendmail.Come impedire agli spammer di usare illegalmente il tuo
server di posta come un relay.Come installare e configurare un mail transfer agent alternativo
sul tuo sistema, sostituendo
sendmail.Come risolvere i problemi più frequenti legati al
server di posta.Come configurare l'Autenticazione SMTP per aumentare la
sicurezza.Prima di leggere questo capitolo, dovresti:Aver configurato correttamente la tua connessione di rete
().Aver configurato correttamente le informazioni DNS
relative alla tua macchina server di posta
().Sapere come installare software aggiuntivo di terze parti
().Utilizzo della Posta ElettronicaPOPIMAPDNSCi sono cinque parti principali impegnate in uno scambio di email.
Queste sono: il programma client, quello server, il DNS, un demone
POP o IMAP, e naturalmente la macchina
server di posta.Il Programma ClientQuesto include programmi a riga di comando quali
mutt, pine,
elm, e mail,
e programmi con un'interfaccia grafica (GUI) quali
balsa, xfmail
per citarne alcuni, e qualcosa di più raffinato
simile a un browser WWW. Questi programmi semplicemente fanno passare
le transazioni email alla macchina
server di posta locale, chiamando uno dei
programmi server disponibili o
inoltrando queste transazioni via TCP.Il Programma Serverserver di postasendmailserver di postapostfixserver di postaqmailserver di postaeximQuesto è solitamente
sendmail (di default su FreeBSD) o uno degli
altri server di posta come qmail,
postfix, o exim.
Ne esistono altri, ma questi sono i più usati.Di solito il programma server svolge due funzioni—si occupa
di ricevere la posta in arrivo e di consegnare quella in partenza.
Non puoi connetterti al programma server via POP o IMAP per leggere la
tua posta. Per far questo hai bisogno di un altro
demone.Devi sapere che alcune vecchie versioni di
sendmail hanno alcuni seri problemi di
sicurezza, comunque finché eseguirai l'ultima versione di
sendmail non dovresti avere problemi. Come
sempre, è una buona idea mantenere aggiornato il software
che usi.Email e DNSIl DNS (Domain Name System) e il suo demone named
giocano un ruolo fondamentale nella consegna della posta. Per
consegnare la posta dal tuo host a un altro, il programma server
cercherà l'host nel DNS per determinare la macchina server che
riceverà la posta per il destinatario.Viene utilizzato lo stesso meccanismo quando si riceve la
propria posta. Il DNS contiene il database per mappare un nome host
in un indirizzo IP, e un nome host in una macchina server di posta.
L'indirizzo IP è specificato in un record A. Il record MX
(Mail eXchanger) specifica la macchina server che riceverà la tua
posta. Se non hai un record MX per il tuo nome host, la posta
sarà consegnata direttamente al tuo host.Ricezione della PostaemailricezioneLa ricezione della posta per il tuo dominio viene realizzata dalla
macchina server di posta. Questa raccoglierà la posta
indirizzata a te e la salverà per una successiva lettura o
scaricamento. Per scaricare la posta salvata, dovrai collegarti al
server di posta. Questo può essere fatto usando POP o IMAP.
Se desideri leggere la posta direttamente sulla macchina server, allora
il server POP o IMAP non è necessario.POPIMAPSe vuoi eseguire un server POP o IMAP, ci sono due cose che
devi fare:Prendere un demone POP o IMAP dalla collezione di port e
installarlo sul tuo sistema.Modificare /etc/inetd.conf per caricare il
server POP o IMAP.La Macchina Server di Postamacchina server di postaLa macchina server di posta è il nome del server
che è responsabile della consegna e del ricevimento della posta
per il tuo host, ed eventualmente per la tua rete.ChristopherShumwayContributo di Configurazione di sendmailsendmail&man.sendmail.8; è il Mail Transfer Agent (MTA) di default su
FreeBSD. Il compito di sendmail è di
accettare posta dai Mail User Agent (MUA), e consegnarla al server di
posta appropriato come definito nel suo file di configurazione. Inoltre
sendmail può accettare connessioni via
rete e consegnare i messaggi a caselle di posta locali o ad un altro
programma.sendmail utilizza i seguenti file di
configurazione:/etc/mail/access/etc/mail/aliases/etc/mail/local-host-names/etc/mail/mailer.conf/etc/mail/mailertable/etc/mail/sendmail.cf/etc/mail/virtusertableFileFunzione/etc/mail/accessFile database di accesso di
sendmail/etc/mail/aliasesAlias delle caselle di posta/etc/mail/local-host-namesLista di host per i quali
sendmail accetta posta/etc/mail/mailer.confFile di configurazione del programma di posta/etc/mail/mailertableTabella di consegna del programma di posta/etc/mail/sendmail.cfFile di configurazione principale di
sendmail/etc/mail/virtusertableTabelle degli utenti e dei domini virtuali/etc/mail/accessIl database di accesso definisce quali host o indirizzi
IP hanno accesso al server di posta locale e quale tipo di accesso
hanno. Gli host possono essere catalogati come ,
, o possono semplicemente
essere passati alla procedura di gestione degli errori di
sendmail con un preciso errore. Gli host
che sono definiti , che è il valore di
default, possono spedire posta a questo host sempre che la destinazione
finale della posta sia la macchina locale. Gli host che sono definiti
vengono rifiutati per qualsiasi connessione di
posta. Gli host che hanno l'opzione per i loro
nomi host possono utilizzare questo server per spedire posta verso
qualsiasi destinazione.Configurazione del Database di Accesso di
sendmailcyberspammer.com 550 Non accettiamo posta dagli spammer
FREE.STEALTH.MAILER@ 550 Non accettiamo posta dagli spammer
altra.sorgente.di.spam REJECT
okay.cyberspammer.com OK
128.32 RELAYIn questo esempio abbiamo cinque elementi. Gli host mittenti
che corrispondono a quelli posti sul lato sinistro della tabella sono
condizionati dall'azione posta sul lato destro della tabella.
I primi due esempi passano un codice di errore alla procedura di
sendmail che gestisce gli errori. Il
messaggio viene restituito all'host remoto quando viene trovata una
corrispondenza sul lato sinistro della tabella. Il terzo esempio
rifiuta la posta da un host specifico su Internet,
altra.sorgente.di.spam. Il quarto esempio accetta
connessioni di posta da un host, okay.cyberspammer.com, che è più
preciso rispetto a cyberspammer.com
della prima linea. Le corrispondenze più precise sovrascrivono
quelle meno precise. L'ultimo esempio permette il relay della posta
elettronica agli host che hanno un indirizzo IP che inizia con
128.32. Questi host possono spedire messaggi destinati
ad altri server di posta attraverso questo server.Quando modifichi questo file, devi eseguire make
in /etc/mail/ per aggiornare il database./etc/mail/aliasesIl database degli alias contiene una lista di caselle di posta
virtuali che sono espanse in altri utenti, file, programmi o in altri
alias. Seguono alcuni esempi che possono essere usati in
/etc/mail/aliases:Alias di Postaroot: utentelocale
ftp-bugs: joe,eric,paul
bit.bucket: /dev/null
procmail: "|/usr/local/bin/procmail"Il formato del file è semplice: il nome della casella di
posta che si trova a sinistra dei due punti viene espanso negli elementi
posti a destra dei due punti. Il primo esempio semplicemente espande la
casella di posta root nella casella di posta
utentelocale, che è di nuovo ricercata
nel database degli alias. Se non viene trovata, allora il messaggio
viene consegnato all'utente locale utentelocale.
L'esempio successivo mostra una mailing list. La posta indirizzata
alla casella di posta ftp-bugs viene espansa nelle
tre caselle di posta locali joe,
eric, e paul. Nota che una
casella di posta remota può essere specificata come
user@example.com. Il terzo esempio mostra come
scrivere la posta su un file, in questo caso
/dev/null. L'ultimo esempio mostra come mandare
la posta a un programma, in questo caso il messaggio di posta diventa
lo standard input di /usr/local/bin/procmail
tramite una pipe Unix.Quando modifichi questo file, devi eseguire make
in /etc/mail/ per aggiornare il database./etc/mail/local-host-namesQuesto file è una lista di nomi host che &man.sendmail.8;
accetta come se fossero l'host locale. Metti i domini o gli host
per i quali sendmail deve ricevere posta.
Per esempio, se questo server di posta dovesse essere in grado di
accettare posta per il dominio
example.com e per l'host
mail.example.com, il suo
local-host-names potrebbe assomigliare a
questo:example.com
mail.example.comQuando modifichi questo file, devi riavviare &man.sendmail.8; per
attivare i cambiamenti./etc/mail/sendmail.cfIl file di configurazione principale di
sendmail, sendmail.cf
controlla l'intero comportamento di sendmail,
inclusa ogni cosa, dalla rielaborazione degli indirizzi e-mail alla
stampa del messaggio di rifiuto per i server di posta remoti.
Naturalmente, avendo svariati compiti, questo file di configurazione
è alquanto complesso e i suoi dettagli vanno oltre lo scopo di
questa sezione. Fortunatamente, questo file necessita raramente di
essere modificato per server di posta standard.Il file di configurazione principale di
sendmail può essere costruito
a partire da macro &man.m4.1; che definiscono le caratteristiche e il
comportamento di sendmail. Guarda
/usr/src/contrib/sendmail/cf/README per ulteriori
dettagli.Quando modifichi questo file, devi riavviare &man.sendmail.8; per
attivare i cambiamenti./etc/mail/virtusertableIl file virtusertable mappa indirizzi di posta
relativi a domini e caselle di posta virtuali in caselle di posta reali.
Queste caselle di posta possono essere locali, remote, alias definiti in
/etc/mail/aliases o file.Esempio di Mappatura per la Posta di un Dominio Virtualeroot@example.com root
postmaster@example.com postmaster@noc.example.net
@example.com joeNell'esempio precedente, abbiamo una mappatura per il dominio
example.com. Questo file viene
processato dall'alto verso il basso fermandosi alla prima corrispondenza
trovata. Il primo elemento mappa root@example.com
nella casella di posta locale root. Il secondo
elemento mappa postmaster@example.com nella casella
di posta postmaster sull'host noc.example.net. Infine, se non sono state
trovate corrispondenze per example.com
fino a questo punto, verrà verificata l'ultima mappatura, che
corrisponde a tutti gli altri messaggi di posta indirizzati a qualche
utente di example.com.
Questo verrà mappato nella casella di posta locale
joe.AndrewBoothmanScritto da GregoryNeil ShapiroInformazioni prese da e-mail scritte da Sostituzione del proprio Mail Transfer Agentemailcambiare mtaCome già menzionato, l'MTA (Mail Transfer Agent, agente di
trasferimento della posta elettronica) installato di default su FreeBSD
è sendmail. Di conseguenza
sendmail è responsabile della tua posta
in partenza e di quella in arrivo.Comunque, per vari motivi, alcuni amministratori necessitano di
cambiare l'MTA dei loro sistemi. Questi motivi spaziano dal voler
semplicemente provare un altro MTA all'aver bisogno di una caratteristica
o di un pacchetto specifico ritrovabile in un altro MTA. Fortunatamente,
per qualsiasi motivo, FreeBSD semplifica il processo di
sostituzione.Installazione di un nuovo MTAHai un'ampia scelta di MTA utilizzabili. Un buon punto di partenza
è la FreeBSD Ports Collection dove
puoi trovarne molti. Naturalmente sei libero di usare qualunque
MTA proveniente da qualche sito, a condizione che tu riesca ad eseguirlo
sotto FreeBSD.Inizia installando il tuo nuovo MTA. Una volta installato devi
valutare se realmente soddisfa le tue necessità, inoltre devi
avere la possibilità di configurare il tuo nuovo programma prima
che subentri a sendmail. Valutato questo,
devi essere sicuro che durante l'installazione del nuovo programma non
ci siano stati tentativi di sovrascrivere binari di sistema come
/usr/bin/sendmail. Altrimenti, il tuo nuovo
programma di posta è stato essenzialmente messo in
attività prima che tu l'abbia configurato.Per cortesia fai riferimento alla documentazione dell'MTA che hai
scelto per informazioni su come configurarlo.Disabilitazione di sendmailLa procedura usata per avviare sendmail
cambia significativamente tra la 4.5-RELEASE e la 4.6-RELEASE.
Di conseguenza, la procedura usata per disabilitarlo è
leggermente differente a seconda della versione di FreeBSD
utilizzata.FreeBSD 4.5-STABLE prima del 4/4/2002 e precedenti (inclusa
4.5-RELEASE e precedenti)Metti:sendmail_enable="NO"in /etc/rc.conf. In questo modo si
disabiliterà il servizio di ricezione della posta
di sendmail, ma se
/etc/mail/mailer.conf (vedi sotto) non viene
modificato, sendmail verrà ancora
usato per spedire e-mail.FreeBSD 4.5-STABLE dopo il 4/4/2002 (inclusa 4.6-RELEASE e
successive)Per disabilitare completamente sendmail
devi metteresendmail_enable="NONE"in /etc/rc.conf.Se disabiliti il servizio di consegna della posta di
sendmail in questo modo, è
importante che questo venga rimpiazzato con un altro sistema
di consegna della posta perfettamente funzionante. Se non lo farai,
le funzioni di sistema come &man.periodic.8; saranno incapaci di
inviare i loro risultati tramite e-mail come normalmente prevedono
di fare. Molte parti del tuo sistema potrebbero presupporre di
avere un sistema funzionante compatibile con
sendmail. Se le applicazioni continuano
a usare i binari di sendmail per tentare
di spedire e-mail dopo che tu l'hai disabilitato, la posta potrebbe
finire in una coda inattiva di sendmail,
senza che venga mai consegnata.Se vuoi solamente disabilitare il servizio di ricezione della
posta di sendmail, devi metteresendmail_enable="NO"in /etc/rc.conf. Molte informazioni sulle
opzioni di avvio di sendmail sono
disponibili nella pagina man di &man.rc.sendmail.8;.Esecuzione del nuovo MTA all'avvioHai due possibili metodi per eseguire il tuo nuovo MTA all'avvio,
a seconda della versione di FreeBSD utilizzata.FreeBSD 4.5-STABLE prima del 11/4/2002 (inclusa 4.5-RELEASE e
precedenti)Posiziona uno script in
/usr/local/etc/rc.d/ con estensione
.sh ed eseguibile da root.
Lo script deve accettare i parametri start e
stop. Nella fase di avvio di FreeBSD gli script
di sistema eseguiranno il comando/usr/local/etc/rc.d/supermailer.sh startche puoi anche usare per avviare manualmente il
server. Nella fase di chiusura di FreeBSD, gli script di sistema
useranno l'opzione stop, eseguendo il
comando/usr/local/etc/rc.d/supermailer.sh stopche puoi anche usare per arrestare manualmente il
server mentre il sistema è in funzione.FreeBSD 4.5-STABLE dopo il 11/4/2002 (inclusa 4.6-RELEASE e
successive)Con le versioni recenti di FreeBSD, puoi usare il metodo
precedente oppure puoi metteremta_start_script="nomefile"in /etc/rc.conf, dove
nomefile è il nome dello script
che vuoi eseguire all'avvio per avviare il tuo MTA.Sostituzione di sendmail come programma
di posta di default del sistemasendmail è così
onnipresente come programma standard su sistemi Unix che alcuni
programmi lo suppongono già installato e configurato. Per questa
ragione, molti degli altri MTA forniscono la loro compatibile
implementazione dell'interfaccia a riga di comando di
sendmail; questo agevola il loro utilizzo
come sostituti drop-in di
sendmail.Quindi, se usi un altro programma di posta, dovrai assicurarti
che i programmi che tentano di eseguire i binari standard di
sendmail come
/usr/bin/sendmail in realtà eseguano
il programma di posta da te scelto. Fortunatamente, FreeBSD fornisce
un meccanismo chiamato &man.mailwrapper.8; che fa questo lavoro per
te.Quando sendmail è operativo,
dovresti vedere in /etc/mail/mailer.conf qualcosa
di simile a questo:sendmail /usr/libexec/sendmail/sendmail
send-mail /usr/libexec/sendmail/sendmail
mailq /usr/libexec/sendmail/sendmail
newaliases /usr/libexec/sendmail/sendmail
hoststat /usr/libexec/sendmail/sendmail
purgestat /usr/libexec/sendmail/sendmailQuesto significa che quando uno di questi comandi
(come sendmail stesso) viene eseguito, in
realtà il sistema invoca una copia di mailwrapper di nome
sendmail, la quale esamina
mailer.conf ed esegue
/usr/libexec/sendmail/sendmail. Questo meccanismo
facilita la sostituzione dei binari che sono realmente eseguiti quando
vengono invocate queste funzioni di default di
sendmail.Quindi se vuoi che
/usr/local/supermailer/bin/sendmail-compat sia
eseguito al posto di sendmail, devi
modificare /etc/mail/mailer.conf in questo
modo:sendmail /usr/local/supermailer/bin/sendmail-compat
send-mail /usr/local/supermailer/bin/sendmail-compat
mailq /usr/local/supermailer/bin/mailq-compat
newaliases /usr/local/supermailer/bin/newaliases-compat
hoststat /usr/local/supermailer/bin/hoststat-compat
purgestat /usr/local/supermailer/bin/purgestat-compatConclusioneUna volta che hai configurato ogni cosa a tuo piacimento, devi
terminare i processi di sendmail di cui non
hai più bisogno e avviare i processi appartenenti al tuo nuovo
programma, oppure puoi semplicemente riavviare il sistema. Riavviando
il sistema avrai la possibilità di verificare se il sistema sia
stato configurato correttamente per eseguire il tuo nuovo MTA in modo
automatico all'avvio.Risoluzione dei Problemiemailrisoluzione dei problemiPerché devo usare nomi di dominio completi (FQDN) per gli
host del mio dominio?Probabilmente ti accorgerai che l'host è effettivamente
in un dominio differente; per esempio, se sei in foo.bar.edu e desideri raggiungere un host
chiamato mumble appartenente al dominio bar.edu, dovrai riferirti a questo
tramite un nome di dominio completo, mumble.bar.edu, invece del solo
mumble.BINDTradizionalmente, questo era permesso dai resolver BIND di
BSD. Tuttavia la versione corrente di
BIND equipaggiata con FreeBSD non
prevede più l'abbreviazione di default per nomi di dominio
non completi all'infuori del dominio in cui sei. Quindi l'host
mumble sarà giudicato come mumble.foo.bar.edu, oppure sarà
ricercato per il dominio radice.Questo differisce dal comportamento precedente, dove la ricerca
continuava attraverso mumble.bar.edu, e mumble.edu. Dai un'occhiata all'RFC
1535 per i motivi per cui questa sia considerata una cattiva
pratica, o persino un buco di sicurezza.Come buona soluzione al problema, puoi mettere la linea:
search foo.bar.edu bar.edu
al posto della precedente:
domain foo.bar.edu
nel tuo /etc/resolv.conf. Comunque, assicurati
che l'ordine di ricerca non oltrepassi il
confine tra amministrazione locale e pubblica, come
definito nell'RFC 1535.sendmail riporta l'errore
mail loops back to myselfLa risposta è contenuta nelle FAQ di
sendmail come segue:
- * Ottengo messaggi di Local configuration error, come questo:
+ Ottengo messaggi di Local configuration error, come questo:
553 relay.domain.net config error: mail loops back to myself
554 <user@domain.net>... Local configuration error
Come posso risolvere questo problema?
Hai chiesto che la posta per il dominio (es., domain.net) sia inoltrata
a un host specifico (in questo caso, relay.domain.net) attraverso l'uso di
un record MX, ma la macchina di inoltro non si riconosce appartenente a
domain.net. Aggiungi domain.net in /etc/mail/local-host-names
(se stai usando FEATURE(use_cw_file)) oppure aggiungi Cw domain.net
in /etc/mail/sendmail.cf.Le FAQ di sendmail possono essere
trovate su ed
è raccomandato leggerle se vuoi perfezionare
la tua configurazione di posta.PPPCome posso eseguire un server di posta su un host connesso ad
Internet tramite PPP?Vuoi collegare ad Internet una macchina FreeBSD posta sulla tua
LAN. La macchina FreeBSD sarà un gateway di posta per la
LAN. La connessione PPP non è molto indicata per questo
scopo.UUCPEsistono almeno due modi per far questo. Un modo è
usare UUCP.L'altro è trovare un server Internet a tempo pieno
che fornisca un servizio MX secondario per il tuo dominio.
Per esempio, se il dominio della tua società è
example.com e il tuo fornitore
di servizi Internet ha attivato example.net per fornire il servizio
MX secondario al tuo dominio:example.com. MX 10 example.com.
MX 20 example.net.Solo un host deve essere specificato come ultimo
ricevente (aggiungi Cw example.com in
/etc/mail/sendmail.cf su example.com).Quando sendmail tenterà di consegnare
la posta proverà a connettersi alla tua connessione modem
(example.com). Molto
probabilmente finirà in time out poiché non sei
online. In modo automatico sendmail
consegnerà la posta al server MX secondario, ad esempio il
tuo provider Internet (example.net). Il server MX secondario
tenterà periodicamente di collegarsi al tuo host per
consegnare la posta all'host MX primario (example.com).Come script di login potresti usare qualcosa di simile a
questo:#!/bin/sh
# Mettimi in /usr/local/bin/pppmyisp
( sleep 60 ; /usr/sbin/sendmail -q ) &
/usr/sbin/ppp -direct pppmyispSe hai intenzione di creare uno script di login separato per
un utente potresti usare sendmail -qRexample.com
nello script precedente. Questo forzerà a processare
immediatamente tutta la posta per example.com situata nella tua
coda.Segue un'ulteriore sottigliezza della situazione:Messaggio rubato dalla &a.isp;.> forniamo l'MX secondario per un cliente. Il cliente si connette
> automaticamente ai nostri servizi molte volte al giorno per ottenere la
> posta per il suo MX primario (non chiamiamo il suo server quando arriva
> posta per il suo dominio). Il nostro sendmail processa la posta in coda
> ogni 30 minuti. Attualmente il cliente sta 30 minuti online per assicurarsi
> che tutta la posta vada all'MX primario.
>
> Esiste un comando che permetta di configurare sendmail in modo tale da
> spedire tutta la posta in quel momento? Naturalmente l'utente non ha
> privilegi di root sulla nostra macchina.
Nella sezione privacy flags di sendmail.cf, c'è una
definizione Opgoaway,restrictqrun
Rimuovi restrictqrun per permettere a utenti non root di avviare l'elaborazione
della coda. Inoltre potresti risistemare gli MX. Noi siamo l'MX primario per i
nostri clienti come questo, e abbiamo definito:
# Se siamo il miglior MX per un host, prova direttamente invece di generare
# errori di configurazione locale.
OwTrue
In questo modo un server remoto consegnerà direttamente a te, senza
tentare di connettersi al cliente. Dopodiché tu spedisci al tuo cliente.
Funziona solamente con gli host, quindi hai bisogno che il tuo
cliente chiami la sua macchina di posta customer.com così come
nomehost.customer.com nel DNS.
Basta mettere un record A nel DNS per customer.com.Perché continuo a ottenere l'errore Relaying
Denied quando spedisco posta da altri host?Con l'installazione di default di FreeBSD,
sendmail viene configurato in modo tale
da permettere di spedire posta solamente dall'host sul quale
è in esecuzione. Per esempio, se c'è installato un
server POP3, allora gli utenti saranno in grado di controllare la
posta da scuola, dal lavoro, o da altre postazioni remote ma
tuttavia non potranno inviare messaggi di posta all'esterno da
postazioni esterne. Tipicamente, pochi istanti dopo il tentativo,
verrà spedita una email da
MAILER-DAEMON con il messaggio di errore
5.7 Relaying Denied.Esistono diversi modi per aggirare questo problema. La
soluzione più semplice è mettere il proprio
indirizzo assegnato dall'ISP nel file che contiene i domini
a cui viene permesso di effettuare il relay,
/etc/mail/relay-domains. Un modo veloce
per far questo può essere:&prompt.root; echo "your.isp.example.com" > /etc/mail/relay-domainsDopo aver creato o modificato questo file devi riavviare
sendmail. Questa soluzione è
ideale se sei un amministratore del server e non desideri
spedire posta localmente, o se vorresti usare un client/sistema
punta e clicca su un'altra macchina o perfino su un altro ISP.
Inoltre è molto utile se hai solo uno o due account
di posta configurati. Se ci sono molti indirizzi da aggiungere,
puoi semplicemente aprire questo file con il tuo editor di testo
preferito e aggiungere i domini, uno per riga:your.isp.example.com
other.isp.example.net
users-isp.example.org
www.example.orgOra l'invio della posta tramite il tuo sistema, da parte di
qualche host in lista (a condizione che l'utente abbia un account
sul tuo sistema), avrà successo. Questo è un buon
metodo per permettere agli utenti di spedire posta dal tuo sistema
in modo remoto senza dare la possibilità a qualcuno di
spedire SPAM tramite il tuo sistema.Argomenti AvanzatiLa seguente sezione tratta argomenti più complicati come
l'organizzazione e la configurazione della posta per tutto il tuo
dominio.Configurazione di BaseemailconfigurazioneDalla macchina FreeBSD, dovresti essere in grado di spedire posta a
host esterni a condizione di aver sistemato
/etc/resolv.conf o di avere in esecuzione un
proprio server dei nomi. Se vuoi che la posta per il tuo host sia
consegnata all'MTA (es., sendmail) in
esecuzione sul tuo host FreeBSD, esistono due metodi per farlo:Eseguire un proprio server dei nomi e avere un proprio dominio.
Per esempio, FreeBSD.orgRicevere la posta direttamente sul tuo host. Questo viene fatto
consegnando la posta direttamente al nome DNS corrente della tua
macchina. Per esempio, example.FreeBSD.org.SMTPIndipendentemente dal metodo scelto, affinché la posta
possa essere consegnata direttamente al tuo host, devi avere un
indirizzo IP statico permanente (non un indirizzo dinamico, come avviene
nella maggior parte delle configurazioni di connessioni PPP). Se sei
dietro a un firewall, devi abilitare il traffico SMTP in entrata. Se
vuoi ricevere la posta direttamente sul tuo host, devi verificare una di
queste due cose:record MXAssicurati che il record MX (con il numero più basso)
relativo al tuo host nel tuo DNS punti all'indirizzo IP del tuo
host.Assicurati che non ci siano record MX nel tuo DNS per il tuo
host.Entrambi questi due metodi ti permettono di ricevere posta
direttamente sul tuo host.Prova questi comandi:&prompt.root; hostname
example.FreeBSD.org
&prompt.root; host example.FreeBSD.org
example.FreeBSD.org has address 204.216.27.XXSe ottieni un risultato simile, l'invio diretto a
yourlogin@example.FreeBSD.org dovrebbe funzionare senza
problemi (assumendo che sendmail sia
correttamente in esecuzione su example.FreeBSD.org).Se invece vedi qualcosa di simile a questo:&prompt.root; host example.FreeBSD.org
example.FreeBSD.org has address 204.216.27.XX
example.FreeBSD.org mail is handled (pri=10) by hub.FreeBSD.orgTutta la posta spedita al tuo host (example.FreeBSD.org) finirà per essere
raccolta su hub sotto lo stesso nome utente invece
di essere spedita direttamente al tuo host.L'informazione precedente viene gestita dal tuo server DNS. Il
record DNS che riporta l'informazione di instradamento della posta
è l'elemento Mail
eXchange. Se non esistono record MX, la posta
sarà consegnata direttamente all'host attraverso il suo
indirizzo IP.L'elemento MX per freefall.FreeBSD.org
in passato assomigliava a questo:freefall MX 30 mail.crl.net
freefall MX 40 agora.rdrop.com
freefall MX 10 freefall.FreeBSD.org
freefall MX 20 who.cdrom.comCome puoi vedere, freefall aveva molti elementi MX.
Il numero MX più basso è l'host che, se disponibile,
riceve direttamente la posta; se per qualche ragione questo non è
accessibile, gli altri (qualche volta chiamati
MX di backup) accettano i messaggi temporaneamente,
e li passano all'host attivo con numero inferiore, fino all'host
con il numero più basso.I server MX alternativi dovrebbero avere connessioni Internet
indipendenti dalla propria al fine di risultare più utili.
Il tuo ISP o un tuo amico non dovrebbero avere problemi
a darti questo servizio.Posta per il Tuo DominioPer organizzare un server di posta hai bisogno che la posta inviata
alle stazioni di lavoro sia ricevuta direttamente sul server di posta.
Sostanzialmente, hai bisogno di richiedere che la posta
per i nomi host del tuo dominio (in questo caso *.FreeBSD.org) sia deviata al server di posta in
modo tale che i tuoi utenti possono raccogliere la loro posta sul
server di posta principale.DNSPer rendere la vita più facile, dovrebbe esistere su
entrambe le macchine un account utente con lo stesso nome
utente. Usa &man.adduser.8; per farlo.La macchina server di posta che utilizzerai deve essere
designata come la macchina che scambia la posta per tutte le postazioni
sulla rete. Questo viene realizzato attraverso la configurazione del
DNS in modo simile a quanto segue:example.FreeBSD.org A 204.216.27.XX ; Stazione di lavoro
MX 10 hub.FreeBSD.org ; Server di postaIn questo modo la posta per la stazione di lavoro sarà
reindirizzata al server di posta senza preoccuparsi dove punti il
record A. La posta viene inviata all'host MX.Non puoi effettuare queste modifiche da solo a meno che non hai in
esecuzione un tuo server DNS. Se non puoi eseguire un server DNS,
consulta il tuo ISP o chiunque ti fornisca il servizio DNS.Se stai facendo dell'hosting di posta elettronica virtuale, le
seguenti informazioni ti torneranno utili. In questo esempio, assumiamo
che hai un cliente con un proprio dominio, in questo caso customer1.org, e vuoi che tutta la posta
per customer1.org sia spedita alla
tua macchina server di posta mail.myhost.com.
L'elemento nel tuo DNS dovrebbe assomigliare a questo:customer1.org MX 10 mail.myhost.comNon hai bisogno di un record A per customer1.org se vuoi solamente gestire
la posta per tale dominioSii consapevole che un ping su customer1.org non funzionerà se
non esiste un record A per tale dominio.L'ultima cosa che devi fare è indicare a
sendmail, posto sulla tua macchina server,
per quali domini e/o host deve accettare posta. Esistono
differenti modi per farlo. I seguenti due funzionano entrambi:Se usi FEATURE(use_cw_file) aggiungi gli host
al tuo file /etc/mail/local-host-names. Se usi
una versione di sendmail precedente
alla 8.10, il file da usare è
/etc/sendmail.cw.Se usi la versione di sendmail 8.10
o superiore aggiungi la riga Cwyour.host.com al
tuo /etc/sendmail.cf o
/etc/mail/sendmail.cf.Autenticazione SMTPAvere un'Autenticazione SMTP operativa sul tuo
server di posta porta numerosi benefici. L'Autenticazione
SMTP aggiunge un ulteriore strato di sicurezza a
sendmail, e ha il vantaggio di dare agli
utenti mobili che cambiano host la possibilità di usare lo stesso
server di posta senza avere la necessità di riconfigurare ogni
volta i settaggi dei loro programmi client di posta.Installa dai port security/cyrus-sasl. Puoi trovare questo
port in security/cyrus-sasl.
In fase di compilazione security/cyrus-sasl permette di scegliere
molte opzioni e, per il nostro scopo, assicurati di selezionare
l'opzione .Dopo aver installato security/cyrus-sasl, edita
/usr/local/lib/sasl/Sendmail.conf
(o crealo se non esiste) e aggiungi la seguente riga:pwcheck_method: passwdIn questo modo si permetterà a
sendmail di autenticare gli utenti tramite
il proprio database passwd di FreeBSD. Questo
procedimento evita di creare un nuovo set di nomi utenti e password
per ogni utente che necessita di usare l'autenticazione
SMTP, mantenendo la password di login uguale alla
password di posta.Ora aggiungi le seguenti righe in
/etc/make.conf:SENDMAIL_CFLAGS=-I/usr/local/include/sasl1 -DSASL
SENDMAIL_LDFLAGS=-L/usr/local/lib
SENDMAIL_LDADD=-lsaslQueste righe daranno, in fase di compilazione di
sendmail, le giuste opzioni di
configurazione per linkare a cyrus-sasl. Assicurati che cyrus-sasl sia installato prima di
ricompilare sendmail.Ricompila sendmail eseguendo i
seguenti comandi:&prompt.root; cd /usr/src/usr.sbin/sendmail
&prompt.root; make cleandir
&prompt.root; make obj
&prompt.root; make
&prompt.root; make installSe /usr/src non ha subito enormi cambiamenti
e se le librerie condivise di cui si ha bisogno sono disponibili, la
compilazione di sendmail non dovrebbe
avere problemi.Dopo aver compilato e reinstallato
sendmail, edita il tuo file
/etc/mail/freebsd.mc (o qualunque altro file che
usi come file .mc. Molti amministratori
preferiscono usare, per unicità, l'output di &man.hostname.1;
come nome del file .mc). Aggiungi le seguenti
righe:dnl set SASL options
TRUST_AUTH_MECH(`GSSAPI DIGEST-MD5 CRAM-MD5 LOGIN')dnl
define(`confAUTH_MECHANISMS', `GSSAPI DIGEST-MD5 CRAM-MD5 LOGIN')dnl
define(`confDEF_AUTH_INFO', `/etc/mail/auth-info')dnlQueste opzioni configurano i vari metodi che
sendmail ha a disposizione per autenticare
gli utenti. Se vuoi usare un metodo diverso da
pwcheck, guarda la documentazione inclusa
nel package.Per finire, esegui &man.make.1; in /etc/mail.
Questo eseguirà il tuo nuovo file .mc e
creerà un file .cf di nome
freebsd.cf (o con il nome che hai usato per il
file .mc). Quindi esegui il comando
make install restart, che copierà il file in
sendmail.cf, e riavvierà correttamente
sendmail. Per maggiori informazioni su
questa procedura, dovresti prendere come riferimento
/etc/mail/Makefile.Se tutto è andato per il verso giusto, inserisci le tue
- informazioni di login nel programma client di posta e invia un messaggio
+ informazioni di login nel programma client di posta ed invia un messaggio
di prova. Per ulteriori indagini, setta il di
sendmail a 13 e guarda
il file /var/log/maillog per eventuali
errori.
+
+ Potresti voler aggiungere le seguenti righe in
+ /etc/rc.conf in modo che questo servizio sia
+ attivo dopo ogni avvio del sistema:
+
+ sasl_pwcheck_enable="YES"
+sasl_pwcheck_program="/usr/local/sbin/pwcheck"
+
+ Questo assicurerà l'inizializzazione
+ dell'SMTP_AUTH all'avvio del sistema.Per ulteriori informazioni, guarda la pagina riguardante l'autenticazione
SMTP di
sendmail.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml
index 7e5586f9b0..8803a7b257 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/multimedia/chapter.sgml
@@ -1,1524 +1,1525 @@
RossLippertScritto da MultimediaSinossiFreeBSD supporta una grande varietà di schede audio,
permettendoti di apprezzare un output di alta fedeltà dal tuo
computer. Questo include l'abilità di registrare e riprodurre
suoni nei formati MPEG Audio Layer 3 (MP3), WAV, ed Ogg Vorbis così
come in molti altri formati. La FreeBSD Ports Collection contiene inoltre
applicazioni che ti permettono di modificare l'audio registrato,
aggiungere effetti sonori, e controllare i dispositivi MIDI
collegati.Con un po' di buona volontà nello sperimentare, FreeBSD
può supportare la riproduzione di file video e DVD. Il numero di
applicazioni per codificare, convertire, e riprodurre i vari formati
video è più limitato del numero delle applicazioni audio.
Per esempio nel momento in cui sto scrivendo, non esiste nella FreeBSD
Ports Collection una buona applicazione per ricodificare, che
potrebbe essere usata per la conversione tra diversi formati, come
- limited than the number of sound applications. For example as audio/sox. Tuttavia, il panorama software in
- quest'area sta rapidamente cambiando.
+ c'è con audio/sox. Tuttavia,
+ il panorama software in quest'area sta rapidamente cambiando.
Questo capitolo descriverà i passi necessari per configurare la
tua scheda audio. La configurazione e l'installazione di
XFree86 () si sono
già prese cura dei problemi hardware della tua scheda video,
sebbene ci possano essere delle ottimizzazioni da applicare per una
migliore riproduzione.Dopo aver letto questo capitolo, saprai:Come configurare il sistema in modo che la scheda audio venga
riconosciuta.Metodi per verificare che la tua scheda funzioni, usando
applicazioni di esempio.Come risolvere i problemi di configurazione audio.Come riprodurre e codificare file MP3.Come sono supportate le applicazioni video da
XFree86.Alcuni port per riprodurre/codificare filmati che danno buoni
risultati.Come riprodurre i DVD e i file .mpg e
.avi.Come estrarre le informazioni da CD e DVD su file.Prima di leggere questo capitolo, dovresti:Sapere come configurare e installare un nuovo
kernel ().Per le sezioni sul video, si assume che XFree86
4.X (x11/XFree86-4) sia
stato installato. XFree86 3.X può
funzionare, ma non è stato testato con quello che è
descritto in questo capitolo. Se scopri che qualcosa descritto qui non
funziona con XFree86 3.X faccelo sapere.Provare a montare un CD audio o un DVD video con il comando
&man.mount.8; produrrà un errore, come minimo, o un
kernel panic, alla peggio. Questi formati hanno
codifiche particolari che differiscono dal comune file system
ISO.MosesMooreContributo di Configurazione della Scheda AudioRiconoscimento del Proprio DispositivoPCIISAschede audioPrima di iniziare, dovresti conoscere il modello della scheda che
possiedi, il chip che utilizza, e se è una scheda PCI o ISA.
FreeBSD supporta una grande varietà di schede sia PCI che ISA.
Se non vedi la tua scheda nella lista seguente, controlla la pagina man
di &man.pcm.4;. Questa non è una lista completa; tuttavia,
comprende le schede più comuni.Crystal 4237, 4236, 4232, 4231Yamaha OPL-SAxOPTi931Ensoniq AudioPCI 1370/1371ESS Solo-1/1ENeoMagic 256AV/ZXSound Blaster Pro, 16, 32, AWE64, AWE128, LiveCreative ViBRA16Advance Asound 100, 110, e Logic ALS120ES 1868, 1869, 1879, 1888Gravis UltraSoundAureal Vortex 1 o 2kernelconfigurazionePer usare il tuo dispositivo audio, dovrai caricare i driver
corretti. Questo può essere fatto in due modi. Il metodo
più semplice consiste semplicemente nel caricare un modulo nel
kernel per la tua scheda audio con &man.kldload.8;. Alternativamente,
puoi compilare staticamente il supporto per la tua scheda audio nel
kernel. Le sezioni seguenti forniscono le informazioni di cui hai
bisogno per aggiungere il supporto al tuo hardware con questo metodo.
Per informazioni aggiuntive su come ricompilare il kernel, guarda il
.Schede Audio Creative, Advance, e ESSSe hai una delle suddette schede, dovrai aggiungere:device pcmal file di configurazione del kernel. Se hai una scheda ISA
PnP, dovrai aggiungere inoltre:device sbcPer una scheda ISA non PnP, aggiungi:device pcm
device sbc0 at isa? port 0x220 irq 5 drq 1 flags 0x15al file di configurazione del kernel. Le impostazioni appena
viste sono quelle di default. Potresti aver bisogno di cambiare IRQ
o altre impostazioni per identificare la tua scheda. Guarda la pagina
man di &man.sbc.4; per ulteriori informazioni.La Sound Blaster Live non è supportata sotto
FreeBSD 4.0 senza l'uso di una patch, di cui questa sezione non
si occuperà. È consigliato l'aggiornamento all'ultima
-STABLE prima di provare ad usare questa scheda.Schede Gravis UltraSoundPer una scheda ISA PnP, dovrai aggiungere:device pcm
device guscal file di configurazione del kernel. Se hai una scheda ISA
non PnP, dovrai aggiungere:device pcm
device gus0 at isa? port 0x220 irq 5 drq 1 flags 0x13al file di configurazione del kernel. Potresti aver bisogno di
cambiare IRQ o altre impostazioni per identificare la tua scheda.
Guarda la pagina man di &man.gusc.4; per ulteriori
informazioni.Schede Crystal SoundPer le schede Crystal, dovrai aggiungere:device pcm
device csaal file di configurazione del kernel.Supporto GenericoPer schede ISA o PCI PnP, dovrai aggiungere:device pcmal file di configurazione del kernel. Se hai una scheda audio
ISA non PnP che non ha un driver bridge, dovrai aggiungere:device pcm0 at isa? irq 10 drq 1 flags 0x0al file di configurazione del kernel. Potresti aver bisogno di
cambiare IRQ o altre impostazioni per identificare la tua
scheda.Sonoro IntegratoQualche sistema con dispositivi audio integrati nella scheda madre
può richiedere l'opzione seguente nella configurazione del
kernel:options PNPBIOSCreazione e Test dei DispositividispositiviDopo aver riavviato, loggati e cerca il dispositivo nel file
/var/run/dmesg.boot, come mostrato qui
sotto:&prompt.root; grep pcm /var/run/dmesg.boot
pcm0: <SB16 DSP 4.11> on sbc0L'output del tuo sistema può essere differente. Se non
appare nessun dispositivo pcm, qualcosa
è andato storto in precedenza. Se questo accade, riguarda il
file di configurazione del kernel e assicurati di aver scelto il
dispositivo corretto. I problemi più comuni sono elencati nella
.Se stai usando FreeBSD 5.0 o seguenti, puoi tranquillamente
saltare il resto di questa sezione. Queste versioni usano
&man.devfs.5; per creare automaticamente i dispositivi.Se il precedente comando ha restituito
pcm0, dovrai eseguire il seguente come
root:&prompt.root; cd /dev
&prompt.root; sh MAKEDEV snd0Se il comando ha restituito pcm1, segui gli
stessi passi mostrati qui sopra, sostituendo
snd0 con snd1.I suddetti comandi non creeranno un
dispositivo /dev/snd!MAKEDEV creerà un gruppo di dispositivi,
comprendente:DispositivoDescrizione/dev/audioDispositivo audio compatibile SPARC/dev/dspDispositivo per la voce digitalizzata/dev/dspWCome /dev/dsp, ma con 16 bit per
canale/dev/midiDispositivo per l'accesso midi in modalità
diretta/dev/mixerDispositivo per il controllo del mixer/dev/musicInterfaccia di secondo livello al sequenziatore/dev/sequencerSequenziatore/dev/pssInterfaccia di dispositivo programmabileSe tutto va bene, ora dovresti avere una scheda audio funzionante.
Se il tuo drive CD-ROM o DVD-ROM è collegato correttamente alla
scheda audio, puoi inserire un CD nel drive e riprodurlo con
&man.cdcontrol.1;:&prompt.user; cdcontrol -f /dev/acd0c play 1Varie applicazioni, come audio/workman offrono una migliore
interfaccia. Potresti voler installare una applicazione come
audio/mpg123 per ascoltare i file
audio MP3.Problemi ComuniErroreSoluzione
- dispositivo
+ dispositiviunsupported subdevice XXNon è stato creato correttamente qualche
dispositivo. Ripeti i precedenti passi.I/O portsb_dspwr(XX) timed outNon è stata impostata correttamente la porta
di I/O.IRQbad irq XXÈ stato configurato erroneamente l'IRQ.
Assicurati che l'IRQ impostato e quello della scheda siano
gli stessi.xxx: gus pcm not attached, out of
memoryNon c'è abbastanza memoria disponibile per
usare il dispositivo.DSPxxx: can't open /dev/dsp!Controlla con fstat | grep dsp
se un'altra applicazione sta usando il dispositivo.
Esound e il supporto audio di
KDE sono famosi per creare
problemi.MunishChopraContributo di Utilizzo di Sorgenti Audio MultipleÈ spesso desiderabile avere più sorgenti di audio che
siano in grado di suonare contemporaneamente, per esempio quando
esound o artsd non
supportano la condivisione del dispositivo audio con una certa
applicazione.FreeBSD ti permette di fare questo attraverso i Virtual
Sound Channels, che possono essere impostati con
&man.sysctl.8;. I canali virtuali permettono di multiplexare i canali
di riproduzione della tua scheda audio mixando l'audio nel
kernel.Per impostare il numero dei canali virtuali, ci sono due variabili
sysctl che, se sei l'utente root, possono essere
impostate così:&prompt.root; sysctl hw.snd.pcm0.vchans=4
&prompt.root; sysctl hw.snd.maxautovchans=4L'esempio qui sopra alloca quattro canali viruali, che è un
numero adatto all'uso di ogni giorno.
hw.snd.pcm0.vchans è il numero dei canali
virtuali che ha pcm0, ed è configurabile
una volta che il dispositivo è collegato.
hw.snd.maxautovchans è il numero dei canali
virtuali che vengono dati a un nuovo dispositivo audio quando viene
collegato tramite &man.kldload.8;. Visto che il modulo
pcm può essere caricato
indipendentemente dai driver dell'hardware,
hw.snd.maxautovchans può contenere tanti
canali virtuali quanti ne verranno allocati successivamente ad ogni
dispositivo collegato.Se non stai usando &man.devfs.5;, dovrai indirizzare la tua
applicazione su
/dev/dsp0.x, dove
x va da 0 a 3 se
hw.snd.pcm.0.vchans è impostato a 4 come nel
precedente esempio. Su un sistema che usa &man.devfs.5;, questo
verrà fatto automaticamente in modo trasparente per
l'utente.ChernLeeContributo di Audio MP3Il formato MP3 (Audio MPEG Livello 3) raggiunge una qualità
audio vicino a quella dei CD, non lasciandoti motivi per non utilizzarlo
sulla tua workstation FreeBSD.Lettori MP3Da tempo, il più famoso lettore MP3 per
XFree86 MP3 è
XMMS (X Multimedia System). Le skin per
Winamp possono essere usate con
XMMS visto che la GUI è praticamente
identica a quella di Winamp della Nullsoft.
XMMS ha inoltre supporto nativo ai
plug-in.XMMS può essere installato dal
port o dal package multimedia/xmms.L'interfaccia di XMMS è intuitiva,
comprende una lista di brani da eseguire, un equalizzatore grafico, ed
altro. Coloro che sono familiari con Winamp
troveranno XMMS semplice da usare.Il port audio/mpg123 è
un lettore MP3 alternativo, da riga di comando.mpg123 può essere eseguito
specificando il dispositivo audio e il nome del file MP3 sulla riga di
comando, come mostrato qui sotto:&prompt.root; mpg123 -a /dev/dsp1.0 Foobar-GreatestHits.mp3
High Performance MPEG 1.0/2.0/2.5 Audio Player for Layer 1, 2 and 3.
Version 0.59r (1999/Jun/15). Written and copyrights by Michael Hipp.
Uses code from various people. See 'README' for more!
THIS SOFTWARE COMES WITH ABSOLUTELY NO WARRANTY! USE AT YOUR OWN RISK!
Playing MPEG stream from BT - Foobar-GreastHits.mp3 ...
MPEG 1.0 layer III, 128 kbit/s, 44100 Hz joint-stereo
/dev/dsp1.0 deve essere sostituito con il
dispositivo dsp presente sul tuo
sistema.Estrazione delle Tracce Audio dei CDPrima di codificare un CD o una traccia di CD in MP3, i dati audio
sul CD devono essere estratti sul disco fisso. Questo avviene copiando
direttamente i dati CDDA (CD Digital Audio) in file WAV.Il tool cdda2wav, che fa parte della suite
sysutils/cdrtools, viene usato per
estrarre le informazioni audio dai CD e i dati associati.Mentre il CD audio è nel lettore, può essere eseguito
il seguente comando (come root) per estrarre un
intero CD in singoli (per traccia) file WAV:&prompt.root; cdda2wav -D 0,1,0 -Bcdda2wav supporta anche i lettori CDROM
ATAPI (IDE). Per estrarre da un lettore IDE, specifica il nome del
dispositivo al posto nel numero dell'unità SCSI. Ad esempio, per
estrarre la traccia 7 dal lettore IDE:&prompt.root; cdda2wav -D /dev/acd0a -t 7Il
indica il dispositivo SCSI 0,1,0, che
corrisponde all'output di cdrecord -scanbus.Per estrarre tracce singole, usa l'opzione come
mostrato:&prompt.root; cdda2wav -D 0,1,0 -t 7Questo esempio estrae la settima traccia del CD audio. Per estrarre
una serie di tracce, per esempio dalla traccia uno alla sette, specifica
un intervallo:&prompt.root; cdda2wav -D 0,1,0 -t 1+7L'utility &man.dd.1; può anche essere usata per estrarre le
tracce audio dai drive ATAPI, leggi per maggiori informazioni su questa
possibilità.Codifica in MP3Al giorno d'oggi, il programma di codifica in mp3 da scegliere
è lame.
Lame può essere trovato in audio/lame nell'albero dei port.Usando i file WAV estratti, il seguente comando convertirà
audio01.wav in
audio01.mp3:&prompt.root; lame -h -b 128 \
--tt "Titolo" \
--ta "Artista" \
--tl "Album" \
--ty "2002" \
--tc "Estratto e codificato da Blah" \
--tg "Genere" \
audio01.wav audio01.mp3128 kbits sembra essere il bitrate standard in uso per gli MP3.
Molti preferiscono la qualità maggiore dei 160, o 192.
Più alto è il bitrate, più spazio consumerà
l'MP3 risultante--ma la qualità sarà maggiore. L'opzione
attiva il modo qualità migliore ma un
po' più lento". Le opzioni che iniziano con
indicano i tag ID3, che solitamente contengono le
informazioni sulla canzone, da inserire all'interno del file MP3.
Ulteriori opzioni di codifica possono essere trovate consultando la
pagina man di lame.Decodifica da MP3Per masterizzare un CD audio partendo dagli MP3, questi ultimi
devono essere convertiti in un formato WAV non compresso. Sia
XMMS che mpg123
supportano l'output di un MP3 in un formato non compresso.Scrittura su Disco con XMMS:Avvia XMMS.Clicca con il tasto destro sulla finestra per far comparire il
menu di XMMS.Seleziona Preference sotto
Options.Cambia l'Output Plugin in Disk Writer
Plugin.Premi Configure.Inserisci (o scegli browse) la directory in cui salvare i file
decompressi.Carica il file MP3 in XMMS come al
solito, con il volume al 100% e le impostazioni dell'equalizzatore
disattivate.Premi Play —
XMMS apparirà come se stesse
riproducendo l'MP3, ma non si sentirà nessuna musica. Sta
riproducendo la musica su un file.Assicurati di reimpostare l'Output Plugin di default come prima
per ascoltare nuovamente gli MP3.Scrittura su stdout con mpg123:Esegui mpg123 -s audio01.mp3
> audio01.pcmXMMS scrive un file nel formato WAV,
mentre mpg123 converte l'MP3 direttamente in
dati audio PCM. Entrambi questi formati possono essere usati con
cdrecord per creare CD audio.
- You have to use raw PCM with &man.burncd.8;.
- If you use WAV files, you will notice a small tick sound at the
- beginning of each track, this sound is the header of the WAV
- file. You can simply remove the header of a WAV file with the
- utility SoX (it can be installed from
- the audio/sox port or
- package):
+ Devi utilizzare PCM con &man.burncd.8;. Se usi file WAV, noterai un
+ breve ticchettio all'inizio di ogni traccia, questo suono è
+ l'intestazione del file WAV. Puoi semplicemente rimuovere
+ l'intestazione del file WAV con l'utility SoX
+ (può essere installata dal port o dal package audio/sox):
+
+ &prompt.user; sox -t wav -r 44100 -s -w -c 2 track.wav track.rawLeggi per ulteriori informazioni su
come usare un masterizzatore con FreeBSD.RossLippertContributo di Riproduzione VideoLa riproduzione video è un'area applicativa molto recente e
in rapido sviluppo. Sii paziente. Non tutto funzionerà
così facilmente come è stato per l'audio.Prima di iniziare, dovresti conoscere il modello della scheda video
che possiedi e il chip che usa. Sebbene
XFree86 supporti una vasta varietà di
schede video, poche offrono buone prestazioni in riproduzione.
Per ottenere una lista di estensioni supportate dall'X server con la tua
scheda usa il comando &man.xdpyinfo.1; mentre X11 sta girando.È una buona idea avere un piccolo file MPEG che possa essere
trattato come un file di test per la valutazione di vari riproduttori e
opzioni. Visto che alcuni riproduttori di DVD cercheranno di default i
DVD in /dev/dvd, o hanno questo nome di dispositivo
codificato permanentemente al loro interno, potresti trovare utile creare
dei link simbolici al dispositivo corretto:&prompt.root; ln -sf /dev/acd0c /dev/dvd
&prompt.root; ln -sf /dev/racd0c /dev/rdvdSu FreeBSD 5.X, che usa &man.devfs.5; c'è un insieme di
link raccomandati leggermente diverso:&prompt.root; ln -sf /dev/acd0c /dev/dvd
&prompt.root; ln -sf /dev/acd0c /dev/rdvdIn aggiunta, la decrittazione dei DVD, che richiede l'invocazione
di speciali funzioni dei DVD-ROM, richiede il permesso in scrittura sui
dispositivi DVD.
+
+ opzioni del kernel
+ options CPU_ENABLE_SSE
+
+
+ opzioni del kernel
+ options USER_LDT
+
+
Alcuni dei port discussi si basano sulle seguenti opzioni del kernel
per compilarsi correttamente. Prima di provare a compilarli, aggiungi
queste opzioni al file di configurazione del kernel, compila un nuovo
kernel, e riavvia:option CPU_ENABLE_SSE
option USER_LDTPer migliorare l'interfaccia della memoria condivisa di X11, è
consigliabile incrementare i valori di alcune variabili
&man.sysctl.8;:kern.ipc.shmmax=67108864
kern.ipc.shmall=32768Determinazione delle Capacità VideoXVideoSDLDGA
-
- configurazione del kernel
- options CPU_ENABLE_SSE
-
-
- configurazione del kernel
- options USER_LDT
- Ci sono molti modi possibili per visualizzare immagini e filmati con
X11. Quello che funzionerà meglio in pratica dipende in gran
parte dal tuo hardware. Ogni metodo descritto qui sotto avrà una
qualità variabile su hardware differente. In secondo luogo, il
rendering video in X11 è un argomento che sta ricevendo un sacco
di attenzione ultimamente, e con ogni nuova versione di
XFree86 ci possono essere notevoli
miglioramenti.Una lista di interfacce video comuni:X11: normale output di X11 che usa la memoria condivisa.XVideo: un'estensione all'interfaccia X11 che supporta grafica
e filmati in ogni oggetto X11 disegnabile.SDL: Simple Directmedia Layer.DGA: Direct Graphics Access.SVGAlib: interfaccia di basso livello per la grafica da
console.XVideoXFree86 4.X ha un'estensione chiamata
XVideo (aka Xvideo, aka Xv, aka xv) che permette
di visualizzare grafica e filmati direttamente negli oggetti
disegnabili attraverso una speciale accelerazione.
Questa estensione fornisce una riproduzione di ottima qualità
anche su macchine poco potenti (per esempio sul mio portatile
PIII 400 Mhz).
Sfortunatamente, la lista di schede che supportano questa
caratteristica out of the box è
attualmente:3DFX Voodoo 3Intel i810 e i815alcuni chip S3 (come il Savage/IX e il Savage/MX)Se la tua scheda non è fra queste, non disperarti ancora.
XFree86 4.X aggiunge il supporto a nuove
schede con ogni release
Una nota famiglia di schede video con ottime prestazioni in
XFree86, nVidia, deve ancora
rilasciare le proprie specifiche sul supporto XVideo al team
XFree86. Potrà passare un po'
di tempo prima che XFree86
supporterà completamente XVideo per queste schede.. Per controllare se l'estensione sta girando, usa
xvinfo:&prompt.user; xvinfoXVideo è supportato dalla tua scheda se il risultato
è simile a:X-Video Extension version 2.2
screen #0
Adaptor #0: "Savage Streams Engine"
number of ports: 1
port base: 43
operations supported: PutImage
supported visuals:
depth 16, visualID 0x22
depth 16, visualID 0x23
number of attributes: 5
"XV_COLORKEY" (range 0 to 16777215)
client settable attribute
client gettable attribute (current value is 2110)
"XV_BRIGHTNESS" (range -128 to 127)
client settable attribute
client gettable attribute (current value is 0)
"XV_CONTRAST" (range 0 to 255)
client settable attribute
client gettable attribute (current value is 128)
"XV_SATURATION" (range 0 to 255)
client settable attribute
client gettable attribute (current value is 128)
"XV_HUE" (range -180 to 180)
client settable attribute
client gettable attribute (current value is 0)
maximum XvImage size: 1024 x 1024
Number of image formats: 7
id: 0x32595559 (YUY2)
guid: 59555932-0000-0010-8000-00aa00389b71
bits per pixel: 16
number of planes: 1
type: YUV (packed)
id: 0x32315659 (YV12)
guid: 59563132-0000-0010-8000-00aa00389b71
bits per pixel: 12
number of planes: 3
type: YUV (planar)
id: 0x30323449 (I420)
guid: 49343230-0000-0010-8000-00aa00389b71
bits per pixel: 12
number of planes: 3
type: YUV (planar)
id: 0x36315652 (RV16)
guid: 52563135-0000-0000-0000-000000000000
bits per pixel: 16
number of planes: 1
type: RGB (packed)
depth: 0
red, green, blue masks: 0x1f, 0x3e0, 0x7c00
id: 0x35315652 (RV15)
guid: 52563136-0000-0000-0000-000000000000
bits per pixel: 16
number of planes: 1
type: RGB (packed)
depth: 0
red, green, blue masks: 0x1f, 0x7e0, 0xf800
id: 0x31313259 (Y211)
guid: 59323131-0000-0010-8000-00aa00389b71
bits per pixel: 6
number of planes: 3
type: YUV (packed)
id: 0x0
guid: 00000000-0000-0000-0000-000000000000
bits per pixel: 0
number of planes: 0
type: RGB (packed)
depth: 1
red, green, blue masks: 0x0, 0x0, 0x0Inoltre tieni presente che i formati elencati (YUV2, YUV12, ecc)
non sono presenti in tutte le implementazioni di XVideo e la loro
assenza può ostacolare alcuni programmi.Se il risultato è:X-Video Extension version 2.2
screen #0
no adaptors presentAllora XVideo probabilmente non è supportato per la tua
scheda.Se XVideo non è supportato per la tua scheda, questo vuol
dire solamente che sarà più difficile soddisfare le
richieste computazionali per il rendering video. A seconda della tua
scheda video e del tuo processore, comunque, potresti essere ancora in
grado di avere un'esperienza soddisfacente. Dovrai probabilmente
dare un occhio ai modi per migliorare le prestazioni nella lettura
avanzata .Simple Directmedia LayerIl Simple Directmedia Layer, SDL, vuole essere un'interfaccia di
portabilità tra Microsoft Windows, BeOS, e Unix, che possa
permettere di sviluppare applicazioni multi-piattaforma che facciano
buon uso di suoni e grafica. L'interfaccia SDL fornisce una
astrazione di basso livello all'hardware che può a volte
essere più efficiente dell'interfaccia X11.L'SDL può essere trovata in devel/sdl12Direct Graphics AccessDirect Graphics Access è un'estensione
XFree86 che permette a un programma di
evitare il server X ed alterare direttamente il buffer video.
Siccome si basa su una mappatura di memoria a basso livello per
effettuare questa condivisione, i programmi che la usano devono
essere avviati da root.L'estensione DGA può essere testata con &man.dga.1;.
Quando dga è in esecuzione, cambia i colori
del display ogni volta che viene premuto un tasto. Per uscire, premi
q.Port e Package che Riguardano il Videoport videopackage videoIn questa sezione si discuterà del software disponibile
nella FreeBSD Port Collection che possono essere usati per
la riproduzione video. La sezione software sulla riproduzione video
è in continuo sviluppo, per cui le caratteristiche delle varie
applicazioni sono destinate a differire dalla descrizione che
segue.In primo luogo, è importante sapere che la maggior parte
degli applicativi che girano su FreeBSD sono stati sviluppati come
applicazioni Linux, nate negli anni passati. Per questo motivo,
sono da considerare sperimentali e fatti di Linuxismi il che
può precludere il funzionamento al pieno dell'efficenza
su FreeBSD.Per sperimentali, intendo dire che applicativi
quali ricodificatori, riproduttori e decodificatori DVD possano avere
grossi bug o problemi di interazione con altri programmi. Di seguito
una lista delle problematiche cui mi riferisco:Un'applicazione non riesce a riprodurre un file generato
da un'altra applicazione.Un'applicazione non riesce a riprodurre un file che lei
stessa ha prodotto.Lo stesso applicativo posto su due computer diversi,
ricompilato su ognuno dei due computer, riproduce lo stesso
file in modo diverso.Da un filtro apparentemente banale quale il ridimensionamento
di un'immagine si ottenga un pessimo risultato derivato da una
routine di ridimensionamento bacata.Un'applicativo che genera di continuo file
core.La documentazione non viene installata con il port e può
essere trovata sul web o nel percorso
PORTPATH/work/.Per Linuxismi, intendo dire che ci sono punti in
questione riguardo il modo in cui le librerie standard sono state
implementate nelle distribuzioni di Linux, o alcune modifiche al
kernel di Linux che sono state apportate dagli autori delle
applicazioni, perchè questo era quanto gli autori stavano
prevalentemente sviluppando. Questi problemi possono non essere stati
notati e aggirati dal mantainer del port e possono
portare comunque a problemi come questi:L'uso di /proc/cpuinfo per riconoscere
le caratteristiche del processore.Un uso errato dei thread che può portare un programma
a bloccare la propria esecuzione piuttosto che terminare
correttamente.Software non ancora presente nella collezione dei port di
FreeBSD che è comunemente usato unitamente
all'applicazione.A questo punto, gli sviluppatori di queste applicazioni sono stati
collaborativi con i maintainer dei port al fine di minimizzare la
ricerca di soluzioni necessarie al processo di porting.MPlayerMPlayer è stata sviluppata di
recente ed è un player in rapida evoluzione. Gli obbiettivi
degli sviluppatori di MPlayer sono la
velocità e la flessibilità su Linux e le altre famiglie
di Unix. Il progetto è partito non appena il fondatore del
gruppo si stancò delle prestazioni degli altri riproduttori.
C'è chi dice che l'interfaccia sia stata sacrificata con
design essenziale, ma una volta che si sono imparate perfettamente le
opzioni da riga di comando e le scorciatoie, funziona decisamente
bene.Compilazione di MPlayerMPlayercompilazioneMPlayer è reperibile
sotto multimedia/mplayer.
MPlayer
effettua una serie di controlli sull'hardware durante il
processo di compilazione, che ha come risultato un binario
che non potrà essere considerato portabile da una
piattaforma ad un'altra. Questo è il motivo per cui
risulta importante compilarlo usando il port piuttosto che
il pacchetto contenente il binario.
Inoltre, ulteriori opzioni possono essere specificate a
make che mostra all'inizio della
compilazione.&prompt.root; cd /usr/ports/multimedia/mplayer
&prompt.root; make
You can enable additional compilation optimizations
by defining WITH_OPTIMIZED_CFLAGS
You can enable GTK GUI by defining WITH_GUI.
You can enable DVD support by defining WITH_DVD.
You can enable SVGALIB support by defining WITH_SVGALIB.
You can enable VORBIS sound support by defining WITH_VORBIS.
You can enable XAnim DLL support by defining WITH_XANIM.Se hai installato x11-toolkits/gtk12, a questo punto si
potrà abilitare la compilazione della GUI. Altrimenti, non
vale la pena la fatica. Se si ha intenzione di vedere DVD
(possibilmente codificati in CSS) con
MPlayer si sarà
costretti ad abilitare l'opzione per il supporto DVD qui
La riproduzione non autorizzata di DVD è un grave
atto criminale in alcuni paesi. Controlla le leggi locali
prima di abilitare questa opzione.. Alcune opzioni utili sono:&prompt.root; make WITH_DVD=yes WITH_SVGALIB=yesAl momento, il port MPlayer
creerà la sua documentazione in HTML e l'eseguibile
mplayer.
Sarà anche possibile compilare un codificatore,
mencoder, uno strumento utile per ricodificare i
video. Una modifica al Makefile lo rende
disponibile. È possibile che venga abilitato di default
nelle versioni successive del port.La documentazione HTML di MPlayer
è molto istruttiva.
Qualora il lettore cercasse informazioni mancanti nel capitolo
sull'hardware video e le interfacce, la documentazione di
MPlayer risulta essere un'ottima
alternativa.
Se si stanno cercando informazioni riguardo il supporto video sotto
Unix, sarebbe utile trovare il tempo di leggere in modo preciso
la documentazione di MPlayer.Utilizzo di MPlayerMPlayerutilizzoOgni utente che voglia usare MPlayer
deve creare la directory .mplayer sotto
la propria home. Per creare questa directory necessaria, si
può usare il seguente comando:&prompt.user; cd /usr/ports/multimedia/mplayer
&prompt.user; make install-userLe opzioni del comando mplayer sono elencate
nella pagina del manuale. Per qualunque altro dettaglio consulta
la documentazione HTML. In questo capitolo, elencheremo solo alcuni
degli usi più comuni.Per riprodurre un file, ad esempio
testfile.avi usando una delle varie interfacce
video usa l'opzione :
&prompt.user; mplayer -vo xv testfile.avi&prompt.user; mplayer -vo sdl testfile.avi&prompt.user; mplayer -vo x11 testfile.avi&prompt.root; mplayer -vo dga testfile.avi&prompt.root; mplayer -vo 'sdl:dga' testfile.aviÈ utile provare tutte queste opzioni, considerando che le
prestazioni dipendono da svariati fattori e variano in modo
considerevole a seconda dell'hardware.Per riprodurre un DVD, sostituisci
testfile.avi con l'opzione
dove <N> corrisponde al numero del titolo da riprodurre
e DISPOSITIVO al
dispositivo che identifica il DVD-ROM. Per esempio, per riprodurre
il terzo titolo da /dev/dvd:&prompt.root; mplayer -vo dga -dvd 2 /dev/dvdPer interrompere, mettere in pausa, andare avanti e così
via, leggi l'elenco delle associazioni dei tasti, che
vengono elencati eseguendo mplayer -h o
consulta la pagina man.Ulteriori opzioni utili per la riproduzione sono:
che abilita la modalità schermo
intero e che aiuta le
prestazioni.Perchè la riga di comando di mplayer non diventi
eccessivamente lunga, l'utente può creare il file
.mplayer/config ed impostare lì i
valori predefiniti:vo=xv
fs=yes
zoom=yesIn ultimo, è possibile usare mplayer
per estrarre una traccia DVD in file .vob.
Per estrarre la traccia 2 dal DVD usare:&prompt.root; mplayer -dumpstream -dumpfile out.vob -dvd 2 /dev/dvdIl file ottenuto, out.vob, sarà
in formato MPEG e potrà manipolato da un'altro programma
descritto in questa sezione.mencodermencoderSe hai scelto di installare mencoder
in fase di compilazione, ricordati che è ancora in
fase sperimentale.Per usare mencoder è una buona
idea familiarizzare con le opzioni contenute nella
documentazione HTML. Esiste anche una pagina man,
ma non è utile senza il testo HTML. Esiste un numero
considerevole di modi per migliorare la qualità, un
bitrate più basso, cambiare codifica ed alcuni di
questi trucchi può fare la differenza tra prestazioni
più o meno accettabili. Di seguito un paio di esempi per
cominciare. Prima di tutto, una semplice copia:&prompt.user; mencoder input.avi -oac copy -ovc copy -o output.aviÈ facile trovare esempi in cui il risultato non
è riproducibile nemmeno con mplayer.
Di conseguenza, se si vuole semplicemente estrarre una traccia,
usare l'opzione eseguendo
in mplayer.Per convertire il file input.avi
in formato MPEG4 con l'audio codificato in MPEG3 (è
necessario audio/lame):&prompt.user; mencoder input.avi -oac mp3lame -lameopts br=192 \
-ovc lavc -lavcopts vcodec=mpeg4:vhq -o output.aviQuesto comando ha creato un file riproducibile con
mplayer e xine.Il parametro input.avi può
essere sostituito con ed
eseguire il comando come root per
ricodificare il capitolo DVD direttamente. Poichè
si sarà certamente poco soddisfatti del risultato la prima
volta, è consigliato eseguire il dump del capitolo
e lavorare direttamente sul file.Il Riproduttore Video xineIl riproduttore video xine è un
progetto dagli ampi obiettivi e non solo l'essere una soluzione
unica per la riproduzione, ma anche una libreria di base
riutilizzabile ed un eseguibile modulare che possa essere
esteso con i plugin. È disponibile sia come pacchetto che
come port, sotto multimedia/xine.La buona notizia è che quanto appena detto risulta
abbastanza vero. xine
è ancora un pò rozzo, ma è chiaramente un buon
inizio.
In pratica, xine necessita sia di una
CPU veloce che di una scheda video veloce o il supporto per
l'estensione XVideo. L'interfaccia grafica è utilizzabile,
ma ancora mal disegnata.Allo stato attuale, non ci sono moduli distribuiti con
xine che possano riprodurre DVD
codificati in CSS. Esistono distribuzioni di terze parti che
hanno moduli di questo genere già compilati, ma nessuno
di questi esiste nella FreeBSD Ports Collection.Confrontandolo con MPlayer,
xine offre maggiori caratteristiche
all'utente ma, allo stesso tempo, non rende disponibile
all'utente un controllo più accurato.
xine può commettere parecchi
errori su interfacce diverse da XVideo ed ha davvero ben poche
alternative a quest'ultimo.
Le FAQ di xine consigliano caldamente
di avere una scheda video che lo supporti.L'applicazione xine può
essere eseguita direttamente:&prompt.user; xineI menu disponibili possono essere utilizzati per aprire un
file o può essere avviato per riprodurre un file senza
l'interfaccia grafica con il comando:&prompt.user; xine -g -p mymovie.aviLe utility transcodeIl software transcode non è un
riproduttore, piuttosto un insieme di strumenti per ricodificare file
.avi e .mpg. Con
transcode, si ha la possibilità di
unire file video, riparare file corrotti ed utilizzare strumenti
da riga di comando con interfaccie che utilizzano i flussi
stdin/stdout.Così come MPlayer, anche
transcode è un software in
fase sperimentale che deve essere compilato usando il port
graphics/transcode. Sono
disponibili parecchie opzioni da passare a make.
Io consiglio:&prompt.root; make WITH_LIBMPEG2=yesSe hai intenzione di installare multimedia/avifile, allora aggiungi
l'opzione WITH_AVIFILE alla riga di comando di
make, così come di seguito:&prompt.root; make WITH_AVIFILE=yes WITH_LIBMPEG2=yesEcco due esempi di come usare transcode
per la conversione video che produce un output ridimensionato.
Il primo, codifica il risultato come un file openDIVX AVI,
mentre il secondo codifica nel formato MPEG, più
portabile.&prompt.user; transcode -i input.vob -x vob -V -Z 320x240 \
-y opendivx -N 0x55 -o output.avi&prompt.user; transcode -i input.vob -x vob -V -Z 320x240 \
-y mpeg -N 0x55 -o output.tmp
&prompt.user; tcmplex -o output.mpg -i output.tmp.m1v -p output.tmp.mpa -m 1Esiste una pagina man per transcode,
ma per la maggior parte delle utility tc* (come per
esempio tcmplex) che vengono installate,
c'è solo il breve output dell'opzione
.In confronto, transcode gira molto
più lentamente rispetto a mencoder, ma
risulta essere un'ottima alternativa per produrre file in
formati più vari. Per esempio, io riesco a riprodurre
MPEG con transcode vecchie copie di file
Windows Media Player e
Quicktime di Apple.Ulteriori LettureNon ho dubbi che entro un anno, la maggior parte di questo
capitolo divenga obsoleta. Sarà proabilmente molto meno
difficile far funzionare bene il supporto video ed esisterà
un port nella collezione che trasformerà FreeBSD in un
riproduttore DVD, PVR e studio virtuale A/V. Fintanto che quel
giorno arrivi, chiunque voglia ottenere il massimo dalle
capacità A/V di FreeBSD, dovrà unire alla meglio la
conoscenza che deriva dalle svariate FAQ e guide e l'uso delle
poche applicazioni diverse.Questa sezione esiste per fornire al lettore alcuni link per
imparare maggiormente nel caso in cui questo capitolo risultasse
abbastanza utile.La Documentazione
di MPlayer è molto istruttiva sul piano tecnico.
Questa documentazione, probabilmente, dovrà essere consultata
da chiunque voglia ottenere un alto grado di conoscenza del video
sotto Unix. La mailing list di MPlayer
risulta abbastanza ostile a chiunque non si sia preoccupato di
leggere la documentazione, se si ha intenzione di segnalar loro un
bug, RTFM.L'HOWTO
di xine contiene un capitolo su come aumentare le prestazioni
che è comune a tutti i riproduttori.In ultimo, ci sono alcuni applicativi promettenti che il
lettore può provare:Avifile che
è anche un port multimedia/avifile.Ogle
che è anche un port multimedia/ogle.Xtheater
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml
index 3e34863ba7..ca396e1d7a 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/pgpkeys/chapter.sgml
@@ -1,641 +1,656 @@
Chiavi PGPchiavi pgpNel caso tu debba verificare una firma o inviare un messaggio cifrato
a una delle cariche ufficiali o a uno degli sviluppatori, qui puoi trovare
per tua comodità una serie di chiavi. Un keyring completo degli
utenti FreeBSD.org è disponibile per il download da http://www.FreeBSD.org/doc/pgpkeyring.txt.Cariche Ufficiali&a.security-officer;
&pgpkey.security-officer;
&a.core-secretary;
&pgpkey.core-secretary;
Membri del Core Team&a.imp;
&pgpkey.imp;
&a.kuriyama;
&pgpkey.kuriyama;
&a.murray;
&pgpkey.murray;
&a.peter;
&pgpkey.peter;
&a.wes;
&pgpkey.wes;
Sviluppatori&a.will;
&pgpkey.will;
&a.asami;
&pgpkey.asami;
&a.dougb;
&pgpkey.dougb;
&a.tobez;
&pgpkey.tobez;
&a.mbr;
&pgpkey.mbr;
&a.harti;
&pgpkey.harti;
&a.obraun;
&pgpkey.obraun;
&a.jmb;
&pgpkey.jmb;
&a.brueffer;
&pgpkey.brueffer;
&a.wilko;
&pgpkey.wilko;
&a.jon;
&pgpkey.jon;
&a.luoqi;
&pgpkey.luoqi;
&a.ache;
&pgpkey.ache;
&a.seanc;
&pgpkey.seanc;
&a.cjh;
&pgpkey.cjh;
&a.cjc;
&pgpkey.cjc;
&a.marcus;
&pgpkey.marcus;
&a.nik;
&pgpkey.nik;
&a.ceri;
&pgpkey.ceri;
&a.brooks;
&pgpkey.brooks;
&a.bsd;
&pgpkey.bsd;
&a.dd;
&pgpkey.dd;
&a.ue;
&pgpkey.ue;
&a.ru;
&pgpkey.ru;
&a.jedgar;
&pgpkey.jedgar;
&a.green;
&pgpkey.green;
&a.lioux;
&pgpkey.lioux;
&a.fanf;
&pgpkey.fanf;
&a.blackend;
&pgpkey.blackend;
&a.petef;
&pgpkey.petef;
&a.billf;
&pgpkey.billf;
&a.patrick;
&pgpkey.patrick;
&a.gioria;
&pgpkey.gioria;
&a.jmg;
&pgpkey.jmg;
&a.dannyboy;
&pgpkey.dannyboy;
&a.jhay;
&pgpkey.jhay;
&a.sheldonh;
&pgpkey.sheldonh;
&a.mikeh;
&pgpkey.mikeh;
&a.ghelmer;
&pgpkey.ghelmer;
&a.mux;
&pgpkey.mux;
+
+ &a.mich;
+ &pgpkey.mich;
+
+
&a.foxfair;
&pgpkey.foxfair;
&a.jkh;
&pgpkey.jkh;
&a.trevor;
&pgpkey.trevor;
&a.phk;
&pgpkey.phk;
&a.joe;
&pgpkey.joe;
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&pgpkey.kris;
&a.keramida;
&pgpkey.keramida;
&a.fjoe;
&pgpkey.fjoe;
&a.andreas;
&pgpkey.andreas;
&a.maxim;
&pgpkey.maxim;
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&a.rushani;
&pgpkey.rushani;
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&pgpkey.alex;
+
+
+
+ &a.erwin;
+ &pgpkey.erwin;
&a.leeym;
&pgpkey.leeym;
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&pgpkey.netchild;
&a.ijliao;
&pgpkey.ijliao;
&a.clive;
&pgpkey.clive;
&a.arved;
&pgpkey.arved;
&a.scottl;
&pgpkey.scottl;
&a.bmah;
&pgpkey.bmah;
&a.mtm;
&pgpkey.mtm;
&a.dwmalone;
&pgpkey.dwmalone;
&a.matusita;
&pgpkey.matusita;
&a.ken;
&pgpkey.ken;
&a.dinoex;
&pgpkey.dinoex;
&a.sanpei;
&pgpkey.sanpei;
&a.jim;
&pgpkey.jim;
&a.marcel;
&pgpkey.marcel;
&a.tmm;
&pgpkey.tmm;
&a.rich;
&pgpkey.rich;
&a.knu;
&pgpkey.knu;
&a.max;
&pgpkey.max;
&a.yoichi;
&pgpkey.yoichi;
&a.anders;
&pgpkey.anders;
&a.obrien;
&pgpkey.obrien;
&a.mp;
&pgpkey.mp;
&a.roam;
&pgpkey.roam;
&a.pirzyk;
&pgpkey.pirzyk;
&a.jdp;
&pgpkey.jdp;
&a.markp;
&pgpkey.markp;
&a.thomas;
&pgpkey.thomas;
&a.dfr;
&pgpkey.dfr;
&a.trhodes;
&pgpkey.trhodes;
&a.benno;
&pgpkey.benno;
+
+ &a.paul;
+ &pgpkey.paul;
+
+
&a.roberto;
&pgpkey.roberto;
&a.guido;
&pgpkey.guido;
&a.hrs;
&pgpkey.hrs;
&a.wosch;
&pgpkey.wosch;
&a.das;
&pgpkey.das;
&a.schweikh;
&pgpkey.schweikh;
&a.gshapiro;
&pgpkey.gshapiro;
&a.arun;
&pgpkey.arun;
&a.vanilla;
&pgpkey.vanilla;
&a.cshumway;
&pgpkey.cshumway;
&a.demon;
&pgpkey.demon;
&a.jesper;
&pgpkey.jesper;
&a.scop;
&pgpkey.scop;
&a.ben;
&pgpkey.ben;
&a.des;
&pgpkey.des;
&a.sobomax;
&pgpkey.sobomax;
&a.dcs;
&pgpkey.dcs;
&a.brian;
&pgpkey.brian;
&a.nsouch;
&pgpkey.nsouch;
&a.gsutter;
&pgpkey.gsutter;
&a.nyan;
&pgpkey.nyan;
&a.mi;
&pgpkey.mi;
&a.gordon;
&pgpkey.gordon;
&a.nectar;
&pgpkey.nectar;
&a.adamw;
&pgpkey.adamw;
&a.nate;
&pgpkey.nate;
&a.wollman;
&pgpkey.wollman;
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&a.phantom;
&pgpkey.phantom;
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml
index cd8225cfce..56518dcda2 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/ports/chapter.sgml
@@ -1,1625 +1,1620 @@
Installazione delle Applicazioni: Port e PackageSinossiportpackageFreeBSD è distribuito con una ricca collezione di strumenti di
sistema come parte base del sistema. Comunque, c'è molto che si
può fare prima che sia necessario installare un'applicazione
aggiuntiva di terze parti. FreeBSD fornisce due tecnologie complementari
per installare software di terze parti sul tuo sistema: la FreeBSD Port
Collection, ed i packages contenenti i binari del software. Puoi usare
entrambi questi sistemi per installare l'ultima versione della tua
applicazione preferita dal CDROM o direttamente dalla rete.Dopo aver letto questo capitolo, saprai:Come installare i package contenenti i binari delle applicazioni
di terze parti.Come compilare le applicazioni di terze parti dalla collezione dei
port.Come rimuovere i package o i port installati in precedenza.Uno Sguardo all'Installazione del SoftwareSe hai già usato un sistema Unix prima d'ora saprai che la
procedura tipica per installare software di terze parti è simile a
questa:Scaricare il software, che potrebbe essere distribuito sotto forma
di codice sorgente, o come binario.Scompattare il software dal suo formato di distribuzione
(tipicamente un tarball compresso con &man.compress.1; o con
&man.gzip.1;).Individuare la documentazione (probabilmente un file
INSTALL o un file README,
o qualche file nella sottodirectory doc/) e
leggere come installare il software.Se il software è stato distribuito sotto forma di sorgente,
compilarlo. Questa fase può coinvolgere la modifica di un
Makefile, oppure l'esecuzione di uno script
configure, e qualche altro lavoro.Installare e testare il software.E questo se tutto va bene. Se stai installando del software di cui
non è stato deliberatamente effettuato il porting in FreeBSD
potresti perfino dover modificare il codice per farlo funzionare
correttamente.Se vuoi, puoi continuare ad installare il software su FreeBSD nel modo
tradizionale. Comunque, FreeBSD fornisce due tecnologie
che possono farti risparmiare molti sforzi: i package e i port. Nel
momento in cui scrivo, sono disponibili più di &os.numports;
applicazioni di terze parti tramite questi due metodi.Per ogni applicazione data, il package di FreeBSD per quella
applicazione consiste in un singolo file che devi scaricare. Il package
contiene una copia pre-compilata di tutti i comandi dell'applicazione,
così come i file di configurazione e di documentazione. Una volta
scaricato il package questo può essere manipolato con i comandi
di gestione dei package di FreeBSD, come &man.pkg.add.1;,
&man.pkg.delete.1;, &man.pkg.info.1;, e così via.L'installazione di una nuova applicazione può essere fatta
con un singolo comando.In FreeBSD un port di un'applicazione è un insieme di file
predisposti per automatizzare il processo di compilazione
dell'applicazione partendo dal codice sorgente.Ricorda che ci sono molte fasi che normalmente devi eseguire se vuoi
compilare un programma (scaricare, scompattare, correggere, compilare,
installare). I file che costituiscono un port contengono tutte
le informazioni necessarie per permettere al sistema di fare questo lavoro
al posto tuo. Tu esegui una manciata di semplici comandi e il codice
sorgente dell'applicazione viene automaticamente scaricato, estratto,
corretto, compilato, e installato.Di fatto, il sistema dei port può anche essere usato per
generare package che possono essere successivamente manipolati
con pkg_add ed altri comandi di gestione dei package
che saranno presentati tra poco.Sia i package che i port comprendono il meccanismo delle
dipendenze. Supponiamo che tu voglia installare
un'applicazione che dipende da un specifica libreria. Sia l'applicazione
che la libreria sono disponibili in FreeBSD come port o come package. Se
usi il comando pkg_add o il sistema dei port per
installare l'applicazione, entrambi noteranno che la libreria non è
installata, e automaticamente la installeranno per prima.Dato che le due tecnologie sono abbastanza simili, probabilmente
vorrai sapere perché FreeBSD le usa entrambe. I package e i port
hanno i loro punti forte, e l'utilizzo dell'uno o dell'altro dipende dalle
proprie preferenze personali.Benefici dei PackageIl tarball compresso di un package è tipicamente più
piccolo del tarball compresso contenente il codice sorgente
della stessa applicazione.I package non richiedono alcuna compilazione aggiuntiva. Per
grandi applicazioni, come Mozilla,
KDE, oppure
GNOME questo può essere importante,
sopra tutto se usi un sistema lento.I package non richiedono la conoscenza del processo di
compilazione del software su FreeBSD.Benefici dei PortI package sono normalmente compilati con opzioni conservative,
poiché devono poter funzionare su un parco macchine il
più ampio possibile. Con l'installazione dai port, puoi
aggiustare le opzioni di compilazione per produrre (per esempio) del
codice che sia specifico per un Pentium III o un processore
Athlon.Alcune applicazioni hanno delle opzioni attivabili al tempo di
compilazione che permettono di modificare il comportamento delle
applicazioni stesse. Per esempio, Apache
può essere configurato con un'ampia varietà di
differenti opzioni built-in. Effettuando la compilazione dal port non
sei costretto ad accettare le opzioni di default, e puoi settarle tu
stesso.In alcuni casi, ci possono essere più package per la stessa
applicazione a seconda dei settaggi ivi contenuti. Per esempio,
Ghostscript è disponibile come
package ghostscript e come package
ghostscript-nox11, a seconda che tu abbia o meno
installato un server X11. Questa sorta di adattamento è
possibile con i package, ma diviene impossibile nel caso in cui
un'applicazione ha più di una o due diverse opzioni che si
possono dare al tempo di compilazione.Le condizioni di licenza di alcune distribuzioni di software
proibiscono la distribuzione dei binari. Tali software devono essere
distribuiti come codice sorgente.Alcune persone non si fidano della distribuzione dei binari.
Con il codice sorgente, puoi (in teoria) controllare il codice e
cercare i suoi potenziali problemi.Se hai delle patch, hai bisogno del sorgente per
applicarle.Ad alcune persone piace avere il codice sorgente, in modo tale da
poterlo leggerlo se sono annoiati, hackerarlo, prenderne in prestito
delle parti (licenza permettendo, naturalmente), e così
via.Per tenersi al corrente sugli aggiornamenti dei port, iscriviti alla
&a.ports; e alla &a.ports-bugs;.Il resto del capitolo spiegherà come usare i package ed i
port per installare e gestire il software di terze parti su
FreeBSD.Ricerca della Propria ApplicazionePrima di poter installare delle applicazioni devi sapere
quale applicazione ti serve, e come viene chiamata.La lista delle applicazioni disponibili su FreeBSD cresce
continuamente. Fortunatamente, ci sono diversi sistemi per trovare
quello che ti serve:Il sito web di FreeBSD mantiene all'indirizzo http://www.FreeBSD.org/ports/
una lista aggiornata in cui puoi cercare tutte le applicazioni
correntemente disponibili. I port sono divisi in categorie, e puoi
sia cercare un'applicazione in base al nome (se lo conosci), sia
visionare tutte le applicazioni disponibili in una data
categoria.FreshPortDan Langille mantiene FreshPort, all'indirizzo http://www.FreshPorts.org/.
+ url="http://www.FreshPorts.org/">.
FreshPort segue in tempo reale i cambiamenti delle applicazioni
nell'albero dei port, permettendoti di controllare
uno o più port, e dandoti la possibilità di essere
avvisato tramite email quando questi vengono aggiornati.FreshMeatSe non conosci il nome dell'applicazione che desideri, prova ad
usare un sito come FreshMeat (http://www.freshmeat.net/)
+ url="http://www.freshmeat.net/">)
per trovare l'applicazione, quindi controlla sul sito di FreeBSD
per vedere se è già stato effettuato il porting.ChernLeeContributo diUtilizzo del Sistema dei PackageInstallazione di un Packagepackageinstallazionepkg_addPuoi usare l'utility &man.pkg.add.1; per installare un package di
FreeBSD da un file locale o da un server sulla rete.Scaricare un Package Manualmente e Installarlo da Locale&prompt.root; ftp -a ftp2.FreeBSD.org
Connected to ftp2.FreeBSD.org.
220 ftp2.FreeBSD.org FTP server (Version 6.00LS) ready.
331 Guest login ok, send your email address as password.
230-
230- This machine is in Vienna, VA, USA, hosted by Verio.
230- Questions? E-mail freebsd@vienna.verio.net.
230-
230-
230 Guest login ok, access restrictions apply.
Remote system type is UNIX.
Using binary mode to transfer files.
ftp>cd /pub/FreeBSD/ports/packages/sysutils/
250 CWD command successful.
ftp>get lsof-4.56.4.tgz
local: lsof-4.56.4.tgz remote: lsof-4.56.4.tgz
200 PORT command successful.
150 Opening BINARY mode data connection for 'lsof-4.56.4.tgz' (92375 bytes).
100% |**************************************************| 92375 00:00 ETA
226 Transfer complete.
92375 bytes received in 5.60 seconds (16.11 KB/s)
ftp>exit
&prompt.root; pkg_add lsof-4.56.4.tgzSe non hai una raccolta di package locale (per esempio il
set dei CDROM di FreeBSD) allora probabilmente ti risulterà
più facile usare &man.pkg.add.1; con l'opzione
. In questo modo &man.pkg.add.1; determina
automaticamente la corretta release e il giusto formato dell'oggetto,
quindi scarica il package da un sito FTP e lo installa.pkg_add&prompt.root; pkg_add -r lsofL'esempio qui sopra scarica il giusto package e lo installa senza
nessun ulteriore intervento. &man.pkg.add.1; usa &man.fetch.3; per
scaricare i file, il quale rispetta varie variabili d'ambiente, incluse
FTP_PASSIVE_MODE, FTP_PROXY, e
FTP_PASSWORD. Puoi aver bisogno di settarne qualcuna se
la tua macchina è dietro un firewall, o se utilizzi un proxy
FTP/HTTP. Leggi &man.fetch.3; per la lista completa. Nell'esempio
precedente si può anche notare che viene usato
lsof al posto di lsof-4.56.4.
Quando viene usata la modalità di prelevamento da remoto, il
numero di versione del package non deve essere specificato.
&man.pkg.add.1; prenderà automaticamente l'ultima versione
dell'applicazione.I file dei package sono distribuiti nel formato
.tgz. Puoi trovarli in ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/packages/,
+ url="ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/packages/">,
oppure sui CDROM della distribuzione di FreeBSD. Ogni CD contenuto
nel set dei quattro CD (e nel PowerPak, ecc.) contiene i package nella
directory /packages. La disposizione dei package
è simile a quella dell'albero /usr/ports.
Ogni categoria ha la propria directory, ed ogni package può
essere trovato dentro la directory All.La struttura delle directory del sistema dei package eguaglia
quella dei port; questi due sistemi lavorano l'uno con l'altro per
formare l'intero sistema dei package/port.Gestione dei PackagepackagegestioneL'utility &man.pkg.info.1; elenca e descrive i vari package
installati.pkg_info&prompt.root; pkg_info
cvsup-16.1 Un comune sistema di distribuzione dei file in rete ottimizato per CVS
docbook-1.2 Meta-port delle varie versioni del DTD DocBook
...L'utility &man.pkg.version.1; riassume le versioni di tutti i
package installati. Paragona le versioni dei package con le versioni
correnti trovate nell'albero dei port.pkg_version&prompt.root; pkg_version
cvsup =
docbook =
...I simboli nella seconda colonna indicano il risultato del confronto
tra la versione installata e quella disponibile in locale nell'albero
dei port.SimboloSignificato=Le versioni del package installato e di quello disponibile
in locale nell'albero dei port sono uguali.<La versione installata è precedente a quella
disponibile nell'albero dei port.>La versione installata è più aggiornata di
quella trovata in locale nell'albero dei port. (L'albero
dei port locale è probabilmente da aggiornare)?Il package installato non può essere trovato
nell'indice dei port.*Ci sono più versioni del package.Cancellazione di un Packagepkg_deletepackagecancellarePer rimuovere un package installato in precedenza, usa l'utility
&man.pkg.delete.1;.&prompt.root; pkg_delete xchat-1.7.1MiscellaneaTutte le informazioni sui package sono memorizzate nella
directory /var/db/pkg. La lista dei file
installati e le descrizioni di ogni package possono essere trovate
all'interno dei file di questa directory.Utilizzo della Collezione dei PortLe sezioni seguenti forniscono le istruzioni basilari sull'uso della
collezione dei port per installare e rimuovere programmi dal tuo
sistema.Ottenimento della Collezione dei PortPrima che tu possa installare i port, devi procurarti la collezione
dei port—che essenzialmente è un set di
Makefiles, patch, e file di descrizione collocati
in /usr/ports.Durante l'installazione del tuo sistema FreeBSD,
Sysinstall ti ha chiesto se vuoi installare
la collezione dei port. Se hai rifiutato, puoi seguire queste
istruzioni per ottenerla:Il Metodo SysinstallQuesto metodo richiede ancora l'uso di
sysinstall per installare
manualmente la collezione dei port.Esegui da root/stand/sysinstall come mostrato qui sotto:&prompt.root; /stand/sysinstallScorri verso il basso e seleziona
Configure, premi
Invio.Scorri verso il basso e seleziona
Distributions, premi
Invio.Scorri verso il basso fino a ports,
premi Spazio.Scorri verso l'alto fino a Exit,
premi Invio.Seleziona il modo di installazione desiderato, come CDROM,
FTP, e così via.Scorri verso l'alto fino a Exit e
premi Invio.Premi X per uscire da
sysinstall.Un'altro metodo per ottenere la tua collezione dei port e per
mantenerla aggiornata consiste nell'utilizzo di
CVSup. Dai un'occhiata al file di
CVSup riguardante i port,
/usr/share/examples/cvsup/ports-supfile.
Guarda Usare CVSup () per maggiori informazioni sull'uso di
CVSup e del file menzionato.Il Metodo CVSupQuesto è un rapido metodo che utilizza
CVSup per ottenere la collezione dei
port. Se vuoi mantenere il tuo albero dei port aggiornato, o imparare
di più su CVSup, leggi la sezione
menzionata in precedenza.Installa il port net/cvsup.
Guarda Installazione di CVSup
() per maggiori dettagli.Da root, copia il file
/usr/share/examples/cvsup/ports-supfile
in un nuovo posto, come in /root o nella tua
directory home.Edita ports-supfile.Cambia CHANGE_THIS.FreeBSD.org in un
server CVSup vicino a te. Guarda Mirror CVSup () per una lista completa dei siti
mirror.Esegui cvsup:&prompt.root; cvsup -g -L 2 /root/ports-supfilePoco dopo aver eseguito questo comando verranno scaricate
e applicate alla tua collezione dei port tutte le modifiche
recenti, anche se di fatto i port già compilati sul tuo
sistema non verranno aggiornati.Installazione dei PortportinstallazioneLa prima cosa che dovrebbe essere chiara quando si ha a che fare con
la collezione dei port è l'effettivo significato di
scheletro di un port. Brevemente, lo scheletro di un
port è un insieme minimo di file che dice al tuo sistema FreeBSD
come compilare ed installare un programma in modo pulito. Ogni
scheletro di un port include:Un Makefile. Il
Makefile contiene varie espressioni che
specificano come l'applicazione deve essere compilata e dove
deve essere installata sul tuo sistema.Un file distinfo. Questo file contiene
informazioni sui file che devono essere scaricati per la
compilazione del port e sui loro checksum (somme di controllo),
utilizzati per verificare che quei file non siano stati corrotti
durante il download.Una directory files. Questa directory
contiene le patch utilizzate per la compilazione e per
l'installazione del programma sul tuo sistema FreeBSD. Le patch
sono sostanzialmente piccoli file che specificano come modificare
alcuni file. Sono in puro formato di testo, e in modo grossolano
dicono Rimuovi la riga 10 o
Cambia la riga 26 in .... Le patch sono anche
conosciute con il termine diff poichè sono
generate dal programma &man.diff.1;.Questa directory può anche contenere altri file
utilizzati per la compilazione del port.
-
- Un file pkg-comment. Questo file contiene
- una descrizione del programma su una singola riga.
-
-
Un file pkg-descr. Questo file contiene
una descrizione del programma più dettagliata, spesso su
più righe di testo.Un file pkg-plist. Questo file contiene
l'elenco di tutti i file che saranno installati dal port.
Dice anche al sistema dei port quale file rimuovere durante la
disinstallazione.Alcuni port hanno altri file, come
pkg-message. Il sistema dei port li usa
per affrontare speciali situazioni. Se vuoi maggiori dettagli
su questi file, e sui port in generale, leggi attentamente il
Manuale del Porter di
FreeBSD.Ora che hai acquisito abbastanza informazioni sull'utilizzo
della collezione dei port, sei pronto per installare il tuo primo
port. Ci sono due modi per installare un port, entrambi spiegati qui
sotto.Comunque, prima di addentrarci in questi due metodi, devi decidere
quale port installare. Ci sono vari modi per farlo, e quello più
semplice è consultare la lista dei port sul sito web di
FreeBSD. Puoi sia navigare tra i port ivi elencati sia usare
la funzione di ricerca del sito.
Ogni port include anche una breve descrizione che puoi leggere prima
di decidere se installarlo o meno.Un'altro metodo è quello di usare il comando &man.whereis.1;.
Semplicemente digita whereis
file, dove
file è il programma che vuoi
installare. Se viene trovato sul tuo sistema, ti verrà indicato
dove si trova, in modo simile a quanto segue:&prompt.root; whereis lsof
lsof: /usr/ports/sysutils/lsofQuesto ci dice che lsof (un'utility di sistema)
si trova nella directory
/usr/ports/sysutils/lsof.Un'altro modo per trovare un determinato port è quello
di usare il meccanismo di ricerca contenuto nella collezione dei port.
Per usare questo servizio di ricerca, devi posizionarti nella directory
/usr/ports. Una volta in quella directory, lancia
make search
name=nome-programma dove
nome-programma è il nome del programma
che vuoi cercare. Per esempio, se vuoi cercare
lsof:&prompt.root; cd /usr/ports
&prompt.root; make search name=lsof
Port: lsof-4.56.4
Path: /usr/ports/sysutils/lsof
Info: Elenca informazioni sui file aperti (simile a fstat(1))
Maint: obrien@FreeBSD.org
Index: sysutils
B-deps:
R-deps:La parte di output sulla quale devi porre particolare attenzione
è la riga Path:, che ti dice dove puoi trovare
il port. Le altre informazioni riportate non sono necessarie per
installare il port, e quindi non saranno trattate in questa sede.Inoltre per una ricerca più complessa puoi usare
make search key=stringa
dove stringa fa parte del testo da cercare.
Questo ricerca nei nomi dei port, nei commenti, nelle descrizioni e
nelle dipendenze e può essere usato per cercare port che si
riferiscono ad un argomento particolare anche se non conosci il nome del
programma che stai cercando.In entrambi i casi, la stringa di ricerca è case-insensitive.
La ricerca per LSOF produrrà gli stessi risultati
della ricerca per lsof.Devi essere root per installare i
port.Ora che hai trovato un port da installare, sei pronto per
l'installazione vera e propria. Il port include istruzioni su come
compilare il codice sorgente, ma non include il codice sorgente stesso.
Devi prendere il codice sorgente da un CDROM o da Internet. L'autore
del codice sorgente può distribuirlo come desidera. Quasi sempre
è un file di archivio tar compresso con gzip, ma potrebbe essere
stato compresso con un'altro tool o perfino potrebbe essere non
compresso. Il codice sorgente del programma, in qualsiasi forma sia,
è chiamato con il termine distfile. Puoi ottenere
questo distfile da un CDROM o da Internet.Installazione dei Port dal CDROMportinstallazione da CDROMLe immagini ufficiali su CDROM del progetto FreeBSD non
includono più i distfile. Occupano molto spazio che è
meglio utilizzato per i package precompilati. I prodotti su CDROM
come il FreeBSD PowerPak includono i distfile, e puoi ordinare questi
set da un venditore come FreeBSD Mall.
Questa sezione presuppone che tu abbia un simile set di CDROM di
FreeBSD.Metti il tuo CDROM di FreeBSD nell'apposito lettore. Montalo
su /cdrom. (Se usi un punto di mount differente,
l'installazione non funzionerà.) Per prima cosa, vai nella
directory del port che vuoi installare:&prompt.root; cd /usr/ports/sysutils/lsofUna volta dentro la directory lsof,
vedrai lo scheletro del port. Il prossimo passo riguarda la
compilazione, o costruzione, del port. Questo viene
fatto semplicemente digitando make al prompt. Una
volta che hai fatto questo, dovresti vedere qualcosa simile a quanto
segue:&prompt.root; make
>> lsof_4.57D.freebsd.tar.gz doesn't seem to exist in /usr/ports/distfiles/.
>> Attempting to fetch from file:/cdrom/ports/distfiles/.
===> Extracting for lsof-4.57
...
[l'output dell'estrazione è stato tagliato]
...
>> Checksum OK for lsof_4.57D.freebsd.tar.gz.
===> Patching for lsof-4.57
===> Applying FreeBSD patches for lsof-4.57
===> Configuring for lsof-4.57
...
[l'output della configurazione è stato tagliato]
...
===> Building for lsof-4.57
...
[l'output della compilazione è stato tagliato]
...
&prompt.root;Nota che una volta terminata la compilazione ritornerai al tuo
prompt. Il prossimo passo riguarda l'installazione del
port. Per installarlo, devi semplicemente affiancare una parola al
comando make, e questa parola è
install:&prompt.root; make install
===> Installing for lsof-4.57
...
[l'output dell'installazione è stato tagliato]
...
===> Generating temporary packing list
===> Compressing manual pages for lsof-4.57
===> Registering installation for lsof-4.57
===> SECURITY NOTE:
I binari di questo port richiedono l'esecuzione con alti privilegi.
&prompt.root;Quando ritornerai al tuo prompt, dovresti essere in grado di
eseguire l'applicazione che hai appena installato. Siccome
lsof è un programma che lavora con alti
privilegi, viene mostrato un avvertimento di sicurezza. Durante la
compilazione e l'installazione dei port, dovresti fare attenzione ad
ogni avvertimento che appare.Potresti anche evitare un passaggio lanciando solamente
make install invece dei due passi separati
make e make install.Alcune shell mantengono una cache dei comandi che sono
disponibili nelle directory elencate nella variabile d'ambiente
PATH, per velocizzare le operazioni di ricerca dei
file eseguibili di questi comandi. Se stai usando una di queste
shell, potresti dover usare il comando rehash
dopo l'installazione di un port, prima di poter usare il nuovo
comando. Questo succede sia per le shell che fanno parte del
sistema base (come tcsh) sia per le shell
che sono disponibili dai port (per esempio,
shells/zsh).Per cortesia sii consapevole che le licenze di alcuni port non
permettono l'inclusione degli stessi sul CDROM. Questa limitazione
potrebbe essere dovuta dalla necessità di compilare un form
di registrazione prima di scaricare il software, o perché la
ridistribuzione non è permessa, o per altre ragioni. Se
desideri installare un port non incluso nel CDROM, dovrai essere
collegato ad Internet per farlo (vedi la prossima sezione).Installazione dei Port da InternetQuesta sezione presuppone che tu abbia una connessione ad Internet
funzionante. Se non ce l'hai, dovrai utilizzare l'installazione da CDROM, oppure dovrai
copiare manualmente il distfile in
/usr/ports/distfiles.L'installazione di un port da Internet viene fatta nello stesso
modo con cui viene fatta l'installazione da CDROM. L'unica differenza
tra i due modi è che il distfile del port viene preso da
Internet invece che dal CDROM.I passi richiesti sono gli stessi:&prompt.root; make install
>> lsof_4.57D.freebsd.tar.gz doesn't seem to exist in /usr/ports/distfiles/.
>> Attempting to fetch from ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/distfiles/.
Receiving lsof_4.57D.freebsd.tar.gz (439860 bytes): 100%
439860 bytes transferred in 18.0 seconds (23.90 kBps)
===> Extracting for lsof-4.57
...
[l'output dell'estrazione è stato tagliato]
...
>> Checksum OK for lsof_4.57D.freebsd.tar.gz.
===> Patching for lsof-4.57
===> Applying FreeBSD patches for lsof-4.57
===> Configuring for lsof-4.57
...
[l'output della configurazione è stato tagliato]
...
===> Building for lsof-4.57
...
[l'output della compilazione è stato tagliato]
...
===> Installing for lsof-4.57
...
[l'output dell'installazione è stato tagliato]
...
===> Generating temporary packing list
===> Compressing manual pages for lsof-4.57
===> Registering installation for lsof-4.57
===> SECURITY NOTE:
I binari di questo port richiedono l'esecuzione con alti privilegi.
&prompt.root;Come puoi vedere, la sola differenza sta nella riga che dice
da dove il sistema sta ottenendo il distfile del port.Il sistema dei port usa &man.fetch.1; per scaricare i file,
il quale rispetta varie variabili d'ambiente, incluse
FTP_PASSIVE_MODE, FTP_PROXY,
e FTP_PASSWORD. Puoi aver bisogno di settarne
qualcuna se sei dietro a un firewall, o se usi un proxy FTP/HTTP.
Guarda &man.fetch.3; per la lista completa.Rimozione dei Port InstallatiportrimozioneOra che sai come installare i port, probabilmente ti chiederai come
rimuoverli, caso mai ne installassi uno e successivamente ti accorgessi
che hai installato il port sbagliato. Rimuoveremo il port utilizzato
nel nostro esempio precedente (che era lsof se non
sei stato attento). Come con l'installazione dei port, la prima cosa
che devi fare è andare nella directory del port,
/usr/ports/sysutils/lsof. Dopo aver cambiato
directory, sei pronto per disinstallare lsof.
Questo viene fatto con il comando
make deinstall:&prompt.root; cd /usr/ports/sysutils/lsof
&prompt.root; make deinstall
===> Deinstalling for lsof-4.57È stato abbastanza facile. In questo modo hai rimosso
lsof dal tuo sistema. Se volessi reinstallarlo, puoi
farlo lanciando make reinstall dalla directory
/usr/ports/sysutils/lsof.Le sequenze make deinstall e make
reinstall non funzionano più una volta che hai dato
un make clean. Se vuoi disinstallare un port dopo un
make clean, usa &man.pkg.delete.1; come
discusso nella sezione del Manuale
riguardante i Package.Attività del dopo installazioneDi solito dopo aver installato una nuova applicazione dovresti
leggere la documentazione che potrebbe essere stata inclusa, modificare
qualche file di configurazione, assicurarti che l'applicazione parta nella
fase di avvio (se è un demone), e così via;.I passi precisi che devi seguire per configurare un'applicazione
sono ovviamente diversi da applicazione a applicazione. Comunque, se hai
appena installato una nuova applicazione e ti stai chiedendo
Cosa faccio ora? questi consigli potrebbero
aiutarti:Usa &man.pkg.info.1; per scoprire quali file sono stati
installati, e dove sono stati installati. Per esempio, se hai appena
installato la versione 1.0.0 di FooPackage, allora questo
comando&prompt.root; pkg_info -L foopackage-1.0.0 | lessmostrerà tutti i file installati dal package. Fai molta
attenzione ai file nelle directory man/, che
sono le pagine man, a quelli nella directory
etc/, che sono i file di configurazione, e a
quelli in doc/, che forniscono una documentazione
più esauriente.Se non sei sicuro della versione dell'applicazione che hai appena
installato, questo comando&prompt.root; pkg_info | grep foopackagetroverà tutti i package installati che contengono nel nome
foopackage. Rimpiazza
foopackage nella tua linea di comando a
seconda delle tue necessità.Una volta che hai scoperto dove sono state posizionate le pagine
man dell'applicazione, esaminale usando &man.man.1;. Analogamente,
esamina i file di configurazione d'esempio, ed ogni ulteriore
documentazione che può essere stata fornita.Se l'applicazione ha un sito web, cerca della documentazione
aggiuntiva, le domande più frequenti (FAQ), ed altro ancora.
Se non sei sicuro dell'indirizzo del sito web questo potrebbe essere
presente nell'output di&prompt.root; pkg_info foopackage-1.0.0Una riga contenete WWW:, se presente, dovrebbe
fornire l'URL del sito dell'applicazione.Risoluzione dei ProblemiLa sezione seguente copre alcune delle domande più frequenti
sulla collezione dei port e sulle tecniche di base per la risoluzione
dei problemi, e spiega cosa fare se un port è guasto.Alcune Domande e RispostePensavo che questa fosse una discussione sui modem!!?Ah, sicuramente stavi pensando alle porte seriali sul retro
del tuo computer. Qui usiamo il termine port per
indicare il porting di un programma da un sistema
operativo ad un'altro.Cos'è una patch?Una patch è un piccolo file che specifica come passare
da una versione di un file ad un'altra. Contiene del puro testo,
e sostanzialmente dice cose come cancella la riga
23, aggiungi queste due righe dopo la riga
468, o cambia la riga 197 con
quest'altra. Le patch sono anche conosciute con il
termine diff poichè sono generate dal programma
&man.diff.1;.tarballCosa sono le tarball?Una tarball è un file che termina in
.tar, o con delle varianti come
.tar.gz, .tar.Z,
.tar.bz2, e perfino
.tgz.In sostanza, è un albero di directory che è
stato archiviato in un unico file (.tar) e
opzionalmente compresso (.gz). Questa
tecnica era originariamente usata per gli archivi a nastro
(Tape ARchive da cui il
nome tar), ma ora è un sistema
largamente usato per distribuire il codice sorgente attraverso
Internet.Il comando standard di Unix &man.tar.1;, che è incluso
nel sistema base di FreeBSD, ti permette di vedere quali file si
trovano in una tarball ed eventualmente ti permette di estrarli,
in questo modo:&prompt.user; tar tvzf foobar.tar.gz
&prompt.user; tar xzvf foobar.tar.gz
&prompt.user; tar tvf foobar.tar
&prompt.user; tar xvf foobar.tarchecksumEd i checksum?È un numero generato dall'addizione di tutti i dati
di un file che vuoi verificare. Se anche un solo carattere
cambia, il checksum non sarà più uguale al totale,
così un semplice confronto ti permetterà di
individuarne la diversità.Ho fatto ciò che hai detto per compilare i port dal
CDROM e ha funzionato bene fino a quando ho provato ad installare
il port di Kermit.&prompt.root; make install
>> cku190.tar.gz doesn't seem to exist on this system.
>> Attempting to fetch from ftp://kermit.columbia.edu/kermit/archives/.Perché non può essere trovato? Ho un CDROM
falso?Come spiegato nella sezione installare i port dal CDROM, alcuni
port non possono essere inseriti nel set dei CDROM per via di
alcune restrizioni contenute nelle licenze.
Kermit ne è un esempio.
I termini di licenza per Kermit non ci
permettono di mettere il suo tarball nel CDROM, così
dovrai procurartelo a mano—scusaci!La ragione per cui ottenevi tutti quei messaggi di errore era
dovuta al fatto che non eri connesso ad Internet in quel momento.
Una volta che l'hai scaricato da uno dei
MASTER_SITES (elencati nel
Makefile), puoi riprendere il processo
di installazione.L'ho fatto, ma quando provo a metterlo dentro
/usr/ports/distfiles ottengo degli errori
che dicono che non ho il permesso di farlo.Il meccanismo dei port scarica i tarball delle
distribuzioni dentro /usr/ports/distfiles,
ma molti amministratori di sistema associano a questa directory un
link simbolico verso un file server remoto o verso un CDROM
locale. In questo caso, devi specificare una diversa directory
nella quale memorizzare i distfile con il seguente comando:&prompt.root; make DISTDIR=/directory/locale/con/permesso/di/scrittura installLo schema dei port funziona solamente se si ha tutto
in /usr/ports? Il mio amministratore di
sistema dice che devo mettere ogni cosa sotto
/u/people/guests/wurzburger, ma
non sembra funzionare.Puoi usare le variabili PORTSDIR e
PREFIX per dire al meccanismo dei port
di usare delle directory diverse. In questo caso,&prompt.root; make PORTSDIR=/u/people/guests/wurzburger/ports installcompilerà il port in
/u/people/guests/wurzburger/ports ed
installerà ogni cosa sotto
/usr/local.&prompt.root; make PREFIX=/u/people/guests/wurzburger/local installlo compilerà in /usr/ports e
lo installerà in
/u/people/guests/wurzburger/local.E naturalmente,&prompt.root; make PORTSDIR=../ports PREFIX=../local installcombinerà entrambi (è troppo lungo per scriverlo
nella pagina, ma dovrebbe essere chiaro).imakeAlcuni port che usano &man.imake.1; (una parte dell'X Windows
System) non funzionano bene con PREFIX, e
insistono ad installarsi sotto /usr/X11R6.
In modo simile, alcuni port relativi al Perl ignorano
PREFIX e si installano nell'albero del Perl.
Far rispettare PREFIX a questi port risulta un
lavoro difficile e alcune volte impossibile.Se non vuoi digitare tutto quel comando ogni volta che
installi un port, puoi inserire queste variabili nel tuo ambiente.
Troverai istruzioni su come farlo nella pagina man della tua
shell.Non ho un CDROM di FreeBSD, ma mi piacerebbe avere
tutti i tarball sottomano sul mio sistema così da non
dover aspettare per il download ogni volta che installo un port.
Esiste un modo per ottenerli tutti in una volta?Per ottenere ogni singolo tarball della collezione dei port,
digita:&prompt.root; cd /usr/ports
&prompt.root; make fetchPer tutti i tarball relativi a una singola directory dei
port, digita:&prompt.root; cd /usr/ports/directory
&prompt.root; make fetche per solo un port—bene, probabilmente avrai già
indovinato.Immagino che scaricare i tarball da uno dei mirror di
FreeBSD vicino a me sia probabilmente il metodo più veloce.
Esiste un modo per dire al meccanismo dei port di prelevare i
tarball da server non elencati in
MASTER_SITES?Si. Se tu sai, per esempio, che ftp.FreeBSD.org è il server a te
più vicino rispetto ai siti elencati in
MASTER_SITES, fai come segue:&prompt.root; cd /usr/ports/directory
&prompt.root; make MASTER_SITE_OVERRIDE= \
ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/ports/distfiles/ fetchVoglio sapere di quali file make ha
bisogno prima che esso provi a scaricarli.make fetch-list mostrerà una lista
dei file necessari per il port.C'è un modo per impedire la compilazione di un port?
Voglio hackerare il sorgente prima di installarlo, ma è un
poco noioso guardarlo e premere ogni volta
CtrlC.Dando make extract il processo si
fermerà dopo aver scaricato ed estratto il codice
sorgente.Sto provando a fare il mio port personale e vorrei essere
in grado di impedire la sua compilazione fino a quando sarò
certo che le mie patch funzionano bene. Esiste qualcosa come
make extract, ma per le patch?Si, make patch è quello che cerchi.
Probabilmente troverai utile l'opzione
PATCH_DEBUG. E comunque, grazie per i tuoi
sforzi!Ho sentito che alcune opzioni del compilatore possono causare
bug. È vero? Come posso essere sicuro di compilare i port
con i giusti settaggi?Si, con la versione 2.6.3 di gcc (la
versione che si trova su FreeBSD 2.1.0 e 2.1.5), l'opzione
può restituire del codice buggato
a meno che non usi anche l'opzione
. (La maggior parte dei port
non usa ). Puoi
specificare le opzioni in fase di compilazione usando qualcosa del
genere:&prompt.root; make CFLAGS='-O2 -fno-strength-reduce' installo editando /etc/make.conf, ma
sfortunatamente non tutti i port lo rispettano. Il modo
più sicuro è dare un make
configure, quindi andare nella directory del sorgente
ed ispezionare il Makefile a mano, ma
può risultare noioso nel caso in cui il sorgente avesse
molte sotto directory, ognuna con il suo
Makefile.Le opzioni di default del compilatore su FreeBSD sono
abbastanza conservative, pertanto anche se non le cambi non
dovresti avere problemi.Ci sono così tanti port che è difficile trovare
quello che voglio. Esiste una lista in qualche posto dei port
che sono disponibili?Dai un'occhiata al file INDEX in
/usr/ports. Puoi anche cercare nella
collezione dei port tramite una parola chiave. Per esempio, puoi
cercare port attinenti al linguaggio di programmazione LISP
usando:&prompt.user; cd /usr/ports
&prompt.user; make search key=lispHo tentato di installare il port foo ma
improvvisamente il sistema ne ha interrotto la compilazione e ha
iniziato a compilare il port bar. Cosa sta
succedendo?Il port foo necessita di qualcosa che
viene fornito con bar — per esempio,
se foo usa la grafica, bar
potrebbe avere una libreria di procedure utili per l'elaborazione
grafica. Oppure bar potrebbe essere un
elemento necessario per compilare il port foo.
Una volta compilato bar, il sistema riprende
in modo automatico la compilazione di
foo.Ho installato il programma
grizzle dai port e francamente ritengo che sia
un totale spreco di spazio su disco. Voglio cancellarlo ma non
conosco dove mette tutti i suoi file. Qualche indizio?Nessun problema, digita solamente:&prompt.root; pkg_delete grizzle-6.5In alternativa, puoi digitare:&prompt.root; cd /usr/ports/somewhere/grizzle
&prompt.root; make deinstallAspetta un attimo, devi conoscere il numero della versione
per usare quel comando. Non ti aspetterai seriamente che io
me la ricordi, vero?Niente affatto, la puoi scoprire digitando:&prompt.root; pkg_info -I 'grizzle*'
Information for grizzle-6.5:
grizzle-6.5 - un tutorial di piano forte, un'interprete di LOGO e un gioco
di azione arcade.Il numero della versione può essere trovato o usando
pkg_info o digitando:
ls /var/db/pkgParlando di spazio su disco, la directory dei port sembra
occuparne molto. È prudente andarci dentro e cancellare
qualche cosa?Si, se hai installato un programma e sei del tutto
certo che non avrai più bisogno del sorgente, non
ha più senso tenerlo. Il modo più sicuro per
cancellarlo è:&prompt.root; cd /usr/ports
&prompt.root; make cleanil quale attraverserà tutte le sotto directory dei port
cancellando ogni cosa eccetto lo scheletro di ogni port.È possibile ottenere lo stesso effetto senza
chiamare ricorsivamente ogni Makefile.
Per esempio, puoi cancellare direttamente tutte le
sotto directory work/ con il seguente
comando:&prompt.root; find /usr/ports -depth -name work -exec rm -rf {} \;Ho provato ma ho notato che ha lasciato tutti i tarball o
come li vuoi chiamare nella directory
distfiles. Posso cancellare anche
loro?Si, se sei sicuro che non ti serviranno più, puoi
eliminare anche loro. Possono essere rimossi a mano,
oppure usando make distclean.Mi piace avere tantissimi programmi con cui giocare.
C'è un modo di installare tutti i port in una sola
volta?Digita:&prompt.root; cd /usr/ports
&prompt.root; make installFai molta attenzione, alcuni port potrebbero installare file
con lo stesso nome. Se installi due port di grafica ed entrambi
installano /usr/local/bin/plot avrai
di certo dei problemi.OK, ho provato a farlo, ma pensavo che avrebbe richiesto molto
tempo così sono andato a letto e l'ho lasciato lavorare da
solo. Quando al mattino ho guardato il computer, aveva installato
solamente tre port e mezzo. Qualcosa non è andato per il
verso giusto?No, il problema è che alcuni port hanno bisogno di
farti della domande alle quali noi non possiamo rispondere per te
(ad esempio, Vuoi stampare in A4 o nel formato della carta
da lettere degli US?) e hanno bisogno che qualcuno
risponda loro.Non voglio certamente stare tutto il giorno a fissare il
monitor. Un'idea migliore?OK, digita questo prima di andare a letto/a lavoro/al
parco:&prompt.root; cd /usr/ports
&prompt.root; make -DBATCH installQuesto installerà ogni port che
non richiede input da parte dell'utente.
Dopo, quando sarai tornato, digita:&prompt.root; cd /usr/ports
&prompt.root; make -DINTERACTIVE installper finire il lavoro.A lavoro, stiamo usando frobble, che si
trova nella vostra collezione dei port, ma lo abbiamo modificato
un pò per fargli fare quello di cui avevamo bisogno.
C'è un modo per fare un nostro package, così da
distribuirlo più facilmente sui nostri siti?Nessun problema, supponendo che tu sappia fare le patch per
le tue modifiche:&prompt.root; cd /usr/ports/somewhere/frobble
&prompt.root; make extract
&prompt.root; cd work/frobble-2.8
[Applica le tue patch]
&prompt.root; cd ../..
&prompt.root; make packageIl sistema dei port è veramente intelligente. Mi
stò disperando per scoprire come avete fatto.
Qual'è il segreto?Non c'è nessun segreto, basta guardare i file
bsd.port.mk e
bsd.port.subdir.mk in
/usr/ports/Mk/.(Consigliamo ai lettori con un'antipatia per gli script di
shell intricati di non guardare i file in questa
directory.)Aiuto! Questo Port non Funziona!Se ti dovessi imbattere in un port che per te non funziona, ci
sono alcune cose che puoi fare, tra le quali:Aggiustarlo! Il Manuale del Porter
contiene informazioni dettagliate sull'infrastruttura dei "Port"
affinchè tu possa aggiustare quel port che occasionalmente
non funziona o perfino proporne uno tutto tuo!Brontolare—solo attraverso email!
Prima manda una email a colui che mantiene il port.
Digita make maintainer o leggi il
Makefile per trovare il suo indirizzo email.
Ricorda di includere nel messaggio il nome e la versione del port
(manda la riga $FreeBSD: del
Makefile) e l'output che descrive
l'errore. Se non ottieni risposta dal maintainer, puoi usare
&man.send-pr.1; per inoltrare il report del bug.Prendi il package da un sito FTP vicino a te. La
principale collezione dei package è su ftp.FreeBSD.org nella directory
dei package, ma prima assicurati di
controllare il tuo mirror locale! È più probabile
che funzionino i package rispetto alla compilazione dal sorgente e
sono anche molto più sbrigativi. Usa il programma
&man.pkg.add.1; per installare i package sul tuo sistema.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml
index 2b8f93fb09..36666e192e 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml
+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/serialcomms/chapter.sgml
@@ -1,2885 +1,2871 @@
Comunicazioni SerialiSinossicomunicazioni serialiUnix ha sempre avuto un supporto per le comunicazioni seriali.
In effetti, le prime vere macchine Unix si appoggiavano a linee seriali
per l'input e l'output da e verso l'utente. Le cose sono cambiate molto
dai giorni in cui un terminale consisteva in una stampante
da 10 caratteri al secondo o in una tastiera.
Questo capitolo coprirà alcuni dei modi nei quali
FreeBSD usa le comunicazioni seriali.Dopo aver letto questo capitolo, saprai:Come connettere terminali al tuo sistema FreeBSD.Come usare un modem per collegarti telefonicamente
ad una macchina remota.Come permettere a utenti remoti di effettuare
login sul tuo sistema via modem.Come avviare il tuo sistema da una console seriale.Prima di leggere questo capitolo, dovresti:Sapere come configurare ed installare un nuovo kernel
().Comprendere i permessi ed i processi Unix
().Avere accesso al manuale tecnico per l'hardware seriale
(modem o scheda multiporta) che vuoi usare con FreeBSD.IntroduzioneTerminologiabpsbit per secondoBits per Second (Bit per Secondo) — la frequenza alla
quale vengono trasmessi i datiDTEDTEData Terminal Equipment (Attrezzatura per il Terminale Dati)
— ad esempio, il tuo computerDCEDCEData Communications Equipment (Attrezzatura per le
Comunicazioni Dati) — il tuo modemRS-232cavi RS-232CStandard EIA per le comunicazioni tra hardware serialeNel parlare della velocità di comunicazione, questa
sezione non usa il termine baud. Il baud si riferisce
al numero di transizioni degli stati elettrici che possono essere
effettuati in un periodo di tempo, mentre i bps
(bit per secondo) sono il termine corretto da usare
(o almeno non sembra irritare troppo i perfezionisti).Cavi e PortePer collegare un modem o un terminale alla tua macchina FreeBSD,
avrai bisogno di una porta seriale sul tuo computer e del cavo
appropriato per il tuo dispositivo seriale. Se sei già pratico
con l'hardware ed i cavi necessari, puoi saltare tranquillamente questa
sezione.CaviCi sono parecchi tipi diversi di cavi seriali. I due
tipi più comuni per i nostri scopi sono i cavi null-modem
ed i cavi standard (dritti) RS-232.
La documentazione per il tuo hardware dovrebbe descrivere il tipo
di cavi necessari.Cavi null-modemcavo null-modem
- Un cavo null-modem lascia passare alcuni segnali diretti, come
- signal ground, ma inverte altri segnali. Ad esempio,
- il pin send data in un estremo va sul pin
- receive data nell'altro.
+ Un cavo null-modem lascia passare alcuni segnali, come
+ signal ground, direttamente, ma inverte altri
+ segnali. Ad esempio, il pin send data in un estremo
+ va sul pin receive data nell'altro.Se ti piace fare i cavi da solo, puoi costruire un cavo
null-modem da usare con i terminali. Questa tabella mostra i nomi
dei segnali RS-232C ed i numeri dei pin su un connettore
DB-25.SegnalePin #Pin #SegnaleSG7si connette a7SGTxD2si connette a3RxDRxD3si connette a2TxDRTS4si connette a5CTSCTS5si connette a4RTSDTR20si connette a6DSRDCD86DSRDSR6si connette a20DTRCollega internamente al cappuccio del connettore Data
Set Ready (DSR) e Data Carrier Detect
(DCD), e quindi a Data Terminal Ready (DTR) in
quello remoto.Cavi Standard RS-232Ccavi RS-232CUn cavo seriale standard passa tutti i segnali RS-232C diretti.
Cioè, il pin send data su un estremo del cavo
va nel pin send data sull'altro estremo. Questo
- è il tipo di cavo per collegare un modem al vostro sistema
- FreeBSD, ed il tipo di cavo necessario per alcuni terminali.
+ è il tipo di cavo da usare per collegare un modem al tuo
+ sistema FreeBSD, ed è anche appropriato per alcuni
+ terminali.
PorteLe porte seriali sono i dispositivi attraverso i quali vengono
trasferiti i dati tra il computer FreeBSD ed il terminale. Questa
sezione descrive il tipo di porte che esistono e come vengono indicate
in FreeBSD.Tipi di PorteEsistono parecchi tipi di porte seriali. Prima di comprare o
costruire un cavo, avrai bisogno di assicurarti che sia adatto alle
porte sul terminale e sul sistema FreeBSD.La maggior parte dei terminali avrà porte DB25.
I personal computer, compresi i PC con FreeBSD, avranno porte DB25 o
DB9. Se hai una scheda seriale multiporta nel tuo PC, potresti
avere porte RJ-12 o RJ-45.Guarda la documentazione fornita con l'hardware per
le specifiche del tipo di porta usata. Spesso basta anche
un'ispezione visiva della porta.Nomi delle PorteIn FreeBSD, si accede ad ogni porta seriale attraverso una voce
nella directory /dev. Ci sono due differenti
tipi di voci:Le porte di ingresso vengono dette
/dev/ttydN
dove N è il numero di porta,
cominciando da zero. Generalmente, puoi usare la porta di
ingresso per i terminali. Le porte di ingresso richiedono che
la linea fornisca un segnale detto data carrier detect (DCD) per
- funzionare.
+ funzionare correttamente.
Le porte di uscita vengono dette
/dev/cuaaN.
In genere non si usano porte di uscita per i terminali, ma solo
per i modem. Puoi usare la porta di uscita se il cavo seriale
o il terminale non supportano il segnale di carrier
detect.Se hai connesso un terminale sulla prima porta seriale
(COM1 in MS-DOS), allora userai
- /dev/ttyd0 per riferirti al terminale. Se
- è sulla seconda porta seriale (anche nota come
- COM2), si tratta di
+ /dev/ttyd0 per riferirti al terminale. Se il
+ terminale è sulla seconda porta seriale (anche nota come
+ COM2), usa
/dev/ttyd1, e così via.Configurazione del KernelFreeBSD supporta quattro porte seriali di default. Nel mondo
MS-DOS, queste sono note come COM1,
COM2, COM3, e
COM4. FreeBSD attualmente supporta
schede d'interfaccia seriale multiporta stupide,
come le BocaBoard 1008 e 2016, così come le schede multiporta
intelligenti come quelle fatte dalla Digiboard
e dalla Stallion Technologies. Ad ogni modo, il kernel di default
usa solo le porte COM standard.Per vedere se il tuo kernel riconosce una delle tue porte seriali,
guarda i messaggi mentre il kernel viene avviato, o usa il comando
/sbin/dmesg per far scorrere di nuovo i
messaggi di avvio del kernel. In particolare, cerca dei messaggi
che inizino con i caratteri sio.Per vedere solo i messaggi che hanno la parola
sio, usa il comando:&prompt.root; /sbin/dmesg | grep 'sio'Ad esempio, su un sistema con quattro porte seriali, questi sono
i messaggi dati dall'avvio del kernel specifici delle porte
seriali:sio0 at 0x3f8-0x3ff irq 4 on isa
sio0: type 16550A
sio1 at 0x2f8-0x2ff irq 3 on isa
sio1: type 16550A
sio2 at 0x3e8-0x3ef irq 5 on isa
sio2: type 16550A
sio3 at 0x2e8-0x2ef irq 9 on isa
sio3: type 16550ASe il tuo kernel non riconosce tutte le tue porte seriali,
probabilmente avrai bisogno di configurare un kernel FreeBSD
adattato al tuo sistema. Per informazioni dettagliate sulla
configurazione del kernel, vedi più avanti .Le linee rilevanti per i dispositivi nella tua configurazione
del kernel dovrebbero apparire così, con FreeBSD 4.X:device sio0 at isa? port IO_COM1 irq 4
device sio1 at isa? port IO_COM2 irq 3
device sio2 at isa? port IO_COM3 irq 5
device sio3 at isa? port IO_COM4 irq 9e così, con FreeBSD 5.X:device sioPuoi commentare o rimuovere completamente le linee per i
- dispositivi che non hai nel caso di FreeBSD 4.X, per
+ dispositivi che non hai nel caso di FreeBSD 4.X; per
FreeBSD 5.X devi modificare il file
/boot/device.hints per configurare le porte
seriali. Guarda la pagina man di &man.sio.4;
per informazioni aggiuntive sulla configurazione delle porte seriali e
delle schede multiporta.
Stai attento se stai usando un file di configurazione
già usato per una versione differente di FreeBSD, poiché
i flag dei dispositivi e la sintassi sono cambiati tra una versione e
l'altra.port IO_COM1 è una sostituzione per
port 0x3f8, IO_COM2 è
0x2f8, IO_COM3 è
0x3e8, e IO_COM4 è
0x2e8, che sono indirizzi comuni per le rispettive
porte seriali; gli interrupt 4, 3, 5, e 9 sono linee di richiesta di
interrupt piuttosto comuni. Da notare anche che le normali porte
seriali non possono condividere degli interrupt
sui bus ISA dei PC (le schede multiporta hanno dell'elettronica
integrata che permette a tutte le 16550A sulla scheda di condividere
uno o due linee di richiesta dell'interrupt).File Speciali di DispositivoAlla maggior parte dei dispositivi nel kernel si accede attraverso
file speciali di dispositivo, che si trovano
nella directory /dev. Ai dispositivi
sio si accede attraverso i
/dev/ttydN
(ingresso) e /dev/cuaaN
(uscita). FreeBSD fornisce anche dei dispositivi di inizializzazione
(/dev/ttyidN e
/dev/cuai0N) e dei
dispositivi di blocco
(/dev/ttyldN e
/dev/cual0N). I
dispositivi di inizializzazione vengono usati per inizializzare
i parametri delle porte di comunicazione ogni volta che una porta
viene aperta, come crtscts per i modem che usano
le segnalazioni RTS/CTS per il controllo di flusso.
I dispositivi di blocco vengono usati per fissare i flag sulle porte
ed evitare che altri utenti o programmi cambino certi parametri;
guarda le pagine man di &man.termios.4;, &man.sio.4;, e &man.stty.1;
per maggiori informazioni sulle impostazioni dei terminali, sui
dispositivi di blocco ed inizializzazione, e sull'impostazione delle
opzioni del terminale, rispettivamente.Creazione dei File Speciali di DispositivoFreeBSD 5.0 include il file system &man.devfs.5;
che crea automaticamente nodi per i dispositivi necessari.
Se stai usando una versione di FreeBSD con il
devfs abilitato puoi saltare tranquillamente
questa sezione.Uno script di shell di nome MAKEDEV nella
directory /dev gestisce i file di dispositivo.
Per usare MAKEDEV nella creazione del
file di dispositivo per COM1 (porta 0),
fai cd su /dev e dai il
comando MAKEDEV ttyd0. Allo stesso modo, per
creare il file di dispositivo per COM2
(porta 1), usa MAKEDEV ttyd1.MAKEDEV non crea solo i file speciali
/dev/ttydN,
ma anche i nodi
/dev/cuaaN,
/dev/cuaiaN,
/dev/cualaN,
/dev/ttyldN, e
/dev/ttyidN.Dopo aver creato i nuovi file di dispositivo, fa attenzione nel
controllare i permessi sui file (specialmente sui file
/dev/cua*) per assicurarti che solo gli
utenti che dovrebbero effettivamente avere accesso a questi
dispositivi possano leggerli e
scriverli — magari non vorrai permettere al tuo utente medio
di usare il tuo modem per chiamare verso l'esterno. I permessi
predefiniti su
/dev/cua* dovrebbero essere adatti:crw-rw---- 1 uucp dialer 28, 129 Feb 15 14:38 /dev/cuaa1
crw-rw---- 1 uucp dialer 28, 161 Feb 15 14:38 /dev/cuaia1
crw-rw---- 1 uucp dialer 28, 193 Feb 15 14:38 /dev/cuala1Questi permessi permettono all'utente uucp e
agli utenti nel gruppo dialer di usare i
dispositivi di uscita.Configurazione della Porta SerialettydcuaaIl dispositivo
ttydN (o
cuaaN) è il
normale dispositivo che si apre per le proprie applicazioni.
Quando un processo apre il dispositivo, avrà un insieme di
impostazioni di I/O predefinite per il terminale.
Puoi visualizzare queste impostazioni con il comando:&prompt.root; stty -a -f /dev/ttyd1Quando cambi le impostazioni per questo dispositivo, queste rimangono
efficaci finché il dispositivo non viene chiuso. Quando viene
riaperto, ritorna all'insieme di default. Per effettuare dei cambiamenti
all'insieme predefinito, modifica le impostazioni per il dispositivo di
stato iniziale. Ad esempio,
per attivare di default modalità ,
comunicazione a 8 bit, e controllo di flusso per
ttyd5, scrivi:&prompt.root; stty -f /dev/ttyid5 clocal cs8 ixon ixofffile rcrc.serialLe inizializzazioni di sistema per i dispositivi seriali sono
controllate in /etc/rc.serial. Questo file
influisce sui valori predefiniti dei dispositivi seriali.Per evitare cambiamenti da parte di qualche applicazione,
modifica il dispositivo di blocco dello stato.
Ad esempio, per bloccare la velocità di
ttyd5 a 57600 bps, scrivi:&prompt.root; stty -f /dev/ttyld5 57600Ora, un applicazione che apra ttyd5 e cerchi
di cambiare la velocità della porta resterà bloccata a
57600 bps.MAKEDEVNaturalmente, dovresti rendere i dispositivi di stato iniziale e stato
di blocco scrivibili solo da root.SeanKellyContributo di TerminaliterminaliI terminali forniscono un sistema di accesso conveniente ed a basso
costo al tuo sistema FreeBSD quando non sei davanti alla console del
computer o connesso ad una rete. Questa sezione descrive l'uso dei
terminali con FreeBSD.Uso e Tipi di TerminaliI sistemi Unix originali non avevano console. Invece, la gente
effettuava il login ed avviava programmi attraverso terminali connessi
alle porte seriali del computer. Ciò era abbastanza simile
all'uso di modem e programmi terminale per collegarsi telefonicamente
ad un sistema remoto e lavorare da riga di comando.I PC di oggi hanno console capaci di grafica di alta qualità,
ma l'abilità di stabilire una sessione di login su una porta
seriale esiste ancora in quasi ogni sistema operativo in stile Unix di
oggi; FreeBSD non fa eccezione.
Usando un terminale attaccato ad una porta seriale inutilizzata, puoi
effettuare il login ed eseguire qualsiasi programma testuale che
potresti lanciare normalmente dalla console o da una finestra
xterm in X Window.Un utente aziendale può connettere molti terminali ad un
sistema FreeBSD e porli sulle scrivanie dei propri impiegati. Un utente
casalingo può usare qualcosa come un vecchio PC IBM o un
Macintosh come terminale connesso a un computer più potente che
faccia girare FreeBSD.
Puoi anche trasformare quello che sarebbe un computer singolo utente in
un potente sistema per utenti multipli.Per FreeBSD, esistono tre tipi di terminali:terminali stupidiPC che interpretano
terminaliterminali XLe sottosezioni rimanenti descrivono ognuno di questi tipi.Terminali StupidiQuesti terminali sono oggetti hardware specializzati che
permettono di connettere dei computer tramite linee seriali.
Essi vengono detti stupidi poiché hanno solo la
potenza di calcolo necessaria per mostrare, inviare, e ricevere testo.
Non potete eseguire nessun programma su di essi.
È il computer al quale vi collegate che ha la potenza
per eseguire editor di testo, compilatori, email, giochi, e
così via.Ci sono centinaia di tipi di terminali di questo tipo, venduti
da molti produttori, incluso il VT-100 della Digital Equipment
Corporation e il WY-75 della Wyse. Quasi tutti funzioneranno con
FreeBSD. Alcuni terminali di alto livello possono anche mostrare
della grafica, ma solo alcuni
pacchetti software possono avvalersi di queste caratteristiche.I terminali stupidi sono popolari negli ambienti di lavoro nei
quali i lavoratori non hanno bisogno di accedere ad applicazioni
grafiche come quelle fornite dal sistema X Window.PC che Emulano TerminaliSe un terminale stupido ha appena
le capacità per mostrare, inviare, e ricevere testo, allora di
certo un qualunque personal computer può funzionare come un
terminale stupido.
Tutto ciò di cui hai bisogno è il cavo appropriato ed un
qualche programma per l'emulazione di terminale
sul tuo computer.Una simile configurazione è comune in molte case. Ad
esempio, se il tuo
coniuge sta lavorando alla console del sistema FreeBSD, tu puoi fare
del lavoro testuale allo stesso momento da un PC meno potente
connesso come terminale al sistema FreeBSD.Terminali XI terminali X sono i terminali più sofisticati tra quelli
disponibili. Invece di collegarsi alla porta seriale, in genere
ci si collega ad essi tramite un rete come Ethernet. Invece di essere
relegati alle applicazioni testuali, essi possono mostrare
applicazioni X.Introduciamo i terminali X solo per una questione di completezza.
Ad ogni modo, questo capitolo non affronta in
modo completo l'installazione, la configurazione, o l'uso dei
terminali X.ConfigurazioneQuesta sezione descrive quello che hai bisogno di configurare sul
tuo sistema FreeBSD per abilitare una sessione di login via terminale.
Si assume che tu abbia già configurato il kernel con il supporto
per la porta seriale alla quale è connesso il terminale —
e che questo sia già connesso.Dovresti ricordare dal che il processo
init è responsabile del controllo di tutti i
processi e dell'inizializzazione del sistema all'avvio. Uno dei compiti
svolti da init è la lettura del file
/etc/ttys e l'avvio di un processo
getty sui terminali disponibili.
Il processo getty è responsabile della lettura
di un nome di login e dell'avvio del programma
login.Dunque, per configurare i terminali per il tuo sistema FreeBSD
devono essere effettuati come root i seguenti
passi:Aggiungi una linea a /etc/ttys relativa al
file in /dev per la porta seriale, se non
è già presente.Specifica che /usr/libexec/getty deve essere
eseguito sulla porta, e specifica il tipo appropriato di
getty dal file
/etc/gettytab.Specifica il tipo di terminale predefinito.Imposta la porta su on.Specifica se la porta deve essere
sicura.Forza init alla rilettura del file
/etc/ttys.Come passo opzionale, potresti desiderare di creare un tipo di
getty personale da usare nel secondo passo
aggiungendo una linea in /etc/gettytab. Questo
capitolo non spiega come fare ciò; sei incoraggiato a leggere le
pagine man di &man.gettytab.5; e &man.getty.8; per maggiori
informazioni.Aggiunta di un Elemento in /etc/ttysIl file /etc/ttys elenca tutte le porte
del tuo sistema FreeBSD dalle quali vuoi permettere un login.
Ad esempio, la prima console virtuale ttyv0
è elencata in questo file. Si può accedere al sistema
dalla console grazie a questa voce. Questo file contiene anche delle
voci per altre console virtuali, porte seriali, e pseudo-tty. Per un
terminale connesso fisicamente, basta copiare l'elenco delle porte
seriali in /dev
senza la parte /dev (ad esempio,
/dev/ttyv0 verrà scritta come
ttyv0).Un'installazione predefinita di FreeBSD include un file
/etc/ttys con supporto per le prime
quattro porte seriali: da ttyd0 a
ttyd3. Se vuoi collegare un terminale
a una di queste porte, non hai bisogno di aggiungere un'altra
voce.Aggiunta di Voci per Altri Terminali a
/etc/ttysSupponiamo che si vogliano collegare due terminali ad un
sistema: un Wyse-50 ed un vecchio PC IBM 286 con
Procomm come programma di emulazione di
terminale VT-100. Colleghiamo il Wyse alla seconda porta seriale
ed il 286 alla sesta (una porta su scheda seriale multiporta).
Le voci corrispondenti nel file /etc/ttys
apparirebbero così:ttyd1 "/usr/libexec/getty std.38400" wy50 on insecure
ttyd5 "/usr/libexec/getty std.19200" vt100 on insecureIl primo campo in genere specifica il nome del file
speciale per il terminale, come si trova in
/dev.Il secondo campo è il comando da eseguire per questa
linea, generalmente &man.getty.8;.
getty inizializza ed apre la linea,
imposta la velocità, richiede all'utente un nome di login
e poi esegue il programma &man.login.1;.Il programma getty accetta un parametro
(opzionale) da riga di comando, il tipo di
getty. Un tipo di
- getty descrive le caratteristiche
+ getty configura le caratteristiche
della linea del terminale, come la frequenza di bit per secondo
e la parità. Il programma getty legge
questa caratteristiche dal file
/etc/gettytab.Il file /etc/gettytab
contiene molte voci per le linee di terminale sia vecchie che
nuove. In quasi tutti i casi, le voci che cominciano per
std funzioneranno con i terminali connessi
fisicamente. Queste voci ignorano la parità.
C'è una voce std per ogni frequenza di
bps da 110 a 115200. Naturalmente, puoi aggiungere le tue
voci a questo file. La pagina man di &man.gettytab.5;
fornisce maggiori informazioni.Nell'impostare il tipo di getty
nel file /etc/ttys, assicurati
che le impostazioni di comunicazione sul terminale
corrispondano.Nel nostro esempio, il Wyse-50 non usa parità e si
connette a 38400 bps. Il PC 286 non usa parità
e si connette a 19200 bps.Il terzo campo è il tipo di terminale generalmente
collegato alla linea tty. Per le porte dial-up, viene usato
tipicamente unknown o
dialup poiché gli utenti possono
collegarsi con praticamente qualunque tipo di terminale o
programma.
Per i terminali connessi direttamente, il tipo di terminale
non cambia, quindi puoi mettere un vero tipo di terminale
preso dal file database di &man.termcap.5; in questo
campo.Per il nostro esempio, il Wyse-50 usa il tipo
per il vero terminale mentre il PC 286 con
Procomm in esecuzione
verrà impostato per emulare un VT-100.Il quarto campo specifica se la porta deve essere abilitata.
Scrivere on qui farà sì che il
processo init avvii il programma nel secondo
campo, getty. Se metti
off in questo campo, non ci sarà
nessun getty, e dunque nessun login sulla
porta.Il campo finale è usato per specificare se la porta
è sicura.
Segnare una porta come sicura significa
confidare nel fatto che non ci sia rischio nel permettere
all'account di root (o ad un altro con
user ID uguale a 0) di effettuare il login da quella porta.
Porte insicure non permettono il login a
root.
Su una porta insicura, gli utenti devono effettuare
un login con accesso non privilegiato, e poi usare &man.su.1; o
un meccanismo simile per ottenere privilegi superiori.È fortemente consigliato l'uso di
insecure anche per i terminali che si trovano
dietro porte chiuse a chiave.
È abbastanza semplice effettuare il login e usare
su se si ha bisogno di privilegi da
superutente.Come Forzare init a Rileggere
/etc/ttysDopo aver effettuato i cambiamenti necessari al file
/etc/ttys si deve mandare un segnale SIGHUP
(hangup) al processo init affinché sia
costretto a rileggere il suo file di configurazione.
Ad esempio:&prompt.root; kill -HUP 1init è sempre il primo processo
eseguito su un sistema dunque avrà sempre PID 1.Se tutto è stato impostato correttamente, tutti i cavi sono
collegati, ed i terminali sono accesi, allora un processo
getty dovrebbe essere in esecuzione su ogni
terminale e a questo punto dovresti vedere dei prompt per il login sui
tuoi terminali.Risoluzione dei Problemi di ConnessioneAnche con la più meticolosa attenzione ai dettagli, qualcosa
potrebbe comunque andare storto nell'impostazione di un terminale.
Questa è una lista dei sintomi e di alcuni suggerimenti per
risolverli.
-
-
-
- Non appare nessun prompt per il login
-
-
-
- Assicurati che il terminale sia connesso e acceso.
- Se è un personal computer che funziona da terminale,
- assicurati che il programma di emulazione di terminale sia attivo
- sulla porta seriale giusta.
-
- Assicurati che il cavo sia ben connesso sia al terminale che
- al computer FreeBSD. Assicurati che sia il giusto tipo di
- cavo.
-
- Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sul
- valore di bps e sulle impostazioni di parità. Se hai un
- terminale con un display video, assicurati
- che il contrasto e la luminosità siano giusti. Se è
- un terminale di stampa, assicurati che ci siano carta e inchiostro
- sufficienti.
-
- Assicurati che il processo getty sia attivo
- per quel terminale. Ad esempio, per avere una lista dei processi
- getty con ps, scrivi:
-
- &prompt.root; ps -axww | grep getty
-
- dovresti vedere una voce per il terminale. Ad esempio,
- la schermata seguente mostra che
- getty è in esecuzione sulla seconda
- porta seriale ttyd1 e sta usando la voce
- std.38400 in
- /etc/gettytab:
-
- 22189 d1 Is+ 0:00.03 /usr/libexec/getty std.38400 ttyd1
-
- Se non c'è nessun processo getty in
- esecuzione, assicurati di aver abilitato la porta in
- /etc/ttys.
- Ricordati anche di eseguire kill -HUP 1
- dopo aver modificato il file ttys.
-
- Se il processo getty è attivo ma
- il terminale non mostra ancora un prompt di login,
- o se mostra un prompt ma non ti permette di digitare nulla,
- il tuo terminale o il tuo cavo potrebbero non supportare la
- transazione hardware. Prova a cambiare il valore in
- /etc/ttys da std.38400 a
- 3wire.38400 (e ricordati di dare un
- kill -HUP 1 dopo aver modificato
- /etc/ttys).
- La voce 3wire è simile a
- std, ma ignora l'handshake hardware.
- Potresti aver bisogno di ridurre i baud o
- di abilitare un controllo di flusso software usando
- 3wire per evitare dei buffer
- overflow.
-
-
-
-
-
- Compaiono caratteri strani invece di un prompt di
- login
-
-
-
- Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sui bps
- e sulle impostazioni di parità. Verifica i processi
- getty per assicurarti che sia in funzione il
- tipo corretto di getty.
- Se non è così,
- modifica /etc/ttys ed esegui kill
- -HUP 1.
-
-
-
-
-
- I caratteri appaiono duplicati; la password viene visualizzata
- quando la scrivo
-
-
-
- Cambia l'impostazione del terminale (o del programma di
- emulazione) da half duplex o
- local echo a full duplex.
-
-
-
+
+ Non Appare Nessun Prompt per il Login
+
+ Assicurati che il terminale sia connesso e acceso.
+ Se è un personal computer che funziona da terminale,
+ assicurati che il programma di emulazione di terminale sia attivo
+ sulla porta seriale giusta.
+
+ Assicurati che il cavo sia ben connesso sia al terminale che
+ al computer FreeBSD. Assicurati che sia il giusto tipo di
+ cavo.
+
+ Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sul
+ valore di bps e sulle impostazioni di parità. Se hai un
+ terminale con un display video, assicurati
+ che il contrasto e la luminosità siano giusti. Se è
+ un terminale di stampa, assicurati che ci siano carta e inchiostro
+ sufficienti.
+
+ Assicurati che il processo getty sia attivo
+ per quel terminale. Ad esempio, per avere una lista dei processi
+ getty con ps, scrivi:
+
+ &prompt.root; ps -axww | grep getty
+
+ dovresti vedere una voce per il terminale. Ad esempio,
+ la schermata seguente mostra che
+ getty è in esecuzione sulla seconda
+ porta seriale ttyd1 e sta usando la voce
+ std.38400 in
+ /etc/gettytab:
+
+ 22189 d1 Is+ 0:00.03 /usr/libexec/getty std.38400 ttyd1
+
+ Se non c'è nessun processo getty in
+ esecuzione, assicurati di aver abilitato la porta in
+ /etc/ttys.
+ Ricordati anche di eseguire kill -HUP 1
+ dopo aver modificato il file ttys.
+
+ Se il processo getty è attivo ma
+ il terminale non mostra ancora un prompt di login,
+ o se mostra un prompt ma non ti permette di digitare nulla,
+ il tuo terminale o il tuo cavo potrebbero non supportare la
+ transazione hardware. Prova a cambiare il valore in
+ /etc/ttys da std.38400 a
+ 3wire.38400 (e ricordati di dare un
+ kill -HUP 1 dopo aver modificato
+ /etc/ttys).
+ La voce 3wire è simile a
+ std, ma ignora l'handshake hardware.
+ Potresti aver bisogno di ridurre i baud o
+ di abilitare un controllo di flusso software usando
+ 3wire per evitare dei buffer
+ overflow.
+
+
+
+ Compaiono Caratteri Strani Invece di un Prompt di Login
+
+ Assicurati che il terminale e FreeBSD siano concordi sui bps
+ e sulle impostazioni di parità. Verifica i processi
+ getty per assicurarti che sia in funzione il
+ tipo corretto di getty.
+ Se non è così,
+ modifica /etc/ttys ed esegui kill
+ -HUP 1.
+
+
+
+ I Caratteri Appaiono Duplicati; la Password Viene Visualizzata
+ Quando la Scrivo
+
+ Cambia l'impostazione del terminale (o del programma di
+ emulazione) da half duplex o
+ local echo a full duplex.
+ GuyHelmerContributo di SeanKellyAggiunte di Servizio di Ricezione Chiamateservizio di ricezione chiamateLa configurazione del sistema FreeBSD per il servizio di ricezione
chiamate è molto simile alla connessione di terminali tranne per il
fatto che si ha a che fare con dei modem invece che con dei
terminali.Modem Esterni contro Modem InterniI modem esterni sembrerebbero migliori per chiamare,
poiché i modem esterni spesso possono essere configurati in
maniera semipermanente tramite dei parametri immagazzinati in RAM non
volatile e generalmente forniscono degli indicatori luminosi che
mostrano lo stato degli importanti segnali RS-232. Le lucine
lampeggianti impressionano gli ospiti, ma sono anche molto
utili per vedere se un modem sta funzionando in maniera
appropriata.I modem interni in genere mancano della RAM non-volatile, quindi
la loro configurazione può essere limitata solo impostando i DIP
switch. Se il tuo modem interno ha delle luci indicatrici di
segnale, probabilmente è difficile vederle quando il case del
sistema è al suo posto.Modem e CavimodemSe stai usando un modem esterno, allora avrai bisogno
del cavo appropriato. Un cavo seriale standard RS-232C
dovrebbe essere sufficiente, posto che tutti i normali segnali siano
connessi:Sent Data (SD)Received Data (RD)Request to Send (RTS)Clear to Send (CTS)Data Set Ready (DSR)Data Terminal Ready (DTR)Carrier Detect (CD)Signal Ground (SG)FreeBSD necessita dei segnali RTS e
CTS per il controllo di flusso a velocità
superiori a 2400 bps, del segnale CD per
identificare quando c'è stata una risposta alla chiamata o
quando una linea è stata scollegata, e del
segnale DTR per dare il reset al modem dopo che una
sessione è terminata. Alcuni cavi sono connessi senza alcuni
dei segnali necessari, dunque se hai dei problemi, come una sessione
di login che non scompare quando la linea è sconnessa, potresti
avere un problema col cavo.Come altri sistemi operativi Unix, FreeBSD usa i segnali
hardware per scoprire quando una chiamata è stata accettata
o quando una linea è stata scollegata e per scollegare e
resettare il modem dopo una chiamata.
FreeBSD evita di mandare comandi al modem
o di leggere i valori riportati dal modem. Se hai familiarità
con la connessione dei modem a BBS di PC, questo potrebbe sembrarti
scomodo.Considerazioni sull'Interfaccia SerialeFreeBSD supporta interfacce di comunicazione EIA RS-232C
(CCITT V.24) basate su NS8250, NS16450, NS16550, e NS16550A.
I dispositivi 8250 e 16450 hanno buffer di un singolo carattere.
Il dispositivo 16550 fornisce un buffer di 16 caratteri, che permette
prestazioni del sistema migliori. (Dei bug nel normale 16550
impediscono l'uso del buffer di 16 caratteri, quindi usate 16550A se
possibile).
A causa del buffer a singolo carattere questi dispositivi richiedono
un lavoro maggiore da parte del sistema operativo rispetto ai
dispositivi a 16 caratteri di buffer, le schede d'interfaccia seriale
basate su 16550A sono preferibili. Se il sistema ha molte porte
seriali attive o dovrà sopportare un grosso carico, le schede
basate su 16550A sono migliori per comunicazioni a basso tasso
d'errore.Breve PanoramicagettyCome con i terminali, init lancia un processo
getty per ogni porta seriale configurata
per connessioni in ingresso. Ad esempio, se un modem è connesso
a /dev/ttyd0, il comando
ps ax mostrerà questo: 4850 ?? I 0:00.09 /usr/libexec/getty V19200 ttyd0Quando un utente chiama la linea del modem e questo si collega, il
modem riporterà la linea CD (Carrier Detect).
Il kernel nota che la portante è stata rilevata e completa
l'apertura della porta con getty.
getty invia un prompt login: alla
velocità iniziale di linea specificata.
getty aspetta per verificare che vengano ricevuti
caratteri legittimi, e, in una tipica configurazione, se trova dei
caratteri strani (probabilmente perché la velocità del
modem è differente da quella di
getty), getty cerca
di calibrare la velocità di linea fino a ricevere dei caratteri
ragionevoli./usr/bin/loginDopo che l'utente ha inserito il suo nome di login,
getty esegue
/usr/bin/login, che completa il login
richiedendo la password per l'utente ed avviandone la shell.File di ConfigurazioneCi sono tre file di configurazione di sistema nella directory
/etc che avrai probabilmente bisogno di modificare
per permettere chiamate in ingresso sul tuo sistema FreeBSD. Il primo,
/etc/gettytab, contiene le informazioni di
configurazione per il demone /usr/libexec/getty.
Il secondo, /etc/ttys contiene le informazioni che
dicono a /sbin/init quali dispositivi
tty devono avere processi getty
in esecuzione.
Infine, si possono mettere comandi di inizializzazione nello script
/etc/rc.serial.Ci sono due scuole di pensiero riguardo i modem su Unix.
Un gruppo preferisce configurare i propri modem in maniera che
qualunque sia la velocità con la quale un utente remoto si
collega, l'interfaccia locale RS-232 computer-modem funzioni ad una
velocità fissa.
Il beneficio di questa configurazione è che l'utente
remoto vede sempre un prompt di login immediato.
Il lato negativo è che il sistema non sa quale sia la vera
velocità di trasmissione
dati di un utente, quindi programmi a tutto schermo come Emacs
non modificheranno i loro metodi di rappresentazione dello schermo per
ottimizzare la risposta su connessioni lente.L'altra scuola di pensiero configura le proprie interfacce RS-232
verso il modem per variare la propria velocità rispetto a quella
di connessione dell'utente remoto.
Ad esempio, le connessioni V.32bis (14.4 Kbps) faranno sì
che il modem faccia funzionare la propria interfaccia RS-232 a
19.2 Kbps, mentre le connessioni a 2400 bps faranno sì
che funzioni a 2400 bps.
Poiché getty non comprende nessun valore
restituito dal modem riguardo la velocità di connessione,
getty darà un messaggio
login: ad una velocità iniziale fissata e
aspetterà i caratteri in risposta. Se l'utente vede caratteri
strani, si assume che sappia che dovrà premere
Invio finché non vedrà un prompt
riconoscibile. Se le frequenze di trasmissione non concordano,
getty vedrà tutto ciò che l'utente
preme come spazzatura, cercherà di passare alla
velocità seguente e invierà
il prompt login: di nuovo. Questa procedura
potrebbe continuare ad nauseam, ma normalmente ci vogliono solo una o
due pressioni sui tasti prima che l'utente veda un buon prompt.
Ovviamente, questa
sequenza di login non è pulita come la precedente a
velocità fissata, ma un utente su una
connessione a bassa velocità dovrebbe ricevere una risposta
interattiva migliore da programmi a tutto schermo.Questa sezione cercherà di fornire informazioni di
configurazione bilanciate, ma è indirizzata verso l'approccio di
avere la frequenza di trasmissione del modem
che segue la velocità della connessione./etc/gettytab/etc/gettytab/etc/gettytab è un file di
configurazione sul modello di &man.termcap.5; per &man.getty.8;.
Si prega di vedere la pagina man di &man.gettytab.5; per le
informazioni complete sul formato del file
e la lista delle sue possibilità.Configurazione a Velocità FissaSe stai fissando la frequenza di comunicazione del modem ad
una velocità particolare, probabilmente non avrai bisogno di
effettuare nessun cambiamento a
/etc/gettytab.Configurazione a Velocità ConcordataC'è bisogno di impostare una voce in
/etc/gettytab per dare a
getty le informazioni sulla velocità che
si vuole usare per il modem. Se si possiede un modem a
2400 bps, probabilmente è possibile usare
la voce D2400 già esistente.#
# Terminali chiamanti veloci, a rotazione 2400/1200/300
# (può impostarsi in tutti i modi)
#
D2400|d2400|Fast-Dial-2400:\
:nx=D1200:tc=2400-baud:
3|D1200|Fast-Dial-1200:\
:nx=D300:tc=1200-baud:
5|D300|Fast-Dial-300:\
:nx=D2400:tc=300-baud:Se si possiede un modem con velocità maggiore,
probabilmente sarà necessario
aggiungere una voce in /etc/gettytab; qui
c'è un esempio per modem a 14.4 Kbps modem con una
velocità massima d'interfaccia di 19.2 Kbps:#
# Aggiunte per un modem V.32bis
#
um|V300|High Speed Modem at 300,8-bit:\
:nx=V19200:tc=std.300:
un|V1200|High Speed Modem at 1200,8-bit:\
:nx=V300:tc=std.1200:
uo|V2400|High Speed Modem at 2400,8-bit:\
:nx=V1200:tc=std.2400:
up|V9600|High Speed Modem at 9600,8-bit:\
:nx=V2400:tc=std.9600:
uq|V19200|High Speed Modem at 19200,8-bit:\
:nx=V9600:tc=std.19200:Questo risulterà in una connessione a 8-bit, senza
parità.L'esempio precedente avvia la comunicazione a 19.2 Kbps
(per una connessione V.32bis), poi cicla tra 9600 bps (per
V.32), 2400 bps, 1200 bps, 300 bps, e poi ancora a
19.2 Kbps.
Il ciclo sulle frequenze di comunicazione è implementato con
nx= (next table).
Ogni linea usa una voce tc= (table
continuation) per continuare a leggere le impostazioni
standard per una frequenza particolare.Se hai un modem a 28.8 Kbps e/o vuoi avvantaggiarti della
compressione su un modem a 14.4 Kbps, hai bisogno di usare una
frequenza di comunicazione più alta di 19.2 Kbps. Qui
c'è un esempio di voce per gettytab che
imposta la velocità a 57.6 Kbps:#
# Aggiunte per modem V.32bis o V.34 Modem
# Impostazione a 57.6 Kbps
#
vm|VH300|Very High Speed Modem at 300,8-bit:\
:nx=VH57600:tc=std.300:
vn|VH1200|Very High Speed Modem at 1200,8-bit:\
:nx=VH300:tc=std.1200:
vo|VH2400|Very High Speed Modem at 2400,8-bit:\
:nx=VH1200:tc=std.2400:
vp|VH9600|Very High Speed Modem at 9600,8-bit:\
:nx=VH2400:tc=std.9600:
vq|VH57600|Very High Speed Modem at 57600,8-bit:\
:nx=VH9600:tc=std.57600:Se hai una CPU lenta o un carico di sistema pesante e non hai
porte seriale 16550A, potresti ricevere errori
siosilo a
57.6 Kbps./etc/ttys/etc/ttysLa configurazione del file /etc/ttys
è stata affrontata nella .
La configurazione dei modem è simile ma dobbiamo passare
un argomento differente a getty e specificare un
tipo di terminale differente. Il formato generale per la
configurazione sia a velocità fissata che per quella
concordata è:ttyd0 "/usr/libexec/getty xxx" dialup onIl primo elemento nella linea precedente è il file di
dispositivo per questa voce — ttyd0 significa
che /dev/ttyd0 è il file che verrà
tenuto d'occhio da getty. Il secondo elemento,
"/usr/libexec/getty xxx"
(xxx verrà rimpiazzato dalla
capacità iniziale di gettytab) è
il processo che init eseguirà sul
dispositivo. Il terzo elemento, dialup, è
il tipo predefinito di terminale. Il quarto parametro,
on, indica a init che quella
linea è operativa. Potrebbe esserci un quinto parametro,
secure, ma dovrebbe essere usato solo per i
terminali che siano fisicamente sicuri (come la console di
sistema).Il tipo di terminale predefinito (dialup
nell'esempio precedente) potrebbe dipendere dalle preferenze locali.
dialup è il terminale tradizionale
predefinito sulle linee di ingresso in maniera che gli utenti possano
personalizzare i loro script di login per notare quando il terminale
è dialup e modificare
automaticamente il loro tipo di terminale. Ad ogni modo, l'autore
ritiene più semplice specificare vt102 come
tipo di terminale predefinito, poiché l'utente può usare
semplicemente un'emulazione VT102 sul suo sistema remoto.Dopo aver effettuato i cambiamenti a
/etc/ttys, puoi inviare un segnale
HUP a init per fargli
rileggere il file. Puoi usare il comando
&prompt.root; kill -HUP 1
per inviare il segnale. Se questa è la prima volta che cambi
le impostazioni del sistema, puoi aspettare finché il modem non
sia configurato in maniera appropriata e connesso, prima di inviare il
segnale a init.Configurazione a Velocità FissaPer una configurazione a velocità fissa, la voce
in ttys ha bisogno di una voce che gestisca la
velocità fissa anche per getty.
Per un modem la cui velocità sulla porta
sia bloccata a 19.2 Kbps, la voce in ttys
potrebbe essere così:ttyd0 "/usr/libexec/getty std.19200" dialup onSe il tuo modem è bloccato su una frequenza di
trasmissione differente, sostituisci il valore appropriato per
std.velocità
al posto di std.19200. Assicurati di usare
un tipo valido elencato in
/etc/gettytab.Configurazione a Velocità ConcordataIn una configurazione a velocità concordata, la voce in
ttys deve fare riferimento alla voce
iniziale auto-baud (sic) in
/etc/gettytab. Ad esempio, se hai aggiunto la
riga suggerita precedentemente per un modem con velocità
variabile che inizi a 19.2 Kbps (la riga in
gettytab contenente
il punto d'avvio V19200), la riga in
ttys potrebbe essere questa:ttyd0 "/usr/libexec/getty V19200" dialup on/etc/rc.serialfile rcrc.serialI modem ad alta velocità, come i V.32, i V.32bis, e i V.34,
necessitano di un controllo di flusso hardware
(RTS/CTS).
Puoi aggiungere dei comandi stty al file
/etc/rc.serial per impostare i
flag di controllo di flusso nel kernel FreeBSD per le porte del
modem.Ad esempio per impostare il flag termioscrtscts sui dispositivi di inizializzazione
di ingresso e uscita della porta seriale numero 1
(COM2), si possono aggiungere le
seguenti linee a /etc/rc.serial:# Configurazione iniziale della porta seriale
stty -f /dev/ttyid1 crtscts
stty -f /dev/cuai01 crtsctsImpostazioni del ModemSe hai uno di quei modem i cui parametri possono essere impostati in
maniera permanente in RAM non volatile, avrai bisogno di usare un
programma terminale (come Telix su MS-DOS o tip sotto
FreeBSD) per impostare i parametri. Collegati al modem usando le stesse
velocità iniziali e di comunicazione
che userebbe getty e configura la RAM non volatile
secondo queste necessità:CD attivo per la connessioneDTR attivo per l'operazione; l'assenza del
DTR porta allo scollegamento della linea e al reset del modemCTS controllo di flusso dei dati
trasmessiDisabilita il controllo di flusso
XON/XOFFRTS controllo di flusso dei dati
ricevutiModalità silenziosa (nessun codice di risposta)Nessun echo dei comandiLeggi la documentazione del tuo modem per capire quali
comandi e/o impostazioni per i DIP switch sia necessario
fornirgli.Ad esempio, per impostare i parametri precedenti su un USRobotics
Sportster 14.400 esterno, si potrebbero dare questi comandi
al modem:ATZ
AT&C1&D2&H1&I0&R2&WPotresti anche sfruttare questa opportunità per raffinare
le impostazioni del modem, ad esempio per decidere se dovrà usare
V.42bis e/o la compressione MNP5.Il modem esterno USR Sportster 14.400 ha anche dei DIP switch
che devono essere impostati; per altri modem, forse potrai usare queste
impostazioni come esempio:Switch 1: SU — DTR NormaleSwitch 2: N/D (Codici di Risposta Verbali/Codici di Risposta
NumericiSwitch 3: SU — Sopprime i Codici di RispostaSwitch 4: GIÙ — Nessun echo, comandi offline Switch 5: SU — Auto rispostaSwitch 6: SU — Carrier Detect NormaleSwitch 7: SU — Carica i valori predefiniti
dall'NVRAMSwitch 8: N/D (Modalità intelligente/modalità
stupida)I codici di risposta dovrebbero essere disabilitati/soppressi per i
modem chiamanti per evitare i problemi che possono capitare
se getty dà incidentalmente un prompt
login: ad un modem che si trova in modalità
di comando ed il modem restituisce l'eco del comando o un codice di
risposta. Questa sequenza può portare ad una lunga, stupida
conversazione tra getty ed il modem.Configurazione a Velocità FissaPer una configurazione a velocità fissa, avrai bisogno di
configurare il modem affinché mantenga una frequenza dati
da modem a computer indipendente dalla frequenza di comunicazione.
Su un modem esterno USR Sportster 14.400
questi comandi bloccheranno la velocità dati tra modem e
computer alla velocità con la quale i comandi sono stati
inviati:ATZ
AT&B1&WConfigurazione a Velocità ConcordataPer una configurazione a velocità concordata, sarà
necessario configurare il modem affinché modifichi la frequenza
dei dati della porta seriale relativamente alla velocità di
arrivo. Su un modem esterno USR Sportster 14.400, questi comandi
causeranno il blocco della frequenza di trasmissione dati con
correzione d'errore del modem sulla velocità con il quale
è stato inviato il comando, ma permetteranno variazioni della
velocità della porta seriale per le connessioni senza
correzione d'errore:ATZ
AT&B2&WVerifica della Configurazione del ModemLa maggior parte dei modem ad alta velocità fornisce
comandi per verificare i parametri funzionali usati dal modem in
maniera più o meno comprensibile.
Sui modem esterni USR Sportster 14.400, il comando
ATI5 mostra le impostazioni che sono immagazzinate
nella RAM non volatile. Per vedere i veri parametri operativi del
modem (così come vengono influenzati dai DIP switch dell'USR),
usa i comandi ATZ e ATI4.Se hai modem di marche differenti, verifica il manuale del tuo
modem per vedere come sia possibile un ulteriore controllo sui
parametri di configurazione del modem.Risoluzione dei ProblemiQuesti sono un po' di passi che è possibile seguire per
verificare il funzionamento del modem sul tuo sistema.Verifica del Sistema FreeBSDCollega il modem al sistema FreeBSD, avvia il sistema, e,
se il tuo modem ha luci di indicazione dello stato, guarda se la luce
DTR del modem si accende quando appare il prompt
login: sulla console del sistema
— se si accende, dovrebbe significare che FreeBSD ha avviato
un processo getty sulla porta di comunicazione
appropriata e sta aspettando una chiamata dal modem.Se l'indicatore DTR non lampeggia, effettua il
login sul sistema FreeBSD dalla console e dai il comando ps
ax per verificare se FreeBSD sta cercando di eseguire un
processo getty sulla porta corretta. Dovresti
vedere linee come queste tra i processi mostrati: 114 ?? I 0:00.10 /usr/libexec/getty V19200 ttyd0
115 ?? I 0:00.10 /usr/libexec/getty V19200 ttyd1Se vedi qualcosa di diverso, come questo: 114 d0 I 0:00.10 /usr/libexec/getty V19200 ttyd0ed il modem non ha ancora accettato chiamate, ciò
significa che getty ha completato l'apertura della
porta di comunicazione.
Questo potrebbe indicare un problema nei cavi o un modem
mal configurato, poiché getty non dovrebbe
completare l'apertura della porta fino al rilevamento del segnale
CD (carrier detect).Se non vedi nessun processo getty in attesa
sulla porta ttydN
scelta, ricontrolla le voci in /etc/ttys per
vedere se ci sono errori lì. Inoltre, controlla il file di log
/var/log/messages per vedere se ci sono messaggi
di init o getty
riguardo i loro problemi. Se ci sono messaggi, ri-ricontrolla i file
di configurazione /etc/ttys e
/etc/gettytab, ed anche i file speciali di
dispositivo /dev/ttydN, cercando ogni errore,
voce mancante, o file di dispositivo mancante.Tentativo di Connessione in IngressoCerca di collegarti dall'esterno al sistema; assicurati di usare 8
bit, nessuna parità, e 1 bit di stop sul sistema remoto. Se
non ottieni un prompt, o vengono visualizzati caratteri strani, prova
a premere Invio circa una volta per secondo.
Se dopo un po' ancora non vedi un prompt login:,
prova inviare un'INTERRUZIONE. Se stai usando un
modem ad alta velocità per effettuare la chiamata, prova a
richiamare dopo aver bloccato la velocità dell'interfaccia del
modem (tramite AT&B1 su un USR
Sportster, ad esempio).Se ancora non ottieni alcun prompt login:,
verifica /etc/gettytab ancora e ricontrolla
che:La capacità iniziale specificata in
/etc/ttys per quella linea corrisponda a
quella in /etc/gettytabOgni campo nx= corrisponda ad un
valore in gettytabOgni campo tc= corrisponda a un altro nome
di capacità in gettytabSe chiami ma il modem su FreeBSD non risponde,
assicurati che il modem sia configurato per rispondere alla chiamata
quando viene fornito un segnale DTR. Se il modem
sembra essere configurato correttamente, verifica che la linea
DTR sia attiva controllando
gli indicatori luminosi del modem (se ne ha).Se hai già controllato tutto quanto più volte ed
ancora non funziona, fai una pausa e riprova in seguito. Se ancora
non funziona puoi provare a inviare un messaggio di posta elettronica
alla &a.questions; descrivendo il tuo modem ed il tuo problema, e i
bravi ragazzi della lista cercheranno di darti una mano.Servizio di Effettuazione Chiamateservizio di effettuazione chiamateI seguenti sono consigli per far sì che la tua macchina sia in
grado di connettersi tramite modem ad un altro computer. Questo è
appropriato per stabilire una sessione terminale con un host
remoto.Questo è utile per collegarsi ad una BBS.Questo tipo di connessione può essere estremamente utile per
ottenere un file da Internet se hai problemi con il PPP. Se hai
bisogno di usare l'FTP ed il PPP non funziona, usa la sessione terminale
per eseguire l'FTP.
Poi usa zmodem per trasferire il file sulla tua macchina.Il Mio Modem Hayes Stock Non È Supportato, Cosa Posso
Fare?Effettivamente, la pagina man di tip
è un po' datata.
C'è un compositore Hayes generico già integrato. Usa
semplicemente at=hayes nel tuo
/etc/remote file.Il driver Hayes non è abbastanza intelligente da riconoscere
alcune delle caratteristiche avanzate dei nuovi modem—messaggi
come BUSY, NO DIALTONE, o
CONNECT 115200 lo confonderanno e basta. Dovrai
disattivare questi messaggi quando usate tip (usando
ATX0&W).Inoltre, il timeout di composizione per tip
è di 60 secondi.
Il tuo modem dovrebbe usare qualcosa di meno, altrimenti tip
penserà che ci sia un problema di comunicazione. Prova
ATS7=45&W.Come viene fornito, tip non supporta ancora
i modem Hayes completamente. La soluzione è modificare il file
tipconf.h nella directory
/usr/src/usr.bin/tip/tip. Ovviamente avrai
bisogno della distribuzione con i sorgenti per fare ciò.Modifica la linea #define HAYES 0 a
#define HAYES 1. Poi dai i comandi
make e make install.
Tutto funziona bene dopo aver fatto questo.Come Dovrei Inserire Questi Comandi AT?/etc/remoteInserisci quella che viene definita una voce diretta
nel file /etc/remote. Ad esempio, se il tuo modem
è collegato alla prima porta seriale,
/dev/cuaa0, allora inserisci la riga
seguente:cuaa0:dv=/dev/cuaa0:br#19200:pa=noneUsa la frequenza di bps più alta supportata dal tuo modem per
il valore di br. Poi, digita tip cuaa0 e verrai
connesso al tuo modem.Se non c'è nessuna /dev/cuaa0 sul tuo
sistema, fai questo:&prompt.root; cd /dev &prompt.root; sh MAKEDEV cuaa0O usa cu come root con il
seguente comando:&prompt.root; cu -llinea -s velocitàlinea è la porta seriale
(es. /dev/cuaa0) e
velocità è la velocità
(es. 57600). Quando hai finito di inserire i comandi
AT premi ~. per uscire.Il Simbolo @ per il Valore pn Non
Funziona!Il simbolo @ come valore del numero telefonico
dice a tip di andare a cercare un numero telefonico in
/etc/phones.
Ma il segno @ è anche un carattere speciale
nei file come /etc/remote. Devi farne l'escape con
un backslash:pn=\@Come Posso Chiamare Un Numero Telefonico Da Riga di
Comando?Metti una cosiddetta voce generica in
/etc/remote. Ad Esempio:tip115200|Chiama un qualunque numero a 115200 bps:\
:dv=/dev/cuaa0:br#115200:at=hayes:pa=none:du:
tip57600|Chiama un qualunque numero a 57600 bps:\
:dv=/dev/cuaa0:br#57600:at=hayes:pa=none:du:Poi puoi fare una cosa simile:&prompt.root; tip -115200 5551234Se preferisci cu a tip,
usa una voce generica per cu:cu115200|Usa cu per chiamare un numero qualsiasi a 115200bps:\
:dv=/dev/cuaa1:br#57600:at=hayes:pa=none:du:e digita:&prompt.root; cu 5551234 -s 115200Devo Digitare La Frequenza di bps Ogni Volta Che lo Faccio?Metti una voce per tip1200 o
cu1200, ma vai avanti e inserisci una qualunque
frequenza di bps appropriata per il valore di br.
tip pensa che un buon valore predefinito sia
1200 bps, motivo per cui cerca una voce per
tip1200.
Non sei obbligato a usare 1200 bps, comunque.Accedo ad un Grande Numero di Host attraverso un Server di
TerminaliInvece di aspettare fino ad essere connesso e poi digitare
CONNECT <host> ogni volta, usa la
funzionalità cm di tip. Ad esempio, queste
voci in /etc/remote:pain|pain.deep13.com|La macchina di Forrester:\
:cm=CONNECT pain\n:tc=deep13:
muffin|muffin.deep13.com|La macchina di Frank:\
:cm=CONNECT muffin\n:tc=deep13:
deep13:Server di terminali del Gizmonics Institute:\
:dv=/dev/cuaa2:br#38400:at=hayes:du:pa=none:pn=5551234:ti permetteranno di digitare tip pain o
tip muffin per collegarti agli host pain o muffin, e
tip deep13 per il server di terminali.Tip Può Provare Più di una Linea per ogni
Sito?Questo è spesso un problema quando una università ha
molte linee di modem e molte migliaia di studenti cercano di
usarle.Inserisci una voce per la tua università in
/etc/remote e usa @ per il
campo pn:big-university:\
:pn=\@:tc=dialout
dialout:\
:dv=/dev/cuaa3:br#9600:at=courier:du:pa=none:Poi, elenca i numeri di telefono dell'università in
/etc/phones:big-university 5551111
big-university 5551112
big-university 5551113
big-university 5551114tip proverà ognuno di questi secondo
l'ordine, poi smetterà. Se vuoi continuare a riprovare, esegui
tip in un ciclo while.Perché Devo Premere CtrlP Due Volte per Inviare Un Solo CtrlP?CtrlP è il carattere predefinito per
forzare, usato per dire a tip che il
prossimo carattere è un dato letterale. Puoi impostare il
carattere per forzare a qualsiasi altro carattere con il comando di
escape ~s, che significa imposta una
variabile.Digita
~sforce=singolo-carattere
seguito da un ritorno a capo.
singolo-carattere è un
qualsiasi carattere singolo. Se non date nessun
singolo-carattere, allora il carattere per
forzare sarà il carattere nullo, che è possibile ottenere
premendo Ctrl2 o CtrlSpazio.
Un valore abbastanza buono per il
singolo-carattere è
ShiftCtrl6, che è usato solo da alcuni server di
terminali.Potete far sì che il carattere per forzare sia un qualsiasi
carattere vogliate specificando la riga seguente nel file
$HOME/.tiprc:force=<singolo-carattere>Improvvisamente Tutto Quello che Digito È in
MAIUSCOLO??Devi aver premuto CtrlA, il raise character, di
tip progettato specificamente per le persone con il
tasto caps-lock rotto. Usa ~s come mostrato prima
per impostare la variabile raisechar a qualcosa di
ragionevole. In pratica, puoi impostarla allo stesso valore del
carattere per forzare, se pensi di non usare mai queste due
caratteristiche.Qui c'è un file .tiprc di esempio per gli utenti
Emacs che hanno bisogno di premere
Ctrl2 e CtrlA molto spesso:force=^^
raisechar=^^Il carattere ^^ è
ShiftCtrl6.Come Posso Trasferire File con tip?Se stai parlando ad altri sistemi Unix, puoi mandare e ricevere file
con ~p (put) e
~t (take). Questi comandi eseguono
cat ed echo sul sistema remoto
per accettare e inviare file. La sintassi è:~pfile-localefile-remoto~tfile-remotofile-localenon c'è controllo d'errore, quindi probabilmente dovresti
usare un altro protocollo, come zmodem.Come Posso Eseguire zmodem con tip?Per ricevere file, avvia il programma di invio sul lato remoto.
Poi, digita ~C rz per iniziare a ricevere in
locale.Per inviare file, avvia il programma di ricezione sul lato remoto.
Poi, digita ~C sz files
per inviarli sul sistema remoto.KazutakaYOKOTAContributo di BillPaulBasato su un documento di Impostazione della Console Serialeconsole serialeIntroduzioneFreeBSD ha la capacità di avviare un sistema con soltanto un
terminale stupido su porta seriale come console. Una configurazione
simile dovrebbe essere utile per due tipi di persone: amministratori di
sistema che desiderano installare FreeBSD su macchine che non hanno
tastiera o monitor connesso, e sviluppatori che vogliono effettuare il
debug del kernel o dei driver.Come descritto nel , FreeBSD implementa un
avviamento composto da tre stadi. I primi due stadi sono
nel blocco di avvio che viene immagazzinato all'inizio
della slice di FreeBSD sul disco d'avvio. Il blocco di avvio
poi carica ed avvia il loader (/boot/loader)
come terzo stadio.Per poter impostare la console seriale devi configurare il codice
del blocco di avvio, il codice del loader ed il kernel.Configurazione della Console SerialePreparazione di un cavo seriale.cavo null-modemAvrai bisogno di un cavo null-modem o di un cavo seriale
standard ed un adattatore null-modem. Guarda
per una discussione
sui cavi seriali.Scollegamento della tastiera.La maggior parte dei sistemi PC verifica la presenza di una
tastiera durante il Power-On Self-Test (POST) e dà un errore
se la tastiera non viene rilevata. Alcune macchine si lamentano
parecchio per la mancanza della tastiera e non proseguono l'avvio
finché non viene collegata.Se il tuo computer si lamenta per questo errore,
ma si avvia lo stesso, allora non devi fare nulla di speciale.
(Alcune macchine con BIOS Phoenix semplicemente dicono
Keyboard failed e continuano ad avviarsi
normalmente).Se il tuo computer rifiuta di avviarsi senza la tastiera
allora dovrai configurare il BIOS affinché ignori questo
errore (se possibile). Consulta il manuale della tua scheda madre
per maggiori dettagli su come fare ciò.Impostare la tastiera su Non installata nel
setup del BIOS non significa che non
potrai usare la tastiera. Tutto quel che fa è dire al BIOS
di non verificare la presenza di una tastiera all'accensione, in
modo che non segnali che la tastiera non è collegata.
Puoi lasciare la tastiera collegata anche con questa opzione
impostata a Non installata e la tastiera
funzionerà lo stesso.Se il tuo sistema ha un mouse PS/2, le possibilità di
dover scollegare il mouse allo stesso modo della tastiera
sono alte.
Questo perché i mouse PS/2 condividono dell'hardware
con la tastiera e lasciando il mouse collegato potresti
ingannare la verifica della tastiera facendogli credere
che sia ancora presente. Si dice che il sistema
Gateway 2000 Pentium 90 MHz con BIOS AMI funzioni
così.
In generale, questo non è un problema perché il
mouse non è comunque particolarmente utile senza la
tastiera.Collegamento di un terminale stupido alla
COM1
(sio0).Se non possiedi un terminale stupido, puoi usare un
vecchio PC/XT con un programma per modem, o la porta seriale di un
altra macchina Unix. Se non hai una COM1
(sio0), trovane una.
Attualmente, non c'è altro modo di scegliere
una porta diversa dalla COM1
per i blocco di avvio senza doverlo ricompilare. Se stai
già usando la COM1 per un altro
dispositivo, dovrai rimuoverlo temporaneamente ed
installare un nuovo blocco di avvio ed un nuovo kernel
una volta che FreeBSD sia funzionante. (Si assume che la
COM1 sia sempre disponibile
su un server di file/calcolo/terminali; se davvero hai bisogno
della COM1 per qualcos'altro
(e non puoi passare quel qualcosa alla
COM2 (sio1)),
allora probabilmente non dovresti nemmeno avere a che fare con
tutto questo in primo luogo).Assicurati che il file di configurazione del tuo kernel abbia
i parametri appropriati impostati per la
COM1
(sio0).I parametri rilevanti sono:0x10Abilita il supporto alla console per questa unità.
Gli altri parametri di console sono ignorati se non è
fissato questo.
Attualmente, al massimo un'unità può avere il
supporto alla console; verrà preferita la prima
(secondo l'ordine nel file di configurazione) con questo
parametro.
Questa opzione non renderà la porta seriale la
console.
Imposta il parametro seguente o usa l'opzione
descritta più in basso, insieme a
questa impostazione.0x20Forza questa unità ad essere la console (a meno che
sia presente un'altra console con priorità più
alta), trascurando l'opzione discussa
precedentemente. Questo parametro
rimpiazza l'opzione COMCONSOLE in FreeBSD
versione 2.X. Il parametro
0x20 deve essere usato insieme al
.0x40Riserva questa unità (insieme a
0x10) e rende l'unità indisponibile
per l'accesso normale. Non dovresti impostare questo
parametro sull'unità della porta seriale che desideri
usare come console seriale. L'unico uso di questo parametro
è per designare l'unità per il debug remoto
del kernel. Guarda il Developer's
Handbook per maggiori informazioni sul
debugging remoto.In FreeBSD 4.0 o successivo, la semantica del
parametro 0x40 è leggermente
differente e c'è un altro parametro per specificare
una porta seriale per il debug remoto.Esempio:device sio0 at isa? port IO_COM1 flags 0x10 irq 4Guarda la pagina man &man.sio.4; per maggiori dettagli.Se i parametri non sono stati impostati, sarà necessario
eseguire UserConfig (su una console differente) o ricompilare il
kernel.Creazione di boot.config nella directory
radice della partizione a nel disco di
avvio.Questo file istruirà il codice del blocco di avvio su
come vuoi avviare il sistema. Per poter attivare la console
seriale, avrai bisogno di una o più delle seguenti
opzioni—se vuoi opzioni multiple, includile tutte sulla
stessa linea:Passa dalla console interna a quella seriale. Puoi usarla
per cambiare i dispositivi console. Ad esempio, se avvii
dalla console interna (video), puoi usare
per dirigere il loader ed il kernel
in modo che usino la porta seriale come dispositivo per la
console. Alternativamente, se avvii da porta seriale, puoi
usare l'opzione per dire al loader ed al
kernel di usare lo schermo come console.Passa da una configurazione singola a una duplice. Nella
configurazione singola la console sarà o quella interna
(il display video) o la porta seriale, a seconda dello
stato dell'opzione già descritta.
Nella configurazione duplice, sia il display video che la
porta seriale diventeranno la console allo stesso momento,
senza curarsi dello stato dell'opzione .
Ad ogni modo, nota che questa configurazione duplice ha
effetto solo durante l'esecuzione del blocco di avvio.
Una volta che il loader ha assunto il controllo, la console
specificata da diventa l'unica.Fa sì che il blocco di avvio verifichi la presenza
della tastiera. Se non ne viene rilevata nessuna, le opzioni
e
vengono impostate automaticamente.A causa delle costrizioni relative allo spazio
nelle versioni attuali del blocco di avvio, l'opzione
è in grado di riconoscere solo le
tastiere estese. Le tastiere con meno di 101 tasti (e senza
i tasti F11 e F12) potrebbero non essere rilevate.
Le tastiere su alcuni computer portatili potrebbero
non essere rilevate a causa di questa limitazione.
Se questo è il caso del tuo sistema,
devi abbandonare l'opzione .
Sfortunatamente non c'è nessun metodo per aggirare
questo problema.Usa l'opzione per selezionare
la console automaticamente, o l'opzione per
attivare la console seriale.Puoi includere altre opzioni come descritte in
&man.boot.8;.Le opzioni, eccetto , verranno passate al
loader (/boot/loader). Il loader
determinerà quale tra il video interno o la console seriale
debba diventare la console esaminando lo stato dell'opzione
. Ciò significa che se specifichi
l'opzione ma non la
in /boot.config, puoi usare la porta seriale
come console soltanto durante l'esecuzione del blocco di avvio; il
loader userà il video interno come console.Avviamento della macchina.Quando avvii la tua macchina FreeBSD, il blocco di avvio
scriverà il contenuto di /boot.config
sulla console. Ad esempio:/boot.config: -P
Keyboard: noLa seconda linea appare solo se metti l'opzione
in /boot.config ed indichi
la presenza/assenza della tastiera. Questo messaggio va alla
console seriale o a quella interna, o a entrambe, a seconda
dell'opzione in /boot.config.OpzioniI messaggi vanno anessunaconsole internaconsole serialeconsole seriale ed internaconsole seriale ed interna, tastiera presenteconsole interna, tastiera assenteconsole serialeDopo i messaggi precedenti, ci sarà una piccola pausa
prima che il blocco di avvio continui nel caricamento del loader e
prima che ulteriori messaggi vengano scritti sulla console.
In circostanze normali, non hai necessità di interrompere il
blocco di avvio, ma potresti volerlo fare per verificare che tutto
sia impostato correttamente.Premi un tasto qualsiasi, differente da
Invio, alla console per interrompere il processo
di avvio. Il blocco di avvio aspetterà ulteriori azioni.
Dovresti vedere qualcosa del genere:>> FreeBSD/i386 BOOT
Default: 0:wd(0,a)/boot/loader
boot:Verifica se il messaggio precedente appare sulla console seriale
o su quella interna o su entrambe, secondo le opzioni poste in
/boot.config. Se il messaggio appare nella
console corretta, premi Invio per continuare il
processo di avvio.Se vuoi la console seriale ma non riesci a vedere il prompt sul
terminale seriale, qualcosa è sbagliato nelle tue
impostazioni. Nel frattempo, scrivi e premi
Invio (se possibile) per dire al blocco di avvio (e al loader e al
kernel) di scegliere la porta seriale per la console. Una volta
che il sistema è attivo, torna indietro e verifica cosa
è andato storto.Dopo che il loader è stato caricato e ti trovi nel terzo
stadio del processo di avvio puoi ancora passare dalla console interna
alla console seriale impostando le variabili d'ambiente appropriate nel
loader. Guarda la .SommarioQui c'è il sommario delle varie impostazioni discusse in
questa sezione e la console eventualmente selezionata.Caso 1: Imposti il flag 0x10 per
sio0device sio0 at isa? port IO_COM1 flags 0x10 irq 4Opzioni in /boot.configConsole durante i blocco di avvioConsole durante il loaderConsole nel kernelnienteinternainternainternaserialeserialeserialeseriale ed internainternainternaseriale ed internaserialeseriale, tastiera presenteinternainternainterna, tastiera assenteseriale ed internaserialeserialeCaso 2: Imposti il flag 0x30 per sio0device sio0 at isa? port IO_COM1 flags 0x30 irq 4Opzioni in /boot.configConsole durante i blocco di avvioConsole durante il loaderConsole nel kernelnienteinternainternaserialeserialeserialeserialeseriale ed internainternaserialeseriale ed internaserialeseriale, tastiera presenteinternainternaseriale, tastiera assenteseriale ed internaserialeserialeConsigli per una Console SerialeImpostazione di una Velocità Maggiore della Porta
SerialeDi default, le impostazioni della porta seriale sono: 9600 baud, 8
bit, nessuna parità, ed 1 bit di stop. Se desideri cambiare
la velocità, avrai bisogno di ricompilare almeno il blocco di
avvio. Aggiungi la linea seguente a
/etc/make.conf e compila il nuovo blocco di
avvio:BOOT_COMCONSOLE_SPEED=19200Se la console seriale è configurata in qualche altra
maniera invece di essere selezionata all'avvio con
, o se la console seriale usata dal kernel
è differente da quella usata dal blocco di avvio, allora
dovrai aggiungere anche le opzioni seguenti al file di
configurazione del kernel e compilare un nuovo kernel:options CONSPEED=19200Utilizzo di una Porta Seriale Differente da
sio0 per la ConsoleUsare una porta seriale differente da
sio0 come
console richiede un po' di ricompilazione. Se vuoi usare un'altra
porta seriale per qualche motivo, ricompila il blocco di avvio, il
loader ed il kernel come segue.Ottieni i sorgenti del kernel. (Guarda il )Modifica /etc/make.conf e imposta
BOOT_COMCONSOLE_PORT all'indirizzo della
porta che vuoi usare (0x3F8, 0x2F8, 0x3E8 o 0x2E8). Solo
i dispositivi da sio0 a
sio3 (COM1
a COM4) possono essere usati; le schede
seriali multiporta non funzioneranno. Non sono necessarie
impostazioni per gli interrupt.Crea un file di configurazione del kernel personalizzato e
aggiungi i flag appropriati per la porta seriale che intendi
usare.
Ad esempio, se vuoi fare di sio1
(COM2) la console:device sio1 at isa? port IO_COM2 flags 0x10 irq 3odevice sio1 at isa? port IO_COM2 flags 0x30 irq 3I flag di console per le altre porte seriali non dovrebbero
essere impostati.Ricompila ed installa il blocco di avvio ed il loader:&prompt.root; cd /sys/boot
&prompt.root; make
&prompt.root; make installRicompila ed installa il kernel.Scrivi il blocco di avvio sul disco di avvio con
&man.disklabel.8; ed avvia con il nuovo kernel.Accesso al Debugger DDB dalla Linea SerialeSe desideri entrare nel debugger del kernel dalla console seriale
(utile per diagnostiche remote, ma anche molto pericoloso se generi
un BREAK spurio sulla porta seriale!) allora dovrai compilare
il tuo kernel con le opzioni seguenti:options BREAK_TO_DEBUGGER
options DDBCome Ottenere un Prompt di Login sulla Console SerialeAnche se questo non è necessario, potresti desiderare un
prompt di login sulla linea seriale, ora
che puoi vedere i messaggi di avvio e puoi accedere a sessioni di
debug del kernel attraverso la console seriale.
Qui è spiegato come fare.Apri il file /etc/ttys con un editor
e trova queste linee:ttyd0 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secure
ttyd1 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secure
ttyd2 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secure
ttyd3 "/usr/libexec/getty std.9600" unknown off secureI dispositivi da ttyd0 a
ttyd3
corrispondono a COM1 fino a
COM4. Cambia off a
on per la porta desiderata. Se hai cambiato la
velocità della porta seriale, dovrai cambiare
std.9600 affinché corrisponda
all'impostazione corrente, ad es. std.19200.Potresti anche desiderare cambiare il tipo di terminale da
unknown al tipo effettivo del tuo terminale
seriale.Dopo avere modificato il file, devi dare un kill -HUP
1 affinché i cambiamenti abbiano effetto.Cambiamento della Console dal LoaderLe sezioni precedenti hanno descritto come impostare la console
seriale lavorando sul blocco di avvio. Questa sezione mostra come
specificare a console inserendo alcuni comandi ed alcune variabili
di ambiente nel loader. Quando il loader verrà invocato al terzo
stadio del processo di avvio, dopo il blocco di avvio, le impostazioni
nel loader prenderanno il posto di quelle nel blocco di avvio.Impostazione della Console SerialePuoi facilmente specificare al loader ed al kernel di usare
la console seriale scrivendo una sola riga in
/boot/loader.rc:set console=comconsoleCiò sarà efficace in ogni caso, qualunque siano le
impostazioni nel blocco di avvio discusse nella sezione
precedente.Sarebbe meglio mettere la linea precedente come prima linea
di /boot/loader.rc in modo da vedere
i messaggi sulla console seriale il prima possibile.Altrimenti, puoi specificare la console interna come:set console=vidconsoleSe non imposti la variabile di ambiente
console del loader, quest'ultimo, e
conseguentemente anche il kernel, useranno
una console qualunque indicata dall'opzione
nel blocco di avvio.Nelle versioni 3.2 o successive, è possibile specificare
la console in
/boot/loader.conf.local o
/boot/loader.conf, piuttosto che in
/boot/loader.rc. Con questo metodo il tuo
/boot/loader.rc dovrebbe apparire
così:include /boot/loader.4th
startPoi, crea /boot/loader.conf.local ed
aggiungi lì la linea seguente.console=comconsoleoconsole=vidconsoleGuarda &man.loader.conf.5; per maggiori informazioni.Al momento il loader non ha un'opzione equivalente alla
del blocco di avvio, e non c'è
possibilità di scegliere automaticamente la console interna e
la console seriale basandosi sulla presenza di una tastiera.Utilizzo di una Porta Seriale Diversa da
sio0 per la ConsoleSarà necessario ricompilare il loader per usare una
porta seriale differente da sio0 per la
console seriale. Segui la procedura descritta nella .AvvertimentoL'idea di tutto questo è di permettere alla gente di mettere
su server dedicati che non abbiano bisogno di hardware grafico o di
tastiere. Sfortunatamente, mentre la maggior parte dei sistemi
ti permetteranno di avviare senza tastiera, ce ne sono alcuni che
non ti permetteranno di partire senza un adattatore grafico.
Le macchine con BIOS AMI possono essere configurate per partire senza
adattatori grafici cambiando semplicemente il valore di graphics
adapter nella configurazione CMOS a Not
installed.Ad ogni modo, molte macchine non supportano questa opzione e si
rifiuteranno di avviarsi se non si ha hardware grafico nel sistema.
Con queste macchine, avrai bisogno di lasciare un qualche tipo di scheda
grafica attaccata, (anche una scheda monocromatica di recupero) sebbene
non avrai necessità di collegare un monitor.
Potresti anche tentare di installare un BIOS AMI.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/vinum/chapter.sgml b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/vinum/chapter.sgml
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+++ b/it_IT.ISO8859-15/books/handbook/vinum/chapter.sgml
@@ -1,1035 +1,1023 @@
Il Gestore di Volumi VinumSinossiQualunque siano i dischi che hai, ci saranno sempre delle
limitazioni:Potrebbero essere troppo piccoli.Potrebbero essere troppo lenti.Potrebbero essere troppo inaffidabili.GregLeheyOriginariamente scritto da
- Dischi troppo piccoli
+ Dischi Troppo PiccoliVinum
- Volumi
- Gestore
+ RAID
+ SoftwareVinum è un Volume
Manager, ovvero un driver virtuale di disco che si occupa dei
tre problemi indicati nella sinossi. Diamo un'occhiata in dettaglio a
questi problemi, per cui sono state proposte e implementate varie
soluzioni.I dischi stanno diventando sempre più grandi, ma questo
è vero anche le necessità di spazio per i dati. Spesso
sentirai il bisogno di avere un file system più grande dei dischi
che possiedi. Effettivamente questo problema non è così
grave come lo era dieci anni fa, ma è sempre presente. Alcuni
sistemi risolvono la questione creando un dispositivo astratto che
ripartisce i suoi dati su vari dischi.
- Colli di bottiglia nell'accesso
+ Colli di Bottiglia nell'AccessoI moderni sistemi hanno frequentemente la necessità di
accedere ai dati in modo concorrente. Ad esempio, un grande server FTP o
HTTP può avere migliaia di sessioni concorrenti e molteplici
connessioni da 100 Mbit/s verso il mondo esterno, ben oltre il
transfer rate (velocità di trasferimento) che la maggior parte dei
dischi può sostenere.I dischi odierni possono trasferire sequenzialmente dati fino a
70 MB/s, ma questo valore ha poca importanza in un ambiente dove
molti processi indipendenti accedono al disco, in quanto raggiungerebbero
solo una frazione di quella velocità. In questi casi è
più interessante vedere il problema dal punto di vista del
sottosistema dischi: il parametro importante è il carico che il
trasferimento pone sul sottosistema, in altre parole il tempo per cui il
trasferimento occupa i dischi necessari per lo stesso.In ogni trasferimento da disco il drive deve prima posizionare le
testine, poi aspettare che il primo settore passi sotto la testina di
lettura e solo dopo può effettuare il trasferimento. Queste azioni
possono essere considerate atomiche: non ha alcun senso
interromperle.Considera un tipico trasferimento di circa
10 kB: l'attuale generazione di dischi ad alte prestazioni può
posizionare le testine in circa 3,5 ms. I dischi più veloci
ruotano a 15.000 rpm, quindi la latenza media rotazionale (mezzo
giro) è di 2 ms. A 70 MB/s, il trasferimento in
sé occupa circa 150 μs, quasi nulla in confronto al tempo
di posizionamento. In questo caso il transfer rate effettivo può
scendere fino a poco oltre 1 MB/s e questo è charamente molto
dipendente dalla dimensione del trasferimento.La tradizionale e ovvia soluzione a questo collo di bottiglia è
più assi: invece di usare un grande disco si usano
molti piccoli dischi con la stessa dimensione totale. Ogni disco è
capace di posizionarsi e trasferire dati indipendentemente quindi la
velocità effettiva aumenta di un fattore vicino al numero di dischi
usati.L'esatto fattore di miglioramento è, ovviamente, più
piccolo del numero di dischi: benché ogni disco sia capace di
trasferire in parallelo non c'è modo di assicurare che le richieste
siano distribuite uniformemente tra tutti i dischi. Inevitabilmente il
carico su uno dei dischi è più alto che sugli altri.
-
- concatenazione
- Vinum
-
+ concatenazione dei dischiVinumconcatenazioneL'uniformità della distribuzione del carico sui dischi è
fortemente dipendente dal modo in cui i dati sono condivisi tra i dischi
stessi. Nella seguente discussione è conveniente pensare allo
spazio di immagazzinamento come se fosse diviso in un gran numero di
settori identificati da un indirizzo numerico, come pagine in un libro.
Il metodo più ovvio è di dividere il disco virtuale in
gruppi di settori consecutivi della dimensione dei dischi fisici e
immagazzinarli in questa maniera, come strappare un grosso libro in
piccole sezioni. Questo metodo è chiamato
concatenazione e ha il vantaggio di non avere
particolari richieste sulla dimensione degli specifici dischi.
Funziona bene quando l'accesso al
disco virtuale è ben ripartito tra tutto il suo spazio di
indirizzamento. Quando l'accesso è concentrato in una piccola area
il miglioramento è meno marcato. La
illustra la sequenza in cui le unità di immagazzinamento sono
allocate nell'organizzazione concatenata.
- Organizzazione concatenata
+ Organizzazione Concatenata
-
- striping
- Vinum
-
+ striping dei dischiVinumstripingRAIDlivello 0RAID-0Un metodo alternativo è dividere lo spazio in più
piccole componenti di egual dimensione e immagazzinarle sequenzialente su
differenti dispositivi. Per esempio i primi 256 settori potrebbero essere
immagazzinati sul primo disco, i seguenti 256 settori sul disco seguente e
così via. Dopo aver immagazzinato i dati sull'ultimo disco il
processo si ripete finché i dischi non sono pieni. Questo
mappamento è chiamato striping (letteralmente
"a bande") o RAID-0
RAID
-
- Redundant Array of Inexpensive Disks
- RAID significa Redundant Array of
Inexpensive Disks (insieme ridondante di dischi non
costosi) e offre varie forme di tolleranza ai problemi. Nel caso del
RAID-0 il termine è leggermente fuorviante: in
effetti non dà alcuna ridondanza..
Lo striping richiede qualche sforzo aggiuntivo per localizzare i dati e
può causare carico di I/O aggiuntivo quando il trasferimento
è distribuito tra vari dischi, ma aiuta il carico a essere ben
distribuito tra i vari dischi. La illustra
la sequenza in cui i blocchi di dati sono allocati nell'organizzazione in
striping.
- Organizzazione in striping
+ Organizzazione in Striping
- Integrità dei dati
+ Integrità dei DatiL'ultimo problema dei dischi attuali è che sono inaffidabili.
Benché la loro affidabilità sia aumentata tremendamente
durante gli ultimi anni sono tuttora il componente di un server che ha
la maggior probabilità di rompersi. Quando succede i risultati
possono essere catastrofici: rimpiazzare un disco rotto e riempirlo dei
dati originari può richiedere giorni.
-
- mirroring
- Vinum
-
+ mirroring dei dischiVinummirroringRAIDlivello 1RAID-1Il metodo tradizionale per affrontare questo problema si chiama
mirroring (letteralmente "specchiatura") e consiste
nel tenere due copie dei dati su hardware fisici differenti. Con
l'avvento dei livelli RAID questa tecnica è
stata chiamata RAID di livello 1 o
RAID-1. Ogni scrittura su disco scrive in entrambe le
locazioni; una lettura può essere soddisfatta da entrambi quindi se
un disco si rompe i dati sono sempre disponibili sull'altro disco.Il mirroring ha due problemi:Il prezzo. Richiede il doppio dello spazio di
immagazzinamento delle soluzioni non ridondanti.L'impatto sulle prestazioni. La scrittura deve essere
compiuta su entrambi i dischi quindi la banda occupata raddoppia.
Le letture non soffrono di problemi sulle prestazioni: possono
perfino essere più veloci.Vinumstriping con paritàRAIDlivello 5RAID-5Una soluzione alternativa è la
parità, implementata nel
RAID di livello 2, 3, 4 e 5. Di questi, il
RAID-5 è il più interessante. La sua
implementazione in Vinum è una variante dell'organizzazione in
striping che dedica un blocco di ogni banda alla parità degli
altri blocchi. Per come è implementato in Vinum, ogni blocco
RAID-5 è simile a un blocco in striping, con
la differenza che implementa il RAID-5 includendo un
blocco di parità per ogni banda. Come richiesto dal
RAID-5 la locazione di questi blocchi di parità
cambia da ogni banda alla successiva. I numeri nei blocchi dati indicano
il numero dei blocchi relativi.Organizzazione RAID-5Comparandolo al mirroring, il RAID-5 ha il
vantaggio di richiedere molto meno spazio di immagazzinamento. La
velocità di lettura è simile all'organizzazione in
striping, ma in scrittura l'accesso è significativamente più
lento, circa il 25% della performance di lettura. Se uno dei dischi si
rompe l'aggregato continua a lavorare con performance peggiorate: la
lettura da uno dei dischi rimanenti continua normalmente, ma la lettura
dal disco rotto è ricalcolata dai corrispondenti blocchi dei
dischi rimanenti.Oggetti VinumPer risolvere questi problemi Vinum implementa una categoria di
oggetti a quattro livelli:L'oggetto più visibile è il disco virtuale,
chiamato volume. I volumi hanno essenzialmente
le stesse proprietà di un disco UNIX™, benché ci
sia qualche differenza minore. Non hanno limiti di dimensione.I volumi sono composti da plex, ognuno dei
quali rappresenta il completo spazio di indirizzamento del volume.
È quindi questo il livello della gerarchia che gestisce la
ridondanza dei dati. Pensa ai plex come a singoli dischi collegati
tra loro in mirroring, ognuno contenete gli stessi dati.Dato che Vinum vive all'interno del framework UNIX™ di
immagazzinamento dei dati sarebbe possibile utilizzare le partizioni
UNIX™ come blocchi basilari per costruire i plex multidisco,
ma questo approccio sarebbe in effetti troppo poco flessibile: i
dischi UNIX™ possono avere solo un limitato numero di
partizioni; al contrario Vinum suddivide le singole partizioni
UNIX™ (drive, ovvero dischi) in aree
contigue chiamate subdisks (sottodischi), che
solo a loro volta utilizzati come elementi per costruire i
plex.I sottodischi risiedono su drive Vinum, che
attualmente sono partizioni UNIX™. I drive Vinum possono
contenere qualsiasi quantità di sottodischi. Con l'eccezione
di una piccola area all'inizio del drive, che è usata per
immagazzinare informazioni sulla configurazione e sullo stato,
l'intero drive è disponibile per l'ìimmagazzinamento
dei dati.La sezione seguente descrive come gli oggetti sopra discussi possano
dare le funzionalità richieste.
- Considerazioni sulle dimensioni dei volumi
+ Considerazioni sulle Dimensioni dei VolumiI plex possono contenere molteplici sottodischi distribuiti tra
tutti i drive presenti nella configurazione di Vinum, questo permette
alla dimensione dei plex, e quindi anche dei volumi, di non essere
limitata dalla dimensione dei singoli dischi.
- Immagazzinamento ridondante dei dati
+ Immagazzinamento Ridondante dei DatiVinum implementa il mirroring collegando più plex allo stesso
volume, ogni plex contiene la rappresentazione di tutti i dati del
volume. Un volume può contenere da uno ad otto plex.Nonostante un plex rappresenti i dati di un volume per intero,
è possibile che parti di questa rappresentazione vengano a
mancare o per scelta (non definendo dei sottodischi per alcune parti del
plex) o per accidente (come risultato della rottura del disco che le
conteneva). Finché almeno un plex contiene i dati di tutto lo
spazio d'indirizzamento del volume, il volume stesso è
completamente funzionale.
- Considerazioni sulle prestazioni
+ Considerazioni sulle PrestazioniVinum implementa sia la concatenazione che lo striping al livello di
plex:Un plex concatenato usea lo spazio di
indirizzamento di ogni sottodisco a turno.Un plex in striping suddivide i dati tra
ogni sottodisco. I sottodischi devono tutti avere la stessa
dimensione e devono essere presenti almeno due sottodischi
perché esista differenza da un plex concatenato.
- Quale organizzazione per i plex?
+ Quale Organizzazione per i Plex?La versione di Vinum distribuita con FreeBSD &rel.current;
implementa due tipi di plex:I plex concatenati, che sono i più flessibili: possono
contenere qualsiasi numero di sottodischi e questi possono avere
qualsiasi dimensione. Il plex può essere esteso aggiungendo
sottodischi. Richiede meno tempo di CPU di un
plex in striping, benché la differenza in carico di
CPU non sia misurabile. D'altro canto sono
più suscettibili agli hot spot (letteralmente zona
calda): casi in cui un disco è molto attivo mentre
gli altri sono fermi.Il più grande vantaggio dei plex in striping
(RAID-0) è la loro capacità di
ridurre gli hot spot: scegliendo una dimensione di striping ottimale
(circa 256 kB) si può ridistribuire il carico sui drive.
Gli svantaggi di questo approccio sono codice più complesso e
restrizioni sui sottodischi: devono essere tutti della stessa
dimensione, inoltre estendere il plex aggiungendo sottodischi
è così complicato che attualmente Vinum non lo
implementa. Vinum aggiunge anche un'ulteriore restrizione
elementare: un plex in striping deve contenere almeno due
sottodischi, dato che sarebbe altrimenti indistinguibile da un plex
concatenato.La riassume vantaggi e svantaggi
di ogni tipo di organizzazione dei plex.
Organizzazione dei Plex VinumTipo di plexSottodischi minimiSottodischi aggiungibiliDimensioni forzatamente ugualiApplicazioneconcatenato1sìnoImmagazzinamento di grandi moli di dati con la massima
flessibilità e prestazioni moderatestriping2nosìAlte prestazioni in casi di accessi altamente
concorrenti
- Alcuni esempi
+ Alcuni EsempiVinum mantiene un database della configurazione
che descrive gli oggetti del sistema conosciuti. Inizialmente l'utente
crea il database della configurazione da uno o più file di
configurazione, con l'aiuto del programma &man.vinum.8;. Vinum
immagazzina una copia del database di configurazione in ogni slice del
disco (che Vinum chiama device, ovvero
dispositivo) sotto il suo controllo.
Questo database è aggiornato a ogni cambi
di stato in modo che un riavvio possa recuperare accuratamente lo stato di
ogni oggetto Vinum.
- Il file di configurazione
+ Il File di ConfigurazioneIl file di configurazione descrive singoli oggetti Vinum. La
definizione di un semplice volume potrebbe essere: drive a device /dev/da3h
volume myvol
plex org concat
sd length 512m drive aQuesto file descrive quattro oggetti Vinum:La linea drive descrive la partizione del
disco (drive) e la sua locazione relativa
all'hardware sottostante. Gli viene assegnato il nome simbolico
a. Questa separazione dei nomi simbolici dai
nomi di dispositivo permette di muovere i dischi da una locazione ad
un'altra senza confusione.La linea volume descrive un volume.
L'unico attributo richiesto è il nome, in questo caso
myvol.La linea plex definisce un plex.
L'unico parametro richiesto è il tipo di organizzazione, in
questo caso concat. Non è necessario
un nome: il sistema genera un nome automaticamente a partire dal
nome del volume, aggiungendo un suffisso
.px, dove
x indica il numero del plex nel volume. Il
plex verrà quindi chiamato
myvol.p0.La linea sd descrive un sottodisco.
Le spefiche minime sono il nome del drive su cui immagazzinarlo e
la lunghezza del sottodisco. Come per i plex non è
necessario un nome: il sistema assegna automaticamente nomi
derivati dal nome del plex, agigungendo il suffisso
.sx, dove
x indica il numero del sottdisco nel plex,
quindi Vinum darà a questo sottodisco il nome di
myvol.p0.s0.Dopo aver elaborato questo file, &man.vinum.8; produce il seguente
output: &prompt.root; vinum -> create config1
Configuration summary
Drives: 1 (4 configured)
Volumes: 1 (4 configured)
Plexes: 1 (8 configured)
Subdisks: 1 (16 configured)
D a State: up Device /dev/da3h Avail: 2061/2573 MB (80%)
V myvol State: up Plexes: 1 Size: 512 MB
P myvol.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB
S myvol.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MBQuesto output mostra il formato di elenco breve di &man.vinum.8;,
che è rappresentato graficamente nella
.
- Un semplice volume Vinum
+ Un Semplice Volume VinumQuesta figura e quelle che seguono rappresentano un volume
contenente dei plex che a loro volta contengono dei sottodischi.
In questo semplice esempio il volume contiene un plex e il plex
contiene un sottodisco.Questo particolare volume non ha specifici vantaggi su una
convenzionale partizione di disco. Contiene un singolo plex, quindi non
è ridondante. Il plex contiene un solo sottodisco, quindi non
c'è differenza nell'immagazzinamento dei dati. Le sezioni
seguenti mostrano vari metodi di configurazione più
interessanti.
- Aumentare la resistenza alle rotture: il mirroring
+ Aumentare la Resistenza alle Rotture: il MirroringIl mirroring può aumentare, in un volume, la resistenza alle
rotture. Quando si definisce un volume in mirroring è importante
assicurarsi che i sottodischi di ogni plex siano su dischi differenti,
in modo che la rottura di un drive non blocchi entrambi i plex. La
seguente configurazione mostra un volume in mirroring: drive b device /dev/da4h
volume mirror
plex org concat
sd length 512m drive a
plex org concat
sd length 512m drive bIn questo esempio non è necessario specificare nuovamente la
definizione del drivea, dato che Vinum mantiene
traccia di tutti gli oggetti nel suo database di configurazione. Dopo
aver elaborato questa definizione, la configurazione appare
così: Drives: 2 (4 configured)
Volumes: 2 (4 configured)
Plexes: 3 (8 configured)
Subdisks: 3 (16 configured)
D a State: up Device /dev/da3h Avail: 1549/2573 MB (60%)
D b State: up Device /dev/da4h Avail: 2061/2573 MB (80%)
V myvol State: up Plexes: 1 Size: 512 MB
V mirror State: up Plexes: 2 Size: 512 MB
P myvol.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB
P mirror.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB
P mirror.p1 C State: initializing Subdisks: 1 Size: 512 MB
S myvol.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB
S mirror.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB
S mirror.p1.s0 State: empty PO: 0 B Size: 512 MB mostra la struttura
graficamente.
- Un volume Vinum in mirroring
+ Un Volume Vinum in MirroringIn questo esempio ogni plex contiene l'intero spazio di
indirizzamento di 512 MB. Come nel precedente esempio ogni plex
contiene un solo sottodisco.
- Ottimizzazione delle prestazioni
+ Ottimizzazione delle PrestazioniIl volume in mirroring dell'esempio precedente è più
resistente alle rotture di un volume non in mirroring, ma le sue
prestazioni sono inferiori: ogni scrittura sul volume richiede una
scrittura su ognuno dei drive, utilizzando quindi una maggior frazione
della banda passante totale dei dischi. Considerazioni sulle
prestazioni portano ad un differente approccio: al posto del mirroring,
i dati vengono posti su più dischi possibile utilizzando lo
striping. La seguente configruazione mostra un volume con un plex in
striping su quattro dischi: drive c device /dev/da5h
drive d device /dev/da6h
volume stripe
plex org striped 512k
sd length 128m drive a
sd length 128m drive b
sd length 128m drive c
sd length 128m drive dCome prima non è necessario definire i drive che Vinum
già conosce. Dopo aver elaborato queste definizioni la
configurazione appare così: Drives: 4 (4 configured)
Volumes: 3 (4 configured)
Plexes: 4 (8 configured)
Subdisks: 7 (16 configured)
D a State: up Device /dev/da3h Avail: 1421/2573 MB (55%)
D b State: up Device /dev/da4h Avail: 1933/2573 MB (75%)
D c State: up Device /dev/da5h Avail: 2445/2573 MB (95%)
D d State: up Device /dev/da6h Avail: 2445/2573 MB (95%)
V myvol State: up Plexes: 1 Size: 512 MB
V mirror State: up Plexes: 2 Size: 512 MB
V striped State: up Plexes: 1 Size: 512 MB
P myvol.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB
P mirror.p0 C State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB
P mirror.p1 C State: initializing Subdisks: 1 Size: 512 MB
P striped.p1 State: up Subdisks: 1 Size: 512 MB
S myvol.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB
S mirror.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 512 MB
S mirror.p1.s0 State: empty PO: 0 B Size: 512 MB
S striped.p0.s0 State: up PO: 0 B Size: 128 MB
S striped.p0.s1 State: up PO: 512 kB Size: 128 MB
S striped.p0.s2 State: up PO: 1024 kB Size: 128 MB
S striped.p0.s3 State: up PO: 1536 kB Size: 128 MB
- Un volume Vinum in striping
+ Un Volume Vinum in StripingQuesto volume è rappresentato nella
. L'intensità delle strisce
indica la posizione all'interno dello spazio di inidirizzamento del
plex: le più chiare all'inizio, le più scure alla
fine.
- Resistenza alle rotture e prestazioni
+ Resistenza alle Rotture e PrestazioniCon hardware a sufficenza è
possibile creare volumi con miglioramenti sia nella resistenza alle
rotture che nelle prestazioni, comparati alle normali partizioni
UNIX™. Una tipica configurazione potrebbe essere: volume raid10
plex org striped 512k
sd length 102480k drive a
sd length 102480k drive b
sd length 102480k drive c
sd length 102480k drive d
sd length 102480k drive e
plex org striped 512k
sd length 102480k drive c
sd length 102480k drive d
sd length 102480k drive e
sd length 102480k drive a
sd length 102480k drive bI sottodischi del secondo plex sono spostati di due posti rispetto a
quelli del primo plex: questo aumenta le probabilità che le
scritture non utilizzino lo stesso sottodisco anche in caso che un
trasferimento utilizzi entrambi i drive.La rappresenta la struttura di
questo volume.
- Un volume Vinum in mirroring e striping
+ Un Volume Vinum in Mirroring e Striping
- Nomenclatura degli oggetti
+ Nomenclatura degli OggettiCome descritto sopra, Vinum assegna nomi di default a plex e
sottodischi, benché questi possano essere cambiati. Cambiare il
nome di default non è raccomandato: l'esperienza con il VERITAS
volume manager, che permette la nomenclatura arbitraria degli oggetti, ha
mostrato che questa flessibilità non porta vantaggi significativi e
può causare confusione.I nomi possono contenere ogni carattere non blank (i caratteri di
spazio, tabulazione, cambio riga) ma è consigliato limitarsi a
lettere, cifre e il carattere di underscore (il carattere di
sottolineatura). I nomi di volumi, plex e sottodischi possono essere
lunghi fino a 64 caratteri, i nomi di drive invece hanno un massimo di 32
caratteri./dev/vinumI nomi assegnati agli oggetti Vinum sono nella gerarchia
/dev/vinum.
La configurazione di Vinum mostrata sopra creerebbe i seguenti
dispositivi:I dispositivi di controllo
/dev/vinum/control e
/dev/vinum/controld, utilizzati
rispettivamente da &man.vinum.8; e dal demone Vinum.Voci di dispositivi a blocchi e a caratteri per ogni volume.
Questi sono i principali dispositivi utilizzati da Vinum. I
dispositivi a blocchi hanno il nome dei relativi volumi, quelli a
caratteri, seguendo la tradizione BSD, hanno una lettera
r all'inizio del nome. Quindi la configurazione
vista sopra genererebbe i dispositivi a blocchi
/dev/vinum/myvol,
/dev/vinum/mirror,
/dev/vinum/striped,
/dev/vinum/raid5 e
/dev/vinum/raid10, e i dispositivi a
caratteri /dev/vinum/rmyvol,
/dev/vinum/rmirror,
/dev/vinum/rstriped,
/dev/vinum/rraid5 e
/dev/vinum/rraid10.
In questo c'è un ovvio problema: è possibile avere due
volumi chiamati r e rr che
avrebbero un conflitto nel creare il nodo
/dev/vinum/rr: sarebbe il dispositivo a
caratteri per il volume r o il dispositivo a
blocchi per il volume rr? Attualmente Vinum non
si interessa di questo conflitto: il volume definito per primo prende
il nome.Una directory /dev/vinum/drive con voci
per ogni disco. Queste voci sono in effetti dei collegamenti simbolici
ai rispettivi nodi di disco.Una directory /dev/vinum/volume con voci per
ogni volume. Contiene sottodirectory per ogni plex, che a loro volta
contengono sottodirectory per ogni sottodisco.Le directory /dev/vinum/plex,
/dev/vinum/sd e
/dev/vinum/rsd contengono i dispositivi a
blocchi per ogni plex, dispositivo a blocchi e dispositivo a caratteri
per ogni sottodisco rispettivamente.Ad esempio, considera il seguente file di configurazione: drive drive1 device /dev/sd1h
drive drive2 device /dev/sd2h
drive drive3 device /dev/sd3h
drive drive4 device /dev/sd4h
volume s64 setupstate
plex org striped 64k
sd length 100m drive drive1
sd length 100m drive drive2
sd length 100m drive drive3
sd length 100m drive drive4Dopo aver elaborato questo file, &man.vinum.8; crea la seguente
struttura in /dev/vinum: brwx------ 1 root wheel 25, 0x40000001 Apr 13 16:46 Control
brwx------ 1 root wheel 25, 0x40000002 Apr 13 16:46 control
brwx------ 1 root wheel 25, 0x40000000 Apr 13 16:46 controld
drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 drive
drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 plex
crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 2 Apr 13 16:46 rs64
drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 rsd
drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 rvol
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 2 Apr 13 16:46 s64
drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 sd
drwxr-xr-x 3 root wheel 512 Apr 13 16:46 vol
/dev/vinum/drive:
total 0
lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive1 -> /dev/sd1h
lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive2 -> /dev/sd2h
lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive3 -> /dev/sd3h
lrwxr-xr-x 1 root wheel 9 Apr 13 16:46 drive4 -> /dev/sd4h
/dev/vinum/plex:
total 0
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x10000002 Apr 13 16:46 s64.p0
/dev/vinum/rsd:
total 0
crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20000002 Apr 13 16:46 s64.p0.s0
crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20100002 Apr 13 16:46 s64.p0.s1
crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20200002 Apr 13 16:46 s64.p0.s2
crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 0x20300002 Apr 13 16:46 s64.p0.s3
/dev/vinum/rvol:
total 0
crwxr-xr-- 1 root wheel 91, 2 Apr 13 16:46 s64
/dev/vinum/sd:
total 0
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20000002 Apr 13 16:46 s64.p0.s0
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20100002 Apr 13 16:46 s64.p0.s1
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20200002 Apr 13 16:46 s64.p0.s2
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20300002 Apr 13 16:46 s64.p0.s3
/dev/vinum/vol:
total 1
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 2 Apr 13 16:46 s64
drwxr-xr-x 3 root wheel 512 Apr 13 16:46 s64.plex
/dev/vinum/vol/s64.plex:
total 1
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x10000002 Apr 13 16:46 s64.p0
drwxr-xr-x 2 root wheel 512 Apr 13 16:46 s64.p0.sd
/dev/vinum/vol/s64.plex/s64.p0.sd:
total 0
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20000002 Apr 13 16:46 s64.p0.s0
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20100002 Apr 13 16:46 s64.p0.s1
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20200002 Apr 13 16:46 s64.p0.s2
brwxr-xr-- 1 root wheel 25, 0x20300002 Apr 13 16:46 s64.p0.s3Benché sia raccomandato non allocare nomi specifici a plex e
sottodischi, i drive di Vinum devono avere un nome. Questo permette di
spostare un disco in una differente locazione e continuare a riconoscerlo
automaticamente. I nomi di drive possono essere lunghi fino a 32
caratteri.
- Creare i file system
+ Creare i File SystemI volumi appaiono al sistema identici ai dischi, con un'eccezione.
Differentemente dai dischi UNIX™, Vinum non partiziona i volumi,
che quindi non contengono una tabella delle partizioni. Questo ha reso
necessario modificare alcuni programmi di utilità del disco, tra
cui &man.newfs.8;, che prcedentemente cercava di interpretare l'ultima
lettera di un volume Vinum come un identificatore di partizione.
Ad esempio un disco potrebbe avere un nome come
/dev/ad0a o /dev/da2h.
Questi nomi rappresentano la prima partizione
(a) del primo (0) disco IDE
(ad) e l'ottava partizione
(h) del terzo (2) disco SCSI
(da), rispettivamente. Al contrario un volume
Vinum potrebbe essere chiamato
/dev/vinum/concat, un nome che non ha alcuna
relazione con nomi di partizione.Normalmente &man.newfs.8; interpreta il nome del disco e si lamenta
se non riesce a comprenderlo. Per esempio:&prompt.root; newfs /dev/vinum/concat
newfs: /dev/vinum/concat: can't figure out file system partitionPer poter creare un file system su questo volume usa &man.newfs.8;
con l'opzione :&prompt.root; newfs -v /dev/vinum/concatConfigurare VinumIl kernel GENERIC non contiene Vinum.
È possibile creare un kernel speciale che lo contenga, ma questo
non è raccomandato: il metodo standard per lanciare Vinum è
come modulo del kernel (kld). Non è neanche
necessario usare &man.kldload.8; per Vinum: quando lanci &man.vinum.8; il
programma controlla se il modulo è stato caricato e, in caso non
sia caricato, lo carica automaticamente.AvvioVinum immagazzina le informazioni sulla configurazione dei dischi
essenzialmente nella stessa forma dei file di configurazione. Quando
legge il database di configurazione Vinum riconosce un numero di
parole chiave che non sono permesse nei file di configurazione, ad
esempio un file di configurazione del disco potrebbe contenere il
seguente testo:volume myvol state up
volume bigraid state down
plex name myvol.p0 state up org concat vol myvol
plex name myvol.p1 state up org concat vol myvol
plex name myvol.p2 state init org striped 512b vol myvol
plex name bigraid.p0 state initializing org raid5 512b vol bigraid
sd name myvol.p0.s0 drive a plex myvol.p0 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 0b
sd name myvol.p0.s1 drive b plex myvol.p0 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 1048576b
sd name myvol.p1.s0 drive c plex myvol.p1 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 0b
sd name myvol.p1.s1 drive d plex myvol.p1 state up len 1048576b driveoffset 265b plexoffset 1048576b
sd name myvol.p2.s0 drive a plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 0b
sd name myvol.p2.s1 drive b plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 524288b
sd name myvol.p2.s2 drive c plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 1048576b
sd name myvol.p2.s3 drive d plex myvol.p2 state init len 524288b driveoffset 1048841b plexoffset 1572864b
sd name bigraid.p0.s0 drive a plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 0b
sd name bigraid.p0.s1 drive b plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 4194304b
sd name bigraid.p0.s2 drive c plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 8388608b
sd name bigraid.p0.s3 drive d plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 12582912b
sd name bigraid.p0.s4 drive e plex bigraid.p0 state initializing len 4194304b driveoff set 1573129b plexoffset 16777216bLe ovvie differenze sono qua la presenza di informazioni esplicite
sulle locazioni e sulla nomenclatura (entrambe permesse, ma scoraggiate,
all'utente) e le informazioni sugli stati (che non sono disponibili
all'utente). Vinum non immagazzina informazioni sui drive tra le
informazioni della configurazione: trova i drive scandendo le partizioni
dei dischi configurati alla ricerca di un'etichetta Vinum. Questo
permette a Vinum di identificare i drive correttamente anche se gli
è stato assegnato un differente codice identificativo di drive
UNIX™.
- Avvio automatico
+ Avvio AutomaticoPer poter lanciare Vinum automaticamente all'avvio del sistema
assicuratevi che le seguenti linee siano nel vostro
/etc/rc.conf:start_vinum="YES" # set to YES to start vinumSe non hai un file /etc/rc.conf, creane uno
con questo contenuto. Questo ordinerà al sistema di caricare
il Vinum kld all'avvio, inizializzando ogni oggetto
menzionato nella configurazione. Questo viene fatto prima del mount
dei file system quindi è possibile fare automaticamente
&man.fsck.8; e mount dei file system su volumi Vinum.Quando esegui Vinum con il comando vinum start
Vinum legge il database di configurazione da uno dei drive Vinum. In
circostanze normali ogni drive contiene una copia identica del
database di configurazione quindi non conta da quale disco viene
letto. Dopo un crash, tuttavia, Vinum deve determinare quale drive
è stato aggiornato più recentemente e leggere la
configurazione da questo drive. Quindi aggiorna la configurazione, se
necessario, sui drive progressivamente più vecchi.
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent
index e85d47cd91..f37494f484 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent
+++ b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/bookinfo.ent
@@ -1,15 +1,17 @@
+
+
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog
index e60239be26..cc7dc4377f 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog
+++ b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/catalog
@@ -1,23 +1,26 @@
-- ...................................................................... --
-- FreeBSD SGML Public Identifiers ...................................... --
-- ...................................................................... --
-- Italian specific ..................................................... --
-- $FreeBSD$
--
PUBLIC "-//FreeBSD//DOCUMENT DocBook Stylesheet//EN"
"freebsd.dsl"
+PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook Language Specific Entities//EN"
+ "l10n.ent"
+
PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook Mailing List Entities//IT"
"mailing-lists.ent"
PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook BookInfo Entities//IT"
"bookinfo.ent"
PUBLIC "-//FreeBSD//DOCUMENT DocBook Stylesheet//IT"
"freebsd.dsl"
PUBLIC "-//FreeBSD//ENTITIES DocBook Translator Entities//IT"
"translators.ent"
diff --git a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl
index d5f400f766..114fbb6390 100644
--- a/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl
+++ b/it_IT.ISO8859-15/share/sgml/freebsd.dsl
@@ -1,72 +1,72 @@
]>
- (define %refentry-xref-link% #t)
-
+
+
+ (define %refentry-xref-link% #t)
+
(define ($email-footer$)
(make sequence
(make element gi: "p"
attributes: (list (list "align" "center"))
(make element gi: "small"
(literal "Questo, ed altri documenti, possono essere scaricati da ")
(create-link
(list (list "HREF" "ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/doc/"))
(literal "ftp://ftp.FreeBSD.org/pub/FreeBSD/doc/"))
(literal ".")))
(make element gi: "p"
attributes: (list (list "align" "center"))
(make element gi: "small"
(literal "Per domande su FreeBSD, leggi la ")
(create-link
(list (list "HREF" "http://www.FreeBSD.org/docs.html"))
(literal "documentazione"))
(literal " prima di contattare <")
(create-link
(list (list "HREF" "mailto:questions@FreeBSD.org"))
(literal "questions@FreeBSD.org"))
(literal ">.")
(make empty-element gi: "br")
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